giovedì, gennaio 28, 2010

Nucleare, illazioni on. Pes prive di fondamento

“Alla luce delle dichiarazioni rese alla Camera dei Deputati dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, le frasi con cui l’on. Caterina Pes ha commentato la risposta del Ministro ad un’interrogazione sulla possibilità che la Sardegna si trovi in futuro ad ospitare una centrale nucleare appaiono come illazioni destituite di qualsiasi fondamento”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il centrosinistra è ormai in piena campagna elettorale in vista delle elezioni della primavera prossima”, prosegue Diana, “tanto che, nelle parole dell’on. Pes, l’ennesima conferma del ministro Scajola che ancora non esiste alcuna lista di siti deputati ad ospitare le centrali si trasforma nella granitica certezza che toccherà all’Oristanese farsi carico del reattore che, sempre stando alle convinzioni del centrosinistra, inevitabilmente toccherà in dote alla Sardegna. Tutto ciò non ha alcun senso e trova motivazione soltanto nella volontà di orchestrare una campagna demagogica e pseudo-ambientalista per cercare di attrarre i consensi degli elettori, come se ciò potesse bastare a risolvere la crisi che investe il Partito Democratico e la sua coalizione a tutti i livelli, locali e nazionali”.

“E’ bene, allora, ribadire ancora una volta quanto affermato dal ministro Scajola: allo stato attuale, non esiste alcuna lista delle località che dovranno ospitare le centrali atomiche e pertanto tutte le indiscrezioni che parlano di reattori da costruire nell’Isola non hanno alcun fondamento”, conclude il capogruppo. “L’unica certezza è la contrarietà all’installazione di siti nucleari in Sardegna più volte espressa e ribadita, a nome e per conto della Regione, dal presidente Ugo Cappellacci”.

martedì, gennaio 26, 2010

Vertenza Alcoa, bene linea dura di Cappellacci

“Il presidente Cappellacci ha il pieno sostegno del gruppo consiliare del Popolo Della Libertà nella dura vertenza contro la Alcoa”, dichiara il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana, in seguito alla rottura della trattativa per il salvataggio dello stabilimento di Portovesme e alle conseguenti dichiarazioni del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.

“L’intransigenza mostrata dal Presidente davanti all’inaccettabile strategia del rilancio adottata dalla multinazionale americana era doverosa”, sottolinea Diana. “Ora che la Alcoa è stata stanata, non ci sono più alibi: se davvero vuole chiudere il suo stabilimento in Sardegna, sappia che c’è un costo da pagare. Ben venga, perciò, la richiesta avanzata al Governo nazionale di riscuotere immediatamente le fideiussioni”.

“La Regione ed il Governo, grazie anche all’impegno del ministro Scajola, hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per soddisfare le richieste della multinazionale”, conclude il capogruppo. “E’ evidente che l’intenzione di chiudere è maturata già da tempo. Visto che la linea della disponibilità, apparsa persino eccessiva a fronte degli atteggiamenti mostrati dalla controparte, ha portato a questi risultati, è giunto il momento di reagire. Siamo certi che il presidente Cappellacci, il premier Berlusconi e il ministro Scajola sapranno trovare una soluzione per salvaguardare la capacità produttiva e l’occupazione nel sito di Portovesme, con o senza la Alcoa”.

venerdì, gennaio 22, 2010

Decreto energia, il governo Berlusconi mantiene le promesse fatte ai sardi

“Con l’adozione del decreto legge per la sicurezza energetica nelle isole maggiori, il Governo nazionale ha confermato nei fatti quanto il Pdl sardo ha sempre sostenuto, cioè che il presidente Berlusconi non sarebbe venuto meno agli impegni presi e più volte ripetuti nei confronti della Sardegna”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il decreto adottato oggi non solo consente di uscire, posto che la multinazionale americana abbia realmente questa volontà, dalla vertenza Alcoa, ma, più in generale, garantirà l’approvvigionamento energetico a condizioni competitive con il resto dell’Europa a tutte le aziende energivore che operano nell’Isola”, sottolineano Delogu e Diana. “Si tratta di un risultato senza precedenti per la Sardegna, che su questa misura, specialmente quando sarà seguita dagli importanti interventi infrastrutturali per i quali sono attesi i finanziamenti, potrà fondare il rilancio del proprio comparto industriale”.

“Il merito di tutto ciò va prima di tutto al Presidente del Consiglio e al ministro Scajola, che hanno messo tutto il loro impegno affinché il riconoscimento dei disagi legati all’insularità si traducesse in misure concrete volte a colmare il gap che separa la Sardegna dalle regioni peninsulari”, concludono il coordinatore e il capogruppo. “Ma non va dimenticato il grande lavoro fatto dal presidente Cappellacci e dalla sua giunta, che hanno saputo rapportarsi con il Governo nazionale con autorevolezza e spirito costruttivo, dimostrando così che un governo regionale forte, quale è quello di centrodestra, può portare a casa risultati in grado di risolvere le emergenze dell’Isola”.

giovedì, gennaio 21, 2010

Azienda padovana ‘fugge con la cassa’, cooperativa di Portoscuso rischia il fallimento

Rischia la chiusura la cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso che, dopo essersi aggiudicata dei lavori in subappalto nello stabilimento Saras di Sarroch, ha visto fallire la ditta appaltatrice, la Sirz Energy di Padova, verso la quale vanta un credito di quasi 700 mila euro. Lo denunciano il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Giorgio Locci in un’interrogazione all’Assessore regionale all’Industria, Sandro Angioni.

Il 31 dicembre 2008, la Cosacem ha rilevato in subappalto dalla Sirz Energy, che se li era aggiudicata dalla Saras, il montaggio e la verniciatura di una caldaia. Il costo dei lavori, da un importo iniziale di 3,2 milioni di euro, è lievitato fino a 6 milioni, con un impegno crescente della Cosacem che, per far fronte alle richieste della Sirz Energy, si è trovata a dover impiegare oltre quaranta operai. Nel luglio del 2009, dopo i primi mancati pagamenti di fatture della Cosacem da parte della Sirz Energy, la Saras ha deciso di revocare l’aggiudicazione dell’appalto, affidando i lavori ad un’altra società. In quel momento, la Cosacem, che il 30 luglio ha ultimato e consegnato i lavori, aveva maturato nei confronti della Sirz Energy crediti per 684 mila euro.

Il 6 agosto, a seguito di diverse lettere di diffida, la Cosacem ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della Sirz Energy e, contestualmente, ha richiesto un pignoramento presso terzi ai danni della Saras, cui in precedenza aveva chiesto di bloccare il pagamento dei lavori alla ditta appaltatrice senza però ottenere alcun riscontro. La tardiva attivazione della Cosacem per riscuotere il credito è dovuta proprio alle continue rassicurazioni ricevute dalla Saras sul fatto che la Sirz Energy avrebbe saldato il proprio debito. La procedura non si è potuta concludere perché, nel frattempo, la Sirz Energy è fallita, rendendo così pressoché impossibile il recupero del credito da parte della Cosacem. Quest’ultima si trova, dallo scorso mese di luglio, nelle condizioni di non poter pagare gli stipendi a quaranta lavoratori tra dipendenti e soci.

La Sirz Energy è stata costituita il 31 gennaio 2008, pochi mesi prima di aggiudicarsi l’appalto della Saras, e ha rilevato dalla Sirz, società in liquidazione, il ramo d’azienda che si occupava della costruzione e manutenzione di caldaie. Il capitale sociale della Sirz Energy risultava versato in massima parte da una società immobiliare. Tutto ciò, secondo Diana e Locci, “denota un comportamento quantomeno superficiale, se non addirittura negligente, da parte della Saras nell’assegnare l’appalto”. L’azienda della famiglia Moratti, infatti, avrebbe svolto “approfondite verifiche sulla capacità produttiva della Sirz Energy nel suo stabilimento padovano e controlli sulla sua situazione finanziaria affidati ad una società specializzata”, ritenendo di affidarle comunque i lavori nello stabilimento di Sarroch.

I due interroganti chiedono all’assessore Angioni se risulta che la Saras abbia liquidato alla Sirz Energy gli oltre 6 milioni di euro richiesti per i lavori oggetto dell’appalto e se ritiene che da parte della società padovana “vi sia stato un comportamento deliberato volto all’acquisizione di un’ingente somma di denaro da parte della Saras a danno di diverse imprese sarde cui la ditta ha subappaltato i lavori” (la Cosacem non sarebbe l’unica azienda isolana a vantare crediti nei confronti della Sirz Energy per lavori svolti nella raffineria). Infine, Diana e Locci chiedono l’intervento della Giunta regionale per “risolvere la grave crisi societaria e occupazionale della Cosacem, che rischia di travolgere oltre quaranta lavoratori e le relative famiglie”, eventualmente proponendo alla Saras l’acquisizione totale o parziale dei crediti vantati dalla società cooperativa.



INTERROGAZIONE DIANA Mario – LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi in cui versa la cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso in seguito alla realizzazione di lavori in subappalto presso lo stabilimento Saras di Sarroch



Il sottoscritto,


PREMESSO che


  • Il 31 dicembre 2008, la società cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso ha rilevato in subappalto dalla Sirz Energy Srl di Padova la realizzazione di lavori di montaggio e verniciatura di una caldaia presso lo stabilimento della Saras Spa con sede a Sarroch;

  • In precedenza, la Saras aveva appaltato alla Sirz Energy lavori di demolizione, costruzione e montaggio della suddetta caldaia nel proprio stabilimento, autorizzando il ricorso al subappalto;

  • A fronte di un importo iniziale complessivo di Euro 3.200.000, il prezzo dei lavori relativi all’appalto di cui sopra è lievitato fino a un importo finale di oltre Euro 6.000.000;



CONSIDERATO che


  • Nel corso dell’esecuzione dei lavori di cui sopra, alla Cosacem Costruttori è stato richiesto un impegno via via maggiore rispetto a quanto indicato nel contratto di subappalto, tanto da necessitare l’impiego di oltre quaranta unità lavorative;

  • Successivamente ai primi mancati pagamenti di fatture della Cosacem Costruttori da parte della Sirz Energy, la Saras ha revocato, all’inizio del mese di luglio del 2009, la concessione dell’appalto a quest’ultima, affidando i lavori ad un’altra società;

  • A tale data, i crediti maturati dalla Cosacem Costruttori nei confronti della Sirz Energy ammontavano a Euro 684.192,53;



PRESO ATTO che


  • Il 30 luglio 2009, la Cosacem Costruttori ha completato l’esecuzione dei lavori in subappalto;

  • Il 6 agosto 2009, a seguito di lettere di diffida inviate dalla Cosacem Costruttori alla Sirz Energy (in qualità di soggetto debitore) e alla Saras (affinché bloccasse eventuali pagamenti nei confronti del soggetto debitore) rimaste prive di riscontro, la società cooperativa ha ottenuto un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti della Sirz Energy, richiedendo nel contempo un procedimento esecutivo presso terzi che vede la Saras in qualità di terzo pignorato;

  • La tardiva attivazione della Cosacem Costruttori per richiedere la procedura esecutiva è da motivarsi con le ripetute rassicurazioni ricevute da parte della Saras sul fatto che la Sirz Energy avrebbe provveduto a saldare i propri debiti;

  • La procedura esecutiva di cui sopra è stata resa vana dalla sopravvenuta sentenza di fallimento della Sirz Energy, che ha reso pressoché impossibile la riscossione dei crediti maturati dalla Cosacem Costruttori;

  • A seguito di quanto esposto, la Cosacem Costruttori si è trovata impossibilitata a corrispondere le retribuzioni ai propri quaranta lavoratori, tra soci e dipendenti, sin dallo scorso mese di luglio;

  • Risulta che altre aziende sarde si trovino nella posizione di creditori nei confronti della Sirz Energy, per altri lavori in subappalto eseguiti nello stabilimento Saras di Sarroch;



VERIFICATO che


  • La Sirz Energy ha rilevato il ramo d’azienda della Sirz Spa di Padova, in liquidazione, che si occupava della costruzione e manutenzione di caldaie;

  • La Sirz Energy è stata costituita il 31 gennaio 2008, vale a dire pochi mesi prima dell’aggiudicazione dell’appalto della Saras;

  • Il capitale sociale della Sirz Energy risultava versato in massima parte dalla Alice Srl, società immobiliare nel cui oggetto sociale non figura l’esecuzione di lavori quali quelli oggetto dell’appalto della Saras;

  • Quanto sopra denota un comportamento quantomeno superficiale, se non addirittura negligente, da parte della Saras nell’assegnare l’appalto alla Sirz Energy, tenuto conto che l’assegnazione sarebbe stata preceduta da approfondite verifiche sulla capacità produttiva della Sirz Energy svolte nel suo stabilimento padovano e da controlli sulla sua situazione finanziaria affidati ad una società specializzata;



CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Industria

affinché riferisca


  • Se risulta che la Saras abbia regolarmente liquidato alla Sirz Energy gli oltre Euro 6.000.000 da questa richiesti per la realizzazione dei lavori oggetto dell’appalto di cui alla premessa;

  • Se ritiene che da parte della Sirz Energy vi sia stato un comportamento deliberato volto all’acquisizione di un’ingente somma di denaro da parte della Saras a danno di diverse imprese sarde cui la ditta padovana ha subappaltato i lavori che si era impegnata a realizzare e per i quali non ha corrisposto quanto dovuto alle imprese subappaltatrici;

  • Quali misure intende adottare al fine di risolvere la grave crisi societaria e occupazionale della Cosacem Costruttori, che rischia di travolgere oltre quaranta lavoratori e le relative famiglie, eventualmente proponendo alla Saras, in quanto responsabile dell’assegnazione dell’appalto alla Sirz Energy, l’acquisizione totale o parziale dei crediti vantati nei confronti di quest’ultima dalla società cooperativa, per un importo da concordarsi tra le parti.

mercoledì, gennaio 20, 2010

Incontro Berlusconi-Cappellacci conferma l’impegno del Governo per la Sardegna

“L’incontro di oggi pomeriggio tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, smentisce chi va dicendo che il centrodestra nazionale e regionale non si sta impegnando abbastanza per la soluzione dei problemi della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Da un lato, viene smentito chi si ostina a sostenere che il Governo ha fatto venire meno il suo impegno per la vertenza Sardegna”, spiega Diana. “L’attenzione e la disponibilità mostrate da Berlusconi, che ha ribadito l’impegno del Governo per affrontare le emergenze e i problemi strategici, primo tra tutti la carenza infrastrutturale, che paralizzano l’economia sarda, sono nei fatti, come dimostrano i confronti che si susseguono ormai a cadenza quotidiana in cui vengono trattate le diverse crisi industriali che colpiscono l’Isola”.

“Dall’altro lato”, conclude il capogruppo, “viene smentito chi sostiene che il presidente Cappellacci non si stia attivando con sufficiente decisione nei confronti dell’esecutivo nazionale: il nostro governatore sta sollecitando continuamente l’impegno del presidente Berlusconi e dei ministri chiamati ad occuparsi dei problemi della Sardegna. Il confronto costante tra i due esecutivi è un elemento di fondamentale importanza per elaborare delle strategie di uscita dalle emergenze isolane, come peraltro è stato sottolineato dallo stesso Berlusconi che ha garantito ancora una volta a Cappellacci la sua fiducia e il suo appoggio”.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Porcu attacca il centrodestra per coprire i disastri della giunta Soru

“L’incredibile attacco mosso oggi dall’on. Porcu ai danni della Giunta regionale e della maggioranza di centrodestra lascia sorpresi, più che per la tempistica natalizia che sa tanto di strenna per una minoranza sempre più in crisi di idee e di identità, per la dose di faccia tosta profusa nel tentativo di difendere l’indifendibile”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa diramato oggi pomeriggio dal consigliere regionale del Partito Democratico, Chicco Porcu.

“Non si può certo pensare che il centrodestra potesse, in appena dieci mesi di governo, far sparire i disastri fatti dalla giunta Soru in quattro anni e mezzo”, sottolinea Diana. “Eppure, per rimediare ai danni, molto è già stato fatto. In dieci mesi sono state approvate due leggi finanziarie ed un collegato. E’ in grado, l’on. Porcu, di indicarci quando il centrosinistra è riuscito a fare qualcosa di simile? E’ stata conquistata la certezza dei finanziamenti per la realizzazione della Sassari-Olbia, non certo per merito di un centrosinistra che sembra non saper far altro che gridare al presunto scippo del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, che in realtà non c’è mai stato. Le più gravi emergenze industriali, Alcoa e Vinyls su tutte, sono in via di risoluzione”.

“Per contro”, conclude il capogruppo, “ci ritroviamo con un’opposizione che continua a difendere a spada tratta il feticcio del Piano Paesaggistico Regionale, il mostro creato ad uso e consumo del governatore Renato Soru che tanto danno ha arrecato ai sardi e all’economia isolana. Se sono tutti qui gli argomenti su cui può puntare il centrosinistra, allora l’on. Porcu farebbe bene a preoccuparsi per lo stato di salute dell’opposizione, piuttosto che pensare ad attaccare la maggioranza”.

martedì, dicembre 22, 2009

Nucleare, no a facili allarmismi

“Come era ampiamente prevedibile, l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo per il ritorno dell’Italia all’energia nucleare ha dato il via a una serie di reazioni strumentali e dai toni allarmistici da parte del centrosinistra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Ben prima di aver letto i contenuti dello schema di decreto adottato dal Governo, numerosi esponenti dell’opposizione dotati di poteri di chiaroveggenza vogliono far credere di conoscere già i siti in cui saranno realizzate le centrali e i depositi di stoccaggio delle scorie”, prosegue Diana, “sebbene, a quanto è dato sapere, di tali siti nel decreto non vi sia alcuna traccia. E, come al solito, nella ‘lista nera’ diffusa dal centrosinistra non manca la Sardegna, o più precisamente l’Oristanese. Sa tutto di già sentito: le località individuate dall’opposizione sono sempre le stesse su cui, da mesi e mesi, a cadenza regolare si scatenano ridde di voci che hanno come unica finalità quella di terrorizzare i cittadini”.

“Sarebbe quantomeno opportuno che il centrosinistra abbandonasse la strategia del terrore”, conclude il capogruppo, “e assumesse atteggiamenti più responsabili. Solo così sarebbe possibile avere un confronto politico serio, ma soprattutto si eviterebbe di giocare cinicamente sulla pelle delle persone la partita della caccia al consenso elettorale”.

giovedì, dicembre 17, 2009

Lettera Pisanu a sindacati, utile contributo al dibattito sulla crisi

“La lettera inviata dal senatore Beppe Pisanu alle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil può rappresentare un utile contributo al dibattito sul superamento della crisi economica e sulla ripresa dello sviluppo in Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “La preoccupazione mostrata dal Senatore per l’emergenza occupazionale è senza dubbio condivisibile, sebbene certi toni allarmistici sembrino adombrare qualche limite nella fiducia nei confronti dell’esecutivo regionale”.

“Il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il suo esecutivo e la maggioranza che li sostiene si stanno adoperando quotidianamente per cercare di risolvere le emergenze che investono la Sardegna”, sottolinea Diana. “La finanziaria regionale approvata entro i termini stabiliti dalla legge è una risposta importante in un momento che richiede una maggiore efficienza nella spesa pubblica. Ma non solo, perché l’impegno della Regione nei confronti del Governo nazionale per la rinegoziazione del patto di stabilità, per lo sblocco delle risorse necessarie per la realizzazione di opere pubbliche fondamentali come la Sassari-Olbia e per il salvataggio delle industrie in crisi è sotto gli occhi di tutti e i risultati stanno cominciando ad arrivare. E’ la dimostrazione che il lavoro paga, che concentrare le energie su obiettivi concreti anziché disperderle nelle solite polemiche può rappresentare la chiave per risolvere i problemi dell’Isola”.

“Davanti ai primi risultati riportati nel confronto con il Governo”, conclude il capogruppo, “non mi sembra si possa dire che la Regione parla con voce flebile sullo scenario politico nazionale, grazie anche all’impegno dei parlamentari sardi ed in particolare di quelli del centrodestra, la cui fattiva collaborazione alle iniziative portate avanti dalla Regione fa sì che il loro ruolo di rappresentanti del territorio si traduca in un contributo concreto per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo in Sardegna”.

mercoledì, dicembre 16, 2009

Chiesto intervento della Regione per impianto climatizzazione Tribunale Oristano

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Carta, per chiedere che la Regione realizzi un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, che da anni deve fare i conti con il malfunzionamento del vecchio impianto, risalente agli anni Novanta.

L’impianto attuale, realizzato con tecnologie ormai obsolete, non è esteso all’intero edificio: il vano scala, i corridoi e le aule per le udienze sono privi di climatizzazione e ciò ha determinato, nel corso degli anni, un sovraccarico dell’impianto ed il suo conseguente deterioramento. Oggi, l’impianto è funzionante solo per il 40 per cento, il che comporta gravi disagi per i magistrati, il personale e l’utenza. Nei mesi estivi, in particolare nelle aule per le udienze, si raggiungono temperature superiori ai 30° e spesso si verificano malori causati dal caldo. I ripetuti interventi di riparazione effettuati non hanno portato a nulla. “Lo stato di obsolescenza e la capacità di funzionamento ridotta”, si legge nell’interrogazione, “rendono inutili interventi parziali e appare pertanto improcrastinabile la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione, in linea con l’attuale livello tecnologico, prevedendo il ricorso alle energie rinnovabili quali pannelli solari da installare sul tetto dell’edificio”.

Diana chiede perciò all’assessore Carta, come ha già fatto con una lettera il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, nel luglio scorso, che la Giunta regionale “disponga la somma necessaria, stimata in circa 700 mila euro, e provveda alla realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, eventualmente considerando la possibilità di affidare in concessione la progettazione esecutiva, la realizzazione dei lavori e la successiva gestione funzionale dell’impianto”, così come previsto dalla normativa regionale sugli appalti pubblici.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di funzionamento dell’impianto di climatizzazione del Palazzo di Giustizia di Oristano



Il sottoscritto,


PREMESSO che l’impianto di climatizzazione del Palazzo di Giustizia di Oristano è stato realizzato intorno alla metà degli anni Novanta con tecnologie oggi obsolete e che detto impianto non è esteso all’intero edificio: il vano scala, i corridoi e le aule per le udienze sono privi di climatizzazione, situazione che ha determinato, nel corso degli anni, un sovraccarico dell’impianto ed il suo conseguente deterioramento;


CONSIDERATO che, allo stato attuale, solo il 40 per cento dell’impianto di climatizzazione è funzionante e che ciò comporta gravi disagi per i magistrati, per il personale e per l’utenza, limitando di fatto l’efficienza del servizio offerto dagli uffici giudiziari;


SOTTOLINEATO che, nei mesi estivi, in modo particolare nelle aule per le udienze, si raggiungono temperature superiori ai 30° e che sovente si verificano casi di malori causati dal caldo;


VALUTATO che, nel corso degli anni, l’impianto è stato sottoposto a ripetuti interventi di riparazione senza che ne sortisse alcun risultato;


VERIFICATO che, come è stato puntualmente segnalato dal sindaco di Oristano all’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici nello scorso mese di luglio, lo stato di obsolescenza e la capacità di funzionamento ridotta ad appena il 40 per cento rendono inutili interventi parziali per il ripristino dell’impianto e che appare pertanto improcrastinabile la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione, in linea con l’attuale livello tecnologico, prevedendo il ricorso alle energie rinnovabili quali pannelli solari da installarsi sul tetto dell’edificio;



CHIEDE DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici

affinché riferisca


Se non ritenga opportuno valutare che la Giunta regionale disponga la somma necessaria, stimata in circa Euro 700.000, e provveda alla realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione nel Palazzo di Giustizia di Oristano, eventualmente considerando la possibilità di affidare in concessione, ai sensi dell’art. 34 della L.R. 7 agosto 2007, n. 5, la progettazione esecutiva, la realizzazione dei lavori e la successiva gestione funzionale dell’impianto.

martedì, dicembre 15, 2009

Solidarietà al presidente Berlusconi per l'aggressione subita sabato sera

L’offesa fisica arrecata nella serata di sabato al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, ha suscitato la condanna del mondo politico e della pubblica opinione. È opportuno significare - senza se e senza ma - la condanna unanime per un evento che, ancorché isolato, suscita viva preoccupazione, specie alla luce di talune dichiarazioni che di certo non fanno onore a chi - ritenuta esecrabile l’offesa - poco dopo si abbandona a spiegazioni e dietrologie che legittimano ed avallano de facto quanto è accaduto.

Quando il bersaglio della polemica è una persona, quando l’obiettivo è quello di distruggere l’interlocutore, la polemica cessa di essere una manifestazione della dialettica. L’imbarbarimento dei toni sfocia in una gestualità inaccettabile, che non appartiene alla civiltà democratica. Occorre segnare marcatamente questo confine, per evitare manifestazioni che rimanderebbero alle stagioni più tristi dei decenni trascorsi.

Un gesto gravissimo ed incivile, sinonimo d’intolleranza: quanto è avvenuto rappresenta un disvalore che non appartiene al popolo italiano e che è totalmente estraneo a chi è chiamato a rappresentarlo nella massima istituzione autonomistica. In qualità di consigliere regionale e di capogruppo del partito di maggioranza relativa, sento dunque l’obbligo morale – e non solo formale – di manifestare al Presidente del Consiglio dei Ministri la più profonda solidarietà unendo a ciò fervidi auguri di pronta guarigione.

Quanto è accaduto è motivo di riflessione per tutti. Mi rammarica che le vicende nazionali rimbalzino sulle prime pagine e nei titoli dei network mondiali per fatti di tale gravità. Non di meno mi rattrista pensare che il gesto di uno squilibrato - come affermano analisti e commentatori – appaia o sia l’effetto, in questo caso incidentale, di un clima di violenza verbale e concettuale, percepito facilmente anzitutto dalla sensibilità del comune cittadino.

Una nota dell’Osservatore Romano avverte il pericolo che «tutto possa riprendere allo stesso modo, e che il pesante souvenir del Duomo scagliato sul viso del Presidente del Consiglio sia considerato, tutto sommato, un fenomeno fisiologico del confronto politico». Questa lettura, la si consideri valida o meno, chiama ciascuno di noi ad uno sforzo dialettico ed una collegiale assunzione di responsabilità.

Ora più che mai – nel linguaggio, nel commento, nella difesa tenace ma non oltraggiosa delle rispettive posizioni politiche – è auspicabile che si cerchi di non superare il livello di guardia. Non di meno mi persuade quanto affermato dal Ministro della Giustizia a proposito del fatto che il gesto di un folle non possa né debba essere derubricato come una semplice azione di demenza: la complessità dell’avvenimento ci vincola a leggere con maggiore intelligenza il segnale di un sillogismo che, d’altro canto, rischia di apparire pervicace e pericoloso.

Una lettura manichea della lotta politica sembra avallare l’idea che il nemico ha un nome, l’avversario ha un volto: il passo è breve perché a ciò segua l’emulazione dell’offesa, prima verbale, poi addirittura fisica. Rifiutare e condannare la violenza significa creare le condizioni per ristabilire con immediatezza il clima di civiltà politica e di sociale rispetto verso l’altro.

È invece disprezzabile motivare l’offesa fisica e l’insulto sistematico e personale collegando queste manifestazioni d’odio con la congiuntura sociale. Vi è chi non ha avuto la forza di sottrarsi a questa lettura. La cosa si commenta da sola ma spiace che ciò abbia affermato addirittura chi ha maturato una rodata esperienza politica e di gestione della cosa pubblica. Ognuno - del resto - sa in coscienza quanto ha fatto e fa per alimentare l’estremizzazione del confronto. Dispiace perciò udire talune affermazioni che da un lato manifestano la solidarietà al premier e dall'altro annoverano tra gli artefici di questo clima il Capo del Governo, pregandolo di non fare la vittima.

Episodi come quello accaduto a Milano richiedono l’impegno di tutte le Istituzioni democratiche. La sensazione che questa triste pagina arrechi danno alla convivenza democratica obbliga ad operare affinché si contrasti tenacemente il ripetersi di questi accadimenti. Disinnescare con fermezza l’accentuarsi di un’eccitazione - dovuta ad atteggiamenti talora non estranei alla politica - ammonisce tutti e ciascuno ad un maggiore e più solerte controllo.

La solidarietà al Presidente del Consiglio porta ad affermare energicamente la condanna di un attacco alla persona e l’offesa al ruolo istituzionale che essa rappresenta, ripudiando l’intolleranza che mette a repentaglio il confronto civile e contrastando risolutamente forme di violenza che, come ha affermato il Capo dello Stato, in un passato non lontano l’Italia ha conosciuto, pagando un prezzo salatissimo per tutelare la conquista della libertà e della democrazia.

Da polo universitario Sardegna Centrale occasione di sviluppo per le zone interne

“Con la futura istituzione del polo universitario della Sardegna Centrale, le istanze di sviluppo delle zone interne dell’Isola avranno una prima, importante risposta”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’impegno profuso dai consiglieri regionali del territorio, di entrambi gli schieramenti politici, ha fatto sì che l’Aula facesse proprio un concetto di capitale importanza: che la conoscenza è alla base dello sviluppo economico”, sottolinea Diana. “Per questo era necessario che l’Assemblea desse il via libera alla nascita del consorzio universitario unificato di Oristano e Nuoro: non soltanto per difendere l’esistenza di corsi di laurea, anche di eccellenza nazionale come quello in Archeologia subacquea con sede ad Oristano, perennemente a rischio chiusura, ma affinché l’Università possa rafforzare la sua presenza nel territorio, potenziando la propria offerta formativa in un’ottica di razionalizzazione e contenimento dei costi”.

“Con l’istituzione del polo universitario della Sardegna Centrale”, conclude il capogruppo, “sarà più agevole l’accesso ai corsi da parte degli studenti ed in particolare di quelli meno abbienti, ed il sistema produttivo locale potrà contare su un maggiore bagaglio di conoscenze. L’Università potrà così rivelarsi un elemento fondamentale per lo sviluppo economico e la lotta allo spopolamento”.

venerdì, dicembre 11, 2009

Bilancio, da Corte dei Conti chiarezza su politiche della giunta Soru

“L’udienza di parificazione dei bilanci regionali 2007 e 2008, che si è svolta stamani davanti alla sezione di Cagliari della Corte dei Conti, ha fatto chiarezza sulla reale portata delle cosiddette ‘politiche di risanamento’ portate avanti nella scorsa legislatura dalla Giunta regionale presieduta da Renato Soru”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “La Corte dei Conti ha dimostrato quanto l’allora opposizione di centrodestra ha sempre denunciato: per risanare il bilancio non bastano i proclami, servono azioni concrete”.

“I dati messi in luce dalla relazione della Corte, in particolare il peggioramento del saldo di bilancio e la crescita della spesa corrente superiore all’incremento delle entrate, mostrano l’insuccesso delle politiche messe in atto dal centrosinistra”, prosegue Diana. “Non soltanto il tanto sbandierato risanamento non c’è stato, ma le condizioni di salute delle casse regionali sono andate progressivamente peggiorando, lasciando in eredità al centrodestra una situazione che necessita di interventi decisivi per evitare che il bilancio della Regione continui ad essere ingessato dai debiti e dall’enorme mole di residui. Il dato delle risorse disponibili dalle entrate finali a copertura delle spese per investimenti, fermo al 45 per cento nel 2007 e sceso addirittura al 20 per cento nel 2008, è a dir poco drammatico se valutato alla luce dell’attuale situazione di crisi economica, che richiede interventi finanziari rapidi ed efficaci da destinare soprattutto al superamento del gap infrastrutturale”.

“La presentazione e l’ormai certa approvazione della finanziaria 2010 entro i termini stabiliti dalla legge sono un primo passo verso il recupero della capacità di spesa, indispensabile per ridurre il formarsi di nuovi residui”, conclude il capogruppo. “Le indicazioni della Corte dei Conti, però, ci dicono che c’è ancora molto da fare per risanare la situazione debitoria e per accelerare l’erogazione delle risorse. La revisione dei residui e la rinegoziazione del patto di stabilità, già avviate dall’esecutivo, sono risposte importanti, soprattutto se affiancate a misure finalizzate a snellire ed accelerare le procedure di spesa”.

martedì, dicembre 08, 2009

Nucleare, dai Verdi vecchie notizie e solite strumentalizzazioni

“Ancora una volta assistiamo all’ennesimo tentativo di riesumare la vecchia lista di siti deputati ad ospitare le centrali nucleari italiane, redatta dall’Enea negli anni Settanta, spacciandola come una notizia nuova di zecca per utilizzarla come arma politica da usare contro il Governo nazionale e la Giunta regionale di centrodestra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il presunto elenco di possibili siti nucleari reso noto oggi dal Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli.

“Il maldestro tentativo di fomentare la paura del nucleare in Sardegna, indicando Oristano tra i siti che potrebbero ospitare le nuove centrali nucleari, è un’arma che la sinistra ambientalista tira fuori all’approssimarsi di ogni tornata elettorale, con quali risultati è sotto gli occhi di tutti”, sottolinea Diana. “La verità è che il terrorismo psicologico non funziona più. A furia di gridare: ‘Al lupo!’, i Verdi hanno finito per giocarsi la loro credibilità. Chiunque può facilmente rendersi conto che le località che vengono sbandierate a cadenza regolare sono sempre le stesse da anni e che coincidono in massima parte con quelle individuate dall’allora Cnen, poi divenuto Enea. L’idea che un elenco stilato negli anni Settanta possa essere ritenuto valido ancora oggi, senza bisogno di alcun nuovo studio, fa quantomeno sorridere”.

“La verità è quella con cui l’Enel ha smentito la nota dei Verdi”, conclude Diana, “vale a dire che l’iter per l’individuazione dei siti candidati ad ospitare le centrali è ancora molto lungo e che al momento non è possibile alcuna indiscrezione, dal momento che ancora non esiste alcuna ipotesi. Qualsiasi tentativo di indicare la Sardegna tra le località in cui saranno costruite le centrali va pertanto liquidato come pura disinformazione di chi cerca di recuperare consensi tra gli elettori fomentando paure ingiustificate”.

giovedì, novembre 26, 2009

Gruppo Pdl, soddisfazione per accordo su vertenza Alcoa

“L’accordo concluso oggi a Roma in merito alla vertenza Alcoa dimostra come le mobilitazioni unitarie della classe politica sarda siano ben più utili per raggiungere risultati concreti di quanto possano esserlo le sterili contrapposizioni strumentali che spesso caratterizzano il confronto tra gli schieramenti”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà, Mario Diana, a nome dell’intero gruppo consiliare.

“La decisione di Alcoa di sospendere l’avvio delle procedure di cassa integrazione”, sottolinea Diana, “non può certo essere accolta come la soluzione definitiva ai problemi dello stabilimento di Portovesme, ma rappresenta il raggiungimento di un obiettivo parziale necessario per avere il tempo di mettere in campo gli strumenti con i quali si punta a risolvere l’annoso problema delle tariffe energetiche”.

“Per questo, il gruppo del Pdl si dichiara soddisfatto per l’accordo di oggi”, conclude il capogruppo, “che dimostra ancora una volta quanto il Governo nazionale e quello regionale si stiano adoperando nel tentativo di dare risposte alle crisi industriali che investono la Sardegna”.

martedì, novembre 17, 2009

Soddisfazione per approvazione manovra in Commissione Bilancio

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, si è detto “soddisfatto” per l’approvazione della manovra finanziaria da parte della Commissione Bilancio, avvenuta questa sera. “Con il voto sul provvedimento, la maggioranza, che ha votato compatta a favore della manovra presentata dalla Giunta, ha mantenuto fede all’impegno di rispettare i tempi di legge previsti per l’approvazione del bilancio”, sottolinea Diana. “Sono certo che, anche nel passaggio in Aula, la coalizione si impegnerà a lavorare unita per l’obiettivo comune, che è quello di dare alla Sardegna, per la prima volta nella storia dell’Autonomia, una finanziaria regionale approvata entro il 31 dicembre”.

Ringraziamento ad Assessore Industria dimissionario

Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale della Sardegna Mario Diana, anche a nome del gruppo, esprime “il più vivo ringraziamento e apprezzamento per il lavoro intenso e difficile svolto in questi otto mesi dall’assessore Andreina Farris”.

“Le numerose vicende e vertenze affrontate dalla Farris in un momento di crisi come quello che sta vivendo la Sardegna – afferma Diana - sono avviate a conclusione positiva grazie alla professionalità, alle capacità politiche e di mediazione della Farris. Siamo certi – conclude il capogruppo – che l’impostazione di lavoro avviata dalla Farris troverà sicuramente riscontri nell’immediato futuro”.

Tasse sul lusso, da Corte europea parola fine a operazione irresponsabile

“Con la sentenza odierna della Corte di giustizia europea del Lussemburgo si è posta una volta per tutte la parola fine sulle cosiddette ‘tasse sul lusso’ introdotte nella scorsa legislatura dal governatore Renato Soru. Quello della Corte europea è un pronunciamento atteso che conferma ancora una volta quanto fosse giusta e necessaria la strenua opposizione fatta dal centrodestra contro le imposte regionali sul turismo”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“I rilievi mossi dai magistrati del Lussemburgo dimostrano quanto quella voluta da Soru sia stata un’operazione irresponsabile, mossa unicamente da motivazioni ideologiche e di marketing elettorale e messa in pratica in spregio dei diritti costituzionali dei cittadini e di tutte le norme vigenti, a livello sia nazionale che comunitario”, sottolinea Diana. “Bene ha fatto il centrodestra, perciò, ad abrogare le tasse non appena si è trovato a governare la Regione, ricostituendo così lo stato di diritto ed evitando ulteriori danni di immagine all’industria turistica isolana”.

venerdì, novembre 13, 2009

Regione, bene il nuovo modello di continuità territoriale aerea

“Il nuovo modello di continuità territoriale aerea anticipato oggi dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, è esattamente ciò di cui i sardi avevano bisogno per superare il fallimentare modello Soru con cui hanno dovuto fare i conti negli ultimi anni”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Nella scorsa legislatura si è cercato di spacciare per continuità territoriale un sistema fatto di tariffe elevate, ridotta disponibilità di voli, orari impossibili e disfunzioni a non finire”, sottolinea Diana. “Il nuovo modello in via di elaborazione sembra invece in grado di rispondere alle esigenze dei sardi, garantendo prezzi da vera continuità territoriale, consentendo di muoversi da e per la Sardegna con un costo paragonabile a quello che si sostiene per percorrere le stesse distanze sul territorio della Penisola, e assicurando un’ampia disponibilità di voli e destinazioni. L’estensione della continuità territoriale a tutti i cittadini dell’Unione Europea, inoltre, sarà un formidabile volano per lo sviluppo dell’industria turistica sarda, oggi frenata anche dai costi proibitivi dei biglietti aerei”.

“La rimodulazione del trasporto ferroviario, che sarà decisa la prossima settimana dall’esecutivo, va a completare il quadro di un generale ridisegno del sistema dei trasporti in Sardegna, cui si aggiungerà entro breve tempo anche il nuovo regime di continuità territoriale marittima che farà seguito alla privatizzazione della Tirrenia”, conclude il capogruppo. “In pochi mesi, la giunta Cappellacci sta realizzando, di concerto con il Governo, quanto il precedente esecutivo di centrosinistra non è riuscito a fare in quasi cinque anni alla guida della Regione”.

giovedì, novembre 12, 2009

Eolico off-shore, opposizione Regione spazza via polemiche strumentali

“Con l’atto di opposizione formale presentato oggi alla Capitaneria di Porto di Oristano, la Giunta regionale ha dimostrato di non essersi affatto disinteressata al problema delle centrali eoliche off-shore che minacciano di deturpare la costa oristanese, al contrario di quanto hanno strumentalmente affermato a più riprese vari esponenti del centrosinistra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’esecutivo ha agito di conseguenza rispetto al pronunciamento del Consiglio regionale e alla linea della coalizione di centrodestra che governa la Regione”, sottolinea Diana. “Ci siamo sempre battuti per la tutela dell’ambiente e del paesaggio, e pertanto non possiamo accettare scempi come quelli di Sassu e di Is Arenas, per giunta in nome di interessi economici che appaiono tutt’altro che trasparenti. Il tempo trascorso prima che la Giunta regionale formalizzasse il suo parere negativo non è andato sprecato ma è servito per approfondire tutti gli aspetti di una materia assai delicata, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche da quello giuridico. Come avrebbe reagito l’opposizione se l’esecutivo avesse presentato i suoi rilievi in tutta fretta per poi vederseli respinti a causa di un esame troppo superficiale delle normative in materia?”

“Quanto fatto oggi dalla Giunta dimostra come fossero strumentali le polemiche dell’opposizione”, conclude il capogruppo. “La vicenda, però, non si esaurisce oggi: bisogna mantenere alta l’attenzione per tutto l’iter autorizzativo degli impianti che speriamo, anche a seguito delle rassicurazioni avute dal Ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, sia destinato a concludersi con un pronunciamento negativo. Fino ad allora, sarebbe opportuno che le forze politiche garantissero un impegno unitario anziché sprecare tempo ed energie in polemiche sterili come quelle sul presunto disimpegno della Regione”.

giovedì, novembre 05, 2009

Crisi Alcoa, Regione e Governo intervengano per salvare l’industria nel Sulcis

Un intervento da parte della Regione e del Governo, nella persona del Ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per assicurare all’Alcoa di Portovesme tariffe energetiche agevolate, per scongiurare un pronunciamento negativo della Commissione Europea contro l’attuale regime di agevolazioni tariffarie e, più in generale, per salvare l’industria nel Sulcis-Iglesiente: è quello che chiede il consigliere regionale del Popolo Della Libertà, Giorgio Locci, insieme al capogruppo Mario Diana, in un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’Assessore regionale all’Industria, Andreina Farris.

L’interrogazione è incentrata soprattutto su una data, quella del 17 novembre. Tra dodici giorni, infatti, scadrà l’attuale regime tariffario agevolato per l’acquisto dell’energia elettrica da parte dell’Alcoa e l’azienda ha comunicato che, da quella data, il sito di Portovesme sarà messo in ‘fermata tecnica’. Nei prossimi giorni è inoltre previsto il pronunciamento della Commissione Europea sulla procedura di infrazione aperta nel 2006 contro la legge nazionale che concede i benefici tariffari all’Alcoa, che potrebbe prefigurare un aiuto di Stato non ammesso dalle norme comunitarie. La cessazione delle agevolazioni, si legge nell’interrogazione, “comporterebbe per lo stabilimento una perdita mensile stimata in circa 8 milioni di euro”, mentre l’eventuale pronunciamento negativo in sede europea, “ritenuto allo stato attuale molto probabile”, “comporterebbe l’obbligo di restituzione di una somma fino ad un massimo di 600 milioni”. Perciò la fermata tecnica dello stabilimento “è destinata a tramutarsi in una chiusura definitiva”, “con conseguente perdita del posto di lavoro da parte dei quasi 2 mila dipendenti”.

I due consiglieri ricordano il tentativo fatto con l’istituzione del Virtual power plant che, “secondo gli impegni assunti dal Ministero, avrebbe dovuto consentire l’acquisto di energia elettrica a prezzo agevolato”, ma che ha rivelato “la sua inadeguatezza”. Scajola “ha successivamente dichiarato di avere elaborato una nuova strategia di intervento” e che la avrebbe illustrata nella sua visita in Sardegna programmata per il 3 novembre. Rinviata la visita per problemi di salute del Ministro, senza che “nessun sottosegretario, dirigente o funzionario” sia stato inviato nell’Isola per illustrare la nuova strategia, il personale dell’Alcoa, “esasperato dal concreto pericolo di perdere il posto di lavoro, ha dichiarato lo stato di mobilitazione, inscenando diverse iniziative di protesta tra Portovesme e Cagliari con modalità che destano preoccupazione anche per l’incolumità degli stessi lavoratori”. In un contesto simile, la Regione, sottolineano Locci e Diana, deve “intervenire con la massima urgenza per garantire la preservazione del tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente, interessato da una crisi industriale senza precedenti che riguarda non soltanto la Alcoa ma altre importanti realtà e che mette a rischio svariate migliaia di posti di lavoro”.

I due interroganti chiedono dunque al presidente Cappellacci e all’assessore Farris cosa la Giunta regionale intende fare, di concerto con il Ministero, per “scongiurare la chiusura dello stabilimento Alcoa e, più in generale, per garantire la preservazione del tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente”. I due chiedono inoltre all’esecutivo di attivarsi presso il Dicastero dello Sviluppo economico “affinché siano immediatamente varate misure straordinarie e di rapida efficacia finalizzate a consentire, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato alle imprese, l’approvvigionamento di energia elettrica con tariffe agevolate da parte della Alcoa” e perché “siano assunti tutti gli atti necessari ad evitare il pronunciamento negativo della Commissione Europea sulla procedura di infrazione”.



INTERROGAZIONE URGENTE LOCCI – DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi dello stabilimento Alcoa di Portovesme



Il sottoscritto,


PREMESSO che la dirigenza della Alcoa, società multinazionale che opera nel settore della produzione di alluminio primario, ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di sottoporre a fermata tecnica il proprio stabilimento di Portovesme a partire dal 17 novembre p.v., a causa dei costi eccessivi di produzione determinati dal prezzo dell’energia elettrica;


CONSIDERATO che il 17 novembre p.v. scadrà il regime tariffario agevolato per l’acquisto di energia elettrica concesso alla Alcoa sin dall’acquisizione dello stabilimento di Portovesme in applicazione della L. 14 maggio 2005, n. 80, e che è previsto a giorni il pronunciamento della Commissione Europea sulla procedura di infrazione aperta nel 2006 relativamente all’applicazione della legge citata, che potrebbe rientrare tra gli aiuti di Stato alle imprese non ammessi dalla normativa comunitaria;


VALUTATO che la cessazione delle agevolazioni tariffarie comporterebbe per lo stabilimento una perdita mensile stimata in circa Euro 8.000.000, mentre un eventuale pronunciamento negativo da parte della Commissione Europea, ritenuto allo stato attuale molto probabile, comporterebbe l’obbligo di restituzione di una somma fino ad un massimo di Euro 600.000.000;


VERIFICATO che ciascuna delle eventualità di cui sopra comporterebbe l’immediata cessazione dell’attività dello stabilimento e che la fermata tecnica annunciata dalla dirigenza aziendale è destinata a tramutarsi in una chiusura definitiva del sito produttivo, con conseguente perdita del posto di lavoro da parte dei quasi 2.000 dipendenti;


SOTTOLINEATO che, con l’entrata in vigore della L. 23 luglio 2009, n. 99, è stato istituito il meccanismo del Virtual power plant che, secondo gli impegni assunti dal Ministero per lo Sviluppo economico, avrebbe dovuto consentire l’acquisto di energia elettrica a prezzo agevolato da parte delle industrie cosiddette ‘energivore’ come la Alcoa;


ATTESTATO che, subito dopo l’entrata in vigore della norma di cui sopra, è stata verificata la sua inadeguatezza rispetto alla finalità prevista: non soltanto l’applicazione del Virtual power plant non dovrebbe comportare una riduzione delle tariffe energetiche ma potrebbe tradursi addirittura in un loro incremento;


PRESO ATTO che il Ministro per lo Sviluppo economico ha successivamente dichiarato di avere elaborato una nuova strategia di intervento per consentire alla Alcoa l’approvvigionamento di energia elettrica a condizioni agevolate e che avrebbe illustrato tale strategia nella sua visita in Sardegna programmata per il 3 novembre u.s.;


PRESO ATTO ALTRESI’ che il Ministro ha rinviato a data da destinarsi, adducendo ragioni di salute, la sua visita in Sardegna, che nessun sottosegretario, dirigente o funzionario è stato inviato nell’Isola per illustrare la nuova strategia del Ministero in materia di tariffe agevolate per le industrie ‘energivore’ e che, in conseguenza di ciò, il personale dello stabilimento Alcoa, esasperato dal concreto pericolo di perdere il posto di lavoro, ha dichiarato lo stato di mobilitazione, inscenando diverse iniziative di protesta tra Portovesme e Cagliari con modalità che destano preoccupazione anche per l’incolumità degli stessi lavoratori;


RITENUTO che la Regione debba intervenire con la massima urgenza al fine di garantire la preservazione del tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente, interessato da una crisi industriale senza precedenti che riguarda non soltanto la Alcoa ma altre importanti realtà quali Portovesme Srl, Otefalsail e Rockwool, e che mette a rischio svariate migliaia di posti di lavoro;



CHIEDE DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Industria

affinché riferiscano


  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, di concerto con il Ministero per lo Sviluppo economico, al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento Alcoa di Portovesme e, più in generale, di garantire la preservazione del tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare presso il Ministero per lo Sviluppo economico affinché siano immediatamente varate misure straordinarie e di rapida efficacia finalizzate a consentire, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato alle imprese, l’approvvigionamento di energia elettrica con tariffe agevolate da parte della Alcoa;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare presso il Ministero per lo Sviluppo economico affinché siano assunti tutti gli atti necessari ad evitare il pronunciamento negativo della Commissione Europea sulla procedura di infrazione relativa alla L. n. 80/2005.