venerdì, febbraio 26, 2010

Vertenza Alcoa, accordo-ponte è gran risultato cui deve seguire soluzione definitiva

“L’accordo-ponte siglato nella serata di ieri con la Alcoa per il salvataggio dello stabilimento di Portovesme è un grande risultato per tutta la Sardegna, che si è mobilitata al fianco degli operai sulcitani, per il Governo nazionale, da cui è venuta una disponibilità totale nell’affrontare i delicati passaggi della vertenza, e per la Giunta regionale, che ha avuto il merito di non abbassare mai la guardia, confrontandosi con toni fermi ma costruttivi con i rappresentanti della multinazionale fino ad incassare un risultato su cui, qualche mese fa, in pochi sarebbero stati disposti a scommettere”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Garantire la continuità produttiva dello stabilimento era il primo obiettivo che si doveva raggiungere ed è stato raggiunto”, prosegue Diana. “Ora è necessario continuare a lavorare per chiudere definitivamente la partita, assicurandoci che l’Unione Europea dia il via libera al decreto legge sull’interrompibilità e che l’azienda sia messa nelle condizioni di programmare investimenti per il rilancio produttivo del sito, ma soprattutto verificando che da parte della multinazionale esista una reale volontà di superare la crisi e di radicare la propria presenza nel territorio. Non si deve abbassare la guardia, affinché il successo ottenuto ieri sera non vada sprecato e rappresenti invece la base su cui costruire la ripresa economica del Sulcis”.

“L’auspicio è che l’attività nello stabilimento di Portovesme possa tornare alla normalità nei tempi più rapidi”, conclude il capogruppo, “con la piena ripresa della produzione, il ritiro della procedura di cassa integrazione e lo sblocco della movimentazione del materiale finito da immettere sul mercato. Solo così, a bocce ferme, si potrà lavorare serenamente per creare tutte le condizioni strutturali necessarie ad assicurare la permanenza di Alcoa in Sardegna”.

Visita del presidente Fini ad Oristano

Martedì prossimo, 2 febbraio, il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, sarà in visita nella città di Oristano. Di seguito, gli appuntamenti della giornata.


14:30 Arrivo all’aeroporto di Fenosu

15:00 Liceo classico De Castro, conferenza sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia (partecipazione riservata agli allievi del liceo)

16:00 Teatro Garau, presentazione del libro ‘Il Futuro Della Libertà’. Seguirà dibattito, moderato dalla consigliera regionale Simona De Francisci

martedì, febbraio 23, 2010

Ryanair, Regione non vuole essere schiava dell’esistente

“Nel confronto con Ryanair, fa bene la Giunta regionale a scegliere di non essere schiava della dittatura dell’esistente”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, replicando al comunicato del deputato del Pdl, Mauro Pili, sulla rottura delle trattative tra la Regione e la compagnia irlandese per la gestione delle rotte sullo scalo di Alghero. “L’Assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu, sta gestendo in modo encomiabile il confronto con Ryanair, perseguendo gli interessi della Sardegna e non certo quelli di una società straniera che nell’Isola ha sempre fatto affari d’oro”.

“Dispiace che l’on. Pili abbia voluto dimostrare, con il suo intervento, di non saper guardare avanti”, prosegue il capogruppo. “La Regione non vuole restare ancorata ad un passato che l’on. Pili ha contribuito fattivamente a creare in qualità di Presidente della Regione e che ha dato risultati positivi, ma che ormai si sta rivelando un cappio al collo per le possibilità di sviluppo turistico della Sardegna. Non possiamo permettere che l’Isola sia tenuta sotto scacco da una compagnia aerea, seppure importante come il vettore low cost irlandese. Fa bene l’on. Pili a richiamarsi all’Autonomia regionale sarda, perché è proprio nel segno dell’Autonomia che la Giunta sta scegliendo di non sottostare ai ricatti di Ryanair ma di recitare un ruolo da protagonista nella gestione della partita dei collegamenti aerei da e per la Sardegna”.

“Ad ulteriore riprova di ciò”, conclude Diana, “c’è la notizia dell’ingresso della Sfirs nel capitale sociale della controllata di Meridiana che opera nel settore delle manutenzioni aeree. E’ questo lo spirito di iniziativa che vogliamo vedere da parte della Regione, non certo l’accettazione supina dei ricatti di chi dalle Istituzioni ha già avuto fin troppo e oggi ha deciso che quel troppo non è ancora abbastanza”.

domenica, febbraio 14, 2010

Apprezzamento di Berlusconi per Cappellacci dimostra che Pdl sardo è sulla strada giusta

“L’apprezzamento espresso dal presidente Berlusconi per il presidente Cappellacci è la conferma di quanto di positivo stanno facendo il Popolo Della Libertà e la coalizione di centrodestra che governano la Sardegna”, dichiarano il coordinatore regionale del Pdl, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana, anche a nome dell’intero gruppo consiliare, commentando la nota con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha espresso apprezzamento per l’operato del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.

“I risultati parlano chiaro”, sottolineano Delogu e Diana. “I sondaggi che danno in netta crescita la fiducia dei sardi nei confronti del governo regionale, l’elezione del presidente Cappellacci nell’ufficio di presidenza del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea ed ora i complimenti del presidente Berlusconi dimostrano che finalmente la Sardegna ha un Presidente della Regione in grado di porsi con capacità e autorevolezza nei confronti dei cittadini e dei massimi livelli istituzionali nazionali e comunitari. La prova concreta è data dai risultati che la Giunta regionale e il partito stanno ottenendo nell’affrontare i più gravi problemi dell’Isola, su tutti le emergenze occupazionali come quella della Alcoa, e nel progettare la riforma della Regione, come si potrà vedere nei prossimi giorni, quando sarà presentata la proposta di riforma dello Statuto elaborata dal Pdl”.

“Alla luce degli importanti risultati che si stanno raggiungendo e degli attestati di apprezzamento che il presidente Cappellacci si sta guadagnando”, concludono il coordinatore e il capogruppo, “sono certo che il Pdl sardo saprà sostenere con forza ed unità, come ha sempre fatto, l’operato della Giunta e del suo Presidente, affinché sia data piena attuazione al programma di governo della Regione e si possa traghettare la Sardegna fuori dalla crisi economica, rilanciandone lo sviluppo”.

sabato, febbraio 13, 2010

Caccia, Cappellacci e Uras spieghino perché è impossibile il decreto di proroga

“Alla luce delle polemiche innescate dalle notizie apparse oggi sulla stampa in merito alla mozione presentata da alcuni consiglieri del centrodestra per richiedere il prolungamento in deroga del calendario venatorio al mese di febbraio”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, “al fine di riportare la necessaria chiarezza ed evitare strumentalizzazioni e letture demagogiche, ritengo doveroso che il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e l’Assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Giuliano Uras, provvedano con la massima urgenza a rendere pubbliche le ragioni che hanno reso impossibile l’adozione del decreto di proroga dell’attività venatoria”.

mercoledì, febbraio 10, 2010

Vertenza Sardegna, la sola miniera non può risolvere la crisi occupazionale dell’Isola

“Dispiace vedere fraintese dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis Iglesiente le dichiarazioni da me rilasciate ad un telegiornale locale in merito alla crisi industriale della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alla nota odierna delle segreterie sindacali del Sulcis Iglesiente.

“Sono dell’avviso che l’attuale fase di riavvio dell’estrazione del carbone del Sulcis non possa, da sola, rappresentare una soluzione ai problemi industriali ed occupazionali del territorio”, sottolinea Diana, “neppure per quanto attiene alle industrie energivore come la Alcoa, che necessitano di risposte immediate. Oltretutto, non si può affermare che la Carbon Capture Sequestration, che si intende sperimentare nel Sulcis e che ritengo sia una tecnologia vincente sul fronte della riduzione delle emissioni inquinanti, possa essere immediatamente utilizzabile, poiché i risultati si vedranno tra svariati anni e pertanto potrà dare i suoi effetti positivi soltanto in un’ottica di medio periodo”.

“L’emergenza occupazionale, inoltre”, conclude il capogruppo, “riguarda decine di migliaia di lavoratori in tutta la Sardegna ed il riavvio delle miniere non può, da solo, rappresentare una soluzione. Al momento, per risolvere situazioni di crisi come quella dello stabilimento Alcoa di Portovesme, servono soluzioni di brevissimo termine”, conclude il capogruppo, “per questo si sta cercando di agire in sede nazionale e comunitaria sul costo dell’energia”.

venerdì, febbraio 05, 2010

Sciopero generale, Bruno strumentalizza le lotte dei sindacati

“Ancora una volta il centrosinistra, in questo caso per bocca dell’on. Mario Bruno, non perde occasione per strumentalizzare politicamente un fatto di grande rilevanza per la Sardegna, quale è lo sciopero generale di oggi, ma che non ha nulla a che vedere con lo scontro quotidiano tra gli schieramenti politici, dai quali invece i sardi, in occasioni come questa, si aspettano azioni concrete e un confronto costruttivo, non certo sterili polemiche”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa del capogruppo del Partito Democratico sulla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil che si è tenuta stamani a Cagliari.

“Si ricordi, l’on. Bruno, che l’oggi che il presidente Cappellacci sarebbe ‘incapace di governare’ non è altro che il domani che ci ha lasciato in eredità l’ex governatore Soru e che i problemi della Alcoa esistono da molti anni senza che neppure l’attuale segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, quando è stato Ministro delle Attività Produttive, abbia fatto nulla per la loro soluzione”, prosegue Diana. “La verità è che le ‘mille anime’ della Sardegna non sono scese in piazza per dire basta a questo o a quel governo, regionale o nazionale che sia, ma per dire basta al sottosviluppo, alla disoccupazione e alla povertà, chiedendo a tutte le loro rappresentanze politiche una risposta ai problemi dell’Isola”.

“Per questo”, conclude l’esponente del Pdl, “ci saremmo aspettati ben altro atteggiamento da parte del capogruppo del più grande partito di opposizione in Consiglio regionale. Purtroppo si è avuta la conferma di quanto si è visto nei giorni scorsi in Aula, dove persino nel dibattito sulla chiusura della Alcoa si è trovato spazio per la strumentalizzazione politica. In questo caso, però, le dichiarazioni dell’on. Bruno risultano offensive non soltanto per il centrodestra ma anche e soprattutto per i sindacati, che certamente non gradiranno vedere le loro sacrosante lotte usate da un singolo esponente politico per cercare di dare visibilità a se stesso e al proprio schieramento”.

mercoledì, febbraio 03, 2010

Mozione Soru per rimozione targa con frase pres. Lombardo è piccola vendetta personale

“Ho appreso con sconcerto la notizia della presentazione, da parte dell’ex governatore Renato Soru, di una mozione per richiedere la rimozione dall’ingresso del Consiglio regionale di una targa recante una frase pronunciata dalla Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, durante il suo intervento introduttivo in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’Autonomia regionale sarda”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “Credevo di essermi abituato ai colpi di teatro dell’on. Soru, ma davanti all’inutilità e alla strumentalità di una simile iniziativa devo riconoscere che mi sbagliavo: l’ex governatore è ancora in grado di farmi cascare le braccia”.

“La mozione porta, insieme alla firma dell’on. Soru, quella di altri nove consiglieri del centrosinistra”, sottolinea Diana. “Sappiano tutti i sardi, ed in particolare i duemila lavoratori che rischiano il posto con la chiusura dello stabilimento Alcoa di Portovesme, che nessuno di questi dieci consiglieri regionali ha partecipato al presidio di martedì sera a Roma. Nessuno ha partecipato perché erano tutti impegnati nella stesura di un documento che passerà alla storia come un fulgido esempio di alta politica: mentre la Sardegna è travolta dalla crisi economica e migliaia di famiglie rischiano di restare prive dei più elementari mezzi di sostentamento, una sparuta pattuglia di onorevoli, minoranza della minoranza, si batte eroicamente con tutte le proprie forze per la rimozione di una targa. Evidentemente, la magra figura rimediata da qualche illustre esponente dell’opposizione durante l’improvvisato dibattito consiliare sulle misure anti-assenteismo promosse dalla presidente Lombardo non è bastata. Ci voleva dell’altro, ci voleva una figura ancora peggiore e con questa mozione i dieci firmatari sono riusciti ad andare oltre il peggio”.

“Sappia l’on. Soru, qualora non fosse ancora riuscito a capirlo analizzando i risultati delle ultime elezioni regionali, che i sardi sono stufi di lui e delle sue sparate demagogiche che non impressionano più nessuno”, conclude il capogruppo. “I sardi sono stufi di questo campione dell’assenteismo, instancabile paladino degli affari propri, che non perde un’occasione per consumare piccole vendette personali occupando spazi di discussione che dovrebbero essere destinati ad affrontare i problemi della Sardegna e non certo a soddisfare il suo ego ferito. On. Soru, per cortesia, se a lei i problemi dei sardi non interessano, torni ad occuparsi della sua azienda e ci lasci lavorare”.

martedì, febbraio 02, 2010

L’on. Soru chieda scusa ai sardi per il suo intervento contro le misure anti-assenteismo

“Ciò cui abbiamo assistito ieri mattina in Consiglio regionale da parte dell’ex governatore Renato Soru è uno spettacolo che non dovrebbe mai trovare spazio nella massima istituzione isolana”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in merito all’intervento dell’esponente del Partito Democratico nel dibattito sulle misure anti-assenteismo assunte dalla Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo.

“Sinceramente non mi aspettavo che l’on. Soru avesse la faccia tosta di intervenire in un dibattito sulle assenze dei consiglieri regionali, dopo i ripetuti richiami ufficiali di cui è stato oggetto, a norma di regolamento, da parte della presidente Lombardo per la sua pressoché nulla presenza ai lavori dell’Aula”, rivela Diana. “La sola partecipazione dell’on. Soru al dibattito è stata di per sé un insulto ai cittadini sardi. Sentirgli dire che le sue assenze sono dovute al fatto che è troppo impegnato ad occuparsi dei propri affari di privato cittadino, evidentemente per lui prioritari rispetto ai gravissimi problemi che affliggono la Sardegna, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: a nessuno può essere concesso di delegittimare così il Consiglio regionale, affermando che gli affari propri sono più importanti ed urgenti rispetto al lavoro dell’Aula”.

“Allo stesso modo”, prosegue il capogruppo, “è inaccettabile il tentativo di screditare la figura istituzionale del Presidente del Consiglio accusandolo di utilizzare il suo ruolo per finalità politiche interne al proprio partito. Nessun esponente del centrodestra è giunto a tanto nella passata legislatura, nonostante il livello dello scontro tra gli schieramenti sia sempre stato molto aspro. La verità è che il doppio incarico dell’on. Lombardo, Presidente del Consiglio regionale e vicecoordinatore regionale del Pdl, è comune a tutti i livelli istituzionali e l’unico problema è costituito dalla strumentalizzazione che ne fa chi è in malafede. E’ necessario ricordare che l’on. Soru, da governatore, si è candidato alla segreteria regionale del Pd? E si deve forse pensare che, qualora avesse vinto le primarie, si sarebbe dimesso dalla Presidenza della Regione per dedicarsi anima e corpo alla guida del partito?”

“Giunti a questo punto, non resta che auspicare”, conclude Diana, “che l’on. Soru voglia cogliere l’occasione della prossima seduta consiliare per porgere pubblicamente le sue scuse a tutti i sardi e all’Assemblea che li rappresenta, e magari anche a quei centomila elettori che alle ultime elezioni regionali avrebbero votato lui personalmente e non la sua coalizione, di cui va tanto fiero ma che forse meriterebbero ben altra considerazione da parte sua nello svolgimento delle sue funzioni in qualità di consigliere regionale”.

giovedì, gennaio 28, 2010

Nucleare, illazioni on. Pes prive di fondamento

“Alla luce delle dichiarazioni rese alla Camera dei Deputati dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, le frasi con cui l’on. Caterina Pes ha commentato la risposta del Ministro ad un’interrogazione sulla possibilità che la Sardegna si trovi in futuro ad ospitare una centrale nucleare appaiono come illazioni destituite di qualsiasi fondamento”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il centrosinistra è ormai in piena campagna elettorale in vista delle elezioni della primavera prossima”, prosegue Diana, “tanto che, nelle parole dell’on. Pes, l’ennesima conferma del ministro Scajola che ancora non esiste alcuna lista di siti deputati ad ospitare le centrali si trasforma nella granitica certezza che toccherà all’Oristanese farsi carico del reattore che, sempre stando alle convinzioni del centrosinistra, inevitabilmente toccherà in dote alla Sardegna. Tutto ciò non ha alcun senso e trova motivazione soltanto nella volontà di orchestrare una campagna demagogica e pseudo-ambientalista per cercare di attrarre i consensi degli elettori, come se ciò potesse bastare a risolvere la crisi che investe il Partito Democratico e la sua coalizione a tutti i livelli, locali e nazionali”.

“E’ bene, allora, ribadire ancora una volta quanto affermato dal ministro Scajola: allo stato attuale, non esiste alcuna lista delle località che dovranno ospitare le centrali atomiche e pertanto tutte le indiscrezioni che parlano di reattori da costruire nell’Isola non hanno alcun fondamento”, conclude il capogruppo. “L’unica certezza è la contrarietà all’installazione di siti nucleari in Sardegna più volte espressa e ribadita, a nome e per conto della Regione, dal presidente Ugo Cappellacci”.

martedì, gennaio 26, 2010

Vertenza Alcoa, bene linea dura di Cappellacci

“Il presidente Cappellacci ha il pieno sostegno del gruppo consiliare del Popolo Della Libertà nella dura vertenza contro la Alcoa”, dichiara il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana, in seguito alla rottura della trattativa per il salvataggio dello stabilimento di Portovesme e alle conseguenti dichiarazioni del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.

“L’intransigenza mostrata dal Presidente davanti all’inaccettabile strategia del rilancio adottata dalla multinazionale americana era doverosa”, sottolinea Diana. “Ora che la Alcoa è stata stanata, non ci sono più alibi: se davvero vuole chiudere il suo stabilimento in Sardegna, sappia che c’è un costo da pagare. Ben venga, perciò, la richiesta avanzata al Governo nazionale di riscuotere immediatamente le fideiussioni”.

“La Regione ed il Governo, grazie anche all’impegno del ministro Scajola, hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per soddisfare le richieste della multinazionale”, conclude il capogruppo. “E’ evidente che l’intenzione di chiudere è maturata già da tempo. Visto che la linea della disponibilità, apparsa persino eccessiva a fronte degli atteggiamenti mostrati dalla controparte, ha portato a questi risultati, è giunto il momento di reagire. Siamo certi che il presidente Cappellacci, il premier Berlusconi e il ministro Scajola sapranno trovare una soluzione per salvaguardare la capacità produttiva e l’occupazione nel sito di Portovesme, con o senza la Alcoa”.

venerdì, gennaio 22, 2010

Decreto energia, il governo Berlusconi mantiene le promesse fatte ai sardi

“Con l’adozione del decreto legge per la sicurezza energetica nelle isole maggiori, il Governo nazionale ha confermato nei fatti quanto il Pdl sardo ha sempre sostenuto, cioè che il presidente Berlusconi non sarebbe venuto meno agli impegni presi e più volte ripetuti nei confronti della Sardegna”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il decreto adottato oggi non solo consente di uscire, posto che la multinazionale americana abbia realmente questa volontà, dalla vertenza Alcoa, ma, più in generale, garantirà l’approvvigionamento energetico a condizioni competitive con il resto dell’Europa a tutte le aziende energivore che operano nell’Isola”, sottolineano Delogu e Diana. “Si tratta di un risultato senza precedenti per la Sardegna, che su questa misura, specialmente quando sarà seguita dagli importanti interventi infrastrutturali per i quali sono attesi i finanziamenti, potrà fondare il rilancio del proprio comparto industriale”.

“Il merito di tutto ciò va prima di tutto al Presidente del Consiglio e al ministro Scajola, che hanno messo tutto il loro impegno affinché il riconoscimento dei disagi legati all’insularità si traducesse in misure concrete volte a colmare il gap che separa la Sardegna dalle regioni peninsulari”, concludono il coordinatore e il capogruppo. “Ma non va dimenticato il grande lavoro fatto dal presidente Cappellacci e dalla sua giunta, che hanno saputo rapportarsi con il Governo nazionale con autorevolezza e spirito costruttivo, dimostrando così che un governo regionale forte, quale è quello di centrodestra, può portare a casa risultati in grado di risolvere le emergenze dell’Isola”.

giovedì, gennaio 21, 2010

Azienda padovana ‘fugge con la cassa’, cooperativa di Portoscuso rischia il fallimento

Rischia la chiusura la cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso che, dopo essersi aggiudicata dei lavori in subappalto nello stabilimento Saras di Sarroch, ha visto fallire la ditta appaltatrice, la Sirz Energy di Padova, verso la quale vanta un credito di quasi 700 mila euro. Lo denunciano il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Giorgio Locci in un’interrogazione all’Assessore regionale all’Industria, Sandro Angioni.

Il 31 dicembre 2008, la Cosacem ha rilevato in subappalto dalla Sirz Energy, che se li era aggiudicata dalla Saras, il montaggio e la verniciatura di una caldaia. Il costo dei lavori, da un importo iniziale di 3,2 milioni di euro, è lievitato fino a 6 milioni, con un impegno crescente della Cosacem che, per far fronte alle richieste della Sirz Energy, si è trovata a dover impiegare oltre quaranta operai. Nel luglio del 2009, dopo i primi mancati pagamenti di fatture della Cosacem da parte della Sirz Energy, la Saras ha deciso di revocare l’aggiudicazione dell’appalto, affidando i lavori ad un’altra società. In quel momento, la Cosacem, che il 30 luglio ha ultimato e consegnato i lavori, aveva maturato nei confronti della Sirz Energy crediti per 684 mila euro.

Il 6 agosto, a seguito di diverse lettere di diffida, la Cosacem ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della Sirz Energy e, contestualmente, ha richiesto un pignoramento presso terzi ai danni della Saras, cui in precedenza aveva chiesto di bloccare il pagamento dei lavori alla ditta appaltatrice senza però ottenere alcun riscontro. La tardiva attivazione della Cosacem per riscuotere il credito è dovuta proprio alle continue rassicurazioni ricevute dalla Saras sul fatto che la Sirz Energy avrebbe saldato il proprio debito. La procedura non si è potuta concludere perché, nel frattempo, la Sirz Energy è fallita, rendendo così pressoché impossibile il recupero del credito da parte della Cosacem. Quest’ultima si trova, dallo scorso mese di luglio, nelle condizioni di non poter pagare gli stipendi a quaranta lavoratori tra dipendenti e soci.

La Sirz Energy è stata costituita il 31 gennaio 2008, pochi mesi prima di aggiudicarsi l’appalto della Saras, e ha rilevato dalla Sirz, società in liquidazione, il ramo d’azienda che si occupava della costruzione e manutenzione di caldaie. Il capitale sociale della Sirz Energy risultava versato in massima parte da una società immobiliare. Tutto ciò, secondo Diana e Locci, “denota un comportamento quantomeno superficiale, se non addirittura negligente, da parte della Saras nell’assegnare l’appalto”. L’azienda della famiglia Moratti, infatti, avrebbe svolto “approfondite verifiche sulla capacità produttiva della Sirz Energy nel suo stabilimento padovano e controlli sulla sua situazione finanziaria affidati ad una società specializzata”, ritenendo di affidarle comunque i lavori nello stabilimento di Sarroch.

I due interroganti chiedono all’assessore Angioni se risulta che la Saras abbia liquidato alla Sirz Energy gli oltre 6 milioni di euro richiesti per i lavori oggetto dell’appalto e se ritiene che da parte della società padovana “vi sia stato un comportamento deliberato volto all’acquisizione di un’ingente somma di denaro da parte della Saras a danno di diverse imprese sarde cui la ditta ha subappaltato i lavori” (la Cosacem non sarebbe l’unica azienda isolana a vantare crediti nei confronti della Sirz Energy per lavori svolti nella raffineria). Infine, Diana e Locci chiedono l’intervento della Giunta regionale per “risolvere la grave crisi societaria e occupazionale della Cosacem, che rischia di travolgere oltre quaranta lavoratori e le relative famiglie”, eventualmente proponendo alla Saras l’acquisizione totale o parziale dei crediti vantati dalla società cooperativa.



INTERROGAZIONE DIANA Mario – LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi in cui versa la cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso in seguito alla realizzazione di lavori in subappalto presso lo stabilimento Saras di Sarroch



Il sottoscritto,


PREMESSO che


  • Il 31 dicembre 2008, la società cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso ha rilevato in subappalto dalla Sirz Energy Srl di Padova la realizzazione di lavori di montaggio e verniciatura di una caldaia presso lo stabilimento della Saras Spa con sede a Sarroch;

  • In precedenza, la Saras aveva appaltato alla Sirz Energy lavori di demolizione, costruzione e montaggio della suddetta caldaia nel proprio stabilimento, autorizzando il ricorso al subappalto;

  • A fronte di un importo iniziale complessivo di Euro 3.200.000, il prezzo dei lavori relativi all’appalto di cui sopra è lievitato fino a un importo finale di oltre Euro 6.000.000;



CONSIDERATO che


  • Nel corso dell’esecuzione dei lavori di cui sopra, alla Cosacem Costruttori è stato richiesto un impegno via via maggiore rispetto a quanto indicato nel contratto di subappalto, tanto da necessitare l’impiego di oltre quaranta unità lavorative;

  • Successivamente ai primi mancati pagamenti di fatture della Cosacem Costruttori da parte della Sirz Energy, la Saras ha revocato, all’inizio del mese di luglio del 2009, la concessione dell’appalto a quest’ultima, affidando i lavori ad un’altra società;

  • A tale data, i crediti maturati dalla Cosacem Costruttori nei confronti della Sirz Energy ammontavano a Euro 684.192,53;



PRESO ATTO che


  • Il 30 luglio 2009, la Cosacem Costruttori ha completato l’esecuzione dei lavori in subappalto;

  • Il 6 agosto 2009, a seguito di lettere di diffida inviate dalla Cosacem Costruttori alla Sirz Energy (in qualità di soggetto debitore) e alla Saras (affinché bloccasse eventuali pagamenti nei confronti del soggetto debitore) rimaste prive di riscontro, la società cooperativa ha ottenuto un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti della Sirz Energy, richiedendo nel contempo un procedimento esecutivo presso terzi che vede la Saras in qualità di terzo pignorato;

  • La tardiva attivazione della Cosacem Costruttori per richiedere la procedura esecutiva è da motivarsi con le ripetute rassicurazioni ricevute da parte della Saras sul fatto che la Sirz Energy avrebbe provveduto a saldare i propri debiti;

  • La procedura esecutiva di cui sopra è stata resa vana dalla sopravvenuta sentenza di fallimento della Sirz Energy, che ha reso pressoché impossibile la riscossione dei crediti maturati dalla Cosacem Costruttori;

  • A seguito di quanto esposto, la Cosacem Costruttori si è trovata impossibilitata a corrispondere le retribuzioni ai propri quaranta lavoratori, tra soci e dipendenti, sin dallo scorso mese di luglio;

  • Risulta che altre aziende sarde si trovino nella posizione di creditori nei confronti della Sirz Energy, per altri lavori in subappalto eseguiti nello stabilimento Saras di Sarroch;



VERIFICATO che


  • La Sirz Energy ha rilevato il ramo d’azienda della Sirz Spa di Padova, in liquidazione, che si occupava della costruzione e manutenzione di caldaie;

  • La Sirz Energy è stata costituita il 31 gennaio 2008, vale a dire pochi mesi prima dell’aggiudicazione dell’appalto della Saras;

  • Il capitale sociale della Sirz Energy risultava versato in massima parte dalla Alice Srl, società immobiliare nel cui oggetto sociale non figura l’esecuzione di lavori quali quelli oggetto dell’appalto della Saras;

  • Quanto sopra denota un comportamento quantomeno superficiale, se non addirittura negligente, da parte della Saras nell’assegnare l’appalto alla Sirz Energy, tenuto conto che l’assegnazione sarebbe stata preceduta da approfondite verifiche sulla capacità produttiva della Sirz Energy svolte nel suo stabilimento padovano e da controlli sulla sua situazione finanziaria affidati ad una società specializzata;



CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Industria

affinché riferisca


  • Se risulta che la Saras abbia regolarmente liquidato alla Sirz Energy gli oltre Euro 6.000.000 da questa richiesti per la realizzazione dei lavori oggetto dell’appalto di cui alla premessa;

  • Se ritiene che da parte della Sirz Energy vi sia stato un comportamento deliberato volto all’acquisizione di un’ingente somma di denaro da parte della Saras a danno di diverse imprese sarde cui la ditta padovana ha subappaltato i lavori che si era impegnata a realizzare e per i quali non ha corrisposto quanto dovuto alle imprese subappaltatrici;

  • Quali misure intende adottare al fine di risolvere la grave crisi societaria e occupazionale della Cosacem Costruttori, che rischia di travolgere oltre quaranta lavoratori e le relative famiglie, eventualmente proponendo alla Saras, in quanto responsabile dell’assegnazione dell’appalto alla Sirz Energy, l’acquisizione totale o parziale dei crediti vantati nei confronti di quest’ultima dalla società cooperativa, per un importo da concordarsi tra le parti.

mercoledì, gennaio 20, 2010

Incontro Berlusconi-Cappellacci conferma l’impegno del Governo per la Sardegna

“L’incontro di oggi pomeriggio tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, smentisce chi va dicendo che il centrodestra nazionale e regionale non si sta impegnando abbastanza per la soluzione dei problemi della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Da un lato, viene smentito chi si ostina a sostenere che il Governo ha fatto venire meno il suo impegno per la vertenza Sardegna”, spiega Diana. “L’attenzione e la disponibilità mostrate da Berlusconi, che ha ribadito l’impegno del Governo per affrontare le emergenze e i problemi strategici, primo tra tutti la carenza infrastrutturale, che paralizzano l’economia sarda, sono nei fatti, come dimostrano i confronti che si susseguono ormai a cadenza quotidiana in cui vengono trattate le diverse crisi industriali che colpiscono l’Isola”.

“Dall’altro lato”, conclude il capogruppo, “viene smentito chi sostiene che il presidente Cappellacci non si stia attivando con sufficiente decisione nei confronti dell’esecutivo nazionale: il nostro governatore sta sollecitando continuamente l’impegno del presidente Berlusconi e dei ministri chiamati ad occuparsi dei problemi della Sardegna. Il confronto costante tra i due esecutivi è un elemento di fondamentale importanza per elaborare delle strategie di uscita dalle emergenze isolane, come peraltro è stato sottolineato dallo stesso Berlusconi che ha garantito ancora una volta a Cappellacci la sua fiducia e il suo appoggio”.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Porcu attacca il centrodestra per coprire i disastri della giunta Soru

“L’incredibile attacco mosso oggi dall’on. Porcu ai danni della Giunta regionale e della maggioranza di centrodestra lascia sorpresi, più che per la tempistica natalizia che sa tanto di strenna per una minoranza sempre più in crisi di idee e di identità, per la dose di faccia tosta profusa nel tentativo di difendere l’indifendibile”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa diramato oggi pomeriggio dal consigliere regionale del Partito Democratico, Chicco Porcu.

“Non si può certo pensare che il centrodestra potesse, in appena dieci mesi di governo, far sparire i disastri fatti dalla giunta Soru in quattro anni e mezzo”, sottolinea Diana. “Eppure, per rimediare ai danni, molto è già stato fatto. In dieci mesi sono state approvate due leggi finanziarie ed un collegato. E’ in grado, l’on. Porcu, di indicarci quando il centrosinistra è riuscito a fare qualcosa di simile? E’ stata conquistata la certezza dei finanziamenti per la realizzazione della Sassari-Olbia, non certo per merito di un centrosinistra che sembra non saper far altro che gridare al presunto scippo del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, che in realtà non c’è mai stato. Le più gravi emergenze industriali, Alcoa e Vinyls su tutte, sono in via di risoluzione”.

“Per contro”, conclude il capogruppo, “ci ritroviamo con un’opposizione che continua a difendere a spada tratta il feticcio del Piano Paesaggistico Regionale, il mostro creato ad uso e consumo del governatore Renato Soru che tanto danno ha arrecato ai sardi e all’economia isolana. Se sono tutti qui gli argomenti su cui può puntare il centrosinistra, allora l’on. Porcu farebbe bene a preoccuparsi per lo stato di salute dell’opposizione, piuttosto che pensare ad attaccare la maggioranza”.

martedì, dicembre 22, 2009

Nucleare, no a facili allarmismi

“Come era ampiamente prevedibile, l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo per il ritorno dell’Italia all’energia nucleare ha dato il via a una serie di reazioni strumentali e dai toni allarmistici da parte del centrosinistra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Ben prima di aver letto i contenuti dello schema di decreto adottato dal Governo, numerosi esponenti dell’opposizione dotati di poteri di chiaroveggenza vogliono far credere di conoscere già i siti in cui saranno realizzate le centrali e i depositi di stoccaggio delle scorie”, prosegue Diana, “sebbene, a quanto è dato sapere, di tali siti nel decreto non vi sia alcuna traccia. E, come al solito, nella ‘lista nera’ diffusa dal centrosinistra non manca la Sardegna, o più precisamente l’Oristanese. Sa tutto di già sentito: le località individuate dall’opposizione sono sempre le stesse su cui, da mesi e mesi, a cadenza regolare si scatenano ridde di voci che hanno come unica finalità quella di terrorizzare i cittadini”.

“Sarebbe quantomeno opportuno che il centrosinistra abbandonasse la strategia del terrore”, conclude il capogruppo, “e assumesse atteggiamenti più responsabili. Solo così sarebbe possibile avere un confronto politico serio, ma soprattutto si eviterebbe di giocare cinicamente sulla pelle delle persone la partita della caccia al consenso elettorale”.

giovedì, dicembre 17, 2009

Lettera Pisanu a sindacati, utile contributo al dibattito sulla crisi

“La lettera inviata dal senatore Beppe Pisanu alle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil può rappresentare un utile contributo al dibattito sul superamento della crisi economica e sulla ripresa dello sviluppo in Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “La preoccupazione mostrata dal Senatore per l’emergenza occupazionale è senza dubbio condivisibile, sebbene certi toni allarmistici sembrino adombrare qualche limite nella fiducia nei confronti dell’esecutivo regionale”.

“Il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il suo esecutivo e la maggioranza che li sostiene si stanno adoperando quotidianamente per cercare di risolvere le emergenze che investono la Sardegna”, sottolinea Diana. “La finanziaria regionale approvata entro i termini stabiliti dalla legge è una risposta importante in un momento che richiede una maggiore efficienza nella spesa pubblica. Ma non solo, perché l’impegno della Regione nei confronti del Governo nazionale per la rinegoziazione del patto di stabilità, per lo sblocco delle risorse necessarie per la realizzazione di opere pubbliche fondamentali come la Sassari-Olbia e per il salvataggio delle industrie in crisi è sotto gli occhi di tutti e i risultati stanno cominciando ad arrivare. E’ la dimostrazione che il lavoro paga, che concentrare le energie su obiettivi concreti anziché disperderle nelle solite polemiche può rappresentare la chiave per risolvere i problemi dell’Isola”.

“Davanti ai primi risultati riportati nel confronto con il Governo”, conclude il capogruppo, “non mi sembra si possa dire che la Regione parla con voce flebile sullo scenario politico nazionale, grazie anche all’impegno dei parlamentari sardi ed in particolare di quelli del centrodestra, la cui fattiva collaborazione alle iniziative portate avanti dalla Regione fa sì che il loro ruolo di rappresentanti del territorio si traduca in un contributo concreto per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo in Sardegna”.

mercoledì, dicembre 16, 2009

Chiesto intervento della Regione per impianto climatizzazione Tribunale Oristano

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Carta, per chiedere che la Regione realizzi un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, che da anni deve fare i conti con il malfunzionamento del vecchio impianto, risalente agli anni Novanta.

L’impianto attuale, realizzato con tecnologie ormai obsolete, non è esteso all’intero edificio: il vano scala, i corridoi e le aule per le udienze sono privi di climatizzazione e ciò ha determinato, nel corso degli anni, un sovraccarico dell’impianto ed il suo conseguente deterioramento. Oggi, l’impianto è funzionante solo per il 40 per cento, il che comporta gravi disagi per i magistrati, il personale e l’utenza. Nei mesi estivi, in particolare nelle aule per le udienze, si raggiungono temperature superiori ai 30° e spesso si verificano malori causati dal caldo. I ripetuti interventi di riparazione effettuati non hanno portato a nulla. “Lo stato di obsolescenza e la capacità di funzionamento ridotta”, si legge nell’interrogazione, “rendono inutili interventi parziali e appare pertanto improcrastinabile la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione, in linea con l’attuale livello tecnologico, prevedendo il ricorso alle energie rinnovabili quali pannelli solari da installare sul tetto dell’edificio”.

Diana chiede perciò all’assessore Carta, come ha già fatto con una lettera il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, nel luglio scorso, che la Giunta regionale “disponga la somma necessaria, stimata in circa 700 mila euro, e provveda alla realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, eventualmente considerando la possibilità di affidare in concessione la progettazione esecutiva, la realizzazione dei lavori e la successiva gestione funzionale dell’impianto”, così come previsto dalla normativa regionale sugli appalti pubblici.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di funzionamento dell’impianto di climatizzazione del Palazzo di Giustizia di Oristano



Il sottoscritto,


PREMESSO che l’impianto di climatizzazione del Palazzo di Giustizia di Oristano è stato realizzato intorno alla metà degli anni Novanta con tecnologie oggi obsolete e che detto impianto non è esteso all’intero edificio: il vano scala, i corridoi e le aule per le udienze sono privi di climatizzazione, situazione che ha determinato, nel corso degli anni, un sovraccarico dell’impianto ed il suo conseguente deterioramento;


CONSIDERATO che, allo stato attuale, solo il 40 per cento dell’impianto di climatizzazione è funzionante e che ciò comporta gravi disagi per i magistrati, per il personale e per l’utenza, limitando di fatto l’efficienza del servizio offerto dagli uffici giudiziari;


SOTTOLINEATO che, nei mesi estivi, in modo particolare nelle aule per le udienze, si raggiungono temperature superiori ai 30° e che sovente si verificano casi di malori causati dal caldo;


VALUTATO che, nel corso degli anni, l’impianto è stato sottoposto a ripetuti interventi di riparazione senza che ne sortisse alcun risultato;


VERIFICATO che, come è stato puntualmente segnalato dal sindaco di Oristano all’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici nello scorso mese di luglio, lo stato di obsolescenza e la capacità di funzionamento ridotta ad appena il 40 per cento rendono inutili interventi parziali per il ripristino dell’impianto e che appare pertanto improcrastinabile la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione, in linea con l’attuale livello tecnologico, prevedendo il ricorso alle energie rinnovabili quali pannelli solari da installarsi sul tetto dell’edificio;



CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici

affinché riferisca


Se non ritenga opportuno valutare che la Giunta regionale disponga la somma necessaria, stimata in circa Euro 700.000, e provveda alla realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, eventualmente considerando la possibilità di affidare in concessione, ai sensi dell’art. 34 della L.R. 7 agosto 2007, n. 5, la progettazione esecutiva, la realizzazione dei lavori e la successiva gestione funzionale dell’impianto.

martedì, dicembre 15, 2009

Solidarietà al presidente Berlusconi per l'aggressione subita sabato sera

L’offesa fisica arrecata nella serata di sabato al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, ha suscitato la condanna del mondo politico e della pubblica opinione. È opportuno significare - senza se e senza ma - la condanna unanime per un evento che, ancorché isolato, suscita viva preoccupazione, specie alla luce di talune dichiarazioni che di certo non fanno onore a chi - ritenuta esecrabile l’offesa - poco dopo si abbandona a spiegazioni e dietrologie che legittimano ed avallano de facto quanto è accaduto.

Quando il bersaglio della polemica è una persona, quando l’obiettivo è quello di distruggere l’interlocutore, la polemica cessa di essere una manifestazione della dialettica. L’imbarbarimento dei toni sfocia in una gestualità inaccettabile, che non appartiene alla civiltà democratica. Occorre segnare marcatamente questo confine, per evitare manifestazioni che rimanderebbero alle stagioni più tristi dei decenni trascorsi.

Un gesto gravissimo ed incivile, sinonimo d’intolleranza: quanto è avvenuto rappresenta un disvalore che non appartiene al popolo italiano e che è totalmente estraneo a chi è chiamato a rappresentarlo nella massima istituzione autonomistica. In qualità di consigliere regionale e di capogruppo del partito di maggioranza relativa, sento dunque l’obbligo morale – e non solo formale – di manifestare al Presidente del Consiglio dei Ministri la più profonda solidarietà unendo a ciò fervidi auguri di pronta guarigione.

Quanto è accaduto è motivo di riflessione per tutti. Mi rammarica che le vicende nazionali rimbalzino sulle prime pagine e nei titoli dei network mondiali per fatti di tale gravità. Non di meno mi rattrista pensare che il gesto di uno squilibrato - come affermano analisti e commentatori – appaia o sia l’effetto, in questo caso incidentale, di un clima di violenza verbale e concettuale, percepito facilmente anzitutto dalla sensibilità del comune cittadino.

Una nota dell’Osservatore Romano avverte il pericolo che «tutto possa riprendere allo stesso modo, e che il pesante souvenir del Duomo scagliato sul viso del Presidente del Consiglio sia considerato, tutto sommato, un fenomeno fisiologico del confronto politico». Questa lettura, la si consideri valida o meno, chiama ciascuno di noi ad uno sforzo dialettico ed una collegiale assunzione di responsabilità.

Ora più che mai – nel linguaggio, nel commento, nella difesa tenace ma non oltraggiosa delle rispettive posizioni politiche – è auspicabile che si cerchi di non superare il livello di guardia. Non di meno mi persuade quanto affermato dal Ministro della Giustizia a proposito del fatto che il gesto di un folle non possa né debba essere derubricato come una semplice azione di demenza: la complessità dell’avvenimento ci vincola a leggere con maggiore intelligenza il segnale di un sillogismo che, d’altro canto, rischia di apparire pervicace e pericoloso.

Una lettura manichea della lotta politica sembra avallare l’idea che il nemico ha un nome, l’avversario ha un volto: il passo è breve perché a ciò segua l’emulazione dell’offesa, prima verbale, poi addirittura fisica. Rifiutare e condannare la violenza significa creare le condizioni per ristabilire con immediatezza il clima di civiltà politica e di sociale rispetto verso l’altro.

È invece disprezzabile motivare l’offesa fisica e l’insulto sistematico e personale collegando queste manifestazioni d’odio con la congiuntura sociale. Vi è chi non ha avuto la forza di sottrarsi a questa lettura. La cosa si commenta da sola ma spiace che ciò abbia affermato addirittura chi ha maturato una rodata esperienza politica e di gestione della cosa pubblica. Ognuno - del resto - sa in coscienza quanto ha fatto e fa per alimentare l’estremizzazione del confronto. Dispiace perciò udire talune affermazioni che da un lato manifestano la solidarietà al premier e dall'altro annoverano tra gli artefici di questo clima il Capo del Governo, pregandolo di non fare la vittima.

Episodi come quello accaduto a Milano richiedono l’impegno di tutte le Istituzioni democratiche. La sensazione che questa triste pagina arrechi danno alla convivenza democratica obbliga ad operare affinché si contrasti tenacemente il ripetersi di questi accadimenti. Disinnescare con fermezza l’accentuarsi di un’eccitazione - dovuta ad atteggiamenti talora non estranei alla politica - ammonisce tutti e ciascuno ad un maggiore e più solerte controllo.

La solidarietà al Presidente del Consiglio porta ad affermare energicamente la condanna di un attacco alla persona e l’offesa al ruolo istituzionale che essa rappresenta, ripudiando l’intolleranza che mette a repentaglio il confronto civile e contrastando risolutamente forme di violenza che, come ha affermato il Capo dello Stato, in un passato non lontano l’Italia ha conosciuto, pagando un prezzo salatissimo per tutelare la conquista della libertà e della democrazia.

Da polo universitario Sardegna Centrale occasione di sviluppo per le zone interne

“Con la futura istituzione del polo universitario della Sardegna Centrale, le istanze di sviluppo delle zone interne dell’Isola avranno una prima, importante risposta”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’impegno profuso dai consiglieri regionali del territorio, di entrambi gli schieramenti politici, ha fatto sì che l’Aula facesse proprio un concetto di capitale importanza: che la conoscenza è alla base dello sviluppo economico”, sottolinea Diana. “Per questo era necessario che l’Assemblea desse il via libera alla nascita del consorzio universitario unificato di Oristano e Nuoro: non soltanto per difendere l’esistenza di corsi di laurea, anche di eccellenza nazionale come quello in Archeologia subacquea con sede ad Oristano, perennemente a rischio chiusura, ma affinché l’Università possa rafforzare la sua presenza nel territorio, potenziando la propria offerta formativa in un’ottica di razionalizzazione e contenimento dei costi”.

“Con l’istituzione del polo universitario della Sardegna Centrale”, conclude il capogruppo, “sarà più agevole l’accesso ai corsi da parte degli studenti ed in particolare di quelli meno abbienti, ed il sistema produttivo locale potrà contare su un maggiore bagaglio di conoscenze. L’Università potrà così rivelarsi un elemento fondamentale per lo sviluppo economico e la lotta allo spopolamento”.