mercoledì, settembre 16, 2009

Parco eolico Is Arenas, coinvolgere la Regione e le popolazioni locali

Il parco eolico di Is Arenas non deve essere autorizzato senza il coinvolgimento della Regione e delle popolazioni locali: lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione all’Assessore regionale agli Enti Locali, Gabriele Asunis. Diana fa riferimento alla notizia apparsa oggi su un quotidiano locale, secondo cui la società Is Arenas Renewable Energies S.r.l. avrebbe presentato alla Capitaneria di Porto di Oristano la richiesta per una concessione demaniale relativa ad un tratto di mare situato tra Su Pallosu e S’Archittu, al largo delle coste di Is Arenas, per la realizzazione di un parco eolico ‘off shore’ da 320 Megawatt.

Il parco si estenderebbe su una superficie a mare di quasi 2.200 ettari e su un’area demaniale di 450 metri quadri. Le singole torri, che saranno piazzate a una distanza minima di meno di due chilometri dalla costa, potranno raggiungere un’altezza di 100 metri. La notizia, riferisce il capogruppo nell’interrogazione, “ha provocato grande sconcerto nella popolazione del territorio”, che teme per l’impatto devastante che l’opera potrebbe avere “su un’area di straordinario pregio paesaggistico come quella di Is Arenas, interessata da importanti progetti di sviluppo turistico su cui gravano le speranze di rilancio dello sviluppo economico dell’intera provincia di Oristano”.

Oltretutto, a Diana “non risulta che la società abbia presentato alcuna richiesta di Valutazione di impatto ambientale, sia in sede regionale che in sede nazionale”. “La decisione di realizzare il parco eolico su un’area del demanio marittimo”, prosegue l’esponente oristanese del Pdl, “consente un iter autorizzativo estremamente semplificato, non implica il rispetto delle norme del Piano paesaggistico regionale e riduce al minimo le possibilità di intervento da parte dell’Amministrazione regionale, delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali”. Inoltre, “quella in oggetto non appare l’unica iniziativa nel territorio slegata dalla programmazione regionale e che si vuole realizzare senza il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale e delle comunità locali”.

Diana chiede perciò all’assessore Asunis se le notizie sul progetto per il parco eolico ‘off shore’ sono vere e alla Giunta regionale che “sia valutata con assoluto rigore l’aderenza del progetto alla normativa paesaggistica, regionale o nazionale, cui è sottoposta l’area del demanio marittimo su cui il progetto dovrebbe essere realizzato”. Infine, Diana chiede all’esecutivo di attivarsi, “se necessario anche presso le autorità statali competenti”, affinché “il rilascio delle necessarie autorizzazioni per la realizzazione del progetto sia preceduto dalla consultazione della popolazione locale e affinché l’iter autorizzativo avvenga con il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale e delle istituzioni locali”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la realizzazione di un parco eolico ‘off shore’ al largo delle coste di Is Arenas


Il sottoscritto,

PREMESSO che, secondo preoccupanti indiscrezioni apparse oggi sulla stampa locale, la società Is Arenas Renewable Energies S.r.l. avrebbe presentato alla Capitaneria di Porto di Oristano la richiesta per una concessione demaniale relativa ad un tratto di mare situato tra Su Pallosu e S’Archittu, al largo delle coste di Is Arenas, per la realizzazione di un parco eolico;

CONSIDERATO che il parco eolico di cui sopra, la cui capacità è stimata in 320 Megawatt, si estenderebbe su una superficie a mare di quasi 2.200 Ha e su un’area demaniale di 450 mq, e che le singole torri, situate a una distanza minima di meno di 2 km dalla costa, potrebbero raggiungere un’altezza di 100 m;

VERIFICATO che la notizia, apparsa oggi sulla stampa, ha provocato grande sconcerto nella popolazione del territorio, che teme per l’impatto devastante che un’opera come quella in oggetto potrebbe avere su un’area di straordinario pregio paesaggistico come quella di Is Arenas, interessata da importanti progetti di sviluppo turistico su cui gravano le speranze di rilancio dello sviluppo economico dell’intera provincia di Oristano;

AGGIUNTO che non risulta all’interrogante che la società abbia presentato alcuna richiesta di Valutazione di impatto ambientale, sia in sede regionale che in sede nazionale;

VALUTATO che la decisione di realizzare il parco eolico su un’area del demanio marittimo consente un iter autorizzativo estremamente semplificato, non implica il rispetto delle norme del Piano paesaggistico regionale e riduce al minimo le possibilità di intervento da parte dell’Amministrazione regionale, delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali;

SOTTOLINEATO che quella in oggetto non appare l’unica iniziativa nel territorio slegata dalla programmazione regionale e che si vuole realizzare senza il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale e delle comunità locali;


CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale agli Enti locali

affinché riferisca

  • Se quanto apparso oggi sulla stampa locale relativamente al progetto per la realizzazione di un parco eolico ‘off shore’ al largo delle coste di Is Arenas risponde al vero;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché sia valutata con assoluto rigore l’aderenza del progetto alla normativa paesaggistica, regionale o nazionale, cui è sottoposta l’area del demanio marittimo su cui il progetto dovrebbe essere realizzato;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, se necessario anche presso le autorità statali competenti, affinché il rilascio delle necessarie autorizzazioni per la realizzazione del progetto in oggetto sia preceduto dalla consultazione della popolazione locale e affinché l’iter autorizzativo del progetto avvenga con il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale e delle istituzioni locali.

32 commenti:

Fabrizio Reznor ha detto...

sono un oristanese,
e ho visto qualche impianto eolico nel mondo.
Li ho visti tutti in località dove ho fatto il turista (Copenaghen per esempio).
Inutile negarlo il panorama non è sicuramente il massimo ma se non altro si produce energia veramente pulita senza inquinamento.
Pensate, in Danimarca ci sono interi prati verdi con distese di pale eoliche e gli animali al pascolo.
Pensate invece alle campagne attorno alle nostre centrali: ,mangereste la cerne degli animali che ci pascolano.
Sviluppo sostenibile significa fare qualche sacrificio per il bene di tutta la collettività. Is arenas potrebbe essere una soluzione.rinunciamo a un pezzo di paesaggio per non avere emissioni nell'atmosfera.
Pensiamoci.

B4lill4 ha detto...

Fabrizio Renzor,
ma cosa vuol dire facciamo qualche sacrificio... hai presente cosa vorrebbe dire avere decine di chilometri di costa trasformati..? secondo te poi la centrale di conversione e smistamento dell'energia generata dove verrebbe creata..? in mare..? Perchè non pensiamo a creare parchi fotovoltaici in tutte le campagne e distese del campidano visto che la resa in sardegna supererebbe di oltre il 30% quella nazionale. Che esigenza è questa di voler precludere e interdire oltre 20 kmq alla navigazione, al transito, alla pesca o solo al gusto della naturalezza.. per andare all'isola di Mal di Ventre dobbiamo puntare alle baleari..?
Ragiona in termini di benefici marginali, non in termini di convenienza politica, perchè allora il danno sarebbe illimitato. Concludendo, in OLANDA tali strutture sono state create a 20 km dalle coste... Volete il parco eolico... in montagna.. ci sono 700Kmq di possibili zone ventose.. lo facessero li.
Il mare non si tocca...
Altro discorso sarebbero le turbine sottomarine... allora SI POTREBBE ragionare.
A presto

Anonimo ha detto...

Caro Sing Fabrizio reznor.Torna in danimarca e lascia girare altre cose in sardegna.

paolo onorato ha detto...

Qualsiasi soluzione, in qualsiasi paese o territorio non incontrerebbe il plauso delle popolazioni locali. Il nucleare? L'eolico? Il carbone? Il fotovoltaico? Meglio in un territorio lontano dal nostro direbbero le popolazioni locali.

Giuseppe ha detto...

Condivido il commento di B4lill4 e devo aggiungere e rimarcare che il nostro NO a quel parco eolico deriva soprattutto dal fatto che si tratta di un'area a forte valenza turistica per le bellezze naturali, ai confini di una area SIC e di fronte all'arco di Sarchittu monumento naturale dichiarato patrimonio dell'umanità, per terminare a nord oltre S. Caterina.
La Sardegna punta molto sul turismo con uno sfruttamento intelligente delle coste e sinceramente non mi sembra questo il modo migliore per valorizzarle.
NB non dimentichiamoci che dietro l'operazione (speculazione) finanziaria pare ci sia una società con un capitale sociale di APPENA 10'000 €, immaginiamo che garanzie potrà dare !!!!!!!
Io sono un convinto sostenitore dell'energia eolica ma non a QUALSIASI COSTO.
Questi signori, hanno aggirato tutte le competenze locali di comuni e regione, posizionando l'impianto in mare, subito fuori dalla loro giurisdizione e pare che abbiano già ottenuto il benestare del governo, l'unico avente titolo per il rilascio delle autorizzazioni.
Per concludere ricordiamoci che le aree della Danimarca e della Germania in cui sorgono impianti simili hanno una valenza naturalistica pressochè nulla.
Grazie dell'attenzione
Giuseppe

Fabrizio Reznor ha detto...

per rispondere a paolo onorato:mettiamoci in testa che se vogliamo l'energia qualche sacrificio dobbiamo farlo anche noi cosi come gli altri del resto.

Se si vuole fare il solare ben venga (ma qualcuno dirà che deturpa il paesaggio..) eolico in montagna:facciamolo, ma facciamo qualcosa di propositivo invece di dire sempre no.

per quanto riguarda anonimo: vai fare un giro in danimarca e nei paesi nordici (alcuni dei quali hanno pochi abitanti in più della sardegna) guarda come vivono, come conservano l'ambiente e come le popolazioni locali discutono civilmente delle cose che riguardano la loro esistenza. Poi credo che potrai esprimere un giudizio più sensato, da come scrivi il sospetto che la tua capacità di giudizio sia limitata è forte.

Fabrizio Reznor ha detto...

rispondo anche a giuseppe le cui affermazioni sono circostanziate:
Di quale turismo parliamo in quella costa? di quello delle seconde case affittate in nero? Di quello degli agriturismi fatti da albergatori improvvisati che ci mettono passione ma non competenza e che lavorano al massimo 3 mesi all'anno?L'unica struttura alberghiera che c'è in costa è l'hotel is arenas nato come lui sa dopo travagli durati anni ed è destinata a un pubblico abbastanza facoltoso.
Sullle autorizzazioni, ecc. non mi esprimo non sono competente.
Però sul turismo si, andiamo a vedere cosa farebbero all'estero con le dotazioni naturalistiche di quella costa: al minimo la stagione turistica durerebbe 6 mesi e tutti sarebbero veramente ricchi.

Andrea gmail ha detto...

Replico a Fabrizio
lo sai che con me tu sfondi una porta aperta in quanto come ho già scritto sono favorevole all'energia eolica ma è opportuno che i parchi eolici vengano regolamentati a livello nazionale, fissando dei criteri chiari almeno per quanto riguarda la tipologia, la potenza massima installabile, i siti nei quali poterli inserire.
In primo luogo è opportuno precisare che non è possibile sostituire tutte le centrali convenzionali attualmente in attività con centrali di energia alternativa in quanto la rete nazionale non può affidarsi a fonti "discontinue" quali sono quelle rinnovabili ma necessita di stabilità e questa viene garantita dalle grosse centrali convenzionali.
In secondo luogo è vero che non siamo in grado di sfruttare a pieno le risorse naturalistiche di cui disponiamo ma questa non può essere una giustificazione per deturparle in modo inaccettabile.
Inoltre una società per azioni che dispone di un capitale sociale irrisorio ha tutta l'aria di essere interessata più al contributo ed ai certificati verdi che alla produzione di energia e tanto meno allo smaltimento dell'impianto e al ripristino dei luoghi al termine della concessione.
Se la nostra costa fosse stata già compromessa da installazioni e infrastrutture impattanti quali ad esempio porti o impianti per allevamento ittico o altro io sarei stato il primo forse ad accettare questo sacrificio in termini di impatto ambientale al fine di un tornaconto in termini di energia pulita, ma non dimentichiamo che la nostra costa è ancora QUASI incontaminata, dobbiamo solo imparare a sfruttare al meglio questa immensa risorsa.
Ciao

eclos6.4 ha detto...

Caro Fabrizio il golfo di is Arenas è gia penalizzato da tempo dall'is Arenas golf e dall'e.r.s.a.t che chiuderebbero tutte le prospettive future, una centrale off shor nel nostro piccolo comune serebbe una mazzata per il futuro dei nostri figli che si vedrebbero il territorio costiero ancora rimasto mitragliato da centrali e tralicci dell'alta tensione con inevitabile inquinamento elettrostatico.
Caro amico oristanese, in Sardegna abbiamo già tantissime centrali eoliche alcune delle quali già inutili e abbandonate, vedi "monte Arci".
Aiutaci piuttosto a far si che certi scempi non vengano più costruiti e che il tramonto nel mare di is arenas rimanga per sempre uno spettacolo unico per tutti i SARDI.
Le centrali eoliche sono più che sufficenti.

Fabrizio Reznor ha detto...

caro eclos,
certo non è il massimo una distesa di ventilatori sul golfo...
ma è un modo pulito per produrre energia.
Sul monte arci non giudico perchè non so quanto al fatto che bisogna godere del golfo sono in linea di massima d'accordo con te.
Il fatto è che noi sardi dovremmo anche farlo godere ai turisti che devono pagare per vederlo esattamente come fa qualsiasi turista che paga per vedere delle meraviglie.
Se il golfo se lo godono i turisti e pagano per usufruire dei servizi che "insistono" (in primis una degna accoglienza) sul golfo siamo tutti più ricchi, anzi siete perchè oramai io non vivo più li.

Anonimo ha detto...

non si potrebbe fare un po piu a nord sotto la scogliera della zona etfas,tra su riu e la foce di foghe:non ci sono spiagge e sopratutto sarebbe un po nascusto dalla scogliera alta + o- 100 metri. by vigor

Anonimo ha detto...

NON ABBIAMO BISOGNO DI UNA FORESTA DI METALLO IN MEZZO AL MARE...NON POTREMO VEDERE PIU' LE TORRI SPAGNOLE CHE CARATTERIZZANO QUEL TRATTO DI COSTA...

Anonimo ha detto...

Perchè si deve scegliere un luogo che sta solo ora conquistando una fetta del mercato del turismo?

bent72 ha detto...

fabrizio tu mi paragoni le coste danesi con quelle della sardegna??? da un sardo non me l'aspetto una cosa del genere... è come paragonare la cioccolata con la m... scusa il paragone ma...
rironando al discorso turismo: a te non può piacere l'albergatore o il gestore di agriturismo improvvisato, ma come mai la gente qui continua a venire?? sarà perchè cerca qualcosa di "selvaggio"? di incontaminato?? il campo eolico ridurebbe a zero tutto questo per quale causa poi? per portare l'energia prodotta "in continente"... e anoi sardi, caproni come al solito, ci danno la collanina lucicante come faceva colombo appena sbarcato in america... non credere alle favole! eolico si ma nei modi e luoghi dovuti!!

Fabrizio Reznor ha detto...

caro bent dell'energia ne usufruiscono in continente e pure in sardegna per cui la tua questione è posta male.
per quanto riguarda il turismo la gente viene è vero ma per poco e poi va via e sopratutto sono turisti da seconde case come si può tranquillamente verificare.Case per l gran parte affiittate in nero come tutti sanno. Quei turisti fanno la spesa al supermercato cosi come i camperisti.ecco ciò che lasciano i turisti in sardegna. Quanto agli agriturismi ribadisco ciò che ho detto.volontà e cortesia (abbondanti) non mancano, ma non bastano per allungare la stagione che è al massimo di due mesi.un pò pochino sopratutto se confrontata con altri luoghi di altri paesi.

bent72 ha detto...

LUNEDI 28 SETTEMBRE
ORE 17,30
PRESSO IL CENTRO SERVIZI DI SANTA CATERINA

ASSEMBLEA POPOLARE

Anonimo ha detto...

Ma quale area a forte valenza turistica! A Is Arenas a ferragosto ci saranno state 20 persone! negli altri giorni 4 o 5. Andate a vedere i bivacchi e i fuochi da campo che fanno nelle aree marine protette (Is Aruttas, Maimoni). E siamo stanchi di vedere i nostri figli scappare in continente per trovare miseri lavori! Noi ci siamo spaccati la schiena in miniera respirando polvere e loro vogliono impedire qualsiasi investimento per mantenere l'oristanese nella miseria.
Ricordatevi poi che è stato Soru a bloccare anche i campi fotovoltaici a terra.

Anonimo ha detto...

Condivido assolutamente un parco eolico, è il futuro per una energia pulita, ma perchè su una delle più belle coste della Sardegna? Perchè non metterle a una distanza tale ( dopo l'orizzonte ) che non pregiudichi l'occhio e l'anima di chi ama posti ancora ...parzialmente incontaminati ? La scelta di avere un fondale basso per installare le famigierate turbine è dovuto solamente a un'aspetto economico di privati e non per un ritorno alla collettività. Allora se di speculazione si tratta, la facciano a Rimini dove i fondali non sono così profondi come i nostri. Senza poi contare che se questo è solo l'inizio quante coste verranno devastate ?

bent72 ha detto...

fabrizio informati.... la sardegna ha già un surplus di energia che va già in continente!!! Cosa serve produrne altra qui se poi viene anch'essa utilizzata altrove...
E' solo speculazione di chi vuol fare questi campi... ancora non l'avete capito!!! come non avete capito e ve lo scrivo in grande NON E' UNA LOTTA CONTRO L'EOLICO IN GENERALE, E' UNA LOTTA CONTRO L'EOLICO IN UNO DEGLIA ANGOLI PIU' SUGGESTIVI ED INCONTAMINATI DELLA SARDEGNA!! se non lo capite vi faccio il disegnino!!
Per quanto rigurada l'anonimo che scrive che i nostri figli scappano in continente per lavoro...tu sei uno di quelli che se gli dicono che l'asino vola ci crede..tu pensi che una struttura del genere dia lavoro ai sardi??? non mi risulta che in sardegna ci siano aziende specializzate nella costruzione di parchi eolici... tutte quelle che sono già presenti nell'entroterra hanno avuto soo ed esclusivamente manovalanza continentale...e tra l'altro, ti riferisci a ferragosto che c'erano 20 persone, e quindi??? se ate non piace faghe una cosa: abbarradighe in domo tua...

bent72 ha detto...

ahh dimenticavo... parli di is aruttas e maimoni... forse non hai capito che dopo is arenas tocca anche a quelle coste.... parlate con cognizione di causa ed informatevi prima...

Mar2Pir ha detto...

Gentile Fabrizio Reznor,
hai ragione,nei paesi nordici si son talmente riempiti di rumorosi "mulini a Vento" da essersi ingegnati a realizzare e brevettare proggetti per pale 5-6 volte più potenti delle obsolete in oggetto, da collocare oltre la sky-line, quindi non visibile dalla costa, queste nuove "macchine" sono galleggianti in maniera autonoma ed ancorate al fondo su 3 punti fissi, hanno la capacità di di inclinarsi sotto le forti raffiche di vento, riducendo così l'usura precoce dei rotori,(cosa che ne compremetterebbe l'utilizzo e limiterebbe l'inquinamento acustico).
Riguardo al n° di ombrelloni posizionati ad Is Arenas, forse era l'ora di pranzo e forse erano tutti di turisti Danesi o di quei paesi, io ci passo spesso e ne conto molti di più, non passo spesso,invece lungo le spiagge Danesi per apprezzare quante persone si dedicano all'elioterapia
Personalmente confido nel fatto che il turismo quì arriverà, in ritardo certamente, rispetto a Rimini, Riccione o Cesenatico, ma certamente sarà più apprezzabile per qualità.Siamo "bambini tardivi", ma abbiamo il diritto di crescere !!!

bent72 ha detto...

Mar2Pir ha detto...


grande!!!! intervento più che giusto e di persona informata!!!

bent72 ha detto...

DOMENICA ORE 10,00 MANIFESTAZIONE CONTRO L'EOLICO AD IS ARENAS. RADUNO PRESSO IL CHIOSCO DI BASTIANO (si arriva costeggiando il camping le dune, poco prima dell'ingresso di torre del pozzo)

Martedì 6 ottobre manifestazione a cagliari sotto i palzzi della regione a partire dalle 10,30

Fabrizio Reznor ha detto...

Caro mar2pir
mai parlato di turismo di rimini.
ci sono infiniti modi di intendere il turismo e quello di rimini è uno dei tanti e non mi piace.
Ce ne sono di tanti positivi invece, quello di is arenas è un turismo da seconde case in nero il più delle volte costruite in modo raccogliticcio a putzu idu e dintorni e a due metri dalla spiaggia e sanate con i vari condoni.
Forse chi lo difende vive così, del nero appunto oppure vive degli agriturismi ma per due mesi all'anno, te ne concedo tre.
tu dici che le pale sono obsolete, non me ne intendo mi fido di te.dai un occhiata all'intervista su l'unione oggi, qualche dubbio in effetti viene anche a me.
Io contesto la sollevazione contro le pale e invece appoggio le persone che vogliono ragionare su questa cosa. tutto qui,Non mi piacciono i divieti assoluti e gli integralisti del verde a tutti costi e dell'industrializzazione a tutti i costi.entrambe le visioni hanno provocato un sacco di danni a questo sgangherato paese e pure alla nostra regione.

motorpsycho ha detto...

fabrizio mi spieghi cosa c'entrano 80 pale eoliche da 100mt con le seconde case in nero etc etc... quello è un'altro problema ma se vuoi discuterne ti apri un'altro blog e ne parli, oppure vai dalla guardia di finanza...
In secondo luogo se ti riferisci all'intervista sull'unione a rizzi a me la prioma cosa che mi è venuta da pensare è che ci stava pure prendendo per i fondelli, e che pensa che i sardi abbiano ancora l'anello al naso...io e i 3000 che erano ieri ad is arenas dubbi non ne abbiamo....penso che la coesione dimostrata ieri sia una risposta più che sufficiente a tutti i tuoi interrogativi.

Anonimo ha detto...

VI LASCIO UN POST TRATTO DAL SITO FACEBOOK: “DIFENDIAMO LA NOSTRA COSTA TUTTI INSIEME!!!” CHE DOVREBBE FARCI RIFLETTERE
Argomento: Riflessioni di Don Chisciotte
Maria Elisa Trogu ha scrittoil 2 ottobre 2009 alle 11.25
Vi lascio una riflessione da parte di Don Chisciotte.

RIFLESSIONI DI DON CHISCIOTTE

NELL'IMMAGINE DEL TRAMONTO DEL MARE DI IS ARENAS C'E' IL PARCO EOLICO.
IL PARCO EOLICO RAPPRESENTA IL TRAMONTO DI UN POPOLO CHE DISORIENTATO HA PERSO L'IDENTITA'.

Nei paesi vicini a Salto di Quirra, le sorgenti sono avvelenate, nascono persone e animali deformi, ad agosto testano le armi più micidiali esistenti nel nostro pianeta.
Salto di Quirra si trova a 200 km c/a da Is Arenas, troppo lontano per poter creare un comitato permanente contro quella base. Quasi il problema non ci tocca .... 200 km!

A Porto Vesme Sarroch, c'è la media di un malato di cancro a famiglia, dovuto all'inquinamento dell'industria. Sarroch dista c/a 130 km da noi, ancora troppo lontano per capire il problema!

Porto Torres, industria meravigliosa ha rovinato tutta l'area di Stintino, e tutta la costa con gli scarichi avvelenati. A Porto Torres ci andiamo anche....per prendere la nave...ogni tanto, ma non è qui, quei veleni sono lì a 100 km circa...ancora troppo lontani.

Nel mio paese c'è una torre vodafone, c'è un asilo vicino, case abitate, dicono che procuri danni al sistema nervoso e al sangue...però adesso il cellulare prende bene, e poi quella torre si trova ancora lontana … a c/a 200 mt.

C'è anche Ottana, l'industria nel paese delle maschere, il fiore all'occhiello della sinistra e dei sindacati....classe operaia, scioperi, cantautori...e il veleno? Forse non ce n'è.

Poi c'è Furtei al cianuro, i pesci di Teulada al metallo e il vino di Sant'Antioco al piombo, le navi di dubbia immondezza di Napoli e altro ancora.

Tutti siti troppo lontani, lontani non nello spazio, ma lontani nella mente, catastrofi lontane della nostra coscienza. Una coscienza egocentrica costruita su struttura labile di un popolo che ha perso l'identità, un popolo che è pronto a battersi per un qualcosa che può infastidirlo personalmente, direttamente, un popolo in balia delle onde e del vento.

FA GIRARE LE PALE SOLO A PENSARCI.

Fabrizio Reznor ha detto...

caro motorpsyco ti consiglio di leggere i post precedenti che ho scritto e quelli in risposta.
da li capisci qual'è la relazione fra turismo e le pale.
Io ho sollevato il tema delle pale.
Sul turismo ho dato solo risposte a chi argomentava.
sull'intervista all'unione sono sostanzialmente d'accordo con te

paolo onorato ha detto...

Per rispondere a Fabrizio Reznor, credo tu non abbia capito che ti davo ragione, mi limitavo solamente a dire che qualsiasi impianto non troverebbe approvazione nelle popolazioni locali, tuttavia qualche sacrificio è utile farlo specie se non si vuole incorrere in qualche sorpresa piu' sgradevole in un prossimo futuro, mi spiego meglio:
Avete idea di quali costi debba sostenere una società che si propone di impiantare un parco eolico in mezzo al mare? Quanto costi il trasporto delle torri e il loro posizionamento con pontoni ciclopici? La posa in opera avverra' a mezzo basamenti in calcestruzzo oppure con ancoraggi sul fondo? L'impianto in mare ha dei costi superiori rispetto alla terraferma; inoltre, quanto tempo impiegherà la Società ad ammortizzare i costi di costruzione? Come mai la scelta di questo sito? Queste ed altre sarebbero le domande da formulare ancor prima di dire no a priori, infatti credo che qualcuno stia ottendo il risultato che si era prefissato ossia sollevare un polverone con tanto di sollevazione popolare contro chi deturpa il paesaggio di Is Arenas, successivamente i "capoccia" accorderanno le richieste delle popolazioni locali per preservare il paesaggio.......... ma piu' quando si dovrà costruire una centrale n............ che non deturperà il paesaggio, non infastidirà l'occhio del turista......... beh, allora ci diranno " vi abbiamo gia accontentati sull'eolico..... o meglio in politichese " abbiamo accolto le vostre richieste, ci siamo dimostrati sensibili ai problemi delle popolazioni locali, ora non rompete i c......" per concludere credo che Is arenas sia uno specchio per le allodole.

Anonimo ha detto...

È triste il Paese dove la Politica rinuncia al suo ruolo di analisi, valutazione e sintesi per inseguire forme di populismo adottando metodi da caccia alle streghe.
È molto triste il Paese dove la politica stila regole e norme che ritiene valide fino a quando non toccano interessi 'particulari' che siano o meno fondati e legittimi poco importa. Allora le regole sono sbagliate! (anche se le hanno fatte i miei amici), le regole me le faccio IO, alla bisogna! Tanto non IO sono tenuto a rispettarle.
E, poi, accuso gli altri, i 'nemici' che IO ho individuato, senza bisogno che abbiano commesso illegalità o sgarbi nei miei confronti; perchè mi servono nemici nella mia pochezza, come farei altrimenti a vedermi 'potente'?
E, allora, DALLI ALL'UNTORE.
Intanto nel mondo intorno a me: cambiamenti climatici, economia in crisi, mancanza di lavoro, prima o poi anche di energia.
Ma questa è un'altra storia; e poi posso sempre fare qualche dichiarazione ai media prima dell'aperitivo.
OP(e)S!!! (ma non ero di sinistra?)

Anonimo ha detto...

p.s. 1 - a Rimini gli stabilimenti balneari sono nati nel 1870 (milleottocentosettanta). Magari tra qualche anno ci saranno anche da noi.
p.s. 2 - SCIP2, società per la 'cartolizzazione' degli immobili dello stato italiano è stata costituita in Lussemburgo con un capitale di 20 milioni di vecchie lire.

motorpsycho ha detto...

qua si continua a fare confusione e ad avere poca informazione... caro ANONIMO, ripetiamo per l'ennesima volta che la "rivolta" popolare contro il campo eolico ad is arenas (lo dice la frase , AD IS ARENAS) non è una rivolta contro le energie alternative...

ben venagno le energie alternative!!! ma non in posti dove l'AMBIENTE REGNA!!!

aprite la zucca giusto quel tanto che basta per capire questo semplice concetto!!!

Anonimo ha detto...

Quanti turisti verrebbero nelle spiagge oristanesi dopo la costruzione delle pale? Non credo molti, e non credo che ci andrò più nemmeno io.