mercoledì, maggio 23, 2007

La verità sul nuovo campus universitario di Cagliari

Qual è l’operazione che si cela dietro il nuovo campus universitario che dovrebbe sorgere nell’area nota come ‘ex Sem’, nella città di Cagliari? I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Regione, Renato Soru, e all’Assessore regionale alla Pubblica istruzione, Carlo Mannoni, per cercare di fare chiarezza.

La costruzione del campus è stata sbloccata con il maxi-collegato alla finanziaria dello scorso anno, L.R. 4/2006, il quale, oltre a stanziare complessivamente 17 milioni e mezzo di Euro per finanziare l’opera (che dovrà garantire almeno mille posti letto), prevede il trasferimento all’Ersu di immobili regionali fino a un valore di 8 milioni di Euro, da dismettere per integrare lo stanziamento della Regione. Il passo successivo si è avuto con la delibera 38/4 del 19 settembre scorso, che ha disposto il trasferimento all’Ersu di sette immobili siti nella città di Cagliari, che oggi ospitano uffici regionali, per un valore complessivo prossimo a 8 milioni di Euro, stabilendo però che l’Ente ne entrerà in possesso solamente quando saranno state costruite nuove sedi in cui ospitare gli uffici regionali.

L’ultimo atto, per ora, è la delibera 16/8 del 24 aprile scorso, con cui la Giunta detta le direttive necessarie alla realizzazione del progetto di massima elaborato dall’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha. Nella delibera, l’esecutivo riconosce che il progetto eccede, per dimensioni e costi di realizzazione, gli standard fissati dal contratto già in essere tra la Regione e la ditta privata che dovrà eseguire i lavori (che è anche l’attuale titolare dell’area), ma riferisce che sono giunte dall’Ersu rassicurazioni sul fatto che l’opera potrà essere realizzata senza un ulteriore stanziamento di fondi regionali. Nella delibera, la Giunta dà mandato all’Ente di procedere all’acquisizione dell’area, alle dismissioni immobiliari necessarie a finanziare l’acquisizione e quindi all’esecuzione dei lavori.

Diana e Liori fanno notare che “analoghi progetti presentati in passato” relativamente alla realizzazione di campus universitari nell’area ‘ex Sem’ “sono stati respinti nonostante venissero proposti un numero inferiore di posti letto e standard dimensionali notevolmente inferiori”, che “non risulta che il Comune di Cagliari abbia provveduto ad apportare al proprio Piano urbanistico comunale le variazioni necessarie a consentire la realizzazione dell’opera” e che “non è pertanto possibile individuare alcuna ragione per cui la Regione debba, nella fase attuale, deliberare la realizzazione dell’opera, della quale manca ancora la progettazione esecutiva e che non potrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche dal Comune di Cagliari”.

Relativamente alle dismissioni, invece, i due consiglieri sottolineano che l’incremento degli standard dimensionali e finanziari dell’opera fa sì che “il valore complessivo degli immobili di cui si è disposto il trasferimento nel settembre del 2006 non sia sufficiente a garantire la copertura finanziaria dell’opera, dal momento che all’adozione della delibera la Giunta regionale non poteva prevedere che, diversi mesi più tardi, avrebbe adottato un progetto di massima comportante maggiori oneri” e che l’esecutivo, nell’emanare le disposizioni per la realizzazione del progetto, “non indica esplicitamente quali siano gli immobili che l’Ersu dovrebbe dismettere al fine di garantire la copertura finanziaria”.

Diana e Liori chiedono dunque di sapere “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di procedere alla realizzazione del progetto nonostante questo ecceda gli standard dimensionali precedentemente previsti dalla Regione anziché chiedere una rettifica dello stesso o affidare la realizzazione di un nuovo progetto”, “quale è l’esatto importo previsto per l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e per la realizzazione dell’opera” e “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover deliberare sin da ora di dare mandato all’Ersu affinché proceda alla realizzazione, nonostante non esista ancora un progetto esecutivo e soprattutto nonostante la destinazione urbanistica dell’area interessata non consenta la realizzazione”.

I due consiglieri chiedono inoltre di sapere “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dare mandato all’Ersu di procedere alla dismissione di beni propri al fine di garantire la copertura finanziaria di un’opera che, allo stato attuale, non può ancora essere realizzata”, “quali sono i beni immobili oggetto della dismissione, quale è il loro valore e se sono già di proprietà dell’Ersu o devono essere trasferiti dalla Regione”, “se si prevede uno scambio con il soggetto esecutore dei lavori, con conseguente cessione degli immobili da dismettere al medesimo soggetto, o se gli immobili saranno ceduti a terzi affinché il ricavato venga utilizzato per dare copertura finanziaria all’opera”. Per completezza, si rammenta che l’Ente è proprietario di immobili prestigiosi nella città di Cagliari, come l’ex Hotel Moderno di via Roma, oggi adibito a Casa dello Studente.

Diana e Liori chiedono inoltre, “nel caso in cui gli immobili siano stati sottoposti a valutazione più di una volta negli ultimi tre anni, quando sono state effettuate tali valutazioni e con quali esiti”, al fine di verificare l’infondatezza delle voci secondo cui esisterebbero più valutazioni degli immobili da dismettere, i quali nel giro di poche settimane sarebbero stati pesantemente svalutati. Infine, nell’interrogazione si chiede di trasmettere tutti gli atti relativi al progetto per il campus universitario e alle dismissioni, nonché di annullare la delibera dell’aprile scorso, rigettando il progetto del prof. Mendes da Rocha in quanto non compatibile con gli standard dimensionali e finanziari prefissati, di disporre una nuova progettazione e di richiedere, nel contempo, che il Comune di Cagliari provveda alle varianti urbanistiche necessarie alla realizzazione del campus nell’area ‘ex Sem’.



INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, avente per oggetto “Legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, articolo 25. Disposizioni urgenti per il potenziamento delle strutture residenziali dell’Ersu di Cagliari. Direttive.”


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • L’art. 25, comma 1, della L.R. 11 maggio 2006, n. 4, stanzia la somma complessiva di 17.500.000 Euro, finalizzata all’acquisto dell’area nota come ‘ex Sem’, nella città di Cagliari, e alla realizzazione di un campus universitario di almeno mille posti letto;

  • Con Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, la Giunta regionale ha emanato le direttive necessarie alla definizione degli atti propedeutici alla realizzazione del progetto di massima elaborato dall’architetto prof. Paulo Mendes da Rocha, brasiliano, di cui nella medesima delibera si legge “vincitore del Premio Pritzker 2006”;

  • Tale progetto eccede, per dimensioni e costi di realizzazione, quanto esplicitamente indicato nel contratto stipulato con il soggetto esecutore dei lavori in data 27 luglio 2006, ma la Giunta regionale ha deciso di disporne comunque la realizzazione anche alla luce delle rassicurazioni ricevute dall’Ersu, secondo cui non si rende necessario un ulteriore stanziamento di fondi regionali per garantire la copertura finanziaria dell’opera;


CONSIDERATO che

  • Analoghi progetti presentati in passato dai soggetti privati che si sono succeduti nella proprietà dell’area sono stati respinti nonostante venissero proposti un numero inferiore di posti letto e standard dimensionali notevolmente inferiori a quelli del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha;

  • A tutt’oggi, non risulta che il Comune di Cagliari abbia provveduto ad apportare al proprio Piano urbanistico comunale le variazioni necessarie a consentire la realizzazione dell’opera;

  • Non è pertanto possibile individuare alcuna ragione per cui la Regione debba, nella fase attuale, deliberare la realizzazione dell’opera, della quale manca ancora la progettazione esecutiva e che non potrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche dal Comune di Cagliari;


VALUTATO che

  • Con Del. n. 38/4 del 19 settembre 2006, la Regione ha disposto di trasferire all’Ersu sette immobili siti nella città di Cagliari, per un valore complessivo di 7.926.946 Euro, al fine di consentire l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e la realizzazione del campus universitario;

  • Gli immobili, tuttavia, saranno trasferiti all’Ersu unicamente una volta realizzate le nuove sedi degli uffici regionali che oggi vi sono ospitati e comunque non oltre trenta mesi dalla data di adozione della delibera;

  • A tutt’oggi, le nuove sedi di cui sopra non sono state realizzate, né sono trascorsi trenta mesi dalla data di adozione della delibera, pertanto si deve presumere che gli immobili siano tuttora di proprietà della Regione e che non possano essere dismessi dall’Ersu;

  • Per effetto degli incrementati standard dimensionali dell’opera da realizzare, si può inoltre presumere che il valore complessivo degli immobili di cui si è disposto il trasferimento nel settembre del 2006 non sia sufficiente a garantire la copertura finanziaria dell’opera, dal momento che all’adozione della delibera la Giunta regionale non poteva prevedere che, diversi mesi più tardi, avrebbe adottato un progetto di massima comportante maggiori oneri;

  • La Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007 non indica esplicitamente quali siano gli immobili che l’Ersu dovrebbe dismettere al fine di garantire la copertura finanziaria dell’opera;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale alla Pubblica istruzione

affinché riferiscano

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di procedere alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha nonostante questo ecceda gli standard dimensionali precedentemente previsti dalla Regione anziché chiedere una rettifica dello stesso o affidare la realizzazione di un nuovo progetto, coerente con gli standard prefissati, eventualmente a un diverso architetto;

  • Quale è l’esatto importo previsto per l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e per la realizzazione dell’opera così come progettata dal prof. Mendes da Rocha;

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover deliberare sin da ora di dare mandato all’Ersu affinché proceda alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha, nonostante non esista ancora un progetto esecutivo e soprattutto nonostante la destinazione urbanistica dell’area interessata non consenta la sua realizzazione;

  • Per quali ragioni, alla luce di quanto testé esposto, la Giunta regionale ha ritenuto di dare mandato all’Ersu di procedere alla dismissione di beni propri al fine di garantire la copertura finanziaria di un’opera che, allo stato attuale, non può ancora essere realizzata;

  • Quali sono i beni immobili oggetto della dismissione finalizzata a dare copertura finanziaria all’opera, quale è il loro valore e se sono già di proprietà dell’Ersu o devono essere trasferiti dalla Regione;

  • Se si prevede uno scambio con il soggetto esecutore dei lavori, con conseguente cessione degli immobili da dismettere al medesimo soggetto, o se gli immobili saranno ceduti a terzi affinché il ricavato venga utilizzato per dare copertura finanziaria all’opera;

  • Nel caso in cui gli immobili siano stati sottoposti a valutazione più di una volta negli ultimi tre anni, quando sono state effettuate tali valutazioni e con quali esiti;

  • Di trasmettere tutti gli atti relativi al progetto per la realizzazione del campus universitario nell’area ‘ex Sem’ e alla dismissione di immobili regionali finalizzata a garantire la copertura finanziaria dell’opera, compresi gli atti relativi alla valutazione degli immobili;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di revocare la Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, di deliberare la non conformità del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha con gli standard dimensionali prefissati, di disporre l’elaborazione di un nuovo progetto di massima e, nel contempo, di richiedere al Comune di Cagliari la variazione del proprio Piano urbanistico comunale necessaria alla realizzazione del campus universitario nell’area ‘ex Sem’.


lunedì, maggio 21, 2007

La Dirindin va in campagna (elettorale) e la finanziaria può aspettare

“Dopo quattro mesi di esercizio provvisorio di bilancio e venti giorni di spesa regionale bloccata, ci mancava pure questo: l’assessora Dirindin deve seguire la ministra Turco nel suo tour elettorale in vista delle amministrative della prossima fine settimana, perciò non può essere presente in Consiglio regionale per la discussione dell’articolo 31 della finanziaria, che viene così rinviato”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, all’assenza dell’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, dal Consiglio regionale in occasione della visita in Sardegna della Ministra della Sanità, Livia Turco. “L’Assessora ha preso alla lettera quanto detto stamani a Cagliari dalla Ministra, che ha paragonato la nuova struttura psichiatrica di Villa Clara a quella di Collegno, e ha subito vestito i panni del celeberrimo smemorato, dimenticandosi di presentarsi in Aula.”

“Ciò che è accaduto questa sera dimostra quanto il centrosinistra ha a cuore il futuro della Sardegna”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Tanto a cuore da abbandonare al suo destino una manovra di bilancio che ha già accumulato un ritardo da record, piegando i lavori dell’Assemblea alle proprie esigenze politiche contingenti e disponendone il blocco per poter seguire la propria campagna elettorale. Se proprio ci tiene a che le elezioni amministrative non si trasformino in una memorabile disfatta per la sua coalizione, però, la Dirindin farebbe bene a restare in Aula per cercare di dare delle risposte ai problemi dei sardi, anziché esibirsi in passerelle in giro per l’Isola al fianco del ministro di turno, perché questo è ciò di cui gli elettori hanno bisogno. Se ancora il centrosinistra non lo ha capito, lo capirà a sue spese tra pochi giorni”.

venerdì, maggio 18, 2007

Discussione generale sull’art. 20 della legge finanziaria – Sintesi dell’intervento dell’on. Diana

Non sarò tenero con lei, assessore Foddis. Non posso esserlo dal punto di vista politico perché questo articolo non fa altro che dimostrare l’inconsistente capacità che la Giunta ha avuto fin dall’inizio di mettere mano ai problemi del comparto agricolo. L’articolo non ci dà nessuna possibilità di capire quale attenzione possa avere questa maggioranza nei confronti dell’agricoltura. C’è un’attenzione particolare ed è quella nei confronti della cooperazione. Certo l’Assessore risente della sua appartenenza a un comparto che lo ha visto a lungo protagonista, ma si è dimenticato che le sue origini sono nel mondo dell’impresa.

L’articolo è infarcito di interventi che non risolvono i problemi atavici dell’agricoltura ma cercano solo di dare sollievo al mondo della cooperazione, per giunta peggiorando la situazione. Lei, Assessore, è stato bravissimo a guidare una delle più grandi cooperative del Mediterraneo, ma oggi risente ancora di questo. La 3A di Arborea è una grande realtà, la più grande nelle filiere agroalimentari della Sardegna, e rischia di scomparire se non si mette mano all’intero comparto. La 3A si è appropriata in esclusiva del comparto del latte bovino, mettendo in difficoltà soprattutto chi già vi operava.

La crisi che attanaglia la 3A è evidente. La superproduzione, l’inquinamento, il prezzo del latte, mettono a rischio quello che era il fiore all’occhiello dell’agricoltura sarda. Ci risulta che la 3A stia vendendo sotto costo milioni di litri di latte. Se fosse vero, sarebbe un danno grossissimo e non troverebbero giustificazione le risorse che la Regione, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione, le sta concedendo. La crisi esiste e coinvolge anche il comparto ovicaprino. Gli industriali sono accusati di guadagnare troppo e le cooperative si lamentano perché guadagnano troppo poco. Ci deve essere qualcosa che non va, perché il prodotto è lo stesso. Non si capisce perché ci sia necessità di intervenire con disparità in un comparto piuttosto che in un altro.

Per troppo tempo ci siamo vestiti dei nostri cinquemila anni di storia. Oggi non vediamo uno sbocco per il mondo agricolo. L’agricoltura scende in piazza e in questa finanziaria non si danno risposte. Il Piano di sviluppo rurale è ancora da venire, nel Programma regionale di sviluppo mancano le schede illustrative, quindi non avremo la possibilità di decidere proprio un bel niente. Credo si stia manifestando un grande fallimento.

Ho l’obbligo di dire queste cose, perché sono un consigliere regionale, perché rappresento il mio territorio e perché ho a cuore la realtà di Arborea, che sta andando a carte quarantotto a causa di una pessima gestione del prodotto primario. Assessore, lei sa benissimo che la 3A è in superproduzione, che è costretta a ritirare il latte dal mercato e che c’è anche una quota che, per evitare le multe dell’Unione europea, i produttori non conferiscono alla cooperativa e non si sa quale fine faccia. Molto meglio sarebbe fare una programmazione seria, stabilire delle quote di produzione e un quantitativo massimo di capi che il comparto può sopportare, piuttosto che rischiare il collasso di tutte le aziende agricole di Arborea.

La riforma della Giunta? Per Soru è meglio a pezzi

“Con il blitz odierno, il governatore Renato Soru ha ipotecato, senza troppi clamori, una parte della futura riforma della Giunta regionale. Con due commi della legge finanziaria, uno proposto nel testo originario del disegno di legge e uno introdotto con un emendamento, sono state riscritte le funzioni di ben quattro assessorati: quello all’Agricoltura, che ha acquisito le competenze sulla pesca, quello all’Ambiente, che le ha perse, quello all’Urbanistica, che ha assunto la delega relativa alla tutela del paesaggio, e quello alla Pubblica istruzione, che l’ha persa. Il tutto, senza che né il governatore, né alcuno degli assessori interessati dalla pseudo-riforma, né alcun consigliere di maggioranza, si sentisse in dovere di fornire al Consiglio regionale delle motivazioni o, quantomeno, di dichiarare pubblicamente il suo entusiastico assenso”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, ai due commi della finanziaria regionale approvati stamani, che di fatto anticipano la riforma della L.R. 1/1977 ridefinendo le deleghe in capo agli assessorati.

“Quali siano le ragioni di tanta fretta da parte del governatore e di tanto silenzio da parte della maggioranza, è un mistero. I sardi, però, hanno il diritto di saperlo”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Perché l’assessore Massimo Dadea che, oltre ad essere titolare ad interim delle deleghe relative a Programmazione e Bilancio, è anche Assessore alle Riforme, non ha sentito il dovere di spiegare all’Aula perché tali modifiche non possono aspettare la riforma della Giunta, araba fenice evocata sin dall’inizio della legislatura ma di cui ancora non esiste alcuna traccia concreta? Forse Soru vuole evitare di dover discutere con i suoi alleati, sempre meno inclini a piegarsi ai suoi voleri, i contenuti della proposta complessiva? Intanto, si va avanti con una riforma fatta a pezzi, con tutta la confusione che ne deriverà per i cittadini e con le umiliazioni che si continuano ad accumulare sulle spalle degli assessori, trattati come pedine che il governatore-demiurgo muove sulla scacchiera a suo totale piacimento”.

Cagliari, 16 maggio 2007

Abbanoa, dalle elargizioni allo scandalo

“Con la proposta incrementare ulteriormente lo stanziamento da assegnare ai Comuni che ancora non sono entrati nella compagine sociale di Abbanoa affinché acquistino azioni del gestore unico, si passa da una discutibile elargizione a un vero e proprio scandalo”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a quanto sta accadendo nell’aula del Consiglio regionale durante l’esame dell’articolo 12 della finanziaria regionale.

“Oltre a costituire un mezzo spericolato per ripianare i debiti di una società nata sull’orlo del fallimento a causa dei suoi difetti strutturali, lo stanziamento di 20 o più milioni di euro innescherà una guerra tra i Comuni sardi, perché gli enti locali che hanno attinto dai loro non certo floridi bilanci le risorse per diventare soci del gestore unico non potranno accettare che sia la Regione a farsi carico di pagare l’ingresso nella società dei Comuni che hanno resistito fino ad oggi”, proseguono Diana e Liori.

“Per questo”, concludono i due consiglieri, “reputiamo inaccettabile che la maggioranza abbia rigettato l’emendamento del gruppo di Alleanza Nazionale che proponeva di abrogare il comma in questione. Il governatore Renato Soru deve stare attento a non pensare di aver risolto così i problemi di Abbanoa: la ricapitalizzazione ‘mascherata’ approvata con la finanziaria non potrà essere ripetuta negli anni a venire, quando la società continuerà a fabbricare debiti con il ritmo attuale. L’adozione di misure strutturali per risanare il deficit e migliorare la qualità del servizio, oggi disastrosa, è ineluttabile. Il rifiuto di una proposta come la nostra, dettata unicamente dal buon senso, va in direzione diametralmente opposta”.

Cagliari, 15 maggio 2007

La maggioranza abbandona Soru nella guerra contro i dipendenti regionali

“L’approvazione a scrutinio segreto dell’emendamento alla legge finanziaria che sopprime l’odioso ‘pensionamento coatto’ di una parte dei dipendenti regionali è un importante segnale politico: la maggioranza non condivide la guerra intrapresa dal governatore Renato Soru contro il personale della Regione e ha deciso di negare il proprio supporto a un’operazione destinata a incrementare esponenzialmente lo spreco di denaro pubblico e l’inefficienza della macchina burocratica”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, all’approvazione dell’emendamento che sopprime le lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 6 della finanziaria regionale.

“Il presidente Renato Soru non ha più una maggioranza”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Soprattutto, non ha una maggioranza che lo segua nel suo progetto per distruggere la macchina amministrativa regionale, rimpiazzandone i dipendenti con costosi consulenti selezionati con criteri clientelari o magari facendo entrare dalla porta di servizio nell’organico della Regione il personale delle ditte esterne che collaborano con l’amministrazione, ovviamente senza concorso. Con il voto segreto di questa mattina, il Consiglio regionale, centrosinistra compreso, ha sancito il fallimento di tale progetto. Auspichiamo che analoghi sussulti di orgoglio da parte della maggioranza possano giungere su altri commi dell’articolo 6 della manovra di bilancio, come quello che raddoppia l’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione (proprio quel Presidente della Regione che diceva di non volere maggiordomi) e quello che scioglie tutti gli uffici ausiliari di direzione politica, tranne ovviamente l’ufficio stampa del governatore, altra generosa fabbrica di consulenze”.

Cagliari, 10 maggio 2007

Banco di Sardegna, la lottizzazione c’è e si vede

“La prevedibile decisione del professor Luigi Guiso dimostra che il centrodestra ha colto nel segno con la denuncia lanciata due giorni fa in Consiglio regionale in merito alla lottizzazione operata sui vertici del Banco di Sardegna”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla notizia della rinuncia del prof. Guiso alla presidenza del consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna. “Ben venga, dunque, la decisione del presidente designato, che consente di fare chiarezza su una spericolata operazione finalizzata a sottrarre il Banco di Sardegna al controllo dei sardi”.

“Quella che ha portato alla designazione del prof. Guiso è un’operazione pensata e portata avanti dai massimi vertici della Regione di concerto con le segreterie nazionali dei partiti”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Lo dimostra il fatto che la maggioranza ha accettato la proposta, avanzata dal centrodestra, di convocare i vertici della Fondazione Banco di Sardegna e della Banca popolare dell’Emilia Romagna in audizione in Commissione Bilancio: evidentemente, sia i consiglieri regionali che le dirigenze sarde dei partiti del centrosinistra erano all’oscuro di quanto è stato deciso altrove sopra le loro teste. Confermiamo pertanto la nostra richiesta di coinvolgere il Consiglio regionale, tramite la Commissione Bilancio, affinché l’istituzione rappresentativa di tutto il popolo sardo non sia tenuta all’oscuro per quanto riguarda decisioni che hanno forti ripercussioni sull’economia isolana e che pertanto devono essere prese alla luce del sole e non in sede riservata, magari lontano dall’Isola”.

Cagliari, 9 maggio 2007

Nuoro isolata dal trasporto pubblico regionale

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione all’Assessore ai Trasporti, Sandro Broccia, affinché la Regione affronti il problema dell’“incresciosa” carenza di collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri tra le città di Cagliari e Nuoro. Le autolinee Arst e Fds effettuano, complessivamente, due corse giornaliere sulla tratta Cagliari-Nuoro e tre sulla tratta Nuoro-Cagliari. Oltre che “insufficienti” dal punto di vista quantitativo, le corse sono penalizzanti per quanto riguarda gli orari, che non consentono di recarsi da Cagliari a Nuoro e rientrare in giornata.

Rammentato che tra le due città “non esistono collegamenti ferroviari” e che, secondo il Piano sanitario regionale, Nuoro sarà sede del terzo polo ospedaliero della Sardegna e pertanto “un numero sempre maggiore di cittadini avrà la necessità di recarsi nel capoluogo barbaricino per esigenze di natura sanitaria”, i due consiglieri chiedono all’assessore Broccia di riferire cosa la Regione intende fare per “potenziare i collegamenti di trasporto pubblico” tra Cagliari e Nuoro, razionalizzandone gli orari “al fine di renderli più consoni alle esigenze degli utenti”.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sull’esiguità dei collegamenti di trasporto pubblico locale tra le città di Cagliari e Nuoro


I sottoscritti,


PREMESSO che tra le città di Cagliari e Nuoro si registra un’incresciosa carenza di collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri;

CONSIDERATO che le autolinee Arst effettuano giornalmente una sola corsa sulla tratta Cagliari-Nuoro, con partenza dal capoluogo regionale alle ore 15 e 30, e due sulla tratta Nuoro-Cagliari, con arrivi nel capoluogo alle ore 9 e 40 e alle ore 18 e 53;

CONSIDERATO ALTRESI’ che l’unica altra società di trasporto pubblico che collega le città di Cagliari e Nuoro è la Fds, che effettua una corsa giornaliera da Cagliari a Nuoro con partenza alle ore 18 e 15 e una da Nuoro a Cagliari con arrivo alle ore 8 e 30;

VALUTATO che, come si può evincere da quanto testé riportato, i collegamenti sono insufficienti sia dal punto di vista quantitativo che per quanto concerne gli orari, tanto da risultare perfettamente inutili per chi, da Cagliari, si deve recare a Nuoro per rientrare in giornata;

RAMMENTATO che tra le città di Cagliari e Nuoro non esistono collegamenti ferroviari;

VERIFICATO che, secondo quanto disposto nel Piano sanitario regionale, la città di Nuoro sarà sede del terzo polo ospedaliero della Sardegna e pertanto è necessario garantire un livello di collegamenti adeguato al fatto che un numero sempre maggiore di cittadini avrà la necessità di recarsi nel capoluogo barbaricino per esigenze di natura sanitaria;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di potenziare i collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri tra le città di Cagliari e Nuoro, razionalizzandone inoltre gli orari al fine di renderli più consoni alle esigenze degli utenti.


Cagliari, 8 maggio 2007


venerdì, maggio 04, 2007

Nuoro, lavoratori illusi e licenziati dal Consorzio industriale

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione all’Assessora regionale all’Industria, Concetta Rau, affinché spieghi come la Regione intende muoversi per risolvere il caso dei sette dipendenti del Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale, impiegati per anni nei lavori di manutenzione del depuratore consortile di Ottana e degli altri servizi di competenza del Consorzio e licenziati alla fine dello scorso anno.

A partire dal 1 maggio del 2005, il Consorzio ha assunto la gestione diretta del depuratore e degli altri servizi, che in precedenza era affidata a due ditte esterne, con l’impegno di assumere con contratti a tempo indeterminato i quattordici lavoratori che da anni si occupavano della manutenzione. Nonostante le promesse, però, i lavoratori sono stati assunti con contratti a tempo determinato fino al 31 dicembre scorso e poi licenziati. Successivamente, sette di loro sono stati riassunti. Davanti alle proteste degli utenti per l’impossibilità da parte del Consorzio a garantire la medesima tempestività negli interventi di manutenzione con il personale dimezzato, si è scelto di procedere a nuove assunzioni anziché alla stabilizzazione dei sette dipendenti licenziati a fine anno.

Diana e Liori chiedono pertanto all’assessora Rau di riferire cosa la Regione intende fare per procedere “alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006 e non ancora riassunti” e se risulta che le nuove assunzioni “siano riconducibili a forme di lottizzazione politica”, vale a dire se è vero che tra i nuovi dipendenti figurano “parenti prossimi di rilevanti esponenti politici del centrosinistra nuorese”.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Il Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale ha a carico l’impianto di depurazione consortile dell’agglomerato industriale di Ottana;

  • A decorrere dal 1 maggio 2005, il Consorzio ha deciso di assumere la gestione diretta del suddetto impianto e dell’insieme dei servizi di tutti gli agglomerati di propria competenza, che in precedenza era affidata a due ditte esterne;

  • Contestualmente all’assunzione di tale gestione diretta, il Consorzio ha dichiarato l’impegno di assumere con contratti a tempo indeterminato i quattordici dipendenti delle ditte esterne impiegati da tempo nei lavori di manutenzione dell’impianto di depurazione e dei servizi del Consorzio;


CONSIDERATO che

  • Gli impegni assunti dal Consorzio sono stati rispettati soltanto in minima parte; difatti, anziché un contratto a tempo indeterminato, ai dipendenti provenienti dalle ditte esterne è stato proposto dapprima un contratto a tempo determinato con valenza fino al 31 dicembre del 2005 e, successivamente, un nuovo contratto a tempo determinato di durata annuale;

  • Alla scadenza del secondo contratto a tempo determinato, i quattordici dipendenti provenienti dalle ditte esterne sono stati licenziati;

  • Successivamente, sette dei quattordici dipendenti licenziati sono stati riassunti con contratto a tempo indeterminato;


VERIFICATO che

  • In seguito alle proteste dell’utenza per l’impossibilità, da parte del Consorzio, a garantire un’adeguata tempestività degli interventi di manutenzione con il personale a disposizione, il Consorzio ha proceduto a nuove assunzioni;

  • Il Consorzio ha preferito assumere personale senza esperienza specifica e privo delle necessarie qualifiche professionali anziché procedere alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Industria

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché il Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale proceda alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006 e non ancora riassunti;

  • Se risulta che le nuove assunzioni effettuate dal Consorzio nell’anno in corso siano riconducibili a forme di lottizzazione politica; più precisamente, se risulta che siano stati assunti parenti prossimi di rilevanti esponenti politici del centrosinistra nuorese.


mercoledì, maggio 02, 2007

600 mila euro per trasformare l’ex cantina sociale di Terralba in Centro della creatività

Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale ha presentato un emendamento alla legge finanziaria regionale, con primo firmatario l’on. Mario Diana, vicepresidente della Terza Commissione e relatore di minoranza del disegno di legge, affinché la Regione stanzi la somma di 600 mila euro per acquisire una parte dell’ex cantina sociale di Terralba. Con un emendamento al Programma regionale di sviluppo, inoltre, si propone che l’ex cantina sociale sia destinata a sede di un Centro della creatività.

“Il Programma regionale di sviluppo proposto dalla Giunta regionale”, spiega l’on. Diana, “prevede l’apertura di Centri della creatività a Cagliari, Sassari e Nuoro. Vogliamo sperare che l’assenza dell’Oristanese sia frutto di una dimenticanza e non di una scelta deliberata, e pertanto ci siamo attivati per porvi rimedio. Gli ampi spazi dell’ex cantina sociale di Terralba, che già ospitano iniziative culturali e artistiche, sono la sede ideale per un progetto come quello introdotto con il Programma regionale di sviluppo, dal quale la Provincia di Oristano non può restare esclusa”.

martedì, aprile 24, 2007

Ospedale Brotzu, un altro trapianto di fegato salta e la Regione non dà risposte

“C’è poco da aggiungere”, commentano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, “alla notizia del terzo trapianto di fegato annullato nell’arco di sette mesi dal Centro trapianti dell’ospedale Brotzu. Ancora una volta si conferma l’incapacità del dott. Fausto Zamboni, primario del reparto di chirurgia generale, nella gestione del personale. L’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, non è certo esente da responsabilità, sia per aver dato il via all’importazione dei manager continentali che stanno distruggendo la sanità sarda, sia perché, nonostante abbiamo provveduto a investirla del problema da circa un mese, ancora non ha dato una risposta. Restiamo dunque in attesa di un riscontro all’interrogazione da noi presentata il 28 marzo scorso, nella speranza che possa servire affinché la Regione si decida a risolvere il problema, partendo dalla rimozione delle cause che lo hanno determinato. Sempre che l’assessora Dirindin non voglia lasciar intendere, con il suo silenzio, che il terzo trapianto saltato è la più eloquente risposta che si può dare alla nostra interrogazione”.

lunedì, aprile 23, 2007

La Regione fotocopia il piano di gestione del Sic di Golfo Aranci

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, presenteranno un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e agli Assessori regionali alla Difesa dell’Ambiente e agli Enti locali per chiedere chiarimenti in merito alla proposta di piano di gestione per il Sito di interesse comunitario di Capo Figari e dell’Isola di Figarolo, nel territorio del Comune di Golfo Aranci, messa a punto dalla Regione di concerto con l’Amministrazione comunale.

L’interrogazione prende spunto da un analogo documento presentato dai consiglieri di opposizione del Comune di Golfo Aranci, i quali hanno constatato che una parte della proposta di piano di gestione risulta essere nient’altro che la riproposizione tale e quale di uno studio scientifico realizzato da due ricercatori universitari sull’area di un Sito di interesse comunitario abruzzese, tuttora reperibile su Internet. “L’applicazione, non supportata da uno studio scientifico, del piano di gestione di un Sito di interesse comunitario a un altro Sito, avente caratteristiche spiccatamente diverse”, si legge nell’interrogazione di Liori e Diana, “può determinare gravi danni all’equilibrio ambientale del Sito stesso e allo sviluppo economico delle popolazioni che vi risiedono”.

Per tali ragioni, i due consiglieri chiedono alla Giunta regionale di riferire se è vero che la proposta di piano di gestione è in parte ‘copiata’ da uno studio scientifico realizzato su una diversa area geografica e, qualora ciò venisse confermato, di ritirare con la massima urgenza tale proposta e di elaborarne una nuova, sulla base di un’attenta analisi scientifica del territorio di Capo Figari e dell’Isola di Figarolo e con il fattivo coinvolgimento della popolazione. Inoltre, nell’interrogazione si chiede all’esecutivo di riferire se la riproposizione di studi scientifici relativi ad altri Siti di interesse comunitario è pratica comune da parte della Regione nell’elaborazione delle proposte di piano di gestione per i Siti isolani e, in caso di risposta affermativa, di ritirare tutte le proposte ‘copiate’ e procedere a una loro rielaborazione sulla base di studi scientifici da effettuarsi sui territori interessati e con il coinvolgimento diretto delle popolazioni locali.


INTERROGAZIONE URGENTE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sul piano di gestione per il Sito di interesse comunitario di Capo Figari e dell’Isola di Figarolo, nel territorio del Comune di Golfo Aranci

I sottoscritti,

PREMESSO che è stato riscontrato che una parte della proposta di piano di gestione per il Sito di interesse comunitario di Capo Figari e dell’Isola di Figarolo, nel territorio del Comune di Golfo Aranci, elaborata dalla Regione di concerto con l’Amministrazione comunale, risulta essere una riproposizione integrale di una relazione scientifica realizzata da due ricercatori universitari in vista dell’elaborazione del piano di gestione per un Sito di interesse comunitario della Regione Abruzzo;

CONSIDERATO che ciò dimostra che l’elaborazione della proposta di piano di gestione non è stata preceduta da un adeguato studio scientifico sulle peculiarità del Sito;

VALUTATO che l’applicazione, non supportata da uno studio scientifico, del piano di gestione di un Sito di interesse comunitario a un altro Sito, avente caratteristiche spiccatamente diverse, può determinare gravi danni all’equilibrio ambientale del Sito stesso e allo sviluppo economico delle popolazioni che vi risiedono;

VERIFICATO che i tempi di approvazione dei piani di gestione dei Siti di interesse comunitario sono assai ristretti e che si rende pertanto necessario un intervento urgente della Regione finalizzato a scongiurare il verificarsi dei danni di cui sopra;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali alla Difesa dell’Ambiente e agli Enti locali

affinché riferiscano

  • Se risulta che la proposta di piano di gestione elaborata dalla Regione e dal Comune di Golfo Aranci per il Sito di interesse comunitario di Capo Figari e dell’Isola di Figarolo consista, in tutto o in parte, nella riproposizione di una relazione scientifica realizzata in vista dell’elaborazione del piano di gestione di un diverso Sito di interesse comunitario;

  • In caso affermativo e alla luce di quanto testé esposto, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ritirare la proposta di piano di gestione di cui sopra e di procedere all’elaborazione di una nuova proposta, supportata da un’approfondita analisi scientifica delle caratteristiche peculiari del Sito e da un fattivo coinvolgimento della popolazione nella fase di elaborazione;

  • Se la riproposizione, totale o parziale, di piani di gestione o documenti preparatori relativi a Siti di interesse comunitario diversi da quelli per cui vengono proposti è pratica comune nell’agire dell’Amministrazione regionale;

  • In caso affermativo e alla luce di quanto testé esposto, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ritirare tutte le proposte di piano di gestione che dovessero ricadere nella casistica di cui sopra e di procedere a una loro nuova elaborazione su basi scientifiche e con il coinvolgimento diretto delle popolazioni locali.

giovedì, aprile 19, 2007

Asilo nido a Villa Devoto, siamo all’apoteosi del populismo

“Con la trovata mediatica di trasformare Villa Devoto da sede di rappresentanza della Regione in asilo nido aziendale per i dipendenti regionali, il governatore Renato Soru sembra intenzionato a mettersi in competizione con i massimi esponenti del neopopulismo sudamericano come Ignacio Lula da Silva e Hugo Chavez”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla decisione assunta oggi dalla Giunta regionale di trasformare in un asilo nido la villa di viale Merello che fino alla passata legislatura era la sede istituzionale del Presidente della Regione.

“Per evidenti ragioni storiche, Villa Devoto è un patrimonio di tutti i sardi e non una dependance della Presidenza, di cui Soru può disporre a piacimento l’utilizzo”, proseguono i due consiglieri. “Un utilizzo, poi, che non potrebbe essere più inutile, dal momento che non tutti i dipendenti dell’Amministrazione abitano nelle lussuose zone residenziali intorno a viale Merello, le quali peraltro sono tra i quartieri di Cagliari con il più basso tasso di natalità. Quello che è stato sbandierato come un asilo nido per tutti i dipendenti regionali aperto anche all’esterno sarà in realtà un asilo nido per soli vip, gli unici che potrebbero trovare un qualche interesse nell’affidare i loro bambini a una struttura che peraltro non è neppure facile da raggiungere, vista l’intensità del traffico automobilistico che a qualsiasi ora si registra nel viale e la pressoché totale mancanza di parcheggi”.

“Sarebbe poi interessante conoscere il livello qualitativo dei servizi che potranno essere offerti dall’asilo, visto che oggi tali strutture hanno sviluppato un grado di complessità tale da poter essere ospitate unicamente in edifici appositamente progettati e non certo in una villa prestigiosa riadattata alla bell’e meglio”, concludono Diana e Liori. “Bene farebbe dunque il presidente Soru a bloccare sul nascere un simile progetto, sulla cui serietà la dice lunga la mancanza del parere di legittimità del direttore generale dell’Assessorato al Personale nella delibera approvata oggi, e a permettere a tutti i sardi di riappropriarsi degli spazi di Villa Devoto, riportandoli alla loro destinazione d’uso originaria, cioè quella di una cornice seria e dignitosa, ben diversa dal lugubre palazzone di viale Trento, cui affidare l’immagine esterna dell’Istituzione regionale”.

mercoledì, aprile 18, 2007

Asl 8, Gumirato rivoluziona il Dipartimento di Prevenzione per legittimare la ‘sua’ dirigente

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione all’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, per chiedere conto delle recenti nomine della direttrice e della responsabile dello staff del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale n. 8, disposte dal direttore generale dell’Azienda, Gino Gumirato, senza apparentemente rispettare quanto disposto dalla legislazione vigente.

Per quanto concerne la responsabile dello staff, dott.ssa Grazia Serra, la nomina sarebbe avvenuta per mezzo di una delibera e non di un atto aziendale, come invece impone la L.R. 10/2006. Per quanto riguarda invece la direttrice del Dipartimento, dott.ssa Silvana Tilocca, sarebbe stata nominata sebbene non in possesso dei requisiti di legge, secondo cui la direzione di un dipartimento è affidata al direttore di una delle strutture complesse che vengono aggregate nel dipartimento stesso; la dott.ssa Tilocca, invece, all’atto della nomina, risultava ricoprire un incarico dirigenziale all’interno di un servizio del Dipartimento di Prevenzione.

Parrebbe inoltre essere in corso una riorganizzazione del Dipartimento stesso, tesa a portare sotto il suo diretto controllo competenze tecniche oggi affidate ai servizi, nonostante i dipartimenti debbano avere unicamente funzioni di coordinamento e integrazione. Liori e Diana chiedono pertanto di sapere se tale riorganizzazione è finalizzata a creare “a posteriori e surrettiziamente” le condizioni affinché la dott.ssa Tilocca si trovi a soddisfare i requisiti che la legge richiede per la nomina a direttore di dipartimento, quando però tale nomina è già avvenuta. Nell’interrogazione si chiede inoltre alla Giunta regionale di annullare le due nomine, ritenute “illegittime e ingiustificate” nonché “passibili di arrecare un danno patrimoniale all’Amministrazione”, e di concertare con le organizzazioni sindacali una proposta organizzativa di ampio respiro per il Dipartimento di Prevenzione.


INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle recenti deliberazioni del direttore generale dell’Azienda sanitaria locale n. 8 relative al Dipartimento di Prevenzione


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Con deliberazione del direttore generale n. 9 del 10 gennaio u.s., è stata nominata direttrice del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale n. 8 la dott.ssa Silvana Tilocca;

  • La dott.ssa Tilocca non risulta in possesso dei requisiti previsti dall’art. 17 bis, comma 2, del D.Lgs. 502/1992, il quale dispone che “il direttore di dipartimento è nominato dal direttore generale fra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse aggregate nel dipartimento”, incarico che la dott.ssa Tilocca invece non ricopre, essendo ella dirigente medico ex I livello (disciplina igiene e sanità pubblica) inserito in un servizio del Dipartimento di Prevenzione;

  • La deliberazione di cui sopra, inoltre, è stata assunta senza rispettare il dettato dell’art. 9, comma 4, lettera f), della L.R. 28 luglio 2006, n. 10, il quale dispone che il direttore di dipartimento è “nominato dal direttore generale sulla base di una rosa di candidati selezionata dal comitato di dipartimento”; tale procedura non è stata esperita;


CONSIDERATO che

  • Con deliberazione del direttore generale n. 247 del 28 febbraio u.s., è stata nominata responsabile dello staff del Dipartimento di Prevenzione la dott.ssa Grazia Serra, dirigente medico del servizio Prevenzione e sicurezza ambienti del lavoro di Isili;

  • Tale nomina, ai sensi della L.R. n. 10/2006, sarebbe dovuta avvenire a mezzo atto aziendale, a tutt’oggi non ancora formalizzato;


VERIFICATO che

  • Entrambe le deliberazioni di cui sopra non sono state tempestivamente e adeguatamente divulgate come avviene di norma;

  • Sono attualmente in essere i seguenti procedimenti di riorganizzazione nelle strutture afferenti il Dipartimento di Prevenzione:

    a) mantenimento delle competenze del Servizio Igiene edilizia, urbanistica e degli ambienti confinati, che vanno però in parte ad afferire alle Staff Area emergenti recentemente istituite, attribuendo di fatto al Dipartimento competenze tecniche afferenti ai servizi già esistenti;

    b) scorporo della medicina legale dal Servizio Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, motivato da una pretestuosa suddivisione tra attività di I e II livello, di fatto già svolte e tuttora espletabili all’interno del medesimo servizio;

    c) trasferimento di personale dai servizi del Dipartimento a quest’ultimo, con conseguente depauperamento, svilimento e delegittimazione dell’attività dei servizi;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Se risultano in essere procedimenti riorganizzativi all’interno del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale n. 8, finalizzati a sovvertire le finalità di coordinamento e integrazione assegnate alla struttura dipartimentale dalla L.R. n. 10/2006, attribuendo invece al Dipartimento la gestione diretta e personalistica delle materie tecniche afferenti ai servizi, considerato inoltre che tale riorganizzazione subordinerebbe alla direttrice del Dipartimento le aree la cui direzione è requisito necessario ai fini dell’affidamento della direzione del Dipartimento stesso, perciò creerebbe a posteriori e surrettiziamente le condizioni per il soddisfacimento dei requisiti previsti dal D.Lgs. 502/1992 affinché la nomina della dott.ssa Silvana Tilocca a direttrice del Dipartimento possa essere ritenuta valida a norma di legge;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di revocare le deliberazioni nn. 9 e 247 di cui sopra, concernenti scelte illegittime e ingiustificate passibili di arrecare un danno patrimoniale all’Amministrazione, e di concertare con le organizzazioni sindacali una proposta organizzativa di ampio respiro inerente il Dipartimento di Prevenzione.

martedì, aprile 17, 2007

Programma regionale di sviluppo, la Giunta stecca la prima

“Non è riuscita a rispettare neppure la legge di contabilità da essa stessa elaborata, la giunta Soru, nel mettere a punto il Programma regionale di sviluppo licenziato oggi, insieme all’intera manovra di bilancio, dalla Terza Commissione”: lo sottolineano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana (vicepresidente della Commissione Bilancio) e Antonello Liori. “Il governatore Renato Soru, Assessore al Bilancio ad interim, ha presentato uno scialbo documento di intenti, un libro dei sogni in cui mancano del tutto i progetti concreti. Forse è per questo che si è ben guardato dal consegnare alla Commissione, insieme al Prs, l’allegato tecnico contenente le schede di progetto con i relativi stanziamenti, come invece prevede la legge di contabilità approvata lo scorso anno per volere dello stesso Soru. Così, le enunciazioni elencate nel Programma non si traducono in progetti immediatamente realizzabili e il documento resta privo delle risorse necessarie a fare sì che non resti confinato sulla carta”.

“In tale ottica, appare più che comprensibile l’imbarazzo della maggioranza, la quale ha tenuto a precisare che il suo voto favorevole aveva natura puramente tecnica: la condivisione politica, infatti, non c’è neppure da parte degli stessi alleati del governatore”, proseguono e concludono Diana e Liori. “E’ l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Giunta, e di Soru in particolare, di elaborare un qualsivoglia progetto di sviluppo coerente per la Sardegna che non sia una semplice accozzaglia raffazzonata di frasi fatte e slogan velleitari e improvvisati che lasciano il tempo che trovano. Non solo, perché ancora una volta il centrosinistra dimostra quanto sia disunito e quanto poco condivida le proposte del proprio leader: l’approvazione ‘tecnica’ del Prs, con cui la maggioranza ha dato via libera al documento precisando però di non condividerne i contenuti, pesa come un macigno perché dimostra che a tenere unita la coalizione sono soltanto i diktat di Soru e il terrore di rinunciare ai posti di potere cui molti illustri rappresentanti dell’Unione dovranno dire addio nella prossima legislatura”.

lunedì, aprile 16, 2007

Emergenza occupazione, la montagna ha partorito il topolino

“L’articolo aggiuntivo introdotto dalla maggioranza nella finanziaria regionale, contenente interventi finalizzati ‘all’occupazione, alle politiche attive per il lavoro e di contrasto alla povertà’, è l’anticamera dell’ennesimo fallimento del centrosinistra”: la denuncia è dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana (vicepresidente della Commissione Bilancio) e Antonello Liori.

“E’ per ben poca cosa che la maggioranza ha tenuto bloccati per 48 ore i lavori della Commissione e che il governatore Renato Soru ha inscenato la farsa delle finte dimissioni”, proseguono Diana e Liori. “L’emendamento approvato oggi non fa altro che stanziare nuovamente 170 milioni di Euro già stanziati con la precedente finanziaria, che la Giunta non è stata capace di spendere. Per quale motivo quest’anno le cose dovrebbero andare diversamente? Tra l’altro, la striminzita proposta della maggioranza non contiene alcuna indicazione su come i soldi debbano essere spesi ma lascia carta bianca al governo regionale; ancora una volta, il centrosinistra chiede al Consiglio di abdicare il suo compito di programmazione e di mettersi nella mani di un uomo della provvidenza che finora di provvidenziale non ha mostrato proprio nulla”.

“I 170 milioni sbandierati”, concludono i due consiglieri, “andranno ancora una volta a incrementare lo spaventoso monte residui accumulato grazie all’immobilismo e all’incapacità dell’esecutivo e saranno magari riprogrammati per l’ennesima volta il prossimo anno, ma non entreranno mai nel tessuto sociale e produttivo isolano. Il piano rivoluzionario che ha fatto tremare – ma solo per finta – la Giunta non è che uno slogan, una soluzione di facciata studiata a bella posta per tirare a campare ancora per qualche mese, mettendo d’accordo tutti gli alleati e magari anche le parti sociali. Noi, però, speriamo che almeno queste ultime non si lascino prendere per il naso e che si rendano conto che nel tanto decantato articolo 32 bis non c’è proprio nulla di nuovo rispetto a quanto si è già dimostrato fallimentare nel recente passato”.

giovedì, aprile 12, 2007

Finanziaria, il blocco della spesa è dietro l’angolo

“L’atteggiamento irresponsabile della maggioranza e dell’esecutivo sta portando la Regione verso il blocco della spesa”: lo denunciano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana (vicepresidente della Commissione Bilancio) e Antonello Liori, dopo il forzato stop dell’esame della legge finanziaria.

“Oggi pomeriggio, la Giunta non si è presentata per la prosecuzione dei lavori, costringendo il presidente della Commissione ad aggiornarli a domattina”, spiegano Diana e Liori. “Causa di ciò è la situazione di conflitto permanente in cui è precipitato il centrosinistra. Mentre il governatore Renato Soru litiga con i suoi alleati, il quarto mese di esercizio provvisorio si avvia alla conclusione. Dopo, c’è solo il blocco della spesa: neppure un euro potrà uscire dalle casse di viale Trento, con conseguenze devastanti per l’economia della Sardegna. Il tira e molla sulle dimissioni del governatore non è che l’ennesima farsa. Soru ha forse dimenticato quanto ha dichiarato tempo fa in Consiglio regionale, quando ha giurato che mai si sarebbe dimesso? Ora si dice pronto a gettare la spugna; avevamo intuito da tempo che coerenza e costanza non sono il suo forte”.

“Davanti a una situazione simile, sollecitiamo un’assunzione di responsabilità da parte della maggioranza e del suo leader”, concludono i due consiglieri. “I sardi non possono restare in ostaggio di una coalizione che si sta dimostrando incapace di governare la Regione. Il centrosinistra dichiari una tregua al suo interno fino al 30 aprile, si faccia carico di approvare la manovra di bilancio e dopo valuti con serietà se è in grado di andare avanti fino alla fine della legislatura, ma non aggiunga ai danni che già sta facendo la beffa di lasciare la Sardegna senza un bilancio”.

martedì, aprile 10, 2007

A che serve e quanto costa il gruppo di lavoro sui ricorsi contro il Piano paesaggistico?

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione per conoscere i dettagli dei costi del gruppo di lavoro sui ricorsi contro il Piano paesaggistico regionale, istituito dalla Giunta con una delibera del 13 marzo scorso, e per chiedere l’annullamento di quest’ultima.

Il gruppo di lavoro è costituito da tre dirigenti della Regione (Paola Cannas, dell’Assessorato all’Urbanistica, Franco Sardi, dell’Assessorato alla Cultura, e Gian Piero Contu, dell’Ufficio legale) e da tre docenti universitari: Vincenzo Cerulli Irelli, dell’Università La Sapienza di Roma, Paolo Carrozza, della Scuola superiore di Studi universitari Sant’Anna di Pisa, e Paolo Urbani, delle Università di Chieti, Roma Tre e Luiss. Professionisti “di chiara fama”, i cui compensi saranno certamente commisurati alle loro capacità e pertanto “piuttosto onerosi”. Secondo Liori e Diana, si tratta di un organismo costoso, “non necessario e di dubbia utilità”, dal momento che sarebbe assai più utile che in merito ai ricorsi si pronunciasse l’Ufficio legale della Regione, eventualmente segnalando all’esecutivo i vizi di legittimità da rimuovere onde evitare che la magistratura amministrativa o il Presidente della Repubblica dispongano la decadenza, totale o parziale, del Piano paesaggistico.

I due consiglieri chiedono al Presidente della Regione se sono già stati stipulati i contratti di consulenza con i tre esperti esterni e quanto questi andranno a percepire. Liori e Diana chiedono inoltre di annullare l’istituzione del gruppo di lavoro e di sottoporre i ricorsi al parere dell’Ufficio legale della Regione.


INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle consulenze stipulate con gli esperti esterni facenti parte del gruppo di lavoro per l’esame dei ricorsi avverso il Piano paesaggistico regionale


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Con Del. n. 10/5 del 13 marzo 2007, la Giunta regionale ha disposto la costituzione di un gruppo di lavoro che effettui l’esame e la valutazione dei ricorsi giurisdizionali e dei ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica intentati avverso il Piano paesaggistico regionale;

  • La decisione è motivata con l’elevato numero di ricorsi presentati: cento al Tribunale amministrativo regionale e sessantadue al Capo dello Stato;


CONSIDERATO che

  • Il gruppo di lavoro di cui sopra è formato da tre dirigenti dell’Amministrazione regionale e da tre esperti esterni con i quali – si presume, dal momento che nella delibera non viene esplicitato – saranno stipulati contratti di consulenza;

  • Trattandosi di tre docenti universitari di chiara fama, tra i massimi esperti in materia, si deve altresì presumere che detti contratti di consulenza abbiano importi commisurati alle capacità professionali degli esperti e pertanto siano piuttosto onerosi per l’Amministrazione regionale;


VALUTATO che

  • L’elevato numero di ricorsi può essere determinato fondamentalmente da due cause, l’una alternativa all’altra: o il Piano paesaggistico regionale contiene vizi di legittimità tali da lasciar supporre la possibilità che gli organi competenti ne possano decretare la decadenza, totale o parziale, oppure i ricorsi sono da ritenere temerari o quantomeno infondati;

  • Qualora fosse vera la prima ipotesi, l’istituzione del gruppo di lavoro di cui alla Del. n. 10/5 di cui sopra difficilmente potrebbe produrre risultati apprezzabili, dal momento che sia i tre dirigenti regionali che uno dei tre esperti esterni hanno partecipato alla stesura del Piano, quindi degli eventuali loro rilievi relativamente a presunti vizi di legittimità si è già tenuto conto nella fase di stesura del Piano stesso;

  • Qualora, invece, fosse vera la seconda ipotesi, non esiste ragione per l’istituzione del gruppo di lavoro;

  • Alla luce di quanto testé argomentato e per evidenti ragioni di competenza, risulta assai più opportuno che i ricorsi vengano esaminati dall’Ufficio legale della Regione, il quale potrà esprimere un parere di natura strettamente giuridica;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione

affinché riferisca

  • Se sono già stati stipulati i contratti di consulenza con i tre esperti esterni facenti parte del gruppo di lavoro per l’esame e la valutazione dei ricorsi avverso il Piano paesaggistico regionale;

  • Quale somma è stata stanziata per finanziare la stipula di tali contratti;

  • A quanto ammontano i contratti stipulati con ciascuno dei tre esperti;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di annullare la Del. n. 10/5 del 13 marzo 2007, che istituisce un organismo oneroso, non necessario e di dubbia utilità;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di richiedere il parere dell’Ufficio legale della Regione sui ricorsi presentati avverso il Piano paesaggistico regionale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, qualora l’Ufficio legale della Regione rilevasse vizi di legittimità, al fine di rettificare il Piano paesaggistico regionale in maniera tale da rimuovere tali vizi.


venerdì, aprile 06, 2007

Svendita zone minerarie, che dice il centrosinistra?

“Finalmente la triste vicenda della ‘tentata svendita’ dei compendi minerari di Masua, Ingurtosu e Monte Agruxiau sembra giunta a un epilogo, con l’asta per la cessione andata deserta e il presidente Soru intenzionato a desistere dall’idea della privatizzazione e a optare per una più ragionevole concessione. Se le parole del governatore troveranno riscontro nei fatti, si tratta di una notizia magnifica che può aprire nuove prospettive per le zone minerarie, all’insegna – vogliamo sperare – di un utilizzo in chiave di uno sviluppo turistico rispettoso dell’ambiente e con il pieno coinvolgimento delle comunità locali”: la dichiarazione è dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, a commento della decisione, annunciata dal Presidente della Regione, Renato Soru, di non procedere oltre con il bando per la cessione dei compendi minerari del Sulcis-Iglesiente, dopo l’asta andata deserta ieri.

“Ora, aspettiamo di sapere cosa intende fare il centrosinistra”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Ricordiamo che il centrodestra presentò una mozione con la quale si chiedeva di annullare il bando per la cessione dei compendi minerari e di promuovere una gara per la loro concessione. Quella mozione venne bocciata dal Consiglio regionale grazie ai voti della maggioranza di centrosinistra, contraria a tale ipotesi. Oggi, Soru sembra aver abbracciato la nostra proposta, contro l’espressione della sua coalizione. Pertanto, ci aspettiamo che il centrosinistra, se vuole dimostrare di avere ancora un briciolo di coerenza e di credibilità, chieda le dimissioni del proprio leader, il quale non rappresenta più gli orientamenti politici della maggioranza. Se ciò non dovesse accadere, la vicenda si concluderà con i beni minerari salvi e il centrosinistra coperto di ridicolo”.

giovedì, aprile 05, 2007

Pula e Domus de Maria, gli anni passano e i disastri si ripetono. La Regione che fa?

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione urgente per conoscere come la Giunta regionale intende muoversi dopo i disastri causati nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria dalle eccezionali precipitazioni verificatesi nella notte tra il 3 e il 4 aprile.

Sottolineando i “gravi danni” che l’evento calamitoso ha provocato “alle colture, agli insediamenti turistici e alle infrastrutture”, i due consiglieri chiedono di sapere a quanto ammontano i danni, come la Regione intende muoversi per riparare le infrastrutture danneggiate e per indennizzare i cittadini e le imprese, se si sono verificati danni nel parco scientifico-tecnologico Polaris e, soprattutto, quando l’esecutivo affronterà il problema, non più procrastinabile, del dissesto idrogeologico che “regna incontrastato” nella zona, “che già in più occasioni ha determinato il verificarsi di eventi tragici”.


INTERROGAZIONE URGENTE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle eccezionali precipitazioni che si sono verificate nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria tra il 3 e il 4 aprile 2007


I sottoscritti,


PREMESSO che, nella notte tra il 3 e il 4 aprile uu.ss., nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria si sono verificate precipitazioni di carattere assolutamente eccezionale, tanto che nell’arco di sette ore risultano essere caduti oltre 100 millimetri di pioggia;

CONSIDERATO che le abbondanti precipitazioni hanno arrecato gravi danni alle colture, agli insediamenti turistici e alle infrastrutture di un territorio già gravato dai danni causati da un evento analogo, ma di dimensioni più tragiche, avvenuto due anni or sono;

SOTTOLINEATO che gran parte dei danni provocati dall’evento alluvionale non è da imputare unicamente alle abnormi precipitazioni ma anche e forse soprattutto alla situazione di dissesto idrogeologico in cui versa il territorio;

VERIFICATO che si registrano danni anche nell’area di Piscina Manna, nel territorio del Comune di Pula, in cui sorge il parco scientifico-tecnologico Polaris, promosso e finanziato dalla Regione;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali alla Difesa dell’Ambiente, al Turismo e all’Agricoltura

affinché riferiscano

  • A quanto ammontano i danni provocati nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria dalle eccezionali precipitazioni verificatesi nella notte tra il 3 e il 4 aprile uu.ss.;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ripristinare con la massima celerità la funzionalità delle infrastrutture rese inagibili dai danni provocati dall’evento calamitoso di cui sopra;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di indennizzare i cittadini e le imprese, in particolare quelle dei comparti agricolo e turistico, danneggiati dal maltempo;

  • Se si sono registrati danni alle infrastrutture di Polaris o alle imprese in esso residenti e, in caso affermativo, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di ripristinare la funzionalità delle infrastrutture e indennizzare le imprese eventualmente danneggiate;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di porre rimedio al gravissimo dissesto idrogeologico che regna incontrastato nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria, che già in più occasioni ha determinato il verificarsi di eventi tragici in conseguenza a precipitazioni di natura eccezionale.


Il presidente Soru fa un affare con la svendita delle azioni Cis. Mazzella ringrazia

“Il bilancio annuale di Banca Cis, presentato nei giorni scorsi, mostra ancora una volta quale brillante operazione finanziaria la Regione ha messo a segno lo scorso anno, sbarazzandosi della quota azionaria che deteneva nell’istituto di credito”: la dichiarazione è dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori. “I conti sono stati chiusi con un utile netto di 12,4 milioni di Euro, cui la Regione, avendo ceduto le sue azioni a Banca Intesa (divenuta in seguito Intesa-San Paolo), non ha partecipato”.

“Appena un anno fa, la cessione del 28,33 per cento di Banca Cis a Banca Intesa per la somma di 80 milioni di Euro veniva spacciata dal governatore Renato Soru come un affare strepitoso da non lasciarsi scappare a nessun costo”, proseguono Diana e Liori. “Basti pensare che la Sfirs aveva valutato il pacchetto azionario detenuto dalla Regione solo 57 milioni di Euro. La Giunta scrive infatti, nella delibera con cui accetta gli 80 milioni di Banca Intesa: ‘L’offerta è da ritenersi congrua in quanto notevolmente superiore al prezzo base che scaturisce dalla relazione di stima redatta dalla Sfirs e tale da consentire allo stesso tempo la tutela degli interessi patrimoniali della Regione ed il collocamento di un bene di non facile commerciabilità’. Peccato però che, dodici mesi più tardi, Banco di Sardegna e Banca di Sassari abbiano ceduto circa il 16 per cento delle quote azionarie del Cis a Intesa-San Paolo per una somma di oltre 48 milioni di Euro”.

“A conti fatti”, concludono i due consiglieri, “La Regione ha incassato poco più di 2.800.000 Euro per ciascun punto percentuale, mentre Banco di Sardegna e Banca di Sassari hanno incassato 3 milioni. La perdita totale è di 5 milioni di Euro, cui vanno aggiunti 3.400.000 Euro che la Regione avrebbe incassato dalla partecipazione agli utili se avesse aspettato ancora un anno prima di cedere le sue azioni. La sfida tra due finanzieri si è chiusa a favore del presidente del Cis, Giorgio Mazzella, il quale ha dimostrato di avere un fiuto per gli affari migliore di quello del patron di Tiscali, nonché governatore della Sardegna. Quest’ultima, grazie a Soru, si trova ancora una volta dalla parte perdente: gli 8.400.000 Euro, infatti, li hanno persi tutti i sardi e non solo lui”.

martedì, aprile 03, 2007

Giro d’Italia, un milione e mezzo non basta

“Apprezziamo l’impegno dell’assessore Mannoni per alcuni dei Comuni in cui transiteranno le tre tappe sarde del Giro d’Italia, ma è evidente che il milione e mezzo di Euro che la Regione si accinge a stanziare non è sufficiente a rifondere tutti gli enti locali interessati per le spese che saranno costretti a sostenere”, dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, a commento della notizia che l’Assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, ha annunciato l’intervento finanziario della Regione per rimettere in sesto le strade su cui si daranno battaglia i campioni delle due ruote.

“E’ senz’altro positivo che l’Assessore abbia finalmente dato un qualche segno della sua presenza, quando alla partenza della corsa mancano appena quaranta giorni e i lavori non sono ancora iniziati, ma l’elenco delle opere che la Regione intende finanziare dimostra quanto siano inadeguate le risorse previste”, proseguono i due consiglieri. “In particolare sembra che la sistemazione di gran parte del percorso della terza tappa resterà a carico delle amministrazioni locali, a cominciare da quella di Barumini, sede di partenza, per proseguire con Gergei, Serri, Orroli, Escalaplano, Ballao e gli altri centri toccati dalla ‘carovana’”.

“Ci auguriamo che la Regione voglia prontamente porre rimedio a tale dimenticanza integrando le risorse previste e facendosi carico della sistemazione di ogni singolo chilometro di percorso delle tre tappe”, concludono Liori e Diana, “anche perché è stato il governatore Renato Soru a volere con forza l’approdo in Sardegna della corsa, quindi non c’è ragione perché debbano essere i Comuni a farsene carico. A meno che, come spesso accade, dopo aver voluto a tutti i costi la bicicletta Soru non intenda far pedalare gli altri al posto suo”.

Narbolia, dopo sette mesi neanche un Euro dalla Regione per il cetaceo spiaggiato

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione per sapere quando e in quale misura la Regione intende rifondere il Comune di Narbolia per le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento della carcassa del cetaceo spiaggiato a Is Arenas lo scorso 29 agosto.

Nel corso di una conferenza di servizi cui aveva preso parte anche la Regione, era stato deciso che spettava all’Amministrazione comunale farsi carico della bonifica ambientale e sanitaria della spiaggia. Il Comune, che certo non naviga nell’oro, ha anticipato i 20 mila Euro necessari e, in seguito al riconoscimento della calamità naturale, ha presentato richiesta di contributo straordinario all’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente l’11 ottobre, allegando una dettagliata documentazione comprovante i lavori eseguiti e la somma corrisposta alla ditta cui sono stati affidati. L’Assessorato ha risposto soltanto il 22 marzo, chiedendo di integrare ulteriormente la documentazione e lasciando trapelare che le spese sostenute dal Comune potrebbero non essere indennizzate interamente. Insomma, “mentre ad altri viene richiesto di assumersi le loro responsabilità per intero”, si legge nell’interrogazione, “la Regione si assume le proprie soltanto in parte”.

Liori e Diana chiedono dunque di sapere cosa intende fare la Giunta regionale per liquidare con la massima celerità, senza ulteriori intoppi e per intero la somma anticipata dal Comune di Narbolia, eventualmente ricorrendo, qualora i fondi già stanziati in bilancio non dovessero essere sufficienti, al reperimento di nuove risorse.


INTERROGAZIONE URGENTE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella concessione di un contributo straordinario per calamità naturale al Comune di Narbolia


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Il 29 agosto u.s. è stata rinvenuta, sulla spiaggia di Is Arenas, nel territorio del Comune di Narbolia, la carcassa di un cetaceo spiaggiato;

  • La comunicazione del rinvenimento è stata data dalla Capitaneria di Porto di Oristano al Comune, invitando quest’ultimo a provvedere con urgenza allo smaltimento della carcassa;

  • Il 30 agosto u.s., il Prefetto di Oristano ha convocato una conferenza dei servizi al fine di concordare le modalità operative da adottare; in tale sede è stato deciso di affidare al Comune di Narbolia l’incarico di rimuovere e smaltire la carcassa;

  • Il 31 agosto u.s., il Comune di Narbolia ha affidato il compito di rimuovere e smaltire la carcassa alla ditta SubService s.r.l. di Mogoro;

  • I lavori di rimozione e smaltimento sono stati portati a termine l’8 settembre u.s.;


CONSIDERATO che

  • L’intervento di rimozione e smaltimento della carcassa del cetaceo ha comportato una spesa, evidentemente non preventivabile, di 20.000 Euro, gravante su un bilancio già di per sé esiguo come sono quelli dei piccoli Comuni;

  • Lo spiaggiamento del cetaceo ha avuto il riconoscimento di calamità naturale ai sensi della L.R. 21 novembre 1985, n. 28, con delibera della Giunta comunale n. 82 del 30 agosto 2006;


VERIFICATO che

  • L’11 ottobre u.s., il Comune di Narbolia ha inviato all’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente la richiesta di un contributo necessario a coprire per intero le spese sostenute dall’Amministrazione comunale per la bonifica ambientale e sanitaria della spiaggia di Is Arenas in seguito allo spiaggiamento del cetaceo;

  • Alla richiesta di cui sopra è stata allegata ampia e dettagliata documentazione, comprendente tutti gli atti di competenza del Comune adottati in relazione ai lavori di rimozione e smaltimento della carcassa, nonché la nota della ditta SubService s.r.l. attestante l’ultimazione dei lavori e la fattura fiscale della stessa, rilasciata all’atto del pagamento dei 20.000 Euro di cui sopra;


VALUTATO che

  • Alla richiesta di contributo, il Servizio Protezione civile dell’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente ha dato risposta solamente il 22 marzo u.s., richiedendo un’integrazione della documentazione già allegata alla richiesta;

  • Nella fattispecie, l’Assessorato ha richiesto al Comune di Narbolia di fornire la seguente documentazione aggiuntiva: relazione generale sugli interventi eseguiti, redatta dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale; copia conforme dei mandati di pagamento e degli eventuali certificati di regolare esecuzione redatti a cura dell’Ufficio tecnico comunale o da altro tecnico abilitato; dichiarazione del Sindaco attestante che le somme richieste sono state impegnate esclusivamente per l’esecuzione dei lavori urgenti conseguenti la calamità naturale e che gli stessi non risultano oggetto di finanziamento o contributo da parte di altri Enti o Istituzioni; eventuale ulteriore documentazione a corredo (fotografica, cartografica, ecc.);

  • Il Servizio ha comunicato che, una volta integrata la documentazione e autorizzati gli interventi, gli stessi saranno inseriti nel programma generale che sarà sottoposto all’approvazione della Giunta regionale e potranno dunque essere liquidati, parzialmente o in toto, in relazione alla disponibilità di fondi nel bilancio regionale;


SOTTOLINEATO che

  • La Regione ha partecipato alla conferenza dei servizi del 30 agosto u.s. e si deve pertanto ritenere che sia già debitamente informata circa la natura dell’evento calamitoso, ampiamente documentata anche dagli organi di informazione, quindi non si ravvede la necessità della documentazione richiesta, peraltro con notevole e colpevole ritardo, a integrazione della richiesta di contributo;

  • L’eventualità, lasciata trapelare dal Direttore generale del Servizio Protezione civile nella missiva di cui sopra, che gli interventi di bonifica possano eventualmente essere liquidati soltanto in parte appare a dir poco sconcertante, dal momento che la Regione non si è opposta alla proposta di affidare per intero al Comune di Narbolia la responsabilità di rimuovere e smaltire la carcassa del cetaceo, pertanto risulta incomprensibile che, mentre ad altri viene richiesto di assumersi le loro responsabilità per intero, la Regione intenda assumersi le proprie soltanto in parte;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente

affinché riferiscano

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di provvedere con la massima celerità e senza ulteriori ritardi alla liquidazione degli interventi di bonifica ambientale e sanitaria sostenuti dal Comune di Narbolia a seguito della spiaggiamento del cetaceo;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di liquidare per intero la somma richiesta dal Comune di Narbolia, ricorrendo, se necessario, al reperimento di ulteriori risorse qualora quelle stanziate nel bilancio regionale per fare fronte a eventualità simili dovessero risultare insufficienti.