venerdì, agosto 28, 2009

Replica all’on. Barracciu: finita l’era dell’insabbiamento

“Alla luce di quanto da lei affermato in una nota diramata nella giornata di oggi, pare doveroso ricordare all’on. Francesca Barracciu che l’era dell’insabbiamento, della disinformazione, della mistificazione, dell’occultamento degli atti pubblici, in estrema sintesi quella comunemente nota come ‘era Soru’, si è conclusa lo scorso 16 febbraio con la vittoria del centrodestra alle elezioni regionali”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Visto che cita quale esempio di trasparenza la passata legislatura”, prosegue Diana, “è in grado l’on. Barracciu di spiegare ai sardi per quale motivo non è mai stata messa in discussione l’interpellanza da me presentata, in qualità di consigliere regionale della minoranza, l’8 gennaio 2006, nella quale si chiedeva conto di venti delibere approvate dall’inizio della legislatura dalla Giunta presieduta da Renato Soru e mai pubblicate sul sito Internet della Regione? E’ in grado di spiegare ai sardi perché non è mai stato possibile prendere visione del piano di ristrutturazione aziendale dell’Arst o del compenso del capo ufficio stampa della Presidenza della Regione?”.

“La verità è che l’on. Barracciu è rimasta vittima del clima elettorale che si respira nel suo partito”, conclude il capogruppo, “tanto da dimenticarsi che, da segretario regionale del Pd prima ancora che da consigliere di maggioranza, è stata complice del sistema di potere che ha caratterizzato la passata legislatura e che i sardi hanno scelto di lasciarsi alle spalle con un pronunciamento che non avrebbe potuto essere più netto, per numerose ottime ragioni tra le quali è bene rammentare l’assoluta mancanza di trasparenza che ha caratterizzato l’agire politico del centrosinistra al governo della Regione”.

giovedì, agosto 27, 2009

Riforma sanitaria, non ci saranno accorpamenti o soppressioni di Asl

“Le notizie che appaiono in questi giorni sulla stampa, che mettono in evidenza la preoccupazione di alcune zone della Sardegna verso la riforma della sanità regionale che il centrodestra ha avviato con l’approvazione del cosiddetto ‘maxi-collegato’ alla manovra di bilancio, rendono necessario intervenire per chiarire alcuni aspetti della norma approvata qualche settimana fa dal Consiglio regionale, evidentemente non ancora ben compresa o oggetto di interpretazioni errate”, dichiarano il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, e i consiglieri Nanni Campus e Giorgio Locci.

“E’ doveroso chiarire una volta per tutte che la riforma non prevede l’accorpamento o la soppressione di alcuna Azienda sanitaria locale”, sottolineano Diana, Campus e Locci. “Ci sembra che si stia facendo una gran confusione in seguito all’istituzione delle macro-aree, che non soppianteranno le Asl ma che saranno uno strumento aggiuntivo, agile ed economico, per gestire nel modo più razionale quegli aspetti del servizio che non sono direttamente connessi alla fornitura di servizi sanitari ai cittadini, come le gare di appalto e i concorsi. Relativamente a questi aspetti, così come per la gestione del personale e delle forniture, ridurre il numero dei centri decisionali e snellirne il funzionamento porterà risparmio ed efficienza, come accade nelle altre regioni italiane che hanno adottato questo sistema. Allo stesso modo, lo scorporo dalle Asl degli ospedali che rispondono ai criteri previsti dalla legge non penalizzerà i territori, perché consentirà una gestione più diretta e funzionale delle strutture mentre le Asl potranno concentrare tutta la loro azione nei servizi sul territorio”.

“La riforma non cambierà nulla nel funzionamento dei servizi sanitari offerti ai cittadini, se non in meglio”, concludono i tre consiglieri del Pdl. “L’auspicio è che l’attuazione della prima parte, quella disegnata con il ‘maxi-collegato’, e la definizione della riforma complessiva siano rapide e che, nel frattempo, i rappresentanti delle istituzioni, locali e non solo, si impegnino a capirne i meccanismi, a confrontarsi con la Regione e a spiegare con esattezza ai cittadini cosa accadrà. Per quanto ci riguarda, metteremo tutto l’impegno necessario per comunicare i contenuti della riforma, affinché i cittadini non siano sottoposti a preoccupazioni immotivate”.

lunedì, agosto 24, 2009

Suv a Budelli, intensificare i controlli e vietare circolazione a mezzi anfibi

“Lo sbarco ‘militare’, con tanto di mezzo anfibio, messo in scena da un imprenditore milanese sulla spiaggia di Budelli, ha evidenziato problemi che vanno ben oltre il fatto in sé e che devono essere affrontati urgentemente da tutti gli organi competenti”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “Non basta certo indignarsi per la maleducazione delle persone per potersi illudere di aver fatto tutto il possibile, ma è necessario affrontare una volta per tutte il problema di come impedire ai maleducati di nuocere all’ambiente e all’immagine della Sardegna”.

“Le immagini del fuoristrada anfibio che, dopo essere rimasto a lungo parcheggiato sul bagnasciuga, si immerge indisturbato nelle acque della celebre Spiaggia Rosa, stanno facendo il giro del mondo e questo non è certo un bene per l’Isola”, prosegue Diana. “L’accaduto dimostra soprattutto una cosa: davanti all’illegalità siamo pressoché indifesi. Non è certo compito della Regione vigilare su ciò che accade in mare, ancor più se l’area in questione ricade nel perimetro di un parco nazionale, ma la Regione dovrà farsi carico di richiamare alle proprie responsabilità chi ha permesso che venisse commesso uno scempio simile. Gli sfregi subiti dalle coste sarde negli anni passati, evidentemente, non hanno insegnato nulla: non si può lasciare che episodi del genere si verifichino per intervenire poi, a cose fatte, denunciando i responsabili; il sistema di vigilanza deve essere in grado di salvaguardare realmente l’ambiente, impedendo per quanto possibile il verificarsi delle violazioni o quantomeno intervenendo tempestivamente per perseguire i responsabili”.

“Quanto accaduto deve però far riflettere anche sulla possibilità di adottare misure di prevenzione adeguate”, conclude il capogruppo. “Si può facilmente capire l’utilizzo di un mezzo anfibio da parte della Protezione Civile, ma che necessità c’è per un privato di guidare un veicolo del genere? Evidentemente nessuna, pertanto si dovrebbe pensare a vietarne la circolazione sul territorio regionale, fatti salvi quelli impiegati, per l’appunto, dalla Protezione Civile: una misura drastica ma necessaria per tutelare l’ambiente della Sardegna”.

giovedì, agosto 20, 2009

Superenalotto, anche la Sardegna richieda la cessione di una quota delle giocate

La Regione Sardegna richieda allo Stato la cessione di una quota delle giocate del Superenalotto e degli altri concorsi pronostici effettuate sul territorio regionale, come già avviene per la Sicilia. Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale al Bilancio, Giorgio La Spisa, che sarà presentata alla ripresa delle attività del Consiglio regionale dopo la pausa estiva. Diana chiede conto anche del perché una simile richiesta non sia stata effettuata nella vertenza sulle entrate fiscali avviata nella passata legislatura dall’allora governatore Renato Soru.

L’interrogazione fa riferimento all’art. 6 della legge 559 del 1993, il quale stabilisce che i gestori dei concorsi pronostici, tra cui il Superenalotto, versano gli introiti derivanti dalle giocate “al bilancio dello Stato e, per la quota del 12,25 per cento relativa alle giocate effettuate in Sicilia, alla regione siciliana”. Considerato l’aumento delle giocate dovuto al jackpot stellare, salito fino a sfiorare i 150 milioni di euro, il solo Superenalotto avrebbe determinato entrate aggiuntive nelle casse della Regione Sicilia per 15,6 milioni di euro dall’inizio dell’anno, di cui 2,7 milioni nel solo mese di agosto.

La Sicilia, sottolinea il capogruppo, “ha già goduto di un trattamento privilegiato da parte dello Stato nella programmazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate”: 4 miliardi di euro disponibili contro gli appena 18 milioni riservati alla Sardegna. Da tutto ciò, prosegue Diana, “deriva un’inaccettabile penalizzazione per la Regione Sardegna, in conseguenza del trattamento privilegiato assicurato alla Regione Sicilia dall’applicazione delle leggi dello Stato e dalle decisioni del Governo nazionale”.

L’esponente del Pdl chiede perciò a Cappellacci e a La Spisa se risulta che, nel corso della vertenza sulla compartecipazione alle entrate fiscali riscosse sul territorio regionale avviata nella scorsa legislatura, che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto, la Regione abbia richiesto la cessione di una quota delle giocate dei concorsi pronostici, alla luce del fatto che la norma che cede alla Sicilia il 12,25 per cento dell’ammontare delle giocate era già in vigore. Infine, Diana chiede cosa intende fare la Giunta regionale per avviare una nuova trattativa con lo Stato, richiedendo la cessione di una quota parte delle giocate al Superenalotto e agli altri giochi effettuate in Sardegna, come già avviene per la Sicilia.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di avviare una trattativa con lo Stato per la cessione alla Regione Sardegna di una quota dell’ammontare delle giocate ai concorsi pronostici effettuate sul territorio regionale


PREMESSO che l’art. 6, comma 1, della L. 23 dicembre 1993, n. 559, recita quanto segue: “Le riscossioni dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato a norma dell’articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, e gestiti ai sensi degli articoli da 37 a 51 del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1951, n. 581, e successive modificazioni, vengono versate dai gestori, al netto della quota destinata al pagamento dei premi ai vincitori e dell’eventuale acconto d’aggio, al bilancio dello Stato e, per la quota del 12,25 per cento relativa alle giocate effettuate in Sicilia, alla regione siciliana. Vengono altresì versati dai gestori al bilancio dello Stato i premi non pagati ai vincitori entro il termine di decadenza previsto dal regolamento del gioco”.

CONSIDERATO che con l’applicazione di tale normativa, unitamente al notevole aumento delle giocate registrato nelle ultime settimane a causa dell’incremento del cosiddetto ‘jackpot’, la quota di montepremi riservata a chi pronostica l’intera combinazione vincente di sei numeri, giunto ormai a circa Euro 150.000.000, il solo Superenalotto avrebbe determinato entrate aggiuntive nelle casse della Regione Sicilia per Euro 15.600.000 dall’inizio dell’anno, di cui Euro 2.700.000 dall’inizio del mese di agosto;

RAMMENTATO che la Regione Sicilia ha già goduto di un trattamento privilegiato da parte dello Stato nella programmazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate, che ha reso disponibili per tale Regione la somma di Euro 4.000.000.000 a fronte degli Euro 18.000.000 programmati per la Regione Sardegna;

RITENUTO che da quanto descritto deriva un’inaccettabile penalizzazione per la Regione Sardegna, in conseguenza del trattamento privilegiato assicurato alla Regione Sicilia dall’applicazione delle leggi dello Stato e dalle decisioni del Governo nazionale;

SOTTOLINEATO che, nel corso della passata legislatura, la Regione ha avviato una trattativa con lo Stato al fine di rivedere il regime di compartecipazione alle entrate fiscali riscosse sul territorio regionale, che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto speciale di autonomia;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale al Bilancio

affinché riferiscano

  • Se risulta che, nel corso della trattativa con lo Stato che ha portato alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto speciale di autonomia, da parte della Regione siano state avanzate richieste relativamente alla cessione alla Regione stessa di una quota degli introiti derivanti dalle giocate ai concorsi pronostici dello Stato effettuate nel territorio regionale, alla luce del fatto che, all’apertura di tale trattativa, risultava già in vigore la norma che garantisce alla Regione Sicilia una quota del 12,25 per cento delle giocate effettuate sul proprio territorio regionale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di avviare una trattativa con lo Stato sulla base della richiesta della cessione di una quota parte delle giocate ai concorsi pronostici dello Stato effettuate sul territorio della Sardegna, così come già avviene per la Regione Sicilia.

mercoledì, agosto 12, 2009

Riforma della sanità, nessun dubbio su capacità dell’assessore Liori

“Per quanto riguarda l’avvio della riforma del sistema sanitario regionale, i nostri amici Riformatori non hanno di che preoccuparsi: così come il testo approvato, grazie alla sintesi tra le diverse proposte provenienti dalla maggioranza, è il migliore possibile, la Giunta regionale ed in particolare l’Assessore alla Sanità, Antonello Liori, lo applicheranno nel miglior modo possibile”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alla lettera aperta dei consiglieri Pierpaolo Vargiu e Franco Meloni sulla riforma sanitaria.

“Siamo tutti consapevoli di quanto sia importante l’obiettivo che ci siamo posti, cioè quello di ridisegnare il modello sanitario isolano per renderlo più efficiente, meno costoso e più rispondente alle esigenze dei cittadini”, prosegue Diana, “e non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’assessore Liori sia in grado di portare avanti la riforma avviata con il riordino delle Aziende sanitarie locali deciso dal Consiglio”.

“Per quanto riguarda la nomina dei commissari”, conclude il capogruppo, “siamo certi che le scelte saranno fatte sulla base delle competenze specifiche in materia di sanità e gestione aziendale, ma anche della capacità di tradurre in pratica le linee politiche impartite dalla Giunta, perché l’esperienza di questi primi mesi di legislatura ci ha insegnato ad evitare la creazione di una macchina amministrativa parallela, slegata dal governo scelto legittimamente dagli elettori e magari rispondente a linee politiche di segno diametralmente opposto”.

martedì, agosto 04, 2009

Grande soddisfazione per approvazione emendamento Asl

“Grande soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per l’approvazione dell’emendamento al cosiddetto ‘maxi-collegato’ alla manovra finanziaria che dà via libera al ridisegno delle Aziende Sanitarie Locali sarde.

“Grazie ad un intervento di natura strettamente emergenziale”, sottolinea Diana, “finalizzato a mettere sotto controllo una spesa sanitaria che cresceva a dismisura minacciando di travolgere le casse regionali, siamo riusciti a gettare le basi per la futura riforma del sistema sanitario. Dispiace sentir parlare di lottizzazione, soprattutto alla luce di quanto si è visto nella passata legislatura ogni qual volta si è trattato di spartire poltrone di sottogoverno. Forse l’intervento deciso dal centrodestra lede gli interessi di qualcuno o di qualche parte politica o sociale, ma la situazione della sanità in Sardegna è a detta di tutti, e in prima battuta degli assistiti cui chi governa è chiamato a dare delle risposte, disastrosa, non soltanto per il livello di spesa ma soprattutto per le gravi carenze nella qualità, nella disponibilità e nella rapidità del servizio”.

“Con l’emendamento approvato oggi non pretendiamo di riformare la sanità isolana”, conclude il capogruppo, “ma soltanto di attuare un intervento urgente per affrontare una situazione che non ammetteva ulteriori ritardi. Ci metteremo al lavoro sin da subito per elaborare una riforma organica del settore che metta in primo piano i bisogni dei cittadini e non le esigenze dei partiti”.

sabato, agosto 01, 2009

Vertenza Sardegna, Documento per il Rilancio del Mezzogiorno può essere un contributo

“Il Documento per il Rilancio del Mezzogiorno presentato stamani dai capigruppo parlamentari del Popolo Della Libertà può essere un utile contributo per la risoluzione della cosiddetta Vertenza Sardegna”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana.

Delogu e Diana sottolineano che “a Maurizio Gasparri e a Fabrizio Cicchitto, che con i loro vicari, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino, hanno redatto il Documento, va riconosciuto il merito di non aver fatto mancare l’attenzione del Popolo Della Libertà verso i problemi delle regioni meridionali e di essersi impegnati per inserire la Sardegna nel contesto più generale delle rivendicazioni del Mezzogiorno”.

“Il Documento costituisce un fondamentale punto di partenza per il dibattito che dovrà svilupparsi all’interno dei gruppi del Popolo Della Libertà alla Camera e al Senato”, concludono i due, “e siamo certi che i parlamentari sardi contribuiranno proficuamente a tale dibattito, consentendo così di sviluppare ulteriormente la parte del Documento dedicata all’Isola affinché possano essere inclusi tutti gli interventi necessari per il rilancio dell’economia sarda”.

venerdì, luglio 31, 2009

Centrale E.On. Fiume Santo, importante tassello per il rilancio dell’industria in Sardegna

“Con la firma del decreto di Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che sblocca la riconversione dei gruppi a olio combustibile della centrale elettrica di Fiume Santo, si apre la possibilità di posizionare un tassello di fondamentale importanza per il rilancio dello sviluppo industriale della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il via libera alla realizzazione della centrale a carbone consentirà di far ripartire l’occupazione in un territorio fortemente gravato dalla crisi industriale che investe l’Isola”, prosegue Diana, “dapprima nella costruzione del nuovo impianto e successivamente con la sua attivazione. Non solo, perché si rafforzerà la produzione energetica a vantaggio degli stabilimenti industriali sardi ed in particolare delle cosiddette ‘industrie energivore’ e sarà garantita una maggiore tutela dell’ambiente rispetto a quanto avviene oggi con la centrale a olio combustibile”.

“L’impegno del ministro Prestigiacomo per lo sblocco della Valutazione di Impatto Ambientale si aggiunge all’accordo per il salvataggio dello stabilimento petrolchimico di Porto Torres”, conclude Diana, “nella strategia più generale dei governi nazionale e regionale di centrodestra per il rilancio dell’industria in Sardegna ed in particolare nel polo turritano. Sono certo che le energie che stiamo profondendo nell’affrontare questi problemi avranno ricadute significative sull’economia isolana, contribuendo alla ripresa occupazionale e al rilancio dei settori produttivi”.

giovedì, luglio 30, 2009

Blocco distribuzione carburante, rivalsa dell’Eni per l’accordo sulla chimica?

L’Eni blocca la distribuzione di benzina e gasolio in Sardegna per favorire la sua controllata Agip o lo fa per spirito di rivalsa dopo la mobilitazione dei sardi che è riuscita ad impedire lo stop dell’impianto di cracking del petrolchimico di Porto Torres? Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione urgente al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e agli Assessori all’Industria, Andreina Farris, e al Commercio, Bastianino Sannittu.

Nell’interrogazione, Diana ricorda che i dipendenti del petrolchimico hanno bloccato l’approvvigionamento del carburante del deposito Eni di Porto Torres tra il 10 e il 17 luglio, per protestare contro la ventilata chiusura del petrolchimico. “Nonostante l’azione di protesta sia terminata da oltre una settimana”, denuncia il capogruppo, “si registrano gravi carenze nell’approvvigionamento di carburante da parte delle rivendite sarde ed in modo particolare in quelle della Sardegna meridionale”. La distribuzione del carburante in Sardegna è gestita in massima parte dall’Eni ed il deposito di Sarroch, che serve il Sud dell’Isola, viene regolarmente rifornito dalla raffineria della Saras senza che vi sia alcun calo nei quantitativi di carburante. Ciononostante, l’Eni sta consegnando mediamente ai distributori della Sardegna meridionale un decimo del carburante richiesto, disservizio che invece non si verifica nei distributori Agip, società controllata dalla stessa Eni.

Diana chiede a Cappellacci, Farris e Sannittu se è vero che “l’Eni starebbe utilizzando prioritariamente le scorte di carburante del suo deposito di Sarroch per rifornire le rivendite Agip di tutta la Sardegna, comprese le zone abitualmente servite dal deposito di Porto Torres, riducendo sensibilmente i quantitativi di carburante conferiti presso le rivendite delle compagnie petrolifere concorrenti”. Il capogruppo chiede dunque se tale pratica “sia dovuta ad errori nella programmazione dell’approvvigionamento del deposito di Porto Torres” o se invece “vi sia la precisa volontà di danneggiare le compagnie petrolifere concorrenti ponendo l’Agip in una posizione dominante”, o ancora “se è possibile ipotizzare un’azione di rivalsa” a seguito dell’accordo strappato dalla delegazione sarda guidata da Cappellacci al tavolo sulla chimica che si è tenuto il 21 luglio al Ministero per lo Sviluppo Economico, quando è stata scongiurata la chiusura del petrolchimico.

Diana conclude chiedendo “se la posizione dominante che l’Eni detiene nella distribuzione del carburante alle rivendite in Sardegna determini un conflitto di interessi, essendo la stessa Eni titolare di rivendite di carburante attraverso la sua controllata Agip” e come la Giunta regionale intende muoversi nei confronti della dirigenza dell’Eni “affinché sia prontamente ripristinato l’approvvigionamento di carburante a tutte le rivendite della Sardegna” e per ottenere “un congruo risarcimento per i danni economici che la Sardegna dovesse patire a causa dei disservizi che si stanno registrando”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disservizi nell’approvvigionamento di carburante che si stanno verificando in Sardegna


Il sottoscritto,

PREMESSO che, nel periodo compreso tra il 10 e il 17 luglio, per protestare contro la decisione dei vertici aziendali, successivamente revocata, di bloccare per due mesi l’impianto di cracking dello stabilimento Eni-Polimeri Europa di Porto Torres, il personale ha impedito l’approvvigionamento dei carburanti nel vicino deposito Eni;

CONSIDERATO che, nonostante l’azione di protesta di cui sopra sia terminata da oltre una settimana, si registrano gravi carenze nell’approvvigionamento di carburante da parte delle rivendite sarde ed in modo particolare in quelle della Sardegna meridionale;

SOTTOLINEATO che la distribuzione del carburante in Sardegna è gestita in massima parte dalla stessa Eni;

APPRESO che il deposito Eni di Sarroch viene regolarmente rifornito dalla vicina raffineria Saras e che non si sta registrando alcun calo nei quantitativi di carburante conferito;

VERIFICATO che, in questi giorni, l’Eni consegna mediamente alle rivendite della Sardegna meridionale quantitativi di carburante pari a un decimo di quanto richiesto dai rivenditori;

VALUTATO che i disservizi di cui sopra non si registrano nelle rivendite Agip, società controllata dalla stessa Eni;


CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali all’Industria e al Commercio

affinché riferiscano

  • Se risponde al vero che l’Eni starebbe utilizzando prioritariamente le scorte di carburante del suo deposito di Sarroch per rifornire le rivendite Agip di tutta la Sardegna, comprese le zone abitualmente servite dal deposito di Porto Torres, riducendo sensibilmente i quantitativi di carburante conferiti presso le rivendite delle compagnie petrolifere concorrenti;

  • Se ritengono che tale pratica sia dovuta ad errori nella programmazione dell’approvvigionamento del deposito di Porto Torres o se invece vi sia la precisa volontà, da parte dell’Eni, di danneggiare le compagnie petrolifere concorrenti ponendo la sua controllata Agip in una posizione dominante nel mercato isolano o ancora se è possibile ipotizzare, da parte dell’azienda, un’azione di rivalsa a seguito del tavolo di confronto tenutosi il 21 luglio u.s. al Ministero dello Sviluppo Economico quando, grazie all’azione incisiva della delegazione sarda guidata dal Presidente della Regione, si è ottenuta la revoca della chiusura per due mesi dell’impianto di cracking dello stabilimento Eni-Polimeri Europa di Porto Torres;

  • Se ritengono che la posizione dominante che l’Eni detiene nella distribuzione del carburante alle rivendite in Sardegna determini un conflitto di interessi, essendo la stessa Eni titolare di rivendite di carburante attraverso la sua controllata Agip;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare presso la dirigenza aziendale dell’Eni affinché sia prontamente ripristinato l’approvvigionamento di carburante a tutte le rivendite della Sardegna;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ottenere da parte dell’Eni un congruo risarcimento per i danni economici che la Sardegna dovesse patire a causa dei disservizi che si stanno registrando nella distribuzione del carburante.

giovedì, luglio 23, 2009

Cordoglio per la vittima degli incendi a Pozzomaggiore

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, esprime, a nome dell’intero gruppo, cordoglio per la tragica fine di Mario Piu, il pastore di Pozzomaggiore rimasto vittima del vasto incendio che imperversa nel Sassarese, e preoccupazione per la persona dispersa nella stessa zona in cui si è consumata la tragedia di Piu. “E’ incredibile come le numerose tragedie succedutesi nel corso degli anni”, sottolinea il capogruppo, “non servano da monito per i criminali che ogni estate distruggono il nostro territorio e mettono a repentaglio le vite di tutti i sardi”.

Diana rivolge inoltre un “sentito ringraziamento” agli uomini della Protezione Civile regionale e nazionale che si stanno prodigando nel tentativo di domare i roghi che stanno devastando l’Isola.

martedì, luglio 21, 2009

Tavolo per la chimica, primo risultato positivo

“Quello raggiunto a Roma dalla delegazione sarda al tavolo per il rilancio della chimica nell’Isola è un risultato molto positivo, soprattutto alla luce delle premesse che sembravano lasciare poco spazio all’ottimismo”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana. “Il presente dei lavoratori di Porto Torres è garantito e nel frattempo si potrà lavorare, attraverso il piano di investimenti che sarà definito successivamente, per assicurare anche il loro futuro”.

“La decisione dell’Eni”, sottolineano Delogu e Diana, “di non fermare il cracking del petrolchimico e di non mettere in cassa integrazione il personale ma di impiegarlo nella manutenzione degli impianti nell’attesa che vengano smaltite le scorte è la soluzione più ragionevole, che garantisce il reddito degli oltre 3 mila lavoratori impiegati, direttamente o indirettamente, nelle attività dello stabilimento e che scongiura la fermata degli impianti, che avrebbe rappresentato l’anticamera della dismissione. E’ evidente che c’è ancora molto da fare prima di poter dire che il petrolchimico è definitivamente fuori pericolo, ma la delegazione sarda è riuscita a gettare delle buone basi affinché il confronto sul futuro della chimica in Sardegna possa essere sereno e non condizionato dalla minaccia della chiusura dello stabilimento”.

“Va dato pieno merito di questo risultato a tutti i soggetti che hanno rappresentato la Sardegna al tavolo per la chimica, che hanno dato prova di quell’unità e di quella determinazione che i sardi chiedevano a gran voce”, concludono il coordinatore e il capogruppo. “Ancora una volta si è sfatato il mito della Giunta regionale prona davanti al Governo amico: tanto il governatore Ugo Cappellacci, quanto l’Assessore all’Industria, Andreina Farris, non si sono tirati indietro davanti alle resistenze dell’Eni e anche grazie alla loro intransigenza hanno consentito che si riuscisse a portare a casa un risultato quasi insperato”.

Medio Campidano, ridurre la presenza dei cervi e indennizzare gli agricoltori

La Regione intervenga per porre freno all’invasione di cervi nel Medio Campidano, che mette a repentaglio il lavoro di contadini e aziende agricole. Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Ambiente, Giorgio Oppi, e all’Agricoltura, Andrea Prato.

Nel territorio del Medio Campidano “ed in particolare del Comune di Arbus”, si legge nell’interrogazione, “si registra una straordinaria proliferazione dei cervi, tanto che le presenze nell’area Montevecchio-Piscinas sono stimate in oltre 1500 unità”. “I cervi stanno causando gravi e diffusi danni alle colture” in una Provincia la cui economia “si basa quasi esclusivamente sulle produzioni agricole”. In prossimità del raccolto, ciò comporta la perdita “della principale, se non unica, fonte di reddito per molti imprenditori e coltivatori diretti”.

Diana chiede perciò ai due assessori “quanti risultano essere i cervi attualmente stanziati nel territorio della Provincia del Medio Campidano”. Il capogruppo chiede inoltre che la Giunta regionale adotti misure che impediscano ai cervi di danneggiare le colture, se necessario riducendo il numero delle unità stanziate nel territorio, e garantisca “un congruo indennizzo agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti” che hanno subito danni da parte dei cervi.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui danni alle colture causati dai cervi nella Provincia del Medio Campidano


Il sottoscritto,

PREMESSO che l’economia della Provincia del Medio Campidano si basa quasi esclusivamente sulle produzioni agricole;

CONSIDERATO che, nel territorio della Provincia ed in particolare del Comune di Arbus, si registra una straordinaria proliferazione dei cervi, tanto che le presenze nell’area Montevecchio-Piscinas sono stimate in oltre 1500 unità;

VERIFICATO che i cervi stanno causando gravi e diffusi danni alle colture in prossimità del raccolto, con conseguente perdita della principale, se non unica, fonte di reddito per molti imprenditori e coltivatori diretti;


CHIEDE DI INTERROGARE

gli Assessori regionali alla Difesa dell’Ambiente e all’Agricoltura

affinché riferiscano

  • Quanti risultano essere i cervi attualmente stanziati nel territorio della Provincia del Medio Campidano;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di impedire ai cervi di causare danni alle colture, se necessario adottando misure finalizzate alla riduzione del numero delle unità stanziate nel territorio;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di garantire un congruo indennizzo agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti che hanno perso la loro fonte di reddito a causa dei danni provocati dai cervi.

Brotzu, illegittima la conferma del primario di Neurochirurgia?

Un primario che si vede riconfermato l’incarico nonostante un decreto del Presidente della Repubblica, supportato da un parere legale del Consiglio di Stato, ne abbia disposto la rimozione ritenendo illegittima la nomina. Accade all’Azienda ospedaliera Brotzu e lo denuncia in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, il consigliere regionale del Popolo Della Libertà, Giorgio Locci, con il capogruppo Mario Diana.

La vicenda ha inizio con la selezione pubblica per l’affidamento dell’incarico quinquennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia del nosocomio cagliaritano, indetta nel giugno del 2005 e successivamente annullata. Due mesi più tardi, l’Azienda ha deliberato in deroga il conferimento diretto dell’incarico al dott. Umberto Godano, per un periodo di due anni poi prolungato per altri cinque. Contro le delibere di nomina e riconferma è stato presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dal dott. Giancarlo Nurchi, che si è visto dare ragione dal Capo dello Stato nel maggio scorso. Ciononostante, un mese dopo, il direttore generale del Brotzu, Giorgio Sorrentino, ha adottato una delibera con cui ha preso atto dell’accoglimento del ricorso ma ha riconfermato l’incarico al dott. Godano sostenendo la necessità di garantire la continuità operativa dell’Unità. “Ciò potrebbe configurarsi come una reiterazione di un atto illegittimo”, sottolineano i due consiglieri, “in quanto la motivazione di garantire la continuità nella gestione del servizio poteva essere salvaguardata dando un incarico provvisorio ad un altro dirigente medico del reparto”.

Locci e Diana chiedono dunque a Cappellacci e Liori se sono a conoscenza dei fatti riportati, se questi rispondono al vero e se, verificata l’illegittimità dell’atto, ci sono gli estremi per un intervento della Giunta regionale.



Interrogazione Giorgio Locci – Mario Diana su problematiche inerenti la nomina di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia.


I sottoscritti,

Premesso che:

  • Con la delibera n. 1210 del 28-06-2005 era stata indetta selezione pubblica per il conferimento dell’incarico quinquennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, poi annullata;

  • Con la deliberazione dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, n. 1533 del 05-08-2005, è stato conferito l’incarico biennale di direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia al dott. Umberto Godano, ai sensi dell’articolo 15 septies del DL n. 502 del 1992, con riconferma dell’incarico, per cinque anni, in data 19-09-2007;

  • Sulle deliberazioni indicate è stato presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dal dott. Giancarlo Nurchi per l’annullamento delle stesse;

  • In data 18-05-2009, il Presidente della Repubblica, con parere del Consiglio di Stato, ha accolto il ricorso del dott. Nurchi.

Considerato che:

  • Il direttore generale ff dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, con provvedimento datato 29.06.09/019508, nonostante prendesse atto dell’accoglimento del ricorso, confermava l’incarico di direttore di U.O.C. della Neurochirurgia già riconferito in data 19.09.07.

Ritenuto che:

  • Ciò potrebbe configurarsi come una reiterazione di un atto illegittimo in quanto la motivazione di garantire la continuità nella gestione del servizio poteva essere salvaguardata dando un incarico provvisorio ad un altro dirigente medico del reparto in linea con quanto indicato dal vigente CCNL della dirigenza medica.


Interrogano il Presidente della Regione e l’assessore regionale dell’Igiene e Sanità per sapere:

- Se la notizia sia pervenuta alla sua attenzione.

- Se quanto esposto corrisponda al vero.

- Se ci sono gli estremi per un intervento della Giunta qualora l’atto in questione sia illegittimo.

domenica, luglio 19, 2009

Sanità, proposta Riformatori non condivisa dal Pdl

“E’ senza dubbio legittimo che i gruppi consiliari presentino delle proposte di legge su qualsiasi argomento ritengano opportuno, ma è necessario precisare che la proposta per il riordino del Sistema sanitario regionale illustrata ieri in una conferenza stampa dal gruppo consiliare dei Riformatori non è stata mai discussa all’interno della coalizione di maggioranza e, nella sua formulazione attuale, non trova alcuna condivisione da parte del gruppo del Popolo Della Libertà”, dichiara il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Condividiamo la necessità di riordinare il Sistema sanitario regionale e aspettiamo di discutere nel merito della riforma nelle sedi istituzionali opportune”, prosegue e conclude Diana, “dove le proposte dei Riformatori saranno messe a confronto con le nostre e con quelle della Giunta regionale e si potrà cercare una sintesi che coinvolga l’intera coalizione”.

venerdì, luglio 17, 2009

Alluvione, approvato emendamento che sblocca risarcimenti per abitazioni principali

“Viva soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per l’approvazione in Commissione Bilancio di un emendamento al maxi-collegato che sblocca i risarcimenti per i danni alle abitazioni principali (prime case) causati dall’alluvione dell’ottobre scorso. L’emendamento, presentato dalla minoranza e approvato grazie al parere positivo della Giunta regionale e al voto favorevole della maggioranza, semplifica le modalità di rendicontazione del contributo regionale concesso a titolo di risarcimento per i danni provocati dalla calamità naturale, consentendo così di sbloccare l’erogazione delle risorse stanziate nel bilancio regionale.

mercoledì, luglio 15, 2009

Ocean Med Fish, quali sono le responsabilità dei vertici della Asl 8?

Ci sono state responsabilità da parte della dirigenza dell’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari nel caso Ocean Med Fish, per il quale sono indagati dirigenti e ispettori del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale? Lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione all’Assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori.

Nell’interrogazione, Diana ripercorre le tappe dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari, dal sequestro dello stabilimento all’arresto dei titolari della ditta, accusati di aver venduto a negozi e ristoranti pesce scaduto da anni, lavorato in pessime condizioni igieniche e con etichette contraffatte, fino alla scoperta, nelle celle frigorifere dell’azienda, di oltre 120 tonnellate di prodotti ittici avariati pronti ad essere immessi sul mercato. Dagli illeciti commessi dai titolari della società, sottolinea il capogruppo, “è scaturito un gravissimo rischio per la salute pubblica”.

In seguito all’esplosione del caso, la dirigenza della Asl di Cagliari ha avviato un’indagine interna per verificare che il Servizio Igiene degli alimenti di origine animale, che esegue le ispezioni nelle aziende di trasformazione e commercializzazione, abbia operato correttamente. Dall’indagine non è emersa alcuna irregolarità nell’effettuazione delle ispezioni veterinarie. Successivamente alla chiusura dell’indagine interna è apparsa sulla stampa la notizia che tra gli indagati figurano dirigenti e ispettori del Servizio, che avrebbero omesso di effettuare i controlli sulla Ocean Med Fish e, in almeno un caso, occultato le violazioni riscontrate.

Diana chiede dunque all’assessore Liori se è vero che tra gli indagati per il caso Ocean Med Fish ci sono dipendenti del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale della Asl n. 8 e per quali ragioni l’indagine interna non ha rilevato comportamenti anomali o illeciti. Inoltre, il capogruppo chiede se ci sono elementi per ritenere che la dirigenza aziendale, venuta a conoscenza di comportamenti illeciti da parte di dipendenti del Servizio, li abbia omessi nella relazione conclusiva dell’indagine e se si può ritenere che ci siano state omissioni da parte della dirigenza nel controllo sull’attività del Servizio. Infine, Diana chiede quali misure la Giunta regionale intende adottare nei confronti del personale del Servizio, “anche a titolo cautelativo onde evitare la reiterazione degli eventuali illeciti”, e della dirigenza della Asl, “per le eventuali responsabilità, anche oggettive, riscontrate nel comportamento tenuto dal personale del Servizio”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle responsabilità della dirigenza dell’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari in un grave caso di commercializzazione di prodotti alimentari nocivi per la salute dei cittadini


Il sottoscritto,

PREMESSO che, dopo una lunga ed approfondita indagine della Procura della Repubblica di Cagliari, sono stati sottoposti ad arresto e denunciati all’autorità giudiziaria i titolari dell’azienda Ocean Med Fish Snc, società di Cagliari operante nella commercializzazione di prodotti ittici surgelati, e che l’azienda stessa è stata sottoposta a sequestro;

CONSIDERATO che i titolari dell’azienda sono accusati di aver fornito ad esercizi commerciali quali rivendite e ristoranti prodotti alimentari scaduti da diversi anni e lavorati in pessime condizioni igieniche, apponendovi etichette contraffatte: nel corso delle perquisizioni nello stabilimento sono state rinvenute oltre 120 tonnellate di prodotti ittici scaduti destinati ad essere messi in commercio;

VALUTATO che dal comportamento di cui sopra è scaturito un gravissimo rischio per la salute pubblica;

SOTTOLINEATO che, in seguito alla scoperta degli atti illeciti commessi dalla Ocean Med Fish, l’Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari ha avviato un’indagine interna al fine di verificare la correttezza dell’operato del proprio Servizio Igiene degli alimenti di origine animale e che da tale indagine, i cui risultati sono stati consegnati all’Assessore regionale alla Sanità nello scorso mese di febbraio, non è emersa alcuna irregolarità nell’effettuazione dei controlli veterinari;

VERIFICATO che, secondo quanto riportato dagli organi di informazione successivamente alla conclusione dell’indagine interna di cui sopra, tra le persone denunciate figurano anche dirigenti e ispettori del Servizio di cui sopra, i quali avrebbero omesso di effettuare i dovuti controlli sulle attività dell’azienda e, in almeno un caso, agito al fine di occultare le violazioni riscontrate;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Se risponde al vero che tra i soggetti indagati per i reati commessi da parte della società Ocean Med Fish vi sono dipendenti del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale della Asl n. 8;

  • Per quali ragioni l’indagine interna promossa dalla dirigenza aziendale sull’operato del Servizio di cui sopra non ha rilevato comportamenti anomali o illeciti;

  • Se vi sono elementi per ritenere che la dirigenza aziendale, venuta a conoscenza di comportamenti illeciti da parte di dipendenti del Servizio, abbia omesso tali elementi nel redigere la relazione conclusiva dell’indagine;

  • Se vi sono elementi per ritenere che da parte della dirigenza aziendale vi siano state omissioni nel controllo sull’attività del Servizio;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare nei confronti del personale del Servizio Igiene degli alimenti di origine animale, anche a titolo cautelativo onde evitare la reiterazione degli eventuali illeciti, e della dirigenza della Asl n. 8, per le eventuali responsabilità, anche oggettive, riscontrate nel comportamento tenuto dal personale del Servizio.

martedì, luglio 14, 2009

Porto Torres, primo spiraglio grazie ad impegno Cappellacci

“La notizia giunta oggi da Palazzo Chigi della convocazione entro la settimana di un tavolo di confronto sulla crisi della chimica in Sardegna rappresenta un primo spiraglio per il superamento della più grave tra le crisi industriali che colpiscono l’Isola”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il fatto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia intervenuto personalmente, dando mandato al Ministro per le Attività Produttive, Claudio Scajola, di convocare il tavolo e chiedendo ai vertici dell’Eni di sospendere la chiusura dello stabilimento di Porto Torres in attesa delle risultanze del confronto”, prosegue Diana, “è merito della forte presa di posizione del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sostenuta dalla straordinaria mobilitazione dei lavoratori iniziata con la manifestazione dello scorso venerdì. La decisione del Governo nazionale, oltre che un importante segnale di ottimismo per la Sardegna, è una risposta a chi ha cercato di strumentalizzare politicamente la vertenza: questo risultato è stato ottenuto grazie all’atteggiamento tutt’altro che subalterno mostrato dal presidente Cappellacci e dall’interessamento personale del premier Berlusconi per i problemi dell’Isola, due elementi che non sono affatto venuti meno, come invece andavano sostenendo alcuni”.

“Ottenuto questo primo risultato, ora è necessario non abbassare la guardia”, conclude il capogruppo. “La mobilitazione deve restare alta ed essere riempita di contenuti, cominciando con il dibattito di domani in Consiglio regionale. Solo così la nostra rappresentanza al tavolo di confronto con il governo e con l’Eni potrà avere la forza per trattare alla pari con gli interlocutori e far valere le ragioni del lavoro e dello sviluppo chiesti a gran voce dai sardi”.

giovedì, luglio 09, 2009

Porto Torres, Soru spieghi ai sardi le ragioni dei suoi fallimenti

“Dispiace vedere il clima di unità che si è riusciti a creare ieri con la riunione straordinaria della Giunta regionale a Roma minacciato dai soliti tentativi di strumentalizzazione di chi non riesce a fare a meno di vivere la propria vita pubblica in un regime da campagna elettorale permanente”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle accuse mosse dall’ex governatore, Renato Soru, agli indirizzi del Presidente della Regione in carica, Ugo Cappellacci, per la chiusura dello stabilimento Enichem di Porto Torres.

“L’impegno che il presidente Cappellacci si è assunto, di mettersi alla guida della vertenza per il salvataggio della chimica in Sardegna con l’appoggio di tutte le parti politiche e sociali e di portare le loro istanze con la massima fermezza nel confronto con il Governo nazionale previsto per il 17 luglio sono dati di fatto indiscutibili”, prosegue Diana. “E’ Soru, semmai, a dovere delle spiegazioni ai sardi, in particolare per quanto riguarda la crisi del comparto chimico e soprattutto la chiusura dello stabilimento di Porto Torres. La strategia di dismissione dell’Eni, infatti, è iniziata con la chiusura della linea fenolo-cumene, quando la Sardegna era governata dal centrosinistra. E’ giunto allora il momento che Soru, all’epoca governatore, spieghi ai sardi com’è possibile che, nonostante l’impegno che sostiene di aver profuso, non sia riuscito neanche minimamente nell’intento di salvare lo stabilimento, limitandosi a scaricare cinicamente il problema, e con esso le responsabilità, su chi è stato chiamato dagli elettori a prendere il suo posto”.

“Non sarebbe male se Soru scegliesse di rendere le sue spiegazioni nel luogo deputato per farlo”, conclude il capogruppo, “cioè in Consiglio regionale. Restiamo pertanto in attesa che l’ex governatore voglia concederci l’onore di partecipare, una volta tanto, ai lavori consiliari per sentire dalla sua viva voce quali sono, secondo lui, le ragioni della crisi industriale che investe la Sardegna e quali le sue proposte per risolverla”.

mercoledì, luglio 08, 2009

Porto Torres, strategia in due tempi: dalle ragioni del cuore al metodo della ragione

“Trasformare un funerale annunciato in un lieto fine con matrimonio: è questo l’impegno che ci siamo assunti questa sera”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, subito dopo la conclusione della riunione straordinaria della Giunta regionale convocata a Roma dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per concordare le strategie con cui affrontare la decisione dell’Eni di chiudere lo stabilimento di Porto Torres.

“La nostra azione dovrà per forza articolarsi in due tempi”, spiega Diana. “Nel primo, quello attuale, devono necessariamente prevalere le ragioni del cuore: lo stabilimento deve essere salvato, il futuro della chimica, almeno nell’immediato, deve essere garantito. Non si tratta di schierarsi a favore o contro la chimica in Sardegna. La nostra posizione non è pro o contro la chimica, ma al fianco degli oltre tremila lavoratori che rischiano il posto. Bisogna però avere la lucidità e l’onestà di riconoscere che l’Eni non crede più nella chimica, che le sue intenzioni sono di dirottare altrove i propri investimenti. Per questo non può essere l’azienda il nostro interlocutore, ma deve per forza di cose essere il Governo nazionale, che dell’Eni è azionista di riferimento. E proprio sul governo dobbiamo fare sin da subito una fortissima pressione affinché si faccia carico del dramma che si sta vivendo nella Sardegna settentrionale”.

“Una volta salvate le sorti dello stabilimento e garantito il presente, bisognerà pensare al futuro e allora le ragioni del cuore dovranno lasciare spazio al metodo della ragione: ottenuto il risultato, si dovrà ragionare seriamente se per Porto Torres il futuro può essere rappresentato ancora dalla chimica o se non sarebbe meglio pensare ad una riconversione dell’area, con la bonifica dei siti ed il loro inquadramento nel Piano regionale di sviluppo”, conclude il capogruppo. “Non dovevamo dichiarare a Roma quale è il nostro modello di sviluppo per la Sardegna, questo lo devono decidere i sardi e pertanto lo concerteremo con la predisposizione del Piano di sviluppo. E’ importante però cominciare ad aprire un dibattito, perché non si può immaginare un futuro di perenne incertezza ad immagine del presente che stiamo drammaticamente vivendo”.

Tirrenia, ripristinare le tariffe agevolate per i residenti

La Regione si attivi presso la Tirrenia ed il Governo nazionale affinché siano immediatamente ripristinate le tariffe agevolate per i residenti. Lo chiedono in un’interrogazione al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, con i consiglieri Gianfranco Bardanzellu e Matteo Sanna (Pdl), e Massimo Mulas (Cristiano Popolari).

I consiglieri ricordano che la Tirrenia, per gestire in regime di monopolio le rotte in continuità territoriale tra l’Italia peninsulare e le isole, riceve dallo Stato circa 200 milioni di euro all’anno. Nelle ultime settimane, si legge nell’interrogazione, “si sono registrate numerose segnalazioni relativamente alla mancata applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate previste per i residenti”, che ha portato all’incremento “spropositato” del costo dei biglietti e dunque, di fatto, al venir meno del regime di continuità territoriale, che ha senso solo se ha un costo sostenibile per gli utenti. Nonostante il problema sia stato segnalato più volte dagli utenti e dalla stampa, prosegue l’interrogazione, da parte della Tirrenia “ non sono giunte spiegazioni credibili” e non c’è ancora stato il ripristino delle tariffe agevolate.

I quattro consiglieri chiedono perciò se è vero che la Tirrenia, nel periodo estivo, non sta applicando le tariffe agevolate e per quali ragioni, e se è vero quanto riferito alla stampa dalla compagnia di navigazione, vale a dire che all’origine del disservizio ci sarebbe un malfunzionamento nel sistema di bigliettazione telematica, quando si prevede che tale malfunzionamento venga risolto e quali soluzioni alternative si intende adottare nel frattempo. Infine, si chiede che la Regione si attivi presso la Tirrenia e presso il Governo nazionale per garantire l’applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate per i residenti e che tutti i problemi relativi al servizio offerto dalla compagnia di navigazione siano portati al tavolo di confronto sulla ‘vertenza Sardegna’ convocato a Roma per il 17 luglio.



INTERROGAZIONE DIANA Mario – BARDANZELLU – SANNA Matteo – MULAS, con richiesta di risposta scritta, sull’applicazione delle tariffe agevolate per i residenti da parte della compagnia di navigazione Tirrenia S.p.A.


PREMESSO che la compagnia di navigazione Tirrenia S.p.A. gestisce in regime di monopolio il servizio di trasporto per passeggeri ed autoveicoli in regime di continuità territoriale tra la Sardegna e l’Italia peninsulare;

CONSIDERATO che, per lo svolgimento di tale servizio, la Tirrenia S.p.A. riceve ingenti finanziamenti da parte dello Stato, stimati in Euro 200.000.000 annui per garantire tutte le rotte nazionali in regime di continuità territoriale, tra cui quelle da e per la Sardegna;

VERIFICATO che, nelle ultime settimane, si sono registrate numerose segnalazioni relativamente alla mancata applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate previste per i residenti, con conseguente, spropositato incremento del costo dei titoli di viaggio, tale da prefigurare il venir meno del regime di continuità territoriale, potendosi definire tale unicamente un servizio di trasporto svolto in condizioni economiche che siano agevolmente sostenibili per l’utenza;

SOTTOLINEATO che finora non sono giunte, da parte della Tirrenia S.p.A., spiegazioni credibili relativamente alla mancata applicazione delle tariffe agevolate e che, nonostante le numerose segnalazioni da parte degli utenti e degli organi di informazione, la compagnia di navigazione non ha ancora provveduto al ripristino di tali tariffe;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferiscano

  • Se risponde al vero che nel periodo estivo la Tirrenia S.p.A. non starebbe applicando ai passeggeri sardi le tariffe agevolate previste per i residenti;

  • Per quali ragioni ciò si starebbe verificando;

  • Se risponde al vero quanto riferito da fonti della compagnia di navigazione agli organi di informazione, vale a dire che all’origine del disservizio ci sarebbe un malfunzionamento nel sistema di bigliettazione telematica e, in caso affermativo, entro quanto tempo si prevede di risolvere tale malfunzionamento e quali soluzioni alternative si intende adottare fino alla sua soluzione;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, presso la Tirrenia S.p.A. e presso il Consiglio dei Ministri, al fine di garantire l’applicazione ai passeggeri sardi delle tariffe agevolate per i residenti;

  • Quali misure il Presidente della Regione intende adottare affinché tutti i problemi inerenti il servizio di trasporto marittimo in regime di continuità territoriale gestito dalla Tirrenia S.p.A. siano discussi nell’incontro con una rappresentanza del Consiglio dei Ministri sulla cosiddetta ‘vertenza Sardegna’ in programma a Roma il 17 luglio p.v.