mercoledì, giugno 19, 2013

Legge elettorale, soddisfazione per accordo che garantisce i diritti di tutte le forze politiche

Il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, si dichiara “molto soddisfatto” per l’accordo sulla legge statutaria elettorale raggiunto oggi pomeriggio in Prima Commissione, con il quale “è stato raccolto, con grande spirito di responsabilità da parte di tutte le parti politiche, l’appello della Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, affinché il nodo della legge elettorale venisse risolto nel più breve tempo possibile”.
“Il passaggio è stato utile per renderci conto, con un confronto più sereno e approfondito di quello visto in Aula nelle ultime settimane, che le diverse posizioni erano meno distanti di quanto potessero apparire”, spiega Diana. “Alla fine, abbiamo trovato una soluzione che consente di rafforzare il bipolarismo, garantire i diritti delle minoranze e assicurare la presenza delle forze minori, il tutto senza perdere di vista la rappresentatività e la governabilità. Più nel dettaglio, l’accordo prevede che non vi sia alcuna soglia di sbarramento per i partiti che si presentano all’interno di una coalizione (le soglie sono fissate al 10 per cento per le coalizioni e al 5 per cento per i partiti che corrono da soli) e che il premio di maggioranza sia assegnato con una quota fissa di consiglieri, 33 se la coalizione che vince non supera il 45 per cento e 36 se lo supera, garantendo così sia la stabilità della futura maggioranza che la possibilità per le opposizioni di incidere concretamente sui lavori dell’Assemblea”.
“L’auspicio per la ripresa dei lavori dell’Aula”, conclude il capogruppo, “è che la notte porti consiglio e che anche quelle forze politiche, come il Pd, che hanno scelto di astenersi in Commissione decidano di votare la legge, che rappresenterebbe così un risultato storico per il Consiglio regionale in carica”.

giovedì, giugno 06, 2013

Tagli ai fondi dei gruppi, la proposta-bufala di Cappellacci abroga una norma che non esiste

“Non c’è soddisfazione, questa volta, nel sottolineare quella destinata a passare alla storia come la più colossale figuraccia rimediata dal governatore Cappellacci nel suo – vogliamo sperare unico – mandato alla guida della Regione. C’è solo tanta amarezza nel vedere che la Sardegna è finita nella mani di un venditore di fumo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, tornando sull’argomento del disegno di legge per il taglio ai contributi ai gruppi consiliari adottato ieri dalla Giunta regionale.
“Il tanto sbandierato disegno di legge partorito dal governatore”, rivela Diana, “è una gigantesca bufala, perché pretende di abrogare una norma che non esiste più. La proposta dell’esecutivo modifica la lettera d) del comma 1 bis dell’articolo 1 della legge regionale 2 del 1966. Peccato che l’intero articolo 1 della legge sia stato abrogato appena un anno fa dallo stesso Cappellacci con il decreto 74, adottato il 25 maggio 2012 per dare corso all’esito del referendum popolare con cui i sardi hanno deciso di abolire i fondi dei gruppi. Il sensazionale disegno di legge annunciato ieri in pompa magna, pertanto, non potrà avere alcun effetto pratico”.
“Evidentemente, al governatore non fa difetto solo il senso delle istituzioni, come ha dimostrato ieri tentando di ‘rubare’ un’idea su cui già si stava lavorando in Consiglio regionale”, conclude il capogruppo. “A difettargli, e in maniera a dir poco drammatica, è anche la memoria, dal momento che non si ricorda i decreti che egli stesso ha firmato, per giunta in tempi non certo remoti. Quello che invece non gli manca è il dilettantismo, il donschisciottesco partire lancia in resta per affrontare gli spaventosi giganti, salvo poi andare a schiantarsi contro i soliti mulini a vento. Con Cappellacci, la Sardegna torna a a sorridere, ma a denti stretti: a pensare che è questo l’atteggiamento con cui vengono affrontati i tanti ed enormi problemi dell’Isola, c’è da mettersi le mani nei capelli”.

mercoledì, giugno 05, 2013

Tagli ai fondi dei gruppi, Cappellacci copia una proposta di legge già pronta in Consiglio

Il gruppo consiliare Sardegna E’ Già Domani ha sottoscritto e condivide pienamente la proposta di legge, presentata oggi in Consiglio regionale, per l’abolizione dei contributi a favore dei gruppi consiliari, come dichiarano il capogruppo, Mario Diana, e il vicecapogruppo ed esponente de La Base, Efisio Arbau, e stigmatizza l’annuncio di un analogo disegno di legge fatto dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
“La proposta di legge rientra nel percorso di riduzione dei costi della politica intrapreso dal Consiglio regionale fin dall’inizio della legislatura”, sottolinea Diana. “In un contesto di grave crisi economica quale quello che stiamo attraversando e con il dilagare dell’antipolitica è indispensabile dare ai cittadini un segnale forte: la massima istituzione sarda sta lavorando per cercare di affrontare i problemi dell’Isola e non per costruirsi rendite di posizione sulle spalle di un sistema economico ormai ridotto ai minimi termini”.
“Altrettanto non si può dire del presidente Cappellacci”, attacca il capogruppo, “che sulla materia veste i panni del Giano bifronte: da un lato impugna il decreto legge 174 del 2012, che taglia i costi della politica nelle Regioni e che recepiamo nella nostra proposta di legge, e dall’altro, appreso che in Consiglio si stava lavorando in tale direzione, tenta maldestramente di giocare d’anticipo presentando un disegno di legge che sembra ricalcare tale e quale la proposta che ci accingevamo a presentare”.
“Ho proposto la soppressione dei contributi ai gruppi già in campagna elettorale”, aggiunge Arbau, “e oggi posso dirmi soddisfatto di questo risultato, anche per l’ampia condivisione incontrata dalla legge presentata in Consiglio, che dimostra la sensibilità di un’ampia parte delle forze politiche alle richieste sempre più pressanti che ci giungono dai cittadini. I tagli alle nostre spese sono un dovere che abbiamo nei confronti di una Sardegna che dimostra quotidianamente di non essere più disposta ad accettare i privilegi di cui godono i suoi rappresentanti”.

venerdì, maggio 31, 2013

Ferrovie, la Regione impedisca la chiusura delle stazioni e lo smantellamento della rete

Le criticità del sistema ferroviario isolano e la mancata nomina dell’Assessore regionale ai Trasporti a seguito dell’azzeramento della Giunta del marzo scorso saranno al centro di una delle prossime sedute del Consiglio regionale, quando sarà discussa l’interpellanza del capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, sulle azioni che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di contrastare il disimpegno del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane dalla gestione del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna ed in particolare nel territorio della Provincia di Oristano.
L’interpellanza, rivolta al Presidente della Regione e Assessore ai Trasporti ad interim, Ugo Cappellacci, prende le mosse dalla ventilata chiusura delle sale d’attesa e dei servizi igienici in diverse stazioni dell’interno dell’Isola, quattro delle quali nell’Oristanese: Marrubiu, Paulilatino, Solarussa e Uras. “Prosegue”, rimarca Diana, “il disimpegno del gruppo F.S.I., attraverso le controllate R.F.I. e Trenitalia, nei confronti del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna, come più volte denunciato in questo Consiglio regionale senza che si riuscisse a contrastare le inaccettabili politiche aziendali del gruppo”. Un disimpegno, quello delle ex F.S., che dimostra il loro “totale disinteresse nei confronti della Sardegna e dei sardi, nonostante il gruppo sia di proprietà pubblica e finanziato con risorse dello Stato”.
A ciò si aggiungono i disagi nel trasporto merci: “Già da anni la Divisione Cargo di Trenitalia ha soppresso il servizio di movimento merci nelle stazioni periferiche, lo scambio intermodale nel nord-est dell’Isola e soprattutto il servizio marittimo di trasporto merci su rotaia tra la Sardegna e il Continente, danneggiando gravemente non soltanto il comparto del trasporto merci ma anche numerosi altri comparti produttivi”.
Diana chiede dunque a Cappellacci “quante e quali sono le stazioni ferroviarie sarde delle quali R.F.I. intende chiudere le sale d’aspetto nel 2013 e quante e quali sono quelle già chiuse” e “se risponde al vero che Trenitalia non ha sottoscritto il contratto di servizio pubblico con la Regione Sardegna e, in caso affermativo, per quali ragioni”. Alla Giunta regionale, il capogruppo chiede di “aprire un tavolo di confronto con i massimi vertici del gruppo F.S.I., in cui discutere dello stato di degrado e abbandono in cui versa l’intero sistema ferroviario isolano” e, nelle more della definizione del contratto di servizio pubblico con Trenitalia, di imporre al gestore, come avviene in altre Regioni, di “garantire, oltre a un adeguato livello di efficienza del sistema ferroviario, la fornitura di servizi essenziali quali sale d’attesa confortevoli, servizi igienici decorosi e biglietterie funzionanti”.
Nell’interpellanza si chiede poi all’esecutivo che il contratto preveda “adeguati collegamenti su gomma tra gli scali portuali e aeroportuali e le stazioni ferroviarie più vicine”, per evitare ciò che accade a Olbia, dove “la stazione ferroviaria non soltanto è priva della sala d’aspetto ma non è adeguatamente collegata con il porto e pertanto si verifica di frequente che i viaggiatori perdano il traghetto per il Continente a causa dei ritardi dei treni”. Per quanto riguarda il trasporto merci, invece, si richiede di “porre in essere un servizio marittimo su rotaia da e per la Sardegna in regime di continuità territoriale”.
Relativamente alla nomina dell’Assessore ai Trasporti, Diana fa notare che, dall’11 marzo, la carica è ricoperta ad interim dallo stesso Cappellacci e che “tale situazione di vacanza sta avendo ripercussioni estremamente negative sulle politiche di settore in Sardegna”, chiedendo perciò di “nominare con la massima celerità un nuovo Assessore che possa occuparsi, in via esclusiva e con l’impegno richiesto dalla molteplicità e dalla complessità dei problemi, non soltanto del comparto ferroviario ma di tutte le criticità che investono il sistema dei trasporti in Sardegna”.



INTERPELLANZA DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle azioni che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di contrastare il disimpegno del gruppo F.S.I. dalla gestione del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna ed in particolare nel territorio della Provincia di Oristano


PREMESSO che, secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali di categoria, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., società del gruppo statale Ferrovie dello Stato Italiane, avrebbe manifestato l’intenzione di chiudere, entro l’anno, le sale d’attesa e i servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie dell’interno dell’Isola;

EVIDENZIATO che, tra le stazioni interessate dalle chiusure di cui sopra, ve ne sono quattro nella Provincia di Oristano, vale a dire Marrubiu, Paulilatino, Solarussa e Uras;

PRESO ATTO che prosegue il disimpegno del gruppo F.S.I., attraverso le controllate R.F.I. e Trenitalia, nei confronti del servizio di trasporto pubblico ferroviario in Sardegna, come più volte denunciato in questo Consiglio regionale senza che si riuscisse a contrastare le inaccettabili politiche aziendali del gruppo;

AGGIUNTO che già da anni la Divisione Cargo di Trenitalia ha soppresso il servizio di movimento merci nelle stazioni periferiche, lo scambio intermodale nel nord-est dell’Isola e soprattutto il servizio marittimo di trasporto merci su rotaia tra la Sardegna e il Continente, danneggiando gravemente non soltanto il comparto del trasporto merci ma anche numerosi altri comparti produttivi, con pesanti ricadute sul tessuto economico e occupazionale;

SOTTOLINEATO che gli investimenti nello sviluppo della rete ferroviaria sarda sono assai carenti e concentrati sulla sola tratta Cagliari-Oristano;

VERIFICATO che la stazione ferroviaria di Olbia non soltanto è priva della sala d’aspetto ma non è adeguatamente collegata con il porto e che pertanto si verifica di frequente che i viaggiatori perdano il traghetto per il Continente a causa dei ritardi dei treni e delle difficoltà nel raggiungere lo scalo marittimo;

VALUTATO che tutto quanto premesso dimostra il totale disinteresse del gruppo F.S.I. nei confronti della Sardegna e dei sardi, nonostante il gruppo sia di proprietà pubblica e finanziato con risorse dello Stato;

RAMMENTATO che, dall’11 marzo u.s., il Presidente della Regione ricopre ad interim la carica di Assessore regionale ai Trasporti, che a tutt’oggi non risulta avere ancora provveduto a nominare un nuovo Assessore e che tale situazione di vacanza sta avendo ripercussioni estremamente negative sulle politiche di settore in Sardegna;


CHIEDE DI INTERPELLARE
il Presidente della Regione
affinché riferisca

  • Quante e quali sono le stazioni ferroviarie sarde delle quali R.F.I. intende chiudere le sale d’aspetto nel 2013 e quante e quali sono quelle già chiuse;
  • Se risponde al vero che Trenitalia non ha sottoscritto il contratto di servizio pubblico con la Regione Sardegna e, in caso affermativo, per quali ragioni;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di aprire un tavolo di confronto con i massimi vertici del gruppo F.S.I., in cui discutere dello stato di degrado e abbandono in cui versa l’intero sistema ferroviario isolano;
  • Nelle more della definizione del contratto di servizio pubblico tra Trenitalia e la Regione Sardegna, quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché al gestore del servizio sia imposto, come avviene in altre Regioni, di garantire, oltre a un adeguato livello di efficienza del sistema ferroviario, la fornitura di servizi essenziali quali sale d’attesa confortevoli, servizi igienici decorosi e biglietterie funzionanti;
  • Quali misure la Giunta regionale intende inoltre adottare affinché il suddetto contratto di servizio pubblico preveda adeguati collegamenti su gomma tra gli scali portuali e aeroportuali e le stazioni ferroviarie più vicine;
  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di porre in essere un servizio marittimo di trasporto merci su rotaia da e per la Sardegna in regime di continuità territoriale;
  • Quali misure intende adottare al fine di nominare con la massima celerità un nuovo Assessore regionale ai Trasporti che possa occuparsi, in via esclusiva e con l’impegno richiesto dalla molteplicità e dalla complessità dei problemi, non soltanto del comparto ferroviario ma di tutte le criticità che investono il sistema dei trasporti in Sardegna.

mercoledì, maggio 29, 2013

Manutenzioni Enel e Telecom, scongiurare una nuova vertenza occupazionale

La Giunta regionale convochi immediatamente i vertici regionali di Enel e Telecom per scongiurare lo scatenarsi nell’Isola di una nuova vertenza occupazionale, che coinvolgerebbe centinaia di dipendenti delle imprese locali che eseguono interventi di manutenzione per conto dei due gruppi industriali: lo chiedono i capigruppo in Consiglio regionale di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e di Fratelli d’Italia, Matteo Sanna, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali all’Industria, Antonello Liori, e al Lavoro, Mariano Contu.
Gli interventi di manutenzione sugli immobili dell’Enel e sulla rete telefonica di Telecom, in Sardegna come in diverse altre regioni italiane, sono appaltati, rispettivamente, alla Marano Service di Napoli e alla Mazzoni Pietro di Piacenza. Entrambe si servono di manodopera locale: la prima in regime di distacco (previsto dal contratto collettivo nazionale per il comparto edile) e la seconda in subappalto. La Mazzoni in particolare, come si legge nell’interrogazione, “già in passato, in altre regioni italiane, è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom”.
Diana e Sanna chiedono ai due assessori “se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale” e “se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale”. “Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti”, concludono i due capigruppo, si chiede alla Giunta di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom, “affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna”.



INTERROGAZIONE DIANA Mario e SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi difficoltà in cui versano le imprese sarde che eseguono interventi di manutenzione per conto delle società Enel e Telecom


I sottoscritti,

PREMESSO che Enel S.p.A. ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione edile sui propri immobili, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Marano Service Srl di Napoli;

PREMESSO INOLTRE che Telecom S.p.A., allo stesso modo, ha affidato in appalto gli interventi di manutenzione sulla rete telefonica di propria pertinenza, in diverse regioni italiane tra cui la Sardegna, alla Mazzoni Pietro S.p.A. di Piacenza;

CONSIDERATO che la Marano Service, per la realizzazione degli interventi di sua competenza nell’Isola, utilizza in regime di distacco dipendenti di imprese artigiane locali;

CONSIDERATO ALTRESI’ che la Mazzoni Pietro affida in regime di subappalto i lavori di manutenzione in Sardegna a imprese locali;

SOTTOLINEATO che già in passato, in altre regioni italiane, la Mazzoni Pietro è stata al centro di importanti vertenze occupazionali relative alla gestione delle manutenzioni Telecom;


CHIEDONO DI INTERROGARE
gli Assessori regionali all’Industria e al Lavoro
affinché riferiscano

  • Se risulta che Enel e Telecom trasferiscano con puntualità alle società Marano Service e Mazzoni Pietro e quindi alle imprese locali che eseguono per loro conto i lavori di manutenzione in oggetto le risorse necessarie per provvedere agli emolumenti del personale;
  • Se risulta che le imprese locali siano in grado di pagare con puntualità le spettanze dovute al proprio personale;
  • Qualora, come risulta agli interroganti, i due punti di cui sopra non siano soddisfatti, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di convocare i vertici regionali di Enel e Telecom affinché garantiscano il puntuale trasferimento delle risorse alle imprese locali che eseguono le manutenzioni e impediscano così lo scatenarsi di una nuova, grave vertenza occupazionale che coinvolgerebbe centinaia di lavoratori in tutta la Sardegna.

mercoledì, maggio 08, 2013

Taglio Irap, stupisce l’assenza di Cappellacci in Consiglio regionale

“Nella seduta in cui il Consiglio regionale ha approvato il taglio dell’Irap a vantaggio delle imprese che investono in Sardegna, brilla per la sua assenza il presidente Cappellacci, evidentemente disinteressato a un provvedimento di tale importanza per l’economia isolana”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la seduta di oggi pomeriggio sulla manovra finanziaria.
“Stupisce soprattutto”, sottolinea Diana, “che Cappellacci, solito come è a fare promesse mirabolanti sull’istituenda zona franca integrale per la Sardegna, non spenda un minimo del suo impegno nei confronti di un provvedimento che, di fatto, istituisce un primo nucleo di regime fiscale agevolato per le imprese che operano nell’Isola”.
“Questo risultato, è bene rimarcarlo”, conclude il capogruppo, “è da ascriversi solo ed esclusivamente al Consiglio regionale, che si è confrontato a lungo fino a trovare una formulazione che facesse sintesi delle proposte avanzate dai diversi schieramenti, nell’unico interesse della collettività dei sardi”.

martedì, maggio 07, 2013

Sondaggio Datamonitor, Cappellacci ultimo per gradimento in seguito ad auto-ricandidatura

“Il sondaggio Datamonitor sul gradimento dei Presidenti delle Regioni italiane conferma quanto da tempo si sapeva, cioè che eravamo fin troppo facili profeti quando prevedevamo la reazione di terrore dei sardi alla notizia dell’auto-ricandidatura del governatore Cappellacci”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, commentando la classifica che vede il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, all’ultimo posto (su sedici enti rilevati) per quanto riguarda il gradimento dell’elettorato.
“Ora che anche un autorevole istituto di ricerche ha certificato quanto chiunque poteva immaginare”, prosegue Diana, “speriamo in un rinsavimento generale e nell’apertura di un confronto vero, all’interno del Pdl e della coalizione di centrodestra (o di quel che ne resta, visti i mutamenti di scenario legati alle elezioni politiche), che possa portare all’individuazione di un candidato in grado di vincere le imminenti elezioni regionali”.
“A meno che, ovviamente, l’intenzione non sia quella di lasciare campo libero al centrosinistra e battersi per uscire perdenti dalle urne”, conclude il capogruppo. “In tal caso, chi sta promuovendo la ricandidatura di Cappellacci e chi deciderà di seguirlo in questa missione suicida avrà su di sé delle pesantissime responsabilità”.

venerdì, aprile 26, 2013

Autonomia, Bonanni conosce solo la Sicilia, meglio che non parli della Sardegna

“E’ noto che il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha svolto la maggior parte della sua attività sindacale in Sicilia. Deve essere stata certamente l’esperienza avuta nell’altra isola a determinare la sua opinione negativa nei confronti delle Autonomie speciali e una qualche perniciosa forma di ignoranza a convincerlo che tale opinione potesse automaticamente essere estesa alla Sardegna semplicemente in virtù della comune condizione di insularità delle due regioni”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando alle dichiarazioni fatte oggi dal segretario generale della Cisl sulla necessità, a suo avviso, di abolire l’Autonomia speciale di Sicilia e Sardegna.
“Bonanni, che è nato a Bomba, farebbe meglio a tornarsene a Bomba, in Abruzzo”, prosegue Diana, “e ad astenersi dallo sputare sentenze se proprio non è al corrente del fatto che gran parte della condizione di arretratezza economica della Sardegna è dovuta al mancato rispetto, da parte dello Stato, di norme fondamentali del nostro Statuto autonomistico”.
“La Sardegna non è la Sicilia, non ha lo stesso numero di elettori dell’altra isola, né lo stesso peso sullo scenario politico nazionale”, conclude il capogruppo. “La Sicilia probabilmente potrà anche fare a meno dell’Autonomia speciale, visto quanto è in grado di influire sulle decisioni di Governo e Parlamento, ma, fintanto che la classe dirigente italiana ha nei confronti della Sardegna la stessa sensibilità mostrata oggi da Bonanni, è meglio che noi sardi ci teniamo ben stretto il nostro Statuto e che non ci dimentichiamo che nessuna conquista ci verrà mai regalata se non a costo di durissime battaglie contro lo Stato centrale”.

mercoledì, aprile 24, 2013

Ricostituzione gruppo consiliare

Si comunica agli organi di informazione l’avvenuta ricostituzione in Consiglio regionale del gruppo Sardegna E’ Già Domani. Fanno parte della nuova formazione i consiglieri Mario Diana, Claudia Lombardo, Nanni Campus, Massimo Mulas ed Efisio Arbau. Il gruppo ha eletto l’ufficio di presidenza, che risulta composto da Diana nella carica di presidente, da Arbau in quella di vicepresidente e da Campus nelle funzioni di amministratore-segretario.
Diana è stato inoltre designato a rappresentare Sardegna E’ Già Domani nelle commissioni III (Bilancio) e IV (Urbanistica), Arbau nella V commissione (Agricoltura), Mulas nella VI (Industria) e Campus nella VII (Sanità).

giovedì, aprile 18, 2013

Marceddì, ora Regione trasferisca agli abitanti i diritti di proprietà sulla Borgata


“La restituzione della Borgata Marina di Marceddì alla Regione da parte del Demanio Marittimo dello Stato è una notizia estremamente positiva, per gli abitanti della Borgata stessa ma più in generale per tutto il territorio dell’Oristanese”, dichiara il consigliere regionale del Gruppo Misto, Mario Diana.
“Finalmente, la Capitaneria di Porto di Oristano, l’Agenzia del Demanio Marittimo e la Regione danno seguito alla sdemanializzazione della Borgata, un grande successo ottenuto a suo tempo grazie all’impegno profuso dai rappresentanti politici del territorio nei confronti del governo Berlusconi”, prosegue Diana. “Ora, l’iter per il ritorno della Borgata nel pieno possesso dei suoi abitanti può dirsi quasi concluso: manca ancora un ultimo passaggio che si auspica possa essere portato a termine nel più breve tempo possibile”.
“La Regione, infatti, affinché possa attuarsi la riqualificazione dell’area marina”, conclude il consigliere oristanese, “deve procedere all’accatastamento e al trasferimento dei diritti di proprietà ai legittimi possessori degli immobili, vale a dire a coloro i quali, nel corso dei decenni, hanno edificato, ristrutturato e mantenuto in uso le abitazioni della Borgata. Sono certo che la Giunta regionale si attiverà immediatamente in tal senso e che, entro breve, si potrà procedere alla riqualificazione di uno dei siti più caratteristici della costa occidentale dell’Isola”.

sabato, aprile 06, 2013

Manifestazione Pdl, alla Fiera delirio messianico e follia collettiva


“Si leggeva ieri, in una pagina pubblicitaria del gruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, pubblicata sui quotidiani sardi, che ‘c’è una Sardegna che non ha paura’. Infatti, la Sardegna non ha paura: ha terrore, della ricandidatura di Ugo Cappellacci alla Presidenza della Regione!”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la manifestazione del Pdl attualmente in corso alla Fiera di Cagliari.
“Il terrore è peraltro la reazione più comprensibile davanti a scene come quelle che si stanno consumando oggi alla Fiera”, prosegue Diana, “tra il delirio messianico di chi dipinge se stesso come il salvatore della Sardegna, scaricando su chiunque altro le responsabilità di una legislatura che non ha portato alcun risultato per l’Isola, alla follia collettiva che promuove crociate in nome dell’illegalità contro chi ha il compito istituzionale di applicare le leggi. Ce n’è per tutti i gusti, alla manifestazione del Pdl, tra auto-assoluzioni e individuazione di nemici di comodo, scelti per lo più tra le file dello stesso partito di chi oggi si proclama leader per una presunta investitura divina”.
“E’ bene ricordare, infatti, che i vertici regionali del Pdl non hanno mai discusso un’eventuale ricandidatura di Cappellacci e pertanto, allo stato attuale, non esiste alcuna indicazione in tal senso”, conclude Diana. “D’altro canto, se il Pdl volesse essere sicuro di perdere le prossime regionali, avrebbe gioco facile nel far seguire a una legislatura fallimentare una campagna elettorale all’insegna dell’irresponsabilità, delle false promesse e dell’esaltazione dell’illegalità”.

mercoledì, aprile 03, 2013

Norme intruse in finanziaria, le proposte stralciate erano demagogiche e confusionarie

“Appare a dir poco sorprendente la premura con cui la Giunta regionale, per bocca del capogruppo del partito di maggioranza relativa, vuole portare a termine la sua campagna per il contenimento dei costi della politica nell’ultimo anno della legislatura, tanto da premere affinché con noncuranza si sorvoli sulle norme di legge che disciplinano quali interventi possono essere inseriti nella manovra finanziaria, norme che invece sono state correttamente applicate (né, d’altronde, avrebbe potuto essere altrimenti, dal momento che non esiste un margine di discrezionalità) dalla presidente Lombardo”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa del pari grado del Popolo della Libertà, Pietro Pittalis, sulle norme intruse stralciate dal disegno di legge finanziaria.
“Viene da chiedersi cosa abbia fatto l’esecutivo in materia nei precedenti quattro anni, mentre il Consiglio operava sul proprio bilancio interno i tagli più pesanti tra tutte le assemblee legislative regionali, tanto che c’è stato bisogno di una serie di referendum e di un ulteriore anno prima che si registrasse qualche timido segno di vita”, prosegue Diana. “Giova ricordare, oltretutto, che due anni or sono ho personalmente presentato alcuni emendamenti per la soppressione di enti e agenzie al fine di ridurre i costi della macchina burocratica e che lo stesso presidente Cappellacci ne sollecitò il ritiro. E’ inoltre utile sottolineare che le misure con cui la Giunta intendeva contenere i propri costi di funzionamento (come la soppressione degli uffici ausiliari di direzione politica e la riforma degli uffici di gabinetto degli Assessori) sarebbero entrate in vigore solo dalla prossima legislatura e che, se da un lato si volevano ridurre i consigli di amministrazione di enti e agenzie, dall’altro si è cercato di equiparare (al rialzo) gli emolumenti dei presidenti di tutti gli enti a quelli dei direttori generali dell’Amministrazione regionale”.
“Appare, insomma, confusionaria e chiaramente demagogica la ‘furia riformatrice’ ostentata dalla Giunta”, conclude il capogruppo, “orientata più all’ormai prossima campagna elettorale che a un reale contenimento dei costi. Di certo, però, il presidente Cappellacci non può pretendere di piegare le disposizioni di legge alle esigenze della sua propaganda: presenti delle proposte concrete per il taglio dei costi della politica nei tempi e nei modi leciti e il Consiglio regionale sarà ben lieto di prenderle in esame ed eventualmente di approvarle”.

mercoledì, marzo 13, 2013

Linee guida Pul, Giunta ritiri delibera con modifiche illegittime


Revocare le ultime modifiche alle Linee guida per la redazione dei Piani per l’Utilizzo dei Litorali, adottate dalla Giunta regionale il 5 marzo senza seguire l’iter prescritto dalla legislazione nazionale in materia di demanio marittimo: lo chiede il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale agli Enti locali, Nicola Rassu.
La contestazione riguarda, in particolare, il terzo comma dell’art. 16 delle Linee guida che, nella versione più recente, dispone che il trasferimento delle attività le cui concessioni hanno visto modificata la collocazione o la perimetrazione con l’entrata in vigore di un nuovo Pul avvenga dopo la conclusione delle procedure per il rilascio delle nuove concessioni previste dal Piano e comunque non oltre la scadenza della concessione vigente. La versione precedente del comma, adottata il 29 gennaio, disponeva invece che le concessioni non coerenti con i nuovi Pul permanessero in ogni caso fino alla loro scadenza naturale e che la completa attuazione del Piano fosse differita fino a tale data.
Secondo Diana, “come appare evidente dal raffronto tra le due versioni, la modifica più recente è segno di un mutato orientamento nelle politiche di gestione del territorio operate dalla Giunta regionale” e non già, come recita testualmente la delibera del 5 marzo, la correzione di un “mero errore materiale”. In caso di modifiche sostanziali alle Linee guida, però, la legge prevede che la Regione debba acquisire il parere delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e della Conferenza Regione-Enti locali, come peraltro è regolarmente accaduto in occasione della precedente modifica.
“La versione attualmente in vigore delle Linee guida”, denuncia il capogruppo, “oltre ad essere viziata dal mancato rispetto dell’iter di legge nella sua adozione e pertanto da ritenersi illegittima e destinata a non sopravvivere ai ricorsi giudiziari già annunciati dagli imprenditori balneari, è gravemente lesiva degli interessi del comparto turistico-ricreativo e rischia di avere pesanti ripercussioni sul tessuto socio-economico regionale”. Diana chiede pertanto a Rassu che la Giunta revochi, in regime di autotutela, la delibera del 5 marzo con cui sono state adottate le ultime modifiche alle Linee guida.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche recentemente apportate all’art. 16, comma 3, delle Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali


Il sottoscritto,

PREMESSO che, con la Del. n. 12/8 del 5 marzo 2013, la Giunta regionale ha modificato l’art. 16, comma 3, delle Linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali, peraltro già recentemente modificate con la Del. n. 5/1 del 29 gennaio 2013;

CONSIDERATO che il comma in oggetto, così come modificato con la Del. n. 5/1 del 2013, recita quanto segue: “Nell’ipotesi in cui una o più concessioni in corso di vigenza, anche per effetto della proroga disposta dal D.L. 194/09, non trovino capienza nel PUL o nel Piano di gestione approvati le medesime permarranno nel sito oggetto di concessione sino alla loro naturale scadenza, e la completa attuazione del PUL si considererà differita sino a quel termine”;

RILEVATO che, a seguito della più recente modifica, il comma di cui sopra è diventato il seguente: “Nell’ipotesi in cui una o più concessioni in corso di vigenza, anche per effetto della proroga disposta dal D.L. 194/09, non trovino capienza nei PUL approvati, le medesime permarranno nel sito oggetto di concessione sino alla conclusione dell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica finalizzate al rilascio delle concessioni demaniali coerenti con il PUL e comunque non oltre il termine di vigenza del titolo concessorio”;

SOTTOLINEATO che, come appare evidente dal raffronto tra le due versioni, la modifica più recente è segno di un mutato orientamento nelle politiche di gestione del territorio operate dalla Giunta regionale e non già, come recita testualmente la Del. 12/18, la correzione di un “mero errore materiale”;

RAMMENTATO che, nel caso di modifiche sostanziali alle Linee guida, la L. 4 dicembre 1993, n. 494, prescrive l’obbligo di acquisire il parere delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e della Conferenza Regione-Enti locali, iter che peraltro risulta essere stato correttamente seguito nell’adozione della Del. 5/1;

VALUTATO che la versione attualmente in vigore delle Linee guida, oltre ad essere viziata dal mancato rispetto dell’iter di legge nella sua adozione e pertanto da ritenersi illegittima e destinata a non sopravvivere ai ricorsi giudiziari già annunciati dagli imprenditori balneari, è gravemente lesiva degli interessi del comparto turistico-ricreativo e rischia di avere pesanti ripercussioni sul tessuto socio-economico regionale;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale agli Enti locali
affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di annullare, in regime di autotutela, la Del. n. 12/8 del 5 marzo 2013.

sabato, marzo 09, 2013

Fratelli d’Italia, nessuna trattativa per sostegno alla giunta Cappellacci

“In merito alle presunte indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidiani sardi, secondo cui sarebbe imminente in Consiglio regionale la nascita del gruppo politico ‘Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale’ e che tale gruppo si collocherebbe all’interno della maggioranza che governa la Regione, riteniamo indispensabile fornire alcune precisazioni”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, e il consigliere Nanni Campus.
“Confermando simpatia e apprezzamento per il progetto ‘Fratelli d’Italia’”, spiegano Diana e Campus, “troviamo sia erroneo e fuorviante far coincidere le indiscrezioni sull’eventuale formazione di un gruppo consiliare riconducibile a tale movimento politico con la fase che la maggioranza di centrodestra sta vivendo in questo momento, con la Giunta regionale azzerata e l’imminente rimpasto. Anzi, non vorremmo che simili indiscrezioni avessero lo scopo di far apparire presso l’opinione pubblica che la nascita dell’eventuale nuovo gruppo potesse essere subordinata alle trattative per la formazione del nuovo esecutivo e per la spartizione dei posti di governo e sottogoverno”.
“Ribadiamo il nostro giudizio totalmente negativo circa l’operato della giunta Cappellacci”, concludono i due, “e precisiamo che intendiamo tenerci alla larga dalle contrattazioni in corso nel tentativo di ricompattare quel che resta della maggioranza”.

lunedì, febbraio 11, 2013

Con i Riformatori fuori dalla maggioranza, il voto di sfiducia è una mera formalità


“Prendiamo atto che, con l’uscita dei Riformatori dalla maggioranza annunciata dall’on. Vargiu, l’approvazione della mozione di sfiducia alla giunta Cappellacci si riduce ad una mera formalità e possiamo annunciare sin da oggi ai sardi che torneranno alle urne in primavera per le elezioni regionali anticipate”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il comunicato stampa con cui il consigliere regionale dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, ha duramente attaccato le ultime decisioni politiche del governatore Ugo Cappellacci.
“Dire che le iniziative del Presidente della Regione ‘hanno l’odore rancido della campagna elettorale’ equivale, evidentemente, a disconoscerle”, sottolinea Diana, “pertanto ci aspettiamo che il gruppo dell’on. Vargiu faccia seguire i fatti alle parole e si schieri con l’opposizione nel voto di mercoledì”.
“Ormai è chiaro che la legislatura è giunta al termine”, conclude il capogruppo, “e il voto sulla mozione di sfiducia sarà l’occasione per fare quello che i sardi chiedono da tanto tempo: mandare a casa un esecutivo che in quattro anni non è stato capace di fare nulla per la Sardegna”.

sabato, febbraio 09, 2013

Fiume Santo, esuberi sono logica conseguenza del disimpegno della Regione


“Gli esuberi annunciati da E.On. nella centrale elettrica di Fiume Santo sono la logica conseguenza del disimpegno mostrato finora dalla Giunta regionale nonostante i ripetuti appelli affinché si reagisse con decisione alle intenzioni, più volte manifestate dalla multinazionale tedesca, di rinunciare ad investire in Sardegna”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la notizia dell’imminente taglio di 120 posti di lavoro nella centrale E.On. a Porto Torres.
“E’ certamente un duro colpo per il governatore Cappellacci trovarsi a dover affrontare una vertenza per lui nuova proprio nel giorno in cui ha ricevuto ad Oristano l’investitura ufficiale di leader del centrodestra alle prossime elezioni regionali”, prosegue Diana. “Il fatto è che se l’esecutivo avesse dedicato lo stesso impegno profuso per il Sulcis anche al resto della Sardegna, come avrebbe dovuto visto che è chiamato a governare l’intera Regione e non solo alcune sue parti, oggi questi centoventi esuberi non ci sarebbero, perché ad E.On. sarebbe già stata imposta la scelta tra realizzare in prima persona il piano industriale già autorizzato, che prevede la realizzazione del nuovo gruppo a carbone al posto dei due vecchi gruppi ad olio combustibile, oppure cedere la centrale a un gruppo industriale disposto ad investire, senza dimenticare che restano sempre a carico della multinazionale tedesca le onerose bonifiche del sito, compromesso soprattutto a causa delle continue deroghe concesse per l’utilizzo dei gruppi ad olio combustibile, obsoleti, pericolosi ed estremamente inquinanti”.
“Ora la Giunta sembra volersi finalmente interessare alla vertenza, sperando di non arrivare fuori tempo massimo”, conclude il capogruppo. “Magari potrebbe essere giunto il momento di tirar fuori dal cilindro i fantomatici gruppi cinesi che si sarebbero detti interessati a rilevare la centrale e scoprire quali sono le loro reali intenzioni, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione del piano industriale. Oppure provare ad aprire una trattativa seria con chi ha davvero manifestato l’interesse a realizzare il nuovo gruppo a carbone. In ogni caso, non può essere concesso ad E.On. di ridimensionare un sito produttivo per massimizzare i propri profitti a discapito del tessuto sociale del territorio e dell’economia di tutta l’Isola, che ha bisogno di affrancarsi dal duopolio energetico Enel-E.On. per poter accedere a forniture energetiche sicure e a prezzi accettabili”.

venerdì, febbraio 01, 2013

Province, Riformatori facciano dimettere loro consiglieri e vicepresidente del Consiglio


“Prima di chiedere – o fare finta di chiedere – al presidente Napolitano lo scioglimento del Consiglio regionale reo di non aver soppresso le Province sarde, i Riformatori farebbero bene a chiarire la loro attuale posizione politica in seno all’Assemblea che, alla luce delle dichiarazioni fatte oggi, appare a dir poco ambigua”, dichiara il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la conferenza stampa in cui, stamani, i Riformatori hanno annunciato l’intenzione di richiedere al Capo dello Stato di intervenire sulla mancata attuazione del dettato referendario.
“I Riformatori, infatti, sono una presenza ben strutturata all’interno della maggioranza che governa la Regione”, sottolinea Diana. “Sarebbe pertanto un necessario elemento di chiarezza che prendessero una volta per tutte le distanze da quella coalizione e da quegli organi istituzionali rei di non assumere gli atti conseguenti all’esito referendario, a cominciare dall’abbandonare la Giunta regionale e la maggioranza, ma soprattutto facendo dimettere i loro consiglieri regionali e il loro vicepresidente del Consiglio”.
“In mancanza di atti del genere”, conclude il capogruppo, “appare evidente come i Riformatori stiano cercando di cavalcare la situazione in ottica elettorale, paventando sfracelli a uso e consumo dell’elettorato e tenendosi ben stretta nel contempo la loro posizione di comodo all’interno dell’Assemblea, della Giunta e dei posti di sottogoverno”.

martedì, gennaio 29, 2013

Boot Düsseldorf, stand Regione senza materiale promozionale


Stand della Regione Sardegna senza materiale promozionale. Dopo il caso della Reiselivsmessen di Oslo, un nuovo episodio al Boot Düsseldorf. A denunciarlo è il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, Mario Diana, con un’interrogazione rivolta all’Assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi.
Diana chiede a Crisponi se è vero che, all’apertura del Salone internazionale della nautica in corso di svolgimento in Germania, “lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna”. Era già successo due settimane fa alla Fiera turistica di Oslo, come aveva puntualmente denunciato Confindustria Sardegna. La partecipazione alle due esposizioni rientra nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, finanziata con 240 mila euro. Il capogruppo vuole quindi sapere non solo “a chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente”, ma anche “quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate”.
Infine, Diana, dopo aver ricordato gli impegni in materia di turismo assunti dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, durante la campagna elettorale per le regionali del 2009 (tra cui l’adozione di un piano integrato per la promozione delle risorse ambientali, culturali e archeologiche a livello nazionale e internazionale e il rilancio dell’immagine della Sardegna nel mondo per conquistare “una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti”, con l’obiettivo di incrementare e destagionalizzare i flussi di visitatori, passando in cinque anni da 12 a 20 milioni di presenze e dall’8 al 15 per cento di incidenza dell’industria turistica sul Pil regionale), chiede a Crisponi “quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo”.




INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla partecipazione della Regione Sardegna al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf


PREMESSO che, nel programma elettorale presentato dall’attuale Presidente della Regione in occasione delle elezioni regionali del 2009, si legge quanto segue: “Dobbiamo smetterla una volta per tutte di concepire il turismo come un optional nello sviluppo economico della nostra Isola. Il turismo è un elemento strategico. Il turismo è il settore che può generare i più ampi effetti diffusivi e di stretta integrazione fra un’articolata gamma di comparti produttivi”, ed inoltre: “Quale fondamentale obiettivo delle politiche di rilancio del settore del turismo intendiamo portare l’incidenza del settore sul totale del PIL regionale dall’attuale 8% al 15% nei prossimi cinque anni. A ciò contribuirà principalmente l’incremento dei flussi e della loro migliore distribuzione nell’arco dell’anno, per passare in cinque anni dai quasi 12 milioni attuali ai 20 milioni di presenze”;

PREMESSO INOLTRE che, nel suddetto programma elettorale, sono inseriti i seguenti due punti:
  • “Adottare un Piano di comunicazione per la promuovere la valorizzazione integrata di tutte le risorse ambientali, culturali, archeologiche in modo da favorire un preciso posizionamento competitivo – a livello nazionale e internazionale – dell’offerta turistica sarda”;
  • “Rilanciare l’immagine positiva della Sardegna nel mondo anche attraverso interventi di web marketing e, contestualmente, sostenere gli operatori per una maggiore posizione competitiva sui mercati evoluti;


CONSIDERATO che la Regione Sardegna è tra i partecipanti al Salone internazionale della nautica Boot Düsseldorf, in corso di svolgimento in Germania;

CONSTATATO che, secondo quanto affermato dall’Assessore regionale al Turismo durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione ‘L’Isola che danza’, la partecipazione al Boot Düsseldorf rientra nel contesto di tale manifestazione, finanziata dalla Regione con Euro 240.000;

RAMMENTATO che, già in occasione della partecipazione alla Fiera turistica Reiselivsmessen di Oslo, inserita anch’essa nella manifestazione ‘L’Isola che danza’, Confindustria Sardegna ha lamentato la carenza di materiale promozionale nello stand della Regione: “Solamente un foglio con un QR code. Nessun altro materiale, nessuna foto, niente che consentisse di capire se la Sardegna è in Italia o se ci troviamo in una qualche isola sperduta della Polinesia”, si legge in un comunicato stampa del Presidente dell’associazione di categoria;


CHIEDE DI INTERROGARE
l’Assessore regionale al Turismo
affinché riferisca
  • Se risponde al vero che, all’apertura del Boot Düsseldorf, lo stand della Regione Sardegna risultava totalmente sprovvisto di materiale promozionale, tanto da doverne richiedere ‘in prestito’ agli altri stand di soggetti provenienti dalla Sardegna presenti al Salone;
  • A chi è in capo la responsabilità di predisporre il materiale promozionale per gli stand della Regione Sardegna nelle esposizioni turistiche internazionali e per quali ragioni tale materiale risulta solitamente carente quand’anche non del tutto assente;
  • Quali sono le fonti di finanziamento della manifestazione ‘L’Isola che danza’ e quali sono le previsioni di spesa dettagliate delle risorse ad essa destinate;
  • Quali risultati sono stati finora ottenuti dalla Giunta regionale nella realizzazione degli obiettivi programmatici in materia di turismo riportati in premessa.


giovedì, gennaio 24, 2013

Elezioni, inaccettabile che un singolo candidato del Pdl detti la linea al partito


“Non è assolutamente accettabile che sia consentito ad un singolo candidato alla Camera dei Deputati di affermare che il Popolo della Libertà ha fatto proprio il suo, personalissimo programma elettorale”, dichiarano Claudia Lombardo, Presidente del Consiglio regionale, e Mario Diana, capogruppo di Sardegna E’ Già Domani, entrambi in qualità di esponenti del Pdl, in merito alle dichiarazioni rese stamani dal deputato Mauro Pili in occasione della presentazione delle liste del Partito per le prossime elezioni politiche.
“Dopo aver sentito Silvio Berlusconi affermare più volte che il candidato premier sarebbe stato il segretario Angelino Alfano, sorprende scoprire che, invece, il candidato sarà Pili, visto che proprio a lui – e soltanto a lui – è stato concesso il privilegio di dettare la linea al Pdl”, sottolineano i due. “Dalle dichiarazioni di Pili sembra che Unidos, il suo movimento politico, debba essere destinato a fagocitare il Pdl isolano. I sardi, però, hanno capito benissimo che l’operazione Unidos è stata puramente strumentale alla conquista del posto di capolista da parte dello stesso Pili e non si lasceranno incantare. Il problema è che si rischia di dissipare quel vantaggio che, nella campagna elettorale, poteva essere rappresentato dall’entusiasmo per il ritorno in campo dello stesso Berlusconi: tornare a ripetere i soliti, vecchi errori che altre volte ci hanno fatto perdere le elezioni è un po’ come cercare di convincere gli elettori a non votare per noi”.
“Smentisco inoltre nella maniera più categorica”, aggiunge Diana, “di aver rifiutato la candidatura ritenendola ‘non consona’ alla mia storia politica, dal momento che non mi è stata proposta alcuna candidatura, né io ne ho mai fatto richiesta al coordinatore regionale, Settimo Nizzi. Del resto, nonostante l’appoggio del gruppo consiliare regionale offerto al Partito dal capogruppo Pietro Pittalis, vedo che nessun consigliere del Pdl è stato candidato, come non lo è stato l’assessore Oscar Cherchi, unico, a suo dire, a possedere i titoli per rappresentare la Provincia di Oristano in Parlamento. Si dovrà pensare che tutti quanti abbiano rifiutato la candidatura ritenendola ‘non consona’ alla propria storia politica o magari che il contributo loro e dei loro territori di provenienza non è ritenuto utile per vincere le elezioni?”

venerdì, gennaio 18, 2013

Elezioni, da assessore La Spisa atteggiamento irresponsabile verso la Regione e i sardi


“Appare a dir poco irresponsabile l’atteggiamento che l’assessore La Spisa sta mostrando nei confronti della Regione e di tutti i sardi nel gestire la spericolata operazione che ha portato alla sua candidatura alle elezioni politiche nella lista dell’ex premier Monti”, dichiarano il capogruppo di Sardegna E’ Già Domani in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Roberto Capelli commentando la conferenza stampa con cui l’Assessore regionale al Bilancio ha annunciato la candidatura e l’intenzione di attenersi all’ordinaria amministrazione nell’espletamento dell’incarico assessoriale.
“Non soltanto l’Assessore decide di disimpegnarsi dal suo incarico nella Giunta regionale senza ancora aver presentato la manovra finanziaria che avrebbe dovuto essere approvata entro il 31 dicembre, ma lo fa per aderire ad uno schieramento politico il cui leader, quando era a capo del Governo nazionale, ha mostrato un totale disinteresse verso i problemi e le istanze della Sardegna”, proseguono Diana e Capelli. “Quale credibilità può avere un amministratore che per mesi ha fatto mancare il suo impegno nella conduzione delle diverse vertenze aperte nei confronti dello Stato (trasferimento delle entrate erariali, rimodulazione del patto di stabilità, interventi per il rilancio dell’economia, ecc.) mentre sottobanco trattava, proprio con il capo di quel governo che lo avrebbe dovuto vedere come controparte, un seggio sicuro alla Camera dei Deputati?”
“In tutto questo, stupisce e non poco anche il silenzio del presidente Cappellacci”, concludono i due, “che non sembra avere nulla da dire riguardo questo colpo di teatro dell’Assessore che insieme a lui avrebbe dovuto condurre quelle vertenze nelle quali – non certo per l’accanirsi di una sorte avversa – la sua giunta non è stata in grado di riportare alcun risultato concreto. Evidentemente, ai piani alti della Regione, dei problemi dei sardi importa a ben pochi”.