lunedì, febbraio 11, 2013

Con i Riformatori fuori dalla maggioranza, il voto di sfiducia è una mera formalità


“Prendiamo atto che, con l’uscita dei Riformatori dalla maggioranza annunciata dall’on. Vargiu, l’approvazione della mozione di sfiducia alla giunta Cappellacci si riduce ad una mera formalità e possiamo annunciare sin da oggi ai sardi che torneranno alle urne in primavera per le elezioni regionali anticipate”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il comunicato stampa con cui il consigliere regionale dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, ha duramente attaccato le ultime decisioni politiche del governatore Ugo Cappellacci.
“Dire che le iniziative del Presidente della Regione ‘hanno l’odore rancido della campagna elettorale’ equivale, evidentemente, a disconoscerle”, sottolinea Diana, “pertanto ci aspettiamo che il gruppo dell’on. Vargiu faccia seguire i fatti alle parole e si schieri con l’opposizione nel voto di mercoledì”.
“Ormai è chiaro che la legislatura è giunta al termine”, conclude il capogruppo, “e il voto sulla mozione di sfiducia sarà l’occasione per fare quello che i sardi chiedono da tanto tempo: mandare a casa un esecutivo che in quattro anni non è stato capace di fare nulla per la Sardegna”.

sabato, febbraio 09, 2013

Fiume Santo, esuberi sono logica conseguenza del disimpegno della Regione


“Gli esuberi annunciati da E.On. nella centrale elettrica di Fiume Santo sono la logica conseguenza del disimpegno mostrato finora dalla Giunta regionale nonostante i ripetuti appelli affinché si reagisse con decisione alle intenzioni, più volte manifestate dalla multinazionale tedesca, di rinunciare ad investire in Sardegna”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la notizia dell’imminente taglio di 120 posti di lavoro nella centrale E.On. a Porto Torres.
“E’ certamente un duro colpo per il governatore Cappellacci trovarsi a dover affrontare una vertenza per lui nuova proprio nel giorno in cui ha ricevuto ad Oristano l’investitura ufficiale di leader del centrodestra alle prossime elezioni regionali”, prosegue Diana. “Il fatto è che se l’esecutivo avesse dedicato lo stesso impegno profuso per il Sulcis anche al resto della Sardegna, come avrebbe dovuto visto che è chiamato a governare l’intera Regione e non solo alcune sue parti, oggi questi centoventi esuberi non ci sarebbero, perché ad E.On. sarebbe già stata imposta la scelta tra realizzare in prima persona il piano industriale già autorizzato, che prevede la realizzazione del nuovo gruppo a carbone al posto dei due vecchi gruppi ad olio combustibile, oppure cedere la centrale a un gruppo industriale disposto ad investire, senza dimenticare che restano sempre a carico della multinazionale tedesca le onerose bonifiche del sito, compromesso soprattutto a causa delle continue deroghe concesse per l’utilizzo dei gruppi ad olio combustibile, obsoleti, pericolosi ed estremamente inquinanti”.
“Ora la Giunta sembra volersi finalmente interessare alla vertenza, sperando di non arrivare fuori tempo massimo”, conclude il capogruppo. “Magari potrebbe essere giunto il momento di tirar fuori dal cilindro i fantomatici gruppi cinesi che si sarebbero detti interessati a rilevare la centrale e scoprire quali sono le loro reali intenzioni, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione del piano industriale. Oppure provare ad aprire una trattativa seria con chi ha davvero manifestato l’interesse a realizzare il nuovo gruppo a carbone. In ogni caso, non può essere concesso ad E.On. di ridimensionare un sito produttivo per massimizzare i propri profitti a discapito del tessuto sociale del territorio e dell’economia di tutta l’Isola, che ha bisogno di affrancarsi dal duopolio energetico Enel-E.On. per poter accedere a forniture energetiche sicure e a prezzi accettabili”.

venerdì, febbraio 01, 2013

Province, Riformatori facciano dimettere loro consiglieri e vicepresidente del Consiglio


“Prima di chiedere – o fare finta di chiedere – al presidente Napolitano lo scioglimento del Consiglio regionale reo di non aver soppresso le Province sarde, i Riformatori farebbero bene a chiarire la loro attuale posizione politica in seno all’Assemblea che, alla luce delle dichiarazioni fatte oggi, appare a dir poco ambigua”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la conferenza stampa in cui, stamani, i Riformatori hanno annunciato l’intenzione di richiedere al Capo dello Stato di intervenire sulla mancata attuazione del dettato referendario.
“I Riformatori, infatti, sono una presenza ben strutturata all’interno della maggioranza che governa la Regione”, sottolinea Diana. “Sarebbe pertanto un necessario elemento di chiarezza che prendessero una volta per tutte le distanze da quella coalizione e da quegli organi istituzionali rei di non assumere gli atti conseguenti all’esito referendario, a cominciare dall’abbandonare la Giunta regionale e la maggioranza, ma soprattutto facendo dimettere i loro consiglieri regionali e il loro vicepresidente del Consiglio”.
“In mancanza di atti del genere”, conclude il capogruppo, “appare evidente come i Riformatori stiano cercando di cavalcare la situazione in ottica elettorale, paventando sfracelli a uso e consumo dell’elettorato e tenendosi ben stretta nel contempo la loro posizione di comodo all’interno dell’Assemblea, della Giunta e dei posti di sottogoverno”.

martedì, gennaio 29, 2013

Boot Düsseldorf, stand Regione senza materiale promozionale


Stand della Regione Sardegna senza materiale promozionale. Dopo il caso della Reiselivsmessen di Oslo, un nuovo episodio al Boot Düsseldorf. A denunciarlo è il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, con un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi.
Diana chiede a Crisponi se è vero che, all’apertura del Salone internazionale della nautica in corso di svolgimento in Germania, “lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna”. Era già successo due settimane fa alla Fiera turistica di Oslo, come aveva puntualmente denunciato Confindustria Sardegna. La partecipazione alle due esposizioni rientra nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, finanziata con 240 mila euro. Il capogruppo vuole quindi sapere non solo “a chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente”, ma anche “quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate”.
Infine, Diana, dopo aver ricordato gli impegni in materia di turismo assunti dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la campagna elettorale per le regionali del 2009 (tra cui l’adozione di un piano integrato per la promozione delle risorse ambientali, culturali e archeologiche a livello nazionale e internazionale e il rilancio dell’immagine della Sardegna nel mondo per conquistare “una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti”, con l’obiettivo di incrementare e destagionalizzare i flussi di visitatori, passando in cinque anni da 12 a 20 milioni di presenze e dall’8 al 15 per cento di incidenza dell’industria turistica sul Pil regionale), chiede a Crisponi “quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo”.




INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla partecipazione della Regione Sardegna al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf


PREMESSO che, nel programma elettorale presentato dall’attuale Presidente della Regione in occasione delle elezioni regionali del 2009, si legge quanto segue: “Dobbiamo smetterla una volta per tutte di concepire il turismo come un optional nello sviluppo economico della nostra Isola. Il turismo è un elemento strategico. Il turismo è il settore che può generare i più ampi effetti diffusivi e di stretta integrazione fra un’articolata gamma di comparti produttivi”, ed inoltre: “Quale fondamentale obiettivo delle politiche di rilancio del settore del turismo intendiamo portare l’incidenza del settore sul totale del PIL regionale dall’attuale 8% al 15% nei prossimi cinque anni. A ciò contribuirà principalmente l’incremento dei flussi e della loro migliore distribuzione nell’arco dell’anno, per passare in cinque anni dai quasi 12 milioni attuali ai 20 milioni di presenze”;

PREMESSO INOLTRE che, nel suddetto programma elettorale, sono inseriti i seguenti due punti:
  • “Adottare un Piano di comunicazione per la promuovere la valorizzazione integrata di tutte le risorse ambientali, culturali, archeologiche in modo da favorire un preciso posizionamento competitivo – a livello nazionale e internazionale – dell’offerta turistica sarda”;
  • “Rilanciare l’immagine positiva della Sardegna nel mondo anche attraverso interventi di web marketing e, contestualmente, sostenere gli operatori per una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti;


CONSIDERATO che la Regione Sardegna è tra i partecipanti al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf, in corso di svolgimento in Germania;

CONSTATATO che, secondo quanto affermato dall’Assessore regionale al Turismo durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione ‘L’Isola che danza’, la partecipazione al Boot Düsseldorf rientra nel contesto di tale manifestazione, finanziata dalla Regione con Euro 240.000;

RAMMENTATO che, già in occasione della partecipazione alla Fiera turistica Reiselivsmessen di Oslo, inserita anch’essa nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, Confindustria Sardegna ha lamentato la carenza di materiale promozionale nello stand della Regione: “Solamente un foglio con un QR code. Nessun altro materiale, nessuna foto, niente che consentisse di capire se la Sardegna è in Italia o se ci troviamo in una qualche isola sperduta della Polinesia”, si legge in un comunicato stampa del Presidente dell’associazione di categoria;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale al Turismo
affinché riferisca
  • Se risponde al vero che, all’apertura del Boot Düsseldorf, lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna presenti al Salone;
  • A chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente;
  • Quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate;
  • Quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo riportati in premessa.


giovedì, gennaio 24, 2013

Elezioni, inaccettabile che un singolo candidato del Pdl detti la linea al partito


“Non è assolutamente accettabile che sia consentito ad un singolo candidato alla Camera dei Deputati di affermare che il Popolo della Libertà ha fatto proprio il suo, personalissimo programma elettorale”, dichiarano Claudia Lombardo, Presidente del Consiglio regionale, e Mario Diana, capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, entrambi in qualità di esponenti del Pdl, in merito alle dichiarazioni rese stamani dal deputato Mauro Pili in occasione della presentazione delle liste del Partito per le prossime elezioni politiche.
“Dopo aver sentito Silvio Berlusconi affermare più volte che il candidato premier sarebbe stato il segretario Angelino Alfano, sorprende scoprire che, invece, il candidato sarà Pili, visto che proprio a lui – e soltanto a lui – è stato concesso il privilegio di dettare la linea al Pdl”, sottolineano i due. “Dalle dichiarazioni di Pili sembra che Unidos, il suo movimento politico, debba essere destinato a fagocitare il Pdl isolano. I sardi, però, hanno capito benissimo che l’operazione Unidos è stata puramente strumentale alla conquista del posto di capolista da parte dello stesso Pili e non si lasceranno incantare. Il problema è che si rischia di dissipare quel vantaggio che, nella campagna elettorale, poteva essere rappresentato dall’entusiasmo per il ritorno in campo dello stesso Berlusconi: tornare a ripetere i soliti, vecchi errori che altre volte ci hanno fatto perdere le elezioni è un po’ come cercare di convincere gli elettori a non votare per noi”.
“Smentisco inoltre nella maniera più categorica”, aggiunge Diana, “di aver rifiutato la candidatura ritenendola ‘non consona’ alla mia storia politica, dal momento che non mi è stata proposta alcuna candidatura, né io ne ho mai fatto richiesta al coordinatore regionale, Settimo Nizzi. Del resto, nonostante l’appoggio del gruppo consiliare regionale offerto al Partito dal capogruppo Pietro Pittalis, vedo che nessun consigliere del Pdl è stato candidato, come non lo è stato l’assessore Oscar Cherchi, unico, a suo dire, a possedere i titoli per rappresentare la Provincia di Oristano in Parlamento. Si dovrà pensare che tutti quanti abbiano rifiutato la candidatura ritenendola ‘non consona’ alla propria storia politica o magari che il contributo loro e dei loro territori di provenienza non è ritenuto utile per vincere le elezioni?”

venerdì, gennaio 18, 2013

Elezioni, da assessore La Spisa atteggiamento irresponsabile verso la Regione e i sardi


“Appare a dir poco irresponsabile l’atteggiamento che l’assessore La Spisa sta mostrando nei confronti della Regione e di tutti i sardi nel gestire la spericolata operazione che ha portato alla sua candidatura alle elezioni politiche nella lista dell’ex premier Monti”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Roberto Capelli commentando la conferenza stampa con cui l’Assessore regionale al Bilancio ha annunciato la candidatura e l’intenzione di attenersi all’ordinaria amministrazione nell’espletamento dell’incarico assessoriale.
“Non soltanto l’Assessore decide di disimpegnarsi dal suo incarico nella Giunta regionale senza ancora aver presentato la manovra finanziaria che avrebbe dovuto essere approvata entro il 31 dicembre, ma lo fa per aderire ad uno schieramento politico il cui leader, quando era a capo del Governo nazionale, ha mostrato un totale disinteresse verso i problemi e le istanze della Sardegna”, proseguono Diana e Capelli. “Quale credibilità può avere un amministratore che per mesi ha fatto mancare il suo impegno nella conduzione delle diverse vertenze aperte nei confronti dello Stato (trasferimento delle entrate erariali, rimodulazione del patto di stabilità, interventi per il rilancio dell’economia, ecc.) mentre sottobanco trattava, proprio con il capo di quel governo che lo avrebbe dovuto vedere come controparte, un seggio sicuro alla Camera dei Deputati?”
“In tutto questo, stupisce e non poco anche il silenzio del presidente Cappellacci”, concludono i due, “che non sembra avere nulla da dire riguardo questo colpo di teatro dell’Assessore che insieme a lui avrebbe dovuto condurre quelle vertenze nelle quali – non certo per l’accanirsi di una sorte avversa – la sua giunta non è stata in grado di riportare alcun risultato concreto. Evidentemente, ai piani alti della Regione, dei problemi dei sardi importa a ben pochi”.

mercoledì, gennaio 16, 2013

Vicinanza e solidarietà all’on. Espa dopo l’attentato incendiario


“Il gruppo consiliare Sardegna E’ Già Domani esprime vicinanza e solidarietà all’on. Marco Espa in seguito all’attentato di cui è stato oggetto la scorsa notte”, dichiara il capogruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, in merito all’incendio doloso che, la scorsa notte, ha distrutto l’auto del consigliere regionale del Partito Democratico.
“Se il gesto sconsiderato dovesse rivelarsi collegato in qualche modo all’attività pubblica dell’on. Espa, sarebbe un ulteriore segnale di un’escalation sempre più preoccupante che vede politici e amministratori locali oggetto di gravi atti intimidatori”, sottolinea Diana. “Ma se anche il vero bersaglio dell’attentato non fosse l’esponente del Pd, ci sarebbe comunque da preoccuparsi per l’intensificarsi di episodi criminali che sono la cartina di tornasole di un tessuto sociale che si sta frantumando in conseguenza della gravissima crisi economica e politica che stiamo attraversando”.
“Meglio sarebbe se i Governi, nazionale e regionale, tuttora in carica si concentrassero meno sulle imminenti elezioni e pensassero ad adottare strategie immediate per difendere la coesione sociale e rilanciare lo sviluppo”, conclude il capogruppo. “Il fatto che gli episodi violenti non accennino a diminuire ma anzi stiano aumentando sia di numero che di gravità dimostra che le passerelle elettorali non incidono minimamente sui problemi della Sardegna”.

martedì, dicembre 18, 2012

Fiume Santo, finalmente Cappellacci decide di interessarsi ai problemi della centrale

“Prendiamo atto con innegabile sollievo che il presidente Cappellacci ha finalmente deciso di affrontare, sebbene con non poco ritardo, soprattutto a fronte delle nostre ripetute segnalazioni, il problema della realizzazione del nuovo gruppo a carbone nella centrale elettrica E.On. di Fiume Santo”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e il consigliere Massimo Mulas, replicando a quanto affermato oggi dal Presidente della Regione in visita a Porto Torres.
“Certo, non si può dire che l’intervento di Cappellacci si distingua in quanto a risolutezza, ma non si può sempre pretendere tutto”, proseguono Diana e Mulas. “Così come forse non si poteva pretendere che il governatore intervenisse quando sono stati altri gruppi industriali, già operanti in Sardegna, a proporsi a E.On. per rilevare il sito produttivo e realizzare il piano industriale per il quale la multinazionale tedesca ha completato l’iter autorizzativo e che oggi giace inattuato in qualche cassetto, anziché aspettare che un’azienda dell’Estremo Oriente andasse a bussare alle porte di viale Trento”.
“Restiamo comunque in attesa di vedere quali risultati porterà l’impegno diretto del Presidente della Regione”, concludono i due, “nella speranza che alle parole odierne facciano seguito atti di maggiore concretezza da parte di chi dovrebbe impegnarsi nel rilancio dell’economia della Sardegna e nella tutela del suo tessuto produttivo ed occupazionale, e che fino ad oggi, davanti alla crisi innescata da E.On. con il suo atteggiamento dissennato, ha fatto ben poco”.

giovedì, dicembre 06, 2012

Claudia Lombardo e Mario Diana: «Presidente Berlusconi, torna in campo!»


Il Presidente Berlusconi deve scendere di nuovo in campo e assumersi la responsabilità di guidare il Paese. Senza indugio deve candidarsi alla guida del Centrodestra per ridare ai suoi elettori, che sono ancora maggioranza in Italia, una prospettiva politica contro il rischio di lasciare il Governo nazionale nelle mani dell’antipolitica di Grillo, dello statalismo di Bersani o dei tecnici alla Monti.
L’economia non dà segni di ripresa e siamo ben lontani dall’uscita dal tunnel. L’unico leader nazionale in grado di accettare le grandi sfide e di ridare un senso al progetto di Centrodestra è Silvio Berlusconi.
Il Pdl è allo sbando, senza una guida in grado di coinvolgere tutte le forze sane e le esperienze mature che hanno dato vita al partito. Berlusconi è la sintesi di tutte le posizioni politiche di Centrodestra, in grado di far ritrovare al Partito la bussola perduta da tempo.
Per queste ragioni ci appelliamo al suo senso di responsabilità. Chiediamo un rilancio della politica, una nuova stagione di grande mobilitazione nazionale che ridia speranza e crescita all’Italia e alla Sardegna.

On. Claudia Lombardo
On. Mario Diana

mercoledì, dicembre 05, 2012

Assemblea costituente, emendamenti su preferenza di genere presentati da Sègd e non da Pdl


“E’ appena il caso di ricordare all’on. Pittalis, che rivendica al proprio gruppo consiliare il merito di aver introdotto nel progetto di legge per l’istituzione della cosiddetta ‘Assemblea costituente’ all’esame della Prima Commissione la doppia preferenza di genere, che gli emendamenti approvati oggi sono stati presentati dall’on. Roberto Capelli, esponente del gruppo di opposizione Sardegna E’ Già Domani, e che solo in un secondo momento e con non poche difficoltà hanno incontrato il consenso del suo gruppo”, dichiara il capogruppo di Sègd in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato odierno del pari grado del Popolo della Libertà, Pietro Pittalis.
“Non si può dire che il gruppo presieduto dall’on. Pittalis abbia sostenuto sin da subito e con incontenibile entusiasmo tali proposte”, sottolinea Diana, “dal momento che sono stati proprio i suoi consiglieri, nella giornata di ieri, a far mancare il numero legale in Commissione proprio sulla discussione degli emendamenti in oggetto. Prendiamo atto che la notte ha portato consiglio e che alla fine tutto il Pdl ha deciso di votare a favore delle proposte successivamente sottoscritte anche da due suoi rappresentanti, ma da qui ad assumersene cotanto vanto il passo appare lungo e a dir poco azzardato”.
“Se poi vogliamo fare riferimento ai voti contrari espressi oggi dalla Terza Commissione su alcuni importanti pareri finanziari”, conclude il capogruppo, “con autorevoli forze politiche della maggioranza che si sono espresse contro i provvedimenti presentati dalla Giunta, e al fatto che la Quarta Commissione non ha potuto lavorare perché alcuni settori della coalizione di governo hanno contribuito a far mancare il numero legale, le ragioni per cui l’on. Pittalis dovrebbe gioire si riducono notevolmente. Anzi, se è questo lo stato di salute della sua maggioranza, viene da chiedersi quanto possa giovare alla Sardegna il protrarsi di una tale agonia”.

domenica, dicembre 02, 2012

Fiume Santo, incidente causato dal totale disimpegno di E.On.

“La perdita di olio combustibile che si è verificata sabato nella centrale elettrica di Fiume Santo va necessariamente ricondotta al totale disimpegno di E.On., che da due anni ormai ha cessato qualsiasi investimento nel sito, compresi i più elementari e indispensabili interventi di manutenzione”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Massimo Mulas.
“Ciò che è accaduto ieri è la dimostrazione di quali rischi la negligenza della multinazionale tedesca può comportare per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza della popolazione”, sottolineano Diana e Mulas. “Senza contare che, se E.On. avesse provveduto nei tempi prestabiliti dagli accordi sottoscritti da tempo con le Istituzioni alla sostituzione dei due vecchi gruppi a olio combustibile con il nuovo gruppo a carbone, che invece non intende più realizzare, l’incidente non si sarebbe mai potuto verificare. In tutto questo continua a stupire l’assenza della Giunta regionale, oltre che del Governo nazionale: nessuno dei due sta facendo nulla né per cercare di ricondurre E.On. al rispetto degli impegni sottoscritti, né per favorire la cessione della centrale ai soggetti che hanno manifestato interesse a realizzare il piano industriale presentato a suo tempo dalla multinazionale e rimasto lettera morta”.
“A questo punto, diventa quanto mai necessario e non più procrastinabile”, concludono i due, “che venga messa subito in discussione l’interpellanza presentata dal gruppo Sardegna E’ Già Domani sulla mancata attuazione dell’Ordine del Giorno su Fiume Santo approvato dal Consiglio regionale lo scorso 17 maggio, affinché la Giunta sia chiamata ad assumersi la responsabilità delle proprie omissioni su una vicenda che pesa come un macigno sull’economia del Nord Sardegna e che minaccia di aggravare la desertificazione produttiva di uno dei territori più penalizzati dell’Isola, lasciandosi dietro centinaia di disoccupati, una devastazione ambientale senza precedenti e conseguenti, gravissimi pericoli per la salute dei cittadini”.

lunedì, novembre 19, 2012

Visita Cappellacci in Qatar, investimenti non solo in Costa Smeralda e nel Sud Sardegna

“La visita del presidente Cappellacci in Qatar non sia l’ennesima occasione per attirare investimenti nei soliti territori ma serva per favorire lo sviluppo di quelle zone dell’Isola rimaste finora ai margini dell’industria turistica”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, commentando la visita a Doha del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per incontrare il Capo di Stato qatariota che ha recentemente rilevato la titolarità delle strutture ricettive della Costa Smeralda. “La Sardegna non è solo il Nord-Est e il litorale meridionale ma ha altre zone meritevoli di considerazione che si candidano per gli investimenti che l’emiro Al Thani ha annunciato di voler realizzare nell’Isola”.
“La Provincia di Oristano, ad esempio, potrebbe ospitare il centro per l’allevamento di cavalli di razza araba che, stando a quanto riportano le cronache, la Regione sembra voler dirottare dalla Costa Smeralda nella zona di Pula”, argomenta Diana. “Un’idea, quest’ultima, del tutto incomprensibile, da un lato perché non si farebbe altro che trasferire risorse tra due aree già abbondantemente privilegiate dagli investimenti in campo turistico e dall’altro perché la stessa Regione ha investito ingenti risorse per la realizzazione del progetto Horse Country nella Provincia di Oristano, area storicamente vocata alle attività equestri, e non avrebbe alcun interesse nel non valorizzare tale investimento. Il progetto coinvolge ventotto comuni dell’Oristanese e sessantasei soggetti privati, per un investimento complessivo di 97 milioni di euro, il 70 per cento dei quali di provenienza pubblica. Sono stati realizzati maneggi, punti ristoro e strutture ricettive in tutto il territorio, con nucleo centrale l’Horse Country Resort di Ala Birdi (900 posti letto distribuiti tra tre alberghi a quattro stelle e un maneggio coperto con tribune per 1.200 spettatori): il grande allevamento pensato dall’emiro Al Thani si integrerebbe perfettamente in un contesto simile”.
“L’auspicio è che la visita di Cappellacci in Qatar abbia l’obiettivo di favorire uno sviluppo turistico armonico di tutti i territori isolani, con un occhio di riguardo verso quelli in cui tale sviluppo è appena agli inizi”, conclude il capogruppo. “Per questo, gli investimenti non dovrebbero trascurare la Sardegna centrale, rimasta finora pressoché ignorata dall’attuale Giunta regionale”.

mercoledì, novembre 14, 2012

Finanziaria, esercizio provvisorio fino a definizione della vertenza con lo Stato

Consentire il ricorso all’esercizio provvisorio di bilancio fino alla definizione della vertenza con lo Stato sulle entrate erariali e sulla rimodulazione del patto di stabilità: è quanto prevede una proposta di legge del gruppo Sardegna E’ Già Domani, depositata la scorsa settimana e presentata stamani durante una conferenza stampa in Consiglio regionale. La proposta prevede che, in caso di mancata approvazione della legge finanziaria, la Giunta possa spendere le risorse del bilancio regionale in dodicesimi a tempo indeterminato, senza più il limite dei quattro mesi imposto dalla legge regionale di contabilità.
“Nell’attuale situazione, la Giunta non è in grado di presentare un disegno di legge finanziaria”, ha rilevato il primo firmatario della proposta, il capogruppo Mario Diana, in conferenza stampa. Il rapporto con il Governo è diventato inconcepibile: nonostante la Corte dei Conti abbia riconosciuto l’entità delle entrate spettanti alla Sardegna, non è cambiato nulla, anche perché è inutile avere le risorse disponibili se non si possono spendere a causa del patto di stabilità”.
“Quando si va in esercizio provvisorio, i tempi si allungano e in quel periodo si fa solo ordinaria amministrazione, non si prendono decisioni di rilievo”, ha sottolineato il capogruppo, spiegando per quali ragioni è stata presentata la proposta. “Con questo meccanismo, diamo alla Giunta la possibilità di spendere risorse importanti. Non imbarchiamoci in due mesi di esercizio provvisorio e in una tiritera che vedrà il Consiglio impegnato per due mesi a definire la manovra di bilancio. Distogliamo la nostra attenzione da una finanziaria lunghissima, che provocherà nuove tensioni politiche, e impegnamoci in altre cose”.
“La finanziaria è inutile quando il sistema legislativo funziona”, ha evidenziato Roberto Capelli. “Troppo spesso è una legge omnibus in cui si portano emendamenti o norme dell’ultim’ora per tappare buchi causati dalle carenze legislative di Giunta e Consiglio. La Sardegna è l’unica Regione in cui se ne discute da ottobre a febbraio: se non si fa la finanziaria, nelle altre Regioni non muore nessuno”.
Sulla vertenza con lo Stato, Capelli ha poi aggiunto: “Per l’ennesima volta sta mancando un’autorevole azione politica della Giunta verso il Governo. Da tempo abbiamo dato mandato all’esecutivo perché porti avanti una vertenza unitaria, ma siamo ancora fermi in commissione paritetica Stato-Regione, dove non c’è una forte indicazione politica da parte di quest’ultima. C’è la proposta di sforare il patto di stabilità: benissimo, facciamolo! Ma tutto questo non può ridursi a una conferenza stampa, a mio avviso inopportuna, dell’Assessore alla Programmazione. Prima di tutto ci si deve confrontare con il Consiglio, con gli attori locali, con le parti sociali, per trovare delle soluzioni condivise”. E ancora: “Credo che questa finanziaria sarà un momento molto triste della legislatura, soprattutto perché chi deve guidare non ha le idee chiare”.
“Credo che quest’anno si andrà sicuramente al commissariamento dell’Assemblea, perché non saremo in grado di approvare la manovra”, ha rimarcato Diana. “La preoccupazione è che si vogliano introdurre norme che diano più discrezionalità di spesa alla Giunta e al Presidente. Basti pensare che la legge di riordino del sistema sanitario regionale, approvata un mese fa, non è ancora in vigore perché il presidente Cappellacci non ha firmato il decreto di pubblicazione sul Buras”.
“Non capiamo perché si sia fatta la finanziaria quando le entrate non erano sicure e non la si possa fare ora che lo sono”, ha concluso Capelli. “Le entrate sono sicure, solo i tempi del loro trasferimento non lo sono. Con la nostra proposta, demandiamo al Governo la definizione di tali tempi”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Massimo Mulas, tra gli altri firmatari della proposta di legge.

giovedì, novembre 08, 2012

Fiume Santo, cosa sta facendo la Giunta regionale per salvare la centrale?

“Cosa ha fatto finora la Giunta regionale per salvare la centrale E.On di Fiume Santo, mettendo in pratica l’ordine del giorno approvato il 17 maggio dal Consiglio?”, lo chiedono i consiglieri regionali del gruppo Sardegna E’ Già Domani in un’interpellanza (primo firmatario il capogruppo Mario Diana, cui seguono Nanni Campus, Roberto Capelli e Massimo Mulas) rivolta al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale all’Industria, Alessandra Zedda.
Nell’ordine del giorno, incentrato sulla realizzazione del quinto gruppo a carbone in sostituzione delle due unità ad olio combustibile ancora operative nella centrale, “si rilevano”, ricordano gli interpellanti, “le condizioni di svantaggio di cui la Sardegna soffre a causa dell’insularità e della carenza di infrastrutture” e “gli effetti penalizzanti di tale carenza sulle prospettive di ripresa economica”, sottolineando “la necessità di realizzare il nuovo gruppo a carbone da 410 MW, la cui costruzione è ritenuta improrogabile e strategica”.  “Nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali tenutosi il 5 ottobre a Roma”, si legge ancora nell’interpellanza, “E.On ha annunciato una riduzione del personale impiegato in Italia pari al 65 per cento, lasciando così intendere l’intenzione di non procedere alla realizzazione del nuovo gruppo”.
“E.On ha già ridotto ben al di sotto del minimo indispensabile gli interventi di manutenzione ordinaria nel sito, con conseguenti, gravissimi pericoli per la sicurezza dei lavoratori e della popolazione residente nel territorio circostante”, sottolineano i consiglieri di Sègd. Non solo, perché, “a seguito del drastico taglio degli investimenti nella manutenzione, le imprese esterne operanti nel sito in regime di appalto stanno riducendo i propri organici, con pesanti ricadute sulla situazione occupazionale di un territorio già gravemente colpito dalla crisi industriale che investe la Sardegna, sull’ordine pubblico e sulla stessa produzione energetica, come dimostrano le manifestazioni di protesta del 5 e 6 novembre”.
I consiglieri di Sègd chiedono perciò a Cappellacci e Zedda cosa ha fatto finora la Giunta per attuare l’ordine del giorno e con quali risultati, e cos’altro intende fare in tal senso. Nel caso in cui non fosse stata messa in atto alcuna misura per cercare di salvare la centrale, gli interpellanti sollecitano l’esecutivo a “prendere atto del proprio fallimento nell’affrontare la vertenza e trarne le debite conseguenze”.




INTERPELLANZA DIANA Mario – CAMPUS – CAPELLI – MULAS sulla mancata attuazione dell’Ordine del Giorno n. 81


I sottoscritti,

PREMESSO che, il 17 maggio u.s., il Consiglio regionale ha approvato l’Ordine del Giorno n. 81 sulla realizzazione del quinto gruppo a carbone in sostituzione delle due unità ad olio combustibile nella centrale termoelettrica di Fiume Santo;

CONSIDERATO che, nel suddetto Ordine del Giorno, si rilevano le condizioni di svantaggio di cui la Sardegna soffre a causa dell’insularità e della carenza di infrastrutture, in particolare nei settori dell’energia e dei trasporti, e gli effetti penalizzanti di tale carenza sulle prospettive di ripresa economica delle attività imprenditoriali isolane, sottolineando la necessità di realizzare il nuovo gruppo a carbone da 410 MW nella centrale E.On di Fiume Santo, la cui costruzione è ritenuta improrogabile e strategica, che è stato oggetto di più intese tra l’Amministrazione regionale e l’azienda tedesca e per il quale quest’ultima ha ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni alla costruzione;

RILEVATO che, nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali di categoria tenutosi il 5 ottobre u.s. a Roma, E.On ha annunciato una riduzione del personale impiegato in Italia pari al 65 per cento, lasciando così intendere l’intenzione di non procedere alla realizzazione del nuovo gruppo a carbone nella centrale di Fiume Santo in coincidenza con la cessazione dell’attività dei due gruppi ad olio combustibile, già operanti in regime di proroga poiché non in regola con la normativa vigente in materia di emissioni inquinanti, che dovrà obbligatoriamente avvenire entro il 2013;

PRESO ATTO che E.On ha già ridotto ben al di sotto del minimo indispensabile gli interventi di manutenzione ordinaria nel sito di Fiume Santo, con conseguenti, gravissimi pericoli per la sicurezza dei lavoratori e della popolazione residente nel territorio circostante;

AGGIUNTO che, a seguito del drastico taglio degli investimenti di E.On nella manutenzione, le imprese esterne operanti nel sito in regime di appalto stanno riducendo i propri organici, con pesanti ricadute sulla situazione occupazionale di un territorio già gravemente colpito dalla crisi industriale che investe la Sardegna, sull’ordine pubblico e sulla stessa produzione energetica, come dimostrano le manifestazioni di protesta del 5 e 6 novembre uu.ss., quando gli operai licenziati da una ditta dell’indotto hanno bloccato quasi del tutto l’attività della centrale;


CHIEDONO DI INTERPELLARE
il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Industria
affinché riferiscano

  • Quali misure la Giunta regionale ha adottato al fine di dare attuazione al dettato dell’Ordine del Giorno n. 81 e con quali risultati;
  • Quali ulteriori misure la Giunta regionale intende adottare al fine di dare attuazione all’Ordine del Giorno di cui sopra;
  • Nel caso in cui non fosse stata adottata alcuna misura o non fosse stato prodotto alcun risultato, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di prendere atto del proprio fallimento nell’affrontare la vertenza in oggetto e trarne le debite conseguenze.


venerdì, ottobre 19, 2012

Vertenza Sardegna, no a vertice Villa Devoto, convocare il Governo nell’Isola


Il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, non parteciperà alla riunione convocata per domattina a Villa Devoto dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per discutere dei temi legati alla cosiddetta ‘Vertenza Sardegna’. “La notizia, uscita oggi pomeriggio, dell’imminente visita nell’Isola di tre ministri del governo Monti per discutere delle prospettive economiche, occupazionali e sociali del Sulcis è la manifestazione più lampante delle ragioni che mi hanno spinto a decidere di disertare l’incontro”, spiega Diana.
“L’impostazione data dal governatore Cappellacci al confronto istituzionale con il Governo, infatti”, sottolinea il capogruppo, “continua ad essere quella di accettare la visione parziale e limitata della vertenza che l’esecutivo pretende di imporci. Una visione, è doveroso ricordarlo, che va in direzione diametralmente opposta ai contenuti dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 14 febbraio scorso. Non esiste una ‘Vertenza Sulcis’ separata da quella che riguarda il resto della nostra Regione: i problemi dell’Isola sono quelli noti e sono comuni a tutti i territori. Solo affrontandoli complessivamente sarà possibile porre le basi affinché ciascun territorio sardo sia messo nelle condizioni di uscire dalla crisi e rilanciare il proprio sviluppo”.
“Pertanto, non intendo prestarmi ulteriormente a operazioni che nulla hanno a che vedere con ciò che dovrebbe fare la Giunta regionale, vale a dire attuare l’indirizzo politico ricevuto dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato”, conclude il capogruppo, “e ciò può essere fatto in un unico modo: richiedendo la convocazione del Consiglio dei Ministri in Sardegna, affinché nell’Isola, attraverso il confronto con i rappresentanti della società e dei territori, possano essere assunte le decisioni necessarie a risolvere una volta per tutte la nostra vertenza. Ogni altra azione è destinata soltanto a prolungare l’agonia della Sardegna, senza poter portare alcun risultato utile”.

venerdì, ottobre 05, 2012

Fiume Santo, lo smantellamento della centrale è un insulto a tutta la Sardegna

“La decisione di E.On. di procedere allo smantellamento dei gruppi a olio combustibile nella centrale elettrica di Fiume Santo, senza contestualmente dare attuazione alle intese con la Regione che prevedono la realizzazione di un nuovo gruppo a carbone e riducendo del 65 per cento il personale impiegato, è un deliberato insulto al territorio, a tutta la Sardegna e al Consiglio regionale, sua massima espressione democratica”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“L’ordine del giorno approvato dall’Assemblea il 17 maggio scorso, nel quale si sollecita l’impegno della Regione affinché E.On. proceda alla realizzazione del gruppo a carbone o, in alternativa, ceda la centrale ad altri gruppi industriali interessati a portare avanti tale progetto (si parla del gruppo Clivati-Indorama, la cui manifestazione di interesse sarebbe stata ignorata), è rimasto inattuato”, denuncia Diana. “Ciò è potuto accadere in conseguenza della totale inerzia della Giunta regionale e della sudditanza del Governo nei confronti della multinazionale tedesca, a dispetto dell’importanza che l’opera avrebbe per il sistema produttivo isolano e delle sue ricadute occupazionali. Senza dimenticare che E.On. viene profumatamente remunerata da Terna, poiché la centrale di Fiume Santo, benché obsoleta e altamente inquinante, è inserita tra gli impianti essenziali per il sistema energetico nazionale, e che si continua a sorvolare con fin troppa generosità sulla mancata attuazione delle bonifiche ambientali da parte della multinazionale”.
“All’inizio della prossima settimana”, preannuncia il capogruppo, “presenterò un’interpellanza affinché il presidente Cappellacci venga a riferire in Consiglio regionale sulla mancata ottemperanza dell’esecutivo al dettato dell’ordine del giorno consiliare. Le continue provocazioni di E.On. non possono essere ignorate: è necessaria la massima mobilitazione istituzionale per salvare Fiume Santo e sottrarre finalmente la Sardegna al duopolio energetico Enel-E.On.”.

giovedì, ottobre 04, 2012

Costi della politica, solo da Consiglio regionale tagli reali e verificabili


“Mentre il Consiglio regionale prosegue il percorso di riduzione delle proprie spese di funzionamento, operazione che ci vede nel ruolo di apripista tra le assemblee legislative italiane, compresi i due rami del Parlamento, sarebbe utile avere maggiori dettagli su come realmente stanno operando la Presidenza della Regione e la Giunta regionale al fine di ridurre i loro costi”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Mentre la prima Istituzione sarda, sin dall’inizio della legislatura, sta tagliando costantemente le proprie spese, il presidente Cappellacci sembra preferire concentrarsi maggiormente sul rivendicare come propri i meriti altrui, lasciando invece in un alone di indeterminazione quelli che realmente gli spettano, forse al fine di amplificarne la percezione ben oltre la loro vera sostanza”, prosegue Diana. “A quanto ammontano le risorse risparmiate dall’esecutivo con la riduzione dei consigli di amministrazione degli enti e delle agenzie regionali e di quelli delle società controllate dalla Regione? Di quanto si sono ridotti gli emolumenti di Cappellacci con il taglio dell’indennità aggiuntiva che gli spetta, oltre a quella di consigliere regionale che continua regolarmente a percepire, per la carica di Presidente della Regione? Infine, a quanto ammontano i rimborsi spese che il governatore percepisce da quando ha deciso di rinunciare all’auto blu e di utilizzare il mezzo privato?”
“I tagli operati dal Consiglio al proprio bilancio sono reali, chiari nelle cifre e facilmente verificabili, come dimostrano i 20 milioni di euro di risorse liberate dall’inizio della legislatura a oggi e destinate alla lotta alla crisi economica e al rilancio dell’economia”, conclude il capogruppo. “Cappellacci è in grado di quantificare con altrettanta precisione quanti soldi in più sono stati immessi nel sistema produttivo sardo per merito dei suoi tagli? Fino a quando tale somma non sarà resa nota, sarebbe meglio che il governatore, per il bene della propria immagine politica, rinunciasse a porsi in competizione con l’Assemblea su una materia in cui difficilmente potrà prevalere”.

venerdì, settembre 21, 2012

Commissione Enve, nelle priorità di Cappellacci nessun riferimento ai problemi dell’Isola


“La nomina del governatore Cappellacci alla presidenza della commissione Enve del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, oltre a dare lustro internazionale alla Sardegna, può fornire delle importanti occasioni per proporre con maggior forza nelle sedi comunitarie i tanti e gravi problemi di cui soffre il comparto energetico isolano”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Sappiamo bene che i problemi legati alla produzione e alla distribuzione dell’energia elettrica sono tra le cause più importanti della crisi che investe tutti i comparti produttivi sardi e, in modo particolare, l’industria”, sottolinea Diana. “L’alto costo dell’energia, la necessità di soddisfare il fabbisogno delle cosiddette industrie ‘energivore’ e di sostituire gli impianti di produzione obsoleti, insicuri ed inquinanti (si vedano, in particolare, i gruppi ad olio combustibile della centrale di Fiumesanto), la concentrazione del mercato nelle mani di un numero limitato di operatori (come il duopolio Enel-E.On. in Sardegna), il rischio che importanti realtà produttive possano chiudere a causa delle distorsioni nel mercato (Ottana Energia su tutte): sono queste le tematiche su cui, principalmente, ci aspettiamo l’impegno di Cappellacci nelle sue nuove vesti di presidente della commissione Enve”.
“Peccato però che, nelle priorità che il presidente ha illustrato stamani, non vi sia nessuno di questi punti”, conclude il capogruppo, “così come non si parla dei progetti sperimentali come quelli con cui si vorrebbe rilanciare la Carbosulcis o dell’incentivazione dell’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili da parte delle aziende agricole. Insomma, un inizio piuttosto deludente”.

martedì, settembre 18, 2012

Vertenza Sardegna, convocare il Consiglio dei Ministri nell’Isola

“L’appello lanciato dal Presidente della Provincia di Carbonia e Iglesias, Tore Cherchi, affinché i ministri investiti delle vertenze industriali del Sulcis si rechino nell’Isola per esaminare in prima persona la drammatica situazione del territorio”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, “è senza dubbio apprezzabile, ma temo che possa non essere sufficiente per risolvere la crisi che investe la Provincia più povera d’Italia e sicuramente non è adeguato affinché sia affrontata in modo unitario la cosiddetta ‘vertenza Sardegna’, che parte dalla necessità di rilanciare lo sviluppo dell’intera Regione”.
“E’ ormai necessario e non più procrastinabile”, prosegue Diana, “che il premier Mario Monti convochi il Consiglio dei Ministri nell’Isola al fine di confrontarsi con gli enti locali, con i sindacati e con i rappresentanti di tutte le categorie produttive e trovare così delle soluzioni concrete ai problemi, partendo dalla piattaforma individuata dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato lo scorso 14 febbraio”.
“Solo così”, conclude il capogruppo, “sarà possibile sottrarre le sorti della Sardegna ad una situazione in cui la mancanza di buona volontà da parte del Governo, l’incapacità di viceministri e sottosegretari e l’inconsistenza della Giunta regionale fanno sì che i problemi dell’Isola restino eternamente irrisolti e che la crisi economica si vada sempre più aggravando, con il rischio che interi territori siano condannati a morte per colpa delle omissioni di chi avrebbe dovuto lavorare per salvarli”.

sabato, settembre 15, 2012

Vertenza entrate, il saldo una manovra del Governo per allentare la tensione sociale?

“La prima cosa che viene istintivo sperare, riguardo la notizia dell’imminente saldo da parte del Governo di un’ulteriore quota del debito pregresso relativo alla cosiddetta ‘vertenza entrate’, è che non si tratti di una manovra di facciata con cui l’esecutivo nazionale intende cercare di allentare la tensione sociale che si va accumulando in Sardegna”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana.
“Il timore è che la battaglia che si è scatenata oggi tra la Giunta regionale e il Partito Democratico per cercare di attribuirsi il merito del risultato possa risolversi in una vittoria di Pirro ai danni dei sardi”, argomenta Diana. “Come giustamente afferma l’assessore La Spisa, infatti, ancora non è certo neppure che le risorse che si prevede di stanziare nel disegno di legge di assestamento del bilancio statale siano nuove e aggiuntive rispetto a quelle di cui è già previsto il trasferimento nelle casse regionali. Inoltre, se anche le risorse fossero aggiuntive, non potrebbero in ogni caso essere spese a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Insomma, il governo Monti, probabilmente, sta cercando di risolvere la ‘vertenza entrate’ con una manovra a costo zero per le casse dello Stato. Una manovra del genere, però, non contribuirà in alcun modo a risolvere vertenze come quelle di Alcoa, Ottana Energia, Vinyls e via dicendo, né a rilanciare alcuno dei comparti produttivi isolani stremati dalla crisi”.
“Stupisce, infine, vedere che il presidente Cappellacci sembra quasi cadere dalle nuvole nell’apprendere la notizia, che difatti è stata diffusa in prima battuta dal Pd”, conclude il capogruppo. “Come mai, quando il Consiglio dei Ministri ha discusso al suo interno un provvedimento che riguardava la Sardegna, il nostro governatore non è stato convocato a partecipare alla seduta, così come prevede lo Statuto? Sembra di assistere a una sorta di ‘commissariamento’ di Cappellacci e della Giunta regionale da parte del Governo, l’ennesima dimostrazione che l’esperienza politica dell’attuale esecutivo è ormai agli sgoccioli”.