sabato, agosto 03, 2013

E.On. sbaglia investimenti e viene ripagata con i soldi dei contribuenti


“E’ sufficiente leggere l’articolo di Stefano Agnoli sul Corriere della Sera di oggi per capire quali sono i rapporti tra la multinazionale tedesca E.On. e il Governo italiano: sarà infatti di circa 60 milioni di euro all’anno per dieci anni il riconoscimento del ‘fattore di garanzia’ per la multinazionale tedesca in qualità di comproprietaria del rigassificatore di Livorno, opera fallimentare definita infrastruttura essenziale dal Ministero per lo Sviluppo Economico”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, intervenendo ancora una volta sulla vertenza Fiume Santo.
“Si tratta di risorse che vanno a gravare sulla bolletta energetica dei contribuenti italiani, niente di più di quanto la stessa multinazionale ottiene in Sardegna nel settore elettrico, con il sostegno di Terna e con il silenzio tombale del presidente Cappellacci”, sottolinea Diana. “Gli innumerevoli casi di inquinamento a Fiume Santo – 26 solo negli ultimi anni – non possono non prevedere un immediato e drastico intervento nei confronti dell’azienda tedesca e un’imposizione del governo affinché la stessa E.On. liberi il campo o dia immediato avvio alla costruzione del nuovo gruppo a carbone, con la contestuale dismissione dei vecchi gruppi ad olio combustibile e la bonifica del sito”.

Legge elettorale, difendere norma su incandidabilità del Presidente dimissionario


“La norma che prevede l’incandidabilità al successivo turno elettorale per il Presidente della Regione che, dimettendosi, provoca lo scioglimento del Consiglio ha lo scopo di tutelare la democrazia e di ristabilire l’equilibrio tra potere legislativo ed esecutivo, oggi sbilanciato a favore di quest’ultimo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la decisione del Governo di impugnare per un presunto vizio di costituzionalità la legge statutaria elettorale recentemente approvata dall’Assemblea. “Pertanto, auspico che venga difesa davanti alla Corte Costituzionale e possa, in futuro, essere adottata anche dalle altre Regioni italiane”.
“Al contrario di quanto va dicendo il presidente Cappellacci, la norma è stata studiata appositamente per evitare i ‘muretti a secco’, rendendo le conseguenze di una prova di forza tra Giunta e Consiglio altrettanto pesanti per entrambe le parti, come è giusto che sia”, spiega Diana. “Del resto, il Presidente, ignorante di quanto è accaduto nella passata legislatura, quando non sedeva tra i banchi del Consiglio regionale, non sa che un episodio del genere si è già verificato e potrebbe facilmente verificarsi di nuovo in futuro se non si intervenisse con una norma come quella impugnata. Viceversa, non mi aspetto affatto che una simile eventualità possa capitare nella legislatura in corso”.
“Affinché il governatore e la sua maggioranza arrivino allo scontro su una proposta all’esame dell’Aula, infatti, è necessario che entrambe le parti siano disposte a lavorare per realizzare qualcosa di concreto e non siano impegnate soltanto a spartirsi il potere e le poltrone, vale a dire l’esatto contrario di quanto sta accadendo in questa legislatura”, conclude il capogruppo. “Se così non fosse, non mi sarei visto costretto a candidarmi a rappresentare il mio partito, il Popolo della Libertà, alle primarie per la scelta del candidato Presidente del centrodestra alle regionali del prossimo anno”.

giovedì, agosto 01, 2013

Primarie centrodestra, Diana annuncia la sua candidatura


“Dal momento che sembra emergere, all’interno della coalizione di centrodestra, un orientamento diffuso in favore dello svolgimento delle primarie in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, annuncio sin da ora la mia candidatura”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“Accolgo molto positivamente questa novità: finalmente in tutti i partiti del centrodestra ci si è resi conto di quanto vado dicendo da almeno due mesi, cioè che non si può pensare di vincere le elezioni con un candidato presidente autoimposto”, spiega Diana. “La mia scelta di correre per le primarie, che siano di coalizione o limitate al solo Popolo della Libertà, è il naturale compimento del percorso politico intrapreso con la fondazione del gruppo Sardegna E’ Già Domani. E’ evidente l’incapacità a governare la Sardegna mostrata in oltre quattro anni dal presidente Cappellacci; per questo, sono convinto che una sua eventuale ricandidatura porterebbe il centrodestra alla sconfitta. Da tempo ho scelto di non nascondermi in un’appartenenza di comodo alla maggioranza che governa la Regione e di passare all’opposizione, perché sono convinto che, nella gravissima situazione di crisi in cui versa la Sardegna, Cappellacci non rappresenti una soluzione ma un ulteriore problema”.
“Con le primarie”, conclude il capogruppo, “anche gli elettori del centrodestra potranno dire la loro su questo punto e sono certo che il risultato della consultazione rappresenterà un’amara sorpresa per alcuni. Io, dal canto mio, ho intenzione di fare tutto il possibile per rilanciare un partito e una coalizione che possono vincere le elezioni contro un centrosinistra allo sbando e privo di candidati credibili, a patto che si liberino di chi, nel corso di questa legislatura, unendo l’insipienza all’arroganza ha frantumato il centrodestra e portato l’Isola al tracollo”.

mercoledì, luglio 31, 2013

Province, anziché sparare a zero, Cossa si dimetta da vicepresidente del Consiglio


“Anche quest’anno, i Riformatori, ed in particolare l’on. Cossa, arrivati alle soglie del mese di agosto, si mettono in luce per la loro abilità nei classici giochi da spiaggia. Quello che a loro riesce meglio è sempre lo stesso: sparare ad alzo zero su tutto e tutti per coprire le responsabilità loro e dei loro alleati, cioè quelli che finora non sono riusciti a mettersi d’accordo per portare in Aula la legge per la riforma delle autonomie locali”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando al comunicato stampa del vicepresidente dell’Assemblea, il riformatore Michele Cossa.
“Le parole dell’on. Cossa sono un insulto per le istituzioni e devono essere immediatamente ritirate”, attacca Diana. “Se quella che lui chiama ‘rottamazione delle Province’ non è ancora andata in porto, la colpa è solo ed esclusivamente della maggioranza di cui il suo partito fa parte. In via Roma non è in corso alcun complotto per andare in ferie, stiamo semplicemente aspettando che la coalizione che sostiene la giunta Cappellacci abbia finito di fare i suoi comodi e si decida a portare in discussione la proposta di riforma. E’ evidente che i problemi sono di natura politica e l’uscita ad effetto del vicepresidente ne è la prova: la maggioranza la sta tirando per le lunghe perché non riesce a trovare un accordo al suo interno”.
“Invece di lanciare messaggi criptici, di sparare nel mucchio per non fare troppo danno a qualcuno in particolare, l’on. Cossa sia coerente: abbandoni la vicepresidenza di questo vituperato Consiglio e facciano altrettanto i Riformatori con i loro posti di potere e sottopotere”, conclude il capogruppo. “Facciano, una volta tanto, qualcosa di serio: si sfilino da una maggioranza che fa di tutto per inventarsi il modo per ignorare le loro istanze, rinuncino alle comode poltrone e si battano veramente per le proposte che vogliono portare avanti. E’ troppo facile protestare a gran voce la propria innocenza agli occhi degli elettori quando si sceglie quotidianamente di essere corresponsabili di chi vuole lasciare le cose come stanno, con dei commissari-feudatari che si vuole tenere in carica fino alle regionali del prossimo anno affinché curino, con poteri assoluti e sperperando i soldi rimasti nelle casse delle Province, gli interessi di chi li ha nominati”.

lunedì, luglio 29, 2013

Fiume Santo, no a proroga centrale E.On.

“La proroga di 700 ore del funzionamento dei gruppi 1 e 2 ad olio combustibile della centrale E.On. di Fiume Santo, concessa oggi dal Prefetto di Sassari, è uno schiaffo al territorio e alle centinaia di lavoratori della centrale che rischiano di restare disoccupati a causa degli esuberi decisi dalla multinazionale tedesca, e deve essere immediatamente revocata”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
“I gruppi 1 e 2 sono obsoleti, inquinanti, estremamente pericolosi per la popolazione e per l’ambiente, e dovevano essere chiusi anni fa”, sottolinea Diana. “Peraltro, in presenza di tutte le necessarie autorizzazioni per la realizzazione di un nuovo gruppo a carbone, non sussiste alcuna ragione per cui i vecchi gruppi ad olio combustibile debbano continuare a funzionare: si dia il via immediatamente alla realizzazione del nuovo gruppo e si chiudano quelli già più volte autorizzati in regime di proroga, in barba a tutte le norme possibili e immaginabili, comprese quelle del buon senso. Se poi E.On., come ormai è chiaro, non ha più intenzione di investire in Sardegna, tolga il disturbo e lasci spazio ai soggetti che si sono fatti avanti per rilevare la centrale e realizzare il piano industriale che prevede la realizzazione del nuovo gruppo: nessuno, nell’Isola, sentirà la sua mancanza, tranne forse il gestore della rete elettrica, che con la multinazionale tedesca sembra essere in rapporti di affari tanto buoni da fare spesso dubitare della sua terzietà”.
“La Regione, infine, farebbe bene a valutare con attenzione una decisione che svela inequivocabilmente l’orientamento del Governo nella vertenza Fiume Santo”, conclude il capogruppo. “Come se non bastasse la politica aziendale di Terna, la decisione del Prefetto è un segnale lampante: l’esecutivo nazionale è totalmente appiattito sulle posizioni di E.On. e non assumerà alcuna decisione che vada in direzione contraria ai suoi interessi. Mai come oggi, è indispensabile che sia Viale Trento a prendere in mano la vertenza, dimostrando di essere capace di assumere decisioni coraggiose che permettano di salvare centinaia di posti di lavoro e di liberare l’Isola da un duopolio elettrico che sta contribuendo ad affossare la nostra economia”.

martedì, luglio 16, 2013

Province, i commissari si ‘allargano’ i poteri

Quali sono i poteri attribuiti ai commissari straordinari delle Province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio? E’ possibile che i quattro ‘liquidatori’ nominati dalla giunta Cappellacci stiano esercitando funzioni che vanno al di là delle loro competenze? E’ quello che chiede in un’interpellanza il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana.
Diana parte da un assunto: tanto nella leggina recentemente approvata dall’Assemblea per consentire il commissariamento, quanto nella delibera contenente l’indicazione dei commissari, nei successivi decreti presidenziali di nomina e in tutti i riferimenti normativi richiamati in tali atti, sembra che i commissari “non abbiano alcuna funzione e alcun potere al di fuori di quelli esplicitati nei decreti di nomina, vale a dire nell’art. 1, comma 3, della L.R. n. 15/2013”. Cioè, in estrema sintesi, le funzioni liquidatorie e la gestione dell’ordinaria amministrazione.
Ciononostante, il commissario straordinario per il Medio Campidano, il 10 luglio, ha adottato vari decreti relativi, come si legge nell’interpellanza, “alla nomina del direttore generale della Provincia, al conferimento di tre incarichi dirigenziali e all’assunzione di due dipendenti, già nell’organico dello staff del Presidente della Provincia, inquadrati in un non meglio precisato ‘staff del commissario straordinario’”, facendo stampare i decreti su “una carta intestata recante la dicitura ‘con i poteri spettanti al Presidente della Provincia’”. Nel periodo tra l’11 e il 15 luglio, il commissario straordinario per la Gallura ha conferito otto incarichi dirigenziali e ha immesso nella pianta organica “tre dipendenti provenienti dalla direzione generale, dalla segreteria generale e dall’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia”. Il 9 luglio, il commissario straordinario per l’Ogliastra ha confermato in blocco tutti i dirigenti incaricati dal Presidente della Provincia decaduto, mentre sul sito Internet istituzionale della Provincia di Carbonia-Iglesias “non è riportato alcun atto assunto finora dal commissario straordinario”.
Il capogruppo chiede quindi al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale agli Enti Locali, Nicola Rassu, di riferire in Aula “quali sono tutti gli atti finora adottati dai commissari straordinari”, se ritengono che “la nomina dei direttori generali, la costituzione di uffici di staff, il conferimento di incarichi dirigenziali e la collocazione del personale nella pianta organica rientrino nella fattispecie dell’ordinaria amministrazione” e “se non ritengono altresì che gli atti finora adottati dai commissari straordinari sembrino configurare, da parte di questi, l’attribuzione a se stessi dei poteri propri dei Presidenti delle Province, diversamente da quanto stabilito dai decreti di nomina e dai riferimenti normativi in essi richiamati”. Infine, Diana chiede alla Giunta che “tutti gli atti assunti dai commissari straordinari al di fuori delle funzioni e dei poteri ad essi attribuiti con i decreti di nomina siano immediatamente revocati” e che “i commissari straordinari si limitino ad esercitare le funzioni e i poteri ad essi attribuiti” o, in alternativa, che il loro mandato sia revocato.



INTERPELLANZA DIANA Mario sulle funzioni e sui poteri attribuiti ai commissari straordinari delle Province sarde ai sensi della L.R. 28 giugno 2013, n. 15


Il sottoscritto,

PREMESSO che

  • L’art. 1, comma 3, della L.R. 28 giugno 2013, n. 15, recita quanto segue: “Al fine di assicurare la continuità dell’espletamento delle funzioni già svolte dalle province, nelle more dell’approvazione della legge di cui al comma 2, per le province, in relazione alle quali sono stati proposti i quesiti abrogativi, di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio, soppresse a seguito dei referendum svoltisi il 6 maggio 2012, e del relativo decreto del Presidente della Regione n. 73 del 25 maggio 2012, sono nominati, con delibera della Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, commissari straordinari che assicurano la continuità delle funzioni già svolte dalle province e predispongono entro sessanta giorni dall’insediamento gli atti contabili, finanziari e patrimoniali ricognitivi e liquidatori necessari per le procedure conseguenti alla riforma di cui al comma 2, con particolare riferimento a:
a) lo stato di consistenza dei beni immobili e mobili;
b) la ricognizione di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi;
c) la situazione di bilancio;
d) l’elenco dei procedimenti in corso;
e) le tabelle organiche, la composizione degli organici, l’elenco del personale per qualifiche e ogni altra indicazione utile a definirne la posizione giuridica”;
  • Si legge ancora, nel medesimo comma: “I commissari straordinari provvedono inoltre all’amministrazione ordinaria dell’ente e garantiscono il proseguimento dell’esercizio delle funzioni e dell’erogazione dei servizi alla data di entrata in vigore della presente legge, anche attraverso l’affidamento diretto ad organismi a totale partecipazione pubblica, nel rispetto della normativa comunitaria”;
  • Si legge inoltre, al comma 5 del medesimo articolo: “Per quanto non previsto dalla presente legge si applica la legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13 (Scioglimento degli organi degli enti locali e nomina dei commissari. Modifica alla legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane))”;


CONSIDERATO che

  • La citata L.R. n. 13/2005 non reca alcuna disposizione relativamente alle funzioni e ai poteri dei commissari straordinari ma, all’art. 2, comma 1, attribuisce alla Regione, con decreto del Presidente e previa deliberazione della Giunta, i poteri di scioglimento e commissariamento dei consigli provinciali ai sensi dell’art. 141 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
  • L’art. 141, comma 3, del D.Lgs. n. 267/2000, relativamente ai casi diversi dallo scioglimento dell’ente conseguente a impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Presidente della Provincia, dispone che “con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario, che esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso”;


PRESO ATTO che

  • Con Del. n. 25/10 del 2 luglio 2013, la Giunta regionale ha disposto la nomina dei commissari straordinari per le Province di cui alla L.R. n. 15/2013, attribuendo loro le funzioni liquidatorie e la gestione dell’ordinaria amministrazione secondo il dettato del già citato art. 1, comma 3, ripreso testualmente nel dispositivo della deliberazione;
  • Con i Decreti nn. 90-93 del 2 luglio 2013, il Presidente della Regione ha dato seguito alla deliberazione di cui sopra, richiamando ancora alla lettera, nell’attribuire le funzioni e i poteri ai commissari straordinari, il dettato dell’art. 1, comma 3, della L.R. n. 15/2013;
  • Si deve pertanto ritenere, non essendo stabilito alcunché relativamente ai poteri dei commissari straordinari né nella L.R. n. 13/2005, né nel D.Lgs. n. 267/2000 (che rimanda la definizione di tali poteri al decreto di nomina), che i commissari straordinari delle Province sarde non abbiano alcuna funzione e alcun potere al di fuori di quelli esplicitati nei decreti presidenziali di nomina, vale a dire nell’art. 1, comma 3, della L.R. n. 15/2013;


VERIFICATO che

  • Il commissario straordinario per la Provincia del Medio Campidano ha provveduto, con i Decreti nn. 1-7 del 10 luglio 2013, alla nomina del direttore generale della Provincia, al conferimento di tre incarichi dirigenziali e all’assunzione di due dipendenti, già nell’organico dello staff del Presidente della Provincia, inquadrati in un non meglio precisato “staff del commissario straordinario”;
  • Il commissario straordinario per la Provincia del Medio Campidano utilizza, per la redazione dei propri decreti, una carta intestata recante la dicitura “con i poteri spettanti al Presidente della Provincia”;
  • Il commissario straordinario per la Provincia di Olbia-Tempio ha provveduto, con i Decreti nn. 7-13 dell’11 luglio 2013 e con il Decreto n. 14 del 15 luglio 2013, al conferimento di otto incarichi dirigenziali;
  • Con il Decreto n. 15 del 15 luglio 2013, il commissario straordinario per la Provincia di Olbia-Tempio ha altresì provveduto all’immissione nella pianta organica dell’Ente di tre dipendenti provenienti dalla direzione generale, dalla segreteria generale e dall’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia;
  • Con il Decreto n. 1 del 9 luglio 2013, il commissario straordinario per la Provincia Ogliastra ha confermato tutti gli incarichi dirigenziali precedentemente in essere nella pianta organica dell’Ente;
  • Sul sito Internet istituzionale dell’Ente non è riportato alcun atto assunto finora dal commissario straordinario per la provincia di Carbonia-Iglesias;


RITENUTO che

  • Sia compito dei consiglieri regionali, nello svolgimento del sindacato ispettivo, vigilare sulla corretta attuazione del dettato delle leggi regionali ed in particolare, in questo caso, della L.R. n. 15/2013, sia da parte della Giunta regionale che dei commissari straordinari delle Province;


CHIEDE DI INTERPELLARE
il Presidente della Regione e l’Assessore regionale agli Enti Locali
affinché riferiscano

  • Quali sono tutti gli atti finora adottati dai commissari straordinari per le Province sarde nominati ai sensi della L.R. n. 15/2013;
  • Se ritengono che atti quali la nomina dei direttori generali, la costituzione di uffici di staff, il conferimento di incarichi dirigenziali e la collocazione del personale nella pianta organica rientrino nella fattispecie dell’ordinaria amministrazione;
  • Se non ritengono altresì che gli atti finora adottati dai commissari straordinari sembrino configurare, da parte di questi, l’attribuzione a se stessi dei poteri propri dei Presidenti delle Province, diversamente da quanto stabilito dai decreti di nomina e dai riferimenti normativi in essi richiamati;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché tutti gli atti assunti dai commissari straordinari al di fuori delle funzioni e dei poteri ad essi attribuiti con i decreti di nomina siano immediatamente revocati;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché i commissari straordinari si limitino ad esercitare le funzioni e i poteri ad essi attribuiti con i decreti di nomina o, in alternativa, affinché il loro mandato sia revocato.

mercoledì, giugno 19, 2013

Legge elettorale, soddisfazione per accordo che garantisce i diritti di tutte le forze politiche

Il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, si dichiara “molto soddisfatto” per l’accordo sulla legge statutaria elettorale raggiunto oggi pomeriggio in Prima Commissione, con il quale “è stato raccolto, con grande spirito di responsabilità da parte di tutte le parti politiche, l’appello della Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, affinché il nodo della legge elettorale venisse risolto nel più breve tempo possibile”.
“Il passaggio è stato utile per renderci conto, con un confronto più sereno e approfondito di quello visto in Aula nelle ultime settimane, che le diverse posizioni erano meno distanti di quanto potessero apparire”, spiega Diana. “Alla fine, abbiamo trovato una soluzione che consente di rafforzare il bipolarismo, garantire i diritti delle minoranze e assicurare la presenza delle forze minori, il tutto senza perdere di vista la rappresentatività e la governabilità. Più nel dettaglio, l’accordo prevede che non vi sia alcuna soglia di sbarramento per i partiti che si presentano all’interno di una coalizione (le soglie sono fissate al 10 per cento per le coalizioni e al 5 per cento per i partiti che corrono da soli) e che il premio di maggioranza sia assegnato con una quota fissa di consiglieri, 33 se la coalizione che vince non supera il 45 per cento e 36 se lo supera, garantendo così sia la stabilità della futura maggioranza che la possibilità per le opposizioni di incidere concretamente sui lavori dell’Assemblea”.
“L’auspicio per la ripresa dei lavori dell’Aula”, conclude il capogruppo, “è che la notte porti consiglio e che anche quelle forze politiche, come il Pd, che hanno scelto di astenersi in Commissione decidano di votare la legge, che rappresenterebbe così un risultato storico per il Consiglio regionale in carica”.

giovedì, giugno 06, 2013

Tagli ai fondi dei gruppi, la proposta-bufala di Cappellacci abroga una norma che non esiste

“Non c’è soddisfazione, questa volta, nel sottolineare quella destinata a passare alla storia come la più colossale figuraccia rimediata dal governatore Cappellacci nel suo – vogliamo sperare unico – mandato alla guida della Regione. C’è solo tanta amarezza nel vedere che la Sardegna è finita nella mani di un venditore di fumo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, tornando sull’argomento del disegno di legge per il taglio ai contributi ai gruppi consiliari adottato ieri dalla Giunta regionale.
“Il tanto sbandierato disegno di legge partorito dal governatore”, rivela Diana, “è una gigantesca bufala, perché pretende di abrogare una norma che non esiste più. La proposta dell’esecutivo modifica la lettera d) del comma 1 bis dell’articolo 1 della legge regionale 2 del 1966. Peccato che l’intero articolo 1 della legge sia stato abrogato appena un anno fa dallo stesso Cappellacci con il decreto 74, adottato il 25 maggio 2012 per dare corso all’esito del referendum popolare con cui i sardi hanno deciso di abolire i fondi dei gruppi. Il sensazionale disegno di legge annunciato ieri in pompa magna, pertanto, non potrà avere alcun effetto pratico”.
“Evidentemente, al governatore non fa difetto solo il senso delle istituzioni, come ha dimostrato ieri tentando di ‘rubare’ un’idea su cui già si stava lavorando in Consiglio regionale”, conclude il capogruppo. “A difettargli, e in maniera a dir poco drammatica, è anche la memoria, dal momento che non si ricorda i decreti che egli stesso ha firmato, per giunta in tempi non certo remoti. Quello che invece non gli manca è il dilettantismo, il donschisciottesco partire lancia in resta per affrontare gli spaventosi giganti, salvo poi andare a schiantarsi contro i soliti mulini a vento. Con Cappellacci, la Sardegna torna a a sorridere, ma a denti stretti: a pensare che è questo l’atteggiamento con cui vengono affrontati i tanti ed enormi problemi dell’Isola, c’è da mettersi le mani nei capelli”.

mercoledì, giugno 05, 2013

Tagli ai fondi dei gruppi, Cappellacci copia una proposta di legge già pronta in Consiglio

Il gruppo consiliare Sardegna E’ Già Domani ha sottoscritto e condivide pienamente la proposta di legge, presentata oggi in Consiglio regionale, per l’abolizione dei contributi a favore dei gruppi consiliari, come dichiarano il capogruppo, Mario Diana, e il vicecapogruppo ed esponente de La Base, Efisio Arbau, e stigmatizza l’annuncio di un analogo disegno di legge fatto dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
“La proposta di legge rientra nel percorso di riduzione dei costi della politica intrapreso dal Consiglio regionale fin dall’inizio della legislatura”, sottolinea Diana. “In un contesto di grave crisi economica quale quello che stiamo attraversando e con il dilagare dell’antipolitica è indispensabile dare ai cittadini un segnale forte: la massima istituzione sarda sta lavorando per cercare di affrontare i problemi dell’Isola e non per costruirsi rendite di posizione sulle spalle di un sistema economico ormai ridotto ai minimi termini”.
“Altrettanto non si può dire del presidente Cappellacci”, attacca il capogruppo, “che sulla materia veste i panni del Giano bifronte: da un lato impugna il decreto legge 174 del 2012, che taglia i costi della politica nelle Regioni e che recepiamo nella nostra proposta di legge, e dall’altro, appreso che in Consiglio si stava lavorando in tale direzione, tenta maldestramente di giocare d’anticipo presentando un disegno di legge che sembra ricalcare tale e quale la proposta che ci accingevamo a presentare”.
“Ho proposto la soppressione dei contributi ai gruppi già in campagna elettorale”, aggiunge Arbau, “e oggi posso dirmi soddisfatto di questo risultato, anche per l’ampia condivisione incontrata dalla legge presentata in Consiglio, che dimostra la sensibilità di un’ampia parte delle forze politiche alle richieste sempre più pressanti che ci giungono dai cittadini. I tagli alle nostre spese sono un dovere che abbiamo nei confronti di una Sardegna che dimostra quotidianamente di non essere più disposta ad accettare i privilegi di cui godono i suoi rappresentanti”.

venerdì, maggio 31, 2013

Ferrovie, la Regione impedisca la chiusura delle stazioni e lo smantellamento della rete

Le criticità del sistema ferroviario isolano e la mancata nomina dell’Assessore regionale ai Trasporti a seguito dell’azzeramento della Giunta del marzo scorso saranno al centro di una delle prossime sedute del Consiglio regionale, quando sarà discussa l’interpellanza del capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, sulle azioni che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di contrastare il disimpegno del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane dalla gestione del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna ed in particolare nel territorio della Provincia di Oristano.
L’interpellanza, rivolta al Presidente della Regione e Assessore ai Trasporti ad interim, Ugo Cappellacci, prende le mosse dalla ventilata chiusura delle sale d’attesa e dei servizi igienici in diverse stazioni dell’interno dell’Isola, quattro delle quali nell’Oristanese: Marrubiu, Paulilatino, Solarussa e Uras. “Prosegue”, rimarca Diana, “il disimpegno del gruppo F.S.I., attraverso le controllate R.F.I. e Trenitalia, nei confronti del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna, come più volte denunciato in questo Consiglio regionale senza che si riuscisse a contrastare le inaccettabili politiche aziendali del gruppo”. Un disimpegno, quello delle ex F.S., che dimostra il loro “totale disinteresse nei confronti della Sardegna e dei sardi, nonostante il gruppo sia di proprietà pubblica e finanziato con risorse dello Stato”.
A ciò si aggiungono i disagi nel trasporto merci: “Già da anni la Divisione Cargo di Trenitalia ha soppresso il servizio di movimento merci nelle stazioni periferiche, lo scambio intermodale nel nord-est dell’Isola e soprattutto il servizio marittimo di trasporto merci su rotaia tra la Sardegna e il Continente, danneggiando gravemente non soltanto il comparto del trasporto merci ma anche numerosi altri comparti produttivi”.
Diana chiede dunque a Cappellacci “quante e quali sono le stazioni ferroviarie sarde delle quali R.F.I. intende chiudere le sale d’aspetto nel 2013 e quante e quali sono quelle già chiuse” e “se risponde al vero che Trenitalia non ha sottoscritto il contratto di servizio pubblico con la Regione Sardegna e, in caso affermativo, per quali ragioni”. Alla Giunta regionale, il capogruppo chiede di “aprire un tavolo di confronto con i massimi vertici del gruppo F.S.I., in cui discutere dello stato di degrado e abbandono in cui versa l’intero sistema ferroviario isolano” e, nelle more della definizione del contratto di servizio pubblico con Trenitalia, di imporre al gestore, come avviene in altre Regioni, di “garantire, oltre a un adeguato livello di efficienza del sistema ferroviario, la fornitura di servizi essenziali quali sale d’attesa confortevoli, servizi igienici decorosi e biglietterie funzionanti”.
Nell’interpellanza si chiede poi all’esecutivo che il contratto preveda “adeguati collegamenti su gomma tra gli scali portuali e aeroportuali e le stazioni ferroviarie più vicine”, per evitare ciò che accade a Olbia, dove “la stazione ferroviaria non soltanto è priva della sala d’aspetto ma non è adeguatamente collegata con il porto e pertanto si verifica di frequente che i viaggiatori perdano il traghetto per il Continente a causa dei ritardi dei treni”. Per quanto riguarda il trasporto merci, invece, si richiede di “porre in essere un servizio marittimo su rotaia da e per la Sardegna in regime di continuità territoriale”.
Relativamente alla nomina dell’Assessore ai Trasporti, Diana fa notare che, dall’11 marzo, la carica è ricoperta ad interim dallo stesso Cappellacci e che “tale situazione di vacanza sta avendo ripercussioni estremamente negative sulle politiche di settore in Sardegna”, chiedendo perciò di “nominare con la massima celerità un nuovo Assessore che possa occuparsi, in via esclusiva e con l’impegno richiesto dalla molteplicità e dalla complessità dei problemi, non soltanto del comparto ferroviario ma di tutte le criticità che investono il sistema dei trasporti in Sardegna”.



INTERPELLANZA DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle azioni che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di contrastare il disimpegno del gruppo F.S.I. dalla gestione del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna ed in particolare nel territorio della Provincia di Oristano


PREMESSO che, secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali di categoria, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., società del gruppo statale Ferrovie dello Stato Italiane, avrebbe manifestato l’intenzione di chiudere, entro l’anno, le sale d’attesa e i servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie dell’interno dell’Isola;

EVIDENZIATO che, tra le stazioni interessate dalle chiusure di cui sopra, ve ne sono quattro nella Provincia di Oristano, vale a dire Marrubiu, Paulilatino, Solarussa e Uras;

PRESO ATTO che prosegue il disimpegno del gruppo F.S.I., attraverso le controllate R.F.I. e Trenitalia, nei confronti del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna, come più volte denunciato in questo Consiglio regionale senza che si riuscisse a contrastare le inaccettabili politiche aziendali del gruppo;

AGGIUNTO che già da anni la Divisione Cargo di Trenitalia ha soppresso il servizio di movimento merci nelle stazioni periferiche, lo scambio intermodale nel nord-est dell’Isola e soprattutto il servizio marittimo di trasporto merci su rotaia tra la Sardegna e il Continente, danneggiando gravemente non soltanto il comparto del trasporto merci ma anche numerosi altri comparti produttivi, con pesanti ricadute sul tessuto economico e occupazionale;

SOTTOLINEATO che gli investimenti nello sviluppo della rete ferroviaria sarda sono assai carenti e concentrati sulla sola tratta Cagliari-Oristano;

VERIFICATO che la stazione ferroviaria di Olbia non soltanto è priva della sala d’aspetto ma non è adeguatamente collegata con il porto e che pertanto si verifica di frequente che i viaggiatori perdano il traghetto per il Continente a causa dei ritardi dei treni e delle difficoltà nel raggiungere lo scalo marittimo;

VALUTATO che tutto quanto premesso dimostra il totale disinteresse del gruppo F.S.I. nei confronti della Sardegna e dei sardi, nonostante il gruppo sia di proprietà pubblica e finanziato con risorse dello Stato;

RAMMENTATO che, dall’11 marzo u.s., il Presidente della Regione ricopre ad interim la carica di Assessore regionale ai Trasporti, che a tutt’oggi non risulta avere ancora provveduto a nominare un nuovo Assessore e che tale situazione di vacanza sta avendo ripercussioni estremamente negative sulle politiche di settore in Sardegna;


CHIEDE DI INTERPELLARE
il Presidente della Regione
affinché riferisca

  • Quante e quali sono le stazioni ferroviarie sarde delle quali R.F.I. intende chiudere le sale d’aspetto nel 2013 e quante e quali sono quelle già chiuse;
  • Se risponde al vero che Trenitalia non ha sottoscritto il contratto di servizio pubblico con la Regione Sardegna e, in caso affermativo, per quali ragioni;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di aprire un tavolo di confronto con i massimi vertici del gruppo F.S.I., in cui discutere dello stato di degrado e abbandono in cui versa l’intero sistema ferroviario isolano;
  • Nelle more della definizione del contratto di servizio pubblico tra Trenitalia e la Regione Sardegna, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché al gestore del servizio sia imposto, come avviene in altre Regioni, di garantire, oltre a un adeguato livello di efficienza del sistema ferroviario, la fornitura di servizi essenziali quali sale d’attesa confortevoli, servizi igienici decorosi e biglietterie funzionanti;
  • Quali misure la Giunta regionale intende inoltre adottare affinché il suddetto contratto di servizio pubblico preveda adeguati collegamenti su gomma tra gli scali portuali e aeroportuali e le stazioni ferroviarie più vicine;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di porre in essere un servizio marittimo di trasporto merci su rotaia da e per la Sardegna in regime di continuità territoriale;
  • Quali misure intende adottare al fine di nominare con la massima celerità un nuovo Assessore regionale ai Trasporti che possa occuparsi, in via esclusiva e con l’impegno richiesto dalla molteplicità e dalla complessità dei problemi, non soltanto del comparto ferroviario ma di tutte le criticità che investono il sistema dei trasporti in Sardegna.

mercoledì, maggio 29, 2013

Manutenzioni Enel e Telecom, scongiurare una nuova vertenza occupazionale

La Giunta regionale convochi immediatamente i vertici regionali di Enel e Telecom per scongiurare lo scatenarsi nell’Isola di una nuova vertenza occupazionale, che coinvolgerebbe centinaia di dipendenti delle imprese locali che eseguono interventi di manutenzione per conto dei due gruppi industriali: lo chiedono i capigruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e di Fratelli d’Italia, Matteo Sanna, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Industria, Antonello Liori, e al Lavoro, Mariano Contu.
Gli interventi di manutenzione sugli immobili dell’Enel e sulla rete telefonica di Telecom, in Sardegna come in diverse altre regioni italiane, sono appaltati, rispettivamente, alla Marano Service di Napoli e alla Mazzoni Pietro di Piacenza. Entrambe si servono di manodopera locale: la prima in regime di distacco (previsto dal contratto collettivo nazionale per il comparto edile) e la seconda in subappalto. La Mazzoni in particolare, come si legge nell’interrogazione, “già in passato, in altre regioni italiane, è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom”.
Diana e Sanna chiedono ai due assessori “se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale” e “se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale”. “Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti”, concludono i due capigruppo, si chiede alla Giunta di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom, “affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna”.



INTERROGAZIONE DIANA Mario e SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi difficoltà in cui versano le imprese sarde che eseguono interventi di manutenzione per conto delle società Enel e Telecom


I sottoscritti,

PREMESSO che Enel S.p.A. ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione edile sui propri immobili, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Marano Service Srl di Napoli;

PREMESSO INOLTRE che Telecom S.p.A., allo stesso modo, ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione sulla rete telefonica di propria pertinenza, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Mazzoni Pietro S.p.A. di Piacenza;

CONSIDERATO che la Marano Service, per la realizzazione degli interventi di sua competenza nell’Isola, utilizza in regime di distacco dipendenti di imprese artigiane locali;

CONSIDERATO ALTRESI’ che la Mazzoni Pietro affida in regime di subappalto i lavori di manutenzione in Sardegna a imprese locali;

SOTTOLINEATO che già in passato, in altre regioni italiane, la Mazzoni Pietro è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom;


CHIEDONO DI INTERROGARE
gli Assessori regionali all’Industria e al Lavoro
affinché riferiscano

  • Se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali che eseguono per loro conto i lavori di manutenzione in oggetto le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale;
  • Se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale;
  • Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna.

mercoledì, maggio 08, 2013

Taglio Irap, stupisce l’assenza di Cappellacci in Consiglio regionale

“Nella seduta in cui il Consiglio regionale ha approvato il taglio dell’Irap a vantaggio delle imprese che investono in Sardegna, brilla per la sua assenza il presidente Cappellacci, evidentemente disinteressato a un provvedimento di tale importanza per l’economia isolana”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la seduta di oggi pomeriggio sulla manovra finanziaria.
“Stupisce soprattutto”, sottolinea Diana, “che Cappellacci, solito come è a fare promesse mirabolanti sull’istituenda zona franca integrale per la Sardegna, non spenda un minimo del suo impegno nei confronti di un provvedimento che, di fatto, istituisce un primo nucleo di regime fiscale agevolato per le imprese che operano nell’Isola”.
“Questo risultato, è bene rimarcarlo”, conclude il capogruppo, “è da ascriversi solo ed esclusivamente al Consiglio regionale, che si è confrontato a lungo fino a trovare una formulazione che facesse sintesi delle proposte avanzate dai diversi schieramenti, nell’unico interesse della collettività dei sardi”.

martedì, maggio 07, 2013

Sondaggio Datamonitor, Cappellacci ultimo per gradimento in seguito ad auto-ricandidatura

“Il sondaggio Datamonitor sul gradimento dei Presidenti delle Regioni italiane conferma quanto da tempo si sapeva, cioè che eravamo fin troppo facili profeti quando prevedevamo la reazione di terrore dei sardi alla notizia dell’auto-ricandidatura del governatore Cappellacci”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, commentando la classifica che vede il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, all’ultimo posto (su sedici enti rilevati) per quanto riguarda il gradimento dell’elettorato.
“Ora che anche un autorevole istituto di ricerche ha certificato quanto chiunque poteva immaginare”, prosegue Diana, “speriamo in un rinsavimento generale e nell’apertura di un confronto vero, all’interno del Pdl e della coalizione di centrodestra (o di quel che ne resta, visti i mutamenti di scenario legati alle elezioni politiche), che possa portare all’individuazione di un candidato in grado di vincere le imminenti elezioni regionali”.
“A meno che, ovviamente, l’intenzione non sia quella di lasciare campo libero al centrosinistra e battersi per uscire perdenti dalle urne”, conclude il capogruppo. “In tal caso, chi sta promuovendo la ricandidatura di Cappellacci e chi deciderà di seguirlo in questa missione suicida avrà su di sé delle pesantissime responsabilità”.

venerdì, aprile 26, 2013

Autonomia, Bonanni conosce solo la Sicilia, meglio che non parli della Sardegna

“E’ noto che il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha svolto la maggior parte della sua attività sindacale in Sicilia. Deve essere stata certamente l’esperienza avuta nell’altra isola a determinare la sua opinione negativa nei confronti delle Autonomie speciali e una qualche perniciosa forma di ignoranza a convincerlo che tale opinione potesse automaticamente essere estesa alla Sardegna semplicemente in virtù della comune condizione di insularità delle due regioni”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando alle dichiarazioni fatte oggi dal segretario generale della Cisl sulla necessità, a suo avviso, di abolire l’Autonomia speciale di Sicilia e Sardegna.
“Bonanni, che è nato a Bomba, farebbe meglio a tornarsene a Bomba, in Abruzzo”, prosegue Diana, “e ad astenersi dallo sputare sentenze se proprio non è al corrente del fatto che gran parte della condizione di arretratezza economica della Sardegna è dovuta al mancato rispetto, da parte dello Stato, di norme fondamentali del nostro Statuto autonomistico”.
“La Sardegna non è la Sicilia, non ha lo stesso numero di elettori dell’altra isola, né lo stesso peso sullo scenario politico nazionale”, conclude il capogruppo. “La Sicilia probabilmente potrà anche fare a meno dell’Autonomia speciale, visto quanto è in grado di influire sulle decisioni di Governo e Parlamento, ma, fintanto che la classe dirigente italiana ha nei confronti della Sardegna la stessa sensibilità mostrata oggi da Bonanni, è meglio che noi sardi ci teniamo ben stretto il nostro Statuto e che non ci dimentichiamo che nessuna conquista ci verrà mai regalata se non a costo di durissime battaglie contro lo Stato centrale”.

mercoledì, aprile 24, 2013

Ricostituzione gruppo consiliare

Si comunica agli organi di informazione l’avvenuta ricostituzione in Consiglio regionale del gruppo Sardegna E’ Già Domani. Fanno parte della nuova formazione i consiglieri Mario Diana, Claudia Lombardo, Nanni Campus, Massimo Mulas ed Efisio Arbau. Il gruppo ha eletto l’ufficio di presidenza, che risulta composto da Diana nella carica di presidente, da Arbau in quella di vicepresidente e da Campus nelle funzioni di amministratore-segretario.
Diana è stato inoltre designato a rappresentare Sardegna E’ Già Domani nelle commissioni III (Bilancio) e IV (Urbanistica), Arbau nella V commissione (Agricoltura), Mulas nella VI (Industria) e Campus nella VII (Sanità).

giovedì, aprile 18, 2013

Marceddì, ora Regione trasferisca agli abitanti i diritti di proprietà sulla Borgata


“La restituzione della Borgata Marina di Marceddì alla Regione da parte del Demanio Marittimo dello Stato è una notizia estremamente positiva, per gli abitanti della Borgata stessa ma più in generale per tutto il territorio dell’Oristanese”, dichiara il consigliere regionale del Gruppo Misto, Mario Diana.
“Finalmente, la Capitaneria di Porto di Oristano, l’Agenzia del Demanio Marittimo e la Regione danno seguito alla sdemanializzazione della Borgata, un grande successo ottenuto a suo tempo grazie all’impegno profuso dai rappresentanti politici del territorio nei confronti del governo Berlusconi”, prosegue Diana. “Ora, l’iter per il ritorno della Borgata nel pieno possesso dei suoi abitanti può dirsi quasi concluso: manca ancora un ultimo passaggio che si auspica possa essere portato a termine nel più breve tempo possibile”.
“La Regione, infatti, affinché possa attuarsi la riqualificazione dell’area marina”, conclude il consigliere oristanese, “deve procedere all’accatastamento e al trasferimento dei diritti di proprietà ai legittimi possessori degli immobili, vale a dire a coloro i quali, nel corso dei decenni, hanno edificato, ristrutturato e mantenuto in uso le abitazioni della Borgata. Sono certo che la Giunta regionale si attiverà immediatamente in tal senso e che, entro breve, si potrà procedere alla riqualificazione di uno dei siti più caratteristici della costa occidentale dell’Isola”.

sabato, aprile 06, 2013

Manifestazione Pdl, alla Fiera delirio messianico e follia collettiva


“Si leggeva ieri, in una pagina pubblicitaria del gruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, pubblicata sui quotidiani sardi, che ‘c’è una Sardegna che non ha paura’. Infatti, la Sardegna non ha paura: ha terrore, della ricandidatura di Ugo Cappellacci alla Presidenza della Regione!”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la manifestazione del Pdl attualmente in corso alla Fiera di Cagliari.
“Il terrore è peraltro la reazione più comprensibile davanti a scene come quelle che si stanno consumando oggi alla Fiera”, prosegue Diana, “tra il delirio messianico di chi dipinge se stesso come il salvatore della Sardegna, scaricando su chiunque altro le responsabilità di una legislatura che non ha portato alcun risultato per l’Isola, alla follia collettiva che promuove crociate in nome dell’illegalità contro chi ha il compito istituzionale di applicare le leggi. Ce n’è per tutti i gusti, alla manifestazione del Pdl, tra auto-assoluzioni e individuazione di nemici di comodo, scelti per lo più tra le file dello stesso partito di chi oggi si proclama leader per una presunta investitura divina”.
“E’ bene ricordare, infatti, che i vertici regionali del Pdl non hanno mai discusso un’eventuale ricandidatura di Cappellacci e pertanto, allo stato attuale, non esiste alcuna indicazione in tal senso”, conclude Diana. “D’altro canto, se il Pdl volesse essere sicuro di perdere le prossime regionali, avrebbe gioco facile nel far seguire a una legislatura fallimentare una campagna elettorale all’insegna dell’irresponsabilità, delle false promesse e dell’esaltazione dell’illegalità”.

mercoledì, aprile 03, 2013

Norme intruse in finanziaria, le proposte stralciate erano demagogiche e confusionarie

“Appare a dir poco sorprendente la premura con cui la Giunta regionale, per bocca del capogruppo del partito di maggioranza relativa, vuole portare a termine la sua campagna per il contenimento dei costi della politica nell’ultimo anno della legislatura, tanto da premere affinché con noncuranza si sorvoli sulle norme di legge che disciplinano quali interventi possono essere inseriti nella manovra finanziaria, norme che invece sono state correttamente applicate (né, d’altronde, avrebbe potuto essere altrimenti, dal momento che non esiste un margine di discrezionalità) dalla presidente Lombardo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa del pari grado del Popolo della Libertà, Pietro Pittalis, sulle norme intruse stralciate dal disegno di legge finanziaria.
“Viene da chiedersi cosa abbia fatto l’esecutivo in materia nei precedenti quattro anni, mentre il Consiglio operava sul proprio bilancio interno i tagli più pesanti tra tutte le assemblee legislative regionali, tanto che c’è stato bisogno di una serie di referendum e di un ulteriore anno prima che si registrasse qualche timido segno di vita”, prosegue Diana. “Giova ricordare, oltretutto, che due anni or sono ho personalmente presentato alcuni emendamenti per la soppressione di enti e agenzie al fine di ridurre i costi della macchina burocratica e che lo stesso presidente Cappellacci ne sollecitò il ritiro. E’ inoltre utile sottolineare che le misure con cui la Giunta intendeva contenere i propri costi di funzionamento (come la soppressione degli uffici ausiliari di direzione politica e la riforma degli uffici di gabinetto degli Assessori) sarebbero entrate in vigore solo dalla prossima legislatura e che, se da un lato si volevano ridurre i consigli di amministrazione di enti e agenzie, dall’altro si è cercato di equiparare (al rialzo) gli emolumenti dei presidenti di tutti gli enti a quelli dei direttori generali dell’Amministrazione regionale”.
“Appare, insomma, confusionaria e chiaramente demagogica la ‘furia riformatrice’ ostentata dalla Giunta”, conclude il capogruppo, “orientata più all’ormai prossima campagna elettorale che a un reale contenimento dei costi. Di certo, però, il presidente Cappellacci non può pretendere di piegare le disposizioni di legge alle esigenze della sua propaganda: presenti delle proposte concrete per il taglio dei costi della politica nei tempi e nei modi leciti e il Consiglio regionale sarà ben lieto di prenderle in esame ed eventualmente di approvarle”.

mercoledì, marzo 13, 2013

Linee guida Pul, Giunta ritiri delibera con modifiche illegittime


Revocare le ultime modifiche alle Linee guida per la redazione dei Piani per l’Utilizzo dei Litorali, adottate dalla Giunta regionale il 5 marzo senza seguire l’iter prescritto dalla legislazione nazionale in materia di demanio marittimo: lo chiede il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale agli Enti locali, Nicola Rassu.
La contestazione riguarda, in particolare, il terzo comma dell’art. 16 delle Linee guida che, nella versione più recente, dispone che il trasferimento delle attività le cui concessioni hanno visto modificata la collocazione o la perimetrazione con l’entrata in vigore di un nuovo Pul avvenga dopo la conclusione delle procedure per il rilascio delle nuove concessioni previste dal Piano e comunque non oltre la scadenza della concessione vigente. La versione precedente del comma, adottata il 29 gennaio, disponeva invece che le concessioni non coerenti con i nuovi Pul permanessero in ogni caso fino alla loro scadenza naturale e che la completa attuazione del Piano fosse differita fino a tale data.
Secondo Diana, “come appare evidente dal raffronto tra le due versioni, la modifica più recente è segno di un mutato orientamento nelle politiche di gestione del territorio operate dalla Giunta regionale” e non già, come recita testualmente la delibera del 5 marzo, la correzione di un “mero errore materiale”. In caso di modifiche sostanziali alle Linee guida, però, la legge prevede che la Regione debba acquisire il parere delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e della Conferenza Regione-Enti locali, come peraltro è regolarmente accaduto in occasione della precedente modifica.
“La versione attualmente in vigore delle Linee guida”, denuncia il capogruppo, “oltre ad essere viziata dal mancato rispetto dell’iter di legge nella sua adozione e pertanto da ritenersi illegittima e destinata a non sopravvivere ai ricorsi giudiziari già annunciati dagli imprenditori balneari, è gravemente lesiva degli interessi del comparto turistico-ricreativo e rischia di avere pesanti ripercussioni sul tessuto socio-economico regionale”. Diana chiede pertanto a Rassu che la Giunta revochi, in regime di autotutela, la delibera del 5 marzo con cui sono state adottate le ultime modifiche alle Linee guida.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche recentemente apportate all’art. 16, comma 3, delle Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali


Il sottoscritto,

PREMESSO che, con la Del. n. 12/8 del 5 marzo 2013, la Giunta regionale ha modificato l’art. 16, comma 3, delle Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali, peraltro già recentemente modificate con la Del. n. 5/1 del 29 gennaio 2013;

CONSIDERATO che il comma in oggetto, così come modificato con la Del. n. 5/1 del 2013, recita quanto segue: “Nell’ipotesi in cui una o più concessioni in corso di vigenza, anche per effetto della proroga disposta dal D.L. 194/09, non trovino capienza nel PUL o nel Piano di gestione approvati le medesime permarranno nel sito oggetto di concessione sino alla loro naturale scadenza, e la completa attuazione del PUL si considererà differita sino a quel termine”;

RILEVATO che, a seguito della più recente modifica, il comma di cui sopra è diventato il seguente: “Nell’ipotesi in cui una o più concessioni in corso di vigenza, anche per effetto della proroga disposta dal D.L. 194/09, non trovino capienza nei PUL approvati, le medesime permarranno nel sito oggetto di concessione sino alla conclusione dell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica finalizzate al rilascio delle concessioni demaniali coerenti con il PUL e comunque non oltre il termine di vigenza del titolo concessorio”;

SOTTOLINEATO che, come appare evidente dal raffronto tra le due versioni, la modifica più recente è segno di un mutato orientamento nelle politiche di gestione del territorio operate dalla Giunta regionale e non già, come recita testualmente la Del. 12/18, la correzione di un “mero errore materiale”;

RAMMENTATO che, nel caso di modifiche sostanziali alle Linee guida, la L. 4 dicembre 1993, n. 494, prescrive l’obbligo di acquisire il parere delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e della Conferenza Regione-Enti locali, iter che peraltro risulta essere stato correttamente seguito nell’adozione della Del. 5/1;

VALUTATO che la versione attualmente in vigore delle Linee guida, oltre ad essere viziata dal mancato rispetto dell’iter di legge nella sua adozione e pertanto da ritenersi illegittima e destinata a non sopravvivere ai ricorsi giudiziari già annunciati dagli imprenditori balneari, è gravemente lesiva degli interessi del comparto turistico-ricreativo e rischia di avere pesanti ripercussioni sul tessuto socio-economico regionale;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale agli Enti locali
affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di annullare, in regime di autotutela, la Del. n. 12/8 del 5 marzo 2013.

sabato, marzo 09, 2013

Fratelli d’Italia, nessuna trattativa per sostegno alla giunta Cappellacci

“In merito alle presunte indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidiani sardi, secondo cui sarebbe imminente in Consiglio regionale la nascita del gruppo politico ‘Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale’ e che tale gruppo si collocherebbe all’interno della maggioranza che governa la Regione, riteniamo indispensabile fornire alcune precisazioni”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e il consigliere Nanni Campus.
“Confermando simpatia e apprezzamento per il progetto ‘Fratelli d’Italia’”, spiegano Diana e Campus, “troviamo sia erroneo e fuorviante far coincidere le indiscrezioni sull’eventuale formazione di un gruppo consiliare riconducibile a tale movimento politico con la fase che la maggioranza di centrodestra sta vivendo in questo momento, con la Giunta regionale azzerata e l’imminente rimpasto. Anzi, non vorremmo che simili indiscrezioni avessero lo scopo di far apparire presso l’opinione pubblica che la nascita dell’eventuale nuovo gruppo potesse essere subordinata alle trattative per la formazione del nuovo esecutivo e per la spartizione dei posti di governo e sottogoverno”.
“Ribadiamo il nostro giudizio totalmente negativo circa l’operato della giunta Cappellacci”, concludono i due, “e precisiamo che intendiamo tenerci alla larga dalle contrattazioni in corso nel tentativo di ricompattare quel che resta della maggioranza”.