venerdì, dicembre 29, 2006

Trasparenza alla soriana: vediamoci chiaro

INTERPELLANZA DIANA – LIORI sulle misure adottate dalla Giunta regionale al fine di rendere più trasparente l’azione amministrativa della Regione

I sottoscritti,

PREMESSO che, in data odierna, si è tenuta la tradizionale conferenza stampa di fine anno, nella quale il Presidente della Regione ha illustrato i risultati ottenuti nell’anno 2006, ma anche più in generale nella prima metà della tredicesima legislatura, dall’esecutivo da lui presieduto;

CONSIDERATO che, nel corso della conferenza stampa, ai rappresentanti delle testate giornalistiche è stato distribuito un volume intitolato ‘Due anni e mezzo di governo della Regione – 2004-2006’, realizzato a cura dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Regione;

PRESO ATTO che, a una precisa domanda di un cronista relativa al numero di copie del volume fatte stampare dalla Regione e ai relativi costi, il Presidente non ha fornito elementi sufficienti a determinare il costo complessivo dell’operazione;

CONSIDERATO ALTRESI’ che, nel corso della medesima conferenza stampa, il Presidente ha affermato che le deliberazioni della Giunta regionale vengono rese di dominio pubblico sul sito Internet della Regione pochi minuti dopo la loro approvazione;

RAMMENTATO che recentemente, in occasione del Compa di Bologna (Salone europeo della comunicazione pubblica, dei servizi al cittadino e alle imprese), la Regione è stata insignita del premio nazionale ‘Diritto all’informazione’ per la qualità e la tempestività della comunicazione e dei servizi offerti tramite il proprio sito Internet;


CHIEDONO DI INTERPELLARE

il Presidente della Regione

affinché riferisca

  • A quanto ammonta la somma stanziata per la realizzazione, la stampa e la distribuzione del volume intitolato ‘Due anni e mezzo di governo della Regione – 2004-2006’;

  • Se tale somma è aggiuntiva rispetto al programma di comunicazione istituzionale di cui alla Del. n. 15/3 del 13 aprile u.s. e, in caso affermativo, per quale ragione l’operazione di cui sopra non è stata inserita in tale programma;

  • Per quale ragione la Del. n. 53/25 del 23 dicembre 2004 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 54/4 del 30 dicembre 2004 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 7/12 del 22 febbraio 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/10 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/12 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/13 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 10/2 dell’11 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 11/18 del 15 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 13/11 del 29 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 16/1 dell’11 aprile 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 20/18 del 9 maggio 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 45/21 del 27 settembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 52/2 del 9 novembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 56/1 del 1 dicembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 20/16 del 18 maggio 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 33/1 del 25 luglio 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 35/13 dell’8 agosto 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 37/10 del 13 settembre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 44/1 del 25 ottobre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 49/1 del 28 novembre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Alla luce dei pesanti ritardi che sovente si verificano nella pubblicazione delle delibere sul sito Internet della Regione e che possono arrivare a superare le 24 ore, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di assicurare la pubblicazione di tutte le proprie deliberazioni, comprensive degli eventuali allegati, entro il tempo limite di due ore dalla loro approvazione e senza la possibilità che vengano rese non visionabili in un secondo momento, come invece talvolta accade.

giovedì, dicembre 28, 2006

Operatori museali a eliminazione: il corso è un terno al lotto

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso

I sottoscritti,

PREMESSO che, con determinazione dell’Assessorato regionale al Lavoro n. 1363/FP del 30 maggio u.s., è stata aggiudicata all’agenzia formativa Ifold l’organizzazione dei corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate finanziati per mezzo dell’Asse II – Programma Parnaso – Misura 2.4/3.15 del Por Sardegna 2000-2006, con riferimento alla sede formativa di Cagliari;

CONSIDERATO che, stando a quanto riportato sul sito Internet della Regione denominato SardegnaLavoro, “i corsi di qualificazione professionale, di 600 ore ciascuno, prevedono: attività d’aula, laboratori presso le strutture museali della Sardegna, uno stage formativo di 150 ore presso musei veneti o umbri” e le domande di iscrizione ai corsi sono state accolte tra il 16 ottobre e il 3 novembre uu.ss.;

VERIFICATO che, allo stato attuale, l’elenco dei candidati ammessi a frequentare i corsi non è reperibile né sui diversi siti Internet della Regione, né sul sito Internet dell’Ifold;

APPRESO che l’Ifold ha provveduto a dare comunicazione che i corsi in oggetto, relativamente alla sede formativa di Cagliari, avrebbero avuto inizio il 18 dicembre u.s.;

ATTESTATO che a tutt’oggi non risulta che tali corsi abbiano avuto inizio;

VALUTATE le preoccupanti indiscrezioni apparse in data odierna sulla stampa, le quali riferiscono di metodi di selezione arbitrari, di discriminazioni incomprensibili nella valutazione dei titoli di studio dei candidati, di elenchi più volte pubblicati e annullati;

PRESO ATTO che sono oltre tremila i giovani disoccupati sardi che hanno presentato istanza di partecipazione ai corsi;

SOTTOLINEATO che i problemi che stanno sopravvenendo nell’attivazione dei corsi potrebbero determinare un danno non solo per coloro i quali hanno presentato istanza di partecipazione ma anche per la stessa Regione, che potrebbe essere oggetto di ricorsi legali da parte dei candidati non ammessi;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale

affinché riferisca

  • In quale data avranno inizio le lezioni dei corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate finanziati per mezzo dell’Asse II – Programma Parnaso – Misura 2.4/3.15 del Por Sardegna 2000-2006, con riferimento alla sede formativa di Cagliari;

  • Quali sono i titoli richiesti al fine di ammettere i candidati alla partecipazione ai corsi di cui sopra e secondo quali criteri si è giunti alla loro determinazione;

  • Quali corsi di laurea, intendendo con tale espressione i singoli, specifici corsi e non le macro-aree come ‘umanistica’ o ‘sociale’, danno diritto all’ammissione ai corsi e secondo quali criteri si è giunti alla loro determinazione;

  • Se vi sono disparità nei titoli di studio richiesti per i candidati alla partecipazione ai corsi di qualificazione e per i candidati alla partecipazione ai corsi di riqualificazione;

  • Se, per quanto concerne i corsi attivati presso la sede formativa di Cagliari, sono richiesti agli aspiranti partecipanti titoli diversi rispetto a quelli richiesti per la partecipazione ai medesimi corsi presso le altre sedi formative;

  • Quali sono le prospettive occupazionali di coloro i quali avranno superato con profitto i corsi tenuti presso la sede formativa di Cagliari e quali quelle di coloro i quali avranno superato con profitto i medesimi corsi tenuti presso le altre sedi formative.

venerdì, dicembre 15, 2006

Bonifica delle zone minerarie, no ai palazzinari amici del governatore

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi di bonifica nei compendi minerari del Sulcis-Iglesiente oggetto del bando di cessione di cui alla Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s.


I sottoscritti,

PREMESSO che, con Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s., la Giunta regionale ha adottato un bando di gara internazionale per la cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico del Parco geominerario della Sardegna, con riferimento ai siti del territorio dell’Iglesiente e di Arbus facenti parte del Parco geominerario;

RAMMENTATO che, secondo quanto stabilito dal bando di cui sopra, le operazioni di bonifica necessarie nei compendi oggetto della cessione saranno a carico della Regione, che provvederà a eseguirle per il tramite della Igea SpA;

CONSIDERATO che, secondo quanto riportato dalla stampa, il 14 dicembre u.s. si sarebbe tenuto un incontro tra il Ministro dell’Ambiente, il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Ambiente nel quale il Ministro avrebbe assunto, per conto del Consiglio dei Ministri, impegni verbali relativamente a tali operazioni di bonifica;

VERIFICATO che è stato presentato alla magistratura penale ed erariale un dettagliato esposto nel quale vengono ravvisati fondati rilievi di legittimità relativamente alla procedura del bando di cui sopra;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Ambiente

affinché riferiscano

  • Se l’incontro di cui si dà notizia sulla stampa è realmente avvenuto;

  • Se corrisponde a verità che il Ministro dell’Ambiente avrebbe annunciato l’intenzione, da parte del Consiglio dei Ministri, di conferire al Presidente della Regione poteri straordinari finalizzati a unificare le operazioni di bonifica relative ai compendi oggetto del bando di cessione e ad accelerarne la realizzazione;

  • Se tali poteri straordinari sono stati espressamente richiesti dal Presidente della Regione e a quale scopo;

  • Se corrisponde a verità che il Ministro dell’Ambiente avrebbe annunciato la disponibilità, da parte del Consiglio dei Ministri, a contribuire alle spese per le bonifiche con risorse provenienti dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate;

  • Se le risorse che il Ministro si è impegnato a stanziare sono sufficienti a permettere l’avvio delle operazioni di bonifica da parte della Igea SpA, in maniera tale che la Regione sia messa nelle condizioni di poter rispettare il dettato del bando di cessione e che la società possa garantire il posto di lavoro ai suoi circa 300 dipendenti, oggi minacciati da una crisi industriale che solo con l’avvio delle operazioni di bonifica si potrebbe risolvere;

  • Entro quale data si prevede che la Regione possa affidare alla Igea SpA la realizzazione delle operazioni di bonifica nei compendi oggetto del bando di cessione;

  • Se sono a conoscenza del fatto che alcune delle società partecipanti alla gara per la cessione dei compendi minerari, hanno acquisito, nell’ultimo biennio, partecipazioni azionarie in società operanti nel settore delle bonifiche;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di sospendere cautelativamente gli effetti della Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s. nell’attesa che le magistrature competenti si siano espresse in merito alla legittimità del bando con essa adottato e che siano state portate a termine le operazioni di bonifica nei compendi oggetto della cessione.

mercoledì, dicembre 13, 2006

Il nuovo corso della L. 29: Comuni e privati, tutti fuori!

INTERROGAZIONE URGENTE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui termini di scadenza del bando Domos


I sottoscritti,

PREMESSO che, il 7 agosto u.s., è stato pubblicato sul sito Internet della Regione il bando Domos, finalizzato al finanziamento dei programmi di valorizzazione dell’edificato storico della Sardegna ai sensi della L.R. 13 ottobre 1998, n. 29;

CONSIDERATO che il bando fissa il termine del 4 dicembre, già trascorso, per la presentazione ai Comuni, da parte dei privati, delle domande per l’inserimento nei programmi di valorizzazione dell’edificato storico, e quello del 18 dicembre p.v. per la presentazione alla Regione, da parte dei Comuni, dei programmi di valorizzazione di cui si richiede il finanziamento;

PRESO ATTO che tali termini fanno sì che i Comuni non abbiano a disposizione il tempo sufficiente per redigere i programmi di valorizzazione, operazione che richiede un approfondito studio delle domande presentate dai privati e un confronto diretto con questi ultimi necessario per stabilire le linee guida dei programmi stessi, che devono ovviamente essere coerenti per ciascun nucleo urbano;

VERIFICATO che numerosi Comuni hanno avviato la fase concertativa con i privati solo quando ha cominciato ad approssimarsi la scadenza per la presentazione alla Regione dei programmi di valorizzazione e che pertanto solo da allora hanno iniziato a coinvolgere i privati, sollecitando la loro partecipazione ai programmi e informandoli sulle linee guida che le Amministrazioni intendevano adottare;

PRESO ATTO che tale ritardo ha fatto sì che molti dei privati cittadini interessati a partecipare ai programmi di valorizzazione non abbiano potuto rispettare il termine del 4 dicembre per la presentazione delle domande di inserimento nei programmi;

VALUTATO che sussiste il concreto rischio che molti Comuni restino esclusi dal bando perché non saranno in grado di presentare i programmi di valorizzazione entro i termini stabiliti, eventualità che pregiudicherebbe il raggiungimento degli obiettivi del bando stesso, dal momento che gran parte degli interventi di cui si chiede il finanziamento non verrebbero realizzati in assenza del contributo regionale;

VALUTATO INOLTRE che l’esclusione dei programmi di valorizzazione dal bando danneggerebbe non soltanto i Comuni che non riuscissero a rispettare la scadenza fissata ma anche i privati, sia quelli che sono riusciti a presentare le domande di inserimento nei programmi entro i termini prefissati, sia quelli che non sono riusciti a rispettare tali termini per cause indipendenti dalla loro volontà o negligenza;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale agli Enti locali

affinché riferisca

  • Per quali ragioni, a fronte della lunga scadenza concessa ai privati per la presentazione delle domande per l’inserimento nei programmi di valorizzazione, ne sia stata concessa una tanto breve ai Comuni per la redazione dei programmi stessi;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di riaprire sia i termini per la presentazione alla Regione dei programmi di valorizzazione di cui si chiede il finanziamento, in maniera tale da consentire la partecipazione al bando al maggior numero possibile di Comuni, sia i termini per la presentazione ai Comuni delle domande di inserimento nei programmi, onde evitare che molti privati ne restino esclusi a causa di ritardi che non sono imputabili a loro responsabilità.

martedì, dicembre 12, 2006

Ma l’Unesco sa che i siti minerari sono in vendita?

Apprezziamo l’iniziativa dell’Unesco, che in questi giorni ha mandato in Sardegna i suoi ispettori per vigilare sul rispetto degli accordi relativi alla tutela e alla valorizzazione dei siti minerari del Sulcis-Iglesiente, ma davanti ai primi commenti entusiastici viene spontaneo porsi una domanda: gli ispettori sono stati informati del fatto che la Giunta regionale sta vendendo ai privati i compendi di Masua, Ingurtosu e Monte Agruxiau e che si appresta a fare altrettanto per quelli del Medio Campidano?”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla visita che gli ispettori dell’Unesco stanno facendo in questi giorni presso alcune zone minerarie dell’Isola.

“Qualcuno farebbe bene ad avvisare gli ispettori i quali, oltre che sullo stato di conservazione e di valorizzazione delle ex miniere, farebbero bene a vigilare sulla legittimità del bando predisposto dall’esecutivo, su cui già pendono i primi ricorsi”, proseguono Diana e Liori. “Sarebbe molto interessante sapere cosa pensa l’Unesco al riguardo, ma dubitiamo che l’organismo mondiale, cui spetta il compito di vigilare su parti della Sardegna che sono state definite ‘patrimonio dell’umanità’, sia stato coinvolto dalla Giunta prima della pubblicazione del bando, così come non è stato coinvolto il Ministero dei Beni culturali, neppure per gli adempimenti di legge che avrebbero dovuto obbligatoriamente precedere l’avvio della procedura di cessione”.

“E siccome errare è umano e perseverare è diabolico, il governatore Renato Soru mette in vendita altri gioielli, questa volta nel territorio del Comune di Sant’Antioco: due aree prospicienti il mare in cui sarà possibile realizzare strutture ricettive per un totale di 80 mila metri cubi”, concludono i due consiglieri. “Se non altro, stavolta le bonifiche saranno a carico degli acquirenti, ma questa è una magra consolazione davanti all’ipocrita spettacolo di una Giunta che fa pubblico sfoggio di virtuosa inflessibilità ambientalista mentre vende sottobanco la Sardegna un tanto al chilo”.

lunedì, dicembre 11, 2006

Per finanziare la ricerca si prenda esempio dalla Giunta

Prendiamo atto dell’ennesima rivelazione del governatore-Assessore alla Programmazione sul bilancio regionale che verrà: doveva essere approvato dalla Giunta entro e non oltre il 30 settembre e a dicembre dobbiamo ancora accontentarci delle parziali informazioni che vengono di volta in volta concesse da questo o quell’assessore. Ora è la volta della ricerca e dell’università: il presidente Soru da un lato promette che nella prossima finanziaria ci saranno più fondi e dall’altro ‘suggerisce’ ai Senati accademici la riduzione dei corsi di laurea e dei progetti di ricerca”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a quanto affermato dal Presidente della Regione, Renato Soru, nell’intervento fatto stamani al convegno sul VI Programma quadro di ricerca e sviluppo comunitario, organizzato da Confindustria Sardegna.

“Forse, gli atenei isolani dovrebbero prendere esempio dalla stessa Giunta, che nel finanziare la ricerca si sta già adoperando con la consueta trasparenza”, proseguono Diana e Liori. “Avviene, per esempio, con la delibera per il finanziamento del programma di attività dell’ex Consorzio 21, che stanzia oltre 8 milioni di Euro. L’atto, regolarmente pubblicato sul sito Internet della Regione, rimanda al programma di attività, a esso allegato, per quanto riguarda il dettaglio dei singoli interventi da finanziare. Del programma, però, sul sito non c’è traccia, così come non c’è più traccia della delibera con cui sono stati nominati i vertici di Fase Uno, la società che dovrà favorire lo sfruttamento commerciale dei brevetti prodotti dalle aziende di Polaris: inizialmente secretata, poi resa accessibile al pubblico per qualche giorno, la delibera è nuovamente scomparsa dopo la presentazione di una nostra interrogazione”.

“Considerato l’ammontare delle somme in ballo e il macroscopico conflitto di interessi di cui è investito il governatore in qualità di azionista di maggioranza di Shardna, azienda operante nella ricerca biotecnologica insediata a Polaris”, concludono i due consiglieri, “appare lecito aspettarsi la massima trasparenza, al posto di certi comportamenti omissivi che potrebbero nascondere qualsiasi affare, lecito e non. Restiamo in attesa di vedere quali altre sorprese ci riserverà la finanziaria”.

giovedì, dicembre 07, 2006

Dall'Asl 8 vietato chiamare 113 e 118

INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi rischi per la sicurezza degli utenti e del personale medico determinati dal nuovo regolamento per l’assegnazione e il mantenimento delle utenze di telefonia fissa dell’Azienda sanitaria locale n. 8

I sottoscritti,

PREMESSO che, con comunicazione del Responsabile del Servizio Tecnico e Patrimonio Prot. n. 12324, è stato reso noto al personale dell’Azienda sanitaria locale n. 8 il nuovo regolamento per l’assegnazione e il mantenimento delle utenze di telefonia fissa su linee interne ed esterne;

CONSIDERATO che il regolamento di cui sopra prevede che le linee, di qualsiasi tipo esse siano e qualsiasi abilitazione operativa esse abbiano, debbano essere attribuite nominalmente ai dipendenti che ne facciano richiesta e che a ciascuno di essi sia assegnato un codice numerico personale necessario per lo sblocco delle utenze telefoniche attribuitegli;

SOTTOLINEATO che è diretta conseguenza di quanto testé esposto l’impossibilità, per chiunque non sia il dipendente assegnatario di una determinata linea telefonica, a operare su tale linea;

PRECISATO che l’impossibilità di cui sopra riguarda anche le chiamate interne (cioè dirette verso altre linee interne della stessa Asl) e verso i numeri di emergenza, le quali vengono effettuate a titolo gratuito;

VALUTATO che tale limitazione, la quale non può essere dettata da ragioni di contenimento della spesa, determina pesanti rischi per la sicurezza degli utenti e del personale medico in servizio presso l’Asl, dal momento che, in assenza del dipendente assegnatario della più prossima utenza telefonica disponibile, rende impossibile richiedere il soccorso medico o l’intervento delle forze dell’ordine in caso di emergenza sanitaria o di aggressione da parte di malintenzionati;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca


  • Quali sono le motivazioni che hanno indotto la dirigenza dell’Asl n. 8 a limitare l’accesso alle utenze telefoniche ai soli dipendenti assegnatari;

  • L’ammontare del contenimento della spesa che l’Asl ha programmato di realizzare per mezzo di tale limitazione;

  • Per quali ragioni si è deciso di applicare tale limitazione anche alle telefonate a titolo gratuito e in particolare a quelle interne e verso i numeri di emergenza;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rimuovere la limitazione di cui sopra per quanto concerne le chiamate gratuite o almeno quelle interne e verso i numeri di emergenza;

  • Nel caso in cui l’intervento di cui al punto precedente non dovesse risultare praticabile, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di consentire il più rapido accesso possibile a linee telefoniche abilitate alle chiamate interne e verso i numeri di emergenza a tutte le persone che, a qualsiasi titolo, possono venire a trovarsi all’interno di locali di pertinenza dell’Asl n. 8.

mercoledì, dicembre 06, 2006

Ex ospedale Crobu, un bell’esempio di efficienza

Con la chiusura dell’ospedale Crobu, l’assessora Dirindin ha messo a segno un piccolo capolavoro di razionalizzazione della spesa. Tagliate in un colpo solo la pulizia, la manutenzione e la vigilanza, il risparmio è tale che la Regione può permettersi di continuare a spendere per il riscaldamento dei locali: non sia mai che i reparti di pediatria e chirurgia pediatrica dovessero diventare un ricovero per sbandati o peggio, almeno questi troveranno un ambiente confortevole”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, alle notizie apparse oggi su L’Unione Sarda circa le condizioni in cui versa, ad appena dieci giorni dalla chiusura, l’ospedale Crobu di Iglesias.

“La vicenda del Crobu è il triste emblema di un piano sanitario disastroso, con cui il centrosinistra ha voluto ancora una volta spacciare per razionalizzazione la volontà di azzerare il sistema sanitario regionale”, proseguono e concludono Liori e Diana. “Certo, è facile contenere la spesa riducendo all’osso l’offerta di servizi. Del resto, è della salute dei sardi che si parla, non di una materia che possa stare a cuore a un’assessora che viene dal Piemonte. Il fatto che a Iglesias si sia tagliato tutto ma ci si sia ‘dimenticati’ di spegnere il riscaldamento, è la dimostrazione che il Piano sanitario regionale è stato scritto dai contabili di Palazzo e non da persone che hanno quotidianamente a che fare con la realtà della sanità sarda. Il risultato è che il Piano finirà per non produrre neppure quegli effetti di riduzione della spesa che erano l’unico obiettivo di chi lo ha elaborato, perché solo lavorando nel concreto si può raggiungere la vera efficienza, non certo studiando a tavolino. Alla fine i sardi si troveranno a pagare le stesse somme, se non di più, per finanziare un sistema sanitario regionale che riuscirà a far rimpiangere quello dell’epoca pre-Dirindin”.

martedì, dicembre 05, 2006

Proposta di legge Liori-Diana per il ripristino delle provvidenze in favore dei soggetti affetti da neoplasia maligna

RELAZIONE

La presente proposta di legge consta di un solo articolo, con cui si vuole abrogare l’art. 9, comma 9 della L.R. 24 febbraio 2006, n. 1 (Legge finanziaria 2006). Tale comma recita testualmente: “Fino all’approvazione del provvedimento di riordino delle provvidenze di cui all’articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona), a favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna di cui alla lettera f) dell’articolo 1 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, sono erogati esclusivamente i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno”. Il comma in questione, pertanto, esclude temporaneamente i soggetti affetti da neoplasia maligna dalle provvidenze di cui alla L.R. 25 novembre 1983, n. 27 (Provvidenze a favore dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici maligni).

In origine, i cittadini affetti da neoplasia maligna non erano inseriti tra i soggetti destinatari delle provvidenze ex L.R. n. 27/1983. Una battaglia ultraventennale condotta dagli stessi cittadini, con il supporto di associazioni come il Tribunale per i diritti del malato, portò nel 2004 a due importanti risultati. Il primo fu la concessione, a tutti i cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia antitumorale presso presidi sanitari diversi da quello di residenza, dei rimborsi per le spese di viaggio e di soggiorno. Tale norma, che estende a tutte le categorie tumorali i rimborsi già previsti dalla L.R. n. 27/1983, è contenuta nell’art. 14, comma 13 della L.R. 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004). Il secondo risultato fu, per l’appunto, l’estensione ai soggetti affetti da neoplasia maligna dell’assegno mensile di cui all’art. 1, comma 1 della L.R. n. 27/1983, riconosciuto dalla già citata lettera f) dell’art. 1, comma 1 della L.R. n. 9/2004 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24, variazioni di bilancio e disposizioni varie).

Il comma della legge finanziaria regionale 2006 che si propone di abrogare ha disposto la sospensione temporanea dell’erogazione di tale assegno mensile, segnatamente fino all’approvazione di un provvedimento che avrebbe dovuto riordinare le provvidenze in favore dei cittadini affetti da una serie di patologie tra le quali figurano tanto quelle di cui alla L.R. n. 27/1983, quanto la neoplasia maligna. Il risultato di ciò è che, presumibilmente per ragioni di contenimento della spesa regionale, si è introdotta nuovamente quella disparità di trattamento, tra cittadini affetti da patologie diverse ma che richiedono trattamenti simili, che era stata superata grazie alle due leggi regionali del 2004 testé citate.

Oltre che necessaria per ripristinare un fattore di uguaglianza tra i cittadini sardi che è andato perduto a causa dei recenti interventi legislativi, la proposta di legge giunge quanto mai opportuna dal momento che, quando mancano 20 giorni alla scadenza del termine fissato dalla L.R. n. 23/2005, ancora la Giunta regionale non ha provveduto a presentare un disegno di legge per il riordino delle provvidenze. Si deve pertanto dedurre che non sarà possibile pervenire all’approvazione di una legge in tal senso entro i termini fissati dalla L.R. n. 23/2005, pertanto appare giusto e doveroso, riscontrata l’impossibilità a riordinare le provvidenze, abrogare la sospensione della loro erogazione in favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna, unici a essere colpiti da una norma che ha avuto effetti altamente discriminatori a fronte di un risparmio per le casse della Regione che si può quantificare in poche centinaia di migliaia di Euro l’anno.


Articolo 1

(Ripristino delle provvidenze)

  1. L’art. 9, comma 9 della L.R. 24 febbraio 2006, n. 1, è abrogato.


venerdì, dicembre 01, 2006

Arci privilegiata nell'assegnazione dei contributi alle associazioni di protezione civile

INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di erogazione dei contributi a favore delle associazioni di volontariato di protezione civile


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • La Regione eroga contributi a favore delle associazioni di volontariato di protezione civile, ai sensi della L.R. 17 gennaio 1989, n. 3;

  • Il 13 aprile u.s. è stato pubblicato sul sito Internet della Regione il bando per l’assegnazione di tali contributi relativamente all’annualità 2006;

  • Tale bando è scaduto il 23 giugno u.s.;


CONSIDERATO che

  • Fino al 2005, il Servizio Protezione Civile dell’Assessorato regionale all’Ambiente era solito, contestualmente alla pubblicazione del bando per l’assegnazione dei contributi, comunicare per lettera alle associazioni l’avvio della procedura, invitandole a concorrervi;

  • Nel 2006, l’unica forma di comunicazione di cui si abbia notizia è stata, per l’appunto, la pubblicazione del bando sul sito Internet della Regione;

  • Ciò ha fatto sì che solo la metà delle associazioni interessate ai contributi sia riuscita a presentare l’apposita domanda entro i termini prefissati;


VALUTATO che

  • I costi che allo stato attuale è necessario sostenere per dotarsi di una connessione Internet fanno sì che solo le associazioni che hanno le maggiori dotazioni finanziarie ne siano in possesso;

  • Paradossalmente, la decisione di pubblicare l’avviso del bando unicamente sul sito Internet della Regione ha fatto sì che proprio le associazioni più bisognose di un sostegno economico si ritrovassero escluse dalla procedura di assegnazione dei contributi;


VERIFICATO che

  • Gran parte delle associazioni che ha presentato regolare domanda per l’assegnazione dei contributi risulta affiliata all’Arci Protezione Civile;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile

affinché riferisca

  • Per quali ragioni il Servizio Protezione Civile ha ritenuto che non fosse più necessario comunicare per lettera la pubblicazione del bando per l’assegnazione dei contributi alle associazioni di volontariato di protezione civile a tutti i soggetti interessati;

  • Quali misure intende adottare al fine di riaprire i termini della procedura di assegnazione di tali contributi e di comunicare tempestivamente tale riapertura con modalità che garantiscano pari opportunità di partecipazione a tutte le associazioni interessate a concorrere;

  • Se, relativamente alla procedura di assegnazione dei contributi conclusasi nello scorso mese di giugno, è stata adottata una qualsiasi forma di comunicazione prioritaria e privilegiata a vantaggio delle associazioni affiliate all’Arci Protezione Civile e, in caso affermativo, per quali ragioni.