venerdì, ottobre 19, 2012

Vertenza Sardegna, no a vertice Villa Devoto, convocare il Governo nell’Isola


Il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, non parteciperà alla riunione convocata per domattina a Villa Devoto dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per discutere dei temi legati alla cosiddetta ‘Vertenza Sardegna’. “La notizia, uscita oggi pomeriggio, dell’imminente visita nell’Isola di tre ministri del governo Monti per discutere delle prospettive economiche, occupazionali e sociali del Sulcis è la manifestazione più lampante delle ragioni che mi hanno spinto a decidere di disertare l’incontro”, spiega Diana.
“L’impostazione data dal governatore Cappellacci al confronto istituzionale con il Governo, infatti”, sottolinea il capogruppo, “continua ad essere quella di accettare la visione parziale e limitata della vertenza che l’esecutivo pretende di imporci. Una visione, è doveroso ricordarlo, che va in direzione diametralmente opposta ai contenuti dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 14 febbraio scorso. Non esiste una ‘Vertenza Sulcis’ separata da quella che riguarda il resto della nostra Regione: i problemi dell’Isola sono quelli noti e sono comuni a tutti i territori. Solo affrontandoli complessivamente sarà possibile porre le basi affinché ciascun territorio sardo sia messo nelle condizioni di uscire dalla crisi e rilanciare il proprio sviluppo”.
“Pertanto, non intendo prestarmi ulteriormente a operazioni che nulla hanno a che vedere con ciò che dovrebbe fare la Giunta regionale, vale a dire attuare l’indirizzo politico ricevuto dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato”, conclude il capogruppo, “e ciò può essere fatto in un unico modo: richiedendo la convocazione del Consiglio dei Ministri in Sardegna, affinché nell’Isola, attraverso il confronto con i rappresentanti della società e dei territori, possano essere assunte le decisioni necessarie a risolvere una volta per tutte la nostra vertenza. Ogni altra azione è destinata soltanto a prolungare l’agonia della Sardegna, senza poter portare alcun risultato utile”.

venerdì, ottobre 05, 2012

Fiume Santo, lo smantellamento della centrale è un insulto a tutta la Sardegna

“La decisione di E.On. di procedere allo smantellamento dei gruppi a olio combustibile nella centrale elettrica di Fiume Santo, senza contestualmente dare attuazione alle intese con la Regione che prevedono la realizzazione di un nuovo gruppo a carbone e riducendo del 65 per cento il personale impiegato, è un deliberato insulto al territorio, a tutta la Sardegna e al Consiglio regionale, sua massima espressione democratica”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“L’ordine del giorno approvato dall’Assemblea il 17 maggio scorso, nel quale si sollecita l’impegno della Regione affinché E.On. proceda alla realizzazione del gruppo a carbone o, in alternativa, ceda la centrale ad altri gruppi industriali interessati a portare avanti tale progetto (si parla del gruppo Clivati-Indorama, la cui manifestazione di interesse sarebbe stata ignorata), è rimasto inattuato”, denuncia Diana. “Ciò è potuto accadere in conseguenza della totale inerzia della Giunta regionale e della sudditanza del Governo nei confronti della multinazionale tedesca, a dispetto dell’importanza che l’opera avrebbe per il sistema produttivo isolano e delle sue ricadute occupazionali. Senza dimenticare che E.On. viene profumatamente remunerata da Terna, poiché la centrale di Fiume Santo, benché obsoleta e altamente inquinante, è inserita tra gli impianti essenziali per il sistema energetico nazionale, e che si continua a sorvolare con fin troppa generosità sulla mancata attuazione delle bonifiche ambientali da parte della multinazionale”.
“All’inizio della prossima settimana”, preannuncia il capogruppo, “presenterò un’interpellanza affinché il presidente Cappellacci venga a riferire in Consiglio regionale sulla mancata ottemperanza dell’esecutivo al dettato dell’ordine del giorno consiliare. Le continue provocazioni di E.On. non possono essere ignorate: è necessaria la massima mobilitazione istituzionale per salvare Fiume Santo e sottrarre finalmente la Sardegna al duopolio energetico Enel-E.On.”.

giovedì, ottobre 04, 2012

Costi della politica, solo da Consiglio regionale tagli reali e verificabili


“Mentre il Consiglio regionale prosegue il percorso di riduzione delle proprie spese di funzionamento, operazione che ci vede nel ruolo di apripista tra le assemblee legislative italiane, compresi i due rami del Parlamento, sarebbe utile avere maggiori dettagli su come realmente stanno operando la Presidenza della Regione e la Giunta regionale al fine di ridurre i loro costi”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Mentre la prima Istituzione sarda, sin dall’inizio della legislatura, sta tagliando costantemente le proprie spese, il presidente Cappellacci sembra preferire concentrarsi maggiormente sul rivendicare come propri i meriti altrui, lasciando invece in un alone di indeterminazione quelli che realmente gli spettano, forse al fine di amplificarne la percezione ben oltre la loro vera sostanza”, prosegue Diana. “A quanto ammontano le risorse risparmiate dall’esecutivo con la riduzione dei consigli di amministrazione degli enti e delle agenzie regionali e di quelli delle società controllate dalla Regione? Di quanto si sono ridotti gli emolumenti di Cappellacci con il taglio dell’indennità aggiuntiva che gli spetta, oltre a quella di consigliere regionale che continua regolarmente a percepire, per la carica di Presidente della Regione? Infine, a quanto ammontano i rimborsi spese che il governatore percepisce da quando ha deciso di rinunciare all’auto blu e di utilizzare il mezzo privato?”
“I tagli operati dal Consiglio al proprio bilancio sono reali, chiari nelle cifre e facilmente verificabili, come dimostrano i 20 milioni di euro di risorse liberate dall’inizio della legislatura a oggi e destinate alla lotta alla crisi economica e al rilancio dell’economia”, conclude il capogruppo. “Cappellacci è in grado di quantificare con altrettanta precisione quanti soldi in più sono stati immessi nel sistema produttivo sardo per merito dei suoi tagli? Fino a quando tale somma non sarà resa nota, sarebbe meglio che il governatore, per il bene della propria immagine politica, rinunciasse a porsi in competizione con l’Assemblea su una materia in cui difficilmente potrà prevalere”.

venerdì, settembre 21, 2012

Commissione Enve, nelle priorità di Cappellacci nessun riferimento ai problemi dell’Isola


“La nomina del governatore Cappellacci alla presidenza della commissione Enve del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, oltre a dare lustro internazionale alla Sardegna, può fornire delle importanti occasioni per proporre con maggior forza nelle sedi comunitarie i tanti e gravi problemi di cui soffre il comparto energetico isolano”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Sappiamo bene che i problemi legati alla produzione e alla distribuzione dell’energia elettrica sono tra le cause più importanti della crisi che investe tutti i comparti produttivi sardi e, in modo particolare, l’industria”, sottolinea Diana. “L’alto costo dell’energia, la necessità di soddisfare il fabbisogno delle cosiddette industrie ‘energivore’ e di sostituire gli impianti di produzione obsoleti, insicuri ed inquinanti (si vedano, in particolare, i gruppi ad olio combustibile della centrale di Fiumesanto), la concentrazione del mercato nelle mani di un numero limitato di operatori (come il duopolio Enel-E.On. in Sardegna), il rischio che importanti realtà produttive possano chiudere a causa delle distorsioni nel mercato (Ottana Energia su tutte): sono queste le tematiche su cui, principalmente, ci aspettiamo l’impegno di Cappellacci nelle sue nuove vesti di presidente della commissione Enve”.
“Peccato però che, nelle priorità che il presidente ha illustrato stamani, non vi sia nessuno di questi punti”, conclude il capogruppo, “così come non si parla dei progetti sperimentali come quelli con cui si vorrebbe rilanciare la Carbosulcis o dell’incentivazione dell’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili da parte delle aziende agricole. Insomma, un inizio piuttosto deludente”.

martedì, settembre 18, 2012

Vertenza Sardegna, convocare il Consiglio dei Ministri nell’Isola

“L’appello lanciato dal Presidente della Provincia di Carbonia e Iglesias, Tore Cherchi, affinché i ministri investiti delle vertenze industriali del Sulcis si rechino nell’Isola per esaminare in prima persona la drammatica situazione del territorio”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, “è senza dubbio apprezzabile, ma temo che possa non essere sufficiente per risolvere la crisi che investe la Provincia più povera d’Italia e sicuramente non è adeguato affinché sia affrontata in modo unitario la cosiddetta ‘vertenza Sardegna’, che parte dalla necessità di rilanciare lo sviluppo dell’intera Regione”.
“E’ ormai necessario e non più procrastinabile”, prosegue Diana, “che il premier Mario Monti convochi il Consiglio dei Ministri nell’Isola al fine di confrontarsi con gli enti locali, con i sindacati e con i rappresentanti di tutte le categorie produttive e trovare così delle soluzioni concrete ai problemi, partendo dalla piattaforma individuata dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato lo scorso 14 febbraio”.
“Solo così”, conclude il capogruppo, “sarà possibile sottrarre le sorti della Sardegna ad una situazione in cui la mancanza di buona volontà da parte del Governo, l’incapacità di viceministri e sottosegretari e l’inconsistenza della Giunta regionale fanno sì che i problemi dell’Isola restino eternamente irrisolti e che la crisi economica si vada sempre più aggravando, con il rischio che interi territori siano condannati a morte per colpa delle omissioni di chi avrebbe dovuto lavorare per salvarli”.

sabato, settembre 15, 2012

Vertenza entrate, il saldo una manovra del Governo per allentare la tensione sociale?

“La prima cosa che viene istintivo sperare, riguardo la notizia dell’imminente saldo da parte del Governo di un’ulteriore quota del debito pregresso relativo alla cosiddetta ‘vertenza entrate’, è che non si tratti di una manovra di facciata con cui l’esecutivo nazionale intende cercare di allentare la tensione sociale che si va accumulando in Sardegna”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana.
“Il timore è che la battaglia che si è scatenata oggi tra la Giunta regionale e il Partito Democratico per cercare di attribuirsi il merito del risultato possa risolversi in una vittoria di Pirro ai danni dei sardi”, argomenta Diana. “Come giustamente afferma l’assessore La Spisa, infatti, ancora non è certo neppure che le risorse che si prevede di stanziare nel disegno di legge di assestamento del bilancio statale siano nuove e aggiuntive rispetto a quelle di cui è già previsto il trasferimento nelle casse regionali. Inoltre, se anche le risorse fossero aggiuntive, non potrebbero in ogni caso essere spese a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Insomma, il governo Monti, probabilmente, sta cercando di risolvere la ‘vertenza entrate’ con una manovra a costo zero per le casse dello Stato. Una manovra del genere, però, non contribuirà in alcun modo a risolvere vertenze come quelle di Alcoa, Ottana Energia, Vinyls e via dicendo, né a rilanciare alcuno dei comparti produttivi isolani stremati dalla crisi”.
“Stupisce, infine, vedere che il presidente Cappellacci sembra quasi cadere dalle nuvole nell’apprendere la notizia, che difatti è stata diffusa in prima battuta dal Pd”, conclude il capogruppo. “Come mai, quando il Consiglio dei Ministri ha discusso al suo interno un provvedimento che riguardava la Sardegna, il nostro governatore non è stato convocato a partecipare alla seduta, così come prevede lo Statuto? Sembra di assistere a una sorta di ‘commissariamento’ di Cappellacci e della Giunta regionale da parte del Governo, l’ennesima dimostrazione che l’esperienza politica dell’attuale esecutivo è ormai agli sgoccioli”.

sabato, settembre 08, 2012

Vertenze industriali, Monti convochi un Tavolo per lo sviluppo economico della Sardegna


“E’ a dir poco deludente dover constatare che, a fronte delle sue tante e gravissime mancanze nell’affrontare il problema della crisi economica ed occupazionale, il governo Monti non trovi niente di meglio da fare che criminalizzare il disagio che interessa gran parte dei lavoratori e dei cittadini sardi, riducendo le legittime rivendicazioni dell’Isola ad un mero problema di ordine pubblico”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la decisione del Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, di convocare in via straordinaria il Comitato regionale per l’ordine e la sicurezza pubblica in seguito all’atto dimostrativo compiuto oggi contro un traliccio della rete elettrica nell’area industriale di Portovesme.
“Se l’esecutivo nazionale non fosse venuto meno ai suoi doveri istituzionali nell’affrontare le tante vertenze che investono i comparti produttivi sardi”, sottolinea Diana, “probabilmente gesti inquietanti e da condannare senza indugio, come quelli di Portovesme e Ottana, non sarebbero mai accaduti, se non altro perché si sarebbe tolto il pretesto a chi sempre cerca terreno fertile per dare sfogo alla sua avversione per l’ordinamento democratico e per la pacifica convivenza civile”.
“Invece del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”, conclude il capogruppo, “sarebbe assai più urgente che il premier Monti convocasse nell’Isola un Tavolo per lo sviluppo e il rilancio dell’economia e che venisse personalmente a confrontarsi con le istanze dei lavoratori, degli imprenditori, degli artigiani, del mondo agricolo e di tutti i soggetti che si trovano a dover fare i conti quotidianamente con una crisi che le decisioni e le manchevolezze del Governo, non solo nazionale, sono riuscite, finora, soltanto ad aggravare”.

mercoledì, settembre 05, 2012

Consiglio, Cappellacci fugge a gambe levate


“Il presidente Cappellacci fugge a gambe levate dal dibattito consiliare sulle grandi vertenze occupazionali della Sardegna”, denuncia il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana. “La decisione del governatore di disertare la seduta convocata per domani è inqualificabile e ingiustificabile”.
“Ancora una volta, Cappellacci sceglie la via dello scontro istituzionale”, prosegue Diana, “rifiutando di confrontarsi con l’Assemblea su argomenti di importanza vitale per l’economia e la tenuta sociale dell’Isola, quali le vertenze Alcoa e Vinyls, dimostrando di non avere alcun rispetto non solo per le Istituzioni ma soprattutto per i cittadini che queste rappresentano, i quali hanno pieno diritto di avere delle risposte su quanto la Giunta regionale sta facendo per affrontare la gravissima crisi occupazionale che si sta abbattendo sulla Sardegna”.
“Viene da chiedersi quali siano le vere ragioni di questa assurda decisione”, conclude il capogruppo, “ma è difficile immaginare qualcosa di diverso dal fatto che, ai tanti proclami e agli annunci ad effetto con cui il governatore è solito affrontare tutte le vertenze occupazionali, non ha fatto seguito finora alcun risultato e che il tessuto socioeconomico sardo, dopo tre anni e mezzo della cura Cappellacci, è sempre più allo sbando e privo di qualsiasi prospettiva di rilancio”.

mercoledì, agosto 29, 2012

Vertenza Alcoa, soddisfazione per decisione Tirrenia di far viaggiare gratis i lavoratori

“Grande soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, per la decisione di Tirrenia di ospitare gratuitamente a bordo dei suoi traghetti la delegazione di lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme che si recherà a Roma venerdì prossimo in occasione del vertice al Ministero dello Sviluppo Economico in cui si dovrebbe decidere il futuro dell’azienda.
“Sono certo”, sottolinea Diana, “che questa sarà solo la prima occasione in cui la nuova proprietà della compagnia di navigazione dimostrerà concretamente la sua disponibilità ad operare in difesa del sistema sociale ed economico sardo e che, in futuro, le aziende e i lavoratori potranno sempre contare sul supporto di Tirrenia a sostegno del mantenimento e dell’espansione di tutti i comparti produttivi regionali”.

mercoledì, agosto 08, 2012

Fondi per le aree di crisi, la Giunta dimentica ancora una volta Oristano

“La ripartizione dei fondi per le aree di crisi relativi alla legge 3 del 2009, annunciata oggi in pompa magna dalla Giunta regionale con tanto di conferenza stampa, è l’occasione per l’ennesimo sgarbo ai danni della Provincia di Oristano”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Mentre con grande risalto viene data notizia degli interventi destinati alle aree che ancora non hanno beneficiato dei finanziamenti”, prosegue Diana, “il presidente Cappellacci dimentica ancora una volta una parte importantissima del territorio regionale. Viene da chiedersi quale logica ci sia dietro una decisione del genere e quale sia stato l’atteggiamento degli assessori dell’Oristanese nel sostenere le ragioni del proprio territorio”.
“Confidiamo che l’assessore La Spisa voglia convocare immediatamente il tavolo istituzionale tra la Regione e la Provincia di Oristano”, conclude il capogruppo, “per individuare di concerto gli interventi da inserire nella programmazione della legge 3 e porre così fine alle strane amnesie che colpiscono la Giunta regionale ogni qual volta devono essere ripartite delle risorse tra i diversi territori dell’Isola”.

martedì, agosto 07, 2012

‘Spending review’, voto è conseguenza dell’atteggiamento troppo blando di Cappellacci

“Il voto odierno del Parlamento sul provvedimento per la revisione della spesa statale non può essere in alcun modo condiviso, ma è la diretta conseguenza dell’atteggiamento di assoluta sudditanza che il presidente Cappellacci ha mostrato nei confronti del governo Monti nell’incontro del febbraio scorso a Palazzo Chigi, quando si è discussa la cosiddetta ‘Vertenza Sardegna’”, dichiara il capogruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, commentando l’approvazione della ‘spending review’ voluta dall’esecutivo nazionale.
“I toni del governatore, in quell’occasione cruciale per il futuro dell’Isola, sono stati troppo blandi e accondiscendenti e oggi abbiamo avuto modo di apprezzare quali sono stati i risultati”, prosegue Diana. “Non si può certo pensare che basti promettere 17 milioni a La Maddalena o ripartire in maniera del tutto arbitraria, premiando o ‘punendo’ i diversi territori, i fondi deliberati dal Cipe, quando migliaia di famiglie sarde sono prive di uno stipendio”.
“Se vogliamo uscire dalla stagnazione, la Regione deve adottare provvedimenti urgenti a sostegno dei comparti produttivi”, conclude il capogruppo. “Artigianato, agricoltura, industria e commercio: questi sono i settori da cui dobbiamo ripartire se vogliamo rilanciare l’occupazione e l’economia in Sardegna. E’ necessario dare alle imprese un sostegno forte e immediato, altrimenti non riusciremo mai a superare la crisi”.

venerdì, agosto 03, 2012

Sblocco fondi Cipe, la Giunta continua ad ignorare l’Oristanese

“Lo sblocco dei fondi Cipe deliberato oggi non porta, purtroppo, buone notizie per l’Oristanese, che ancora una volta è rimasto pressoché ignorato dalla ripartizione delle risorse decisa dalla giunta Cappellacci”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Dei 150 milioni di euro destinati alla sanità, solo 5 andranno a Oristano”, sottolinea Diana. “Poco, troppo poco in confronto ai 10 milioni richiesti dalla Asl n. 5, ma confidiamo che, nelle prossime ripartizioni di finanziamenti, l’assessore De Francisci terrà in maggiore considerazione il territorio”.
“Va molto peggio per quanto riguarda i quasi 400 milioni restanti, dei quali neanche un euro andrà alla Provincia di Oristano”, conclude il capogruppo. “La Giunta conferma così un atteggiamento intollerabile che sta escludendo sistematicamente l’Oristanese da tutti gli interventi messi in campo dalla Regione. E’ necessario che l’esecutivo imprima un cambio di rotta drastico ed immediato, perché un tale disinteresse non può più essere accettato”.

sabato, luglio 28, 2012

Patto di fine legislatura, Medde ha ragione ma la Regione è immobile su troppi punti


“Quanto affermato dal segretario Medde è assolutamente condivisibile e coincide in gran parte con quei punti programmatici la cui mancata attuazione da parte della Giunta regionale guidata da Ugo Cappellacci ha portato alla decisione di diversi consiglieri regionali di togliere il loro sostegno all’esecutivo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il comunicato stampa odierno del segretario regionale della Cisl, Mario Medde.
“E’ indispensabile battersi per i tre punti principali indicati da Medde, vale a dire la revisione del patto di stabilità, la soluzione della vertenza entrate e il riconoscimento dello status di insularità”, argomenta Diana, “anche se nutro più di un dubbio sul fatto che l’attuale Governo, come del resto è stato anche per quelli che lo hanno preceduto, abbia una reale volontà di soddisfare le legittime richieste della Sardegna in tal senso”.
“Molto meglio, allora, concentrarsi sul versante interno, su cui la Regione può fare tanto, sebbene finora non abbia fatto praticamente nulla”, conclude il capogruppo. “La spesa dei fondi europei e delle risorse a sostegno dell’agricoltura, il rilancio dell’industria, l’adozione del Piano energetico regionale e del Piano regionale per la gestione dei rifiuti, solo per citare qualche esempio, sono competenze regionali su cui finora non sono stati prodotti risultati. Così come il Piano paesaggistico regionale, per la cui revisione non basta certo aver adottato le Linee guida votate in settimana dal Consiglio regionale. La vera urgenza è rivedere le Norme tecniche di attuazione che, se si vogliono dare delle risposte concrete alle istanze della società sarda, devono essere portate immediatamente all’attenzione dell’Aula”.

giovedì, luglio 26, 2012

Consiglio, “massima solidarietà” a presidente Lombardo dopo gli attacchi di questa mattina

Il capogruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, esprime “massima solidarietà” alla Presidente dell’Assemblea, Claudia Lombardo, “per gli attacchi di cui è stata fatta oggetto nel corso della seduta di questa mattina da parte di alcuni consiglieri”.
“Ritengo doveroso, a nome dell’intero gruppo consiliare che rappresento, richiamare tutti i colleghi ad un atteggiamento più rispettoso verso l’Istituzione di cui siamo parte”, dichiara Diana. “Quello cui si è assistito stamani è uno spettacolo che non si vorrebbe mai vedere nell’Assemblea che rappresenta il popolo sardo”.
“La presidente Lombardo è stata attaccata per aver difeso, ancora una volta, l’indipendenza del Consiglio regionale e la correttezza nei rapporti tra le Istituzioni”, conclude il capogruppo. “Se questa deve essere la ragione per giustificare un’aggressione simile, allora sosteniamo con rinnovata convinzione l’operato della Presidente, che in una legislatura fatta più di ombre che di luci si sta distinguendo per il suo impegno in difesa della democrazia e delle istanze di tutti i sardi, e non, come vorrebbero alcuni, nell’appoggiare gli interessi di un’unica parte politica”.

mercoledì, luglio 18, 2012

Liberazione Rossella Urru, oggi è un giorno bellissimo per la Sardegna

“Mi unisco alla gioia della famiglia Urru e della comunità di Samugheo nella gioia per la liberazione di Rossella”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, appreso dell’avvenuta liberazione della cooperante sarda rapita nove mesi fa in Algeria.
“Oggi è un giorno bellissimo per la Sardegna, che si è stretta intorno a Rossella Urru e alla sua famiglia con una mobilitazione senza precedenti”, sottolinea Diana.
“Vorrei augurare che il coraggio e la speranza con cui la cooperante di Samugheo ha affrontato gli interminabili mesi di prigionia”, conclude il capogruppo, “possano sostenere tutti i sardi e gli italiani che, a vario titolo, operano in paesi stranieri nell’aiuto a popolazioni stremate dalle guerre, dalle dittature e dalle carestie: il loro lavoro è l’orgoglio del nostro Paese”.

martedì, luglio 10, 2012

Pecorino romano, assessore Cherchi estraneo a rettifica bando Agea

“L’Assessore regionale all’Agricoltura farebbe bene a non appuntarsi medaglie per la rettifica del bando Agea sulle forniture di pecorino romano per gli indigenti: i documenti ufficiali pervenuti al Ministero dell’Agricoltura dimostrano che la richiesta è stata inoltrata da altri soggetti ben quattro giorni prima della sua attivazione postuma”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando al comunicato stampa diffuso in serata dall’assessore Oscar Cherchi.
“Nel corso della discussione in Aula della mia interpellanza sull’applicazione delle misure per il sostegno al prezzo del latte ovino”, conclude Diana, “si dimostrerà, carte alla mano, quale è stato l’iter ministeriale delle modifiche al bando, rispetto al quale la comunicazione sbandierata dall’Assessore risulta essere del tutto estranea”.

venerdì, luglio 06, 2012

Spending review, iniziare a rivedere la spesa regionale anziché cercare polemiche strumentali

“Appaiono a dir poco incomprensibili e fuori luogo i toni polemici che il governatore Ugo Cappellacci sta adoperando nei confronti del Governo in reazione all’adozione del decreto attuativo della cosiddetta ‘spending review’ sul bilancio statale: Cappellacci dovrebbe ricordarsi che il suo ruolo non è quello del parlamentare di opposizione ma quello di governare la Sardegna, perciò da lui ci aspetteremmo meno contrapposizioni strumentali e più proposte, più decisioni, più azioni concrete per fare tutto il possibile per rilanciare i comparti produttivi isolani anche in un periodo di difficoltà finanziarie come quello che stiamo attraversando”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Dal Presidente della Regione”, prosegue Diana, “ci saremmo aspettati un atteggiamento più simile a quello dell’Assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, che, numeri alla mano e con un atteggiamento ben più costruttivo del suo, ha dimostrato come non sia ancora possibile stimare l’impatto della ‘spending review’ sul bilancio regionale, dal momento che le cifre della manovra che circolano attualmente sono frutto di indiscrezioni, mentre quelle ufficiali non sono ancora note; sarà forse per questo che La Spisa sta per perdere la carica di vicepresidente della Regione. Sarebbe molto più opportuno che Cappellacci da un lato cercasse di aprire un confronto politico con il Governo al fine di concertare i tagli che comunque andranno inevitabilmente a colpire la Sardegna e dall’altro si impegnasse in una seria operazione di revisione della spesa regionale, sulla falsariga di quella operata dal Governo. La Giunta dovrebbe portare quanto prima in Consiglio un provvedimento che riduca sensibilmente le uscite, agendo sulle spese fuori controllo che si registrano nell’Amministrazione regionale e negli enti locali, aggredendo il disavanzo con la dismissione, laddove possibile, del patrimonio immobiliare della Regione ed infine eliminando le diseconomie che si verificano negli enti, nelle agenzie e nelle società a partecipazione regionale. Si pensi, ad esempio, ad Abbanoa, che genera un deficit di sei milioni e mezzo di euro al mese”.
“Si potrebbero liberare così, attraverso un percorso virtuoso, risorse ingenti da destinare alle politiche per il rilancio dell’occupazione e dell’economia, che da troppo tempo non vedono nuovi investimenti”, conclude il capogruppo. “E’ questo, in fondo, il compito che gli elettori hanno affidato a Cappellacci al momento della sua elezione: quello di portare la Sardegna fuori dalla crisi economica e non certo quello di combattere armi in pugno contro l’esecutivo nazionale, minacciando improbabili azioni giudiziarie e lanciandosi in battaglie mediatiche che non portano mai a nessun risultato”.

giovedì, luglio 05, 2012

Latte ovino, da Stato e Regione due gravi atti contro i produttori sardi

La Giunta regionale annulli l’ultima delibera sui contributi ‘de minimis’ per i produttori di latte ovino e richieda al Governo di modificare il bando Agea per l’acquisto di pecorino romano da destinare agli indigenti: lo chiede il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interpellanza rivolta all’Assessore regionale all’Agricoltura, Oscar Cherchi.
I due atti, si legge nell’interpellanza, “sono tali da determinare un grave danno alle industrie cooperative e private della Sardegna, oltre a gravi violazioni di legge”. La delibera della Giunta regionale 28/3, adottata il 26 giugno scorso in applicazione della legge regionale 15 del 2010, approvata a suo tempo per accogliere le richieste dei pastori che protestavano da settimane richiedendo interventi finalizzati a far salire il prezzo di vendita del latte ovino, consente l’accesso ai contributi ‘de minimis’ anche ai produttori che vendono il latte crudo al di fuori della Sardegna. “Fatto grave”, secondo Diana, “per tre ragioni facilmente comprensibili: la prima è che tale misura non è prevista nel dettato normativo della legge 15 tra le misure finalizzate a favorire la diversificazione e la sua introduzione costituisce pertanto una violazione di legge, la seconda è che viene punita la trasformazione in loco, con gravi danni economici e occupazionali, e la terza è che il latte viene trasformato in prevalenza presso un’industria casearia laziale che utilizza il latte sardo per produrre proprio quel pecorino romano che al contrario, per legge, si vorrebbe ridurre”.
Il bando Agea, invece, ha una formulazione tale da favorire proprio l’industria laziale che acquista il latte dai produttori sardi, nonostante “nessuna norma nazionale o comunitaria permetta di elargire contributi pubblici ‘ad personam’”, a discapito dei caseifici isolani. Il bando, infatti, “prevede l’acquisto di un lotto di pecorino romano prodotto nel Lazio e di un altro lotto con provenienza generica, con il risultato che il produttore laziale, a differenza delle aziende sarde, potrà concorrere per la fornitura di entrambi i lotti”. “I due atti, stranamente concomitanti”, sottolinea Diana, “sono tali da creare un nocumento grave a tutta la pastorizia sarda e, mentre il bando Agea certifica ancora una volta che la Sardegna viene trattata dallo Stato come l’ultima delle colonie, la delibera dimostra che la prima a comportarsi da colonizzata è la stessa Giunta regionale”.
Il capogruppo chiede pertanto all’Assessore che la delibera sia annullata e successivamente riadottata con le necessarie modifiche, cioè “escludendo i produttori di latte ovino sardo che vendono il latte crudo al di fuori della Sardegna dall’accesso ai contributi ‘de minimis’”. Quanto al bando Agea, Diana chiede che la Giunta intervenga presso il Governo affinché “sia modificato in maniera tale da non risultare discriminatorio nei confronti dei produttori sardi, vale a dire garantendo loro le medesime condizioni di accesso alla fornitura del pecorino romano che vengono garantite ai produttori del Lazio”.



INTERPELLANZA DIANA Mario sulla difesa del prezzo del latte ovino e sulle azioni per la diversificazione produttiva dal pecorino romano verso altre tipologie casearie

Il sottoscritto,

PREMESSO che, con riferimento alla difesa del prezzo del latte ovino ed all’azione di diversificazione produttiva dal pecorino romano verso altre tipologie di formaggi ovvero verso la trasformazione in latte in polvere, in ottemperanza del deliberato normativo dell’art. 7 della L.R. 17 novembre 2010, n. 15, sono stati recentemente adottati due atti concomitanti i cui effetti sono tali da determinare un grave danno alle industrie cooperative e private della Sardegna, oltre a gravi violazioni di legge e che tali atti sono la Del. n. 28/3 del 26 giugno 2012, avente per oggetto la diversificazione produttiva di cui alla L.R. n. 15/2010, ed il bando Agea con procedura negoziata n. DPMU.2012.1762 del 2 luglio 2012, così come modificato per errata corrige con nota n. DPMU.2012.1809 del 3 luglio 2012, per la fornitura e il trasporto di formaggi vari in aiuto alimentare agli indigenti, che favorirebbe il pecorino romano prodotto nel Lazio a discapito di quello proveniente dalle altre aree geografiche di produzione, tra cui la Sardegna che è la Regione con la più alta produzione;

RILEVATO che la deliberazione, nella sua formulazione attuale, viola palesemente la volontà del legislatore di favorire la diversificazione dal pecorino romano, così come manifestamente espressa nell’articolo 7, comma 1, della L.R. n. 15/2010; infatti, la deliberazione consentirebbe l’accesso ai contributi ‘de minimis’ ai produttori di latte ovino sardo che vendono il latte crudo al di fuori della Sardegna, fatto grave per tre ragioni facilmente comprensibili: la prima è che tale misura non è prevista nel dettato normativo della L.R. n. 15/2010 tra le misure finalizzate a favorire la diversificazione e la sua introduzione costituisce pertanto una violazione di legge, la seconda è che viene punita la trasformazione in loco, con gravi danni economici e occupazionali, e la terza è che il latte viene trasformato in prevalenza presso un’industria casearia laziale che utilizza il latte sardo per produrre proprio quel pecorino romano che al contrario, per legge, si vorrebbe ridurre;

RILEVATO ALTRESI’ che il produttore di pecorino romano di cui sopra verrebbe favorito a scapito dei 34 caseifici sardi nell’aggiudicazione del bando Agea, senza che nessuna norma nazionale o comunitaria permetta di elargire contributi pubblici ‘ad personam’, poiché il bando prevede l’acquisto di un lotto di pecorino romano prodotto nel Lazio e di un altro lotto con provenienza generica, con il risultato che il produttore di cui sopra, a differenza delle aziende sarde, potrà concorrere per la fornitura di entrambi i lotti;

CONSIDERATO che i due atti, stranamente concomitanti, sono tali da creare un nocumento grave a tutta la pastorizia sarda e che, mentre il bando Agea certifica ancora una volta che la Sardegna viene trattata dallo Stato come l’ultima delle colonie, la deliberazione dimostra che la prima a comportarsi da colonizzata è la stessa Giunta regionale;


CHIEDE DI INTERPELLARE
l’Assessore regionale all’Agricoltura
affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di annullare e successivamente approvare ‘ex novo’, con le necessarie modifiche, la Del. n. 28/3 del 26 giugno 2012, affinché rispetti il dettato della L.R. n. 15/2010 nella parte in cui quest’ultima si prefigge lo scopo di ridurre la produzione di pecorino romano Dop favorendo la differenziazione verso altre tipologie di formaggi, vale a dire escludendo i produttori di latte ovino sardo che vendono il latte crudo al di fuori della Sardegna dall’accesso ai contributi ‘de minimis’;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare presso il Governo nazionale affinché il bando Agea n. DPMU.2012.1762 del 2 luglio 2012 sia modificato in maniera tale da non risultare discriminatorio nei confronti dei produttori sardi, vale a dire garantendo loro le medesime condizioni di accesso alla fornitura del pecorino romano che vengono garantite ai produttori del Lazio.


martedì, luglio 03, 2012

Vertenza entrate, da Cappellacci ennesimo voltafaccia e nessun risultato


“Registriamo per l’ennesima volta, con preoccupazione sempre crescente, l’atteggiamento altalenante del governatore Ugo Cappellacci nella gestione della vertenza con lo Stato per il saldo delle entrate erariali dovute alla Sardegna e per il ripristino della capacità di spesa della Regione”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando l’incontro istituzionale di stamani tra il Presidente della Regione e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Ancora una volta, Cappellacci non è riuscito a produrre alcun risultato concreto che consenta di immettere immediatamente nel tessuto economico sardo i 1.450 milioni di euro che lo Stato ci deve”, rimarca Diana. “Anzi, il premier Mario Monti ha preferito non presentarsi neppure a La Maddalena, evitando così di riaprire un confronto politico tra il Governo e la Regione. Cappellacci, dal canto suo, dopo aver rifiutato un tavolo politico con il Governo, ora ha cambiato nuovamente idea, probabilmente dopo aver preso atto che il tavolo tecnico su cui aveva accettato di trasferire la vertenza non sta portando a nulla. Così, il governatore, che prima aveva aperto il tavolo politico con l’allora premier Silvio Berlusconi, poi era passato al tavolo tecnico autosospendendosi dal Popolo Della Libertà, quindi aveva rifiutato la risoluzione della vertenza per uno scarto di appena 80 milioni, aveva riaperto il tavolo politico con il nuovo Governo salvo decidere ancora una volta di tornare al tavolo tecnico, ora ha cambiato nuovamente idea e vuole riportare il confronto in sede politica. Con un atteggiamento così ondivago, diventa facile capire perché non si sta ottenendo alcun risultato salvo dimostrare la mancanza di serietà di chi sta portando avanti la trattativa con l’esecutivo nazionale”.
“Il prossimo passo di Cappellacci sarà rimangiarsi la minaccia di azioni legali, cosa che si è già detto pronto a fare al cospetto di Napolitano, probabilmente dopo essersi reso conto, ancora una volta, che neppure questa via può portare a dei risultati”, conclude il capogruppo. “Non si può pensare di ripristinare un rapporto politico ed istituzionale a colpi di ricatti, né da una parte, né dall’altra. Il governatore sta solo continuando a fare demagogia, facendo credere ai sardi di aver esaurito tutti i tentativi possibili per risolvere la vertenza e di dover ricorrere alle azioni legali come soluzione estrema. La verità è che non ha la più pallida idea di come condurre il confronto con lo Stato e il fatto che non richieda, contestualmente al versamento dei debiti erariali, la revisione del patto di stabilità ne è la prova più lampante. Da un simile dilettantismo politico non potrà mai venire nulla di utile per la Sardegna”.

lunedì, luglio 02, 2012

Incontro con Napolitano e Monti, da Cappellacci aspettiamo risultati sul patto di stabilità


“Dal governatore Ugo Cappellacci ci aspettiamo, in occasione dell’incontro di domani con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e con il Presidente del Consiglio, Mario Monti, oltre agli sfracelli che ha promesso per ottenere i ‘soliti’ 1.450 milioni di entrate erariali che lo Stato deve alla Sardegna, anche dei risultati concreti relativamente alla rimodulazione del patto di stabilità, senza la quale la risoluzione della ‘vertenza entrate’ si trasformerebbe in un successo di facciata buono solo per una prossima campagna elettorale, visto che le risorse trasferite non potrebbero essere spese”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“L’incontro istituzionale di domani sarà un importante banco di prova per Cappellacci che, al quarto anno di mandato, dovrà finalmente cominciare a portare a casa quei risultati che finora, nell’interminabile tira e molla con il Governo, ha soltanto promesso e mai realmente ottenuto”, sottolinea Diana. “Il riconoscimento dell’entità del debito, confermata oggi per l’ennesima volta dalla Corte dei Conti, non è un risultato. Si potrà parlare di risultato quando i 1.450 milioni che lo Stato ci deve saranno nelle casse della Regione e potranno essere spesi per il rilancio dell’economia sarda. Mi permetto di mantenere un sano scetticismo verso l’esito dell’incontro di domani, visto quanto poco il governatore è riuscito a produrre fino a oggi, ma staremo a vedere se sarà capace di sfruttare a nostro favore la presenza di Napolitano, che più volte ha affermato di avere a cuore i problemi dell’Isola e che finalmente avrà l’occasione per dimostrare che li ha a cuore anche con i fatti e non soltanto a parole”.
“D’altra parte, se anche le risorse dovessero arrivare e fossero immediatamente spendibili, saremmo solo a metà dell’opera”, conclude il capogruppo. “I rilievi mossi dalla Corte dei Conti sulla capacità di spesa dei fondi comunitari hanno messo a nudo un nervo scoperto: anche quando la spesa non è ingessata dal patto di stabilità, la Regione non riesce comunque a immettere nel tessuto economico le risorse a sua disposizione ed è questo uno dei più grandi fallimenti della Giunta in carica. Se oggi la Sardegna si trova in uno stato di crisi ben peggiore di quello in cui versava quando Cappellacci ha iniziato il suo mandato alla guida della Regione, non è certo un caso”.