sabato, novembre 29, 2008

Funtanazza, ecco i veri aspiranti cementificatori

“Mentre in pubblico gettava tonnellate di fango sulle Istituzioni regionali ed in particolare sul Consiglio, in privato tentava una delle sue solite operazioni immobiliari spericolate. Peccato però che questa volta al governatore Renato Soru sia andata male e che non soltanto i suoi piani su Funtanazza siano stati bloccati dal Comune di Arbus ma che la cosa sia diventata di dominio pubblico, dimostrando una volta per tutte come i rigidi principi ambientalisti da sempre sbandierati siano da intendersi validi per tutti tranne che per se stesso”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, alla notizia dello stop al progetto per la riqualificazione dell’ex colonia marina di Funtanazza decretato dalla commissione edilizia del Comune di Arbus.

“Che Soru non sia un campione di coerenza, l’opposizione lo ha sempre denunciato”, prosegue Diana. “Ora c’è una prova in più: mentre si dimetteva dalla carica di governatore sparando a zero contro gli ‘aspiranti cementificatori’ rei di aver cassato quattro parole di un suo emendamento, Soru proponeva un progetto, privo della relazione tecnica e di quella paesaggistica, per sfruttare una delle grandi opportunità offerte agli speculatori dal Piano paesaggistico regionale, quella del premio di cubatura, demolendo una parte della struttura per realizzare un centinaio di villette. Ma guai a parlare di colata di cemento: le villette sarebbero state realizzate in pietra locale e perfettamente integrate nel paesaggio. Forse è per questo che l’ex governatore ha ritenuto superfluo presentare la relazione paesaggistica: non dovrebbe forse essere sufficiente il suo nome per garantire il rispetto dell’ambiente e l’assenza di fini speculativi? Peccato soltanto che l’ex colonia di Funtanazza sia un bene di enorme valenza storica e identitaria e che pertanto debba essere tutelato e valorizzato come tale, non certo trasformato in un resort per vacanze a cinque stelle. Se non lo faranno le leggi e gli atti di pianificazione della Regione, pensati per dare ampio spazio agli speculatori, lo faranno i cittadini ed i loro rappresentanti”.

“Insomma, sembrerebbe la solita storia di vizi privati e pubbliche virtù che ha caratterizzato il mandato di Soru sin dal primo giorno”, conclude il consigliere, “se non fosse che questa volta c’è di mezzo la crisi politica della Regione, provocata ad arte dall’ex governatore nel tentativo di rilanciare la sua immagine in vista dell’inevitabile ricandidatura ponendosi agli occhi dell’opinione pubblica come la vittima innocente degli interessi inconfessabili di biechi speculatori. Per questo è necessario denunciare quanto Soru sta tentando di fare a Funtanazza, perché sia chiaro al di là di ogni dubbio chi sono gli aspiranti cementificatori e chi quelli che si battono per cercare di fermarli, dentro e fuori il Consiglio regionale”.

venerdì, novembre 28, 2008

Centrodestra, anche An in grado di indicare candidato governatore

“Deve essere chiaro, se ancora non lo fosse e per evitare fraintendimenti, che il Pdl nasce dal geniale intuito di Fini e Berlusconi”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, “e pertanto ogni e qualsiasi decisione, anche in Sardegna, dovrà essere presa in un tavolo paritario con le forze politiche che si riconoscono nel centrodestra, convinti come siamo che anche Alleanza Nazionale sia in grado di indicare un candidato alla presidenza della Regione in grado di proporre agli elettori un programma condiviso di totale alternativa all’attuale inconsistente e litigioso governo di centrosinistra”.

martedì, novembre 25, 2008

Ora è ufficiale: l’avventura politica di Renato Soru è finita

“Quanto è accaduto pochi minuti fa nell’aula del Consiglio regionale è la manifestazione evidente di quanto andava covando da diverso tempo nell’ormai ex maggioranza di centrosinistra e che l’opposizione ha tante volte segnalato: l’ampio voto negativo con cui il centrodestra e settori del centrosinistra hanno bocciato parte di un emendamento di sintesi alla legge urbanistica considerato fondamentale dal governatore Renato Soru chiude una pagina politica durata quattro anni e mezzo. La tredicesima legislatura regionale è terminata questa sera”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, ai fatti accaduti oggi in Consiglio regionale.

“Gli scambi di accuse tra esponenti della coalizione di governo, l’ennesimo appello dai toni velatamente minacciosi di Soru, i 55 voti contrari alla sua proposta, la sua uscita dall’Aula insieme all’Assessore all’Urbanistica, Gianvalerio Sanna, ed il successivo ritiro dell’intera Giunta segnano la fine dell’esperienza di governo del proprietario di Tiscali”, prosegue Diana. “Se è vero quanto da lui stesso argomentato a più riprese, il suo esecutivo è andato sotto su una votazione di importanza fondamentale per la sopravvivenza della maggioranza. Ora ci aspettiamo le debite conseguenze e la sua uscita dall’Aula fa sperare che queste non tardino a concretizzarsi”.

“Per i sardi si è aperta oggi una pagina nuova”, conclude il consigliere. “Presto, i danni fatti da Soru e dalla sua giunta potranno essere riparati e le istanze della Sardegna potranno finalmente trovare ascolto da parte della Regione. Le elezioni regionali e la prossima legislatura sono dietro l’angolo e i cittadini potranno scegliere di lasciarsi alle spalle l’esperienza negativa degli ultimi anni e gettare le basi del rilancio della nostra Isola”.

venerdì, novembre 21, 2008

Legge urbanistica, il tramonto del centrosinistra

“Se quella testimoniata dal vertice di maggioranza convocato oggi dal governatore Renato Soru è la reale consistenza numerica della coalizione che governa la Regione, allora siamo veramente giunti all’ultimo atto di una legislatura che, se dovesse finire oggi, certo nessuno rimpiangerebbe”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, alla notizia della riunione del centrosinistra sulla legge urbanistica regionale annullata stamani a causa delle numerose assenze.

“Ormai quasi tutto il centrosinistra è passato dalla parte di coloro i quali non hanno problemi ad ammettere pubblicamente che la conclusione anticipata dell’avventura di governo di Soru sarebbe la cosa migliore per la Sardegna e quanto accaduto oggi ne è la prova”, prosegue Diana. “Non fa eccezione il Pd, che si prepara a ricandidare l’attuale governatore per un secondo mandato voltandogli apertamente le spalle ed esponendolo ad una delle più brutte figure della sua avventura politica, un vertice di maggioranza andato deserto come certe incredibili gare d’appalto viste di recente in Regione, dall’affidamento in gestione degli ex negozi Isola all’ennesimo tentativo di dismissione dei siti minerari del Sulcis passando per il giallo dei treni spagnoli”.

“La legislatura iniziata all’insegna dell’armata invincibile che dominava il Consiglio regionale dando via libera a tutte le proposte partorite dalla mente del governatore, comprese quelle più insensate, si è trasformata in una ritirata in disordine, un fuggi fuggi generale in cui quasi nessuno sembra più disposto a dare il minimo appoggio a Soru”, conclude il consigliere. “A questo punto è necessario che anch’egli prenda atto che la legge urbanistica su cui ha scommesso la sua carriera politica è inaccettabile per la maggior parte dei sardi che è chiamato a governare e che la sua scommessa è persa. E’ giunto il momento che Soru si faccia da parte e lasci ad altri il compito di riparare i danni fatti dal 2004 ad oggi”.

lunedì, novembre 17, 2008

Assessore Secci sorprendente: su Corte dei Conti non esiste nessuna polemica

“Siamo a dir poco sorpresi dalle affermazioni rese dall’Assessore regionale al Bilancio, Eliseo Secci, nel comunicato stampa con cui ha voluto controbattere alla nostra interpellanza sul procedimento per la parificazione del bilancio regionale 2006”, dichiara il consigliere regionale Mario Diana, primo firmatario dell’interpellanza del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale sul rinvio dell’udienza della Corte dei Conti per la parificazione del rendiconto 2006. “In particolare ci stupisce, oltre al linguaggio totalmente fuori luogo adottato dall’Assessore, ben diverso dal tono del nostro documento, la preoccupazione in merito alla serenità di giudizio della Corte, sulla quale non nutriamo il benché minimo dubbio”.

“Da parte nostra”, rimarca Diana, “non c’è stato alcun tentativo di condizionare i magistrati, tanto è vero che l’interpellanza si rivolge direttamente al Presidente della Regione, al quale chiediamo risposte precise e circostanziate sul modo in cui la Giunta regionale sta affrontando il processo di parificazione. Consideriamo il nostro atteggiamento un atto di responsabilità in qualità di consiglieri regionali, vale a dire di membri dell’organo istituzionale cui spetta il compito di approvare ed eventualmente modificare il bilancio della Regione. Se questo è ciò che Secci definisce ‘gettare fango sulle istituzioni’, allora sarebbe il caso che l’Assessore spiegasse quale atteggiamento dovrebbe tenere, a suo avviso, il Consiglio regionale nei confronti di un bilancio che ha approvato, del quale è responsabile e su cui pendono un pronunciamento negativo della Corte Costituzionale e un processo di parificazione che scopriamo ogni giorno più incerto. Se davvero la Giunta ha modificato di propria iniziativa, con un atto amministrativo, una legge regionale, non sarebbe forse questo ‘gettare fango sulle istituzioni’, dal momento che l’esecutivo si sarebbe attribuito, in dispregio a qualsiasi regola democratica, un ruolo che non gli compete? E non è forse ‘gettare fango sulle istituzioni’ indirizzare determinati epiteti a dei consiglieri regionali che stanno cercando di svolgere i loro compiti istituzionali?”

“Infine, per quanto riguarda il presunto tentativo di ‘indebolire la Giunta e il suo presidente’, siamo del parere che tutto il nostro impegno non potrà mai bastare a fare all’esecutivo e al governatore gli stessi danni che vengono quotidianamente fatti loro dal partito di cui l’assessore Secci è espressione e che, in ogni caso, né la Giunta, né il presidente possano essere resi più deboli di quanto lo siano oggi, non riuscendo neppure ad immaginare un grado di debolezza maggiore”, conclude il consigliere. “Per quanto ci riguarda, attendiamo fiduciosi che la discussione in Aula della nostra interpellanza con i requisiti di urgenza che le sono evidentemente propri possa finalmente farci avere quelle risposte che, con il suo comunicato, Secci si è ben guardato dal darci. Nel frattempo, invitiamo l’Assessore a non lanciarsi in polemiche politiche strumentali, a meno che non voglia dare l’impressione di essere proprio lui, o l’istituzione che rappresenta, a sentire il bisogno di minare la serenità di giudizio della Corte dei Conti”.

mercoledì, novembre 12, 2008

Bilancio 2006, Soru riferisca su nuovo rinvio della Corte dei Conti

Come è possibile che la Giunta regionale abbia potuto applicare delle “rettifiche contabili” nel rendiconto 2006 quando è al Consiglio regionale che spetta il compito di approvare e modificare le leggi di bilancio? Lo chiedono i consiglieri regionali del gruppo di Alleanza Nazionale in un’interpellanza, di cui è primo firmatario Mario Diana, al Presidente della Regione, Renato Soru, e all’Assessore regionale al Bilancio, Eliseo Secci. I consiglieri chiedono inoltre che la Giunta richieda un parere pro veritate sul rendiconto ad uno o più esperti in materia. Il gruppo solleciterà che l’interpellanza sia discussa in Consiglio con la massima urgenza.

L’interpellanza è stata presentata nello stesso giorno in cui la Corte dei Conti della Sardegna ha deciso di rinviare di un mese, per la precisione all’11 dicembre, l’udienza per la parificazione del rendiconto 2006 prevista per domani, “ritenendo”, si legge nell’ordinanza della Corte, “il tempo a disposizione non sufficiente per l’esame della documentazione presentata”. Il rendiconto 2006 è quello su cui grava il pronunciamento negativo della Corte Costituzionale, che “ha riconosciuto”, ricordano Diana e gli altri firmatari nell’interpellanza, “la non legittimità dell’anticipazione nel bilancio della Regione delle entrate fiscali preventivate per le annualità future”. Dopo il pronunciamento della Consulta, la Corte dei Conti ha assegnato al governatore il termine del 31 ottobre affinché la Regione provvedesse alle rettifiche contabili necessarie a superare il vizio di legittimità sollevato dai giudici. Il 29 ottobre, la Regione ha trasmesso alla Corte dei Conti il rendiconto rettificato.

“A giudicare dalla decisione della Corte dei Conti di rinviare di un mese la prevista udienza di parificazione”, prosegue l’interpellanza, “la rettifica contabile apportata dalla Giunta regionale potrebbe essersi rivelata non esaustiva ai fini dell’adeguamento del rendiconto”. Inoltre, fanno notare i consiglieri della destra, la titolarità dell’approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto generale spetta unicamente al Consiglio regionale, il quale “non ha apportato alcuna modifica nel rendiconto 2006 a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale”. Il nodo, perciò, deve ancora essere affrontato, anche alla luce del fatto che “la Corte dei Conti deve ancora esprimere il giudizio di parificazione sui rendiconti 2007 e 2008, relativi a bilanci di previsione nei quali è stata ripetuta l’operazione di anticipazione delle entrate fiscali preventivate per le future annualità di bilancio, e che il Consiglio regionale si appresta ad esaminare il bilancio di previsione per il 2009, nel quale potrebbe figurare ancora una volta tale operazione contabile”.

Il gruppo di Alleanza Nazionale chiede pertanto a Soru e Secci “come si è provveduto alla rettifica contabile” e “se ritengono che tale rettifica sia stata apportata nel pieno rispetto di tutte le norme di legge vigenti”. Inoltre, nell’interpellanza si chiede, “ai fini di provvedere alla rettifica del rendiconto 2006, di adottare le correzioni che si rendessero eventualmente necessarie nel rendiconto 2007 e di evitare la possibilità di incorrere in vizi di legittimità costituzionale nella redazione del rendiconto 2008 e del bilancio di previsione 2009”, che la Giunta richieda “un parere pro veritate sul rendiconto 2006, alla luce dell’avvenuto pronunciamento della Corte Costituzionale al riguardo, ad uno o più professionisti di comprovata esperienza in materia”.



INTERPELLANZA DIANA – ARTIZZU – LIORI – MORO – SANNA Matteo sul rinvio del giudizio di parificazione del rendiconto 2006 da parte della Corte dei Conti


I sottoscritti,

PREMESSO che, in data odierna, le Sezioni Riunite per la Regione Sardegna della Corte dei Conti hanno rinviato il giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2006, precedentemente fissato per il 13 novembre p.v., all’udienza dell’11 dicembre p.v., ritenendo il tempo a disposizione non sufficiente per l’esame della documentazione presentata;

CONSIDERATO che, in seguito al parere con cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto la non legittimità dell’anticipazione nel bilancio della Regione delle entrate fiscali preventivate per le annualità future, la Corte dei Conti ha assegnato al Presidente della Regione il termine del 31 ottobre u.s. affinché la Regione provvedesse alle rettifiche contabili necessarie ad adeguare il rendiconto 2006 al parere espresso dalla Corte Costituzionale;

VERIFICATO che, con nota del 29 ottobre u.s., la Regione ha riproposto alla Corte dei Conti gli elaborati del rendiconto 2006, avendo “provveduto alla rettifica contabile” resasi necessaria dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale;

RITENUTO che, a giudicare dalla decisione della Corte dei Conti di rinviare di un mese la prevista udienza di parificazione, la rettifica contabile apportata dalla Giunta regionale potrebbe essersi rivelata non esaustiva ai fini dell’adeguamento del rendiconto 2006 al pronunciamento della Corte Costituzionale;

SOTTOLINEATO che la Corte dei Conti deve ancora esprimere il giudizio di parificazione sui rendiconti 2007 e 2008, relativi a bilanci di previsione nei quali è stata ripetuta l’operazione di anticipazione delle entrate fiscali preventivate per le future annualità di bilancio, e che il Consiglio regionale si appresta ad esaminare il bilancio di previsione per il 2009, nel quale potrebbe figurare ancora una volta l’operazione contabile di cui sopra;

RAMMENTATO che, essendo il bilancio di previsione ed il rendiconto generale leggi regionali, la titolarità della loro approvazione e modifica spetta unicamente al Consiglio regionale;

VALUTATO che il Consiglio regionale non ha apportato alcuna modifica nel rendiconto 2006 a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale;


CHIEDONO DI INTERPELLARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale al Bilancio

affinché riferiscano

  • Come si è provveduto alla rettifica contabile che la Giunta regionale afferma di aver apportato nel rendiconto 2006 nella nota con cui ne trasmette gli elaborati alla Corte dei Conti;

  • Se ritengono che tale rettifica sia stata apportata nel pieno rispetto di tutte le norme di legge vigenti;

  • Ai fini di provvedere alla rettifica del rendiconto 2006, di adottare le correzioni che si rendessero eventualmente necessarie nel rendiconto 2007 e di evitare la possibilità di incorrere in vizi di legittimità costituzionale nella redazione del rendiconto 2008 e del bilancio di previsione 2009, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché sia richiesto un parere pro veritate sul rendiconto 2006, alla luce dell’avvenuto pronunciamento della Corte Costituzionale al riguardo, ad uno o più professionisti di comprovata esperienza in materia.

lunedì, novembre 10, 2008

Eolico, il Tar boccia l’esclusiva dell’Enel

“Il pronunciamento con cui il Tar del Lazio ha sospeso l’ampliamento del parco eolico di Littigheddu spazza via le politiche contro l’energia eolica promosse finora dal governatore Renato Soru, rende carta straccia l’accordo sottoscritto tra la Regione e l’Enel, sul quale è mancata ogni minima forma di trasparenza, e apre la strada alla liberalizzazione degli impianti eolici in Sardegna, pur nel rispetto delle norme per la tutela dell’ambiente e del paesaggio”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, alla notizia della sospensione cautelativa dei lavori di ampliamento del parco di Littigheddu decisa dal tribunale amministrativo del Lazio.

“I giudici amministrativi dimostrano ancora una volta un concetto che l’opposizione va ripetendo da tempo, vale a dire che l’integralismo ambientalista di Soru non è altro che un paravento dietro cui si celano interessi oscuri e che ben poco hanno a che vedere con il bene dei sardi”, prosegue Diana. “Non solo, perché al danno si aggiunge la beffa: una volta di più, i magistrati hanno dato torto alla Regione perché non si è dimostrata sufficientemente attenta alla difesa dell’ambiente”.

“Nel rigettare un accordo che affidava all’Enel l’esclusiva per la creazione e l’ampliamento dei parchi eolici in Sardegna in cambio della dismissione di pezzi pregiati del patrimonio immobiliare della società nell’Isola – un’operazione i cui contorni sono apparsi sin da subito assai poco chiari”, conclude Diana, “il Tar ha posto le basi per la ripresa dello sviluppo della produzione di energia eolica in Sardegna, vale a dire quello che i veri ambientalisti vanno chiedendo già da qualche anno e che Soru ha sempre voluto impedire”.

Il porto di Oristano escluso dalla rotta Salerno-Cagliari-Valencia

Di seguito, l'interpellanza del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale illustrata stamani dall'on. Mario Diana in una conferenza stampa ad Oristano.


INTERPELLANZA DIANA – ARTIZZU – LIORI – MORO – SANNA Matteo sull’esclusione del porto industriale di Oristano dai nuovi collegamenti di trasporto merci nel bacino mediterraneo con scalo in Sardegna


I sottoscritti,

PREMESSO che l’Assessore regionale ai Trasporti ha partecipato, nella giornata del 7 novembre u.s., alla conferenza stampa di presentazione di un nuovo collegamento navale per il trasporto delle merci tra i porti di Salerno, Cagliari e Valencia gestito da un operatore privato;

CONSIDERATO che la scelta di escludere il porto industriale di Oristano dal collegamento di cui sopra appare del tutto incomprensibile dal punto di vista logistico, essendo tale scalo, con i suoi 12 metri di pescaggio e i piazzali e le banchine più ampi in Sardegna, quello meglio attrezzato per accogliere navi merci di migliaia di tonnellate e potendo contare su una collocazione ideale per servire i collegamenti con le regioni del Maghreb e dell’Europa occidentale;

CONSIDERATO ALTRESI’ che lo scarso interessamento che l’Amministrazione regionale attualmente in carica ha sempre mostrato nei confronti del porto industriale di Oristano comporta pesanti ripercussioni per l’economia della Sardegna centrale, che potrebbe trovare importanti occasioni di sviluppo se solo avesse la possibilità di sfruttare le principali rotte commerciali internazionali per l’esportazione di prodotti e materie prime provenienti dal territorio;

SOTTOLINEATO che, a cadenza pressoché quotidiana, merci per migliaia di tonnellate transitano al largo di Oristano lungo le rotte che dall’Estremo Oriente, attraverso il Canale di Suez, dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale vanno verso l’Europa occidentale e settentrionale, senza che l’Oristanese e, più in generale, la Sardegna centrale possano in alcun modo essere parte di tale traffico;


CHIEDONO DI INTERPELLARE

l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferisca

  • Quale ruolo ha avuto la Regione nell’attivazione del collegamento Salerno-Cagliari-Valencia;

  • Se sono state investite risorse pubbliche al fine di favorire l’attivazione del collegamento di cui sopra;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, di concerto con il soggetto privato che gestisce il collegamento ed eventualmente con il Ministero dei Trasporti, affinché la rotta Salerno-Cagliari-Valencia preveda un ulteriore scalo ad Oristano;

  • Quali misure la Giunta regionale ha in essere al fine di favorire l’attivazione di collegamenti merci internazionali con scalo ad Oristano.


venerdì, novembre 07, 2008

Piano di Assetto Idrogeologico, accelerare la realizzazione degli interventi

Snellire l’iter burocratico per la spendita delle risorse stanziate dalla Regione per finanziare gli interventi previsti nel Piano di Assetto Idrogeologico, in modo da accelerarne i tempi di realizzazione: è quello che chiedono i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Matteo Sanna e Mario Diana, in un’interrogazione al Presidente della Regione, Renato Soru, e agli Assessori regionali agli Enti Locali, Gianvalerio Sanna, e alla Programmazione, Eliseo Secci, in seguito ai danni provocati nei Comuni della Bassa Gallura dal nubifragio del 4 novembre.

I due consiglieri ricordano i danni causati a privati, imprese ed infrastrutture pubbliche dalla calamità naturale che ha colpito centri come Olbia, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro. “I danni”, si legge nell’interrogazione, “sono stati ulteriormente aggravati dalla mancata realizzazione degli interventi di riassetto idrogeologico necessari nell’area interessata, peraltro previsti nel Piano di Assetto Idrogeologico”. Per l’attuazione del Piano, con una delibera del 29 aprile scorso, la Giunta regionale ha stanziato 55.450.000 euro a valere sulla Misura 4.1.1 del Por 2007/2013.

I due consiglieri chiedono dunque “quali sono i meccanismi di spendita delle risorse stanziate”, se sono state stanziate risorse a copertura degli interventi previsti nella Provincia di Olbia e Tempio, se le risorse sono state trasferite ai Comuni interessati e per quali ragioni i lavori, “la cui urgenza è stata dimostrata per l’ennesima volta e nel modo più drammatico dai fatti del 4 novembre”, non sono ancora iniziati. Sanna e Diana chiedono inoltre cosa la Giunta intende fare per “snellire il processo burocratico di spendita delle risorse Por”, accelerando così la realizzazione degli interventi, e se è allo studio la possibilità che sia la Regione stessa a bandire al posto dei Comuni le gare di appalto per i singoli lavori, in modo da “ridurre il numero dei passaggi burocratici necessari ed abbreviare così l’iter di spendita delle risorse”.



INTERROGAZIONE SANNA Matteo – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle misure da attuare per il riassetto idrogeologico dei Comuni della Gallura colpiti dall’evento meteorologico calamitoso del 4 novembre 2008


I sottoscritti,

PREMESSO che, nella mattina del 4 novembre u.s., si sono verificati eventi piovosi di portata straordinaria che hanno interessato gran parte dei Comuni della Bassa Gallura, tra cui Olbia, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro;

CONSIDERATO che gli eventi piovosi di cui sopra hanno arrecato gravi danni a privati cittadini, imprese ed infrastrutture pubbliche;

VERIFICATO che i danni provocati dalla calamità naturale sono stati ulteriormente aggravati dalla mancata realizzazione degli interventi di riassetto idrogeologico necessari nell’area interessata, peraltro previsti nel Piano di Assetto Idrogeologico approvato con Decreto del Presidente della Regione n. 67 del 2006;

SOTTOLINEATO che, con Del. n. 25/14 del 29 aprile 2008, la Giunta regionale ha disposto lo stanziamento di Euro 55.450.000, a valere sulla Misura 4.1.1 – ‘Prevenzione e mitigazione dei fenomeni di degrado del suolo, recupero dei contesti degradati, attuazione dei piani di prevenzione dei rischi sia di origine antropica che naturale’ del Por 2007/2013, per la realizzazione delle azioni di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico, erosione e degrado e desertificazione del suolo attraverso attività di prevenzione, difesa, mitigazione del rischio idraulico e geologico previste dal Piano di Assetto Idrogeologico;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica e alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio

affinché riferiscano

  • Quali sono i meccanismi di spendita delle risorse stanziate nella Del. n. 25/14 del 2008 per la realizzazione degli interventi previsti nel Piano di Assetto Idrogeologico;

  • Se risultano stanziate risorse per la realizzazione degli interventi inseriti nel Piano di Assetto Idrogeologico relativamente alla Provincia di Olbia e Tempio;

  • Se tali risorse sono state trasferite ai Comuni interessati dagli interventi;

  • Per quali ragioni gli interventi di cui sopra, la cui urgenza è stata dimostrata per l’ennesima volta e nel modo più drammatico dai fatti del 4 novembre u.s., non risultano ancora in fase di realizzazione;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di snellire il processo burocratico di spendita delle risorse Por stanziate a copertura degli interventi previsti nel Piano di Assetto Idrogeologico, accelerandone così la realizzazione;

  • Se è allo studio la possibilità che sia la Regione stessa, anziché i Comuni interessati, a bandire le gare di appalto per la realizzazione dei singoli interventi, al fine di ridurre il numero dei passaggi burocratici necessari ed abbreviare così l’iter di spendita delle risorse.

giovedì, novembre 06, 2008

Blocco movimentazione bovini, subito un nuovo vaccino per la blue tongue

Sblocco dell’indennità compensativa e del premio per il benessere animale e adozione di un nuovo protocollo vaccinale per la blue tongue che consenta di evitare il ricorso al blocco della movimentazione dei bovini: sono le proposte che i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Matteo Sanna e Mario Diana, hanno presentato in un’interrogazione urgente indirizzata agli Assessori regionali alla Sanità, Nerina Dirindin, e all’Agricoltura, Francesco Foddis.

L’interrogazione fa seguito alla manifestazione di ieri mattina, con cui gli allevatori hanno bloccato, procedendo a passo d’uomo con i trattori, il tratto della SS 199 tra Olbia e Monti. “La scelta, del tutto ingiustificata, di utilizzare per il sierotipo 1 il vaccino vivo attenuato”, spiegano i due consiglieri, “anziché, come avviene in tutte le altre Regioni – italiane e non – interessate dall’epizoozia, il vaccino spento, è all’origine del blocco della movimentazione, dal momento che il protocollo vaccinale impone che i bovini possono essere movimentati solo ed esclusivamente tra i mesi di dicembre ed aprile”.

Il blocco “comporta gravi danni economici per le aziende, che si trovano costrette a continuare ad allevare bovini già pronti per essere avviati all’ingrasso nei centri dell’Italia peninsulare nell’attesa della ‘finestra’ temporale in cui è consentita la movimentazione”. Le perdite si sono ulteriormente aggravate negli ultimi tempi “a causa del forte aumento dei prezzi dei mangimi”. Nell’arco di otto anni, le conseguenze della blue tongue hanno portato “ad una riduzione media del 50 per cento nelle vendite di bovini da parte delle aziende della Gallura, con picchi dell’80 per cento”, tanto che, nella sola Provincia di Olbia e Tempio, “centinaia di imprese zootecniche versano sull’orlo del fallimento”.

Sanna e Diana chiedono dunque ai due assessori perché la Regione non ha ancora erogato il premio per il benessere animale e l’indennità compensativa 2007-2008 e perché non è stato possibile erogare quella per l’annualità 2006-2007, e cosa la Giunta regionale intende fare sia per erogare immediatamente l’indennità più recente che per “individuare risorse straordinarie” per cercare di recuperare quella andata persa lo scorso anno. Infine, i due consiglieri chiedono che l’esecutivo, “di concerto con le organizzazioni rappresentative del comparto zootecnico”, si attivi per l’adozione di “un nuovo protocollo vaccinale per la blue tongue, che consenta di evitare il ricorso al blocco della movimentazione dei bovini”.



INTERROGAZIONE URGENTE SANNA Matteo – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sul blocco della movimentazione dei bovini


I sottoscritti,

PREMESSO che, nella giornata di ieri, oltre quaranta allevatori hanno posto in essere una manifestazione, rallentando con i loro trattori il traffico lungo la SS 199 nel tratto compreso tra i Comuni di Olbia e Monti, per protestare contro il blocco della movimentazione dei bovini imposto dal protocollo vaccinale attualmente utilizzato dalla Regione per contrastare il virus della blue tongue;

CONSIDERATO che la scelta, del tutto ingiustificata, di utilizzare per il sierotipo 1 il vaccino vivo attenuato anziché, come avviene in tutte le altre Regioni – italiane e non – interessate dall’epizoozia, il vaccino spento, è all’origine del blocco della movimentazione, dal momento che il protocollo vaccinale impone che i bovini possono essere movimentati solo ed esclusivamente tra i mesi di dicembre ed aprile;

VALUTATO che il blocco della movimentazione comporta gravi danni economici per le aziende, che si trovano costrette a continuare ad allevare bovini già pronti per essere avviati all’ingrasso nei centri dell’Italia peninsulare nell’attesa della ‘finestra’ temporale in cui è consentita la movimentazione;

SOTTOLINEATO che, sebbene il problema del blocco della movimentazione esista ormai da otto anni, nei tempi recenti le perdite economiche che esso determina per le aziende si sono aggravate a causa del forte aumento dei prezzi dei mangimi;

VERIFICATO che, nell’arco di otto anni, il blocco della movimentazione dei bovini ha portato ad una riduzione media del 50 per cento nelle vendite di bovini da parte delle aziende della Gallura, con picchi dell’80 per cento;

ATTESTATO che, nella sola Gallura, centinaia di imprese zootecniche versano sull’orlo del fallimento a causa delle perdite finanziarie causate dal blocco della movimentazione;


CHIEDONO DI INTERROGARE

gli Assessori all’Igiene e Sanità e all’Agricoltura e Riforma Agropastorale

affinché riferiscano

  • Per quali ragioni la Regione non ha ancora provveduto all’erogazione dell’indennità compensativa relativamente all’annualità 2007-2008 e per quali ragioni non è stato possibile erogare l’indennità relativa all’annualità 2006-2007;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di erogare, con decorrenza immediata, l’indennità compensativa ed il premio per il benessere animale per l’annualità 2007-2008, nonché per individuare risorse straordinarie da destinare alla copertura dell’indennità compensativa 2006-2007;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, di concerto con le organizzazioni rappresentative del comparto zootecnico, al fine di adottare un nuovo protocollo vaccinale per la blue tongue, che consenta di evitare il ricorso al blocco della movimentazione dei bovini.

mercoledì, novembre 05, 2008

Consiglio bloccato, si va verso l’esercizio provvisorio?

“I propositi di avere la legge finanziaria approvata, per la prima volta nella legislatura, entro i termini necessari ad evitare il ricorso all’esercizio provvisorio sono a un passo dal naufragare miseramente: con il Consiglio regionale bloccato e la maggioranza che non ha la più pallida idea di come condurre in porto il difficile cammino della legge urbanistica, l’approvazione del bilancio entro il 31 dicembre sembra sempre più una chimera”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, in seguito al rinvio delle sedute consiliari di ieri pomeriggio e questa mattina a causa della mancanza del numero legale.

“Intanto, prendiamo atto che neppure quest’anno la Giunta regionale è riuscita a presentare la finanziaria entro i termini fissati dalla legge”, prosegue Diana. “Il 30 settembre è trascorso ormai da più di un mese, eppure del disegno di legge ancora non si vede l’ombra. Se poi si considerano i sotterfugi cui il centrosinistra sta ricorrendo per dilazionare l’esame degli articoli più spinosi della legge urbanistica, quelli su cui ancora non esiste alcun accordo tra il governatore Renato Soru e la coalizione che dichiara di sostenerlo, appare evidente come i tempi dell’esame della manovra di bilancio siano destinati a dilatarsi a dismisura, né più, né meno come è accaduto negli anni passati”.

“E non è solo la finanziaria a restare bloccata dai conflitti interni della maggioranza”, conclude il consigliere. “A fine mese, infatti, scadrà il mandato del commissario straordinario dell’Autorità d’Ambito ed entro quella data dovrà essere approvata la legge che ne proroga gli organismi in carica per altri tre mesi nell’attesa che l’organo legislativo approvi la riforma dell’Autorità, pena la sua impossibilità ad operare. Andando avanti di questo passo, difficilmente il Consiglio sarà in grado di rispettare il termine e la responsabilità andrà ascritta solo ed esclusivamente al centrosinistra”.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Legge urbanistica, restano le divergenze in maggioranza

“Nonostante il voto favorevole sul passaggio agli articoli, le divergenze che sono emerse all’interno della maggioranza durante il dibattito in Aula sulla legge urbanistica restano irrisolte, pronte a riaffiorare in qualsiasi momento durante l’esame dell’articolato”, dichiara il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, al termine della seduta consiliare di oggi pomeriggio.

“Il blitz in Consiglio del governatore Renato Soru e quel che ne è seguito”, prosegue Diana, “con la calma che ha improvvisamente pervaso uno schieramento che fino a pochi istanti prima sembrava ad un passo dallo scontro fisico e che ha determinato acrobazie politiche ai limiti dell’incredibile nel vano tentativo di giustificare il cambio di opinione di alcuni, non hanno cambiato una virgola nelle contraddizioni che lacerano la maggioranza”.

“La battaglia vera inizia ora”, conclude il consigliere. “Aspetteremo al varco il centrosinistra, certi che i suoi contrasti riesploderanno molto presto e che, alla fine dell’esame consiliare, della legge urbanistica tanto cara al governatore non resterà nulla, così come già ora non resta più nulla della maggioranza che un tempo lo sosteneva”.

Ruolo del Consiglio e tutela delle campagne negli emendamenti alla legge urbanistica

Si parla soprattutto del ruolo del Consiglio regionale nelle procedure di pianificazione e della tutela delle attività agricole e delle campagne a rischio di spopolamento negli emendamenti alla legge urbanistica regionale presentati dal consigliere regionale Mario Diana con i colleghi del gruppo di Alleanza Nazionale.

Tre delle proposte di modifica prevedono l’inserimento della votazione dell’Assemblea, al posto del parere della Quarta Commissione, sull’adozione e l’adeguamento del Piano paesaggistico regionale e sugli atti di indirizzo e coordinamento. I due emendamenti sulle zone agricole hanno invece la finalità di consentire l’edificazione nelle campagne, seppure con forti limitazioni dovute alle esigenze di tutela ambientale e paesaggistica. “Al fine di valorizzare le vocazioni produttive delle zone agricole, incoraggiare la permanenza della popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali” e di “incentivare il presidio del territorio”, Diana propone che l’edificazione da parte delle aziende agricole sia consentita soltanto in base al reale fabbisogno edificatorio individuato nel piano di sviluppo aziendale, redatto da un tecnico abilitato: non più la possibilità di costruire riconosciuta soltanto alle aziende che superano una determinata superficie, come avviene oggi ai sensi del Ppr, ma il diritto ad edificare ciò che realmente serve allo sviluppo dell’azienda.

Un altro emendamento prevede che la Giunta regionale modifichi le Norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico vigente consentendo l’edificazione nell’agro, sebbene con indici di fabbricazione limitati: 0,01 metri cubi al metro quadro per le residenze e 0,1 metri cubi al metro quadro per gli annessi agricoli nella fascia costiera fino ad un chilometro dal mare. Nel resto del territorio isolano, per quanto riguarda le campagne si tornerà ad applicare le disposizioni del cosiddetto ‘decreto Floris’, contenente le direttive di attuazione della legge urbanistica attualmente in vigore, risalente al 1989.

sabato, ottobre 25, 2008

Ex Valriso, la Regione intervenga affinché sia valorizzato il patrimonio zootecnico sardo

Un intervento della Regione per tentare di salvare dalla chiusura la Valorizzazione Carni Sarde di Uta, ex Valriso, condizionato al mantenimento dei livelli occupazionali e ad un serio impegno da parte degli eventuali nuovi gestori dello stabilimento nella valorizzazione della carne prodotta negli allevamenti sardi: è quanto chiede il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Industria, Concetta Rau, e all’Agricoltura, Francesco Foddis.

Nell’interrogazione, Diana traccia le linee della situazione di crisi che ha colpito l’azienda, la quale nel corso degli anni è scesa da 120 dipendenti agli attuali 67 (che da due mesi non vedono uno stipendio), ai quali nei giorni scorsi è stata inviata la comunicazione di licenziamento in vista della chiusura dell’attività, prevista per la fine di ottobre. Tutto ciò avviene nonostante l’impegno della Regione che, nel corso degli anni, “è più volte intervenuta economicamente a sostegno dell’azienda, con risultati che, a giudicare da quanto sta accadendo in questi giorni, non possono essere ritenuti positivi”. La stessa società che gestisce l’azienda “non può essere ritenuta esente da responsabilità”, dal momento che il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo “non è stato sufficientemente incisivo”, contribuendo a determinare una crisi che “ora si sta ripercuotendo sui lavoratori”. “Il comparto agropastorale della Sardegna”, ricorda inoltre il consigliere, “attraversa una situazione di profonda crisi che non risparmia il settore zootecnico, il quale soffre in modo particolare la carenza di industrie idonee a garantire un’adeguata valorizzazione sul mercato alla produzione degli allevamenti isolani”.

Diana chiede pertanto ai due assessori “a quanto ammontano le risorse stanziate dalla Regione, nel corso degli anni, a beneficio delle aziende Valriso, Nuova Valriso e Valorizzazione Carni Sarde, in via diretta e per mezzo della società finanziaria Sfirs” e “quali risultati lo stanziamento di tali risorse ha prodotto nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo”. Infine, il consigliere chiede alla Giunta regionale di intervenire “nel tentativo di scongiurare la chiusura della Valorizzazione Carni Sarde, eventualmente anche favorendo il cambio di gestione dell’azienda, subordinando tale intervento al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e alla presentazione di un piano aziendale credibile che fornisca adeguate garanzie relativamente all’impegno da parte del nuovo soggetto gestore nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi che colpisce l’azienda Valorizzazione Carni Sarde di Uta


Il sottoscritto,

PREMESSO che la società che gestisce l’azienda Valorizzazione Carni Sarde di Uta, ex Valriso, ha inviato la comunicazione di licenziamento a tutto il personale, prevedendo la cessazione dell’attività entro la fine del corrente mese;

CONSIDERATO che, nel corso degli anni, la Regione è più volte intervenuta economicamente a sostegno dell’azienda, con risultati che, a giudicare da quanto sta accadendo in questi giorni, non possono essere ritenuti positivi;

VALUTATO che, secondo quanto riferito dalla società alle rappresentanze dei dipendenti, sarebbe prevista in un futuro imprecisato la ripresa dell’attività grazie all’ingresso di nuovi soci, con la contestuale riassunzione di 43 unità lavorative cui però non sarebbe applicato il contratto collettivo nazionale per l’industria ma quello per l’agricoltura;

RAMMENTATO che nel corso degli anni, nonostante il sostegno della Regione, il numero di dipendenti dell’ex Valriso è andato costantemente diminuendo, passando da un massimo di 120 agli attuali 67;

VERIFICATO che l’azienda risulta in arretrato di due mesi nel pagamento degli stipendi e che tale situazione ha già determinato forme di protesta eclatanti da parte del personale;

PRESO ATTO che l’attuale gestione della Valorizzazione Carni Sarde non può essere ritenuta esente da responsabilità nella situazione di crisi che colpisce l’azienda, il cui impegno nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo non è stato sufficientemente incisivo, e che ora si sta ripercuotendo sui lavoratori;

SOTTOLINEATO che il comparto agropastorale della Sardegna attraversa una situazione di profonda crisi che non risparmia il settore zootecnico, il quale soffre in modo particolare la carenza di industrie idonee a garantire un’adeguata valorizzazione sul mercato alla produzione degli allevamenti isolani;


CHIEDE DI INTERROGARE

gli Assessori regionali all’Industria e all’Agricoltura

affinché riferiscano

  • A quanto ammontano le risorse stanziate dalla Regione, nel corso degli anni, a beneficio delle aziende Valriso, Nuova Valriso e Valorizzazione Carni Sarde, in via diretta e per mezzo della società finanziaria Sfirs;

  • Quali risultati lo stanziamento di tali risorse ha prodotto nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di intervenire nel tentativo di scongiurare la chiusura della Valorizzazione Carni Sarde, eventualmente anche favorendo il cambio di gestione dell’azienda, subordinando tale intervento al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e alla presentazione di un piano aziendale credibile che fornisca adeguate garanzie relativamente all’impegno da parte del nuovo soggetto gestore nella valorizzazione del patrimonio zootecnico sardo.

mercoledì, ottobre 22, 2008

Brotzu, sale operatorie allagate e interventi chirurgici rinviati

Nonostante i lavori di ristrutturazione appena ultimati, oggi le sale operatorie dell’ospedale Brotzu si sono allagate a causa del violento nubifragio che si è abbattuto su Cagliari, tanto che gli interventi chirurgici programmati hanno dovuto essere rinviati. Lo denunciano il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, il capogruppo Roberto Capelli e il consigliere Nello Cappai, dell’Unione dei Democratici di Centro, in un’interrogazione urgente all’Assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin.

“L’Azienda ospedaliera Brotzu è stata sottoposta di recente ad un profondo intervento di ristrutturazione, che si è concluso poche settimane or sono”, ricordano i tre nell’interrogazione. Considerato che, “nella giornata di oggi, un episodio alluvionale di portata imponente si è verificato nel territorio della Provincia di Cagliari e che anche nel capoluogo sono state registrate precipitazioni di entità straordinaria, che hanno provocato danni e allagamenti in gran parte della città”, Diana, Capelli e Cappai chiedono alla Dirindin se è vero che al Brotzu “si sono verificati allagamenti nelle sale operatorie, tanto che alcuni interventi chirurgici hanno dovuto essere rinviati”. I tre chiedono poi “a quanto ammontano le risorse stanziate per i lavori”, quale impresa li ha realizzati e per mezzo di quale procedura ad evidenza pubblica le sono stati assegnati, se sono stati sottoposti a collaudo, chi è il dirigente responsabile dei lavori e del relativo collaudo e quanti sono gli interventi chirurgici rinviati in seguito all’allagamento delle sale operatorie.

Infine, i tre consiglieri del centrodestra chiedono “come si è potuto verificare che, nonostante i lavori di ristrutturazione eseguiti di recente, le sale operatorie del nosocomio si siano potute allagare al punto da rendere impraticabile l’attività chirurgica” e cosa la Giunta regionale intende fare affinché l’attività chirurgica possa riprendere immediatamente e affinché “episodi di malfunzionamento come quello odierno non debbano più accadere neppure in presenza di eventi atmosferici straordinari come quello che si è verificato nelle scorse ore”.



INTERROGAZIONE URGENTE DIANA – CAPELLI – CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sui disagi che si sono verificati nell’Azienda ospedaliera Brotzu in seguito al nubifragio odierno


I sottoscritti,


PREMESSO che l’Azienda ospedaliera Brotzu è stata sottoposta di recente ad un profondo intervento di ristrutturazione, che si è concluso poche settimane or sono;

CONSIDERATO che, nella giornata di oggi, un episodio alluvionale di portata imponente si è verificato nel territorio della Provincia di Cagliari e che anche nel capoluogo sono state registrate precipitazioni di entità straordinaria, che hanno provocato danni e allagamenti in gran parte della città;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Se risponde al vero che, nell’Azienda ospedaliera Brotzu, si sono verificati allagamenti nelle sale operatorie, tanto che alcuni interventi chirurgici hanno dovuto essere rinviati;

  • A quanto ammontano le risorse stanziate per i lavori di ristrutturazione realizzati di recente nell’Azienda ospedaliera Brotzu;

  • Quale impresa ha realizzato i lavori di cui sopra e per mezzo di quale procedura ad evidenza pubblica le sono stati assegnati;

  • Se, a intervento di ristrutturazione ultimato, i lavori sono stati sottoposti a collaudo;

  • Chi è il dirigente dell’Azienda ospedaliera Brotzu responsabile dell’intervento di ristrutturazione e del relativo collaudo;

  • Quanti sono gli interventi chirurgici rinviati in seguito all’allagamento delle sale operatorie;

  • Come si è potuto verificare che, nonostante i lavori di ristrutturazione eseguiti di recente, le sale operatorie del nosocomio si siano potute allagare al punto da rendere impraticabile l’attività chirurgica;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché l’Azienda ospedaliera Brotzu sia posta nelle condizioni di poter riprendere immediatamente l’attività chirurgica e affinché episodi di malfunzionamento come quello odierno non debbano più accadere neppure in presenza di eventi atmosferici straordinari come quello che si è verificato nelle scorse ore.

martedì, ottobre 14, 2008

Sentenza Tar su cda Isola, per Soru ennesima sconfitta annunciata

“Ormai non ci si sorprende più davanti ai pronunciamenti negativi della magistratura di ogni ordine e grado sugli atti della giunta Soru. La sentenza con cui il Tar della Sardegna ha annullato lo scioglimento del consiglio di amministrazione dell’Isola era ampiamente annunciata. Il fatto che i magistrati abbiano reintegrato il cda perché la Giunta, nel procedimento di scioglimento dell’organismo, ha ‘dimenticato’ di acquisire il parere del Consiglio regionale, non fa che sottolineare per l’ennesima volta la costante violazione delle prerogative dell’assemblea legislativa da parte del governatore”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, alla sentenza con cui il Tar ha annullato gli atti relativi allo scioglimento del cda dell’Isola.

“Ormai, l’incredibile numero di ricorsi che vedono protagonista la Regione è tale da giustificare l’apertura a Cagliari di una terza sezione del Tar”, prosegue Diana. “Eppure, Soru non perde l’abitudine ad assumere atti superficiali e approssimativi, quand’anche non deliberatamente illegittimi. Del resto, può tranquillamente permettersi il suo perenne oscillare tra dilettantismo e arroganza: in fondo, i soldi con cui paga le spese legali non sono i suoi ma quelli dei sardi. Quest’ultimo è un aspetto di cui si dovrebbe sempre tener conto quando si parla di risanamento del bilancio regionale: quanto stanno costando alle casse della Regione le decine di cause perse per colpa del governatore?”.

“In tutto questo, c’è almeno una buona notizia: ora, Soru sarà costretto a presentarsi davanti al Consiglio e a spiegare le ragioni delle sue decisioni”, conclude il consigliere. “Il governatore sarà chiamato a rendere conto non soltanto del perché intende sciogliere il cda dell’ente per la promozione dell’artigianato sardo, ma anche e soprattutto per quale ragione ha pensato di poterlo fare di propria iniziativa, senza confrontarsi con gli altri organi istituzionali cui la legge riconosce una qualche competenza nel procedimento di scioglimento”.

venerdì, ottobre 10, 2008

Stop a lepri e pernici, decisione strumentale di chi vuole sopprimere la caccia

“Appare a dir poco paradossale che la Regione riconosca gli effetti della siccità che da tempo colpisce le campagne della Sardegna per i cacciatori e non per gli agricoltori”: è il commento del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, alla decisione assunta dall’Assessore regionale all’Ambiente, Cicito Morittu, di bloccare per le prossime due settimane la caccia a lepri e pernici nell’Isola. “Da un lato, la siccità non è tale che la Regione si senta in dovere di mettere mano al portafogli per indennizzare le aziende agricole per i gravi danni che hanno subito negli ultimi mesi; dall’altro, la calamità naturale è tanto grave da dover bloccare del tutto l’attività venatoria per alcune specie animali”.

“La decisione di Morittu, assunta in totale solitudine e senza alcun confronto con le associazioni venatorie, appare ancor più strumentale quando l’Assessore si appella a presunti dati trasmessi dagli assessorati provinciali all’ambiente, i quali confermerebbero la diminuzione della popolazione cacciabile”, prosegue Diana. “In realtà, non tutte le Province hanno trasmesso i dati all’Assessorato regionale e non tutte hanno segnalato il trend negativo di cui parla Morittu: non risulta affatto, ad esempio, che l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Oristano abbia segnalato alla Regione una carenza di lepri e pernici nel territorio”.

“L’unico soggetto in grado di fornire un’esatta quantificazione della popolazione cacciabile presente nel territorio sardo è l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che l’Assessore si è ben guardato dal consultare”, conclude il consigliere. “Morittu farebbe dunque bene ad ammettere cosa si cela dietro lo stop all’attività venatoria: una decisione strumentale, ispirata da chi da sempre si batte, senza portare alcuna motivazione che non sia di natura ideologica, per la soppressione della caccia in Sardegna”.

giovedì, ottobre 09, 2008

Finanziaria 2009, torna lo scandalo delle anticipazioni fiscali

“Dopo i pronunciamenti negativi della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale, non avremmo mai immaginato che la faccia tosta del governatore Renato Soru potesse arrivare a tanto. Eppure, sta per accadere: la finanziaria regionale per il 2009 conterrà ancora una volta l’anticipazione di 500 milioni di euro di entrate fiscali future”, denuncia il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana.

“Le prime bozze messe in circolazione dalla Giunta regionale lasciano poco spazio alle interpretazioni”, spiega Diana. “Si cerca di far ricadere l’ennesimo ricorso alla finanza creativa sulle modifiche apportate all’art. 8 dello Statuto autonomistico dalla finanziaria nazionale 2007, che ha riscritto il regime della compartecipazione regionale alle entrate fiscali percepite dallo Stato in Sardegna. La norma, però, non prevede alcuna anticipazione e d’altronde sarebbe stato impossibile introdurre con una legge ordinaria un concetto simile, dal momento che, come ha riconosciuto anche la Consulta, il principio costituzionale dell’annualità del bilancio si applica anche ai conti della Regione, il che rende impraticabile la via dell’anticipazione già tentata più volte dalla giunta Soru. Il fatto che ancora una volta si inserisca in finanziaria una misura simile in barba ai pronunciamenti contrari della magistratura è semplicemente scandaloso”.

“Ancora una volta, si pretende di far quadrare i conti della Regione con soldi che non esistono se non sulla carta”, conclude il consigliere. “Questa volta, però, la maggioranza sarà chiamata ad assumersi una responsabilità ben più grave, perché per seguire ciecamente il suo leader dovrà schierarsi apertamente contro i pareri della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale, giustificando davanti ai sardi una scelta simile e preparandosi a pagarne le conseguenze, sia per non aver rispettato i pronunciamenti della magistratura che per aver causato un disastro finanziario pretendendo di spendere soldi che la Regione non possiede”.

giovedì, ottobre 02, 2008

Archeologia Subacquea, che fine hanno fatto i 6 milioni della finanziaria?

Utilizzare una parte dei 6 milioni di euro stanziati dalla finanziaria regionale a favore delle sedi universitarie decentrate per mantenere in funzione e potenziare il corso di laurea in Archeologia Subacquea dell’Università di Sassari, che si tiene nella sede gemmata di Oristano. E’ la proposta del consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, il quale, in seguito alle preoccupazioni espresse dal preside di Lettere e Filosofia dell’ateneo turritano sul rischio che non ci siano risorse sufficienti per mantenere in vita il corso, ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Maria Antonietta Mongiu.

Diana ricorda lo stanziamento previsto nella finanziaria 2008, che la Giunta, secondo quanto prevede la norma, avrebbe dovuto ripartire in modo da assicurare la continuità dei corsi già avviati. L’esecutivo, inoltre, avrebbe dovuto sottoscrivere entro novanta giorni dall’approvazione un’intesa con le Università di Cagliari e Sassari per la razionalizzazione dell’offerta formativa. Nulla di tutto ciò è stato fatto. Nei giorni scorsi, il preside della facoltà cui fa capo il corso di Archeologia Subacquea ha espresso sugli organi di stampa la sua preoccupazione per il destino dell’unico corso del genere in Italia, che attrae studenti da tutta la Sardegna e dal continente, come dimostrano le pressanti richieste di riapertura delle immatricolazioni, sospese fino all’anno accademico 2010-2011. Inoltre, per il corso è stato attivato un processo autovalutazione e di valutazione da parte della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, che si concluderà questo mese.

Nell’interrogazione, il consigliere ricorda che il corso di Archeologia Subacquea è fortemente integrato con le Forze dell’Ordine, con il Corpo Forestale e con le Capitanerie di Porto per la sua funzione di formazione nella difesa del patrimonio culturale sommerso. Il corso risponde ai criteri relativi ai parchi sommersi, sull’esempio dei percorsi archeologici subacquei istituiti in Sicilia dalla Soprintendenza Archeologica del Mare, la quale ha espresso interesse a stabilire un rapporto strutturale con il corso di Archeologia Subacquea. Inoltre, il corso di laurea è fortemente integrato con l’imprenditoria privata del settore (diving, escursionismo costiero e subacqueo, ecc.). Il bilancio del corso è estremamente positivo anche nel campo della ricerca, come dimostrano i convegni nazionali ed internazionali che si sono tenuti ad Oristano, la partecipazione dei docenti a congressi nazionali ed internazionali e la pubblicazione, per le Edizioni Carocci di Roma, della collana di studi Tharros Felix, diffusa a livello nazionale ed internazionale. Infine, gli studenti del corso sono stati protagonisti di attività didattiche e di ricerca nell’area dell’antico porto di Tharros, individuato nel bacino lagunare di Mistras nel territorio del Comune di Cabras, il quale ha avuto grande risalto grazie ai servizi andati in onda sui telegiornali delle reti Rai nazionali e su Rai International.

Diana chiede dunque all’assessore Mongiu “per quali ragioni la Giunta regionale non ha ancora provveduto alla ripartizione del fondo per le sedi universitarie decentrate”, “per quali ragioni la Giunta regionale non ha ancora conseguito l’intesa con le Università di Cagliari e Sassari per la razionalizzazione dell’offerta universitaria” e cosa la Giunta intende fare per “mantenere e potenziare il corso di laurea in Archeologia Subacquea”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Regione per il mantenimento ed il potenziamento del corso di laurea in Archeologia Subacquea dell’Università di Sassari, con sede ad Oristano


Il sottoscritto,

PREMESSO che

  • L’art. 4, comma 1, lettera c) della L.R. 5 marzo 2008, n. 3 (Legge finanziaria regionale per il 2008), ha fissato in Euro 6.000.000 la dotazione finanziaria del fondo a favore delle sedi universitarie decentrate;

  • Alla ripartizione di tale fondo avrebbe dovuto provvedere la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, “in modo da assicurare la prosecuzione e il completamento dei corsi già avviati”;

  • Inoltre, entro novanta giorni dall’approvazione della legge di cui sopra, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente e previa convocazione di una conferenza di servizi, avrebbe dovuto sottoscrivere un’intesa con le Università di Cagliari e Sassari diretta alla razionalizzazione dell’offerta formativa del sistema universitario della Sardegna, ivi compreso quello dei corsi decentrati;


CONSIDERATO che

  • La Giunta regionale non ha ancora provveduto alla ripartizione del fondo per le sedi universitarie decentrate, pur essendo ormai giunti all’ultimo trimestre dell’anno 2008;

  • Non soltanto la Giunta regionale non ha sottoscritto l’intesa con le Università di Cagliari e Sassari diretta alla razionalizzazione dell’offerta formativa entro novanta giorni dall’approvazione della legge finanziaria, vale a dire entro il 3 giugno u.s., ma ha lasciato trascorrere oltre duecento giorni dall’entrata in vigore della legge senza giungere a tale intesa;


APPRESO che

  • Il preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari ha espresso attraverso gli organi di informazione viva preoccupazione per le sorti dell’unico corso di laurea in Archeologia Subacquea esistente in Italia, istituito dalla stessa facoltà presso la sede gemmata di Oristano;

  • Tale corso ha attratto studenti non soltanto dalla Sardegna ma anche dal continente e continua ad essere richiesta la riapertura delle immatricolazioni, sospese fino all’anno accademico 2010-2011;

  • Per il corso di laurea in Archeologia Subacquea è stato attivato un processo di autovalutazione e di valutazione da parte di docenti universitari nominati dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, che si concluderà nel mese corrente;


SOTTOLINEATO che

  • Il corso di laurea in Archeologia Subacquea è fortemente integrato con le Forze dell’Ordine statali, con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione e con le Capitanerie di Porto, assicurando alti livelli di formazione nella difesa del patrimonio culturale sommerso;

  • Il corso di laurea in Archeologia Subacquea è fortemente integrato con l’imprenditoria privata di settore (diving, escursionismo costiero e subacqueo, ecc.) ed appare coerente con gli obiettivi relativi ai parchi sommersi, con particolare riferimento alle aree marine protette ed ai parchi nazionali, sull’esempio dei percorsi archeologici subacquei istituiti in Sicilia dalla Soprintendenza Archeologica del Mare, il cui responsabile, in un incontro tenutosi di recente ad Oristano, ha espresso interesse a stabilire un rapporto strutturale con il corso di laurea in Archeologia Subacquea;

  • Il corso di laurea in Archeologia Subacquea presenta un bilancio estremamente positivo anche nel campo della ricerca scientifica, come dimostrano l’organizzazione ad Oristano di convegni internazionali sull’argomento, la partecipazione dei docenti a congressi nazionali ed internazionali e la pubblicazione di una collana di studi di archeologia subacquea, dal titolo Tharros Felix, giunta al terzo volume, per le Edizioni Carocci di Roma, che ne curano la diffusione nazionale ed internazionale;

  • Gli allievi del corso di laurea in Archeologia Subacquea sono stati protagonisti di attività didattiche e di ricerca scientifica, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna e in sintonia con le ricerche condotte dall’Università di Cagliari, nell’area dell’antico porto di Tharros, individuato nel bacino lagunare di Mistras nel territorio del Comune di Cabras, il quale ha riscosso l’interesse dei mezzi di informazione nazionali, come dimostra il servizio sulla scoperta del porto trasmesso dalle reti Rai nazionali nei loro telegiornali e da Rai International;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione
affinché riferisca

  • Per quali ragioni la Giunta regionale non ha ancora provveduto alla ripartizione del fondo per le sedi universitarie decentrate;

  • Per quali ragioni la Giunta regionale non ha ancora conseguito l’intesa con le Università di Cagliari e Sassari per la razionalizzazione dell’offerta universitaria;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di mantenere e potenziare il corso di laurea in Archeologia Subacquea dell’Università di Sassari, presso la sede gemmata di Oristano.

mercoledì, ottobre 01, 2008

Valutazione espropri, mancata regolamentazione blocca opere pubbliche ed indennizzi

Il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Mario Diana, ha presentato un’interrogazione al governatore Renato Soru per chiedere cosa la Giunta regionale intende fare per sbloccare le commissioni provinciali per la determinazione del valore agricolo dei terreni soggetti ad esproprio, oggi impossibilitate ad operare per la mancanza di un regolamento che ne definisca le funzioni e ne disciplini l’attività.

Le quattro commissioni, una per ciascuna delle quattro province statali, hanno il compito di definire, entro il 31 gennaio di ogni anno, il valore agricolo medio fatto registrare nel precedente anno solare dai terreni ricadenti nel territorio provinciale, allo scopo di determinare gli indennizzi spettanti a chi subisce un esproprio, e sono state istituite nel febbraio del 2005. Non appena insediate, le commissioni hanno subito approvato i nuovi valori agricoli medi. Nel frattempo, è iniziata una serie di riunioni, convocate dal Servizio Espropriazioni della Presidenza della Regione per sollecitare le commissioni all’approvazione dei valori, in mancanza dei quali sarebbero rimaste bloccate tutte le opere pubbliche a rete, come gli acquedotti. Nel corso delle riunioni, i rappresentanti delle commissioni hanno più volte segnalato i problemi derivanti dalla mancata adozione di un regolamento che disciplinasse il loro funzionamento, come l’incertezza sulle loro competenze e l’assenza di una normativa sugli aspetti economici dell’attività dei componenti. L’allora direttore generale della Regione, Gianfranco Duranti, ha dapprima reso noto che la Giunta avrebbe presentato nel giro di breve tempo un disegno di legge ad hoc, poi ha comunicato lo slittamento della presentazione a data da destinarsi.

I valori medi relativi al 2005 sono stati trasmessi dalle commissioni nei primi giorni di maggio, ma i ripetuti solleciti ad adottare il regolamento non hanno ottenuto risposta. In giugno, Diana ha presentato una prima interrogazione, chiedendo se le commissioni fossero state regolarmente costituite e se era stato predisposto un regolamento per il loro funzionamento. Soru ha risposto facendo riferimento ai decreti istitutivi delle commissioni e, quanto al regolamento, ha spiegato che la normativa vigente non attribuisce alla Regione alcun potere in materia e che pertanto le singole commissioni avrebbero dovuto provvedere a dotarsi ciascuna di un proprio regolamento. Intanto, da viale Trento sono continuate ad arrivare le richieste di aggiornamento annuale dei valori medi, che le commissioni hanno lasciato inevase a causa dell’impossibilità ad operare, mentre le richieste di indennizzo si moltiplicano senza che possano essere esaudite. Anche per il 2008, la determinazione dei valori medi non è stata fatta. Il nuovo direttore generale della Regione, Fulvio Dettori, ha sollecitato l’invio delle tabelle il 30 giugno scorso, ma le commissioni non hanno potuto procedere.

Diana chiede perciò al governatore “se, ad oggi, si ha notizia di opere pubbliche bloccate a causa dei ritardi nella revisione del valore agricolo medio dei terreni soggetti ad espropriazione”, “se è a conoscenza del numero di richieste di indennizzo che giacciono inevase presso le commissioni provinciali” e cosa la Giunta intende fare per “porre le commissioni nelle condizioni di operare nel pieno delle loro funzioni, adottando un unico regolamento valido su tutto il territorio regionale o, in alternativa, emanando disposizioni, direttive o linee guida per l’elaborazione dei regolamenti da parte delle singole commissioni”.



INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento delle commissioni competenti alla determinazione del valore agricolo degli espropri


Il sottoscritto,

PREMESSO che

  • L’art. 41 del DPR 8 giugno 2001, n. 327, prevede che in ogni Provincia venga istituita una commissione la quale determina, entro il 31 gennaio di ogni anno, il valore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni ricompresi nel territorio provinciale, al fine di determinare l’indennizzo spettante per i terreni soggetti ad espropriazione per ragioni di pubblica utilità;

  • Le commissioni provinciali di cui sopra sono state istituite con i Decreti del Presidente della Regione nn. 10, 11, 12 e 13 del 7 febbraio 2005 e si sono insediate nelle settimane seguenti;


CONSIDERATO che

  • Nelle sedute del 6 e del 13 aprile 2005, la commissione provinciale di Oristano ha approvato i nuovi valori agricoli medi;

  • Il 18 aprile 2005, il direttore generale della Presidenza della Regione ha convocato una riunione con le quattro commissioni provinciali ai fini di sollecitarle a provvedere con la massima urgenza alla revisione dei valori agricoli medi, precisando che i ritardi nell’approvazione delle nuove tabelle è all’origine del blocco di tutte le opere pubbliche a rete;

  • Nel corso della riunione, le commissioni hanno sottoposto all’attenzione del direttore generale diversi problemi di natura organizzativa derivanti dalla mancanza di una qualsiasi forma di regolamentazione della loro attività;

  • Alla segnalazione delle commissioni, il direttore generale ha risposto annunciando l’imminente presentazione da parte della Giunta regionale di un disegno di legge finalizzato a disciplinare l’attività delle commissioni stesse;


CONSIDERATO ALTRESI’ che

  • In una successiva riunione convocata il 22 aprile seguente, il direttore generale ha ribadito l’urgenza della revisione dei valori agricoli medi;

  • Nella medesima sede, il direttore generale ha comunicato lo slittamento, per subentrate priorità, della presentazione del disegno di legge di cui sopra;

  • Il 5 maggio seguente, la commissione provinciale di Oristano ha trasmesso le tabelle dei valori agricoli medi aggiornati, sollecitando contestualmente un riscontro relativamente ai problemi più volte sollevati al cospetto del direttore generale;

  • Nello stesso periodo, le altre tre commissioni provinciali hanno fatto altrettanto;


VERIFICATO che

  • Il 14 giugno 2005, l’interrogante ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione chiedendo se le commissioni provinciali erano state istituite e se era stato predisposto un regolamento per il loro funzionamento;

  • All’interrogazione è stata data risposta l’11 luglio seguente con la segnalazione dei decreti istitutivi delle quattro commissioni provinciali e con il richiamo a presunti regolamenti che le commissioni stesse avrebbero dovuto adottare, in totale autonomia, dal momento che la normativa vigente non attribuirebbe alla Regione il potere di regolamentazione delle commissioni;


SOTTOLINEATO che

  • Il 25 luglio 2005, i presidenti delle commissioni provinciali di Cagliari, Oristano e Sassari, hanno inviato al Presidente della Regione una lettera, segnalando la loro impossibilità ad operare a causa della mancanza di un regolamento per il funzionamento delle commissioni, della poca chiarezza sulle competenze e della totale assenza di una normativa che regolamenti gli aspetti economici, quali gettoni di presenza, rimborsi spese ed indennità di missione;

  • Il 7 gennaio 2006, il Servizio Espropriazioni della Presidenza della Regione ha richiesto alle commissioni la determinazione dei valori agricoli medi per il 2006;

  • Il 12 dicembre 2006, il segretario della commissione provinciale di Oristano ha comunicato al presidente, a mezzo lettera raccomandata, che numerose pratiche per la determinazione dell’indennità di esproprio giacevano inevase a causa dell’impossibilità della commissione ad operare;

  • Il 16 gennaio 2007, il presidente della commissione provinciale di Oristano ha trasmesso la missiva di cui sopra al Servizio Espropriazioni della Presidenza della Regione, sollecitando l’adozione di un regolamento per il funzionamento delle commissioni;

  • Il 30 giugno u.s., il direttore generale della Presidenza della Regione ha sollecitato, a mezzo lettera raccomandata, la trasmissione entro 30 giorni delle tabelle dei valori agricoli medi per il 2008;

  • Tale lettera risulta pervenuta alla commissione provinciale di Oristano il 31 luglio u.s. e non ha ancora avuto alcun riscontro da parte della commissione;


CHIEDE DI INTERROGARE
il Presidente della Regione
affinché riferisca

  • Se, ad oggi, si ha notizia di opere pubbliche bloccate a causa dei ritardi nella revisione del valore agricolo medio dei terreni soggetti ad espropriazione per pubblica utilità;

  • Se è a conoscenza del numero di richieste di indennizzo per espropriazione che giacciono inevase presso le commissioni provinciali per la determinazione del valore agricolo;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di porre le commissioni provinciali nelle condizioni di operare nel pieno delle loro funzioni, adottando un unico regolamento valido su tutto il territorio regionale o, in alternativa, emanando disposizioni, direttive o linee guida per l’elaborazione dei regolamenti da parte delle singole commissioni.