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mercoledì, agosto 28, 2013

Sardegna Endurance Lifestyle, bloccare promozione in inglese piena di strafalcioni

Bloccare immediatamente la promozione dell’evento ippico Sardegna Endurance Lifestyle 2013, scritta in un inglese così scadente da arrecare un “gravissimo danno” all’immagine turistica della Sardegna: lo chiede il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente rivolta all’Assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi.
Diana fa riferimento alla “pubblicazione cartacea a colori di gran pregio e di ampio formato” e al sito Internet, entrambi in una doppia versione in italiano e in inglese, realizzati dalla Sistemaeventi.it di Perugia per promuovere la manifestazione che si terrà ad Arborea tra il 30 agosto e il 1 settembre. “Nella pubblicazione cartacea”, denuncia il capogruppo, “si nota con facilità il pessimo livello della versione inglese, scritta in una lingua a dir poco sgrammaticata”. Seguono esempi di “strafalcioni” quali “Men and horses make unique a land” (anziché “Men and horses make a land unique”), “One, ten, an hundred Sardinias” (invece che “One, ten, a hundred Sardinias”), “Record after record” (al posto di “Record by record”).
“Non è da meno il sito Internet”, prosegue Diana, che riporta testualmente un brano riguardante il territorio di Arborea, “talmente mal scritto da rendere incomprensibili persino le intenzioni dell’estensore”. Inoltre, “il logo della manifestazione, realizzato dalla stessa Sistemaeventi.it, è del tutto identico a quello realizzato dalla stessa azienda per l’evento Marche Endurance Lifestyle 2013, che si è tenuto ad Ancona tra il 13 e il 16 giugno, eccezion fatta per i colori della criniera del cavallo ritratto”.
Il capogruppo chiede all’assessore Crisponi di riferire “a quanto ammonta la somma stanziata dalla Regione per finanziare l’evento ed in particolare quale parte di tale somma è stata stanziata per finanziare le iniziative promozionali realizzate dalla Sistemaeventi.it”, “chi ha deciso, attraverso quali procedure e con quali motivazioni di affidare la promozione della manifestazione in oggetto all’azienda di Perugia” e “se ritiene che i testi in lingua inglese prodotti dall’azienda siano di qualità accettabile”. Inoltre, Diana chiede alla Giunta regionale di “ritirare dal mercato il materiale promozionale e revocare l’affidamento dei lavori alla Sistemaeventi.it, rivalendosi su di essa sia per la pessima qualità del lavoro realizzato che per il gravissimo danno arrecato all’immagine turistica della Sardegna”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione di una pubblicazione cartacea promozionale e di un sito Internet relativi all’evento Sardegna Endurance Lifestyle 2013


Il sottoscritto,

PREMESSO che la Regione Sardegna ha contribuito al finanziamento dell’evento ippico Sardegna Endurance Lifestyle 2013, che si terrà ad Arborea tra il 30 agosto e il 1 settembre pp.vv., e della relativa campagna promozionale;

CONSIDERATO che, nell’ambito delle iniziative promozionali per la manifestazione di cui sopra, affidate alla società Sistemaeventi.it di Perugia, sono stati realizzati una pubblicazione cartacea a colori di gran pregio e di ampio formato, di ben 66 pagine, e un sito Internet, e che entrambe le iniziative sono state realizzate in una doppia versione nelle lingue italiana e inglese;

VERIFICATO che, nella pubblicazione cartacea, si nota con facilità il pessimo livello della versione inglese, scritta in una lingua a dir poco sgrammaticata; volendo limitare l’esame ai titoli delle varie sezioni, si segnalano strafalcioni quali “Men and horses make unique a land” (anziché “Men and horses make a land unique”), “One, ten, an hundred Sardinias” (anziché “One, ten, a hundred Sardinias”), “Dubai capital of endurance” (anziché “Dubai, the capital of endurance”), “Challenges of the future passes through Dubai” (anziché “Challenges of the future pass through Dubai”), “Record after record” (anziché “Record by record”);

VALUTATO che non è da meno il sito Internet, dal quale si segnala, a mero titolo esemplificativo, il seguente testo, riguardante il territorio di Arborea e talmente mal scritto da rendere incomprensibili persino le intenzioni dell’estensore: “Arborea and the surrounding area is one of the most fascinating territory of the central-western Sardinia, both as regards its history, both with regard to the landscape features and demographics. The area was once extremely marshy, was the subject of a modern sanitation system to start from 1919. Since then, large reclamation and structure have occurred over the years so as to make it today surrounded by numerous and profitable farms in style ‘Po Valley’, as well as beautiful ponds populated by the famous pink flamingos and lush vegetation made ​​mostly eucalyptus, poplar and pine forests of the largest and longest in Europe. Characterized by warm weather, the whole area is considered and known as a haven florida and charming, a smooth and beautiful village with all the orographic characteristics suitable Endurance Equestrian”;

PRESO ATTO che il logo della manifestazione, realizzato dalla stessa Sistemaeventi.it, è del tutto identico a quello realizzato dalla stessa azienda per l’evento Marche Endurance Lifestyle 2013, che si è tenuto ad Ancona tra il 13 e il 16 giugno uu.ss., eccezion fatta per i colori della criniera del cavallo ritratto;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale al Turismo
affinché riferisca

  • A quanto ammonta la somma stanziata dalla Regione per finanziare l’evento Sardegna Endurance Lifestyle 2013 ed in particolare quale parte di tale somma è stata stanziata per finanziare le iniziative promozionali realizzate dalla Sistemaeventi.it;
  • Chi ha deciso, attraverso quali procedure e con quali motivazioni di affidare la promozione della manifestazione in oggetto all’azienda di Perugia;
  • Se ritiene che i testi in lingua inglese prodotti dall’azienda siano di qualità accettabile;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ritirare dal mercato il materiale promozionale di cui alla premessa e di revocare l’affidamento dei lavori alla Sistemaeventi.it, rivalendosi su di essa sia per la pessima qualità del lavoro realizzato che per il gravissimo danno arrecato all’immagine turistica della Sardegna.

mercoledì, maggio 29, 2013

Manutenzioni Enel e Telecom, scongiurare una nuova vertenza occupazionale

La Giunta regionale convochi immediatamente i vertici regionali di Enel e Telecom per scongiurare lo scatenarsi nell’Isola di una nuova vertenza occupazionale, che coinvolgerebbe centinaia di dipendenti delle imprese locali che eseguono interventi di manutenzione per conto dei due gruppi industriali: lo chiedono i capigruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e di Fratelli d’Italia, Matteo Sanna, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Industria, Antonello Liori, e al Lavoro, Mariano Contu.
Gli interventi di manutenzione sugli immobili dell’Enel e sulla rete telefonica di Telecom, in Sardegna come in diverse altre regioni italiane, sono appaltati, rispettivamente, alla Marano Service di Napoli e alla Mazzoni Pietro di Piacenza. Entrambe si servono di manodopera locale: la prima in regime di distacco (previsto dal contratto collettivo nazionale per il comparto edile) e la seconda in subappalto. La Mazzoni in particolare, come si legge nell’interrogazione, “già in passato, in altre regioni italiane, è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom”.
Diana e Sanna chiedono ai due assessori “se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale” e “se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale”. “Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti”, concludono i due capigruppo, si chiede alla Giunta di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom, “affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna”.



INTERROGAZIONE DIANA Mario e SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi difficoltà in cui versano le imprese sarde che eseguono interventi di manutenzione per conto delle società Enel e Telecom


I sottoscritti,

PREMESSO che Enel S.p.A. ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione edile sui propri immobili, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Marano Service Srl di Napoli;

PREMESSO INOLTRE che Telecom S.p.A., allo stesso modo, ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione sulla rete telefonica di propria pertinenza, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Mazzoni Pietro S.p.A. di Piacenza;

CONSIDERATO che la Marano Service, per la realizzazione degli interventi di sua competenza nell’Isola, utilizza in regime di distacco dipendenti di imprese artigiane locali;

CONSIDERATO ALTRESI’ che la Mazzoni Pietro affida in regime di subappalto i lavori di manutenzione in Sardegna a imprese locali;

SOTTOLINEATO che già in passato, in altre regioni italiane, la Mazzoni Pietro è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom;


CHIEDONO DI INTERROGARE
gli Assessori regionali all’Industria e al Lavoro
affinché riferiscano

  • Se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali che eseguono per loro conto i lavori di manutenzione in oggetto le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale;
  • Se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale;
  • Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna.

martedì, gennaio 29, 2013

Boot Düsseldorf, stand Regione senza materiale promozionale


Stand della Regione Sardegna senza materiale promozionale. Dopo il caso della Reiselivsmessen di Oslo, un nuovo episodio al Boot Düsseldorf. A denunciarlo è il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, con un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi.
Diana chiede a Crisponi se è vero che, all’apertura del Salone internazionale della nautica in corso di svolgimento in Germania, “lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna”. Era già successo due settimane fa alla Fiera turistica di Oslo, come aveva puntualmente denunciato Confindustria Sardegna. La partecipazione alle due esposizioni rientra nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, finanziata con 240 mila euro. Il capogruppo vuole quindi sapere non solo “a chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente”, ma anche “quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate”.
Infine, Diana, dopo aver ricordato gli impegni in materia di turismo assunti dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la campagna elettorale per le regionali del 2009 (tra cui l’adozione di un piano integrato per la promozione delle risorse ambientali, culturali e archeologiche a livello nazionale e internazionale e il rilancio dell’immagine della Sardegna nel mondo per conquistare “una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti”, con l’obiettivo di incrementare e destagionalizzare i flussi di visitatori, passando in cinque anni da 12 a 20 milioni di presenze e dall’8 al 15 per cento di incidenza dell’industria turistica sul Pil regionale), chiede a Crisponi “quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo”.




INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla partecipazione della Regione Sardegna al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf


PREMESSO che, nel programma elettorale presentato dall’attuale Presidente della Regione in occasione delle elezioni regionali del 2009, si legge quanto segue: “Dobbiamo smetterla una volta per tutte di concepire il turismo come un optional nello sviluppo economico della nostra Isola. Il turismo è un elemento strategico. Il turismo è il settore che può generare i più ampi effetti diffusivi e di stretta integrazione fra un’articolata gamma di comparti produttivi”, ed inoltre: “Quale fondamentale obiettivo delle politiche di rilancio del settore del turismo intendiamo portare l’incidenza del settore sul totale del PIL regionale dall’attuale 8% al 15% nei prossimi cinque anni. A ciò contribuirà principalmente l’incremento dei flussi e della loro migliore distribuzione nell’arco dell’anno, per passare in cinque anni dai quasi 12 milioni attuali ai 20 milioni di presenze”;

PREMESSO INOLTRE che, nel suddetto programma elettorale, sono inseriti i seguenti due punti:
  • “Adottare un Piano di comunicazione per la promuovere la valorizzazione integrata di tutte le risorse ambientali, culturali, archeologiche in modo da favorire un preciso posizionamento competitivo – a livello nazionale e internazionale – dell’offerta turistica sarda”;
  • “Rilanciare l’immagine positiva della Sardegna nel mondo anche attraverso interventi di web marketing e, contestualmente, sostenere gli operatori per una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti;


CONSIDERATO che la Regione Sardegna è tra i partecipanti al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf, in corso di svolgimento in Germania;

CONSTATATO che, secondo quanto affermato dall’Assessore regionale al Turismo durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione ‘L’Isola che danza’, la partecipazione al Boot Düsseldorf rientra nel contesto di tale manifestazione, finanziata dalla Regione con Euro 240.000;

RAMMENTATO che, già in occasione della partecipazione alla Fiera turistica Reiselivsmessen di Oslo, inserita anch’essa nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, Confindustria Sardegna ha lamentato la carenza di materiale promozionale nello stand della Regione: “Solamente un foglio con un QR code. Nessun altro materiale, nessuna foto, niente che consentisse di capire se la Sardegna è in Italia o se ci troviamo in una qualche isola sperduta della Polinesia”, si legge in un comunicato stampa del Presidente dell’associazione di categoria;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale al Turismo
affinché riferisca
  • Se risponde al vero che, all’apertura del Boot Düsseldorf, lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna presenti al Salone;
  • A chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente;
  • Quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate;
  • Quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo riportati in premessa.


lunedì, novembre 21, 2011

Centro intermodale di Oristano, la Regione sblocchi il contenzioso Comune-Rfi

La Giunta regionale intervenga per risolvere il contenzioso tra Rfi e il Comune di Oristano e sbloccare così la realizzazione del centro intermodale per il trasporto passeggeri: è quello che chiede il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente rivolta all’Assessore regionale ai Trasporti, Christian Solinas.

Nell’interrogazione, Diana ricostruisce cronologicamente la vicenda, fin dai primi incontri tra Regione, Provincia, Comune e Rfi, la società del gruppo Trenitalia che gestisce la rete ferroviaria nazionale, e dal protocollo di intesa siglato il 30 aprile 2008, che prevedeva la realizzazione del centro nei pressi della stazione ferroviaria di Oristano; l’opera sarebbe stata finanziata interamente dalla Regione con uno stanziamento di 8 milioni di euro. Nel marzo 2010, la Regione ha stornato 7 milioni dai fondi stanziati, lasciando il milione necessario per finanziare la progettazione e impegnandosi a ripristinare le risorse iniziali una volta completato l’iter preliminare dell’opera, che comprende anche l’acquisizione da parte del Comune dei terreni su cui dovrà essere realizzata, di proprietà di Rfi. Il 15 settembre dello scorso anno, la Provincia ha stipulato il contratto per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva.

Si giunge così al 12 luglio 2011, quando le parti interessate hanno concordato la bozza definitiva dell’Accordo di Programma per la realizzazione dell’opera, nella quale si prevedeva la cessione gratuita dei terreni da parte di Rfi. Quando però, il 21 settembre, il testo definitivo del documento è stato trasmesso alle parti per fissare la data per la stipulazione, Rfi ha replicato con una controproposta nella quale si prevede la cessione dei terreni per la somma di 2,5 milioni di euro (a fronte di un valore che non supera i 200 mila). La cessione delle aree, inoltre, avverrebbe come standard di lottizzazione e non in cambio della valorizzazione urbanistica, quindi senza alcuna contropartita da parte di Rfi.

Tra la stesura della bozza definitiva dell’Accordo di Programma e la trasmissione del testo finale alle parti (e quindi l’invio da parte di Rfi della propria controproposta), fa notare il capogruppo, “è sopravvenuta l’entrata in vigore del Piano Urbanistico Comunale di Oristano, con conseguente acquisizione di valore urbanistico da parte delle aree su cui si dovrebbe realizzare il centro intermodale”. Allo stato attuale, secondo Diana, si prefigura “il concreto rischio che l’incomprensibile atteggiamento di Rfi possa determinare la mancata realizzazione dell’opera, che la Regione si è impegnata a rifinanziare solo dopo l’avvenuta acquisizione delle aree da parte del Comune”.

Il consigliere oristanese chiede pertanto all’assessore Solinas cosa la Giunta regionale intenda fare per “ottenere da parte di Rfi il rispetto di quanto concordato con le altre parti interessate alla realizzazione del centro intermodale e dunque la cessione a titolo gratuito delle aree di sua proprietà al Comune di Oristano”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sul centro intermodale di Oristano


Il sottoscritto,

PREMESSO che il 30 aprile 2008, a seguito delle interlocuzioni avviate nel giugno 2007 tra la Regione Autonoma della Sardegna, la Provincia di Oristano, il Comune di Oristano e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., i soggetti testé citati hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la realizzazione di un centro intermodale per il trasporto passeggeri, da realizzarsi nei pressi della stazione ferroviaria di Oristano;

CONSIDERATO che il protocollo di intesa di cui sopra prevedeva il finanziamento dell’opera con la somma di Euro 8.000.000, a totale carico della Regione;

SOTTOLINEATO che, nel marzo 2010, la Regione ha stornato Euro 7.000.000 dal finanziamento concesso, mantenendo la somma di Euro 1.000.000 necessaria per la progettazione (all’epoca in fase di assegnazione da parte della Provincia) ed impegnandosi al reintegro delle risorse una volta terminate le fase preliminari della progettazione e dell’acquisizione delle aree su cui realizzare l’opera;

RILEVATO che, il 15 settembre 2010, la Provincia ha stipulato il contratto per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva;

VERIFICATO che, il 12 luglio 2011, le parti interessate hanno concordato la bozza definitiva dell’Accordo di Programma per la realizzazione dell’opera, su terreni di proprietà di Rfi precedentemente individuati e di cui è stata prevista la cessione a titolo gratuito al Comune;

PRESO ATTO che, il 21 settembre 2011, il testo finale dell’Accordo di Programma è stato trasmesso alle parti al fine di fissare la data per la stipulazione e che Rfi ha replicato otto giorni dopo con una controproposta che disattendeva quanto concordato nelle prolungate interlocuzioni per la stesura del documento;

APPRESO che la controproposta di cui sopra prevede la cessione dei terreni a titolo oneroso per la somma di Euro 2.500.000 (a fronte di un valore delle aree non superiore a Euro 200.000), cessione che avverrebbe come standard di lottizzazione e non in cambio della valorizzazione urbanistica, quindi senza alcuna contropartita da parte di Rfi;

VALUTATO che, tra la stesura della bozza definitiva dell’Accordo di Programma e la trasmissione del testo finale alle parti (e quindi l’invio da parte di Rfi della propria controproposta), è sopravvenuta l’entrata in vigore del Piano Urbanistico Comunale di Oristano, con conseguente acquisizione di valore urbanistico da parte delle aree su cui si dovrebbe realizzare il centro intermodale;

SEGNALATO il concreto rischio che l’incomprensibile atteggiamento di Rfi possa determinare la mancata realizzazione dell’opera, che la Regione si è impegnata a rifinanziare solo dopo l’avvenuta acquisizione delle aree da parte del Comune di Oristano;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ottenere da parte di Rfi il rispetto di quanto concordato con le altre parti interessate alla realizzazione del centro intermodale e dunque la cessione a titolo gratuito delle aree di sua proprietà al Comune di Oristano.

lunedì, ottobre 10, 2011

‘West Nile desease’, quanti i casi di contagio finora riscontrati?

Quanti sono i soggetti risultati sieropositivi per il virus dello ‘West Nile desease’ e quanti gli allevamenti equini in cui si è registrata l’infezione? Lo chiede il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente indirizzata al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci.

Nell’interrogazione, Diana prende atto “del tempestivo intervento della Giunta regionale per fare fronte ai casi di contagio che si stanno verificando in Sardegna e che hanno portato con certezza al decesso di una persona, al sospetto che altri decessi possano essere collegati a tale malattia e a diversi casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva per gravi sintomi neurologici”, rilevando come l’ordinanza firmata domenica da Cappellacci si applichi nei Comuni di Terralba, San Vero Milis, Solarussa, Fordongianus, San Nicolò Arcidano e Assemini in seguito al riscontro di “un numero non precisato di persone nel cui sangue sono stati riscontrati gli anticorpi che documentano il contatto con il virus”.

Facendo notare la necessità di “procedere ad un’informazione puntuale e approfondita dei cittadini, affinché le misure atte a prevenire il diffondersi del contagio possano produrre i risultati sperati e onde evitare il diffondersi di timori ingiustificati tra la popolazione”, il capogruppo chiede al Presidente e all’Assessore di riferire quale è l’esatto numero delle persone sieropositive nei sei Comuni oggetto dell’ordinanza, cosa si intende fare per rilevare l’eventuale presenza di persone sieropositive negli altri Comuni sardi e quanti sono gli allevamenti equini infettati dal virus sul territorio regionale. Infine, Diana chiede quale è il livello di coinvolgimento degli enti istituzionali preposti alle disinfestazioni, vale a dire le Province, nelle operazioni di bonifica di cui all’ordinanza.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sull’ordinanza del Presidente della Regione per la bonifica delle aree interessate dal virus dello ‘West Nile desease’


PRESO ATTO del tempestivo intervento della Giunta regionale per fare fronte ai casi di contagio da ‘West Nile desease’ che si stanno verificando in Sardegna nelle ultime settimane e che hanno portato con certezza al decesso di una persona, al sospetto che altri decessi possano essere collegati a tale malattia e a diversi casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva per gravi sintomi neurologici;

APPRESO che, il 9 ottobre u.s., il Presidente della Regione ha emanato un’ordinanza per la bonifica delle aree interessate dal virus in oggetto;

CONSIDERATO che l’ordinanza di cui sopra si applica nei Comuni di Terralba, San Vero Milis, Solarussa, Fordongianus, San Nicolò Arcidano e Assemini, nei quali sarebbe stato riscontrato un numero non precisato di persone nel cui sangue sono stati riscontrati gli anticorpi che documentano il contatto con il virus;

RITENUTO NECESSARIO procedere ad un’informazione puntuale e approfondita dei cittadini, affinché le misure atte a prevenire il diffondersi del contagio possano produrre i risultati sperati e onde evitare il diffondersi di timori ingiustificati tra la popolazione;

RILEVATE la situazione di grave emergenza che si sta verificando, tale da richiedere nei tempi più rapidi l’adozione di tutti gli interventi necessari a fare fronte al diffondersi del virus, e la conseguente necessità che alla presente interrogazione sia data risposta con urgenza;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferiscano

  • Quale è l’esatto numero delle persone sieropositive al virus dello ‘West Nile desease’ riscontrate nei sei Comuni oggetto dell’ordinanza del Presidente della Regione;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rilevare l’eventuale presenza di persone sieropositive nei Comuni non interessati dall’ordinanza;

  • Quale è l’esatto numero degli allevamenti equini infettati dal virus sul territorio regionale;

  • Quale è il livello di coinvolgimento degli enti istituzionali preposti alle disinfestazioni nelle operazioni di bonifica di cui all’ordinanza.

venerdì, luglio 08, 2011

Urbanistica, l’Assessorato regionale accentra i poteri e frena lo sviluppo nei Comuni

Per quali ragioni l’Assessorato regionale all’Urbanistica pretende di accentrare su di sé le competenze per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche che la normativa vigente affida ai Comuni? Lo chiede il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente rivolta all’Assessore regionale agli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Nicola Rassu.

Materia del contendere sono due autorizzazioni paesaggistiche per interventi edilizi in località Sa Rodia, rilasciate dal Comune di Oristano il 6 maggio scorso. Il 10 giugno, dagli uffici dell’Assessorato regionale all’Urbanistica è stata inviata al Comune di Oristano una nota nella quale si contesta la competenza comunale per il rilascio delle autorizzazioni. Il riferimento è all’art. 3, comma 1, lettera c) della L.R. 12 agosto 1998, n. 28, che attribuisce ai Comuni la competenza per le autorizzazioni relativamente agli “interventi di nuova costruzione ricadenti in aree soggette a pianificazione attuativa precedentemente approvata ai sensi della Legge n. 1497 del 1939”, quali sono i due interventi di Sa Rodia. Nella nota dell’Assessorato regionale, la contestazione si basa proprio su tale disposizione, che però sembrerebbe confermare la competenza comunale in materia. Pur confermando la validità sostanziale delle due autorizzazioni contestate, nella missiva “si chiede, cortesemente e per il futuro, di rispettare quanto disposto dalla L.R. n. 28/98”.

Nell’interrogazione, Diana sottolinea che “nel Comune di Oristano è vigente un Piano urbanistico comunale approvato in via definitiva successivamente all’entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale e ad esso uniformato, e pertanto non risulta la sussistenza di misure di salvaguardia che impediscano l’esercizio delle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche”. “La contestazione delle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni”, commenta il capogruppo, “prefigura uno scenario preoccupante nel quale si rischia di rendere considerevolmente più lungo e difficoltoso l’iter per l’avvio degli interventi edilizi, con conseguente lesione dei diritti e degli interessi economici dei cittadini”. Inoltre, “l’impostazione eccessivamente accentratrice dell’Assessorato sta portando ad un accumulo di pratiche inevase negli uffici regionali, che non risultano in grado di smaltire un simile, enorme carico di lavoro”.

Diana chiede dunque all’assessore Rassu “cosa esattamente si intende, nella nota dal vago tenore intimidatorio, con la frase: ‘Si chiede, cortesemente e per il futuro, di rispettare quanto disposto dalla L.R. n. 28/98’, alla luce del fatto che tale legge regionale attribuisce ai Comuni la competenza per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche”. Il capogruppo chiede inoltre all’Assessore di definire con esattezza, a beneficio degli uffici regionali, come debba essere applicato il dettato della L.R. n. 28/1998 e di rimuovere ogni possibile dubbio relativamente alle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni. Infine, Diana vuole sapere “se risponde al vero che l’Assessorato, per l’impossibilità ad evadere con il proprio personale l’enorme mole di lavoro accumulata, si sarebbe trovato costretto ad affidare a studi professionali privati l’elaborazione dei pareri paesaggistici, creando così un’evidente e gravissima situazione di conflitto di interesse che, se realmente esistente, necessiterebbe di essere sanata con decorrenza immediata”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle competenze in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche


Il sottoscritto,

PREMESSO che, il 6 maggio u.s., il Comune di Oristano ha rilasciato due autorizzazioni paesaggistiche relative ad interventi edilizi da attuarsi in località Sa Rodia;

CONSIDERATO che, il 10 giugno u.s., il Servizio tutela paesaggistica per le province di Oristano e del Medio Campidano dell’Assessorato regionale agli Enti locali, Finanze e Urbanistica ha inviato al Comune di Oristano una nota nella quale si contesta la competenza degli uffici comunali per il rilascio delle suddette autorizzazioni paesaggistiche;

SOTTOLINEATO che, come peraltro correttamente citato nella nota di cui sopra, l’art. 3, comma 1, lettera c) della L.R. 12 agosto 1998, n. 28, attribuisce ai Comuni la competenza per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche relativamente ad “interventi di nuova costruzione ricadenti in aree soggette a pianificazione attuativa precedentemente approvata ai sensi della Legge n. 1497 del 1939”;

EVIDENZIATO che, nella nota, la contestazione della competenza per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche viene motivata proprio con la localizzazione degli interventi in “aree soggette a pianificazione attuativa precedentemente approvata ai sensi della Legge n. 1497 del 1939”, localizzazione che però, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera c) della L.R. 12 agosto 1998, n. 28, comporta la competenza comunale per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche;

RIPORTATO che nella nota, pur confermando la validità delle due autorizzazioni paesaggistiche citate, “si chiede, cortesemente e per il futuro, di rispettare quanto disposto dalla L.R. n. 28/98”;

PRESO ATTO che nel Comune di Oristano è vigente un Piano urbanistico comunale approvato in via definitiva successivamente all’entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale e ad esso uniformato, e che pertanto non risulta la sussistenza di misure di salvaguardia che impediscano l’esercizio delle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, dal momento che gli uffici regionali competenti si sono già espressi in merito alla coerenza del Puc con gli strumenti di pianificazione paesaggistica regionale vigenti;

VALUTATO che la contestazione delle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche prefigura uno scenario preoccupante nel quale, oltre ad avere gli enti locali ingiustamente ed immotivatamente privati di una competenza loro riconosciuta dalle norme vigenti, si rischia di rendere considerevolmente più lungo e difficoltoso l’iter per l’avvio degli interventi edilizi, con conseguente lesione dei diritti e degli interessi economici dei cittadini;

VERIFICATO che l’impostazione eccessivamente accentratrice, che va ben al di là di quanto previsto dalla normativa vigente, dell’assessorato regionale competente in materia di urbanistica sta portando ad un accumulo di pratiche inevase negli uffici regionali, che non risultano in grado di smaltire un simile, enorme carico di lavoro;



CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale agli Enti locali, Finanze e Urbanistica

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di chiarire cosa esattamente si intende, nella nota dal vago tenore intimidatorio di cui alla premessa, con la frase: “Si chiede, cortesemente e per il futuro, di rispettare quanto disposto dalla L.R. n. 28/98”, alla luce del fatto che tale legge regionale attribuisce ai Comuni la competenza per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche in oggetto;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di definire con esattezza, a beneficio degli uffici regionali, come debba essere applicato il dettato della L.R. n. 28/1998;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rimuovere ogni possibile dubbio relativamente alle competenze comunali in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche per gli interventi edilizi di cui all’art. 3, comma 1, lettera c) della L.R. n. 28/1998;

  • Se risponde al vero che l’Assessorato regionale agli Enti locali, Finanze e Urbanistica, per l’impossibilità ad evadere con il proprio personale l’enorme mole di lavoro accumulata, si sarebbe trovato costretto ad affidare a studi professionali privati l’elaborazione dei pareri paesaggistici, creando così un’evidente e gravissima situazione di conflitto di interesse che, se realmente esistente, necessiterebbe di essere sanata con decorrenza immediata.

sabato, giugno 18, 2011

La Giunta ritiri immediatamente il Piano Stralcio delle Fasce Fluviali

Revoca immediata del Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali adottato in via preliminare dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino il 31 marzo scorso: è quanto chiede nuovamente il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, che sulla materia era già intervenuto un mese fa con un’interrogazione analoga che ha avuto come unica risposta una dichiarazione di intenti della Giunta regionale cui non ha fatto seguito alcun atto formale.

Il riferimento è al documento nel quale vengono individuate le tracce dello sviluppo dei corsi d’acqua sul territorio al fine di identificare la massima estensione delle aree inondabili in caso di piena e le conseguenti misure di salvaguardia, adottato dal Comitato Istituzionale dopo un iter durato oltre cinque anni. Con l’adozione preliminare, sulle aree considerate inondabili anche solo in caso di eventi eccezionali (fino a una frequenza di una volta ogni duecento anni), sono state apposte le massime misure di salvaguardia previste dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, consistenti in un sostanziale divieto assoluto di edificazione scattato il 29 aprile scorso.

L’“ingiustificato regime vincolistico”, si legge nell’interrogazione, “ha già comportato il blocco di qualsiasi attività edificatoria nella gran parte dei Comuni della Sardegna”, con conseguente “gravissimo danno” per le comunità locali. All’altra interrogazione urgente presentata da Diana un mese fa “ha fatto seguito l’annuncio a mezzo stampa, da parte della Giunta regionale, della revoca dell’atto di adozione del Progetto di Piano Stralcio”. A tale annuncio, però, “non è seguito alcun atto formale e pertanto, come confermano gli stessi componenti il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, i vincoli di cui al Progetto di Piano Stralcio risultano tuttora in vigore”.

Il capogruppo chiede perciò nuovamente al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in qualità di Presidente dell’Autorità di Bacino, che la Giunta regionale revochi, in regime di autotutela, la delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino con cui è stato adottato in via preliminare il Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali e che l’adozione “non sia accompagnata dall’apposizione di un regime vincolistico eccessivo ed immotivato, soprattutto senza che sia stata data ai Comuni la possibilità di esprimersi al riguardo per quanto concerne sia gli aspetti tecnici inerenti la sicurezza delle comunità locali in caso di eventi calamitosi che gli aspetti politici inerenti la pianificazione urbanistica”. L’interrogazione urgente sarà depositata all’inizio della prossima settimana.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sull’adozione preliminare del Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali


PREMESSO che l’art. 17, comma 6, della L. 19 maggio 1989, n. 183, dispone la redazione e l’adozione, da parte delle Regioni, di un Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, quale stralcio del Piano di Bacino Regionale di cui al comma 3 del citato articolo, nel quale vengono individuate le tracce dello sviluppo dei corsi d’acqua sul territorio, al fine di identificare la massima estensione delle aree inondabili in caso di piena e le conseguenti misure di salvaguardia;

CONSIDERATO che, con Del. n. 1 del 31 marzo 2011, il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale ha adottato in via preliminare il Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali;

SOTTOLINEATO che la predisposizione del Progetto è stata aggiudicata con Det. n. 1920 del 30 dicembre 2005 del direttore del Servizio Albi Regionali e Contratti dell’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici e perfezionata con contratto stipulato il 13 aprile 2006 tra il medesimo servizio ed il raggruppamento temporaneo di imprese vincitore della licitazione privata;

VERIFICATO che il raggruppamento temporaneo di imprese di cui sopra ha consegnato il Progetto il 26 aprile 2010 e che l’elaborato è stato successivamente, così come prevede la normativa che ne disciplina l’iter di approvazione, sottoposto a validazione da parte di due tecnici precedentemente individuati dal medesimo Assessorato;

PRESO ATTO della decisione, da parte del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale, di apporre sulle aree interessate dal Progetto di Piano Stralcio, contestualmente alla sua adozione preliminare, le massime misure di salvaguardia previste dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, consistenti in un sostanziale divieto assoluto di edificazione, a partire dal 29 aprile u.s., anche nelle fasce ritenute inondabili solo in caso di eventi eccezionali, caratterizzati da una frequenza media fino a una volta ogni duecento anni;

ATTESTATO che, nelle more dell’adozione preliminare del Progetto di Piano Stralcio, l’Autorità di Bacino Regionale non ha ritenuto di coinvolgere i Comuni interessati dal Piano, né relativamente alla perimetrazione delle fasce fluviali, né relativamente alle misure di salvaguardia da apporre sul territorio;

VALUTATO che l’apposizione delle suddette misure di salvaguardia si traduce di fatto in un’espropriazione delle competenze dei Comuni in materia di pianificazione urbanistica, poiché comporta una sostanziale impossibilità a concedere licenze edificatorie per una gran parte dei Comuni della Sardegna, anche all’interno dei centri abitati consolidati in un numero elevato di Comuni il cui territorio è stato oggetto di interventi di bonifica e di protezione idraulica nel corso dell’ultimo secolo;

EVIDENZIATO il gravissimo danno che le comunità locali si trovano a patire a causa di tale decisione, la cui durata, per giunta, non è minimamente preventivabile, considerato il lungo e complesso iter che il Progetto di Piano Stralcio dovrà affrontare prima di essere sottoposto all’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale e alla luce dei pesanti ritardi già accumulati nella sua redazione ed adozione preliminare;

RIBADITA l’assoluta urgenza del ritiro del Progetto di Piano Stralcio adottato preliminarmente dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale, il cui ingiustificato regime vincolistico ha già comportato il blocco di qualsiasi attività edificatoria nella gran parte dei Comuni della Sardegna;

RICHIAMATA l’analoga interrogazione urgente n. 579/A, presentata dall’interrogante il 19 maggio u.s., alla quale ha fatto seguito l’annuncio a mezzo stampa, da parte della Giunta regionale, della revoca dell’atto di adozione del Progetto di Piano Stralcio;

APPURATO che all’annuncio di cui sopra non è seguito alcun atto formale e che pertanto, come confermano gli stessi componenti il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale, i vincoli di cui al Progetto di Piano Stralcio risultano tuttora in vigore;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché sia revocata, con la massima urgenza e in regime di autotutela, la Del. n. 1 del 31 marzo 2011 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché l’adozione preliminare del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali non sia accompagnata dall’apposizione di un regime vincolistico eccessivo ed immotivato, soprattutto senza che sia stata data ai Comuni la possibilità di esprimersi al riguardo, per quanto concerne sia gli aspetti tecnici inerenti la sicurezza delle comunità locali in caso di eventi calamitosi che gli aspetti politici inerenti la pianificazione urbanistica.

giovedì, maggio 19, 2011

La Giunta revochi con la massima urgenza il Piano Stralcio delle Fasce Fluviali

Revocare la delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino con cui è stato adottato in via preliminare il Piano Stralcio delle Fasce Fluviali: lo chiede, in un’interrogazione urgente al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

La predisposizione del Progetto di Piano Stralcio del Piano di Bacino, nel quale vengono individuate le tracce dello sviluppo dei corsi d’acqua sul territorio al fine di identificare la massima estensione delle aree inondabili in caso di piena e le conseguenti misure di salvaguardia, è stata aggiudicata dall’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici ad un raggruppamento temporaneo di imprese il 30 dicembre 2005, con contratto perfezionato il 13 aprile 2006. Il Progetto è stato consegnato il 26 aprile 2010 e adottato dal Comitato Istituzionale il 31 marzo scorso.

Contestualmente all’adozione del Progetto di Piano Stralcio, si legge nell’interrogazione, l’Autorità di Bacino “ha apposto sulle aree interessate le massime misure di salvaguardia previste dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, consistenti in un sostanziale divieto assoluto di edificazione, a partire dal 29 aprile, anche nelle fasce ritenute inondabili solo in caso di eventi eccezionali, caratterizzati da una frequenza media fino a una volta ogni duecento anni”.

Il regime vincolistico deciso dall’Autorità di Bacino “si traduce di fatto in un’espropriazione delle competenze dei Comuni in materia di pianificazione urbanistica, poiché comporta una sostanziale impossibilità a concedere licenze edificatorie per una gran parte dei Comuni della Sardegna, anche all’interno dei centri abitati consolidati in un numero elevato di Comuni il cui territorio è stato oggetto di interventi di bonifica e di protezione idraulica nel corso dell’ultimo secolo”. Il tutto, senza che i Comuni siano stati coinvolti, “né relativamente alla perimetrazione delle fasce fluviali, né relativamente alle misure di salvaguardia da apporre sul territorio”.

In conseguenza di ciò, le comunità locali “si trovano a patire un gravissimo danno”, “la cui durata, per giunta, non è minimamente preventivabile, considerato il lungo e complesso iter che il Progetto di Piano Stralcio dovrà affrontare prima di essere sottoposto all’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale e alla luce dei pesanti ritardi già accumulati nella sua redazione ed adozione preliminare”.

Diana chiede perciò al presidente Cappellacci che la Giunta regionale revochi, in regime di autotutela, la delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino con cui è stato adottato in via preliminare il Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali e che l’adozione “non sia accompagnata dall’apposizione di un regime vincolistico eccessivo ed immotivato, soprattutto senza che sia stata data ai Comuni la possibilità di esprimersi al riguardo per quanto concerne sia gli aspetti tecnici inerenti la sicurezza delle comunità locali in caso di eventi calamitosi che gli aspetti politici inerenti la pianificazione urbanistica”.




INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sull’adozione preliminare del Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali


PREMESSO che l’art. 17, comma 6, della L. 19 maggio 1989, n. 183, dispone la redazione e l’adozione, da parte delle Regioni, di un Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, quale stralcio del Piano di Bacino Regionale di cui al comma 3 del citato articolo, nel quale vengono individuate le tracce dello sviluppo dei corsi d’acqua sul territorio, al fine di identificare la massima estensione delle aree inondabili in caso di piena e le conseguenti misure di salvaguardia;

CONSIDERATO che, con Del. n. 1 del 31 marzo 2011, il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale ha adottato in via preliminare il Progetto di Piano Stralcio delle Fasce Fluviali;

SOTTOLINEATO che la predisposizione del Progetto è stata aggiudicata con Det. n. 1920 del 30 dicembre 2005 del direttore del Servizio Albi Regionali e Contratti dell’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici e perfezionata con contratto stipulato il 13 aprile 2006 tra il medesimo servizio ed il raggruppamento temporaneo di imprese vincitore della licitazione privata;

VERIFICATO che il raggruppamento temporaneo di imprese di cui sopra ha consegnato il Progetto il 26 aprile 2010 e che l’elaborato è stato successivamente, così come prevede la normativa che ne disciplina l’iter di approvazione, sottoposto a validazione da parte di due tecnici precedentemente individuati dal medesimo Assessorato;

PRESO ATTO della decisione, da parte del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale, di apporre sulle aree interessate dal Progetto di Piano Stralcio, contestualmente alla sua adozione preliminare, le massime misure di salvaguardia previste dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, consistenti in un sostanziale divieto assoluto di edificazione, a partire dal 29 aprile u.s., anche nelle fasce ritenute inondabili solo in caso di eventi eccezionali, caratterizzati da una frequenza media fino a una volta ogni duecento anni;

ATTESTATO che, nelle more dell’adozione preliminare del Progetto di Piano Stralcio, l’Autorità di Bacino Regionale non ha ritenuto di coinvolgere i Comuni interessati dal Piano, né relativamente alla perimetrazione delle fasce fluviali, né relativamente alle misure di salvaguardia da apporre sul territorio;

VALUTATO che l’apposizione delle suddette misure di salvaguardia si traduce di fatto in un’espropriazione delle competenze dei Comuni in materia di pianificazione urbanistica, poiché comporta una sostanziale impossibilità a concedere licenze edificatorie per una gran parte dei Comuni della Sardegna, anche all’interno dei centri abitati consolidati in un numero elevato di Comuni il cui territorio è stato oggetto di interventi di bonifica e di protezione idraulica nel corso dell’ultimo secolo;

EVIDENZIATO il gravissimo danno che le comunità locali si trovano a patire a causa di tale decisione, la cui durata, per giunta, non è minimamente preventivabile, considerato il lungo e complesso iter che il Progetto di Piano Stralcio dovrà affrontare prima di essere sottoposto all’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale e alla luce dei pesanti ritardi già accumulati nella sua redazione ed adozione preliminare;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché sia revocata, in regime di autotutela, la Del. n. 1 del 31 marzo 2011 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché l’adozione preliminare del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali non sia accompagnata dall’apposizione di un regime vincolistico eccessivo ed immotivato, soprattutto senza che sia stata data ai Comuni la possibilità di esprimersi al riguardo, per quanto concerne sia gli aspetti tecnici inerenti la sicurezza delle comunità locali in caso di eventi calamitosi che gli aspetti politici inerenti la pianificazione urbanistica.