giovedì, settembre 02, 2010

La Regione faccia chiarezza sui maiali spagnoli giunti morti al mattatoio di Settimo S. Pietro

Fare chiarezza sul caso dei novanta maiali importati dalla Spagna giunti morti al mattatoio di Settimo San Pietro e, più in generale, sul fenomeno dell’importazione di bestiame da paesi stranieri, che viene poi macellato nei mattatoi sardi e venduto come prodotto isolano: lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali alla Sanità, Antonello Liori, all’Agricoltura, Andrea Prato, e agli Enti Locali, Gabriele Asunis.

L’interrogazione fa riferimento all’episodio avvenuto il 24 agosto quando, su segnalazione del Servizio Veterinario della Asl di Cagliari, la Polizia Stradale ha scoperto, nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro, le carcasse di novanta suini destinati alla macellazione, facenti parte di un carico di bestiame appena arrivato dalla Spagna. “La morte dei suini”, fa notare Diana, “è stata causata dal mancato rispetto delle norme sul benessere animale nel corso del trasporto, come attestano la contravvenzione e la denuncia penale comminate al trasportatore”. “Il mattatoio comunale di Settimo San Pietro”, ricorda il capogruppo, “è stato più volte, negli ultimi anni, al centro di inchieste giudiziarie e giornalistiche e di interrogazioni ed interpellanze consiliari in quanto centro di macellazione di bestiame importato illegalmente dall’estero, in condizioni di trasporto tali da non rispettare le norme nazionali e comunitarie sul benessere animale e sul contrasto alla diffusione delle malattie infettive, per essere poi immesso sul mercato come prodotto locale, con grave danno per i consumatori e per gli allevatori sardi”.

Diana chiede perciò ai tre assessori se i maiali arrivati vivi al mattatoio, facenti parte del carico in cui sono stati scoperti i novanta capi morti, sono stati macellati e immessi sul mercato; se tali animali, alla luce delle condizioni in cui sono stati trasportati, potevano essere considerati idonei alla macellazione e alla commercializzazione e se, qualora fossero stati effettivamente macellati, gli animali sono stati immessi sul mercato come prodotto locale. Il capogruppo chiede poi che la Giunta regionale adotti misure adeguate per individuare i carichi di bestiame provenienti dall’estero e sottoporli ai controlli di legge prima del loro arrivo nei centri di macellazione, evitando così che possano essere macellati e immessi nel mercato dopo essere stati trasportati irregolarmente, e per evitare che capi di bestiame allevati in paesi stranieri possano essere commercializzati come prodotti locali sardi per il solo fatto di essere stati macellati nell’Isola. Infine, nell’interrogazione si chiede se è vero che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro sarebbe stato ceduto dall’Amministrazione comunale a un imprenditore privato, se la cessione risulta regolarmente portata a termine e se, con l’attuale gestione, nel mattatoio è garantita l’effettuazione dei controlli di legge sui capi macellati e sulle carni immesse nel mercato.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla morte di 90 suini destinati alla macellazione nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro


Il sottoscritto,

PREMESSO che, lo scorso 24 agosto, la Polizia Stradale, su segnalazione del Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale n. 8 di Cagliari, ha rinvenuto, nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro, le carcasse di 90 suini cosiddetti ‘magroni’ facenti parte di un carico appena giunto nel medesimo mattatoio proveniente della Spagna;

CONSIDERATO che la morte dei suini di cui sopra è stata causata dal mancato rispetto delle norme sul benessere animale nel corso del trasporto, come attestano la contravvenzione e la denuncia penale comminate al trasportatore;

RAMMENTATO che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro è stato più volte, negli ultimi anni, al centro di inchieste giudiziarie e giornalistiche e di interrogazioni ed interpellanze consiliari in quanto centro di macellazione di bestiame importato illegalmente dall’estero, in condizioni di trasporto tali da non rispettare le norme nazionali e comunitarie sul benessere animale e sul contrasto alla diffusione delle malattie infettive, per essere poi immesso sul mercato come prodotto locale, con grave danno per i consumatori e per gli allevatori sardi;


CHIEDE DI INTERROGARE

gli Assessori regionali alla Sanità, all’Agricoltura e agli Enti locali

affinché riferiscano

  • Se i rimanenti suini facenti parte del carico di cui sopra, giunti vivi al mattatoio di Settimo San Pietro, sono stati macellati e immessi nel mercato;

  • Se, valutate le condizioni in cui è avvenuto il loro trasporto, i capi di bestiame potevano essere considerati idonei alla macellazione e alla commercializzazione;

  • Se i capi, qualora fossero stati effettivamente macellati, sono stati immessi nel mercato come prodotto locale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di individuare i carichi di bestiame provenienti dall’estero e sottoporli ai controlli di legge prima del loro arrivo nei centri di macellazione, evitando così che capi sottoposti a modalità di trasporto irregolari possano essere macellati e immessi nel mercato;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di evitare che capi di bestiame allevati in paesi stranieri possano essere commercializzati come prodotti locali sardi per il solo fatto di essere stati macellati nell’Isola;

  • Se risponde al vero che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro sarebbe stato ceduto dall’Amministrazione comunale a un imprenditore privato e se tale cessione risulta regolarmente portata a termine;

  • Se nel mattatoio di Settimo San Pietro, con l’attuale gestione, è garantita l’effettuazione dei controlli di legge sui capi macellati e sulle carni immesse nel mercato.

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