giovedì, giugno 14, 2012

Beni pubblici, la Regione avvii un serio piano di dismissioni immobiliari


“Anziché prodursi in superflui appelli preventivi per il rispetto dei nostri diritti già costituzionalmente tutelati, il governatore Cappellacci potrebbe approfittare dell’occasione offerta dal piano di dismissioni immobiliari attualmente allo studio da parte del governo Monti per mettere in campo un’iniziativa analoga, che consentirebbe di immettere nelle casse regionali ingenti risorse”, dichiara il capogruppo di Sardegna è già Domani, Mario Diana, replicando al comunicato stampa del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sulla possibile cessione di beni immobili di proprietà dello Stato siti in Sardegna.
“Per quanto riguarda gli immobili oggetto di dismissione, vale a dire non più utilizzati da parte dell’Amministrazione statale”, spiega Diana, “non penso sia il caso di preoccuparsi: l’art. 14 dello Statuto parla chiaro, devono essere obbligatoriamente trasferiti nel patrimonio della Regione e non vedo per quale ragione il Governo non dovrebbe rispettare il dettato costituzionale. Viceversa, sono dell’avviso che la Regione dovrebbe guardare con molto interesse a ciò che lo Stato intende fare con gli immobili tuttora in uso, per i quali non è previsto il passaggio automatico nella disponibilità di viale Trento. Come già hanno fatto, con ottimi risultati, i grandi gruppi industriali italiani, la Regione, previa un’approfondita ricognizione del proprio patrimonio immobiliare, dovrebbe adottare un rigoroso piano di razionalizzazione che preveda l’eliminazione delle sedi in locazione, i cui affitti gravano pesantemente sulle casse pubbliche, e la cessione a privati, laddove possibile, degli immobili di proprietà regionale”.
“Una simile operazione”, conclude il capogruppo, “permetterebbe di incassare, con buona approssimazione, non meno di un miliardo di euro che potrebbero essere utilizzati per interventi finalizzati a favorire il rilancio produttivo delle imprese isolane. Anziché combattere le solite battaglie di retroguardia, potremmo, una volta tanto, cogliere l’occasione per una seria iniziativa di risanamento del bilancio regionale, una di quelle riforme che i sardi ci chiedono e che porterebbero innegabili vantaggi al nostro sistema economico”.

domenica, giugno 10, 2012

I dati sulla spesa della Regione confermano: Cappellacci sta portando l’Isola verso il baratro


“I dati sull’andamento della spesa della Regione trasmessi dalla Ragioneria alla Commissione Bilancio del Consiglio regionale”, dichiara il capogruppo di Sardegna Domani, Mario Diana, “dimostrano quali drammatici effetti si possono generare sull’economia sarda quando sono chiamate ad amministrare persone cui importa assai poco di tentare di far uscire l’Isola dalla crisi ma che preferiscono usare gli incarichi di governo per risolvere questioni interne ai partiti di appartenenza, lanciare improbabili carriere di giovani rampolli senza arte, ma con una parte di riferimento ben conosciuta, rafforzare posizioni di potere senza rendersi conto che il terreno su cui posano i piedi delle poltrone si sta inesorabilmente sgretolando”.
“E’ a dir poco tragico constatare”, sottolinea Diana, “come siano proprio i settori strategici su cui la Sardegna ha bisogno di puntare per rilanciare il proprio sistema produttivo quelli in cui la spesa regionale risulta maggiormente bloccata. Formazione professionale, istruzione, politiche attive del lavoro, infrastrutture, trasporti e – sembrerebbe incredibile se non ci fossero i dati ad evidenziarlo – turismo sostenibile. Davanti a una situazione del genere, viene da chiedersi: in quale direzione la giunta Cappellacci sta conducendo l’Isola? L’unica che viene in mente, leggendo i dati della Ragioneria, è quella che porta dritti verso il baratro: ci sono settori in cui, a maggio, la Regione non aveva speso ancora un solo euro. Continuando di questo passo, si riuscirà a peggiorare la pessima performance fatta registrare lo scorso anno, il che non stupisce, visto il progressivo allontanamento del governatore dai problemi della Sardegna per occuparsi prioritariamente della propria personalissima carriera politica”.
“In tutto questo, c’è ancora chi, anche sulla stampa, pur riconoscendo gli effetti deleteri della trasformazione della Regione in un ‘poltronificio’ per la sistemazione di trombati più o meno illustri e di giovani di altrimenti scarse speranze, magari alla guida di aziende da cui territori oppressi da pluridecennali ritardi di sviluppo si aspettano – ahiloro – iniziative concrete per il rilancio produttivo, si ostina a dipingere Cappellacci come la gallina dalle uova d’oro nel ‘pollaio’ del Consiglio regionale”, conclude il capogruppo. “E il tentativo di trasformare veramente l’Assemblea in un recinto di polli da spennare a piacimento appare chiaro se a nulla serve che i consiglieri si impegnino, lavorino, scrivano e approvino le leggi per intervenire sui vari settori dell’economia sarda perché queste rimangono inattuate da un esecutivo cui il patto di stabilità sembra precludere qualsiasi spesa tranne quelle relative alla pubblicità istituzionale, con cui si sta finanziando una campagna elettorale permanente a vantaggio di una sola persona. Il tutto per far credere ai sardi che le uova d’oro esistano davvero. Ma, dal ‘pollaio’ del Consiglio regionale, ci sentiamo di assicurare: qui, queste leggendarie uova d’oro, nessuno le ha mai viste”.

giovedì, giugno 07, 2012

Presentato il gruppo consiliare Sardegna Domani, Mario Diana capogruppo


 E’ stato presentato stamani, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al termine della seduta del Consiglio regionale in cui si sarebbero dovute discutere le due mozioni dell’opposizione sulle nomine ai vertici della Carbosulcis, il nuovo gruppo consiliare Sardegna Domani, di cui fanno parte la Presidente dell’Assemblea, Claudia Lombardo, Mario Diana, che ha annunciato in Aula le dimissioni dalla carica di capogruppo del Popolo della Libertà, Nanni Campus, Roberto Capelli e Massimo Mulas.
“Il gruppo nasce con una composizione variegata”, ha spiegato Diana, riferendosi alla diversa estrazione politica dei cinque aderenti, “e si propone un’opposizione non di maniera ma, nei limiti del possibile, costruttiva. Il nostro ruolo sarà quello di non condividere ciò che sta accadendo in Sardegna ma di proporre soluzioni alternative, di avvicinare la gente, di incontrare le amministrazioni locali, di fare tutte quelle cose cose che nessun partito in questo momento sta facendo”. “Non lascio, per il momento, il Pdl”, ha poi precisato. “Sarà una scelta, eventualmente, successiva, anche alla luce di quanto sta accadendo a tutti i livelli, anche nazionali”.
“Sul piano politico è importante far notare che figure eminenti del Pdl, che hanno sostenuto il partito nella campagna elettorale per le regionali del 2009, abbiano dovuto arrendersi e prendere atto che così non si poteva continuare”, ha commentato Campus, che si è detto “sconcertato” per il comunicato stampa in cui il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha parlato del Consiglio come di “un pollaio”. “Siamo disponibilissimi a riaffrontare il confronto con la Sardegna: non si può aggiungere danno a danno”, ha aggiunto, riferendosi all’eventualità di elezioni anticipate.
“Quella di Sardegna Domani è una scelta che mi ha appassionato da subito”, ha raccontato Mulas, “perché vi ritrovo ciò che manca in questo momento alla politica sarda: il coraggio, il pudore e la passione. Io non ho niente contro Cappellacci ma ho tanto contro la guida della Regione, perché non sta dimostrando né coraggio, né rispetto per le istituzioni”.
“Questo gruppo è la dimostrazione che l’indignazione c’è anche dentro il Palazzo, non soltanto fuori”, ha sottolineato Capelli. “Abbiamo scelto una linea politica trasparente, sobria. Vogliamo essere parte attiva nelle riforme, anziché cercare posti di governo”. In merito alla possibilità di nuovi ingressi nel gruppo, Capelli ha aggiunto: “Credo che noi possiamo essere un’avanguardia, penso che potremo contare su altri che non hanno avuto il coraggio per fare questo passo in un primo momento”.
Entrando nel merito delle scelte di governo, Diana ha attaccato: “La pastorizia e l’agricoltura sono abbandonate dalla Giunta regionale. Non è possibile che le misure del Por siano parcheggiate, che i pagamenti avvengano con otto mesi di ritardo. Ci sono centinaia di milioni di euro che rischiano di essere persi”. “Quello relativo alla pubblicità istituzionale è l’unico capitolo di bilancio totalmente impegnato, 42 milioni di euro gestiti discrezionalmente dalla Presidenza della Regione”, gli ha fatto eco Capelli.
I consiglieri di Sardegna Domani hanno indicato Diana come capogruppo, in attesa di completare la definizione dell’organigramma della nuova compagine consiliare.

venerdì, maggio 18, 2012

Provincia di Oristano, mobilitazione politica per evitare la cancellazione


 “La Provincia di Oristano non deve essere cancellata. L’istituzione dell’ente intermedio è una conquista che ha coronato una lotta durata molti anni, che ha coinvolto tutto il territorio. Se il risultato dei referendum dovesse determinare, seppure indirettamente, la sua scomparsa, il danno sarebbe incalcolabile”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la possibilità, paventata dai quattro esperti costituzionalisti incaricati dalla Presidenza del Consiglio regionale di studiare le conseguenze dell’esito della consultazione referendaria del 6 maggio, che l’abrogazione delle norme che hanno istituito le quattro Province regionali determini indirettamente una cancellazione di fatto degli enti intermedi preesistenti.
“Poiché il rischio è quanto mai concreto”, prosegue Diana, “è necessario che gli ambienti politici oristanesi, dal Presidente della Provincia ai consiglieri regionali, passando per i sindaci e per tutti i partiti e i movimenti del territorio, si mobilitino per evitare che ciò accada”.
“Oggi”, conclude il capogruppo, “è necessaria una mobilitazione analoga a quella, partita negli anni Sessanta, che ha portato nel 1974 all’istituzione della Provincia, affinché i diritti che con fatica siamo riusciti a vedere riconosciuti non vengano rimessi in discussione e i cittadini del territorio non debbano pagare sulla loro pelle le conseguenze di battaglie politiche che nulla hanno a che vedere con i loro legittimi interessi”.

martedì, maggio 15, 2012

Fiume Santo, investimenti mancati e strani interessi in un’interpellanza sulla centrale E.On.


 “Chi sta impedendo la costruzione del quinto gruppo a carbone nella centrale elettrica di Fiume Santo?” E’ ciò che chiede, in estrema sintesi, il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, che stamani ha tenuto una conferenza stampa per illustrare i contenuti dell’interpellanza sulla centrale di proprietà della multinazionale tedesca E.On. presentata insieme ai colleghi Tore Amadu, Nanni Campus e Antonello Peru.
“Il quinto gruppo a carbone è un’opera che mette in gioco 700 milioni di euro ed è l’unica infrastruttura energetica di queste dimensioni (si parla di 400 MegaWatt) autorizzata in Italia”, ha spiegato Diana. “Il piano industriale presentato da E.On. quando ha rilevato la centrale da Endesa era incentrato proprio sulla realizzazione del nuovo gruppo, in cambio della quale è stato concesso l’impianto di un parco fotovoltaico da 30 MW e la proroga dei vecchi gruppi ad olio combustibile, obsoleti ed inquinanti, fino al 31 dicembre 2013, data entro la quale dovranno essere definitivamente chiusi. A ciò si sarebbero dovuti aggiungere investimenti per altri 300 milioni per bonificare le aree inquinate dall’attività dei gruppo ad olio”.
“Nonostante gli impegni assunti, E.On. ha deciso di reinvestire in Brasile gli utili realizzati in Sardegna, aprendo la raccolta di manifestazioni di interesse da gruppi industriali intenzionati a portare a termine l’investimento per la costruzione del quinto gruppo”, ha proseguito Diana. “Secondo fonti sindacali, il gruppo Clivati-Indorama, che tanto di buono ha fatto e sta facendo per il polo chimico di Ottana, avrebbe manifestato formalmente il proprio interesse, senza però ricevere una risposta positiva da parte di E.On. Eppure, poche settimane fa, il premier Mario Monti è stato in ‘pellegrinaggio’ in Asia, in cerca di investitori, quali la thailandese Indorama, interessati a realizzare opere infrastrutturali in Italia. Nel contempo, però, il ministro Corrado Passera avallava sostanzialmente l’idea che non vi debbano essere investimenti in campo energetico in Sardegna. Perché il Governo non si attiva per favorire l’ingresso di un gruppo industriale pronto ad investire per creare occupazione e dare all’Isola una prospettiva di autonomia energetica? Perché non è intervenuto presso l’esecutivo tedesco per sostenere la trattativa già avviata?”
“Sembrerebbe esserci un problema legato ad interferenze italiane”, ha ipotizzato il capogruppo. “La gestione della rete elettrica è in mano a Terna, società del gruppo Enel, che a sua volta ha importanti interessi in Sardegna. Sono stati spesi 750 milioni per realizzare l’elettrodotto Sapei, che si giustifica solo se nell’Isola si produce energia in eccesso da trasferire verso il Continente. Quando chiuderanno i gruppi ad olio combustibile, Enel diventerà l’unico soggetto operante sul mercato energetico sardo e, con le centrali chiuse, il cavo Sapei servirebbe solo ad importare energia da vendere in Sardegna”.
“Nell’Isola abbiamo sempre sofferto la dipendenza energetica dal Continente”, ha sottolineato Campus, intervenuto in conferenza stampa con gli altri firmatari dell’interpellanza, per evidenziare la necessità di puntare all’autosufficienza. “Anche l’Enel è stata matrigna quando, venti anni fa, dopo aver sperimentato l’utilizzo dell’Orimulsion, più inquinante persino dell’olio combustibile, ha abbandonato la centrale, cedendola ad Endesa, per investire altrove. Oggi, oltre che inquinanti, i due gruppi ad olio sono pericolosi, perché hanno superato il loro limite massimo di vita”.
L’interpellanza, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale all’Industria, è stata protocollata in mattinata e, subito dopo la discussione in Aula, sarà trasformata in mozione. “Non c’è alcuna responsabilità da parte del presidente Cappellacci e dell’assessore Zedda”, tiene a rimarcare Diana, “l’interpellanza serve per sollevare il problema, ma la responsabilità è tutta di E.On. e del Governo nazionale”.



INTERPELLANZA DIANA Mario – AMADU – CAMPUS – PERU sulla realizzazione del quinto gruppo a carbone in sostituzione delle due unità ad olio combustibile nella centrale termoelettrica di Fiume Santo


I sottoscritti,

PREMESSO che il Presidente del Consiglio dei Ministri e altri membri del Governo in carica si sono recentemente prodotti in un “pellegrinaggio” nei paesi asiatici al fine di convincere governi, fondi di investimento e imprese locali ad investire nel nostro Paese per realizzare opere in grado di consentire il rilancio dell’economia nazionale e la creazione di nuova occupazione;

CONSIDERATO che la multinazionale tedesca E.On. S.p.A., proprietaria della centrale termoelettrica di Fiume Santo, è in possesso da tempo delle autorizzazioni per la realizzazione nel sito di un nuovo gruppo di produzione alimentato a carbone;

VALUTATO che la realizzazione del nuovo gruppo, che prevede un investimento di circa 700 milioni di euro, può consentire l’impiego di mille lavoratori nei cinque anni necessari alla sua costruzione e, una volta entrato a pieno regime, di oltre 150 dipendenti diretti e 250 nell’indotto;

PRESO ATTO che il nuovo gruppo a carbone, situato accanto all’elettrodotto Sapei che collega la Sardegna alla Penisola, è un’opera strategica per il sistema energetico nazionale e regionale e necessaria per il miglior impiego dello stesso Sapei, costato oltre 700 milioni di euro al nostro Paese;

RAMMENTATO che la realizzazione del nuovo gruppo a carbone consentirebbe di limitare i gravi danni ambientali causati dai gruppi ad olio combustibile tuttora attivi, sebbene obsoleti e altamente inquinanti, nella centrale di Fiume Santo;

SOTTOLINEATO che E.On. ha manifestato l’intenzione di non procedere alla realizzazione del nuovo gruppo a carbone, che gode del consenso della Regione e degli Enti locali oltre che di ricchi incentivi pubblici, dirottando in altri Paesi, come il Brasile, i propri investimenti alimentati anche dai profitti fatti in Sardegna;

ACCLARATO quanto le scelte di politica economica della Germania mettano a rischio lo sviluppo di Paesi come il nostro, che vengono peraltro richiamati alla necessità di rispettare gli accordi internazionali sottoscritti (si veda la presa di posizione del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, contro la richiesta della Francia di individuare urgenti misure per lo sviluppo, così come riportata dalla stampa nazionale: “… è buona consuetudine europea che ci si attenga agli accordi che sono stati firmati”);

EVIDENZIATO che i mancati interventi per l’ammodernamento della centrale, oltre alla perdita delle opportunità predette, determineranno l’esubero di 100 dipendenti interni ed altrettanti indiretti in un’area industriale, quale quella di Porto Torres, già gravata da una gravissima crisi produttiva ed occupazionale;

VERIFICATO che E.On. non ha ancora provveduto ad eseguire la bonifica del sito, cui è tenuta da precisi obblighi di legge, rinviando così sine die la costruzione del nuovo impianto;

CONSIDERATO ALTRESI’ che la stampa locale ha riportato dell’interesse che la multinazionale thailandese Indorama Corporation, attiva nel settore della chimica industriale, insieme alla Clivati Impianti Elettrici s.r.l. (il cui impegno congiunto ha già consentito la ripresa produttiva ed occupazionale del polo chimico di Ottana), avrebbe manifestato ad E.On. relativamente alla realizzazione in sua vece del nuovo gruppo a carbone;


CHIEDONO DI INTERPELLARE
il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Industria
affinché riferiscano

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di investire i massimi livelli istituzionali affinché intervengano presso i vertici aziendali di E.On. per scongiurare il disimpegno dall’investimento già autorizzato per il sito di Fiume Santo o, in alternativa, affinché siano prese in considerazione le eventuali offerte di soggetti interessati a realizzare l’impianto al posto dell’azienda tedesca;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare per sollecitare al Governo italiano una presa di posizione nei confronti del Governo federale tedesco, che non perde occasione per mostrarsi attento al rispetto delle regole e degli accordi in essere, volta ad assicurare che E.On. rispetti le intese liberamente sottoscritte con la Regione Autonoma della Sardegna;
  • Se risponde al vero che l’offerta avanzata dal gruppo Indorama-Clivati sarebbe stata respinta da E.On. e, in caso affermativo, se tale rifiuto abbia indotto le due aziende a desistere definitivamente dall’iniziativa, determinando con ciò un gravissimo danno al territorio, sia in termini occupazionali che ambientali;
  • Se risponde al vero che il Ministero dello Sviluppo Economico, come riferito alle organizzazioni sindacali dalla stessa E.On., avrebbe condiviso l’intenzione dell’azienda di non costruire il nuovo gruppo a carbone, avallando di fatto il mantenimento in attività dei vecchi gruppi a olio combustibile anziché stigmatizzare il comportamento di un’azienda che non investe in un’opera così importante per l’occupazione e lo sviluppo del nostro Paese e che non avrebbe consentito di farlo ad uno dei soggetti che il Governo, con la sua missione in Asia, ha cercato di interessare;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare per accertare l’adeguatezza della decisione assunta da Terna S.p.A., società del gruppo Enel S.p.A., di inserire la centrale di Fiume Santo tra i cosiddetti ‘impianti essenziali’ per il sistema energetico nazionale, corrispondendo così un compenso ad E.On. indipendentemente dall’effettivo funzionamento della centrale e disincentivando di fatto gli investimenti previsti per l’ammodernamento del sito produttivo;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di contrastare il comportamento dilatorio di E.On. riguardo all’esecuzione delle bonifiche ambientali nel sito della centrale.

venerdì, maggio 11, 2012

Finanziaria 2012, l’impugnazione dimostra che non è Berlusconi il nemico dei sardi


 “La decisione del governo Monti di impugnare la legge finanziaria regionale dimostra una volta di più, qualora ce ne fosse bisogno, che non era certo l’esecutivo Berlusconi, come ha sempre cercato di far credere il centrosinistra, il nemico numero uno della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, nel commentare la decisione, assunta oggi dal Consiglio dei Ministri, di impugnare presso la Corte Costituzionale la manovra di bilancio della Regione per l’anno in corso.
“Se, fino a non molto tempo fa, le impugnative delle leggi regionali erano determinate dal fatto che a Palazzo Chigi sedeva Silvio Berlusconi, nemico giurato dei sardi”, prosegue Diana, “sarebbe interessante sapere ora dall’opposizione e soprattutto dal Partito Democratico, principale sponsor dell’esecutivo Monti, a cosa dobbiamo questo ben più sistematico accanimento contro le nostre leggi”.
“La verità”, conclude il capogruppo, “è che il Governo continua a manifestare un atteggiamento ostile nei confronti della Sardegna, strozzando la capacità finanziaria della Regione attraverso i vincoli del patto di stabilità e la mancata applicazione dell’articolo 8 dello Statuto, negando il suo impegno nell’affrontare le grandi vertenze occupazionali dell’Isola e disconoscendo nei fatti la nostra autonomia, evidentemente mal sopportata da un esecutivo che sventola quale unica bandiera quella del centralismo tecnocratico”.

mercoledì, maggio 02, 2012

Fiume Santo è vertenza di interesse nazionale, Monti intervenga presso Merkel


 “Tutti i livelli istituzionali, nessuno escluso, devono impegnarsi affinché Eon receda dalla sua intenzione di non procedere alla realizzazione del quinto gruppo a carbone nella centrale di Fiume Santo”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “E’ impensabile che si possa perdere una simile opportunità di sviluppo per la Sardegna”.
“Eon possiede tutte le autorizzazioni necessarie per la costruzione della più grossa infrastruttura energetica che si possa realizzare oggi in Italia”, sottolinea Diana. “Un investimento di circa 700 milioni di euro, con oltre mille unità di personale da impiegare per quattro anni e mezzo solo per i lavori di costruzione, oltre alle centinaia che sarà necessario assumere per garantire il funzionamento della centrale a pieno regime. Dalle notizie che circolano, la multinazionale tedesca, che pure – grazie soprattutto all’impegno della Giunta regionale – in Sardegna ha sempre trovato tutte le porte spalancate, non sarebbe più disponibile ad affrontare l’investimento, vanificando così una straordinaria opportunità di sviluppo per l’Isola. Questo è un lusso che non possiamo permetterci”.
“Non si capisce per quale motivo il Presidente del Consiglio, Mario Monti, non abbia ancora fatto sentire la sua voce relativamente ad una vertenza di portata nazionale”, conclude il capogruppo. “Il presidente Monti, che sostiene di voler affiancare alla sua politica di tagli e austerità misure volte a favorire il rilancio dell’economia, vanta rapporti fin troppo buoni con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nonostante dalla Germania non sia finora giunto un contributo determinante per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi. Viene allora spontaneo domandarsi cosa stia aspettando il capo del Governo ad intervenire presso la cancelliera per sensibilizzarla affinché l’azienda tedesca non rinunci agli investimenti programmati in Sardegna”.

sabato, aprile 21, 2012

Vertenza entrate, ora la Regione metta in mora lo Stato


“Il pronunciamento della Corte Costituzionale, confermando quanto già affermato dalla Corte dei Conti, ha messo la parola fine alla vertenza con lo Stato sulle entrate erariali, riconoscendo una volta per tutte il diritto della Regione Sardegna ad iscrivere nel proprio bilancio le quote di compartecipazione che le spettano in base al dettato dell’art. 8 dello Statuto di Autonomia, senza dover attendere l’approvazione di alcuna norma di attuazione”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la sentenza con cui la Consulta ha respinto l’impugnativa proposta dal Governo nazionale contro il bilancio regionale.
“Ora che non può più sussistere alcun dubbio sulla legittimità delle richieste della Sardegna”, prosegue Diana, “la Regione deve adoperarsi per mettere in mora lo Stato affinché provveda immediatamente a versare nelle nostre casse quanto ci spetta, senza tergiversare ulteriormente come ha fatto finora, nella speranza che il governo Monti, che già più di una volta ha dimostrato uno scarso livello di attenzione e disponibilità nei nostri confronti, non intenda cercare altri cavilli giuridici o scuse da cattivo pagatore per non saldare i propri debiti”.
“Nel contempo, però”, conclude il capogruppo, “è necessario ottenere la rimodulazione del patto di stabilità che impedisce alla Regione di aumentare le proprie spese anche in presenza di un incremento delle entrate. Le due cose devono andare di pari passo, perché altrimenti le maggiori risorse che arriverebbero non potrebbero essere spese e la ‘vertenza entrate’ si risolverebbe in un buco nell’acqua”.

mercoledì, aprile 18, 2012

Taglio dei consiglieri regionali, avvio positivo ma l’iter è ancora lungo e complesso


“L’approvazione in prima lettura al Senato della proposta di legge costituzionale per la riduzione a sessanta dei consiglieri regionali segna positivamente l’avvio del percorso parlamentare di un provvedimento fortemente richiesto dai cittadini sardi e importante per dare al popolo, in tempi di antipolitica dilagante, un segnale deciso di rigore e contenimento dei costi della politica”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il voto con cui Palazzo Madama ha dato il primo via libera alla proposta di modifica dello Statuto approvata dall’Assemblea di via Roma lo scorso ottobre.
“Ora non bisogna abbassare la guardia”, ammonisce però Diana. “L’iter della proposta è appena all’inizio e ci sono ancora diversi scogli da superare. Siamo certi che l’attenzione e l’impegno dei parlamentari sardi di tutti gli schieramenti non verranno meno e che il complesso procedimento di approvazione delle leggi costituzionali potrà essere portato a termine nel più breve tempo possibile e nel pieno e democratico rispetto dell’orientamento espresso dal Consiglio regionale in rappresentanza del popolo sardo”.

martedì, aprile 17, 2012

Borghezio, perché invece della Sardegna non vendere il dio Po?


“Quando ho deciso di dedicare il mio impegno alla politica, l’ho fatto pensando di potermi occupare di cose, se non indispensabili, quantomeno utili per la vita dei cittadini. Questo, ovviamente, non dovrebbe contemplare l’avere a che fare con le fantasiose uscite di tale Mario Borghezio, di professione – parrebbe – parlamentare europeo”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando a quanto affermato oggi dall’europarlamentare della Lega Nord durante la trasmissione KlausCondicio.
“Il pittoresco personaggio si è lanciato in un’altra delle sue estrose proposte: vendere la Sardegna, insieme alla Sicilia e alla Campania, per risanare il bilancio statale disastrato”, prosegue Diana. “Al netto della legittima curiosità di sapere se Borghezio, insieme alla Sardegna, intenda vendere anche i Sardi e con quale destinazione d’uso, viene istintivo replicare alla sua trovata proponendo un’alternativa non certo più peregrina: perché, invece, non vendere il Po? Sebbene sia comprensibile lo sconcerto che, nell’immediato, possono provare i leghisti davanti alla proposta di privarsi del fiume che venerano come un’improbabile – e certamente inconsapevole – divinità, la proposta sarebbe assai più facilmente praticabile rispetto a quella avanzata da Borghezio e oltretutto non presenterebbe la controindicazione di privare le casse statali delle entrate fiscali generosamente elargite dai diversi milioni di cittadini italiani residenti in Sicilia, in Campania e in Sardegna”.
“Con la cessione del fiume ai privati, lo Stato potrebbe ripianare gli ingenti debiti che ha nei confronti della Sardegna”, conclude il capogruppo, “che richiedono di essere onorati senza ulteriori indugi perché conseguenza di un dettato costituzionale che non si può pensare di piegare alle esigenze di cassa: fino a prova contraria, checché ne dica Borghezio, la Sardegna fa ancora parte della Repubblica italiana ed i suoi sacrosanti diritti devono essere riconosciuti fino in fondo. Anche a costo di rinunciare al dio Po”.

martedì, aprile 10, 2012

Amministrative, il Governo dimostra di agire in malafede nei confronti della Sardegna

“Se dovesse essere confermata l’intenzione del Governo di disimpegnarsi dal sostegno tecnico, informativo e finanziario alla Regione in occasione delle prossime elezioni amministrative, ci troveremmo davanti a una decisione di una gravità inaudita, una sorta di ‘secessione al contrario’ in cui la Sardegna si troverebbe di fatto esclusa dallo Stato italiano”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando le notizie relative alla nota con cui il capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno avrebbe annunciato il disimpegno del Dicastero dalla gestione della tornata amministrativa di primavera.

“Come se non bastassero i ritardi, che appaiono sempre più sospetti, accumulati dal ‘tavolo tecnico’ nel quale dovrebbero essere individuate le soluzioni ai vari problemi sollevati dalla Regione con la ‘vertenza Sardegna’”, prosegue Diana, “un nuovo, preoccupante segnale si va ad aggiungere a quelli che da tempo ci troviamo costretti a registrare a cadenza ormai quotidiana e che dimostrano ogni volta di più come il Governo in carica stia tenendo un comportamento in malafede nei confronti dell’Isola. Basti pensare che le spese per l’organizzazione della prossima tornata elettorale rientrerebbero nei vincoli del patto di stabilità, andando a ridurre ulteriormente il margine di manovra della Regione e sottraendo milioni di euro agli interventi finanziari già programmati per quest’anno”.

“Evidentemente, il governo Monti vede la Sardegna come un fastidio di cui sbarazzarsi al più presto, non certo come una Regione che fa parte dello Stato italiano alla pari di qualsiasi altra”, conclude il capogruppo. “Per questo è necessario mantenere alto il livello del confronto ed essere pronti alle azioni più eclatanti, non ultimo l’annullamento o il rinvio delle elezioni amministrative, perché ottenere da questo esecutivo ciò che spetta alla Sardegna, a cominciare dai diritti riconosciuti dallo Statuto di Autonomia, sarà un’impresa tutt’altro che semplice”.

lunedì, aprile 02, 2012

Attentato a ex sindaco di Lanusei, da gruppo Pdl “totale solidarietà”

“Il gruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale esprime totale solidarietà al coordinatore del partito per l’Ogliastra, Armando Loi, oggetto di un vile atto intimidatorio”, dichiara il capogruppo Mario Diana.

“La crescente frequenza con cui si susseguono gli attentati contro amministratori e politici locali sardi deve far riflettere”, sottolinea Diana. “In un momento storico caratterizzato da una crisi economica ed occupazionale senza precedenti e da un crescente malcontento nei confronti della politica, i nemici della democrazia pensano di avere campo libero per perseguire i loro interessi criminali a discapito dei cittadini”.

“Auspicando che i responsabili siano individuati quanto prima”, conclude il capogruppo, “è necessario che noi politici intensifichiamo gli sforzi per dare risposte rapide e concrete alle preoccupazioni della gente, in particolare in territori come l’Ogliastra che, in una Regione non certo felice come la Sardegna, soffrono una situazione di disagio più forte rispetto ad altri relativamente più fortunati. Non possiamo permettere che il malcontento generalizzato si trasformi in emergenza per l’ordine pubblico, compromettendo irrimediabilmente le speranze di sviluppo dell’Isola”.

martedì, marzo 20, 2012

Asinara, Alfano si impegni a garantire che il carcere non riaprirà

“La garanzia che il Governo nazionale non riapra il carcere dell’Asinara dovrà essere inserita tra gli impegni che il segretario nazionale del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, ha assunto nei confronti della Sardegna nel corso della sua visita odierna a Cagliari”, dichiara il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana, in merito alla possibilità, ventilata dal Ministro della Giustizia, Paola Severino, di ristrutturare la colonia penale dell’Asinara per adibirla alla reclusione dei detenuti in regime di 41 bis.

“Stamani abbiamo accolto l’on. Alfano con la certezza che il suo interessamento potrà dare un contributo decisivo nella risoluzione della vertenza aperta con lo Stato per il trasferimento delle entrate erariali dovute alla Regione, per la revisione dei vincoli imposti dal patto di stabilità, per il riconoscimento dello status di insularità, per il salvataggio e il rilancio delle aziende in crisi e per la ripresa dello sviluppo economico e occupazionale della Sardegna”, rimarca Diana. “Alla luce delle dichiarazioni del ministro Severino, appare necessario inserire tra i punti della vertenza – e pertanto nell’agenda dell’on. Alfano, che si è impegnato a fare proprie le nostre rivendicazioni – anche la rinuncia, da parte dello Stato, a riaprire il carcere dell’Asinara”.

“E’ bene inoltre sottolineare con forza la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di sistemazione dei detenuti in regime di 41 bis nei nuovi istituti penali che si stanno costruendo nell’Isola”, conclude il capogruppo. “In una fase storica in cui lo Stato italiano non rispetta gli obblighi che le sue stesse leggi costituzionali gli impongono nei confronti della Sardegna, è impensabile che i sardi si facciano carico di una così gravosa servitù, pari – se non peggiore – a quelle militari che già danneggiano il nostro territorio. Prima lo Stato saldi i debiti che ha nei confronti dell’Isola e dopo sarà possibile aprire un confronto sull’argomento”.

giovedì, marzo 15, 2012

Stazioni agrarie di Fenosu e Zeddiani, apprezzamento per investimenti Università di Sassari

“Forte apprezzamento” è espresso dal capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per la decisione del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Attilio Mastino, di rilanciare l’attività di ricerca nelle stazioni didattico-sperimentali della Facoltà di Agraria di San Quirico, a Oristano, e di Santa Lucia, a Zeddiani.

“Le due stazioni didattico-sperimentali costituiscono un bene di enorme importanza per il territorio”, sottolinea Diana. “Si tratta di due ampie aree verdi in cui sono coltivate specie selezionate per tutelare il patrimonio genetico e la biodiversità della flora isolana. Nel corso degli anni, le due stazioni sono andate incontro ad un progressivo degrado dovuto alla mancanza di investimenti. Il ritrovato interesse dell’Università di Sassari, unito alla disponibilità dei fondi Fas necessari per finanziare gli interventi programmati, consentirà di salvare un patrimonio che rischiava di andare irrimediabilmente perduto”.

“L’auspicio per il futuro”, conclude il capogruppo, “è che l’impegno a preservare e a sviluppare le stazioni didattico-sperimentali sia mantenuto nel tempo, di concerto con le Istituzioni del territorio, vale a dire la Provincia ed il Comune di Oristano, che hanno tutto l’interesse a contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione dei due compendi”.

mercoledì, marzo 07, 2012

Finanziaria, approvati interventi qualificanti nonostante tagli e ristrettezze

“Grande soddisfazione” è espressa dal capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, “per l’approvazione di una manovra finanziaria in cui, nonostante i tagli, le ristrettezze e i pesanti vincoli imposti dal patto di stabilità, siamo riusciti ad inserire interventi qualificanti, richiesti a gran voce dalla società sarda”.

“Grazie alla proficua collaborazione che si è riusciti ad instaurare tra la maggioranza e l’Assessore alla Programmazione, Giorgio La Spisa”, sottolinea Diana, “e all’atteggiamento responsabile dell’opposizione, che pure ha contribuito con le sue proposte a definire gli interventi approvati, è stato possibile non soltanto programmare un pacchetto di misure urgenti per arginare l’emergenza occupazionale e finanziare provvedimenti importanti come la continuità territoriale per le merci, la ricapitalizzazione di Abbanoa e gli stanziamenti per l’Ente Foreste, l’Ente Acque, le associazioni di spettacolo e l’alta formazione, ma anche salvaguardare i fondi per le associazioni di categoria, rifinanziare le scuole civiche di musica, mantenere intatti i fondi per la Fasi: interventi di minore impegno dal punto di vista finanziario ma fortemente attesi”.

“Ora che la manovra è stata approvata”, conclude il capogruppo, “è necessario affrontare con rinnovata decisione la vertenza con lo Stato, forti dell’appoggio avuto dal Presidente della Repubblica e del recente pronunciamento della Corte dei Conti, secondo cui per il trasferimento delle entrate erariali dovute alla Sardegna non è necessaria l’approvazione delle norme di attuazione dell’art. 8 dello Statuto. Solo così, infatti, possiamo sperare di riuscire a traghettare il sistema economico sardo fuori dalla crisi e rilanciare lo sviluppo dell’Isola”.

venerdì, febbraio 24, 2012

Vertenza entrate, da presidente Scanu ottima notizia, no a polemiche pretestuose

“Il passaggio sulla ‘vertenza entrate’ nella relazione con cui il Presidente della sezione di Cagliari della Corte dei Conti, Mario Scanu, ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale contabile”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, “lungi dal voler essere un assist più o meno involontario a vantaggio di questa o quella parte politica, va preso per ciò che realmente è: un’ottima notizia per la Sardegna, che vede riconosciuto una volta di più il diritto ad avere dal Governo le risorse che le spettano e che per anni sono state indebitamente trattenute nelle casse statali, e che inoltre può sperare, non essendo necessaria l’approvazione di norme di attuazione, che l’effettivo trasferimento delle risorse avvenga a seguito di un iter più rapido e semplice”.

“Le polemiche che il centrosinistra sta cercando di sollevare appaiono del tutto pretestuose, soprattutto considerato che si parla per la prima volta di norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto nel Documento annuale di programmazione economica e finanziaria del 2008 e che il presidente Cappellacci e la Giunta regionale hanno finora condotto la vertenza mantenendo l’impostazione datale a suo tempo dalla giunta Soru”, sottolinea Diana. “Alla luce di quanto affermato dal presidente Scanu, però, il dettato dell’articolo 8 è immediatamente impositivo e pertanto il Governo deve provvedere senza indugio al trasferimento delle risorse. Non c’è più spazio per divisioni e strumentalizzazioni di natura ideologica: per quanto il centrosinistra e il centrodestra sardi possano polemizzare tra loro, la soluzione della vertenza non passa più attraverso le Istituzioni locali. L’unico responsabile, in questo momento, è il Governo, che deve essere messo in mora affinché non ci siano ulteriori ritardi nell’erogazione delle risorse”.

“Da parte del centrosinistra sembra, più che altro, di notare un maldestro tentativo di ‘tirare sul prezzo’ per quanto riguarda la manovra finanziaria in discussione in Consiglio”, conclude il capogruppo. “Questo nonostante da parte nostra ci sia stata ampia disponibilità a finanziare gli interventi proposti dall’opposizione, dando priorità a quelli più immediatamente realizzabili ed escludendo proposte notoriamente impraticabili come quella relativa all’Ente Foreste. Se un irrigidimento c’è stato, pertanto, è stato proprio da parte della minoranza, in un momento che richiederebbe ben altro senso di responsabilità”.

lunedì, febbraio 20, 2012

Vertenza Sardegna, da Napolitano forte segnale di interessamento

“Prima di ogni altra cosa, è doveroso rivolgere al Presidente della Repubblica un sincero ringraziamento, per aver accolto l’invito rivoltogli dal Consiglio regionale con la mozione approvata lo scorso 2 agosto a presenziare all’incontro di oggi e per aver dato un primo, forte segnale di interessamento verso i problemi dell’Isola che stiamo portando avanti con la cosiddetta ‘Vertenza Sardegna’”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, al termine dell’incontro istituzionale dell’Assemblea autonomistica con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è tenuto oggi pomeriggio nell’Aula di via Roma.

“Il Capo dello Stato ha ascoltato con attenzione le rivendicazioni che gli sono state egregiamente esposte dalla Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, sulla base dell’ordine del giorno unitario approvato dall’Assemblea la scorsa settimana”, sottolinea Diana, “e ha mostrato di riconoscere non soltanto la gravità dei nostri problemi ma anche e soprattutto la loro rilevanza nazionale. Questo è ciò che auspicavamo da parte del Presidente, nelle sue vesti di garante dei diritti costituzionali e dell’unità del Paese. Mi preme inoltre sottolineare in modo particolare quanto affermato dal presidente Napolitano sulla ‘Vertenza Entrate’, poiché abbiamo avuto il pieno riconoscimento del nostro diritto alla compartecipazione alle entrate erariali riscosse in Sardegna. Davanti a parole come quelle del Capo dello Stato, è lecito attendersi che nessun Governo possa pensare di rimettere in discussione il credito vantato dalla Regione”.

“Quello del Presidente della Repubblica è un primo segnale positivo. Ora ci aspettiamo, in un tempo ragionevolmente breve, decisioni conseguenti da parte del governo Monti”, conclude il capogruppo. “Da parte nostra, la ‘Vertenza Sardegna’ non si può certo dire conclusa ma continuerà fino a che non avremo visto soddisfatti tutti i punti inclusi nell’ordine del giorno approvato la scorsa settimana. Le parole del Capo dello Stato ci consentono però di essere ottimisti per i futuri sviluppi della vertenza: oggi abbiamo avuto la dimostrazione che a Roma non manca chi è disposto a prestare orecchio alle nostre legittime richieste”.

sabato, febbraio 18, 2012

Vertenza Sardegna, da Napolitano ci aspettiamo risposte concrete e decise

“La visita del presidente Napolitano in Consiglio regionale non sarà soltanto un’occasione per salutare il Capo dello Stato nella sua prima visita istituzionale in Sardegna o per concludere idealmente le celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, iniziate lo scorso anno”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, relativamente all’incontro tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’Assemblea autonomistica che si terrà lunedì pomeriggio nell’Aula di via Roma.

“L’attesa per questa visita, espressamente richiesta dal Consiglio con la mozione approvata il 2 agosto scorso è tanta, forse persino esagerata, ma ci aspettiamo di trovare nel Presidente, per il suo particolare ruolo istituzionale di garante della Costituzione e dell’unità nazionale, un solido appoggio per le rivendicazioni che il Consiglio e la Giunta stanno portando avanti nell’ambito della ‘Vertenza Sardegna’”, prosegue Diana. “Forte dell’ordine del giorno unitario approvato lo scorso martedì, la Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, sosterrà dinanzi al Capo dello Stato i diversi punti in cui si articolano le nostre richieste, sottolineando le ragioni che stanno alla base del confronto aperto con il Governo nazionale. Dall’intervento di Napolitano a conclusione dell’incontro ci aspettiamo risposte concrete e decise, che vadano nella direzione di un rafforzamento del patto costituzionale tra la Sardegna e lo Stato e che consentano di evitare l’inasprimento della contrapposizione tra le Istituzioni”.

“Da parte nostra, ci impegneremo affinché il Consiglio si presenti unito al confronto di lunedì, così come lo è stato nell’approvare l’ordine del giorno”, conclude il capogruppo. “Solo così, infatti, le nostre rivendicazioni potranno avere la forza necessaria per essere riconosciute dal Presidente come quelle di un intero popolo, di una Regione che più di altre sta soffrendo le conseguenze della crisi economica internazionale e che ha bisogno di vedere pienamente riconosciuti dallo Stato i suoi diritti costituzionali per poter affrontare la difficile congiuntura che sta attraversando”.

martedì, febbraio 14, 2012

Vertenza Sardegna, “profonda soddisfazione” per approvazione odg

“Profonda soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, a nome dell’intero gruppo consiliare, per l’approvazione dell’ordine del giorno sulla ‘Vertenza Sardegna’.

“Il voto unanime sul documento conferma e rafforza il fronte unitario che siamo riusciti a compattare intorno a una battaglia di importanza fondamentale per il futuro della Sardegna”, sottolinea Diana. “L’aver messo nero su bianco una lista di priorità, considerando pregiudiziale la vertenza sul trasferimento delle entrate erariali che lo Stato deve alla Regione, ci consente inoltre di affrontare i prossimi passaggi con maggiore chiarezza, con obiettivi ben definiti e un insieme di rivendicazioni circoscritto su cui non potrà esserci alcun equivoco, né nel confronto con il Governo, né tra le forze politiche sarde”.

“Ora guardiamo ai prossimi appuntamenti con rinnovata fiducia, consapevoli che ci aspetta un cammino difficile ma che siamo determinati a raggiungere il traguardo”, conclude il capogruppo. “Gli Stati Generali del Popolo Sardo e soprattutto la visita del Presidente della Repubblica in Consiglio regionale sono due passaggi fondamentali da cui ci aspettiamo molto nell’ottica di questa vertenza. Dal presidente Napolitano, in qualità di garante dell’unità nazionale, auspichiamo una risposta forte alle nostre richieste, perché quella che stiamo portando avanti è una battaglia che interessa l’intero Paese e non permetteremo che venga derubricata come una velleitaria rivendicazione localistica”.

giovedì, febbraio 02, 2012

Incontro Regione-Governo, clima cordiale non è segnale di cedimento

“Il clima estremamente cordiale in cui si è svolto l’incontro di oggi pomeriggio sulla ‘Vertenza Sardegna’ tra la delegazione sarda guidata dal presidente Cappellacci, il presidente Monti e importanti esponenti del Governo nazionale non può e non deve essere inteso come sintomo di un atteggiamento rinunciatario da parte della Regione ma come il doveroso riconoscimento dell’autorevolezza del tavolo attivato dall’esecutivo di Roma, sia dal punto di vista politico che per quanto riguarda il livello della struttura tecnica coinvolta”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica a quanto affermato dal pari grado del Partito Democratico, Giampaolo Diana, al termine dell’incontro istituzionale che si è tenuto oggi pomeriggio nella capitale.

“Non è questo il momento per i cedimenti”, rimarca Mario Diana, “ma anzi è necessario andare avanti con la massima coesione politica e istituzionale e con la fermezza e la determinazione indispensabili per ottenere risultati immediati che ci consentano di affrontare concretamente la gravissima situazione di crisi economica che investe la Sardegna. Nessuna forza politica pensi di potersi smarcare per fini puramente strumentali dagli impegni che ha assunto, perché sarà chiamata a risponderne direttamente davanti alle migliaia di sardi che con sempre maggiore urgenza ci chiedono risposte per superare la crisi e che sarebbero i primi ad essere danneggiati dalla rottura del fronte unitario”.