sabato, gennaio 27, 2007

Salviamo la cantina sociale di Marrubiu

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di dissesto finanziario in cui versa la cantina sociale ‘Quattro Mori’ di Marrubiu


I sottoscritti,


PREMESSO che, ormai da alcuni anni, la cantina sociale ‘Quattro Mori’ di Marrubiu versa in una grave situazione di dissesto finanziario che ha portato al suo commissariamento e che determina un’imminente pericolo di chiusura;

CONSIDERATO che la cantina sociale di cui sopra conta l’affiliazione di numerose aziende agricole di piccole dimensioni, in un territorio comprendente i Comuni di Marrubiu, Arborea, Terralba, San Nicolo d’Arcidano, Uras e i centri limitrofi, per complessivi 900 ettari di vigneti;

VERIFICATO che molte delle aziende affiliate alla cantina sociale di Marrubiu sono di proprietà di persone anziane, che trovano nei ricavi della produzione vinicola un’indispensabile fonte di sostentamento che verrebbe meno con la chiusura della cantina;

PRESO ATTO che la situazione di dissesto finanziario in cui versa la cantina sociale di Marrubiu è tale che i pagamenti nei confronti degli agricoltori sono sospesi ormai da alcuni anni, con pesanti conseguenze sul tessuto socio-economico di un territorio peraltro affetto da un grave ritardo di sviluppo e da un elevato tasso di disoccupazione;

SOTTOLINEATO che la cantina sociale di Marrubiu è una realtà consolidata nel panorama vitivinicolo regionale e nazionale, come testimoniano i riconoscimenti ottenuti dalle sue produzioni, come il prestigioso Oscar della Douja d’Or, assegnatole lo scorso anno in occasione della quarantesima edizione del salone nazionale di vini selezionati Douja d’Or di Asti;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Agricoltura

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di contribuire al risanamento finanziario e al rilancio produttivo della cantina sociale Quattro Mori di Marrubiu;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché la cantina sociale di Marrubiu possa provvedere con la massima celerità a erogare i pagamenti arretrati nei confronti degli agricoltori;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di dare adeguata valorizzazione e promozione alla pregiata produzione vitivinicola del territorio di Marrubiu;

  • Se non ritenga opportuno convocare i sindaci dei Comuni in cui hanno sede le aziende affiliate alla cantina sociale di Marrubiu, al fine di coinvolgerli nelle decisioni riguardanti il risanamento e il rilancio della cantina e, più in generale, la valorizzazione della produzione vitivinicola del territorio.

giovedì, gennaio 25, 2007

Perché finanziare un quotidiano con la Sfirs quando si tagliano i fondi all'editoria?

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui finanziamenti concessi dalla Sfirs SpA alle aziende editoriali sarde


I sottoscritti,


PREMESSO che la Società finanziaria per l’industria e la rinascita della Sardegna, società per azioni controllata dalla Regione, ha quale scopo sociale la promozione e il sostegno delle iniziative economiche nell’Isola;

CONSIDERATO che tale scopo viene di norma perseguito selezionando, tra le aziende che presentano domanda di finanziamento, quelle appartenenti ai settori ritenuti strategici per l’economia isolana e in grado di generare un’effettiva e importante ricaduta occupazionale a beneficio dei sardi;

PRESO ATTO che, a giudicare dalle ripetute e consistenti riduzioni operate sulla dotazione finanziaria delle leggi regionali a sostegno diretto e indiretto dell’editoria quali la 3 luglio 1998, n. 22, e la 15 ottobre 1997, n. 26, l’Amministrazione attualmente in carica non ritiene l’editoria un settore strategico per l’economia sarda;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale alla Programmazione

affinché riferiscano

  • A quanto ammontano i finanziamenti concessi dalla Sfirs SpA alle aziende editoriali sarde nel corso della tredicesima legislatura regionale;

  • Se risponde a verità che il consiglio di amministrazione della Sfirs SpA ha deliberato, nello scorso mese di dicembre, la concessione di un finanziamento ordinario a un’azienda editoriale che pubblica un quotidiano a tiratura regionale, per una somma pari a 3 milioni di Euro;

  • Se, nel momento in cui il consiglio di amministrazione della Sfirs SpA ha deliberato la concessione del finanziamento, il procedimento istruttorio della relativa pratica era stato portato a termine;

  • Se sono a conoscenza del fatto che, a tutt’oggi, l’azienda editoriale finanziata ha la propria sede legale nella città di Roma;

  • Se sono a conoscenza del fatto che tale azienda editoriale pubblica non meno di 14 quotidiani a tiratura locale, uno solo dei quali è interamente realizzato e distribuito in Sardegna;

  • Se la concessione del finanziamento è subordinata all’assunzione con contratti a tempo indeterminato, da parte dell’azienda editoriale di cui sopra, di cittadini sardi disoccupati e, in caso affermativo, in quale numero;

  • Se ritengono che la concessione del finanziamento di cui sopra risponda allo scopo sociale della Sfirs SpA, vale a dire se ritengono che essa abbia innegabili effetti positivi sullo sviluppo economico della Sardegna;

  • Se ritengono opportuno che la Sfirs SpA conceda un finanziamento di tale entità a un’azienda operante in un settore che l’Amministrazione regionale in carica non ritiene strategico per l’economia dell’Isola;

  • Se il collegio sindacale della Sfirs SpA si è espresso sulla concessione di tale finanziamento e in quali termini;

  • Se ritengono che l’azienda editoriale finanziata sia in possesso di tutti i requisiti necessari per accedere al finanziamento concessole dalla Sfirs SpA, sia per quanto riguarda la situazione in cui versa il bilancio sociale che per quanto concerne le garanzie finanziarie fornite all’atto della richiesta del finanziamento;

  • Se il consiglio di amministrazione della Sfirs SpA è stato messo nelle condizioni di deliberare in piena autonomia relativamente alla pratica per la concessione del finanziamento di cui sopra.

venerdì, gennaio 19, 2007

Assessora Dirindin, i sindaci della Planargia non meritano il suo tempo?

“Siamo sconcertati per il comportamento tenuto ieri dall’Assessora alla Sanità, che non ha voluto concedere neppure un minuto del suo prezioso tempo ai sindaci della Planargia recatisi in Consiglio regionale per spiegarle le ragioni che rendono indispensabile l’istituzione di un distretto sanitario con sede a Bosa”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, in seguito a quanto accaduto ieri nel Palazzo di via Roma, quando l’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, ha rifiutato di incontrare i rappresentanti di dieci Comuni della Planargia. “La delegazione che si è recata a Cagliari si aspettava di poter esprimere le ragioni del territorio e ottenere delle risposte, ma l’Assessora ha sdegnosamente rifiutato il confronto”.

“L’atteggiamento della Dirindin fa il paio con lo spregio già mostrato nei nostri confronti”, proseguono Diana e Liori, “quando, relativamente all’interrogazione da noi presentata il 14 settembre scorso, ha dato incarico a un solerte funzionario di replicare alla domanda se, con i parametri che saranno applicati dalla Giunta, sarà possibile istituire il distretto sanitario della Planargia, con la risposta che i distretti saranno costituiti sulla base dei parametri che saranno applicati dall’esecutivo. Insomma, neppure i consiglieri hanno diritto a una risposta”.

“Sollecitiamo la Giunta a emanare gli indirizzi per l’istituzione dei distretti, come stabilito dalla L.R. 28 luglio 2006, n. 10, per capire se sarà possibile l’istituzione del distretto sanitario della Planargia con sede a Bosa”, concludono i due consiglieri. “A sei mesi dall’approvazione della legge, i tempi per l’adozione della delibera di indirizzo sembrano più che maturi. Nell’attesa, oltre a stigmatizzare l’inaccettabile comportamento dell’assessora Dirindin, invitiamo le comunità del territorio a non recedere dalla mobilitazione, così come non verrà meno il nostro impegno di consiglieri regionali a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché i bisogni dei cittadini trovino finalmente ascolto”.

giovedì, gennaio 18, 2007

Bilancio, Soru gioca con i numeri ma non chiarisce i dubbi

“Le dichiarazioni odierne del presidente Soru non fanno che confermare indirettamente l’esistenza del falso in bilancio denunciato dall’opposizione”: è la replica dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a quanto riferito oggi dal Presidente della Regione, Renato Soru, in merito all’utilizzo delle entrate future per ripianare il deficit del bilancio regionale. “Il governatore ha provato a stordire i cronisti sommergendoli con un vortice di numeri senza capo né coda, passato il quale si è scoperto che la colpa di tutto è, come sempre, delle passate giunte di centrodestra”.

“Così facendo, Soru non ha fatto altro che dimostrare una volta di più che il buco di bilancio esiste, confermando per giunta che per ripianarlo nel 2007 vengono utilizzate entrate che arriveranno solo tra qualche anno, ammesso e non concesso che arrivino”, proseguono Diana e Liori. “La risposta alla domanda più importante è proprio questa: il principio costituzionale dell’annualità del bilancio non viene rispettato; è lo stesso Soru a confermarlo, seppure indirettamente. Il goffo tentativo di scaricare su altri la responsabilità di un atto illegittimo che, se commesso da un’azienda privata, potrebbe avere pesanti risvolti penali ha la sola funzione di gettare fumo negli occhi della stampa e dell’opinione pubblica”.

“A fare chiarezza sui movimenti di bilancio della Giunta penseranno il Governo e la Corte dei Conti”, concludono i due consiglieri. “L’opposizione, dal canto suo, si batterà per arrivare fino in fondo in questa vicenda di gravità inaudita e senza precedenti nella storia dell’autonomia isolana, per evitare che i sardi si trovino a dover pagare ancora negli anni a venire le conseguenze delle allegre politiche di bilancio messe in pratica dal centrosinistra”.

mercoledì, gennaio 17, 2007

Cabras, no agli amici continentali di Soru

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle dichiarazioni del Presidente della Regione in merito alla gestione dell’attività di pesca nello stagno di Cabras


I sottoscritti,

PREMESSO che, il 13 gennaio u.s., si è tenuto un convegno per la presentazione di un laboratorio nazionale per l’elaborazione di nuovi modelli gestionali per l’attività di pesca nello stagno di Cabras, cui ha partecipato il Presidente della Regione;

CONSIDERATO che, intervenuto al termine del convegno, il Presidente della Regione avrebbe dichiarato l’intenzione di revocare le concessioni alle cooperative ittiche che operano nello stagno prima della loro naturale scadenza, prevista per il 2008, poiché i pescatori non avrebbero “rispettato i patti”;

AGGIUNTO che il Presidente della Regione avrebbe inoltre dichiarato l’intenzione di affidare la gestione dello specchio d’acqua a una costituenda società mista, che avrebbe tra i soci la stessa Regione e una società privata avente sede nel Nord Italia;

VALUTATO che una decisione in tal senso potrebbe avere ricadute pesantemente negative sul tessuto economico dei Comuni limitrofi allo stagno, fortemente incentrato sull’attività di pesca e di trasformazione del pescato;

PRESO ATTO che affidare la gestione dello stagno a una società mista costituita dalla Regione e da un’azienda di provenienza esterna sottrarrebbe il controllo dell’attività di pesca agli operatori del settore e agli enti locali, in palese violazione dei principi della sussidiarietà orizzontale e verticale sanciti dalle recenti norme in materia di conferimento di poteri e funzioni agli enti locali approvate dal Consiglio regionale e in particolare dalla L.R. 12 giugno 2006, n. 9;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Ambiente

affinché riferiscano

  • Se rispondono al vero le dichiarazioni del Presidente della Regione riportate dagli organi di stampa;

  • Se sono state riscontrate gravi violazioni dei contratti di concessione stipulati dalla Regione con le cooperative ittiche operanti nello stagno di Cabras, di gravità tale da renderne indispensabile la revoca;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, in caso di revoca delle suddette concessioni prima della loro naturale scadenza, al fine di indennizzare le cooperative ittiche per i mancati introiti che saranno determinati da un simile atto;

  • Se è già stata individuata la società privata cui sarà proposto di entrare a far parte, insieme alla Regione, della società mista cui dovrebbe essere affidata la gestione dello stagno e, in caso affermativo, per mezzo di quali procedure;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, qualora si verificasse un’eventualità simile, al fine di indennizzare gli operatori della pesca e dell’indotto per i danni economici che deriveranno loro dall’essere esclusi dalla gestione dello stagno;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare, in armonia con i principi della sussidiarietà orizzontale e verticale, dell’autodeterminazione delle popolazioni locali e della libertà di impresa, ai fini di garantire il massimo coinvolgimento degli enti locali e degli operatori della pesca e dell’indotto, singoli o associati, nella gestione dello stagno.

Diossina a Macchiareddu e Porto Torres, vogliamo la verità

MOZIONE LIORI – ARTIZZU – LA SPISA – BIANCAREDDU – VARGIU – LADU – DIANA – MORO – SANNA Matteo – RASSU – LOMBARDO – CONTU – SANJUST – SANCIU – PETRINI – LICANDRO – RANDAZZO Alberto – RANDAZZO Vittorio – CAPPAI – AMADU – CAPELLI – CUCCU Franco Ignazio – MILIA – PISANO – CASSANO – DEDONI – MURGIONI – GALLUS – FLORIS Mario – CHERCHI Oscar – FARIGU, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale ai sensi dei commi 2 e 3 dell’art. 54 del Regolamento consiliare, sull’emergenza ambientale e sanitaria rappresentata dall’inquinamento da diossina intorno agli stabilimenti Syndial di Macchiareddu e Porto Torres


PREMESSO che

  • Con Del. n. 38/13 del 19 settembre u.s., la Giunta regionale ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di impianti tecnologici di emungimento e trattamento delle acque di falda nello stabilimento di Macchiareddu della Syndial SpA;

  • La delibera di cui sopra richiama inoltre la Syndial SpA alla realizzazione, ai sensi di quanto disposto nelle Conferenze di Servizi istruttorie e decisorie convocate ai fini di valutare il progetto di bonifica avanzato dall’azienda, di un marginamento fisico lungo il perimetro dell’area di sua proprietà;

  • La delibera sollecita inoltre l’azienda a operare per ridurre i tempi di realizzazione di tale opera;


CONSIDERATO che

  • Si ha notizia della presenza di forti concentrazioni di diossina nell’area circostante lo stabilimento Syndial di Macchiareddu, presumibilmente risalenti all’attività degli stabilimenti che hanno operato nel medesimo sito nei decenni passati;

  • Analisi svolte nel settembre dello scorso anno dalla Asl n. 8 hanno rilevato il superamento dei valori limite per la diossina, fissati dal D.M. n. 471 del 1999, in 14 campioni su 36, con picchi che arrivavano a 400 volte il valore limite stabilito dal decreto;


PRESO ATTO che

  • I lavori di realizzazione del marginamento fisico di cui alla Del. n. 38/13 di cui sopra risultano attualmente in corso;

  • Tale marginamento fisico si configura come una sorta di muro sotterraneo di cemento, profondo 50 metri e lungo chilometri;

  • La decisione di autorizzare la realizzazione di tale opera sarebbe tra le cause che hanno portato alle dimissioni dell’ex Assessore regionale alla Difesa dell’ambiente;


RAMMENTATO che

  • La diossina è un inquinante fortemente tossico, nocivo per l’uomo e per gli animali, la cui contaminazione può estendersi rapidamente ad aree assai vaste, compromettendone l’equilibrio ambientale in maniera irreversibile;

  • La contaminazione da diossina nell’uomo può provocare numerosi mali, come il cloracne, diverse forme di cancro e altri tumori, disturbi dell’apprendimento, disfunzioni ormonali, diabete, deficienze immunitarie;

  • Il più noto caso di contaminazione da diossina su vasta scala che si sia registrato in Italia è quello accaduto a Seveso nel 1976, provocato dalla dispersione nell’ambiente di pochi chilogrammi della sostanza, che rese necessari l’evacuazione della popolazione in un’area di 15 ettari circostante l’impianto e, in seguito, un massiccio intervento di bonifica che comportò una profonda scarificazione del terreno in tutta l’area oggetto della contaminazione;

  • Il disastro provocò la morte di 80.000 animali e danni fisici irreversibili per una parte considerevole della popolazione interessata, in particolare per quella in età infantile;

  • Sono ancora allo studio gli effetti del disastro sul lungo periodo, in particolare per quanto riguarda l’incidenza dei mali provocati dall’esposizione prolungata all’agente inquinante;


VALUTATO che

  • La Del. n. 38/14 del 19 settembre u.s., con cui la Giunta regionale ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di impianti tecnologici di emungimento e trattamento delle acque di falda nello stabilimento di Porto Torres della Syndial SpA, prevede la realizzazione di un marginamento fisico analogo a quello in fase di realizzazione a Macchiareddu;

  • La Del. n. 38/13 di cui sopra vincola l’approvazione del progetto di bonifica, tra l’altro, alla verifica della presenza di PCDD e PCDF nell’acqua in ingresso nell’impianto di emungimento e trattamento e alla verifica dell’eventuale contaminazione della falda profonda;

  • Tali precauzioni non sono previste nella Del. n. 38/14 di cui sopra, relativamente allo stabilimento di Porto Torres;


VERIFICATO che

  • Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la validità delle Dell. nn. 38/13 e 38/14 sarebbe stata sospesa cautelativamente dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, in seguito a un ricorso presentato dalla Syndial SpA, poiché le opere disposte dalla Giunta regionale non sarebbero suffragate da motivazioni sufficienti;

  • Se dovesse essere confermata una decisione del Tar in tal senso, la Giunta regionale dovrebbe necessariamente prendere atto della necessità di rimodulare gli interventi di bonifica previsti nelle due delibere, evidentemente inadeguati ai fini del risanamento ambientale e anzi potenzialmente in grado di aggravare l’attuale situazione di emergenza;


IL CONSIGLIO REGIONALE

impegna gli Assessori regionali alla Sanità e alla Difesa dell’ambiente

affinché

  • Riferiscano in Aula se risulta che vi sia stato un pronunciamento di sospensiva da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio relativamente alle Dell. nn. 38/13 e 38/14, e da quali motivazioni esso sia accompagnato;

  • Riferiscano in Aula circa i livelli di diossina presenti nei terreni e nella falda acquifera circostanti gli stabilimenti della Syndial SpA a Macchiareddu e a Porto Torres, e se sussistono rischi per l’equilibrio ambientale e per la salute dei lavoratori impiegati nei due stabilimenti, della popolazione e degli animali;

  • Riferiscano in Aula circa l’incidenza dei mali provocati dall’esposizione alla diossina nei lavoratori impiegati nei due stabilimenti di cui sopra e nella popolazione e nel bestiame delle zone limitrofe agli stabilimenti stessi;

  • Riferiscano in Aula se sussistono dati certi a dimostrazione che i due progetti di bonifica in fase di realizzazione negli stabilimenti di Macchiareddu e Porto Torres risultano adeguati a rimuovere del tutto la contaminazione da diossina nel terreno e nella falda acquifera;

  • Informino con la massima urgenza i lavoratori impiegati nei due stabilimenti e la popolazione delle zone limitrofe agli stabilimenti stessi circa i livelli di diossina presenti nel terreno e nella falda acquifera e i pericoli per la salute umana e animale;

  • Sottopongano con la massima urgenza all’approvazione della Giunta regionale l’estensione dei vincoli precauzionali relativi alla verifica della presenza di PCDD e PCDF nell’acqua in ingresso nell’impianto di emungimento e trattamento e dell’eventuale contaminazione della falda profonda, già inclusi nella Del. n. 38/13 per quanto riguarda lo stabilimento di Macchiareddu, al progetto di cui alla Del. n. 38/14 relativamente allo stabilimento di Porto Torres;

  • Sottopongano con la massima urgenza all’approvazione della Giunta regionale, qualora le opere già in fase di realizzazione dovessero rivelarsi inadeguate o insufficienti anche in seguito all’eventuale pronunciamento del Tar del Lazio, proposte finalizzate alla bonifica totale dalla contaminazione da diossina delle aree circostanti i due stabilimenti.

venerdì, gennaio 12, 2007

Il talk show di Gumirato

INTERROGAZIONE (semi-seria) LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative assunte dalla Giunta regionale in materia di trasmissioni televisive di spettacolo e intrattenimento


I sottoscritti,


PREMESSO che, secondo quanto riferito da fonti che gli interroganti ritengono attendibili, il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale n. 8 avrebbe dichiarato, nel corso di una riunione di lavoro con alcuni medici, che in Consiglio regionale, mentre veniva discusso il Piano sanitario regionale 2005-2007, si tenevano talk show televisivi;

CONSIDERATO che i direttori generali delle Aziende sanitarie locali sono nominati dalla Giunta regionale e rispondono a essa del loro operato;

RAMMENTATO che l’art. 2, comma 1 della la L.R. 20 settembre 2006, n. 15, sancisce l’impegno della Regione a creare le condizioni per attrarre in Sardegna produzioni cinematografiche, audiovisive e televisive, operando per il tramite della Sardegna Film Commission;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e gli Assessori regionali alla Sanità e agli Spettacoli

affinché riferiscano

  • Se risponde a verità quanto dichiarato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria locale n. 8;

  • Se risulta che la Sardegna Film Commission abbia stipulato accordi con società di produzione televisive al fine di produrre trasmissioni di spettacolo e intrattenimento ambientate nell’Aula consiliare;

  • Se il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale n. 8 ricopre un ruolo attivo nelle produzioni televisive di cui sopra;

  • Se risulta che consiglieri e/o assessori regionali siano stati scritturati per ruoli da protagonista, figurante e/o comparsa in tali produzioni televisive;

  • Quando hanno avuto inizio le riprese televisive nell’Aula consiliare ed entro quale data si prevede siano portate a termine;

  • Per quale ragione non hanno ritenuto opportuno comunicare formalmente al Consiglio regionale l’inizio delle riprese;

  • Se ritengono indispensabile che la produzione delle trasmissioni debba avvenire durante le sedute consiliari;

  • Se ritengono opportuno sospendere i lavori del Consiglio regionale negli orari in cui l’Aula è utilizzata ai fini della produzione delle trasmissioni, onde non disturbare il lavoro delle troupe televisive;

  • Se ritengono che al Consiglio regionale debba essere corrisposto un congruo indennizzo per lo sfruttamento commerciale dell’Aula quale location per le produzioni di cui sopra.

Scatta la stagione degli espropri proletari: nessuno è al sicuro

“Con l’esproprio dell’area di viale Sant’Avendrace in cui è aperto il cantiere dell’impresa Cocco, ha preso il via la stagione di espoliazioni annunciata ieri dal presidente Soru. D’ora in avanti, chiunque possieda un fabbricato in fase di realizzazione o magari già completato che per qualche ragione non va a genio al padrone della Sardegna, allora sarà giudicato fuorilegge ai sensi del Piano paesaggistico regionale e il fabbricato sarà espropriato. Di questo passo, non ci sarà da stupirsi se qualcuno si troverà privato della casa in cui abita da una vita a causa degli espropri proletari del governatore no global”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, all’annuncio fatto ieri dal Presidente della Regione, Renato Soru, e dall’Assessore regionale all’Ambiente, Ciccitto Morittu, in merito alle future azioni della Regione per perseguire le costruzioni ritenute non coerenti con il Piano paesaggistico regionale.

“Non solo il governatore pretende di espropriare edifici e terreni, ma minaccia di espropriare anche le competenze di altri organi dello Stato e della Regione: a che serve istituire quello che è stato definito come un ‘corpo regionale di polizia giudiziaria’, con il compito di verificare la coerenza dei fabbricati con il Ppr, se già esistono le strutture preposte a vigilare sull’abusivismo edilizio?”, proseguono Diana e Liori. “I poteri cui fanno riferimento Soru e Morittu, inoltre, sono già in capo alla Guardia forestale, visto che essi stessi l’hanno utilizzata per le loro azioni contro i cantieri nell’area di Tuvixeddu, quindi, con l’istituzione di un ‘corpo regionale di polizia giudiziaria’, la Regione starebbe scavalcando anche se stessa, oltre che lo Stato”.

“Preoccupa, infine”, concludono i due consiglieri, “venire a sapere che, per eseguire gli espropri, la Regione ‘non baderà a spese’. Evidentemente, i risultati che Soru è convinto di aver conseguito nel risanamento del bilancio regionale lo inducono a un’eccessiva fiducia: visto che ora le casse sono a posto, perché non dissestarle nuovamente per espropriare un po’ di terra ai sardi? Il futuro è un neofeudalesimo in cui tutto ciò che il popolo possiede, lo possiede per gentile concessione del governatore, che in qualsiasi momento può riprenderselo. E viste le molteplici interpretazioni cui si presta un Ppr scritto di proposito nel modo più vago possibile, la certezza del diritto sarà solo un ricordo”.

lunedì, gennaio 08, 2007

L’ex assessore Dessì mette a nudo la maggioranza

“Non è certo un quadro edificante quello tracciato dall’ex Assessore regionale all’Ambiente, il quale dimostra una volta di più quanto poco la giunta di centrosinistra abbia a cuore la difesa dell’ambiente e quanto invece sia impegnata a tutelare gli interessi privati del presidente Soru e dei suoi amici palazzinari”: è il commento dell’on. Mario Diana, consigliere regionale di Alleanza Nazionale, all’intervista a Tonino Dessì pubblicata sulla Nuova Sardegna di oggi. “Persino la salute dei sardi è un dettaglio trascurabile, vista la leggerezza con cui è stata approvata la costruzione delle muraglie sotterranee intorno ai due stabilimenti Syndial di Macchiareddu e Porto Torres, salvo poi togliere sbrigativamente di scena l’unico che aveva avuto il coraggio di opporsi a un’opera definita ‘inutile e dannosa’”.

“E’ una maggioranza in cui chi mostra un minimo di buon senso e di capacità critica viene riallineato a suon di sms perentori, perché non ci deve essere alcun ostacolo alla frettolosa approvazione di tutto ciò che passa per la testa del governatore”, prosegue Diana. “Così, anche le norme con cui si è voluta dare l’apparenza di un integralismo ambientalista servono solo a rafforzare l’asservimento della Sardegna ai potentati immobiliari, mentre si continuano a chiudere entrambi gli occhi sul dilagare dell’abusivismo edilizio”.

“Non sono da salvare neppure i partiti: dal racconto di Dessì emerge infatti che le forze politiche, Ds in testa, lungi dall’essere succubi dello strapotere del leader, sono ben felici di accondiscendere alla sua volontà pur di sbarazzarsi facilmente di qualche presenza scomoda che si annida tra i loro stessi dirigenti”, conclude il consigliere di An. “Se è davvero questo il clima che regna nel centrosinistra, è molto meglio tornare subito alle urne piuttosto che condannare i sardi ad altri due anni e mezzo di simili umiliazioni, che certamente non meritano”.

giovedì, gennaio 04, 2007

Diossina a Macchiareddu e Porto Torres, ora non ci sono più alibi

“La decisione del Tar del Lazio di sospendere la costruzione dei muri sotterranei di perimetrazione intorno agli stabilimenti Syndial di Macchiareddu e Porto Torres spazza via gli alibi della Giunta regionale, che ora non può più sottrarsi dal fornire al Consiglio ma soprattutto alle popolazioni delle zone limitrofe agli stabilimenti i necessari chiarimenti per quanto riguarda l’inquinamento da diossina che interessa le due aree”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, al pronunciamento dei magistrati amministrativi del Lazio riportato oggi dagli organi di informazione.

“Se è vero quanto sostiene il Tar, che non a caso coincide con la posizione assunta a suo tempo dall’ex Assessore regionale all’Ambiente, Tonino Dessì, allora è necessario cambiare radicalmente l’approccio verso il problema della bonifica delle aree inquinate di Macchiareddu e Porto Torres”, proseguono Liori e Diana. “Auspichiamo che l’esecutivo non si trinceri dietro qualche acrobazia verbale nel tentativo di dare nuove giustificazioni a un’opera inutile e dannosa ma che accetti di confrontarsi nelle sedi istituzionali, in maniera tale da approfondire la reale situazione di rischio per l’ambiente e per la popolazione rappresentata dalle forti concentrazioni di diossina – sostanza in grado di causare gravi danni all’organismo umano – e predisporre interventi di bonifica seri ed efficaci”.

“Alla ripresa dei lavori consiliari”, concludono i due consiglieri, “sarà depositata la mozione dei gruppi di centrodestra che fa seguito alla manifestazione che la federazione provinciale di Cagliari di Alleanza Nazionale, di concerto con la federazione regionale, ha tenuto lo scorso 29 novembre sotto il Palazzo di via Roma. Con la mozione si chiederà agli Assessori alla Sanità e all’Ambiente di riferire in Aula su quali sono i pericoli per la salute della popolazione e per la salvaguardia dell’ambiente e su quali misure la Giunta intende adottare per affrontare l’emergenza. Se l’esecutivo vuole dimostrare di avere a cuore la salute dei sardi, non potrà più sottrarsi al confronto”.

mercoledì, gennaio 03, 2007

Con i nuovi ticket, meglio ricchi e sani che poveri e malati

“‘Meglio poveri e sani che ricchi e malati’, recita un noto proverbio. D’ora in avanti, i sardi che non possono contare su un reddito da privilegiati dovranno davvero fare in modo di essere sani, visto che l’assistenza sanitaria pubblica sarà sempre più appannaggio esclusivo di chi può permettersi di spendere cifre tutt’altro che popolari”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla decisione assunta dalla Regione di applicare automaticamente nell’Isola il nuovo regime dei ticket sanitari previsto dalla finanziaria nazionale.

“Dopo il regalo fatto al governo Prodi accettando di sobbarcarsi per intero – unica Regione in Italia – il finanziamento del sistema sanitario, la giunta Soru dimostra ancora una volta quanto i proclami autonomistici del governatore mal si sposano con una realtà che vede il suo esecutivo quanto mai asservito alle imposizioni romane”, proseguono Diana e Liori. “La Sardegna si sarebbe potuta allineare a Toscana e Lombardia, che per ora non applicheranno il nuovo regime, se non addirittura alla Sicilia, che si appresta a impugnare la finanziaria nazionale. E invece no: per i sardi, gli aumenti sono già scattati, senza che l’assessora Dirindin abbia tenuto il minimo conto delle ragioni per cui nell’Isola si registra un così elevato ricorso ai presidi di pronto soccorso per i cosiddetti ‘codici bianchi’, le prestazioni ritenute non necessarie. La scarsa disponibilità di assistenza territoriale, soprattutto per quanto riguarda le urgenze, è all’origine delle interminabili code che si verificano in tutti i pronto soccorso sardi. E l’assessora piemontese che fa? Chiude le guardie mediche e aumenta i ticket, in modo tale da non lasciare possibilità di scelta: si deve pagare per forza”.

“A ciò va aggiunto l’ulteriore balzello relativo alle visite specialistiche: il ticket che aumenta di 10 Euro a ricetta e il limite di otto esami per ciascuna prescrizione costringeranno i medici a compilare, per le patologie più complesse, due ricette per volta, con l’aumento che salirà così a 20 Euro”, concludono i due consiglieri. “Grazie alle politiche sanitarie della giunta Soru, in Sardegna il proverbio appena citato dovrà lasciare spazio all’altrettanto nota parafrasi: ‘Meglio ricchi e sani che poveri e malati’”.

venerdì, dicembre 29, 2006

Trasparenza alla soriana: vediamoci chiaro

INTERPELLANZA DIANA – LIORI sulle misure adottate dalla Giunta regionale al fine di rendere più trasparente l’azione amministrativa della Regione

I sottoscritti,

PREMESSO che, in data odierna, si è tenuta la tradizionale conferenza stampa di fine anno, nella quale il Presidente della Regione ha illustrato i risultati ottenuti nell’anno 2006, ma anche più in generale nella prima metà della tredicesima legislatura, dall’esecutivo da lui presieduto;

CONSIDERATO che, nel corso della conferenza stampa, ai rappresentanti delle testate giornalistiche è stato distribuito un volume intitolato ‘Due anni e mezzo di governo della Regione – 2004-2006’, realizzato a cura dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Regione;

PRESO ATTO che, a una precisa domanda di un cronista relativa al numero di copie del volume fatte stampare dalla Regione e ai relativi costi, il Presidente non ha fornito elementi sufficienti a determinare il costo complessivo dell’operazione;

CONSIDERATO ALTRESI’ che, nel corso della medesima conferenza stampa, il Presidente ha affermato che le deliberazioni della Giunta regionale vengono rese di dominio pubblico sul sito Internet della Regione pochi minuti dopo la loro approvazione;

RAMMENTATO che recentemente, in occasione del Compa di Bologna (Salone europeo della comunicazione pubblica, dei servizi al cittadino e alle imprese), la Regione è stata insignita del premio nazionale ‘Diritto all’informazione’ per la qualità e la tempestività della comunicazione e dei servizi offerti tramite il proprio sito Internet;


CHIEDONO DI INTERPELLARE

il Presidente della Regione

affinché riferisca

  • A quanto ammonta la somma stanziata per la realizzazione, la stampa e la distribuzione del volume intitolato ‘Due anni e mezzo di governo della Regione – 2004-2006’;

  • Se tale somma è aggiuntiva rispetto al programma di comunicazione istituzionale di cui alla Del. n. 15/3 del 13 aprile u.s. e, in caso affermativo, per quale ragione l’operazione di cui sopra non è stata inserita in tale programma;

  • Per quale ragione la Del. n. 53/25 del 23 dicembre 2004 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 54/4 del 30 dicembre 2004 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 7/12 del 22 febbraio 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/10 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/12 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 8/13 del 2 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 10/2 dell’11 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 11/18 del 15 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 13/11 del 29 marzo 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 16/1 dell’11 aprile 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 20/18 del 9 maggio 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 45/21 del 27 settembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 52/2 del 9 novembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 56/1 del 1 dicembre 2005 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 20/16 del 18 maggio 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 33/1 del 25 luglio 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 35/13 dell’8 agosto 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 37/10 del 13 settembre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 44/1 del 25 ottobre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Per quale ragione la Del. n. 49/1 del 28 novembre 2006 non risulta visionabile sul sito Internet della Regione ed entro quale data la Giunta regionale intende renderne di dominio pubblico il contenuto;

  • Alla luce dei pesanti ritardi che sovente si verificano nella pubblicazione delle delibere sul sito Internet della Regione e che possono arrivare a superare le 24 ore, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di assicurare la pubblicazione di tutte le proprie deliberazioni, comprensive degli eventuali allegati, entro il tempo limite di due ore dalla loro approvazione e senza la possibilità che vengano rese non visionabili in un secondo momento, come invece talvolta accade.

giovedì, dicembre 28, 2006

Operatori museali a eliminazione: il corso è un terno al lotto

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso

I sottoscritti,

PREMESSO che, con determinazione dell’Assessorato regionale al Lavoro n. 1363/FP del 30 maggio u.s., è stata aggiudicata all’agenzia formativa Ifold l’organizzazione dei corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate finanziati per mezzo dell’Asse II – Programma Parnaso – Misura 2.4/3.15 del Por Sardegna 2000-2006, con riferimento alla sede formativa di Cagliari;

CONSIDERATO che, stando a quanto riportato sul sito Internet della Regione denominato SardegnaLavoro, “i corsi di qualificazione professionale, di 600 ore ciascuno, prevedono: attività d’aula, laboratori presso le strutture museali della Sardegna, uno stage formativo di 150 ore presso musei veneti o umbri” e le domande di iscrizione ai corsi sono state accolte tra il 16 ottobre e il 3 novembre uu.ss.;

VERIFICATO che, allo stato attuale, l’elenco dei candidati ammessi a frequentare i corsi non è reperibile né sui diversi siti Internet della Regione, né sul sito Internet dell’Ifold;

APPRESO che l’Ifold ha provveduto a dare comunicazione che i corsi in oggetto, relativamente alla sede formativa di Cagliari, avrebbero avuto inizio il 18 dicembre u.s.;

ATTESTATO che a tutt’oggi non risulta che tali corsi abbiano avuto inizio;

VALUTATE le preoccupanti indiscrezioni apparse in data odierna sulla stampa, le quali riferiscono di metodi di selezione arbitrari, di discriminazioni incomprensibili nella valutazione dei titoli di studio dei candidati, di elenchi più volte pubblicati e annullati;

PRESO ATTO che sono oltre tremila i giovani disoccupati sardi che hanno presentato istanza di partecipazione ai corsi;

SOTTOLINEATO che i problemi che stanno sopravvenendo nell’attivazione dei corsi potrebbero determinare un danno non solo per coloro i quali hanno presentato istanza di partecipazione ma anche per la stessa Regione, che potrebbe essere oggetto di ricorsi legali da parte dei candidati non ammessi;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale

affinché riferisca

  • In quale data avranno inizio le lezioni dei corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate finanziati per mezzo dell’Asse II – Programma Parnaso – Misura 2.4/3.15 del Por Sardegna 2000-2006, con riferimento alla sede formativa di Cagliari;

  • Quali sono i titoli richiesti al fine di ammettere i candidati alla partecipazione ai corsi di cui sopra e secondo quali criteri si è giunti alla loro determinazione;

  • Quali corsi di laurea, intendendo con tale espressione i singoli, specifici corsi e non le macro-aree come ‘umanistica’ o ‘sociale’, danno diritto all’ammissione ai corsi e secondo quali criteri si è giunti alla loro determinazione;

  • Se vi sono disparità nei titoli di studio richiesti per i candidati alla partecipazione ai corsi di qualificazione e per i candidati alla partecipazione ai corsi di riqualificazione;

  • Se, per quanto concerne i corsi attivati presso la sede formativa di Cagliari, sono richiesti agli aspiranti partecipanti titoli diversi rispetto a quelli richiesti per la partecipazione ai medesimi corsi presso le altre sedi formative;

  • Quali sono le prospettive occupazionali di coloro i quali avranno superato con profitto i corsi tenuti presso la sede formativa di Cagliari e quali quelle di coloro i quali avranno superato con profitto i medesimi corsi tenuti presso le altre sedi formative.

venerdì, dicembre 15, 2006

Bonifica delle zone minerarie, no ai palazzinari amici del governatore

INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi di bonifica nei compendi minerari del Sulcis-Iglesiente oggetto del bando di cessione di cui alla Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s.


I sottoscritti,

PREMESSO che, con Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s., la Giunta regionale ha adottato un bando di gara internazionale per la cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico del Parco geominerario della Sardegna, con riferimento ai siti del territorio dell’Iglesiente e di Arbus facenti parte del Parco geominerario;

RAMMENTATO che, secondo quanto stabilito dal bando di cui sopra, le operazioni di bonifica necessarie nei compendi oggetto della cessione saranno a carico della Regione, che provvederà a eseguirle per il tramite della Igea SpA;

CONSIDERATO che, secondo quanto riportato dalla stampa, il 14 dicembre u.s. si sarebbe tenuto un incontro tra il Ministro dell’Ambiente, il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Ambiente nel quale il Ministro avrebbe assunto, per conto del Consiglio dei Ministri, impegni verbali relativamente a tali operazioni di bonifica;

VERIFICATO che è stato presentato alla magistratura penale ed erariale un dettagliato esposto nel quale vengono ravvisati fondati rilievi di legittimità relativamente alla procedura del bando di cui sopra;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale all’Ambiente

affinché riferiscano

  • Se l’incontro di cui si dà notizia sulla stampa è realmente avvenuto;

  • Se corrisponde a verità che il Ministro dell’Ambiente avrebbe annunciato l’intenzione, da parte del Consiglio dei Ministri, di conferire al Presidente della Regione poteri straordinari finalizzati a unificare le operazioni di bonifica relative ai compendi oggetto del bando di cessione e ad accelerarne la realizzazione;

  • Se tali poteri straordinari sono stati espressamente richiesti dal Presidente della Regione e a quale scopo;

  • Se corrisponde a verità che il Ministro dell’Ambiente avrebbe annunciato la disponibilità, da parte del Consiglio dei Ministri, a contribuire alle spese per le bonifiche con risorse provenienti dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate;

  • Se le risorse che il Ministro si è impegnato a stanziare sono sufficienti a permettere l’avvio delle operazioni di bonifica da parte della Igea SpA, in maniera tale che la Regione sia messa nelle condizioni di poter rispettare il dettato del bando di cessione e che la società possa garantire il posto di lavoro ai suoi circa 300 dipendenti, oggi minacciati da una crisi industriale che solo con l’avvio delle operazioni di bonifica si potrebbe risolvere;

  • Entro quale data si prevede che la Regione possa affidare alla Igea SpA la realizzazione delle operazioni di bonifica nei compendi oggetto del bando di cessione;

  • Se sono a conoscenza del fatto che alcune delle società partecipanti alla gara per la cessione dei compendi minerari, hanno acquisito, nell’ultimo biennio, partecipazioni azionarie in società operanti nel settore delle bonifiche;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di sospendere cautelativamente gli effetti della Del. n. 17/9 del 26 aprile u.s. nell’attesa che le magistrature competenti si siano espresse in merito alla legittimità del bando con essa adottato e che siano state portate a termine le operazioni di bonifica nei compendi oggetto della cessione.

mercoledì, dicembre 13, 2006

Il nuovo corso della L. 29: Comuni e privati, tutti fuori!

INTERROGAZIONE URGENTE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui termini di scadenza del bando Domos


I sottoscritti,

PREMESSO che, il 7 agosto u.s., è stato pubblicato sul sito Internet della Regione il bando Domos, finalizzato al finanziamento dei programmi di valorizzazione dell’edificato storico della Sardegna ai sensi della L.R. 13 ottobre 1998, n. 29;

CONSIDERATO che il bando fissa il termine del 4 dicembre, già trascorso, per la presentazione ai Comuni, da parte dei privati, delle domande per l’inserimento nei programmi di valorizzazione dell’edificato storico, e quello del 18 dicembre p.v. per la presentazione alla Regione, da parte dei Comuni, dei programmi di valorizzazione di cui si richiede il finanziamento;

PRESO ATTO che tali termini fanno sì che i Comuni non abbiano a disposizione il tempo sufficiente per redigere i programmi di valorizzazione, operazione che richiede un approfondito studio delle domande presentate dai privati e un confronto diretto con questi ultimi necessario per stabilire le linee guida dei programmi stessi, che devono ovviamente essere coerenti per ciascun nucleo urbano;

VERIFICATO che numerosi Comuni hanno avviato la fase concertativa con i privati solo quando ha cominciato ad approssimarsi la scadenza per la presentazione alla Regione dei programmi di valorizzazione e che pertanto solo da allora hanno iniziato a coinvolgere i privati, sollecitando la loro partecipazione ai programmi e informandoli sulle linee guida che le Amministrazioni intendevano adottare;

PRESO ATTO che tale ritardo ha fatto sì che molti dei privati cittadini interessati a partecipare ai programmi di valorizzazione non abbiano potuto rispettare il termine del 4 dicembre per la presentazione delle domande di inserimento nei programmi;

VALUTATO che sussiste il concreto rischio che molti Comuni restino esclusi dal bando perché non saranno in grado di presentare i programmi di valorizzazione entro i termini stabiliti, eventualità che pregiudicherebbe il raggiungimento degli obiettivi del bando stesso, dal momento che gran parte degli interventi di cui si chiede il finanziamento non verrebbero realizzati in assenza del contributo regionale;

VALUTATO INOLTRE che l’esclusione dei programmi di valorizzazione dal bando danneggerebbe non soltanto i Comuni che non riuscissero a rispettare la scadenza fissata ma anche i privati, sia quelli che sono riusciti a presentare le domande di inserimento nei programmi entro i termini prefissati, sia quelli che non sono riusciti a rispettare tali termini per cause indipendenti dalla loro volontà o negligenza;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale agli Enti locali

affinché riferisca

  • Per quali ragioni, a fronte della lunga scadenza concessa ai privati per la presentazione delle domande per l’inserimento nei programmi di valorizzazione, ne sia stata concessa una tanto breve ai Comuni per la redazione dei programmi stessi;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di riaprire sia i termini per la presentazione alla Regione dei programmi di valorizzazione di cui si chiede il finanziamento, in maniera tale da consentire la partecipazione al bando al maggior numero possibile di Comuni, sia i termini per la presentazione ai Comuni delle domande di inserimento nei programmi, onde evitare che molti privati ne restino esclusi a causa di ritardi che non sono imputabili a loro responsabilità.

martedì, dicembre 12, 2006

Ma l’Unesco sa che i siti minerari sono in vendita?

“Apprezziamo l’iniziativa dell’Unesco, che in questi giorni ha mandato in Sardegna i suoi ispettori per vigilare sul rispetto degli accordi relativi alla tutela e alla valorizzazione dei siti minerari del Sulcis-Iglesiente, ma davanti ai primi commenti entusiastici viene spontaneo porsi una domanda: gli ispettori sono stati informati del fatto che la Giunta regionale sta vendendo ai privati i compendi di Masua, Ingurtosu e Monte Agruxiau e che si appresta a fare altrettanto per quelli del Medio Campidano?”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla visita che gli ispettori dell’Unesco stanno facendo in questi giorni presso alcune zone minerarie dell’Isola.

“Qualcuno farebbe bene ad avvisare gli ispettori i quali, oltre che sullo stato di conservazione e di valorizzazione delle ex miniere, farebbero bene a vigilare sulla legittimità del bando predisposto dall’esecutivo, su cui già pendono i primi ricorsi”, proseguono Diana e Liori. “Sarebbe molto interessante sapere cosa pensa l’Unesco al riguardo, ma dubitiamo che l’organismo mondiale, cui spetta il compito di vigilare su parti della Sardegna che sono state definite ‘patrimonio dell’umanità’, sia stato coinvolto dalla Giunta prima della pubblicazione del bando, così come non è stato coinvolto il Ministero dei Beni culturali, neppure per gli adempimenti di legge che avrebbero dovuto obbligatoriamente precedere l’avvio della procedura di cessione”.

“E siccome errare è umano e perseverare è diabolico, il governatore Renato Soru mette in vendita altri gioielli, questa volta nel territorio del Comune di Sant’Antioco: due aree prospicienti il mare in cui sarà possibile realizzare strutture ricettive per un totale di 80 mila metri cubi”, concludono i due consiglieri. “Se non altro, stavolta le bonifiche saranno a carico degli acquirenti, ma questa è una magra consolazione davanti all’ipocrita spettacolo di una Giunta che fa pubblico sfoggio di virtuosa inflessibilità ambientalista mentre vende sottobanco la Sardegna un tanto al chilo”.

lunedì, dicembre 11, 2006

Per finanziare la ricerca si prenda esempio dalla Giunta

“Prendiamo atto dell’ennesima rivelazione del governatore-Assessore alla Programmazione sul bilancio regionale che verrà: doveva essere approvato dalla Giunta entro e non oltre il 30 settembre e a dicembre dobbiamo ancora accontentarci delle parziali informazioni che vengono di volta in volta concesse da questo o quell’assessore. Ora è la volta della ricerca e dell’università: il presidente Soru da un lato promette che nella prossima finanziaria ci saranno più fondi e dall’altro ‘suggerisce’ ai Senati accademici la riduzione dei corsi di laurea e dei progetti di ricerca”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a quanto affermato dal Presidente della Regione, Renato Soru, nell’intervento fatto stamani al convegno sul VI Programma quadro di ricerca e sviluppo comunitario, organizzato da Confindustria Sardegna.

“Forse, gli atenei isolani dovrebbero prendere esempio dalla stessa Giunta, che nel finanziare la ricerca si sta già adoperando con la consueta trasparenza”, proseguono Diana e Liori. “Avviene, per esempio, con la delibera per il finanziamento del programma di attività dell’ex Consorzio 21, che stanzia oltre 8 milioni di Euro. L’atto, regolarmente pubblicato sul sito Internet della Regione, rimanda al programma di attività, a esso allegato, per quanto riguarda il dettaglio dei singoli interventi da finanziare. Del programma, però, sul sito non c’è traccia, così come non c’è più traccia della delibera con cui sono stati nominati i vertici di Fase Uno, la società che dovrà favorire lo sfruttamento commerciale dei brevetti prodotti dalle aziende di Polaris: inizialmente secretata, poi resa accessibile al pubblico per qualche giorno, la delibera è nuovamente scomparsa dopo la presentazione di una nostra interrogazione”.

“Considerato l’ammontare delle somme in ballo e il macroscopico conflitto di interessi di cui è investito il governatore in qualità di azionista di maggioranza di Shardna, azienda operante nella ricerca biotecnologica insediata a Polaris”, concludono i due consiglieri, “appare lecito aspettarsi la massima trasparenza, al posto di certi comportamenti omissivi che potrebbero nascondere qualsiasi affare, lecito e non. Restiamo in attesa di vedere quali altre sorprese ci riserverà la finanziaria”.

giovedì, dicembre 07, 2006

Dall'Asl 8 vietato chiamare 113 e 118

INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi rischi per la sicurezza degli utenti e del personale medico determinati dal nuovo regolamento per l’assegnazione e il mantenimento delle utenze di telefonia fissa dell’Azienda sanitaria locale n. 8

I sottoscritti,

PREMESSO che, con comunicazione del Responsabile del Servizio Tecnico e Patrimonio Prot. n. 12324, è stato reso noto al personale dell’Azienda sanitaria locale n. 8 il nuovo regolamento per l’assegnazione e il mantenimento delle utenze di telefonia fissa su linee interne ed esterne;

CONSIDERATO che il regolamento di cui sopra prevede che le linee, di qualsiasi tipo esse siano e qualsiasi abilitazione operativa esse abbiano, debbano essere attribuite nominalmente ai dipendenti che ne facciano richiesta e che a ciascuno di essi sia assegnato un codice numerico personale necessario per lo sblocco delle utenze telefoniche attribuitegli;

SOTTOLINEATO che è diretta conseguenza di quanto testé esposto l’impossibilità, per chiunque non sia il dipendente assegnatario di una determinata linea telefonica, a operare su tale linea;

PRECISATO che l’impossibilità di cui sopra riguarda anche le chiamate interne (cioè dirette verso altre linee interne della stessa Asl) e verso i numeri di emergenza, le quali vengono effettuate a titolo gratuito;

VALUTATO che tale limitazione, la quale non può essere dettata da ragioni di contenimento della spesa, determina pesanti rischi per la sicurezza degli utenti e del personale medico in servizio presso l’Asl, dal momento che, in assenza del dipendente assegnatario della più prossima utenza telefonica disponibile, rende impossibile richiedere il soccorso medico o l’intervento delle forze dell’ordine in caso di emergenza sanitaria o di aggressione da parte di malintenzionati;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca


  • Quali sono le motivazioni che hanno indotto la dirigenza dell’Asl n. 8 a limitare l’accesso alle utenze telefoniche ai soli dipendenti assegnatari;

  • L’ammontare del contenimento della spesa che l’Asl ha programmato di realizzare per mezzo di tale limitazione;

  • Per quali ragioni si è deciso di applicare tale limitazione anche alle telefonate a titolo gratuito e in particolare a quelle interne e verso i numeri di emergenza;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rimuovere la limitazione di cui sopra per quanto concerne le chiamate gratuite o almeno quelle interne e verso i numeri di emergenza;

  • Nel caso in cui l’intervento di cui al punto precedente non dovesse risultare praticabile, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di consentire il più rapido accesso possibile a linee telefoniche abilitate alle chiamate interne e verso i numeri di emergenza a tutte le persone che, a qualsiasi titolo, possono venire a trovarsi all’interno di locali di pertinenza dell’Asl n. 8.

mercoledì, dicembre 06, 2006

Ex ospedale Crobu, un bell’esempio di efficienza

“Con la chiusura dell’ospedale Crobu, l’assessora Dirindin ha messo a segno un piccolo capolavoro di razionalizzazione della spesa. Tagliate in un colpo solo la pulizia, la manutenzione e la vigilanza, il risparmio è tale che la Regione può permettersi di continuare a spendere per il riscaldamento dei locali: non sia mai che i reparti di pediatria e chirurgia pediatrica dovessero diventare un ricovero per sbandati o peggio, almeno questi troveranno un ambiente confortevole”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, alle notizie apparse oggi su L’Unione Sarda circa le condizioni in cui versa, ad appena dieci giorni dalla chiusura, l’ospedale Crobu di Iglesias.

“La vicenda del Crobu è il triste emblema di un piano sanitario disastroso, con cui il centrosinistra ha voluto ancora una volta spacciare per razionalizzazione la volontà di azzerare il sistema sanitario regionale”, proseguono e concludono Liori e Diana. “Certo, è facile contenere la spesa riducendo all’osso l’offerta di servizi. Del resto, è della salute dei sardi che si parla, non di una materia che possa stare a cuore a un’assessora che viene dal Piemonte. Il fatto che a Iglesias si sia tagliato tutto ma ci si sia ‘dimenticati’ di spegnere il riscaldamento, è la dimostrazione che il Piano sanitario regionale è stato scritto dai contabili di Palazzo e non da persone che hanno quotidianamente a che fare con la realtà della sanità sarda. Il risultato è che il Piano finirà per non produrre neppure quegli effetti di riduzione della spesa che erano l’unico obiettivo di chi lo ha elaborato, perché solo lavorando nel concreto si può raggiungere la vera efficienza, non certo studiando a tavolino. Alla fine i sardi si troveranno a pagare le stesse somme, se non di più, per finanziare un sistema sanitario regionale che riuscirà a far rimpiangere quello dell’epoca pre-Dirindin”.

martedì, dicembre 05, 2006

Proposta di legge Liori-Diana per il ripristino delle provvidenze in favore dei soggetti affetti da neoplasia maligna

RELAZIONE

La presente proposta di legge consta di un solo articolo, con cui si vuole abrogare l’art. 9, comma 9 della L.R. 24 febbraio 2006, n. 1 (Legge finanziaria 2006). Tale comma recita testualmente: “Fino all’approvazione del provvedimento di riordino delle provvidenze di cui all’articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona), a favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna di cui alla lettera f) dell’articolo 1 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, sono erogati esclusivamente i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno”. Il comma in questione, pertanto, esclude temporaneamente i soggetti affetti da neoplasia maligna dalle provvidenze di cui alla L.R. 25 novembre 1983, n. 27 (Provvidenze a favore dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici maligni).

In origine, i cittadini affetti da neoplasia maligna non erano inseriti tra i soggetti destinatari delle provvidenze ex L.R. n. 27/1983. Una battaglia ultraventennale condotta dagli stessi cittadini, con il supporto di associazioni come il Tribunale per i diritti del malato, portò nel 2004 a due importanti risultati. Il primo fu la concessione, a tutti i cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia antitumorale presso presidi sanitari diversi da quello di residenza, dei rimborsi per le spese di viaggio e di soggiorno. Tale norma, che estende a tutte le categorie tumorali i rimborsi già previsti dalla L.R. n. 27/1983, è contenuta nell’art. 14, comma 13 della L.R. 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004). Il secondo risultato fu, per l’appunto, l’estensione ai soggetti affetti da neoplasia maligna dell’assegno mensile di cui all’art. 1, comma 1 della L.R. n. 27/1983, riconosciuto dalla già citata lettera f) dell’art. 1, comma 1 della L.R. n. 9/2004 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24, variazioni di bilancio e disposizioni varie).

Il comma della legge finanziaria regionale 2006 che si propone di abrogare ha disposto la sospensione temporanea dell’erogazione di tale assegno mensile, segnatamente fino all’approvazione di un provvedimento che avrebbe dovuto riordinare le provvidenze in favore dei cittadini affetti da una serie di patologie tra le quali figurano tanto quelle di cui alla L.R. n. 27/1983, quanto la neoplasia maligna. Il risultato di ciò è che, presumibilmente per ragioni di contenimento della spesa regionale, si è introdotta nuovamente quella disparità di trattamento, tra cittadini affetti da patologie diverse ma che richiedono trattamenti simili, che era stata superata grazie alle due leggi regionali del 2004 testé citate.

Oltre che necessaria per ripristinare un fattore di uguaglianza tra i cittadini sardi che è andato perduto a causa dei recenti interventi legislativi, la proposta di legge giunge quanto mai opportuna dal momento che, quando mancano 20 giorni alla scadenza del termine fissato dalla L.R. n. 23/2005, ancora la Giunta regionale non ha provveduto a presentare un disegno di legge per il riordino delle provvidenze. Si deve pertanto dedurre che non sarà possibile pervenire all’approvazione di una legge in tal senso entro i termini fissati dalla L.R. n. 23/2005, pertanto appare giusto e doveroso, riscontrata l’impossibilità a riordinare le provvidenze, abrogare la sospensione della loro erogazione in favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna, unici a essere colpiti da una norma che ha avuto effetti altamente discriminatori a fronte di un risparmio per le casse della Regione che si può quantificare in poche centinaia di migliaia di Euro l’anno.


Articolo 1

(Ripristino delle provvidenze)

  1. L’art. 9, comma 9 della L.R. 24 febbraio 2006, n. 1, è abrogato.