venerdì, giugno 15, 2007

La Regione riporti Genoni e Laconi nel Sarcidano

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione all’Assessore regionale agli Enti locali, Gianvalerio Sanna, per richiedere la modifica del Piano per il riordino degli ambiti territoriali ottimali, il quale stabilisce come dovranno essere formate le unioni di Comuni e le comunità montane, in modo tale da escludere i Comuni di Genoni e Laconi dall’ambito dell’Alta Marmilla, in cui la Giunta regionale ha ritenuto di inserirli, e di includerli in quello del Sarcidano, cui storicamente appartengono.

L’interrogazione ricorda quanto sancito dalla L.R. n. 12 del 2005, secondo la quale “i Comuni individuano autonomamente gli ambiti territoriali e le forme, tra quelle previste dalla legge, per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi”, mentre il Piano “individua i caratteri territoriali degli ambiti adeguati per l’esercizio delle funzioni in forma associata, in considerazione della memoria storica e culturale dei territori e della conformazione delle regioni storiche della Sardegna”.

Nel primo schema di Piano adottato dalla Giunta, risalente all’ottobre del 2006, i Comuni di Genoni e Laconi risultavano inclusi nell’ambito del Sarcidano, così come richiesto da tutti i sindaci dell’area, poiché in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Nonostante l’iter dello schema di Piano si sia concluso senza che alcuna obiezione venisse mossa verso l’inserimento di Genoni e Laconi nel Sarcidano, nel dicembre del 2006 l’esecutivo ha approvato in via definitiva il Piano con un’importante modifica: i due Comuni sono stati ‘spostati’ nell’Alta Marmilla.

La decisione non ha tenuto conto del fatto che i Comuni del Sarcidano, Genoni e Laconi compresi, già gestiscono in forma associata numerosi servizi quali la raccolta integrata dei rifiuti, lo sportello unico delle attività produttive, lo sportello unico catastale e il sistema bibliotecario, nell’ambito della comunità montana del Sarcidano-Barbagia di Seulo. Quest’ultima, dopo essere stata disciolta insieme alle altre comunità montane della Sardegna, è ora in fase di ricostituzione e vi hanno aderito nuovamente anche i Comuni di Genoni e Laconi. L’estromissione dei due centri dall’ambito del Sarcidano comporterebbe la loro esclusione dalla gestione associata dei servizi, “con conseguenti maggiori spese a carico delle casse comunali e mancato rispetto del dettato e dello spirito” della legge.

Diana e Liori chiedono pertanto all’ Assessore “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover modificare lo schema di Piano”, ‘trasferendo’ Genoni e Laconi dal Sarcidano all’Alta Marmilla, “se ritiene che tale decisione rispetti il dettato e lo spirito” della legge e cosa intende fare per modificare la delibera di approvazione del Piano, “escludendo i Comuni di Genoni e Laconi dall’ambito territoriale ottimale dell’Alta Marmilla e includendoli in quello del Sarcidano, in ottemperanza a quanto stabilito” dalla legge.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sull’inserimento dei Comuni di Genoni e Laconi nell’ambito territoriale dell’Alta Marmilla


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • L’art. 1, comma 1, della L.R. 2 agosto 2005, n. 12, in materia di comunità montane e unioni di Comuni, prevede che “i Comuni individuano autonomamente gli ambiti territoriali e le forme, tra quelle previste dalla legge, per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi”;

  • L’art. 2 della medesima legge stabilisce la procedura per l’adozione del Piano per il riordino degli ambiti territoriali ottimali, la cui approvazione definitiva spetta alla Giunta regionale in seguito a una procedura che dà ai Comuni l’iniziativa propositiva e che prevede l’espressione di pareri da parte del Consiglio delle Autonomie locali e della Commissione consiliare competente;

  • L’art. 2, comma 2, lettera a), della legge specifica che il Piano “individua i caratteri territoriali degli ambiti adeguati per l’esercizio delle funzioni in forma associata, in considerazione della memoria storica e culturale dei territori e della conformazione delle regioni storiche della Sardegna”;


CONSIDERATO che

  • Il 28 luglio 2006, l’Assessorato agli Enti locali ha comunicato al Comune di Genoni, in sede di predisposizione del Piano di cui sopra, la sua inclusione nell’ambito territoriale ottimale del Sarcidano, apparentemente accogliendo la richiesta unitaria presentata in tal senso da tutti i sindaci del Sarcidano, nella quale era evidenziato il percorso storico, culturale, sociale ed economico comune dei loro centri e dunque il soddisfacimento dei criteri di cui all’art. 2, comma 2, lettera a) della L.R. n. 12/2005;

  • Con Del. n. 42/18 del 4 ottobre 2006, la Giunta regionale ha adottato lo schema di Piano da sottoporre al parere del Consiglio delle Autonomie locali e della Commissione consiliare competente, confermando l’inclusione del Comune di Genoni nell’ambito territoriale ottimale del Sarcidano, quest’ultimo identificato anche come in possesso dei requisiti necessari per la costituzione in comunità montana;

  • Il 20 ottobre 2006 si è tenuta l’assemblea generale dei sindaci e dei Presidenti di Provincia per l’illustrazione dello schema di Piano, nel corso della quale non è stata mossa alcuna obiezione verso l’inserimento del Comune di Genoni nell’ambito territoriale del Sarcidano;


VALUTATO che

  • Con Del. n. 52/2 del 15 dicembre 2006, la Giunta regionale ha adottato in via definitiva il Piano per il riordino degli ambiti territoriali ottimali, inserendo il Comune di Genoni nell’ambito dell’Alta Marmilla;

  • Il 3 gennaio u.s., il sindaco del Comune di Genoni ha inviato una lettera all’Assessore regionale agli Enti locali, nella quale si chiedeva di rivedere la decisione della Giunta alla luce dei criteri previsti dalla L.R. n. 12/2005 per gli ambiti territoriali ottimali, nonché del fatto che i Comuni del Sarcidano già gestiscono in forma associata numerosi servizi quali la raccolta integrata dei rifiuti, lo sportello unico delle attività produttive, lo sportello unico catastale e il sistema bibliotecario, nell’ambito della disciolta comunità montana del Sarcidano-Barbagia di Seulo;

  • L’estromissione del Comune di Genoni dall’ambito territoriale del Sarcidano comporterebbe la sua esclusione dalla gestione associata dei servizi di cui sopra, con conseguenti maggiori spese a carico delle casse comunali e mancato rispetto del dettato e dello spirito della L.R. n. 12/2005;

  • Con deliberazione n. 2 del 25 gennaio 2007, approvata all’unanimità, il Consiglio comunale di Genoni ha richiesto, in deroga alla Del. n. 52/2 di cui sopra, l’inserimento del Comune nell’ambito territoriale ottimale del Sarcidano;

  • Con deliberazione n. 8 del 7 marzo 2007, approvata all’unanimità, il Consiglio comunale di Genoni ha aderito alla ricostituenda comunità montana del Sarcidano-Barbagia di Seulo;

  • Risulta che il Comune di Laconi si trovi nella medesima situazione di quello di Genoni, in quanto anch’esso in possesso dei requisiti previsti dalla L.R. n. 12/2005 per l’inclusione nell’ambito territoriale ottimale del Sarcidano, facente parte della ricostituenda comunità montana del Sarcidano-Barbagia di Seulo ma inserito dalla Giunta regionale nell’ambito dell’Alta Marmilla;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale agli Enti locali

affinché riferisca

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover modificare lo schema di Piano per il riordino degli ambiti territoriali ottimali adottato con Del. n. 42/18 del 4 ottobre 2006, escludendo i Comuni di Genoni e Laconi dall’ambito del Sarcidano e includendoli nell’ambito dell’Alta Marmilla;

  • Se, alla luce di quanto esposto in premessa, ritiene che tale decisione rispetti il dettato e lo spirito della L.R. n. 12/2005;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di modificare la Del. n. 52/2 del 15 dicembre 2006, escludendo i Comuni di Genoni e Laconi dall’ambito territoriale ottimale dell’Alta Marmilla e includendoli in quello del Sarcidano, in ottemperanza a quanto stabilito dalla L.R. n. 12/2005.

giovedì, giugno 14, 2007

Trapianti saltati, via Zamboni e la Dirindin

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato una nuova interrogazione in merito ai trapianti di fegato saltati all’ospedale Brotzu di Cagliari. Il documento fa seguito a uno analogo depositato alla fine di marzo, cui l’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, ha dato una risposta che i due consiglieri definiscono “del tutto insoddisfacente”, dal momento che non ha preso in considerazione le richieste di rimuovere dall’incarico il dott. Fausto Zamboni, primario del Centro trapianti del Brotzu, e di chiudere temporaneamente il Centro stesso fino al ripristino delle condizioni di funzionamento ottimali.

L’interrogazione prende le mosse da quanto accaduto il 12 giugno, quando il Centro trapianti ha rifiutato il quarto intervento nell’arco degli ultimi nove mesi, in questo caso “a causa della mancanza del quantitativo di sangue trasfusionale necessario”, mentre nelle precedenti occasioni era stata “l’impossibilità di formare l’equipe specialistica”, dovuta alla “carente dotazione di personale” e alla sua “cattiva gestione”, a causare l’annullamento degli interventi già programmati.

Liori e Diana ricordano che “il trapianto è un intervento chirurgico complesso che viene sempre eseguito con procedura d’urgenza e che richiede scelte difficili”, e che “perdere un’occasione di trapianto può avere esiti fatali per il paziente”. La situazione in cui versa il Centro trapianti del Brotzu non è “ideale” per il suo corretto funzionamento: “L’equipe è sfaldata a causa dei continui contrasti tra il primario, dott. Fausto Zamboni, e il personale medico e paramedico” e sovente viene a mancare “il personale necessario per poter assicurare il regolare svolgimento dell’attività di trapianto”.

“La carenza di personale non è un evento che si verifica all’improvviso”, proseguono i due consiglieri. Inoltre, per far fronte alla carenza di sangue trasfusionale che si è verificata in occasione del trapianto programmato per il 12 giugno “non è giunta alcuna richiesta di sangue al centro trasfusionale dell’ospedale Sirai di Carbonia, il quale risulta in possesso di scorte in eccedenza” e comunque “la programmazione del fabbisogno di sangue trasfusionale deve necessariamente tenere conto del possibile verificarsi di episodi di emergenza, anche concomitanti”. Ciò ha fatto sì “che un potenziale ricevente abbia perso il suo turno per l’intervento di trapianto, il che comporterà un’attesa di durata indefinita, con conseguenti ripercussioni sia sotto il profilo fisico che sotto quello psicologico e un concreto pericolo di morte, data la gravità del male da cui è affetto”.

Liori e Diana passano poi a sottolineare quanto accaduto all’Asl n. 1 di Sassari, il cui direttore generale, dott. Bruno Zanaroli, “ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di rimettere il mandato entro la fine del corrente mese, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, preso atto del fallimento della propria gestione e in seguito all’approvazione unanime, da parte del Consiglio comunale di Sassari, di un ordine del giorno nel quale viene sottolineata la pessima situazione in cui versa l’Azienda”. Tutto ciò dimostra “il fallimento della politica dell’Assessore regionale alla Sanità, basata sull’affidamento dei posti di maggior potere nella sanità sarda a manager provenienti dal continente, sulla base di presunte e mai dimostrate maggiori competenza e rettitudine”.

Perciò, i due consiglieri chiedono all’Assessora di “rimuovere immediatamente” Zamboni dall’incarico di primario del reparto di chirurgia generale del Brotzu, di “chiudere temporaneamente il Centro trapianti” e di “presentare un dettagliato esposto” alla Procura della Repubblica di Cagliari su quanto accaduto, ipotizzando il reato di “interruzione di pubblico servizio”. Infine, Liori e Diana chiedono alla Dirindin “se intende assumersi la responsabilità politica della situazione insostenibile in cui versa la sanità sarda, alla luce dei casi esposti in premessa e di un livello generale dei servizi indegno di un paese civile, e trarne le debite conseguenze anche per quanto concerne la prosecuzione del proprio mandato assessoriale”.



INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione in cui versa il Centro trapianti di fegato dell’ospedale Brotzu e sulle relative responsabilità politiche



I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Il 12 giugno u.s., il Centro trapianti dell’Ospedale Brotzu non è stato in grado di eseguire un trapianto di fegato, nonostante la disponibilità dell’organo e del ricevente, a causa della mancanza del quantitativo di sangue trasfusionale necessario a permettere l’esecuzione dell’intervento;

  • Si tratta del quarto trapianto di fegato rifiutato dal nosocomio cagliaritano negli ultimi nove mesi;

  • I precedenti rifiuti sono stati determinati principalmente dall’impossibilità di formare l’equipe specialistica necessaria per eseguire gli interventi, a causa della carente dotazione di personale e della sua cattiva gestione;


CONSIDERATO che

  • Il trapianto è un intervento chirurgico complesso che viene sempre eseguito con procedura d’urgenza e che richiede scelte difficili, perché in lista d’attesa ci sono tanti pazienti che attendono una soluzione per mali irreversibili;

  • La posizione di un paziente nella lista d’attesa dipende anche dallo stato di salute del paziente stesso, ma può capitare che un paziente posizionato in cima alla lista, che versa in gravissime condizioni, si trovi a dover attendere più di un paziente meno grave per ragioni di ricevibilità dell’organo disponibile;

  • Ne consegue che perdere un’occasione di trapianto può avere esiti fatali per il paziente;

  • Ne consegue inoltre che l’accuratezza nell’organizzazione e nella coesione dell’equipe sono di fondamentale importanza per il funzionamento di un Centro trapianti;


VERIFICATO che

  • La situazione in cui versa il Centro trapianti di fegato del Brotzu non ricalca minimamente quella testé descritta come ideale per il corretto funzionamento del Centro: l’equipe è sfaldata a causa dei continui contrasti tra il primario, dott. Fausto Zamboni, e il personale medico e paramedico, e sia l’articolazione dei turni di lavoro che i rapporti conflittuali tra il primario e i suoi collaboratori fanno sì che venga sovente a mancare il personale necessario per poter assicurare il regolare svolgimento dell’attività di trapianto;

  • A tutt’oggi, non risulta che sia stato assunto alcun provvedimento, né da parte del primario, né da parte dei dirigenti cui dovrebbe spettare il compito di coordinare l’attività dei diversi reparti dell’ospedale, finalizzato al superamento della situazione attuale;


SOTTOLINEATO che

  • La carenza di personale non è un evento che si verifica all’improvviso e qualunque dirigente dotato di un minimo di buon senso provvede per tempo a operare le necessarie sostituzioni, anche per mezzo dell’acquisto di prestazioni interne o in mobilità;

  • Per quanto concerne la carenza di sangue trasfusionale verificatasi il 12 giugno u.s., invece, l’ufficio stampa dell’azienda Brotzu ha riferito agli organi di informazione che è stata determinata dall’imprevedibile necessità, occorsa due giorni prima, di una grande quantità di sangue per il soccorso a un paziente in immediato pericolo di vita;

  • Tale spiegazione non può essere ritenuta soddisfacente, dal momento che la programmazione del fabbisogno di sangue trasfusionale deve necessariamente tenere conto del possibile verificarsi di episodi di emergenza, anche concomitanti;

  • A quanto si apprende dalla stampa, dall’ospedale Brotzu non è giunta alcuna richiesta di sangue al centro trasfusionale dell’ospedale Sirai di Carbonia, il quale risulta in possesso di scorte in eccedenza;

  • Considerata la distanza tra Carbonia e Cagliari, il centro trasfusionale dell’ospedale Sirai sarebbe stato in grado di far arrivare al Brotzu il sangue necessario per l’esecuzione del trapianto in un tempo stimabile in 40 minuti, sufficiente a fare sì che l’intervento non venisse rifiutato;

  • I fatti verificatisi il 12 giugno u.s. hanno fatto sì che un potenziale ricevente abbia perso il suo turno per l’intervento di trapianto, il che comporterà un’attesa di durata indefinita, con conseguenti ripercussioni sia sotto il profilo fisico che sotto quello psicologico e un concreto pericolo di morte, data la gravità del male da cui è affetto;


VALUTATO che

  • Relativamente alla gravissima situazione in cui versa il centro trapianti di fegato dell’ospedale Brotzu, gli scriventi hanno presentato un’interrogazione il 28 marzo u.s., alla quale l’Assessore regionale alla Sanità ha dato una risposta del tutto insoddisfacente;

  • Nessuna misura è stata adottata dalla Giunta regionale per ottemperare alle richieste, avanzate dagli scriventi, di rimuovere dall’incarico il dott. Zamboni e di chiudere temporaneamente il Centro trapianti fino al ripristino delle sue condizioni di funzionamento ottimali;

  • Il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale n. 1, dott. Bruno Zanaroli, ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di rimettere il mandato entro la fine del corrente mese, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, preso atto del fallimento della propria gestione e in seguito all’approvazione unanime, da parte del Consiglio comunale di Sassari, di un ordine del giorno nel quale viene sottolineata la pessima situazione in cui versa l’Azienda;

  • Le dimissioni del dott. Zanaroli e i frequenti trapianti rifiutati dal reparto diretto dal dott. Zamboni dimostrano il fallimento della politica dell’Assessore regionale alla Sanità, basata sull’affidamento dei posti di maggior potere nella sanità sarda a manager provenienti dal continente, sulla base di presunte e mai dimostrate maggiori competenza e rettitudine;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale alla Sanità

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di rimuovere immediatamente il dott. Fausto Zamboni dall’incarico di primario del reparto di chirurgia generale dell’ospedale Brotzu;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di chiudere temporaneamente il Centro trapianti e affinché i pazienti siano iscritti nelle liste d’attesa di altri Centri, fino a quando non saranno poste in essere tutte le condizioni necessarie al suo corretto funzionamento, impegnandosi contestualmente a fare sì che tale chiusura abbia la più breve durata possibile;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di presentare alla Procura della Repubblica di Cagliari un dettagliato esposto sui fatti accaduti il 12 giugno u.s. presso il Centro trapianti di fegato dell’ospedale Brotzu, in merito alla possibilità che sia stato commesso il reato di interruzione di pubblico servizio;

  • Se intende assumersi la responsabilità politica della situazione insostenibile in cui versa la sanità sarda, alla luce dei casi esposti in premessa e di un livello generale dei servizi indegno di un paese civile, e trarne le debite conseguenze anche per quanto concerne la prosecuzione del proprio mandato assessoriale.

mercoledì, giugno 13, 2007

Ballottaggi, il prossimo passo sono le dimissioni di Soru

“Non può certo bastare appellarsi ai difetti di comunicazione o a una presunta mancanza di coesione nella maggioranza che governa la Regione per spiegare la debacle del centrosinistra alle elezioni amministrative. Anziché accampare scuse maldestre, il governatore Renato Soru prenda atto delle sue responsabilità e si faccia da parte: i sardi hanno avuto modo di sperimentare le sue politiche per quasi tre anni, hanno potuto valutarle e hanno deciso che non ne vogliono più sapere. Il voto delle comunali è stato soprattutto un voto contro Soru il quale, ora che non ha più l’appoggio della maggioranza degli elettori, è tenuto a rassegnare le dimissioni per consentire ai sardi di scegliersi un nuovo governo, che sappia coglierne le istanze e le aspirazioni come non sa fare quello attualmente in carica”. A dichiararlo sono i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a commento dei risultati dei ballottaggi di domenica e lunedì scorsi e delle prime reazioni politiche da parte del governatore e di altri esponenti della maggioranza.

“Ormai, a Soru è rimasto ben poco da dire. I sardi conoscono fin troppo bene i contenuti e i risultati della sua azione di governo, mentre la presunta mancanza di coesione della maggioranza non esiste, dal momento che il centrosinistra si è sempre mantenuto fedele ai suoi ordini, salvo qualche episodio marginale”, proseguono i due consiglieri. “Dunque, le sue responsabilità sono chiare ed evidenti, così come quelle della coalizione che lo ha sostenuto e continua a sostenerlo in barba al mutato orientamento dei sardi che l’hanno votata nel 2004”.

“Per questo chiediamo che ci sia risparmiata la farsa di un rimpasto di Giunta in cui cambierà tutto per non cambiare nulla, un’operazione di facciata che lascerà il potere assoluto nelle mani del governatore con assessori diversi a fare da prestanome e parafulmini per le sue decisioni”, concludono Diana e Liori. “Non esistono più alternative alle elezioni anticipate. Soru si dimetta e consenta agli elettori di decidere una volta e per sempre che ne hanno avuto abbastanza di lui e delle sue politiche populiste, demagogiche e contrarie al bene comune dei sardi”.

domenica, giugno 10, 2007

Costi della politica, Soru dica la verità in Aula

“Assistiamo all’ennesima scorrettezza del governatore Renato Soru, che ha pensato bene di condizionare non soltanto la chiusura della campagna elettorale per i ballottaggi ma persino il periodo di ‘silenzio elettorale’ con i suoi comizi a mezzo stampa in cui vanta mirabolanti risultati nei tagli alle spese della macchina burocratica regionale”, dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori. “Questa volta, però, non staremo a guardare: Soru dovrà riferire in Aula e dimostrare una volta per tutte a quanto ammontano i risparmi e a quanto gli aumenti di spesa causati dalla sua politica populista e demagogica”.

“Il governatore dice di aver tagliato mille posti di sottogoverno”, proseguono i due consiglieri. “A cosa si riferisce, precisamente? Si riferisce forse ai posti da consigliere e assessore nelle comunità montane, ancora perfettamente funzionanti secondo il vecchio ordinamento nonostante il loro scioglimento sia stato disposto per legge ormai da diverso tempo? Sarà forse che chi quella legge dovrebbe applicarla preferisce occupare gli organi di informazione con sparate a effetto nel tentativo di raggranellare qualche voto in più per i suoi candidati sindaco invece che lavorare per cercare di ottenere risultati concreti?”

“Le uniche cose reali sono la marea di consulenti che Soru ha convenzionato nel corso della legislatura, dei quali è impossibile persino conoscere i compensi perché si guarda bene dal rispondere alle interrogazioni che gli vengono presentate al riguardo, e i zgoffi tentativi di rafforzare il suo status di governatore-imperatore, come la proposta di raddoppiare il suo ufficio di gabinetto con relativi autisti, commessi e quant’altro. Quanti soldi guadagnano il direttore generale e il capo ufficio stampa della Presidenza della Regione? Impossibile saperlo: le nostre interrogazioni non hanno ancora avuto una risposta”, concludono Diana e Liori. “Per questo, la prossima settimana, i gruppi consiliari del centrodestra presenteranno una mozione per discutere in Aula delle spese del governatore, in modo tale che Soru possa dimostrare pubblicamente quanti soldi sta realmente facendo risparmiare ai sardi – ammesso e non concesso che ne stia facendo risparmiare – e altrettanto pubblicamente assumersi la responsabilità delle laute spese che le casse regionali devono sostenere per locupletare la sontuosa corte di fedelissimi di cui si è circondato”.

venerdì, giugno 08, 2007

Ente acque della Sardegna, un nome da cambiare subito

“Il Consiglio regionale deve provvedere al più presto a cambiare nome all’Ente acque della Sardegna, nuova denominazione per il ‘vecchio’ – si fa per dire, visto che ha vissuto per meno di un anno – Ente delle risorse idriche della Sardegna (Eris) introdotta dalla finanziaria 2007”: lo segnalano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana. “L’abbreviazione Enas indicata nel testo della legge, infatti, è identica a quella adottata dall’Ente nazionale di assistenza sociale, patronato dell’Unione generale dei lavoratori (Ugl). Ciò non è consentito dalla legislazione nazionale ed espone la finanziaria a un ulteriore rischio di impugnazione oltre quelli già noti”.

“Per risolvere un errore materiale che non vogliamo si tramuti nell’ennesimo caso di superficialità legislativa come quelli cui ci stiamo abituando in questa legislatura, ci attiveremo immediatamente”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Già dalla prossima settimana, presenteremo una proposta di legge per modificare l’art. 13, comma 12, della finanziaria, sostituendo il nome Enas. Auspichiamo che la maggioranza voglia collaborare affinché tale modifica possa essere approvata in tempi rapidi e con il consenso unanime dell’intero Consiglio, cui si permetterebbe così di sottrarsi a un’altra di quelle brutte figure in cui le istituzioni democratiche non dovrebbero mai cadere”.

mercoledì, giugno 06, 2007

Tassa sui cani, al ridicolo non c’è limite

“La tassa sui cani che il governatore Renato Soru si appresta a introdurre lascia senza parole. Ormai, l’unica priorità che guida l’azione di governo della Regione è l’invenzione di nuove imposte con cui tartassare i sardi. Soru è riuscito a portare la fantasia al potere, ma per usarla contro i cittadini”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla notizia dell’imminente introduzione di una tassa che colpirà i proprietari di cani, i cui introiti saranno usati per coprire le spese di cattura dei randagi e il loro mantenimento nei canili municipali.

“Davvero il governatore ritiene giusto colpire i proprietari responsabili per rifarsi dei costi sostenuti dalle casse pubbliche per colpa di chi abbandona gli animali?”, proseguono i due consiglieri. “Davvero il governatore non si rende conto che così facendo non otterrà altro che un incremento esponenziale degli abbandoni e dunque del randagismo? L’unica cosa di cui certamente si rende conto è l’accanimento scientifico che sta riservando ai cacciatori sin dall’inizio della legislatura, una strategia ipocrita da parte di chi non ha il coraggio di vietare del tutto l’attività venatoria per non perdere voti”.

“Intanto, chiediamo sin da ora l’intervento del Wwf per difendere i cani dalla furia vessatoria di Soru”, concludono Diana e Liori. “Non osiamo immaginare le prossime iniziative della Giunta. Ci sarà anche un’imposta per i cani titolari di seconde cucce a uso turistico nella fascia costiera? Insomma, non passa giorno in cui il governatore ci dimostra che al ridicolo non c’è davvero limite”.

martedì, giugno 05, 2007

Il governatore Soru porta a Oristano una pioggia di promesse elettorali

“E’ inaccettabile che il presidente Soru abbia deciso di fissare la firma dell’Intesa istituzionale con la Provincia di Oristano ad appena due giorni dal ballottaggio per le elezioni nel Comune capoluogo. Venerdì, il presidente sarà a Oristano per promettere una pioggia di milioni: il giusto premio per le recenti acquisizioni del centrosinistra oristanese e una mossa astuta per cercare di conquistare i voti degli indecisi”, dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori.

“Per fortuna, sappiamo bene che gli Oristanesi non si lasceranno abbindolare dalle iniziative elettoralistiche del governatore e dei suoi luogotenenti, perché sanno fin troppo bene quali disastri le politiche della giunta Soru stanno causando nel loro territorio”, proseguono i due consiglieri. “Non sarà promettendo una pioggia di milioni che non arriveranno mai, che il governatore potrà cancellare i suoi sciagurati provvedimenti contro lo sviluppo della Sardegna e in particolare dell’Oristanese”.

“Abbiamo già visto a Nuoro cosa sono le Intese istituzionali di Soru, atti calati dall’alto senza alcuna consultazione con le comunità locali”, concludono Diana e Liori. “Anche a Oristano sarà così: nessuna concertazione ma solo una magnanima elargizione per premiare le nuove fedeltà recentemente acquisite. A Soru suggeriamo di scegliere quantomeno una data più opportuna, perché gli Oristanesi non si presteranno a subire passivamente la campagna elettorale sua, del centrosinistra e di chi li sostiene, ma coglieranno l’occasione per mostrargli cosa realmente pensano delle sue politiche contro le zone interne e contro lo sviluppo”.

lunedì, giugno 04, 2007

Ecco il nuovo Assessore al Bilancio: Renato Soru

“Come dagli ordini impartiti dal presidente Soru, non appena approvata la finanziaria, l’assessore Dadea, che ha avuto ad interim la delega al Bilancio e alla Programmazione allo scopo di seguire l’iter consiliare della manovra, ha rimesso la delega nelle mani del governatore. Il quale, come ha annunciato nei giorni scorsi, ha provveduto a nominare un nuovo assessore con delega piena: se stesso”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla notizia del passaggio della delega al Bilancio e alla Programmazione dall’Assessore alle Riforme, Massimo Dadea, al Presidente della Regione, Renato Soru.

“Ci piacerebbe conoscere con esattezza qual è l’attuale composizione della Giunta regionale”, proseguono i due consiglieri, “perché tra interim, dimissioni e defenestrazioni abbiamo perso il conto. I continui cambi all’interno dell’esecutivo tolgono al Consiglio regionale ogni punto di riferimento: com’è possibile rapportarsi con un organo di governo la cui composizione varia da un giorno all’altro?”.

“Intanto”, concludono Diana e Liori, “Soru è tornato a ricoprire l’incarico di Assessore al Bilancio e alla Programmazione, e potrà cominciare sin da subito a dettare le linee della prossima finanziaria, che dovrà essere presentata entro meno di quattro mesi. A questo punto, se mai sarà nominato questo fantomatico nuovo assessore con delega piena, magari nell’ottica di un allargamento della maggioranza, il suo ruolo è già deciso: apporre la firma e assumersi la responsabilità di quanto partorito dal governatore. Il ruolo politico degli assessori continua a essere calpestato: nella monocrazia soriana c’è spazio per un solo pensiero, quello del governatore, mentre gli altri possono aspirare al massimo al ruolo di esecutori materiali”.

venerdì, giugno 01, 2007

Ecco le politiche attive per il lavoro di Soru: 6 mila posti da cavia umana

“Dal momento che i sardi non possono essere un popolo di camerieri, il presidente Soru ha trovato per loro un’occupazione alternativa: la cavia umana. Finalmente è stato alzato il velo sotto cui era tenuta nascosta Fase Uno, la società fondata dalla Regione per assistere la sperimentazione farmaceutica e il deposito dei nuovi brevetti, ma non si tratta di una bella sorpresa. Fase Uno, infatti, farà sperimentazione clinica su un bacino di 5-6 mila volontari sardi, che avranno l’onore di testare sul loro corpo se le nuove molecole guariscono le malattie e, soprattutto, se hanno effetti collaterali letali”: è quanto dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, dopo aver letto il Piano strategico e il Programma di attività di Fase Uno srl, società fondata dalla Regione nei mesi scorsi.

“In realtà, non sono veri e propri posti di lavoro: trattandosi di volontari, non percepiranno un centesimo, se non la soddisfazione di mettere a repentaglio la propria salute per amore della scienza”, proseguono i due consiglieri. “Per loro, infatti, non è previsto alcuno stanziamento. Del resto, partendo con i 3.885.000 euro stanziati dalla Regione, considerato che 85 mila euro serviranno per remunerare il comitato scientifico che governerà la società, che 3 milioni serviranno per finanziare un ‘bando di selezione per agenti diagnostici e terapeutici’, che 200 mila serviranno per ‘affittare’ un reparto dell’ospedale Brotzu con il relativo personale e che il resto se ne andrà in spese di gestione e investimenti in attrezzature mediche, è chiaro che per le 5-6 mila cavie non avanzerà nulla”.

“Nulla dagli investimenti e nulla dai ricavi: quelli di Fase Uno saranno modesti, ammesso che ve ne siano, e saranno interamente reinvestiti in altre ricerche, mentre i miliardi li faranno le aziende farmaceutiche che depositeranno i brevetti e produrranno i nuovi farmaci in esclusiva, vendendoli a caro prezzo”, concludono Liori e Diana. “E non dimentichiamo Shardna, la società di ricerche biotech del presidente Soru, che certamente guarderà con molto interesse il progetto (ma di questo avremo modo di parlare più diffusamente nei prossimi giorni). In tutto questo, per i sardi ci sarà solo da rischiare la salute, e magari anche la vita, gratis, per amore della scienza. E di un governatore che non li vuole camerieri”.

domenica, maggio 27, 2007

Che bell’idea, il pareo identitario griffato Martissima!

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, presenteranno all’inizio della prossima settimana un’interrogazione all’Assessora regionale al Turismo, Commercio e Artigianato, Luisanna Depau, in merito a un’iniziativa per la promozione del turismo in Sardegna che prevede la realizzazione di un pareo e di una maglietta, firmati rispettivamente dagli stilisti Marta Marzotto ed Elio Fiorucci, sui quali sarà riprodotta una carta geografica della Sardegna, su cui saranno evidenziate le principali località turistiche con le relative attrattive. L’iniziativa, che rientra nel ciclo di eventi ‘Fenicinsardegna’, è stata presentata il 25 maggio a Roma dall’assessora Depau.

I due consiglieri fanno notare che l’iniziativa “non appare in linea con gli indirizzi del Piano regionale per lo sviluppo turistico sostenibile”, recentemente adottato dalla Giunta regionale, il quale prevede che sia data priorità alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla promozione delle zone interne, “indirizzi che mal si sposano alla scelta di due capi di vestiario tipicamente estivi e legati al turismo balneare”.

Diana e Liori chiedono che l’Assessora riferisca “a quanto ammontano i costi sostenuti dalla Regione” per realizzare la manifestazione ‘Fenicinsardegna’, “quali sono gli esatti termini dei contratti sottoscritti con gli stilisti Marta Marzotto ed Elio Fiorucci, e con le altre personalità culturali, scientifiche e artistiche che saranno coinvolte”, se a loro vantaggio “sono previste forme di esenzione dalle imposte regionali sulle seconde case ad uso turistico e sulle imbarcazioni da diporto” e “quale incremento la manifestazione sarà in grado di determinare nei flussi turistici, in particolare in quelli relativi ai mesi da settembre a maggio e diretti verso le zone interne, secondo le stime preventive effettuate dall’Assessorato”.

Relativamente al pareo e alla maglietta, invece, i due consiglieri chiedono se la Depau ritiene che siano tali da “veicolare in modo corretto l’identità del popolo sardo”, dal momento che non si possono certo dire legati “alla tradizione storica e culturale isolana”, e se siano in grado di garantirne quantomeno il rispetto, trattandosi di indumenti destinati “a coprire le nudità dei bagnanti per il minimo indispensabile a rispettare la pubblica decenza nei tragitti da e per la spiaggia”. Infine, Diana e Liori chiedono “secondo quali criteri sono state selezionate le località da evidenziare nella carta geografica riprodotta sugli indumenti” e per quali ragioni non si è ritenuto di affidarne la realizzazione “a sartorie artigiane sarde per il tramite dell’agenzia Sardegna Promozione, tenuto conto che ciò avrebbe consentito di unire la promozione delle attrattive turistiche alla promozione delle produzioni artigiane isolane”.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative per la promozione del turismo nell’Isola legate al ciclo di eventi ‘Fenicinsardegna’


I sottoscritti,


PREMESSO che, in occasione della conferenza stampa di presentazione del ciclo di eventi ‘Fenicinsardegna’, che si è tenuta il 25 maggio u.s. a Roma, nella sede dell’Associazione stampa estera, l’Assessore regionale al Turismo, Commercio e Artigianato ha illustrato alcune nuove iniziative ideate in occasione della manifestazione allo scopo di promuovere l’industria turistica sarda incrementando l’attrattività turistica della Sardegna;

CONSIDERATO che, tra le iniziative di cui sopra, figura la realizzazione di un pareo e di una maglietta, affidate rispettivamente agli stilisti Marta Marzotto ed Elio Fiorucci, aventi lo scopo di promuovere l’identità turistica della Sardegna per mezzo della riproduzione di una carta geografica su cui sono evidenziate le principali località turistiche con le relative attrattive;

VALUTATO che l’iniziativa non appare in linea con gli indirizzi del Piano regionale per lo sviluppo turistico sostenibile, di cui la Giunta regionale ha preso atto con Del. n. 19/1 del 9 maggio 2007, i quali prevedono che sia data priorità alle iniziative finalizzate a destagionalizzare i flussi turistici e a promuovere le attrattive turistiche delle zone interne, indirizzi che mal si sposano alla scelta di due capi di vestiario tipicamente estivi e legati al turismo balneare;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale al Turismo, Commercio e Artigianato

affinché riferisca

  • A quanto ammontano i costi sostenuti dalla Regione per la realizzazione del ciclo di eventi ‘Fenicinsardegna’;

  • Quali sono gli esatti termini dei contratti sottoscritti con gli stilisti Marta Marzotto ed Elio Fiorucci, e con le altre personalità culturali, scientifiche e artistiche che saranno coinvolte nel ciclo di eventi;

  • Se, nelle more dei suddetti contratti, sono previste forme di esenzione dalle imposte regionali sulle seconde case ad uso turistico e sulle imbarcazioni da diporto;

  • Quale incremento la manifestazione sarà in grado di determinare nei flussi turistici, in particolare in quelli relativi ai mesi da settembre a maggio e diretti verso le zone interne, secondo le stime preventive effettuate dall’Assessorato al Turismo, Commercio e Artigianato;

  • Se ritiene che il particolare tipo di indumenti realizzato dagli stilisti Marzotto e Fiorucci, non certo legato alla tradizione storica e culturale isolana, sia tale da veicolare in modo corretto l’identità del popolo sardo;

  • Se ritiene che un tipo di indumenti destinato a coprire le nudità dei bagnanti per il minimo indispensabile a rispettare la pubblica decenza nei tragitti da e per la spiaggia possa essere ritenuto rispettoso dell’identità del popolo sardo;

  • Secondo quali criteri sono state selezionate le località da evidenziare nella carta geografica riprodotta sugli indumenti;

  • Per quali ragioni non si è ritenuto di affidare la realizzazione di tali indumenti a sartorie artigiane sarde per il tramite dell’agenzia Sardegna Promozione, tenuto conto che ciò avrebbe consentito di unire la promozione delle attrattive turistiche alla promozione delle produzioni artigiane isolane.


venerdì, maggio 25, 2007

Legge 9, evitiamo un’altra stagione di ricorsi

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione urgente all’Assessora regionale al Turismo, Commercio e Artigianato, Luisanna Depau, per chiedere che venga posticipata di altri dieci giorni la scadenza del bando per le agevolazioni alle attività commerciali ai sensi della L.R. 9/2002 e che venga rivista la modulistica predisposta dall’Assessorato per la domanda di partecipazione.

L’interrogazione, che trae spunto anche dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente regionale di Confcommercio, Gavino Sini, sottolinea che il bando per l’annualità 2006, essendo stato pubblicato il 16 aprile scorso, giunge già con un notevole ritardo. Inoltre, per venire incontro a una precisa richiesta dei commercianti, la data di scadenza è stata posticipata dal 16 maggio al 10 giugno. Non è stata invece accolta la richiesta di modificare il modulo di domanda predisposto dall’Assessorato al Turismo, Commercio e Artigianato che, si legge nell’interrogazione, “richiede ai candidati di fornire informazioni che non è possibile reperire”. Viene ad esempio richiesto il valore del contributo in conto interessi a carico della Regione, “che può essere determinato solo ed esclusivamente conoscendo il tasso di interesse che sarà praticato dall’istituto di credito all’atto dell’erogazione”. Chi richiede il contributo per l’avvio di una nuova attività, invece, è tenuto come chiunque altro a comunicare l’iscrizione alla Camera di Commercio e il fatturato, informazioni “impossibili da fornire” perché non ancora esistenti.

I due consiglieri fanno notare il rischio che sia presentato “un gran numero di ricorsi amministrativi” da parte delle attività escluse, “con conseguenti costi per l’Amministrazione regionale e ulteriori ritardi nell’erogazione dei contributi, come già è avvenuto relativamente al bando per l’annualità 2005” e rilevano lo “scarso interesse mostrato dalla Giunta regionale nei confronti del settore commerciale sin dall’inizio della legislatura e ribadito nuovamente anche in occasione dell’approvazione della legge finanziaria regionale per il 2007, quando la rigidità dell’esecutivo nell’individuazione della copertura finanziaria non ha consentito di incrementare lo stanziamento, pesantemente insufficiente, previsto per il rifinanziamento della L.R. 9/2002, che quindi nelle annualità a venire non potrà garantire un adeguato sostegno alle attività commerciali”.

Pertanto, Diana e Liori chiedono all’assessora Depau un’ulteriore proroga di almeno dieci giorni della scadenza del bando e la convocazione di “un tavolo tecnico con le associazioni di categoria al fine di apportare le necessarie modifiche alla modulistica”.




INTERROGAZIONE URGENTE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure relative all’assegnazione dei contributi alle attività commerciali ai sensi della L.R. 21 maggio 2002, n. 9


I sottoscritti,


PREMESSO che il 16 aprile u.s. è stato pubblicato sul sito Internet della Regione il bando per le agevolazioni finanziarie a favore delle piccole e medie imprese commerciali e dei centri commerciali naturali ai sensi della L.R. 21 maggio 2002, n. 9, e successive modificazioni, relativamente all’annualità 2006;

EVIDENZIATO che il bando relativo all’annualità 2006 è stato pubblicato nel quarto mese dell’anno 2007, dunque è già stato accumulato un consistente ritardo nella spendita delle relative risorse;

CONSIDERATO che, per venire incontro alle esigenze delle attività interessate a partecipare al bando, la scadenza è stata prorogata dal 16 maggio u.s. al 10 giugno p.v.;

RAMMENTATO che, unitamente alla proroga, le attività commerciali interessate a partecipare al bando hanno richiesto alla Regione alcune modifiche al modulo di domanda, che non risulta siano state apportate;

SOTTOLINEATO che il modulo di domanda predisposto dall’Assessorato al Turismo, Commercio e Artigianato richiede ai candidati di fornire informazioni che non è possibile reperire, come il valore del contributo in conto interessi a carico della Regione, che può essere determinato solo ed esclusivamente conoscendo il tasso di interesse che sarà praticato dall’istituto di credito all’atto dell’erogazione, o informazioni relative all’iscrizione alla Camera di Commercio e al fatturato conseguito nell’annualità precedente o nei primi mesi dell’anno, impossibili da fornire per le imprese che usufruiscono dei contributi per l’avvio di nuove attività;

VALUTATO che, qualora l’Assessorato non dovesse procedere alla modifica della modulistica, è prevedibile un gran numero di ricorsi amministrativi da parte delle attività che si ritroveranno escluse dalle agevolazioni per non essere state in grado di fornire le informazioni di cui sopra, con conseguenti costi per l’Amministrazione regionale e ulteriori ritardi nell’erogazione dei contributi, come già è avvenuto relativamente al bando per l’annualità 2005;

PRESO ATTO dello scarso interesse mostrato dalla Giunta regionale nei confronti del settore commerciale sin dall’inizio della legislatura e ribadito nuovamente anche in occasione dell’approvazione della legge finanziaria regionale per il 2007, quando la rigidità dell’esecutivo nell’individuazione della copertura finanziaria non ha consentito di incrementare lo stanziamento, pesantemente insufficiente, previsto per il rifinanziamento della L.R. n. 9/2002, che quindi nelle annualità a venire non potrà garantire un adeguato sostegno alle attività commerciali;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale al Turismo, Commercio e Artigianato

affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di concedere un’ulteriore proroga di almeno dieci giorni per la scadenza del bando per le agevolazioni previste dalla L.R. n. 9/2002, convocando nel contempo un tavolo tecnico con le associazioni di categoria al fine di apportare le necessarie modifiche alla modulistica predisposta per la partecipazione al bando.


mercoledì, maggio 23, 2007

La verità sul nuovo campus universitario di Cagliari

Qual è l’operazione che si cela dietro il nuovo campus universitario che dovrebbe sorgere nell’area nota come ‘ex Sem’, nella città di Cagliari? I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Antonello Liori e Mario Diana, hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Regione, Renato Soru, e all’Assessore regionale alla Pubblica istruzione, Carlo Mannoni, per cercare di fare chiarezza.

La costruzione del campus è stata sbloccata con il maxi-collegato alla finanziaria dello scorso anno, L.R. 4/2006, il quale, oltre a stanziare complessivamente 17 milioni e mezzo di Euro per finanziare l’opera (che dovrà garantire almeno mille posti letto), prevede il trasferimento all’Ersu di immobili regionali fino a un valore di 8 milioni di Euro, da dismettere per integrare lo stanziamento della Regione. Il passo successivo si è avuto con la delibera 38/4 del 19 settembre scorso, che ha disposto il trasferimento all’Ersu di sette immobili siti nella città di Cagliari, che oggi ospitano uffici regionali, per un valore complessivo prossimo a 8 milioni di Euro, stabilendo però che l’Ente ne entrerà in possesso solamente quando saranno state costruite nuove sedi in cui ospitare gli uffici regionali.

L’ultimo atto, per ora, è la delibera 16/8 del 24 aprile scorso, con cui la Giunta detta le direttive necessarie alla realizzazione del progetto di massima elaborato dall’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha. Nella delibera, l’esecutivo riconosce che il progetto eccede, per dimensioni e costi di realizzazione, gli standard fissati dal contratto già in essere tra la Regione e la ditta privata che dovrà eseguire i lavori (che è anche l’attuale titolare dell’area), ma riferisce che sono giunte dall’Ersu rassicurazioni sul fatto che l’opera potrà essere realizzata senza un ulteriore stanziamento di fondi regionali. Nella delibera, la Giunta dà mandato all’Ente di procedere all’acquisizione dell’area, alle dismissioni immobiliari necessarie a finanziare l’acquisizione e quindi all’esecuzione dei lavori.

Diana e Liori fanno notare che “analoghi progetti presentati in passato” relativamente alla realizzazione di campus universitari nell’area ‘ex Sem’ “sono stati respinti nonostante venissero proposti un numero inferiore di posti letto e standard dimensionali notevolmente inferiori”, che “non risulta che il Comune di Cagliari abbia provveduto ad apportare al proprio Piano urbanistico comunale le variazioni necessarie a consentire la realizzazione dell’opera” e che “non è pertanto possibile individuare alcuna ragione per cui la Regione debba, nella fase attuale, deliberare la realizzazione dell’opera, della quale manca ancora la progettazione esecutiva e che non potrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche dal Comune di Cagliari”.

Relativamente alle dismissioni, invece, i due consiglieri sottolineano che l’incremento degli standard dimensionali e finanziari dell’opera fa sì che “il valore complessivo degli immobili di cui si è disposto il trasferimento nel settembre del 2006 non sia sufficiente a garantire la copertura finanziaria dell’opera, dal momento che all’adozione della delibera la Giunta regionale non poteva prevedere che, diversi mesi più tardi, avrebbe adottato un progetto di massima comportante maggiori oneri” e che l’esecutivo, nell’emanare le disposizioni per la realizzazione del progetto, “non indica esplicitamente quali siano gli immobili che l’Ersu dovrebbe dismettere al fine di garantire la copertura finanziaria”.

Diana e Liori chiedono dunque di sapere “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di procedere alla realizzazione del progetto nonostante questo ecceda gli standard dimensionali precedentemente previsti dalla Regione anziché chiedere una rettifica dello stesso o affidare la realizzazione di un nuovo progetto”, “quale è l’esatto importo previsto per l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e per la realizzazione dell’opera” e “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover deliberare sin da ora di dare mandato all’Ersu affinché proceda alla realizzazione, nonostante non esista ancora un progetto esecutivo e soprattutto nonostante la destinazione urbanistica dell’area interessata non consenta la realizzazione”.

I due consiglieri chiedono inoltre di sapere “per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dare mandato all’Ersu di procedere alla dismissione di beni propri al fine di garantire la copertura finanziaria di un’opera che, allo stato attuale, non può ancora essere realizzata”, “quali sono i beni immobili oggetto della dismissione, quale è il loro valore e se sono già di proprietà dell’Ersu o devono essere trasferiti dalla Regione”, “se si prevede uno scambio con il soggetto esecutore dei lavori, con conseguente cessione degli immobili da dismettere al medesimo soggetto, o se gli immobili saranno ceduti a terzi affinché il ricavato venga utilizzato per dare copertura finanziaria all’opera”. Per completezza, si rammenta che l’Ente è proprietario di immobili prestigiosi nella città di Cagliari, come l’ex Hotel Moderno di via Roma, oggi adibito a Casa dello Studente.

Diana e Liori chiedono inoltre, “nel caso in cui gli immobili siano stati sottoposti a valutazione più di una volta negli ultimi tre anni, quando sono state effettuate tali valutazioni e con quali esiti”, al fine di verificare l’infondatezza delle voci secondo cui esisterebbero più valutazioni degli immobili da dismettere, i quali nel giro di poche settimane sarebbero stati pesantemente svalutati. Infine, nell’interrogazione si chiede di trasmettere tutti gli atti relativi al progetto per il campus universitario e alle dismissioni, nonché di annullare la delibera dell’aprile scorso, rigettando il progetto del prof. Mendes da Rocha in quanto non compatibile con gli standard dimensionali e finanziari prefissati, di disporre una nuova progettazione e di richiedere, nel contempo, che il Comune di Cagliari provveda alle varianti urbanistiche necessarie alla realizzazione del campus nell’area ‘ex Sem’.



INTERROGAZIONE LIORI – DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, avente per oggetto “Legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, articolo 25. Disposizioni urgenti per il potenziamento delle strutture residenziali dell’Ersu di Cagliari. Direttive.”


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • L’art. 25, comma 1, della L.R. 11 maggio 2006, n. 4, stanzia la somma complessiva di 17.500.000 Euro, finalizzata all’acquisto dell’area nota come ‘ex Sem’, nella città di Cagliari, e alla realizzazione di un campus universitario di almeno mille posti letto;

  • Con Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, la Giunta regionale ha emanato le direttive necessarie alla definizione degli atti propedeutici alla realizzazione del progetto di massima elaborato dall’architetto prof. Paulo Mendes da Rocha, brasiliano, di cui nella medesima delibera si legge “vincitore del Premio Pritzker 2006”;

  • Tale progetto eccede, per dimensioni e costi di realizzazione, quanto esplicitamente indicato nel contratto stipulato con il soggetto esecutore dei lavori in data 27 luglio 2006, ma la Giunta regionale ha deciso di disporne comunque la realizzazione anche alla luce delle rassicurazioni ricevute dall’Ersu, secondo cui non si rende necessario un ulteriore stanziamento di fondi regionali per garantire la copertura finanziaria dell’opera;


CONSIDERATO che

  • Analoghi progetti presentati in passato dai soggetti privati che si sono succeduti nella proprietà dell’area sono stati respinti nonostante venissero proposti un numero inferiore di posti letto e standard dimensionali notevolmente inferiori a quelli del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha;

  • A tutt’oggi, non risulta che il Comune di Cagliari abbia provveduto ad apportare al proprio Piano urbanistico comunale le variazioni necessarie a consentire la realizzazione dell’opera;

  • Non è pertanto possibile individuare alcuna ragione per cui la Regione debba, nella fase attuale, deliberare la realizzazione dell’opera, della quale manca ancora la progettazione esecutiva e che non potrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche dal Comune di Cagliari;


VALUTATO che

  • Con Del. n. 38/4 del 19 settembre 2006, la Regione ha disposto di trasferire all’Ersu sette immobili siti nella città di Cagliari, per un valore complessivo di 7.926.946 Euro, al fine di consentire l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e la realizzazione del campus universitario;

  • Gli immobili, tuttavia, saranno trasferiti all’Ersu unicamente una volta realizzate le nuove sedi degli uffici regionali che oggi vi sono ospitati e comunque non oltre trenta mesi dalla data di adozione della delibera;

  • A tutt’oggi, le nuove sedi di cui sopra non sono state realizzate, né sono trascorsi trenta mesi dalla data di adozione della delibera, pertanto si deve presumere che gli immobili siano tuttora di proprietà della Regione e che non possano essere dismessi dall’Ersu;

  • Per effetto degli incrementati standard dimensionali dell’opera da realizzare, si può inoltre presumere che il valore complessivo degli immobili di cui si è disposto il trasferimento nel settembre del 2006 non sia sufficiente a garantire la copertura finanziaria dell’opera, dal momento che all’adozione della delibera la Giunta regionale non poteva prevedere che, diversi mesi più tardi, avrebbe adottato un progetto di massima comportante maggiori oneri;

  • La Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007 non indica esplicitamente quali siano gli immobili che l’Ersu dovrebbe dismettere al fine di garantire la copertura finanziaria dell’opera;


CHIEDONO DI INTERROGARE

il Presidente della Regione e l’Assessore regionale alla Pubblica istruzione

affinché riferiscano

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di procedere alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha nonostante questo ecceda gli standard dimensionali precedentemente previsti dalla Regione anziché chiedere una rettifica dello stesso o affidare la realizzazione di un nuovo progetto, coerente con gli standard prefissati, eventualmente a un diverso architetto;

  • Quale è l’esatto importo previsto per l’acquisizione dell’area ‘ex Sem’ e per la realizzazione dell’opera così come progettata dal prof. Mendes da Rocha;

  • Per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover deliberare sin da ora di dare mandato all’Ersu affinché proceda alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha, nonostante non esista ancora un progetto esecutivo e soprattutto nonostante la destinazione urbanistica dell’area interessata non consenta la sua realizzazione;

  • Per quali ragioni, alla luce di quanto testé esposto, la Giunta regionale ha ritenuto di dare mandato all’Ersu di procedere alla dismissione di beni propri al fine di garantire la copertura finanziaria di un’opera che, allo stato attuale, non può ancora essere realizzata;

  • Quali sono i beni immobili oggetto della dismissione finalizzata a dare copertura finanziaria all’opera, quale è il loro valore e se sono già di proprietà dell’Ersu o devono essere trasferiti dalla Regione;

  • Se si prevede uno scambio con il soggetto esecutore dei lavori, con conseguente cessione degli immobili da dismettere al medesimo soggetto, o se gli immobili saranno ceduti a terzi affinché il ricavato venga utilizzato per dare copertura finanziaria all’opera;

  • Nel caso in cui gli immobili siano stati sottoposti a valutazione più di una volta negli ultimi tre anni, quando sono state effettuate tali valutazioni e con quali esiti;

  • Di trasmettere tutti gli atti relativi al progetto per la realizzazione del campus universitario nell’area ‘ex Sem’ e alla dismissione di immobili regionali finalizzata a garantire la copertura finanziaria dell’opera, compresi gli atti relativi alla valutazione degli immobili;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di revocare la Del. n. 16/8 del 24 aprile 2007, di deliberare la non conformità del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha con gli standard dimensionali prefissati, di disporre l’elaborazione di un nuovo progetto di massima e, nel contempo, di richiedere al Comune di Cagliari la variazione del proprio Piano urbanistico comunale necessaria alla realizzazione del campus universitario nell’area ‘ex Sem’.


lunedì, maggio 21, 2007

La Dirindin va in campagna (elettorale) e la finanziaria può aspettare

“Dopo quattro mesi di esercizio provvisorio di bilancio e venti giorni di spesa regionale bloccata, ci mancava pure questo: l’assessora Dirindin deve seguire la ministra Turco nel suo tour elettorale in vista delle amministrative della prossima fine settimana, perciò non può essere presente in Consiglio regionale per la discussione dell’articolo 31 della finanziaria, che viene così rinviato”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, all’assenza dell’Assessora regionale alla Sanità, Nerina Dirindin, dal Consiglio regionale in occasione della visita in Sardegna della Ministra della Sanità, Livia Turco. “L’Assessora ha preso alla lettera quanto detto stamani a Cagliari dalla Ministra, che ha paragonato la nuova struttura psichiatrica di Villa Clara a quella di Collegno, e ha subito vestito i panni del celeberrimo smemorato, dimenticandosi di presentarsi in Aula.”

“Ciò che è accaduto questa sera dimostra quanto il centrosinistra ha a cuore il futuro della Sardegna”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Tanto a cuore da abbandonare al suo destino una manovra di bilancio che ha già accumulato un ritardo da record, piegando i lavori dell’Assemblea alle proprie esigenze politiche contingenti e disponendone il blocco per poter seguire la propria campagna elettorale. Se proprio ci tiene a che le elezioni amministrative non si trasformino in una memorabile disfatta per la sua coalizione, però, la Dirindin farebbe bene a restare in Aula per cercare di dare delle risposte ai problemi dei sardi, anziché esibirsi in passerelle in giro per l’Isola al fianco del ministro di turno, perché questo è ciò di cui gli elettori hanno bisogno. Se ancora il centrosinistra non lo ha capito, lo capirà a sue spese tra pochi giorni”.

venerdì, maggio 18, 2007

Discussione generale sull’art. 20 della legge finanziaria – Sintesi dell’intervento dell’on. Diana

Non sarò tenero con lei, assessore Foddis. Non posso esserlo dal punto di vista politico perché questo articolo non fa altro che dimostrare l’inconsistente capacità che la Giunta ha avuto fin dall’inizio di mettere mano ai problemi del comparto agricolo. L’articolo non ci dà nessuna possibilità di capire quale attenzione possa avere questa maggioranza nei confronti dell’agricoltura. C’è un’attenzione particolare ed è quella nei confronti della cooperazione. Certo l’Assessore risente della sua appartenenza a un comparto che lo ha visto a lungo protagonista, ma si è dimenticato che le sue origini sono nel mondo dell’impresa.

L’articolo è infarcito di interventi che non risolvono i problemi atavici dell’agricoltura ma cercano solo di dare sollievo al mondo della cooperazione, per giunta peggiorando la situazione. Lei, Assessore, è stato bravissimo a guidare una delle più grandi cooperative del Mediterraneo, ma oggi risente ancora di questo. La 3A di Arborea è una grande realtà, la più grande nelle filiere agroalimentari della Sardegna, e rischia di scomparire se non si mette mano all’intero comparto. La 3A si è appropriata in esclusiva del comparto del latte bovino, mettendo in difficoltà soprattutto chi già vi operava.

La crisi che attanaglia la 3A è evidente. La superproduzione, l’inquinamento, il prezzo del latte, mettono a rischio quello che era il fiore all’occhiello dell’agricoltura sarda. Ci risulta che la 3A stia vendendo sotto costo milioni di litri di latte. Se fosse vero, sarebbe un danno grossissimo e non troverebbero giustificazione le risorse che la Regione, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione, le sta concedendo. La crisi esiste e coinvolge anche il comparto ovicaprino. Gli industriali sono accusati di guadagnare troppo e le cooperative si lamentano perché guadagnano troppo poco. Ci deve essere qualcosa che non va, perché il prodotto è lo stesso. Non si capisce perché ci sia necessità di intervenire con disparità in un comparto piuttosto che in un altro.

Per troppo tempo ci siamo vestiti dei nostri cinquemila anni di storia. Oggi non vediamo uno sbocco per il mondo agricolo. L’agricoltura scende in piazza e in questa finanziaria non si danno risposte. Il Piano di sviluppo rurale è ancora da venire, nel Programma regionale di sviluppo mancano le schede illustrative, quindi non avremo la possibilità di decidere proprio un bel niente. Credo si stia manifestando un grande fallimento.

Ho l’obbligo di dire queste cose, perché sono un consigliere regionale, perché rappresento il mio territorio e perché ho a cuore la realtà di Arborea, che sta andando a carte quarantotto a causa di una pessima gestione del prodotto primario. Assessore, lei sa benissimo che la 3A è in superproduzione, che è costretta a ritirare il latte dal mercato e che c’è anche una quota che, per evitare le multe dell’Unione europea, i produttori non conferiscono alla cooperativa e non si sa quale fine faccia. Molto meglio sarebbe fare una programmazione seria, stabilire delle quote di produzione e un quantitativo massimo di capi che il comparto può sopportare, piuttosto che rischiare il collasso di tutte le aziende agricole di Arborea.

La riforma della Giunta? Per Soru è meglio a pezzi

“Con il blitz odierno, il governatore Renato Soru ha ipotecato, senza troppi clamori, una parte della futura riforma della Giunta regionale. Con due commi della legge finanziaria, uno proposto nel testo originario del disegno di legge e uno introdotto con un emendamento, sono state riscritte le funzioni di ben quattro assessorati: quello all’Agricoltura, che ha acquisito le competenze sulla pesca, quello all’Ambiente, che le ha perse, quello all’Urbanistica, che ha assunto la delega relativa alla tutela del paesaggio, e quello alla Pubblica istruzione, che l’ha persa. Il tutto, senza che né il governatore, né alcuno degli assessori interessati dalla pseudo-riforma, né alcun consigliere di maggioranza, si sentisse in dovere di fornire al Consiglio regionale delle motivazioni o, quantomeno, di dichiarare pubblicamente il suo entusiastico assenso”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, ai due commi della finanziaria regionale approvati stamani, che di fatto anticipano la riforma della L.R. 1/1977 ridefinendo le deleghe in capo agli assessorati.

“Quali siano le ragioni di tanta fretta da parte del governatore e di tanto silenzio da parte della maggioranza, è un mistero. I sardi, però, hanno il diritto di saperlo”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Perché l’assessore Massimo Dadea che, oltre ad essere titolare ad interim delle deleghe relative a Programmazione e Bilancio, è anche Assessore alle Riforme, non ha sentito il dovere di spiegare all’Aula perché tali modifiche non possono aspettare la riforma della Giunta, araba fenice evocata sin dall’inizio della legislatura ma di cui ancora non esiste alcuna traccia concreta? Forse Soru vuole evitare di dover discutere con i suoi alleati, sempre meno inclini a piegarsi ai suoi voleri, i contenuti della proposta complessiva? Intanto, si va avanti con una riforma fatta a pezzi, con tutta la confusione che ne deriverà per i cittadini e con le umiliazioni che si continuano ad accumulare sulle spalle degli assessori, trattati come pedine che il governatore-demiurgo muove sulla scacchiera a suo totale piacimento”.

Cagliari, 16 maggio 2007

Abbanoa, dalle elargizioni allo scandalo

“Con la proposta incrementare ulteriormente lo stanziamento da assegnare ai Comuni che ancora non sono entrati nella compagine sociale di Abbanoa affinché acquistino azioni del gestore unico, si passa da una discutibile elargizione a un vero e proprio scandalo”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, a quanto sta accadendo nell’aula del Consiglio regionale durante l’esame dell’articolo 12 della finanziaria regionale.

“Oltre a costituire un mezzo spericolato per ripianare i debiti di una società nata sull’orlo del fallimento a causa dei suoi difetti strutturali, lo stanziamento di 20 o più milioni di euro innescherà una guerra tra i Comuni sardi, perché gli enti locali che hanno attinto dai loro non certo floridi bilanci le risorse per diventare soci del gestore unico non potranno accettare che sia la Regione a farsi carico di pagare l’ingresso nella società dei Comuni che hanno resistito fino ad oggi”, proseguono Diana e Liori.

“Per questo”, concludono i due consiglieri, “reputiamo inaccettabile che la maggioranza abbia rigettato l’emendamento del gruppo di Alleanza Nazionale che proponeva di abrogare il comma in questione. Il governatore Renato Soru deve stare attento a non pensare di aver risolto così i problemi di Abbanoa: la ricapitalizzazione ‘mascherata’ approvata con la finanziaria non potrà essere ripetuta negli anni a venire, quando la società continuerà a fabbricare debiti con il ritmo attuale. L’adozione di misure strutturali per risanare il deficit e migliorare la qualità del servizio, oggi disastrosa, è ineluttabile. Il rifiuto di una proposta come la nostra, dettata unicamente dal buon senso, va in direzione diametralmente opposta”.

Cagliari, 15 maggio 2007

La maggioranza abbandona Soru nella guerra contro i dipendenti regionali

“L’approvazione a scrutinio segreto dell’emendamento alla legge finanziaria che sopprime l’odioso ‘pensionamento coatto’ di una parte dei dipendenti regionali è un importante segnale politico: la maggioranza non condivide la guerra intrapresa dal governatore Renato Soru contro il personale della Regione e ha deciso di negare il proprio supporto a un’operazione destinata a incrementare esponenzialmente lo spreco di denaro pubblico e l’inefficienza della macchina burocratica”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, all’approvazione dell’emendamento che sopprime le lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 6 della finanziaria regionale.

“Il presidente Renato Soru non ha più una maggioranza”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Soprattutto, non ha una maggioranza che lo segua nel suo progetto per distruggere la macchina amministrativa regionale, rimpiazzandone i dipendenti con costosi consulenti selezionati con criteri clientelari o magari facendo entrare dalla porta di servizio nell’organico della Regione il personale delle ditte esterne che collaborano con l’amministrazione, ovviamente senza concorso. Con il voto segreto di questa mattina, il Consiglio regionale, centrosinistra compreso, ha sancito il fallimento di tale progetto. Auspichiamo che analoghi sussulti di orgoglio da parte della maggioranza possano giungere su altri commi dell’articolo 6 della manovra di bilancio, come quello che raddoppia l’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione (proprio quel Presidente della Regione che diceva di non volere maggiordomi) e quello che scioglie tutti gli uffici ausiliari di direzione politica, tranne ovviamente l’ufficio stampa del governatore, altra generosa fabbrica di consulenze”.

Cagliari, 10 maggio 2007

Banco di Sardegna, la lottizzazione c’è e si vede

“La prevedibile decisione del professor Luigi Guiso dimostra che il centrodestra ha colto nel segno con la denuncia lanciata due giorni fa in Consiglio regionale in merito alla lottizzazione operata sui vertici del Banco di Sardegna”: è il commento dei consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, alla notizia della rinuncia del prof. Guiso alla presidenza del consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna. “Ben venga, dunque, la decisione del presidente designato, che consente di fare chiarezza su una spericolata operazione finalizzata a sottrarre il Banco di Sardegna al controllo dei sardi”.

“Quella che ha portato alla designazione del prof. Guiso è un’operazione pensata e portata avanti dai massimi vertici della Regione di concerto con le segreterie nazionali dei partiti”, proseguono e concludono i due consiglieri. “Lo dimostra il fatto che la maggioranza ha accettato la proposta, avanzata dal centrodestra, di convocare i vertici della Fondazione Banco di Sardegna e della Banca popolare dell’Emilia Romagna in audizione in Commissione Bilancio: evidentemente, sia i consiglieri regionali che le dirigenze sarde dei partiti del centrosinistra erano all’oscuro di quanto è stato deciso altrove sopra le loro teste. Confermiamo pertanto la nostra richiesta di coinvolgere il Consiglio regionale, tramite la Commissione Bilancio, affinché l’istituzione rappresentativa di tutto il popolo sardo non sia tenuta all’oscuro per quanto riguarda decisioni che hanno forti ripercussioni sull’economia isolana e che pertanto devono essere prese alla luce del sole e non in sede riservata, magari lontano dall’Isola”.

Cagliari, 9 maggio 2007

Nuoro isolata dal trasporto pubblico regionale

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione all’Assessore ai Trasporti, Sandro Broccia, affinché la Regione affronti il problema dell’“incresciosa” carenza di collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri tra le città di Cagliari e Nuoro. Le autolinee Arst e Fds effettuano, complessivamente, due corse giornaliere sulla tratta Cagliari-Nuoro e tre sulla tratta Nuoro-Cagliari. Oltre che “insufficienti” dal punto di vista quantitativo, le corse sono penalizzanti per quanto riguarda gli orari, che non consentono di recarsi da Cagliari a Nuoro e rientrare in giornata.

Rammentato che tra le due città “non esistono collegamenti ferroviari” e che, secondo il Piano sanitario regionale, Nuoro sarà sede del terzo polo ospedaliero della Sardegna e pertanto “un numero sempre maggiore di cittadini avrà la necessità di recarsi nel capoluogo barbaricino per esigenze di natura sanitaria”, i due consiglieri chiedono all’assessore Broccia di riferire cosa la Regione intende fare per “potenziare i collegamenti di trasporto pubblico” tra Cagliari e Nuoro, razionalizzandone gli orari “al fine di renderli più consoni alle esigenze degli utenti”.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sull’esiguità dei collegamenti di trasporto pubblico locale tra le città di Cagliari e Nuoro


I sottoscritti,


PREMESSO che tra le città di Cagliari e Nuoro si registra un’incresciosa carenza di collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri;

CONSIDERATO che le autolinee Arst effettuano giornalmente una sola corsa sulla tratta Cagliari-Nuoro, con partenza dal capoluogo regionale alle ore 15 e 30, e due sulla tratta Nuoro-Cagliari, con arrivi nel capoluogo alle ore 9 e 40 e alle ore 18 e 53;

CONSIDERATO ALTRESI’ che l’unica altra società di trasporto pubblico che collega le città di Cagliari e Nuoro è la Fds, che effettua una corsa giornaliera da Cagliari a Nuoro con partenza alle ore 18 e 15 e una da Nuoro a Cagliari con arrivo alle ore 8 e 30;

VALUTATO che, come si può evincere da quanto testé riportato, i collegamenti sono insufficienti sia dal punto di vista quantitativo che per quanto concerne gli orari, tanto da risultare perfettamente inutili per chi, da Cagliari, si deve recare a Nuoro per rientrare in giornata;

RAMMENTATO che tra le città di Cagliari e Nuoro non esistono collegamenti ferroviari;

VERIFICATO che, secondo quanto disposto nel Piano sanitario regionale, la città di Nuoro sarà sede del terzo polo ospedaliero della Sardegna e pertanto è necessario garantire un livello di collegamenti adeguato al fatto che un numero sempre maggiore di cittadini avrà la necessità di recarsi nel capoluogo barbaricino per esigenze di natura sanitaria;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale ai Trasporti

affinché riferisca

Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di potenziare i collegamenti di trasporto pubblico per passeggeri tra le città di Cagliari e Nuoro, razionalizzandone inoltre gli orari al fine di renderli più consoni alle esigenze degli utenti.


Cagliari, 8 maggio 2007


venerdì, maggio 04, 2007

Nuoro, lavoratori illusi e licenziati dal Consorzio industriale

I consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, hanno presentato un’interrogazione all’Assessora regionale all’Industria, Concetta Rau, affinché spieghi come la Regione intende muoversi per risolvere il caso dei sette dipendenti del Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale, impiegati per anni nei lavori di manutenzione del depuratore consortile di Ottana e degli altri servizi di competenza del Consorzio e licenziati alla fine dello scorso anno.

A partire dal 1 maggio del 2005, il Consorzio ha assunto la gestione diretta del depuratore e degli altri servizi, che in precedenza era affidata a due ditte esterne, con l’impegno di assumere con contratti a tempo indeterminato i quattordici lavoratori che da anni si occupavano della manutenzione. Nonostante le promesse, però, i lavoratori sono stati assunti con contratti a tempo determinato fino al 31 dicembre scorso e poi licenziati. Successivamente, sette di loro sono stati riassunti. Davanti alle proteste degli utenti per l’impossibilità da parte del Consorzio a garantire la medesima tempestività negli interventi di manutenzione con il personale dimezzato, si è scelto di procedere a nuove assunzioni anziché alla stabilizzazione dei sette dipendenti licenziati a fine anno.

Diana e Liori chiedono pertanto all’assessora Rau di riferire cosa la Regione intende fare per procedere “alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006 e non ancora riassunti” e se risulta che le nuove assunzioni “siano riconducibili a forme di lottizzazione politica”, vale a dire se è vero che tra i nuovi dipendenti figurano “parenti prossimi di rilevanti esponenti politici del centrosinistra nuorese”.



INTERROGAZIONE DIANA – LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale


I sottoscritti,


PREMESSO che

  • Il Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale ha a carico l’impianto di depurazione consortile dell’agglomerato industriale di Ottana;

  • A decorrere dal 1 maggio 2005, il Consorzio ha deciso di assumere la gestione diretta del suddetto impianto e dell’insieme dei servizi di tutti gli agglomerati di propria competenza, che in precedenza era affidata a due ditte esterne;

  • Contestualmente all’assunzione di tale gestione diretta, il Consorzio ha dichiarato l’impegno di assumere con contratti a tempo indeterminato i quattordici dipendenti delle ditte esterne impiegati da tempo nei lavori di manutenzione dell’impianto di depurazione e dei servizi del Consorzio;


CONSIDERATO che

  • Gli impegni assunti dal Consorzio sono stati rispettati soltanto in minima parte; difatti, anziché un contratto a tempo indeterminato, ai dipendenti provenienti dalle ditte esterne è stato proposto dapprima un contratto a tempo determinato con valenza fino al 31 dicembre del 2005 e, successivamente, un nuovo contratto a tempo determinato di durata annuale;

  • Alla scadenza del secondo contratto a tempo determinato, i quattordici dipendenti provenienti dalle ditte esterne sono stati licenziati;

  • Successivamente, sette dei quattordici dipendenti licenziati sono stati riassunti con contratto a tempo indeterminato;


VERIFICATO che

  • In seguito alle proteste dell’utenza per l’impossibilità, da parte del Consorzio, a garantire un’adeguata tempestività degli interventi di manutenzione con il personale a disposizione, il Consorzio ha proceduto a nuove assunzioni;

  • Il Consorzio ha preferito assumere personale senza esperienza specifica e privo delle necessarie qualifiche professionali anziché procedere alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006;


CHIEDONO DI INTERROGARE

l’Assessore regionale all’Industria

affinché riferisca

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare affinché il Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale proceda alla stabilizzazione dei sette lavoratori provenienti dalle ditte esterne licenziati il 31 dicembre 2006 e non ancora riassunti;

  • Se risulta che le nuove assunzioni effettuate dal Consorzio nell’anno in corso siano riconducibili a forme di lottizzazione politica; più precisamente, se risulta che siano stati assunti parenti prossimi di rilevanti esponenti politici del centrosinistra nuorese.


mercoledì, maggio 02, 2007

600 mila euro per trasformare l’ex cantina sociale di Terralba in Centro della creatività

Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale ha presentato un emendamento alla legge finanziaria regionale, con primo firmatario l’on. Mario Diana, vicepresidente della Terza Commissione e relatore di minoranza del disegno di legge, affinché la Regione stanzi la somma di 600 mila euro per acquisire una parte dell’ex cantina sociale di Terralba. Con un emendamento al Programma regionale di sviluppo, inoltre, si propone che l’ex cantina sociale sia destinata a sede di un Centro della creatività.

“Il Programma regionale di sviluppo proposto dalla Giunta regionale”, spiega l’on. Diana, “prevede l’apertura di Centri della creatività a Cagliari, Sassari e Nuoro. Vogliamo sperare che l’assenza dell’Oristanese sia frutto di una dimenticanza e non di una scelta deliberata, e pertanto ci siamo attivati per porvi rimedio. Gli ampi spazi dell’ex cantina sociale di Terralba, che già ospitano iniziative culturali e artistiche, sono la sede ideale per un progetto come quello introdotto con il Programma regionale di sviluppo, dal quale la Provincia di Oristano non può restare esclusa”.