venerdì, ottobre 12, 2007

La Giunta taglia tutte le organizzazioni di produttori lattiero-caseari bovini. Tranne una

Per quale motivo la Giunta regionale, nell’approvare i requisiti minimi per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, per il comparto lattiero-caseario bovino ha fissato valori talmente elevati da consentire a una sola delle organizzazioni operanti in Sardegna di ottenere il riconoscimento? Lo chiedono i consiglieri regionali del gruppo di Alleanza Nazionale in un’interpellanza, con primo firmatario l’on. Mario Diana, all’Assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Foddis.

I consiglieri della destra fanno riferimento alla normativa nazionale, che fissa in cinque il numero minimo di produttori associati necessario per ottenere il riconoscimento e in un milione di euro il volume minimo di produzione commercializzata, per tutte le produzioni lattiero-casearie. La legge nazionale concede inoltre alle Regioni il potere di aumentare i requisiti minimi fissati dallo Stato. In Sardegna, la Giunta ha approvato lo scorso 17 luglio la delibera con cui stabilisce i requisiti minimi per le organizzazioni di produttori sardi, portando quelli per il comparto lattiero-caseario bovino a 350 produttori aderenti e 125 milioni di euro di volume minimo di produzione commercializzata. Il secondo requisito è incrementato del 2.500 per cento rispetto a quello fissato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

“I requisiti minimi fissati dalla Giunta regionale appaiono del tutto sproporzionati rispetto alle dimensioni del comparto bovino sardo”, si legge nell’interrogazione, che sottolinea inoltre come per gli altri comparti il volume minimo di produzione commercializzata non arrivi mai a superare i 30 milioni di euro. Inoltre, “i requisiti minimi fissati dalla Giunta, a quanto risulta, potrebbero essere rispettati da una sola delle organizzazioni di produttori del comparto oggi esistenti e porterebbero dunque alla revoca del riconoscimento a soggetti cooperativi importanti e consolidati, in particolare delle zone interne”. Tale revoca comporterebbe “la loro esclusione dai contributi specifici previsti per le organizzazioni di produttori, oltre a privarle del loro ruolo di fondamentale importanza nella programmazione della produzione, nella stabilizzazione dei prezzi e nel supporto alla commercializzazione, a tutto svantaggio dei produttori”.

Il gruppo di An chiede perciò a Foddis per quali ragioni e sulla base di quali dati la Giunta ha ritenuto di fissare requisiti così elevati per le organizzazioni di produttori del comparto lattiero-caseario bovino e la revoca della delibera o quantomeno una sua rettifica con una rimodulazione dei requisiti.



INTERPELLANZA DIANA – LIORI – ARTIZZU – MORO – SANNA Matteo sulle direttive in materia di organizzazioni di produttori agricoli emanate dalla Giunta regionale con Del. n. 27/16 del 17 luglio 2007


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Il D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 102, ha introdotto norme per la regolamentazione delle organizzazioni di produttori agricoli;

  • L’art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 102/2005 attribuisce al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali il potere di stabilire per decreto il numero minimo di produttori aderenti e il volume minimo di produzione commercializzata per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori;

  • L’art. 3, comma 5, del D.Lgs. n. 102/2005 attribuisce alle Regioni il potere di stabilire limiti superiori a quelli indicati dal Ministro nel decreto di cui sopra;


CONSIDERATO che

  • Con Decreto 12 febbraio 2007, n. 85, il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ha fissato i requisiti minimi per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori;

  • Relativamente alle organizzazioni di produttori lattiero-caseari, il decreto di cui sopra stabilisce i requisiti minimi di 5 produttori aderenti e 1.000.000 Euro di volume minimo di produzione commercializzata;


PRESO ATTO che

  • Con Del. n. 27/16 del 17 luglio 2007, la Giunta regionale ha fissato i requisiti minimi per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori;

  • Relativamente alle organizzazioni di produttori lattiero-caseari del comparto bovino, la delibera di cui sopra stabilisce i requisiti minimi di 350 produttori aderenti e 125.000.000 Euro di volume minimo di produzione commercializzata;


VALUTATO che

  • I requisiti minimi fissati dalla Giunta regionale appaiono del tutto sproporzionati rispetto alle dimensioni del comparto bovino sardo e peraltro il volume minimo di produzione commercializzata non è neppure lontanamente paragonabile ai volumi minimi fissati per i diversi altri comparti di produzione, per nessuno dei quali si arriva a superare i 30.000.000 Euro;

  • I requisiti minimi fissati dalla Giunta, a quanto risulta, potrebbero essere rispettati da una sola delle organizzazioni di produttori del comparto oggi esistenti e porterebbero dunque alla revoca del riconoscimento a soggetti cooperativi importanti e consolidati, in particolare delle zone interne;

  • La revoca del riconoscimento a tali realtà comporterebbe la loro esclusione dai contributi specifici previsti per le organizzazioni di produttori, oltre a privarle del loro ruolo di fondamentale importanza nella programmazione della produzione, nella stabilizzazione dei prezzi e nel supporto alla commercializzazione, a tutto svantaggio dei produttori;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Agricoltura

affinché riferisca

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di fissare in 125.000.000 Euro il volume minimo di produzione commercializzata necessario per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, incrementando del 2500% il volume minimo stabilito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;

  • Sulla base di quali dati la Giunta regionale ritiene che tale volume minimo di produzione commercializzata sia realisticamente compatibile con le dimensioni del comparto bovino sardo;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di revocare la Del. n. 27/16 del 17 luglio 2007 o, in alternativa, di rettificarla rimodulando i requisiti minimi richiesti per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori lattiero-caseari del comparto bovino.

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