lunedì, agosto 25, 2008

Tuvixeddu, dialogo o beffa?

E’ una vera apertura al dialogo, quella annunciata dal governatore Renato Soru in merito alla vicenda Tuvixeddu, o soltanto l’anteprima dell’ennesima, amara beffa?”, si chiede il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, in seguito alla convocazione di una riunione con il sindaco di Cagliari, il sovrintendente ai beni culturali e rappresentanti di Coimpresa in contemporanea alla seduta della Giunta regionale nella quale dovrebbe essere discussa l’imposizione di un nuovo vincolo sul colle cagliaritano.

“Di certo, le premesse non sono incoraggianti”, prosegue Diana. “Soru convoca le controparti ma lo fa posando la pistola sul tavolo: in una sala i soggetti coinvolti nell’Accordo di Programma del 2000 discuteranno del futuro di Tuvixeddu, in quella accanto gli Assessori attenderanno pazienti l’ordine di approvare la sospensione dei lavori per altri novanta giorni. Viene difficile pensare che ci possa essere vero dialogo a queste condizioni”.

“Intanto”, conclude il consigliere, “per Tuvixeddu si prospettano altri tre mesi di abbandono e degrado. Non si parli di tutela archeologica e paesaggistica: forse il governatore è in grado di dire che oggi la necropoli è più protetta e valorizzata rispetto a quando è stato adottato il primo provvedimento di vincolo? Certo che no: Tuvixeddu è abbandonato a se stesso per colpa dell’accanimento di Soru nel perseguire un disegno personale che non ha nulla a che vedere con la tutela e la valorizzazione di uno degli angoli più suggestivi e importanti di Cagliari. Il prolungamento dei vincoli non farà altro che aumentare il degrado e continuare a privare la città di uno dei suoi tesori più pregiati”.

martedì, agosto 19, 2008

Emergenza povertà, le priorità della giunta Soru

Non scopriamo certo oggi che l’impoverimento dei sardi ha abbondantemente superato il livello di guardia, ma per il governatore Renato Soru l’unica priorità della Regione sembra essere uscire indenne dalla battaglia politico-giudiziaria per il controllo del Partito Democratico e avere così garantita la ricandidatura, con l’impegno, in caso di vittoria, a ignorare per altri cinque anni i problemi della Sardegna”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana.

“Ormai, le uniche ragioni per cui si sente parlare della giunta Soru sono le rilevazioni sullo stato dell’economia, sempre di segno negativo (basti vedere il drammatico calo dei flussi turistici e le stime sullo spopolamento delle zone interne), e le sonore bocciature che le sue decisioni più controverse continuano ad incassare dai tribunali di ogni ordine e grado”, prosegue Diana. “Purtroppo, però, le sentenze della magistratura arrivano sempre quando i provvedimenti contestati hanno già fatto una mole ingente di danni. Così è accaduto per i vincoli arbitrariamente imposti sul colle di Tuvixeddu, che per lungo tempo hanno sottratto reddito ad imprese e lavoratori. Altrettanto accadrà con il Piano paesaggistico regionale, che il Tar sta bocciando un pezzo dopo l’altro e che i sardi finiranno di spazzare via con il referendum del prossimo autunno. I danni, però, sono già fatti e i dati lo dimostrano. L’emergenza povertà è l’evidente conseguenza di una politica della Giunta regionale fatta di vincoli e proibizioni, di ostacoli alle imprese e di disinteresse per i lavoratori. Per contro, piovono fior di milioni sui soliti consulenti, mentre la gente comune fatica ad arrivare non tanto alla fine del mese ma persino alla metà”.

“Auspicare un cambio di rotta nell’immediato sarebbe un’illusione”, conclude Diana. “E’ evidente che, da parte del centrosinistra, non esiste la volontà politica di intervenire sulla situazione attuale. L’unica speranza può essere riposta nelle elezioni regionali del prossimo anno, quando i sardi avranno l’opportunità di dare il benservito ai responsabili della crisi e di rilanciare lo sviluppo economico dell’Isola per tirarsi fuori dalle secche della povertà”.

giovedì, agosto 14, 2008

Emergenza siccità, cosa aspetta la Giunta a chiedere lo stato di calamità?

Le allarmanti notizie di stampa di questi giorni relative all’emergenza siccità, che rischia di ridurre sul lastrico l’agricoltura sarda, sembrano cogliere di sorpresa soltanto la Giunta regionale, che difatti non ha ancora mosso un dito per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale nonostante il mandato conferitole dal Consiglio regionale nell’ottobre dello scorso anno”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, facendo riferimento all’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Assemblea di via Roma lo scorso 25 ottobre, in seguito alla discussione di una mozione dei gruppi di opposizione di cui lo stesso Diana era il primo firmatario.

“Da allora si sarebbe potuto fare molto”, prosegue il consigliere, “ma la giunta Soru ha preferito venir meno al mandato politico attribuitole dal Consiglio e continuare ad ignorare i problemi di un’agricoltura sarda sempre più abbandonata a se stessa. Intanto sono passati dieci mesi e la situazione si è andata ulteriormente aggravando. Oggi i campi sono all’asciutto e le responsabilità sono sotto gli occhi di tutti: mentre il Consiglio regionale, opposizione in testa, si è impegnato per affrontare il problema, la Giunta, come sempre accade, ha preferito svolgere il ruolo della palla al piede, frenando le iniziative altrui anziché attivarsi come avrebbe dovuto”.

“Quella di oggi è l’ultima occasione utile”, conclude Diana, “per cercare di salvare il salvabile. Se neanche ora la giunta Soru dovesse attivarsi, il centrosinistra sarà ricordato negli anni a venire per aver distrutto l’agricoltura sarda. Un primato di cui non si può certo andare orgogliosi”.

sabato, agosto 09, 2008

La Giunta ‘ambientalista’ bocciata dal Tar per mancato rispetto del protocollo di Kyoto

Dal finto risanamento del bilancio regionale al finto ambientalismo: non passa giorno senza che i tribunali di ogni ordine e grado mettano in luce quanto le politiche ‘virtuose’ della giunta Soru non siano altro che operazioni di facciata dietro cui si celano interessi ben poco nobili”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana. “Dopo la Corte dei Conti, che ha bloccato il nuovo contratto dei dipendenti regionali perché privo di copertura finanziaria a causa della mancata approvazione dell’assestamento di bilancio necessario dopo il giudizio di parificazione negativo sul rendiconto 2006, ora è la volta del Tar Sardegna, che ha bocciato le linee guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici”.

“I giudici amministrativi”, prosegue Diana, “hanno bocciato la parte delle linee guida, adottate dalla Giunta regionale lo scorso 23 maggio, relativa all’installazione degli impianti fotovoltaici nelle aziende agricole, che si voleva limitare alla sola autoproduzione dell’energia elettrica necessaria alla conduzione delle aziende. Una norma che, secondo il Tar, non è in linea con il protocollo di Kyoto, dal momento che costituisce una limitazione alla diffusione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che dovrebbe invece costituire un obiettivo prioritario per qualsiasi amministrazione pubblica. Il rilievo stupisce non poco, visti i proclami ambientalisti che hanno sempre caratterizzato l’azione della giunta Soru, ma del resto, anche alla luce dello studio sull’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili presentato ieri dal Crel, appare evidente come per il centrosinistra la tutela dell’ambiente non sia altro che uno slogan elettorale”.

“Ora, in funzione della sentenza del Tar, le aziende agricole potranno dotarsi di impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica in eccesso rispetto alle esigenze aziendali e dunque per rivenderla, andando ad acquisire quote di mercato che altrimenti sarebbero riservate all’energia prodotta con sistemi molto più inquinanti”, conclude il consigliere. “Una batosta per le politiche anti-ambientali della giunta Soru e l’ennesimo smascheramento di cosa si cela dietro il finto integralismo ecologista che ci è stato propinato dal 2004 a oggi”.

venerdì, agosto 08, 2008

Dopo il bilancio 2006, a Corte dei Conti boccia il nuovo contratto dei regionali

Giornata infausta per la Regione Sardegna, ennesima batosta per il presidente Soru e, ovviamente, grande delusione per i dipendenti della Regione. La Corte dei Conti, infatti, ha bloccato il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. Il tutto è dovuto – si legge nell’ordinanza della Corte dei Conti - alla indeterminatezza delle risorse e alla incertezza finanziaria in cui versa la Regione per effetto della mancata approvazione del rendiconto 2006 che è risultato illegittimo a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. La Regione ha voluto risanare il bilancio – conclude l’on. Diana - occultando il disavanzo con artifizi finanziari scoperti dalla Corte dei Conti e confermati dalla Corte Costituzionale.

martedì, agosto 05, 2008

Caso Tuvixeddu, i responsabili paghino i danni

La sentenza del Consiglio di Stato sul caso Tuvixeddu consente finalmente di ripristinare lo stato di diritto leso dallo spericolato intervento della Regione”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, “ponendo la parola fine su una vicenda imbarazzante nella quale si è pensato di utilizzare le istituzioni come strumento per portare avanti interessi imperscrutabili, cercando di imporre attraverso la forzatura delle procedure la realizzazione di un progetto approvato in modo tutt’altro che trasparente e che nulla aveva a che vedere con la tutela archeologica e paesaggistica della necropoli”.

“Ora”, prosegue Diana, “è giusto che siano i responsabili a pagare personalmente gli enormi danni provocati al Comune di Cagliari, alle imprese che si sono visti bloccati i lavori e agli operai e alle loro famiglie che a causa dei ripetuti interventi d’imperio, decisi dal governatore Renato Soru senza uno straccio di legittimazione, hanno perso lo stipendio. Non si pensi di coprire con i soldi dei cittadini, che non hanno alcuna intenzione di seguire Soru nella sua battaglia fallimentare, gli enormi danni causati dall’atteggiamento della Regione”.

“Se poi il governatore vorrà tentare la via legislativa per rilanciare la sua battaglia”, conclude il consigliere, “sono certo che in Consiglio regionale troverà, non soltanto nell’opposizione ma anche nella sua maggioranza, chi vorrà anteporre le ragioni della tutela del paesaggio, del patrimonio archeologico e culturale della Sardegna e dello sviluppo sostenibile agli interessi che finora hanno animato l’agire della Regione in questa vicenda”.

lunedì, agosto 04, 2008

Nuova Ocm Vino, in Sardegna rischio estirpazione selvaggia

La mancata presentazione da parte della Regione dell’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione mette a rischio i vitigni storici e autoctoni, di cui i proprietari potrebbero decidere di disfarsi in cambio del ricco premio offerto dall’Unione Europea. Lo segnala il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, in un’interrogazione all’Assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Foddis, che sarà presentata alla ripresa dei lavori del Consiglio regionale dopo la pausa estiva.

Nell’interrogazione, Diana fa riferimento al regolamento europeo del 29 aprile scorso, con cui il Consiglio Europeo ha riformato l’Organizzazione Comune del Mercato Vitivinicolo (comunemente nota come Ocm Vino), imponendo agli Stati membri di predisporre le misure di incentivazione per l’estirpazione dei vigneti. Il regolamento è stato recepito il 18 luglio con un decreto del Ministro per le Politiche Agricole, con il quale è stato fissato per il 28 luglio il termine entro il quale le Regioni avrebbero dovuto presentare l’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione. Entro tale data, risultano aver presentato l’elenco soltanto le Regioni Abruzzo, Campania, Lombardia, Sicilia e Calabria e la Provincia Autonoma di Trento. “L’omessa presentazione dell’elenco”, si legge nell’interrogazione, “espone al rischio di estirpazione i vitigni storici e autoctoni, con conseguente pregiudizio per la tutela della biodiversità e del paesaggio, nonché le aree in cui la coltivazione della vite contribuisce alla stabilità idrogeologica del terreno, con conseguente possibilità di aumento del pericolo di frane e smottamenti”.

Diana chiede pertanto all’Assessore “se risponde al vero che la Regione Sardegna non ha provveduto a presentare l’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione entro il termine fissato dal Ministero per le Politiche Agricole”, “per quali ragioni non si è provveduto” e cosa la Giunta regionale intende fare per “evitare che la disponibilità del premio stabilito dall’Unione Europea determini l’estirpazione di vigneti storici e autoctoni o di aree in cui la coltivazione della vite contribuisce alla stabilità idrogeologica del terreno”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata presentazione dell’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione ai sensi della nuova Ocm Vino adottata dall’Unione Europea


Il sottoscritto,

PREMESSO che, con Regolamento (CE) n. 479 del 29 aprile 2008, l’Unione Europea ha riformato l’Organizzazione Comune del Mercato Vitivinicolo (comunemente nota come Ocm Vino), imponendo agli Stati membri l’obbligatorietà della predisposizione delle misure di incentivazione per l’estirpazione dei vigneti;

CONSIDERATO che, con Decreto del Ministro delle Politiche Agricole emanato il 18 luglio u.s., sono state stabilite le modalità per l’ottenimento del premio per l’estirpazione fissato dal Regolamento di cui sopra;

VALUTATO che il Decreto Ministeriale di cui sopra ha fissato per il 28 luglio u.s. il termine ultimo per la presentazione, da parte delle Regioni, dell’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione;

VERIFICATO che, alla scadenza fissata dal Decreto Ministeriale, risultano aver presentato l’elenco delle aree non ammissibili al premio le Regioni Abruzzo, Campania, Lombardia, Sicilia e Calabria e la Provincia Autonoma di Trento;

SOTTOLINEATO che l’omessa presentazione dell’elenco delle aree non ammissibili al premio espone al rischio di estirpazione i vitigni storici e autoctoni, con conseguente pregiudizio per la tutela della biodiversità e del paesaggio, nonché le aree in cui la coltivazione della vite contribuisce alla stabilità idrogeologica del terreno, con conseguente possibilità di aumento del pericolo di frane e smottamenti;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Agricoltura

affinché riferisca

  • Se risponde al vero che la Regione Sardegna non ha provveduto a presentare l’elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l’estirpazione entro il termine fissato dal Ministero per le Politiche Agricole;

  • In caso affermativo, per quali ragioni non si è provveduto;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di evitare che la disponibilità del premio stabilito dall’Unione Europea determini l’estirpazione di vigneti storici e autoctoni o di aree in cui la coltivazione della vite contribuisce alla stabilità idrogeologica del terreno.

Gestione negozi ex Isola, un bando 'su misura' con l'aggiudicatario già deciso

INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sul bando per l’affidamento della gestione dei punti vendita ex Isola


Il sottoscritto,

PREMESSO che

  • L’art. 7, comma 3, della L.R. 11 maggio 2006, n. 4, ha soppresso l’Istituto sardo per l’organizzazione del lavoro artigiano (Isola), attribuendo all’agenzia Sardegna Promozione, così come costituita ai sensi del precedente comma 1, “le funzioni e i compiti svolti dall’Isola in materia di promozione e commercializzazione dei prodotti dell’artigianato tipico, tradizionale ed artistico”;

  • Con Del. n. 11/21 del 19 febbraio 2008, la Giunta regionale ha approvato il piano di liquidazione dell’Isola;


CONSIDERATO che

  • Il 16 luglio u.s. è stato pubblicato sul sito Internet istituzionale della Regione il bando di gara per l’affidamento del servizio di gestione dell’attività di commercializzazione dei prodotti dell’artigianato tradizionale ed artistico sardo, relativo alla gestione dei quattro punti vendita ex Isola già presenti in Sardegna (a Porto Cervo, Sassari e Cagliari, in via Bacaredda e in via Santa Croce) e di due nuovi punti vendita, da individuare a cura degli aspiranti gestori nelle città di Roma e Milano;

  • Nel bando di cui sopra non è previsto alcun ruolo per l’agenzia Sardegna Promozione, né nella selezione dei soggetti cui affidare la gestione dei punti vendita, né nella selezione degli artigiani che forniranno i prodotti da commercializzare; più precisamente, né nel testo del bando, né nel relativo capitolato d’appalto, compare alcun riferimento all’agenzia Sardegna Promozione;


VALUTATO che

  • Il capitolato d’appalto prevede che siano esaminate prioritariamente le offerte relative a tutti e sei i punti vendita, quindi, qualora non fossero state presentate offerte per l’intero ‘pacchetto’, quelle relative ai soli punti vendita già esistenti in Sardegna ed infine quelle relative ai due punti vendita da individuare nel continente e che, in caso di presentazione di offerte relative ai soli punti vendita già esistenti in Sardegna, le offerte relative ai soli punti vendita da individuare nel continente non saranno prese in considerazione;

  • Tale sistema appare macchinoso e poco utile, anche dal punto di vista della ricaduta economica, poiché appare concreto il rischio che i due punti vendita che si intende individuare a Roma e a Milano non vengano mai attivati;

  • Inoltre, l’impossibilità di presentare offerte per la gestione di singoli punti vendita esclude dalla gara gli imprenditori fortemente radicati nel tessuto locale di una qualsiasi delle località sede dei punti vendita e capaci di garantire un alto fatturato relativamente a un singolo punto vendita;


VERIFICATO che

  • Il capitolato d’appalto di cui sopra impone al soggetto aggiudicatario il divieto di commercializzare prodotti diversi da quelli degli artigiani che gli saranno indicati dall’Amministrazione regionale;

  • Tale imposizione, oltre a costituire una limitazione incomprensibile nella gestione dei punti vendita, attribuisce all’Amministrazione regionale un potere eccessivo nei confronti degli artigiani, i quali per poter essere ammessi a commercializzare i loro prodotti nei punti vendita ex Isola dovranno superare una selezione per la quale non sembra essere previsto alcun criterio di trasparenza e che potrebbe essere effettuata con metodi discrezionali o peggio, anziché secondo i principi del libero mercato e della tutela e valorizzazione dell’artigianato tradizionale ed artistico;


PRESO ATTO che

  • La determinazione dell’importo a base d’asta appare eccessivamente complicata e priva di senso logico: è difatti fissato un canone minimo al rialzo di Euro 70.000, relativamente ai soli punti vendita già esistenti in Sardegna, che si applica sia nel caso di offerte per tutti e sei i punti vendita che per i soli punti vendita esistenti, mentre alle offerte relative ai soli punti vendita da individuare nel continente si applica una provvigione libera al rialzo, che però non è dovuta nel caso di offerta complessiva;

  • Il capitolato d’appalto prevede le condizioni, per poter presentare offerte per i punti vendita da attivare a Roma e a Milano (anche nel caso di offerte complessive), di aver già individuato i locali da utilizzare e di poter dimostrare la possibilità di acquisirne la disponibilità in caso di aggiudicazione della gara;

  • Tali condizioni appaiono fortemente discriminanti, dal momento che non appare sufficientemente diffusa la possibilità di individuare con tanto anticipo rispetto all’avvio dell’attività un locale disponibile in una zona centrale e prestigiosa (come è richiesto dal capitolato) delle due più importanti città italiane e di averne la disponibilità garantita fino all’avvenuta aggiudicazione definitiva della gara, per la quale potrebbero essere necessari molti mesi;


SOTTOLINEATO che

  • I termini per la presentazione delle domande di partecipazione appaiono eccessivamente pressanti: il bando è stato pubblicato il 16 luglio u.s., scadrà il 10 settembre p.v. e richiede la presentazione di una mole di documenti di grande complessità come il piano di gestione, il business plan, il piano di marketing e il progetto di allestimento dei locali di Roma e Milano;

  • Per l’elaborazione dei documenti di cui sopra è necessario il ricorso a professionisti del settore, che potrebbero non essere disponibili a lavorare nel mese di agosto, tradizionalmente dedicato alle ferie estive;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale al Turismo, Commercio e Artigianato

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ritirare il bando di cui sopra e di affidare le funzioni di commercializzazione dell’artigianato tradizionale ed artistico sardo all’agenzia Sardegna Promozione, così come previsto dall’art. 7, commi 1 e 3, della L.R. n. 4/2006, eventualmente prevedendo che sia la stessa agenzia ad affidare a soggetti privati la gestione dei punti vendita ex Isola;

  • In alternativa, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di apportare al bando in oggetto le seguenti modifiche:

a) prevedere la possibilità di presentare anche offerte per singoli punti vendita, eventualmente dando priorità alle offerte comprendenti un maggior numero di essi;

b) nel caso in cui non venissero presentate offerte complessive per tutti e sei i punti vendita, prevedere la possibilità di avere più soggetti aggiudicatari fino all’individuazione, se possibile, di un gestore per ciascun punto vendita, onde evitare che qualche punto vendita resti privo di un gestore pur in presenza di offerte ad esso relative;

c) affidare all’agenzia Sardegna Promozione il compito di selezionare una lista di artigiani che dovranno obbligatoriamente essere commercializzati dai soggetti gestori dei punti vendita, lasciando a questi ultimi la facoltà di commercializzare i prodotti di altri artigiani, purché attivi nel campo dell’artigianato tradizionale ed artistico;

d) individuare la base d’asta per ciascun punto vendita in modo più preciso e semplice, indicando un diverso canone minimo di locazione per ciascuno dei punti vendita esistenti e una provvigione minima per ciascuno di quelli da costituire;

e) imporre quale condizione, relativamente ai presentatori di offerte per i punti vendita di Roma e Milano, la capacità di acquisire una sede adatta successivamente all’aggiudicazione dell’appalto, in tempo utile per l’apertura prevista per i punti vendita (otto mesi dall’aggiudicazione) dallo stesso capitolato, indicando l’incapacità di individuare la sede quale clausola di decadenza del contratto con oneri a carico dell’aggiudicatario;

f) posticipare la scadenza della gara al giorno 31 ottobre p.v.