giovedì, agosto 20, 2009

Superenalotto, anche la Sardegna richieda la cessione di una quota delle giocate

La Regione Sardegna richieda allo Stato la cessione di una quota delle giocate del Superenalotto e degli altri concorsi pronostici effettuate sul territorio regionale, come già avviene per la Sicilia. Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale al Bilancio, Giorgio La Spisa, che sarà presentata alla ripresa delle attività del Consiglio regionale dopo la pausa estiva. Diana chiede conto anche del perché una simile richiesta non sia stata effettuata nella vertenza sulle entrate fiscali avviata nella passata legislatura dall’allora governatore Renato Soru.

L’interrogazione fa riferimento all’art. 6 della legge 559 del 1993, il quale stabilisce che i gestori dei concorsi pronostici, tra cui il Superenalotto, versano gli introiti derivanti dalle giocate “al bilancio dello Stato e, per la quota del 12,25 per cento relativa alle giocate effettuate in Sicilia, alla regione siciliana”. Considerato l’aumento delle giocate dovuto al jackpot stellare, salito fino a sfiorare i 150 milioni di euro, il solo Superenalotto avrebbe determinato entrate aggiuntive nelle casse della Regione Sicilia per 15,6 milioni di euro dall’inizio dell’anno, di cui 2,7 milioni nel solo mese di agosto.

La Sicilia, sottolinea il capogruppo, “ha già goduto di un trattamento privilegiato da parte dello Stato nella programmazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate”: 4 miliardi di euro disponibili contro gli appena 18 milioni riservati alla Sardegna. Da tutto ciò, prosegue Diana, “deriva un’inaccettabile penalizzazione per la Regione Sardegna, in conseguenza del trattamento privilegiato assicurato alla Regione Sicilia dall’applicazione delle leggi dello Stato e dalle decisioni del Governo nazionale”.

L’esponente del Pdl chiede perciò a Cappellacci e a La Spisa se risulta che, nel corso della vertenza sulla compartecipazione alle entrate fiscali riscosse sul territorio regionale avviata nella scorsa legislatura, che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto, la Regione abbia richiesto la cessione di una quota delle giocate dei concorsi pronostici, alla luce del fatto che la norma che cede alla Sicilia il 12,25 per cento dell’ammontare delle giocate era già in vigore. Infine, Diana chiede cosa intende fare la Giunta regionale per avviare una nuova trattativa con lo Stato, richiedendo la cessione di una quota parte delle giocate al Superenalotto e agli altri giochi effettuate in Sardegna, come già avviene per la Sicilia.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di avviare una trattativa con lo Stato per la cessione alla Regione Sardegna di una quota dell’ammontare delle giocate ai concorsi pronostici effettuate sul territorio regionale


PREMESSO che l’art. 6, comma 1, della L. 23 dicembre 1993, n. 559, recita quanto segue: “Le riscossioni dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato a norma dell’articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, e gestiti ai sensi degli articoli da 37 a 51 del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1951, n. 581, e successive modificazioni, vengono versate dai gestori, al netto della quota destinata al pagamento dei premi ai vincitori e dell’eventuale acconto d’aggio, al bilancio dello Stato e, per la quota del 12,25 per cento relativa alle giocate effettuate in Sicilia, alla regione siciliana. Vengono altresì versati dai gestori al bilancio dello Stato i premi non pagati ai vincitori entro il termine di decadenza previsto dal regolamento del gioco”.

CONSIDERATO che con l’applicazione di tale normativa, unitamente al notevole aumento delle giocate registrato nelle ultime settimane a causa dell’incremento del cosiddetto ‘jackpot’, la quota di montepremi riservata a chi pronostica l’intera combinazione vincente di sei numeri, giunto ormai a circa Euro 150.000.000, il solo Superenalotto avrebbe determinato entrate aggiuntive nelle casse della Regione Sicilia per Euro 15.600.000 dall’inizio dell’anno, di cui Euro 2.700.000 dall’inizio del mese di agosto;

RAMMENTATO che la Regione Sicilia ha già goduto di un trattamento privilegiato da parte dello Stato nella programmazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate, che ha reso disponibili per tale Regione la somma di Euro 4.000.000.000 a fronte degli Euro 18.000.000 programmati per la Regione Sardegna;

RITENUTO che da quanto descritto deriva un’inaccettabile penalizzazione per la Regione Sardegna, in conseguenza del trattamento privilegiato assicurato alla Regione Sicilia dall’applicazione delle leggi dello Stato e dalle decisioni del Governo nazionale;

SOTTOLINEATO che, nel corso della passata legislatura, la Regione ha avviato una trattativa con lo Stato al fine di rivedere il regime di compartecipazione alle entrate fiscali riscosse sul territorio regionale, che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto speciale di autonomia;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale al Bilancio

affinché riferiscano

  • Se risulta che, nel corso della trattativa con lo Stato che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto speciale di autonomia, da parte della Regione siano state avanzate richieste relativamente alla cessione alla Regione stessa di una quota degli introiti derivanti dalle giocate ai concorsi pronostici dello Stato effettuate nel territorio regionale, alla luce del fatto che, all’apertura di tale trattativa, risultava già in vigore la norma che garantisce alla Regione Sicilia una quota del 12,25 per cento delle giocate effettuate sul proprio territorio regionale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di avviare una trattativa con lo Stato sulla base della richiesta della cessione di una quota parte delle giocate ai concorsi pronostici dello Stato effettuate sul territorio della Sardegna, così come già avviene per la Regione Sicilia.

mercoledì, agosto 12, 2009

Riforma della sanità, nessun dubbio su capacità dell’assessore Liori

“Per quanto riguarda l’avvio della riforma del sistema sanitario regionale, i nostri amici Riformatori non hanno di che preoccuparsi: così come il testo approvato, grazie alla sintesi tra le diverse proposte provenienti dalla maggioranza, è il migliore possibile, la Giunta regionale ed in particolare l’Assessore alla Sanità, Antonello Liori, lo applicheranno nel miglior modo possibile”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alla lettera aperta dei consiglieri Pierpaolo Vargiu e Franco Meloni sulla riforma sanitaria.

“Siamo tutti consapevoli di quanto sia importante l’obiettivo che ci siamo posti, cioè quello di ridisegnare il modello sanitario isolano per renderlo più efficiente, meno costoso e più rispondente alle esigenze dei cittadini”, prosegue Diana, “e non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’assessore Liori sia in grado di portare avanti la riforma avviata con il riordino delle Aziende sanitarie locali deciso dal Consiglio”.

“Per quanto riguarda la nomina dei commissari”, conclude il capogruppo, “siamo certi che le scelte saranno fatte sulla base delle competenze specifiche in materia di sanità e gestione aziendale, ma anche della capacità di tradurre in pratica le linee politiche impartite dalla Giunta, perché l’esperienza di questi primi mesi di legislatura ci ha insegnato ad evitare la creazione di una macchina amministrativa parallela, slegata dal governo scelto legittimamente dagli elettori e magari rispondente a linee politiche di segno diametralmente opposto”.

martedì, agosto 04, 2009

Grande soddisfazione per approvazione emendamento Asl

“Grande soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per l’approvazione dell’emendamento al cosiddetto ‘maxi-collegato’ alla manovra finanziaria che dà via libera al ridisegno delle Aziende Sanitarie Locali sarde.

“Grazie ad un intervento di natura strettamente emergenziale”, sottolinea Diana, “finalizzato a mettere sotto controllo una spesa sanitaria che cresceva a dismisura minacciando di travolgere le casse regionali, siamo riusciti a gettare le basi per la futura riforma del sistema sanitario. Dispiace sentir parlare di lottizzazione, soprattutto alla luce di quanto si è visto nella passata legislatura ogni qual volta si è trattato di spartire poltrone di sottogoverno. Forse l’intervento deciso dal centrodestra lede gli interessi di qualcuno o di qualche parte politica o sociale, ma la situazione della sanità in Sardegna è a detta di tutti, e in prima battuta degli assistiti cui chi governa è chiamato a dare delle risposte, disastrosa, non soltanto per il livello di spesa ma soprattutto per le gravi carenze nella qualità, nella disponibilità e nella rapidità del servizio”.

“Con l’emendamento approvato oggi non pretendiamo di riformare la sanità isolana”, conclude il capogruppo, “ma soltanto di attuare un intervento urgente per affrontare una situazione che non ammetteva ulteriori ritardi. Ci metteremo al lavoro sin da subito per elaborare una riforma organica del settore che metta in primo piano i bisogni dei cittadini e non le esigenze dei partiti”.

sabato, agosto 01, 2009

Vertenza Sardegna, Documento per il Rilancio del Mezzogiorno può essere un contributo

“Il Documento per il Rilancio del Mezzogiorno presentato stamani dai capigruppo parlamentari del Popolo Della Libertà può essere un utile contributo per la risoluzione della cosiddetta Vertenza Sardegna”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana.

Delogu e Diana sottolineano che “a Maurizio Gasparri e a Fabrizio Cicchitto, che con i loro vicari, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino, hanno redatto il Documento, va riconosciuto il merito di non aver fatto mancare l’attenzione del Popolo Della Libertà verso i problemi delle regioni meridionali e di essersi impegnati per inserire la Sardegna nel contesto più generale delle rivendicazioni del Mezzogiorno”.

“Il Documento costituisce un fondamentale punto di partenza per il dibattito che dovrà svilupparsi all’interno dei gruppi del Popolo Della Libertà alla Camera e al Senato”, concludono i due, “e siamo certi che i parlamentari sardi contribuiranno proficuamente a tale dibattito, consentendo così di sviluppare ulteriormente la parte del Documento dedicata all’Isola affinché possano essere inclusi tutti gli interventi necessari per il rilancio dell’economia sarda”.

venerdì, luglio 31, 2009

Centrale E.On. Fiume Santo, importante tassello per il rilancio dell’industria in Sardegna

“Con la firma del decreto di Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che sblocca la riconversione dei gruppi a olio combustibile della centrale elettrica di Fiume Santo, si apre la possibilità di posizionare un tassello di fondamentale importanza per il rilancio dello sviluppo industriale della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il via libera alla realizzazione della centrale a carbone consentirà di far ripartire l’occupazione in un territorio fortemente gravato dalla crisi industriale che investe l’Isola”, prosegue Diana, “dapprima nella costruzione del nuovo impianto e successivamente con la sua attivazione. Non solo, perché si rafforzerà la produzione energetica a vantaggio degli stabilimenti industriali sardi ed in particolare delle cosiddette ‘industrie energivore’ e sarà garantita una maggiore tutela dell’ambiente rispetto a quanto avviene oggi con la centrale a olio combustibile”.

“L’impegno del ministro Prestigiacomo per lo sblocco della Valutazione di Impatto Ambientale si aggiunge all’accordo per il salvataggio dello stabilimento petrolchimico di Porto Torres”, conclude Diana, “nella strategia più generale dei governi nazionale e regionale di centrodestra per il rilancio dell’industria in Sardegna ed in particolare nel polo turritano. Sono certo che le energie che stiamo profondendo nell’affrontare questi problemi avranno ricadute significative sull’economia isolana, contribuendo alla ripresa occupazionale e al rilancio dei settori produttivi”.

giovedì, luglio 30, 2009

Blocco distribuzione carburante, rivalsa dell’Eni per l’accordo sulla chimica?

L’Eni blocca la distribuzione di benzina e gasolio in Sardegna per favorire la sua controllata Agip o lo fa per spirito di rivalsa dopo la mobilitazione dei sardi che è riuscita ad impedire lo stop dell’impianto di cracking del petrolchimico di Porto Torres? Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e agli Assessori all’Industria, Andreina Farris, e al Commercio, Bastianino Sannittu.

Nell’interrogazione, Diana ricorda che i dipendenti del petrolchimico hanno bloccato l’approvvigionamento del carburante del deposito Eni di Porto Torres tra il 10 e il 17 luglio, per protestare contro la ventilata chiusura del petrolchimico. “Nonostante l’azione di protesta sia terminata da oltre una settimana”, denuncia il capogruppo, “si registrano gravi carenze nell’approvvigionamento di carburante da parte delle rivendite sarde ed in modo particolare in quelle della Sardegna meridionale”. La distribuzione del carburante in Sardegna è gestita in massima parte dall’Eni ed il deposito di Sarroch, che serve il Sud dell’Isola, viene regolarmente rifornito dalla raffineria della Saras senza che vi sia alcun calo nei quantitativi di carburante. Ciononostante, l’Eni sta consegnando mediamente ai distributori della Sardegna meridionale un decimo del carburante richiesto, disservizio che invece non si verifica nei distributori Agip, società controllata dalla stessa Eni.

Diana chiede a Cappellacci, Farris e Sannittu se è vero che “l’Eni starebbe utilizzando prioritariamente le scorte di carburante del suo deposito di Sarroch per rifornire le rivendite Agip di tutta la Sardegna, comprese le zone abitualmente servite dal deposito di Porto Torres, riducendo sensibilmente i quantitativi di carburante conferiti presso le rivendite delle compagnie petrolifere concorrenti”. Il capogruppo chiede dunque se tale pratica “sia dovuta ad errori nella programmazione dell’approvvigionamento del deposito di Porto Torres” o se invece “vi sia la precisa volontà di danneggiare le compagnie petrolifere concorrenti ponendo l’Agip in una posizione dominante”, o ancora “se è possibile ipotizzare un’azione di rivalsa” a seguito dell’accordo strappato dalla delegazione sarda guidata da Cappellacci al tavolo sulla chimica che si è tenuto il 21 luglio al Ministero per lo Sviluppo Economico, quando è stata scongiurata la chiusura del petrolchimico.

Diana conclude chiedendo “se la posizione dominante che l’Eni detiene nella distribuzione del carburante alle rivendite in Sardegna determini un conflitto di interessi, essendo la stessa Eni titolare di rivendite di carburante attraverso la sua controllata Agip” e come la Giunta regionale intende muoversi nei confronti della dirigenza dell’Eni “affinché sia prontamente ripristinato l’approvvigionamento di carburante a tutte le rivendite della Sardegna” e per ottenere “un congruo risarcimento per i danni economici che la Sardegna dovesse patire a causa dei disservizi che si stanno registrando”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disservizi nell’approvvigionamento di carburante che si stanno verificando in Sardegna


Il sottoscritto,

PREMESSO che, nel periodo compreso tra il 10 e il 17 luglio, per protestare contro la decisione dei vertici aziendali, successivamente revocata, di bloccare per due mesi l’impianto di cracking dello stabilimento Eni-Polimeri Europa di Porto Torres, il personale ha impedito l’approvvigionamento dei carburanti nel vicino deposito Eni;

CONSIDERATO che, nonostante l’azione di protesta di cui sopra sia terminata da oltre una settimana, si registrano gravi carenze nell’approvvigionamento di carburante da parte delle rivendite sarde ed in modo particolare in quelle della Sardegna meridionale;

SOTTOLINEATO che la distribuzione del carburante in Sardegna è gestita in massima parte dalla stessa Eni;

APPRESO che il deposito Eni di Sarroch viene regolarmente rifornito dalla vicina raffineria Saras e che non si sta registrando alcun calo nei quantitativi di carburante conferito;

VERIFICATO che, in questi giorni, l’Eni consegna mediamente alle rivendite della Sardegna meridionale quantitativi di carburante pari a un decimo di quanto richiesto dai rivenditori;

VALUTATO che i disservizi di cui sopra non si registrano nelle rivendite Agip, società controllata dalla stessa Eni;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali all’Industria e al Commercio

affinché riferiscano

  • Se risponde al vero che l’Eni starebbe utilizzando prioritariamente le scorte di carburante del suo deposito di Sarroch per rifornire le rivendite Agip di tutta la Sardegna, comprese le zone abitualmente servite dal deposito di Porto Torres, riducendo sensibilmente i quantitativi di carburante conferiti presso le rivendite delle compagnie petrolifere concorrenti;

  • Se ritengono che tale pratica sia dovuta ad errori nella programmazione dell’approvvigionamento del deposito di Porto Torres o se invece vi sia la precisa volontà, da parte dell’Eni, di danneggiare le compagnie petrolifere concorrenti ponendo la sua controllata Agip in una posizione dominante nel mercato isolano o ancora se è possibile ipotizzare, da parte dell’azienda, un’azione di rivalsa a seguito del tavolo di confronto tenutosi il 21 luglio u.s. al Ministero dello Sviluppo Economico quando, grazie all’azione incisiva della delegazione sarda guidata dal Presidente della Regione, si è ottenuta la revoca della chiusura per due mesi dell’impianto di cracking dello stabilimento Eni-Polimeri Europa di Porto Torres;

  • Se ritengono che la posizione dominante che l’Eni detiene nella distribuzione del carburante alle rivendite in Sardegna determini un conflitto di interessi, essendo la stessa Eni titolare di rivendite di carburante attraverso la sua controllata Agip;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare presso la dirigenza aziendale dell’Eni affinché sia prontamente ripristinato l’approvvigionamento di carburante a tutte le rivendite della Sardegna;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ottenere da parte dell’Eni un congruo risarcimento per i danni economici che la Sardegna dovesse patire a causa dei disservizi che si stanno registrando nella distribuzione del carburante.

giovedì, luglio 23, 2009

Cordoglio per la vittima degli incendi a Pozzomaggiore

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, esprime, a nome dell’intero gruppo, cordoglio per la tragica fine di Mario Piu, il pastore di Pozzomaggiore rimasto vittima del vasto incendio che imperversa nel Sassarese, e preoccupazione per la persona dispersa nella stessa zona in cui si è consumata la tragedia di Piu. “E’ incredibile come le numerose tragedie succedutesi nel corso degli anni”, sottolinea il capogruppo, “non servano da monito per i criminali che ogni estate distruggono il nostro territorio e mettono a repentaglio le vite di tutti i sardi”.

Diana rivolge inoltre un “sentito ringraziamento” agli uomini della Protezione Civile regionale e nazionale che si stanno prodigando nel tentativo di domare i roghi che stanno devastando l’Isola.

martedì, luglio 21, 2009

Tavolo per la chimica, primo risultato positivo

“Quello raggiunto a Roma dalla delegazione sarda al tavolo per il rilancio della chimica nell’Isola è un risultato molto positivo, soprattutto alla luce delle premesse che sembravano lasciare poco spazio all’ottimismo”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana. “Il presente dei lavoratori di Porto Torres è garantito e nel frattempo si potrà lavorare, attraverso il piano di investimenti che sarà definito successivamente, per assicurare anche il loro futuro”.

“La decisione dell’Eni”, sottolineano Delogu e Diana, “di non fermare il cracking del petrolchimico e di non mettere in cassa integrazione il personale ma di impiegarlo nella manutenzione degli impianti nell’attesa che vengano smaltite le scorte è la soluzione più ragionevole, che garantisce il reddito degli oltre 3 mila lavoratori impiegati, direttamente o indirettamente, nelle attività dello stabilimento e che scongiura la fermata degli impianti, che avrebbe rappresentato l’anticamera della dismissione. E’ evidente che c’è ancora molto da fare prima di poter dire che il petrolchimico è definitivamente fuori pericolo, ma la delegazione sarda è riuscita a gettare delle buone basi affinché il confronto sul futuro della chimica in Sardegna possa essere sereno e non condizionato dalla minaccia della chiusura dello stabilimento”.

“Va dato pieno merito di questo risultato a tutti i soggetti che hanno rappresentato la Sardegna al tavolo per la chimica, che hanno dato prova di quell’unità e di quella determinazione che i sardi chiedevano a gran voce”, concludono il coordinatore e il capogruppo. “Ancora una volta si è sfatato il mito della Giunta regionale prona davanti al Governo amico: tanto il governatore Ugo Cappellacci, quanto l’Assessore all’Industria, Andreina Farris, non si sono tirati indietro davanti alle resistenze dell’Eni e anche grazie alla loro intransigenza hanno consentito che si riuscisse a portare a casa un risultato quasi insperato”.

Medio Campidano, ridurre la presenza dei cervi e indennizzare gli agricoltori

La Regione intervenga per porre freno all’invasione di cervi nel Medio Campidano, che mette a repentaglio il lavoro di contadini e aziende agricole. Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Ambiente, Giorgio Oppi, e all’Agricoltura, Andrea Prato.

Nel territorio del Medio Campidano “ed in particolare del Comune di Arbus”, si legge nell’interrogazione, “si registra una straordinaria proliferazione dei cervi, tanto che le presenze nell’area Montevecchio-Piscinas sono stimate in oltre 1500 unità”. “I cervi stanno causando gravi e diffusi danni alle colture” in una Provincia la cui economia “si basa quasi esclusivamente sulle produzioni agricole”. In prossimità del raccolto, ciò comporta la perdita “della principale, se non unica, fonte di reddito per molti imprenditori e coltivatori diretti”.

Diana chiede perciò ai due assessori “quanti risultano essere i cervi attualmente stanziati nel territorio della Provincia del Medio Campidano”. Il capogruppo chiede inoltre che la Giunta regionale adotti misure che impediscano ai cervi di danneggiare le colture, se necessario riducendo il numero delle unità stanziate nel territorio, e garantisca “un congruo indennizzo agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti” che hanno subito danni da parte dei cervi.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui danni alle colture causati dai cervi nella Provincia del Medio Campidano


Il sottoscritto,

PREMESSO che l’economia della Provincia del Medio Campidano si basa quasi esclusivamente sulle produzioni agricole;

CONSIDERATO che, nel territorio della Provincia ed in particolare del Comune di Arbus, si registra una straordinaria proliferazione dei cervi, tanto che le presenze nell’area Montevecchio-Piscinas sono stimate in oltre 1500 unità;

VERIFICATO che i cervi stanno causando gravi e diffusi danni alle colture in prossimità del raccolto, con conseguente perdita della principale, se non unica, fonte di reddito per molti imprenditori e coltivatori diretti;


CHIEDE DI INTERROGARE

gli Assessori regionali alla Difesa dell’Ambiente e all’Agricoltura

affinché riferiscano

  • Quanti risultano essere i cervi attualmente stanziati nel territorio della Provincia del Medio Campidano;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di impedire ai cervi di causare danni alle colture, se necessario adottando misure finalizzate alla riduzione del numero delle unità stanziate nel territorio;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di garantire un congruo indennizzo agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti che hanno perso la loro fonte di reddito a causa dei danni provocati dai cervi.

Brotzu, illegittima la conferma del primario di Neurochirurgia?

Un primario che si vede riconfermato l’incarico nonostante un decreto del Presidente della Repubblica, supportato da un parere legale del Consiglio di Stato, ne abbia disposto la rimozione ritenendo illegittima la nomina. Accade all’Azienda ospedaliera Brotzu e lo denuncia in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, il consigliere regionale del Popolo Della Libertà, Giorgio Locci, con il capogruppo Mario Diana.

La vicenda ha inizio con la selezione pubblica per l’affidamento dell’incarico quinquennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia del nosocomio cagliaritano, indetta nel giugno del 2005 e successivamente annullata. Due mesi più tardi, l’Azienda ha deliberato in deroga il conferimento diretto dell’incarico al dott. Umberto Godano, per un periodo di due anni poi prolungato per altri cinque. Contro le delibere di nomina e riconferma è stato presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dal dott. Giancarlo Nurchi, che si è visto dare ragione dal Capo dello Stato nel maggio scorso. Ciononostante, un mese dopo, il direttore generale del Brotzu, Giorgio Sorrentino, ha adottato una delibera con cui ha preso atto dell’accoglimento del ricorso ma ha riconfermato l’incarico al dott. Godano sostenendo la necessità di garantire la continuità operativa dell’Unità. “Ciò potrebbe configurarsi come una reiterazione di un atto illegittimo”, sottolineano i due consiglieri, “in quanto la motivazione di garantire la continuità nella gestione del servizio poteva essere salvaguardata dando un incarico provvisorio ad un altro dirigente medico del reparto”.

Locci e Diana chiedono dunque a Cappellacci e Liori se sono a conoscenza dei fatti riportati, se questi rispondono al vero e se, verificata l’illegittimità dell’atto, ci sono gli estremi per un intervento della Giunta regionale.



Interrogazione Giorgio Locci – Mario Diana su problematiche inerenti la nomina di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia.


I sottoscritti,

Premesso che:

  • Con la delibera n. 1210 del 28-06-2005 era stata indetta selezione pubblica per il conferimento dell’incarico quinquennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, poi annullata;

  • Con la deliberazione dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, n. 1533 del 05-08-2005, è stato conferito l’incarico biennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia al dott. Umberto Godano, ai sensi dell’articolo 15 septies del DL n. 502 del 1992, con riconferma dell’incarico, per cinque anni, in data 19-09-2007;

  • Sulle deliberazioni indicate è stato presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dal dott. Giancarlo Nurchi per l’annullamento delle stesse;

  • In data 18-05-2009, il Presidente della Repubblica, con parere del Consiglio di Stato, ha accolto il ricorso del dott. Nurchi.

Considerato che:

  • Il direttore generale ff dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, con provvedimento datato 29.06.09/019508, nonostante prendesse atto dell’accoglimento del ricorso, confermava l’incarico di direttore di U.O.C. della Neurochirurgia già riconferito in data 19.09.07.

Ritenuto che:

  • Ciò potrebbe configurarsi come una reiterazione di un atto illegittimo in quanto la motivazione di garantire la continuità nella gestione del servizio poteva essere salvaguardata dando un incarico provvisorio ad un altro dirigente medico del reparto in linea con quanto indicato dal vigente CCNL della dirigenza medica.


Interrogano il Presidente della Regione e l’assessore regionale dell’Igiene e Sanità per sapere:

- Se la notizia sia pervenuta alla sua attenzione.

- Se quanto esposto corrisponda al vero.

- Se ci sono gli estremi per un intervento della Giunta qualora l’atto in questione sia illegittimo.

domenica, luglio 19, 2009

Sanità, proposta Riformatori non condivisa dal Pdl

“E’ senza dubbio legittimo che i gruppi consiliari presentino delle proposte di legge su qualsiasi argomento ritengano opportuno, ma è necessario precisare che la proposta per il riordino del Sistema sanitario regionale illustrata ieri in una conferenza stampa dal gruppo consiliare dei Riformatori non è stata mai discussa all’interno della coalizione di maggioranza e, nella sua formulazione attuale, non trova alcuna condivisione da parte del gruppo del Popolo Della Libertà”, dichiara il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Condividiamo la necessità di riordinare il Sistema sanitario regionale e aspettiamo di discutere nel merito della riforma nelle sedi istituzionali opportune”, prosegue e conclude Diana, “dove le proposte dei Riformatori saranno messe a confronto con le nostre e con quelle della Giunta regionale e si potrà cercare una sintesi che coinvolga l’intera coalizione”.

venerdì, luglio 17, 2009

Alluvione, approvato emendamento che sblocca risarcimenti per abitazioni principali

“Viva soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per l’approvazione in Commissione Bilancio di un emendamento al maxi-collegato che sblocca i risarcimenti per i danni alle abitazioni principali (prime case) causati dall’alluvione dell’ottobre scorso. L’emendamento, presentato dalla minoranza e approvato grazie al parere positivo della Giunta regionale e al voto favorevole della maggioranza, semplifica le modalità di rendicontazione del contributo regionale concesso a titolo di risarcimento per i danni provocati dalla calamità naturale, consentendo così di sbloccare l’erogazione delle risorse stanziate nel bilancio regionale.

mercoledì, luglio 15, 2009

Ocean Med Fish, quali sono le responsabilità dei vertici della Asl 8?

Ci sono state responsabilità da parte della dirigenza dell’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari nel caso Ocean Med Fish, per il quale sono indagati dirigenti e ispettori del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale? Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione all’Assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori.

Nell’interrogazione, Diana ripercorre le tappe dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari, dal sequestro dello stabilimento all’arresto dei titolari della ditta, accusati di aver venduto a negozi e ristoranti pesce scaduto da anni, lavorato in pessime condizioni igieniche e con etichette contraffatte, fino alla scoperta, nelle celle frigorifere dell’azienda, di oltre 120 tonnellate di prodotti ittici avariati pronti ad essere immessi sul mercato. Dagli illeciti commessi dai titolari della società, sottolinea il capogruppo, “è scaturito un gravissimo rischio per la salute pubblica”.

In seguito all’esplosione del caso, la dirigenza della Asl di Cagliari ha avviato un’indagine interna per verificare che il Servizio Igiene degli alimenti di origine animale, che esegue le ispezioni nelle aziende di trasformazione e commercializzazione, abbia operato correttamente. Dall’indagine non è emersa alcuna irregolarità nell’effettuazione delle ispezioni veterinarie. Successivamente alla chiusura dell’indagine interna è apparsa sulla stampa la notizia che tra gli indagati figurano dirigenti e ispettori del Servizio, che avrebbero omesso di effettuare i controlli sulla Ocean Med Fish e, in almeno un caso, occultato le violazioni riscontrate.

Diana chiede dunque all’assessore Liori se è vero che tra gli indagati per il caso Ocean Med Fish ci sono dipendenti del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale della Asl n. 8 e per quali ragioni l’indagine interna non ha rilevato comportamenti anomali o illeciti. Inoltre, il capogruppo chiede se ci sono elementi per ritenere che la dirigenza aziendale, venuta a conoscenza di comportamenti illeciti da parte di dipendenti del Servizio, li abbia omessi nella relazione conclusiva dell’indagine e se si può ritenere che ci siano state omissioni da parte della dirigenza nel controllo sull’attività del Servizio. Infine, Diana chiede quali misure la Giunta regionale intende adottare nei confronti del personale del Servizio, “anche a titolo cautelativo onde evitare la reiterazione degli eventuali illeciti”, e della dirigenza della Asl, “per le eventuali responsabilità, anche oggettive, riscontrate nel comportamento tenuto dal personale del Servizio”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle responsabilità della dirigenza dell’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari in un grave caso di commercializzazione di prodotti alimentari nocivi per la salute dei cittadini


Il sottoscritto,

PREMESSO che, dopo una lunga ed approfondita indagine della Procura della Repubblica di Cagliari, sono stati sottoposti ad arresto e denunciati all’autorità giudiziaria i titolari dell’azienda Ocean Med Fish Snc, società di Cagliari operante nella commercializzazione di prodotti ittici surgelati, e che l’azienda stessa è stata sottoposta a sequestro;

CONSIDERATO che i titolari dell’azienda sono accusati di aver fornito ad esercizi commerciali quali rivendite e ristoranti prodotti alimentari scaduti da diversi anni e lavorati in pessime condizioni igieniche, apponendovi etichette contraffatte: nel corso delle perquisizioni nello stabilimento sono state rinvenute oltre 120 tonnellate di prodotti ittici scaduti destinati ad essere messi in commercio;

VALUTATO che dal comportamento di cui sopra è scaturito un gravissimo rischio per la salute pubblica;

SOTTOLINEATO che, in seguito alla scoperta degli atti illeciti commessi dalla Ocean Med Fish, l’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari ha avviato un’indagine interna al fine di verificare la correttezza dell’operato del proprio Servizio Igiene degli alimenti di origine animale e che da tale indagine, i cui risultati sono stati consegnati all’Assessore regionale alla Sanità nello scorso mese di febbraio, non è emersa alcuna irregolarità nell’effettuazione dei controlli veterinari;

VERIFICATO che, secondo quanto riportato dagli organi di informazione successivamente alla conclusione dell’indagine interna di cui sopra, tra le persone denunciate figurano anche dirigenti e ispettori del Servizio di cui sopra, i quali avrebbero omesso di effettuare i dovuti controlli sulle attività dell’azienda e, in almeno un caso, agito al fine di occultare le violazioni riscontrate;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Se risponde al vero che tra i soggetti indagati per i reati commessi da parte della società Ocean Med Fish vi sono dipendenti del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale della Asl n. 8;

  • Per quali ragioni l’indagine interna promossa dalla dirigenza aziendale sull’operato del Servizio di cui sopra non ha rilevato comportamenti anomali o illeciti;

  • Se vi sono elementi per ritenere che la dirigenza aziendale, venuta a conoscenza di comportamenti illeciti da parte di dipendenti del Servizio, abbia omesso tali elementi nel redigere la relazione conclusiva dell’indagine;

  • Se vi sono elementi per ritenere che da parte della dirigenza aziendale vi siano state omissioni nel controllo sull’attività del Servizio;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare nei confronti del personale del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale, anche a titolo cautelativo onde evitare la reiterazione degli eventuali illeciti, e della dirigenza della Asl n. 8, per le eventuali responsabilità, anche oggettive, riscontrate nel comportamento tenuto dal personale del Servizio.

martedì, luglio 14, 2009

Porto Torres, primo spiraglio grazie ad impegno Cappellacci

“La notizia giunta oggi da Palazzo Chigi della convocazione entro la settimana di un tavolo di confronto sulla crisi della chimica in Sardegna rappresenta un primo spiraglio per il superamento della più grave tra le crisi industriali che colpiscono l’Isola”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il fatto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia intervenuto personalmente, dando mandato al Ministro per le Attività Produttive, Claudio Scajola, di convocare il tavolo e chiedendo ai vertici dell’Eni di sospendere la chiusura dello stabilimento di Porto Torres in attesa delle risultanze del confronto”, prosegue Diana, “è merito della forte presa di posizione del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sostenuta dalla straordinaria mobilitazione dei lavoratori iniziata con la manifestazione dello scorso venerdì. La decisione del Governo nazionale, oltre che un importante segnale di ottimismo per la Sardegna, è una risposta a chi ha cercato di strumentalizzare politicamente la vertenza: questo risultato è stato ottenuto grazie all’atteggiamento tutt’altro che subalterno mostrato dal presidente Cappellacci e dall’interessamento personale del premier Berlusconi per i problemi dell’Isola, due elementi che non sono affatto venuti meno, come invece andavano sostenendo alcuni”.

“Ottenuto questo primo risultato, ora è necessario non abbassare la guardia”, conclude il capogruppo. “La mobilitazione deve restare alta ed essere riempita di contenuti, cominciando con il dibattito di domani in Consiglio regionale. Solo così la nostra rappresentanza al tavolo di confronto con il governo e con l’Eni potrà avere la forza per trattare alla pari con gli interlocutori e far valere le ragioni del lavoro e dello sviluppo chiesti a gran voce dai sardi”.

giovedì, luglio 09, 2009

Porto Torres, Soru spieghi ai sardi le ragioni dei suoi fallimenti

“Dispiace vedere il clima di unità che si è riusciti a creare ieri con la riunione straordinaria della Giunta regionale a Roma minacciato dai soliti tentativi di strumentalizzazione di chi non riesce a fare a meno di vivere la propria vita pubblica in un regime da campagna elettorale permanente”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle accuse mosse dall’ex governatore, Renato Soru, agli indirizzi del Presidente della Regione in carica, Ugo Cappellacci, per la chiusura dello stabilimento Enichem di Porto Torres.

“L’impegno che il presidente Cappellacci si è assunto, di mettersi alla guida della vertenza per il salvataggio della chimica in Sardegna con l’appoggio di tutte le parti politiche e sociali e di portare le loro istanze con la massima fermezza nel confronto con il Governo nazionale previsto per il 17 luglio sono dati di fatto indiscutibili”, prosegue Diana. “E’ Soru, semmai, a dovere delle spiegazioni ai sardi, in particolare per quanto riguarda la crisi del comparto chimico e soprattutto la chiusura dello stabilimento di Porto Torres. La strategia di dismissione dell’Eni, infatti, è iniziata con la chiusura della linea fenolo-cumene, quando la Sardegna era governata dal centrosinistra. E’ giunto allora il momento che Soru, all’epoca governatore, spieghi ai sardi com’è possibile che, nonostante l’impegno che sostiene di aver profuso, non sia riuscito neanche minimamente nell’intento di salvare lo stabilimento, limitandosi a scaricare cinicamente il problema, e con esso le responsabilità, su chi è stato chiamato dagli elettori a prendere il suo posto”.

“Non sarebbe male se Soru scegliesse di rendere le sue spiegazioni nel luogo deputato per farlo”, conclude il capogruppo, “cioè in Consiglio regionale. Restiamo pertanto in attesa che l’ex governatore voglia concederci l’onore di partecipare, una volta tanto, ai lavori consiliari per sentire dalla sua viva voce quali sono, secondo lui, le ragioni della crisi industriale che investe la Sardegna e quali le sue proposte per risolverla”.

mercoledì, luglio 08, 2009

Porto Torres, strategia in due tempi: dalle ragioni del cuore al metodo della ragione

“Trasformare un funerale annunciato in un lieto fine con matrimonio: è questo l’impegno che ci siamo assunti questa sera”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, subito dopo la conclusione della riunione straordinaria della Giunta regionale convocata a Roma dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per concordare le strategie con cui affrontare la decisione dell’Eni di chiudere lo stabilimento di Porto Torres.

“La nostra azione dovrà per forza articolarsi in due tempi”, spiega Diana. “Nel primo, quello attuale, devono necessariamente prevalere le ragioni del cuore: lo stabilimento deve essere salvato, il futuro della chimica, almeno nell’immediato, deve essere garantito. Non si tratta di schierarsi a favore o contro la chimica in Sardegna. La nostra posizione non è pro o contro la chimica, ma al fianco degli oltre tremila lavoratori che rischiano il posto. Bisogna però avere la lucidità e l’onestà di riconoscere che l’Eni non crede più nella chimica, che le sue intenzioni sono di dirottare altrove i propri investimenti. Per questo non può essere l’azienda il nostro interlocutore, ma deve per forza di cose essere il Governo nazionale, che dell’Eni è azionista di riferimento. E proprio sul governo dobbiamo fare sin da subito una fortissima pressione affinché si faccia carico del dramma che si sta vivendo nella Sardegna settentrionale”.

“Una volta salvate le sorti dello stabilimento e garantito il presente, bisognerà pensare al futuro e allora le ragioni del cuore dovranno lasciare spazio al metodo della ragione: ottenuto il risultato, si dovrà ragionare seriamente se per Porto Torres il futuro può essere rappresentato ancora dalla chimica o se non sarebbe meglio pensare ad una riconversione dell’area, con la bonifica dei siti ed il loro inquadramento nel Piano regionale di sviluppo”, conclude il capogruppo. “Non dovevamo dichiarare a Roma quale è il nostro modello di sviluppo per la Sardegna, questo lo devono decidere i sardi e pertanto lo concerteremo con la predisposizione del Piano di sviluppo. E’ importante però cominciare ad aprire un dibattito, perché non si può immaginare un futuro di perenne incertezza ad immagine del presente che stiamo drammaticamente vivendo”.

Tirrenia, ripristinare le tariffe agevolate per i residenti

La Regione si attivi presso la Tirrenia ed il Governo nazionale affinché siano immediatamente ripristinate le tariffe agevolate per i residenti. Lo chiedono in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, con i consiglieri Gianfranco Bardanzellu e Matteo Sanna (Pdl), e Massimo Mulas (Cristiano Popolari).

I consiglieri ricordano che la Tirrenia, per gestire in regime di monopolio le rotte in continuità territoriale tra l’Italia peninsulare e le isole, riceve dallo Stato circa 200 milioni di euro all’anno. Nelle ultime settimane, si legge nell’interrogazione, “si sono registrate numerose segnalazioni relativamente alla mancata applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate previste per i residenti”, che ha portato all’incremento “spropositato” del costo dei biglietti e dunque, di fatto, al venir meno del regime di continuità territoriale, che ha senso solo se ha un costo sostenibile per gli utenti. Nonostante il problema sia stato segnalato più volte dagli utenti e dalla stampa, prosegue l’interrogazione, da parte della Tirrenia “ non sono giunte spiegazioni credibili” e non c’è ancora stato il ripristino delle tariffe agevolate.

I quattro consiglieri chiedono perciò se è vero che la Tirrenia, nel periodo estivo, non sta applicando le tariffe agevolate e per quali ragioni, e se è vero quanto riferito alla stampa dalla compagnia di navigazione, vale a dire che all’origine del disservizio ci sarebbe un malfunzionamento nel sistema di bigliettazione telematica, quando si prevede che tale malfunzionamento venga risolto e quali soluzioni alternative si intende adottare nel frattempo. Infine, si chiede che la Regione si attivi presso la Tirrenia e presso il Governo nazionale per garantire l’applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate per i residenti e che tutti i problemi relativi al servizio offerto dalla compagnia di navigazione siano portati al tavolo di confronto sulla ‘vertenza Sardegna’ convocato a Roma per il 17 luglio.



INTERROGAZIONE DIANA Mario – BARDANZELLU – SANNA Matteo – MULAS, con richiesta di risposta scritta, sull’applicazione delle tariffe agevolate per i residenti da parte della compagnia di navigazione Tirrenia S.p.A.


PREMESSO che la compagnia di navigazione Tirrenia S.p.A. gestisce in regime di monopolio il servizio di trasporto per passeggeri ed autoveicoli in regime di continuità territoriale tra la Sardegna e l’Italia peninsulare;

CONSIDERATO che, per lo svolgimento di tale servizio, la Tirrenia S.p.A. riceve ingenti finanziamenti da parte dello Stato, stimati in Euro 200.000.000 annui per garantire tutte le rotte nazionali in regime di continuità territoriale, tra cui quelle da e per la Sardegna;

VERIFICATO che, nelle ultime settimane, si sono registrate numerose segnalazioni relativamente alla mancata applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate previste per i residenti, con conseguente, spropositato incremento del costo dei titoli di viaggio, tale da prefigurare il venir meno del regime di continuità territoriale, potendosi definire tale unicamente un servizio di trasporto svolto in condizioni economiche che siano agevolmente sostenibili per l’utenza;

SOTTOLINEATO che finora non sono giunte, da parte della Tirrenia S.p.A., spiegazioni credibili relativamente alla mancata applicazione delle tariffe agevolate e che, nonostante le numerose segnalazioni da parte degli utenti e degli organi di informazione, la compagnia di navigazione non ha ancora provveduto al ripristino di tali tariffe;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferiscano

  • Se risponde al vero che nel periodo estivo la Tirrenia S.p.A. non starebbe applicando ai passeggeri sardi le tariffe agevolate previste per i residenti;

  • Per quali ragioni ciò si starebbe verificando;

  • Se risponde al vero quanto riferito da fonti della compagnia di navigazione agli organi di informazione, vale a dire che all’origine del disservizio ci sarebbe un malfunzionamento nel sistema di bigliettazione telematica e, in caso affermativo, entro quanto tempo si prevede di risolvere tale malfunzionamento e quali soluzioni alternative si intende adottare fino alla sua soluzione;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, presso la Tirrenia S.p.A. e presso il Consiglio dei Ministri, al fine di garantire l’applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate per i residenti;

  • Quali misure il Presidente della Regione intende adottare affinché tutti i problemi inerenti il servizio di trasporto marittimo in regime di continuità territoriale gestito dalla Tirrenia S.p.A. siano discussi nell’incontro con una rappresentanza del Consiglio dei Ministri sulla cosiddetta ‘vertenza Sardegna’ in programma a Roma il 17 luglio p.v.

venerdì, luglio 03, 2009

Sindacati, meglio sospendere il giudizio sulla Giunta fino a finanziaria 2010

“Appaiono ingenerose le critiche mosse oggi dai leader sindacali alla giunta Cappellacci, che in appena tre mesi di lavoro è riuscita a stanziare ingenti risorse per affrontare le emergenze sociali della Sardegna e che sta gettando le basi delle politiche con cui, a partire dal prossimo anno, conta di affrontare i problemi strutturali che sono alla base del ritardo di sviluppo dell’Isola”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle accuse alla Giunta regionale mosse oggi dalle organizzazioni sindacali durante la conferenza stampa di presentazione dello sciopero generale del 10 luglio.

“Sono pienamente condivisibili i rilievi mossi sull’attuazione dell’Intesa Stato-Regione”, prosegue Diana, “e difatti il presidente Cappellacci si è già attivato presso il Governo nazionale ottenendo l’attivazione del tavolo tecnico per l’attuazione del documento. Per quanto riguarda invece la soluzione di problemi di più lunga data o magari determinati da cause esterne alla Sardegna come la crisi economica globale, sarebbe stato più giusto sospendere il giudizio sull’operato dell’esecutivo fino alla presentazione del Piano regionale di sviluppo e della finanziaria 2010. Se finora ci si è concentrati sulle misure emergenziali, è con tali provvedimenti che il centrodestra cercherà di dare corpo al suo progetto per il rilancio dell’Isola ed è su quelli che si aspetta sia valutata la sua azione di governo. Le parti sociali sono chiamate a contribuire a tale progetto attraverso il percorso che ha inizio con il confronto di questi giorni tra l’esecutivo, i sindacati, le associazioni di categoria e le autonomie locali”.

“L’auspicio è che la giornata di mobilitazione del 10 luglio non muti l’atteggiamento dei sindacati nei confronti della Giunta regionale”, conclude il capogruppo, “perché solo attraverso la collaborazione e l’ascolto reciproco si può pensare di mettere in campo le migliori energie per affrontare i gravi e numerosi problemi della Sardegna. Non è questo il momento delle divisioni ma della disponibilità ad assumersi responsabilità comuni nell’interesse unico dei sardi”.

giovedì, luglio 02, 2009

Tasse sul lusso, avvocatura Ue conferma linea centrodestra

“Il pronunciamento dell’avvocatura della Corte di Giustizia europea rappresenta l’ennesimo successo per la giunta Cappellacci e per la maggioranza di centrodestra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il parere reso dai magistrati comunitari alla Corte Costituzionale, che ha chiesto il loro pronunciamento nell’esame del ricorso del Governo per la presunta incostituzionalità dell’imposta regionale su yacht e aerei privati.

“La decisione di abrogare le tasse con la legge finanziaria per il 2009”, prosegue Diana, “ha anticipato la cassazione da parte della Consulta, che appare ormai pressoché scontata, dell’ultima rimasta in piedi dopo la sentenza dello scorso anno. A differenza di quanto accaduto con le imposte sulle seconde case e sulle plusvalenze immobiliari, per cui si è dovuto attendere l’esito dei ricorsi prima che la Regione intervenisse, in questo caso il centrodestra ha ottemperato di propria iniziativa, cosciente che l’imposizione dei nuovi tributi era chiaramente illegittima, oltre che dannosa per l’immagine e per l’economia della Sardegna”.

“Il parere dell’avvocatura europea dimostra quanto abbiamo sempre sostenuto”, conclude il capogruppo, “cioè che la decisione della giunta Soru e della sua maggioranza di centrosinistra di imporre le tasse sul lusso era temeraria e strumentale, votata unicamente alla ricerca di un facile ritorno di immagine in una fetta ben precisa dell’elettorato. Ciò non ha nulla a che vedere con gli interessi della totalità dei sardi, che per fortuna sono debitamente tutelati dalla magistratura e da chi, al governo dell’Isola, predilige le decisioni responsabili alle trovate istrioniche da campagna elettorale permanente”.

mercoledì, luglio 01, 2009

Maxi-collegato, opposizione strumentale e priva di proposte

“Premesso che i reiterati tentativi dell’on. Gianvalerio Sanna di innescare improbabili polemiche personali con qualche esponente della maggioranza lasciano il tempo che trovano, non avendo alcun contenuto politico degno di replica e risultando anzi soltanto imbarazzanti, persino per chi si trova suo malgrado a dover condividere – o tentare di condividere – con lui un percorso politico, la conferenza stampa dell’opposizione sul cosiddetto ‘maxi-collegato’ alla manovra di bilancio si caratterizza in toto con lo stile mostrato dal centrosinistra fin dall’inizio della legislatura, fondato sull’assunzione di posizioni strumentali per cercare di coprire la mancanza di proposte alternative a quelle messe in campo dalla Giunta regionale”: lo dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica a quanto affermato dai consiglieri dell’opposizione nella conferenza stampa di stamani sul disegno di legge all’esame della Commissione Bilancio.

“Nel merito, appare a dir poco surreale e mossa probabilmente dall’invidia l’accusa di voler evitare la concertazione”, prosegue Diana. “Giova, infatti, ricordare all’opposizione cosa accadeva nella passata legislatura, quando il centrosinistra era al governo, non soltanto in Giunta ma anche in Commissione Bilancio, quando era il centrodestra a battersi nel tentativo, quasi sempre vano, di ottenere un confronto con le parti sociali. Oggi che quel confronto avviene a cadenza quotidiana, la minoranza non sembra – o meglio non vuole – vederlo. Quanto all’indebitamento, è assolutamente vero che le autorizzazioni alla contrazione di nuovi mutui aumentano del 70 per cento e non ne abbiamo mai fatto un mistero. Questa è la pesantissima eredità lasciataci dalla giunta Soru e la contrazione dei mutui ci sarebbe stata anche se il centrosinistra si fosse riconfermato al governo della Sardegna, perché è l’unica via obbligata, dopo il pronunciamento della Corte dei Conti sull’anticipazione delle entrate fiscali future, per ripianare lo spaventoso buco di bilancio lasciato dalla finanza creativa di Mr. Tiscali. Infine, sulla valorizzazione della vertenza entrate, la minoranza può stare serena: il risultato della vertenza sarà debitamente valorizzato quando le maggiori entrate previste nell’accordo con lo Stato saranno nelle casse della Regione e potranno essere materialmente spese, non certo ora che sono soltanto dei numeri in attesa di tradursi in risorse finanziarie negli anni a venire”.

“Ciò detto, non resta che auspicare, da parte dell’opposizione, un atteggiamento serio e responsabile durante l’esame del disegno di legge”, conclude il capogruppo, “anche perché, alla luce della gravissima crisi economica che attanaglia la Sardegna, un comportamento ostruzionistico non farebbe che arrecare danno all’immagine della stessa opposizione, la quale avrebbe non poche difficoltà nello spiegare ai sardi per quale motivo si starebbe assumendo la responsabilità di ritardare l’approvazione del provvedimento”.

mercoledì, giugno 17, 2009

Sanità, dalle Asl nuovo ‘buco’ di 180 milioni?

Lo scorso anno, la sanità pubblica sarda avrebbe prodotto un nuovo ‘buco’ di bilancio pari a 180 milioni di euro. Il timore è espresso dai consiglieri regionali del Popolo Della Libertà membri della Settima Commissione in un’interrogazione, di cui è primo firmatario il capogruppo, Mario Diana, rivolta all’Assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori.

Diana, insieme a Giorgio Locci, Onorio Petrini, Nanni Campus, Rosanna Floris, Domenico Gallus ed Alberto Randazzo, ricorda che, per il 2008, il sistema sanitario regionale aveva a disposizione risorse per complessivi 2 miliardi 647 milioni di euro, ripartiti tra le otto Aziende sanitarie locali, l’Azienda ospedaliera Brotzu, le Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari e l’Istituto nazionale riposo e cura anziani di Cagliari. I consiglieri sottolineano che, a partire dal prossimo anno, a seguito degli accordi con il Governo nazionale con cui la giunta Soru ha concluso la vertenza entrate, la Regione dovrà finanziare interamente in proprio la sanità pubblica sarda e che pertanto “è necessario mantenere un forte controllo sulla spesa sanitaria affinché questa non superi i parametri finanziari programmati”. Inoltre, si legge nell’interrogazione, lo scorso anno “non si sono registrati significativi avanzamenti nella qualità del servizio sanitario regionale e nella riduzione delle liste d’attesa”.

Diana e gli altri consiglieri chiedono all’assessore Liori se è vero che “i soggetti tra cui è stato ripartito il Fondo sanitario regionale hanno sostenuto, nel corso dell’annualità 2008, spese superiori di circa 180 milioni di euro rispetto alle quote del Fondo ad essi spettanti”. Si chiede inoltre perché ciò si è verificato e cosa la Giunta regionale intende fare per individuare gli eventuali responsabili, per porre rimedio al disavanzo che ne è conseguito e per “evitare che fatti del genere possano nuovamente verificarsi, in particolare a partire dall’annualità 2010 quando il finanziamento del sistema sanitario regionale sarà a totale carico della Regione”.



INTERROGAZIONE DIANA Mario – LOCCI – PETRINI – CAMPUS – FLORIS Rosanna – GALLUS – RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, sui livelli di spesa delle Aziende sanitarie locali sarde


I sottoscritti,

PREMESSO che, con Del. n. 71/7 del 16 dicembre 2008, la Giunta regionale ha adottato lo schema di ripartizione del Fondo sanitario regionale tra le Aziende sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, le Aziende ospedaliero-universitarie e l’Istituto nazionale riposo e cura anziani;

CONSIDERATO che, con la delibera di cui sopra, è stata ripartita una somma complessiva di Euro 2.647.035.773, secondo lo schema seguente:

    • Asl n. 1 di Sassari: Euro 470.614.519;

    • Asl n. 2 di Olbia: Euro 182.873.643;

    • Asl n. 3 di Nuoro: Euro 257.961.030;

    • Asl n. 4 di Lanusei: Euro 83.229.680;

    • Asl n. 5 di Oristano: Euro 214.785.039;

    • Asl n. 6 di Sanluri: Euro 119.266.630;

    • Asl n. 7 di Carbonia: Euro 188.612.088;

    • Asl n. 8 di Cagliari: Euro 785.579.064;

    • Ao Brotzu di Cagliari: Euro 148.647.779;

    • Aou di Sassari: Euro 84.745.126;

    • Aou di Cagliari: Euro 108.665.643;

    • Inrca di Cagliari: Euro 2.055.532;

SOTTOLINEATO che, a partire dal prossimo anno, la Regione, a seguito di quanto concordato con il Governo nazionale dalla precedente Giunta regionale negli accordi con i quali è stata conclusa la vertenza sulla compartecipazione alle entrate fiscali dello Stato, dovrà farsi carico di finanziare interamente con risorse proprie il sistema sanitario regionale e che pertanto è necessario mantenere un forte controllo sulla spesa sanitaria affinché questa non superi i parametri finanziari programmati;

VALUTATO che, nel corso del 2008, non si sono registrati significativi avanzamenti nella qualità del servizio sanitario regionale e nella riduzione delle liste d’attesa;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Se risponde al vero che i soggetti tra cui è stato ripartito il Fondo sanitario regionale hanno sostenuto, nel corso dell’annualità 2008, spese superiori di circa Euro 180.000.000 rispetto alle quote del Fondo ad essi spettanti;

  • In caso affermativo, per quali ragioni ciò si è verificato e quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di individuare gli eventuali responsabili, di porre rimedio al disavanzo che ne è conseguito e di evitare che fatti del genere possano nuovamente verificarsi, in particolare a partire dall’annualità 2010 quando il finanziamento del sistema sanitario regionale sarà a totale carico della Regione.

venerdì, giugno 12, 2009

Depuratore Abbanoa di Arborea, 31 milioni per un impianto che non funziona

31 milioni di euro per realizzare un impianto di depurazione che Abbanoa non mette nelle condizioni di funzionare: accade ad Arborea e lo denuncia il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione all’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Carta. L’impianto, che sorge nei pressi della Strada 15 Est, è stato realizzato oltre 15 anni fa con lo scopo di utilizzare gli scarti di lavorazione della Cooperativa 3A per la produzione di biogas e successivamente riconvertito affinché servisse per depurare i reflui zootecnici del comparto e degli impianti di mungitura, oltre alle acque reflue dell’abitato di Arborea, delle frazioni e delle case rurali della bonifica.

Al momento solo l’abitato di Arborea è collegato al depuratore, mentre sono rispettivamente 119 e 71 le richieste di allaccio di imprese agricole e case rurali non ancora evase da Abbanoa. 34 aziende e 14 case rurali non possono allacciarsi al depuratore perché non esiste la condotta. Per la realizzazione dell’impianto sono stati spesi 16 milioni di euro, mentre la riconversione e la costruzione delle condotte e delle stazioni di pompaggio sono costate, rispettivamente, 4 milioni e mezzo e 10 milioni e mezzo, per un totale di 31 milioni. E ancora non basta, perché per completare le condotte e consentire l’allaccio a tutti quelli che hanno fatto richiesta saranno necessari altri 2 milioni e mezzo.

Nell’interrogazione, Diana sottolinea che il costo dell’allaccio per le aziende oscilla tra i 6 e i 10 mila euro e che, nonostante un impegno sottoscritto con il Comune di Arborea, Abbanoa non ha ancora provveduto a completare gli allacci delle frazioni di Luri, Pompongias, Torrevecchia e S’Ungroni. Per il capogruppo, “l’intervento pubblico, finalizzato alla soluzione dell’annoso problema dell’inquinamento da nitrati di origine animale che affligge il comparto agrizootecnico di Arborea, non ha senso se il gestore del servizio idrico integrato non rende pienamente funzionante il sistema di depurazione” ed inoltre è “immorale che l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche non porti ad altro che a vedere un’opera così importante per il territorio ferma e sostanzialmente impossibilitata a funzionare”.

Diana chiede dunque all’assessore Carta perché Abbanoa non ha ancora provveduto a mettere in funzione il depuratore, se la società percepisce dagli utenti i costi per la depurazione e cosa la Giunta regionale intende fare per risarcire gli utenti dei costi sostenuti per un servizio non disponibile e, “anche alla luce della necessità di tutelare gli ingenti investimenti effettuati”, affinché Abbanoa provveda a mettere in funzione il depuratore nel più breve tempo possibile, completando le condotte e soddisfacendo tutte le richieste di allaccio pendenti.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di funzionamento del depuratore di Arborea


Il sottoscritto,

PREMESSO che, nell’agro del Comune di Arborea, in prossimità della Strada 15 Est, sorge un impianto di depurazione costruito oltre 15 anni fa con l’intento di utilizzare le scotte casearie ed il siero prodotto dall’adiacente stabilimento della Cooperativa 3A Latte Arborea e creare quindi notevoli benefici all’ambiente circostante producendo, nel contempo, biogas di immediato riutilizzo nel comparto arborense (un impianto gemello è stato costruito nella zona di Thiesi con finalità analoghe);

CONSIDERATO che all’impianto di cui sopra, mutate le condizioni di mercato che hanno indotto la cooperativa lattiero casearia a vendere il prodotto di risulta delle lavorazioni dopo averlo trasformato in proprio, è stato, dopo adeguata riqualificazione, assegnato il compito di depurare la parte di reflui zootecnici eccedenti rinvenienti dalle aziende agricole del ‘sistema Arborea’ e le acque reflue delle case rurali e degli impianti di mungitura, oltre ai reflui civili dell’abitato di Arborea e delle sue frazioni;

VERIFICATO che, allo stato attuale, soltanto l’abitato di Arborea risulta regolarmente collegato all’impianto di depurazione, mentre la situazione delle richieste di allaccio non ancora soddisfatte dal gestore del servizio idrico integrato, Abbanoa S.p.A., è la seguente:

    • imprese agricole: 119 richieste di allaccio, delle quali 107 con parere Abbanoa, 34 utenze senza possibilità di allaccio per mancanza della condotta e 26 utenze con lavori di allaccio ultimati, delle quali 13 con nulla osta Abbanoa;

    • case rurali: 71 richieste di allaccio, delle quali 67 con parere Abbanoa, 14 utenze senza possibilità di allaccio e 8 utenze con lavori di allaccio ultimati, delle quali 2 con nulla osta Abbanoa;

SOTTOLINEATO che per la realizzazione dell’impianto sono stati investiti Euro 16.000.000, che il suo adeguamento è costato Euro 4.500.000 e che per la costruzione delle condotte e delle stazioni di pompaggio sono stati spesi Euro 10.500.000, per un investimento complessivo di Euro 31.000.000, e che a questi vanno ad aggiungersi ulteriori Euro 2.500.000 necessari per completare le condotte e permettere a tutte le utenze agricole ed alle case rurali della bonifica di inviare i reflui prodotti verso il depuratore (progetto già finanziato, sono in corso la progettazione definitiva ed il conseguente appalto);

EVIDENZIATO che le utenze agricole non ancora allacciate per mancanza della condotta si trovano tutte nella zona adiacente le zone umide;

VALUTATO che, per potersi allacciare alle condotte secondo le prescrizioni dettate dal gestore del servizio idrico integrato, le aziende agricole hanno dovuto o dovranno sostenere costi stimabili tra Euro 6.000 ed Euro 10.000 per ciascuna utenza;

RAMMENTATO che Abbanoa ha sottoscritto un impegno con il Comune di Arborea per l’allaccio di tutte le utenze delle quattro frazioni non ancora servite (Luri, Pompongias, Torrevecchia e S’Ungroni) ma, per vari interventi di portata minimale (allaccio alle pompe, costruzione di pochi metri lineari di condotta di servizio) non ha ancora provveduto in merito;

RITENUTO che l’intervento pubblico, finalizzato alla soluzione dell’annoso problema dell’inquinamento da nitrati di origine animale che affligge il comparto agrizootecnico di Arborea, non ha senso se il gestore del servizio idrico integrato non rende pienamente funzionante il sistema di depurazione e che appare immorale che l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche non porti ad altro che a vedere un’opera così importante per il territorio ferma e sostanzialmente impossibilitata a funzionare;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici

affinché riferisca

  • Per quali ragioni Abbanoa non ha ancora provveduto a mettere in funzione il depuratore di Arborea;

  • Se, a quanto risulta, nelle fatture per le forniture idriche emesse da Abbanoa nei confronti degli utenti della bonifica arborense sono previsti costi per il servizio di depurazione e, in caso affermativo, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché il gestore del servizio idrico integrato provveda con decorrenza immediata a restituire all’utenza le somme indebitamente percepite per l’erogazione di un servizio non disponibile;

  • Anche alla luce della necessità di tutelare gli ingenti investimenti effettuati, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché il gestore del servizio idrico integrato provveda nel più breve tempo possibile a porre in funzione l’impianto di depurazione, completando le condotte e soddisfacendo tutte le richieste di allaccio pendenti.

giovedì, giugno 11, 2009

Asl 5, sorprendente riconoscimento del Sole 24 Ore

“E’ con assoluta sorpresa che ho appreso del riconoscimento che Il Sole 24 Ore ha deciso di tributare all’Azienda Sanitaria Locale n. 5 di Oristano per i suoi sforzi nella riduzione delle liste d’attesa”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “Chi, come me, vive quotidianamente la realtà oristanese e ha un confronto costante con i cittadini, infatti, conosce molto bene gli sforzi fatti dall’Azienda per ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie”.

“Sono certo che tra le quarantaquattro tipologie di prestazione i cui tempi di erogazione rientrano negli obiettivi fissati dalla Regione nel Piano per il contenimento delle liste d’attesa non figurano la Tac e la risonanza magnetica”, spiega Diana. “Come ho già avuto modo di segnalare in un’interrogazione all’Assessore regionale alla Sanità, infatti, per tali prestazioni il Centro unico regionale ormai non accetta più le prenotazioni presso l’unica struttura pubblica disponibile nel territorio della Asl, vale a dire l’ospedale San Martino di Oristano, ma indirizza gli utenti verso le strutture pubbliche di Cagliari e Nuoro. Il problema è stato sì risolto, ma solo per il 2008: alla fine dell’anno, l’attuale dirigenza aziendale ha deciso di recedere dalla convenzione con uno studio radiologico privato di Oristano che aveva consentito, nel corso dell’anno, di ridurre da oltre cinque mesi a sei giorni i tempi di attesa. Nel 2009 si è tornati al passato ed i tempi di attesa del San Martino hanno ripreso a dilatarsi fino ad arrivare al blocco delle prenotazioni”.

“Per tali ragioni, alla sorpresa con cui ho accolto la notizia del riconoscimento ottenuto dall’Azienda si aggiunge il rammarico”, conclude il capogruppo, “poiché sono del parere che una simile gratificazione a tutto possa servire meno che a responsabilizzare la dirigenza aziendale nei confronti di un problema così grave. Le dichiarazioni trionfalistiche lette sulla stampa locale, per ora, sembrano darmi ragione”.

lunedì, giugno 08, 2009

Europee, bene il Pdl ma serve coalizione più coesa

“Il risultato delle elezioni europee in Sardegna premia ancora una volta il Pdl, ma la crescita dei partiti di centrosinistra è un campanello di allarme che non deve essere sottovalutato”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “E’ giusto rimarcare l’ottimo risultato registrato dal nostro partito, che fa ben sperare in prospettiva futura visti i gravosi impegni che ci troviamo ad affrontare alla guida della Regione e che pure non ci hanno penalizzati nel risultato elettorale, segno che un numero crescente di elettori sta apprezzando il lavoro della giunta presieduta da Ugo Cappellacci”.

“Tuttavia”, prosegue Diana, “non si può negare che, nel complesso, i partiti del centrosinistra abbiano raccolto percentuali maggiori rispetto a quelli del centrodestra. Va detto che due dei partiti che formano la coalizione di maggioranza non hanno partecipato a questa tornata elettorale. Inoltre, si può facilmente notare quanto abbia inciso sul risultato il consenso personale di alcuni candidati: solo così si possono dimostrare le affermazioni dell’Italia Dei Valori in Gallura, del Partito Democratico in provincia di Sassari e della Lega Nord in Ogliastra. Fatte queste doverose premesse, è comunque necessario porsi degli interrogativi sullo stato di salute della coalizione di centrodestra, che nelle ultime settimane non ha dato la migliore immagine di sé, mostrandosi disunita e lasciandosi andare talvolta a polemiche personali che gli elettori dimostrano di non apprezzare”.

“L’imminenza di importanti appuntamenti elettorali come le provinciali del prossimo anno”, conclude il capogruppo, “e la responsabilità di affrontare la grave crisi economica in cui versa la Sardegna ponendo le basi per il suo sviluppo economico negli anni a venire, ci impongono una seria riflessione sui rapporti tra i partiti alleati, che devono essere più improntati alla coesione e al dialogo, lasciando da parte i tatticismi e le ambizioni personali per profondere il massimo impegno nel progetto comune che siamo chiamati a realizzare”.

venerdì, giugno 05, 2009

Inaccettabili e fuori luogo gli attacchi personali dell’on. Capelli

“La vicenda dell’on. Capelli che cerca di ritagliarsi un ruolo e una visibilità da voce critica all’interno della maggioranza va assumendo di giorno in giorno toni inaccettabili e del tutto fuori luogo, che mai dovrebbero trovare spazio all’interno di una coalizione politica”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle dichiarazioni del capogruppo dell’Unione Di Centro, Roberto Capelli, apparse oggi sulla stampa. “Le ultime dichiarazioni dell’on. Capelli spostano la materia del contendere dal piano politico a quello strettamente personale, andando a costituire un attacco indecoroso nei miei confronti”.

“Mi farebbe cosa assai gradita, l’on. Capelli, se mi spiegasse la ragione della distinzione operata tra la mia persona e quella del sen. Mariano Delogu”, prosegue Diana, “perché è proprio con tale distinzione che egli decide di abbandonare la sede del confronto politico, sebbene condotto con le modalità deprecabili che sia io che il sen. Delogu abbiamo avuto modo di stigmatizzare, per portare i suoi sfoghi sul piano personale. Vorrei sapere le ragioni di tale attacco alla mia persona e magari conoscere anche l’identità del fantomatico ‘capo’ cui io sarei sottomesso o subalterno. C’è chi diventa capogruppo dopo aver dato ampia dimostrazione delle proprie capacità e chi invece lo diventa per un compromesso tra componenti di partito: ciascuno ha la sua storia politica che non si può certo pretendere di sintetizzare in una nota di soli insulti personali”.

“Ora, comunque, è giunto il momento di porre fine a questa polemica”, conclude il capogruppo del Pdl, “che si è spinta ben oltre il lecito. Per il futuro, sarà opportuno che la coalizione provveda a darsi delle regole affinché episodi come questo non possano più accadere. Di certo non è mia intenzione fare da bersaglio a chi spera di ottenere un qualche beneficio sul piano politico portando un attacco personale al capogruppo del partito di maggioranza relativa o magari cercando di trasformare i rapporti all’interno del centrodestra in un tutti contro tutti: così facendo, la coalizione non avrà vita lunga e questo non è certo il mio obiettivo. Sia l’on. Capelli a chiarire se vuole assumersi lui una simile responsabilità”.

mercoledì, giugno 03, 2009

L’Udc faccia chiarezza sui suoi rapporti con la maggioranza

“Vorremmo capire, e vorremmo farlo subito, se le parole pronunciate ieri dall’on. Capelli durante un comizio a Nuoro sono condivise e rispecchiano l’orientamento politico del suo partito”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, ed il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle affermazioni del capogruppo dell’Unione Di Centro, Roberto Capelli, apparse oggi sulla stampa.

“Ci risulta, infatti”, proseguono Delogu e Diana, “che l’Udc sia rappresentata nell’esecutivo da ben due assessori. Ci dica allora l’on. Capelli cosa stanno facendo gli assessori dell’Udc e, più in generale, quale contributo sta dando il suo partito alla realizzazione del programma con cui la coalizione di centrodestra si è presentata agli elettori. Le dichiarazioni dell’on. Capelli, sebbene dettate con tutta probabilità da insoddisfazioni personali, non possono però restare prive di conseguenze sul piano politico. E’ appena il caso di ricordare che le riunioni alle quali partecipano il Presidente della Regione e gli esponenti dei partiti che compongono la maggioranza, Udc ovviamente compresa, sono ormai una consuetudine consolidata. E’ davvero singolare che l’on. Capelli lo ignori. Oltretutto, l’on. Capelli si dimostra poco chiaro quando da un lato sostiene che la Giunta è in ritardo nell’attuazione del programma e che avrebbe dovuto presentare il nuovo Piano paesaggistico regionale come primo atto della legislatura, e dall’altro parla del Presidente della Regione come di un uomo solo al comando. Non si è forse accorto che sono in corso le conferenze territoriali per la concertazione delle modifiche al Ppr con gli enti locali, peraltro previste nella procedura di approvazione e modifica del Piano? Vorremmo capire quando, secondo l’on. Capelli, le conferenze territoriali si sarebbero dovute tenere per poter presentare il nuovo Ppr come primo atto della legislatura. Forse durante la campagna elettorale?”.

“E a proposito di campagna elettorale”, concludono i due esponenti del Pdl, “l’on. Capelli ed il suo leader nazionale di riferimento, Bruno Tabacci, farebbero sicuramente meglio ad illustrare ai sardi qual è il loro programma in campo europeo, anziché girare per la Sardegna a minacciare alleanza alternative al centrodestra in vista della prossima tornata amministrativa. Più in generale, è auspicabile che in futuro i singoli esponenti della coalizione di centrodestra evitino iniziative a titolo puramente personale tali da rischiare di compromettere il rapporto tra i partiti che compongono l’alleanza di governo”.