giovedì, settembre 23, 2010

Illustrazione della mozione del Popolo Della Libertà sulla riscrittura dello Statuto Speciale di Autonomia della Sardegna

Seduta consiliare del 22 settembre 2010


Credo che questa sessione di lavori sia da considerare, per quanto mi riguarda, almeno per la mia breve o lunga esperienza in quest’Aula, come uno dei fatti certamente più rilevanti delle ultime tre legislature. Mi pare altresì di aver ascoltato con attenzione il decano del Consiglio, il collega Contu, che certamente più di me ha partecipato, che più di noi ha visto e sentito, per cui non posso che confermare che questa è una sessione assolutamente straordinaria, di un’importanza che forse all’esterno forse non è stata ancora percepita.

Leggo con attenzione i quotidiani, la stampa, e mi pare di trovare riferimenti giornalistici di scarso spessore. Stiamo affrontando una materia che è in assoluto la più importante, quella che più di altre può dare risposte, non per oggi, ma per oggi, per domani, e forse, credo, per i prossimi sessant’anni, visto che ancora oggi citiamo i Padri che hanno partorito il nostro Statuto, ma li citiamo dopo sessant'anni, abbiamo ancora necessità di citare loro. Pochissimi interventi, mi pare, si sono riferiti a colleghi, consiglieri regionali, personaggi illustri della Storia sarda che non appartengano a quel periodo. Ho la presunzione di pensare – dovremmo averla tutti la presunzione di pensare – che fra cinquant’anni qualcuno potrà citare qualcuno dei ragionamenti che stiamo facendo in quest’Aula, che gli atti parlamentari che ci apprestiamo a mandare avanti possano essere ricordati dalle nuove generazioni. Credo che debba essere questo l’approccio necessario per capire la rilevanza di ciò che noi stiamo dicendo.

La materia non è semplice. Nella nostra mozione abbiamo parlato di riforma dello Statuto, ma forse parlare solo di questo è limitativo perché, come tutti voi sapete, non esiste solo lo Statuto della Regione Sardegna: esiste la legge Statutaria, alla quale dobbiamo metter mano, esiste la legge regionale 1, che bisogna modificare, esiste tutta una serie di norme collegate delle quali non possiamo assolutamente non fare menzione. Esiste poi un altro argomento, più nuovo questo, che è stato abbondantemente citato ieri dal collega Maninchedda, che è il federalismo fiscale, un’altra materia che ci deve vedere molto impegnati.

Non so quale possa essere il collegamento tra le modifiche statutarie, la legge Statutaria, la legge 1 e il federalismo fiscale; certo è che sono quattro argomenti dei quali dobbiamo interessarci, e molto, e non lo so se quest’Aula sia sufficientemente attrezzata per affrontare queste materie. Qui si innesca un meccanismo diverso, che è quello di chi, come e quando debba elaborare le proposte di riforma e in quali tempi debba avvenire il pronunciamento definitivo da parte del Consiglio regionale.

Negli anni passati, lo riconfermo qua, mi sono schierato contro l’Assemblea costituente e contro la Consulta. Rimango ancora oggi convinto che questa sia la sede deputata per scrivere il nuovo testo costituzionale, con tutte le possibilità che abbiamo sulla base dell’articolo 42 dello Statuto, sulla base del Regolamento, delle Commissioni già esistenti: può essere la Commissione I ma può anche essere una commissione speciale; non metto limiti a questo, credo che siamo tutti disponibili ad affrontare con serenità il metodo migliore e più condiviso che quest’Aula potrà indicare. Faccio questo ragionamento per evitare di illustrare la mozione, che credo debba essere attentamente letta; anche se, con quanto vado dicendo, sto anche contestualmente illustrando la mozione.

Ci sono degli argomenti però che rischiano, o potrebbero rischiare, di compromettere quella che noi invece identifichiamo come la strada maestra. Dobbiamo essere tutti quanti uniti in questa battaglia, non possiamo trovare un solo argomento che ci veda contrapposti in maniera intransigente. Faccio per questo riferimento ad un passo dell’intervento del collega Maninchedda, che dice: “Noi sardisti siamo d’accordo a dichiarare il principio dell’indipendenza separatamente dagli atti legislativi, per rendere praticabile l’attività legislativa nel contesto normativo attuale, perché questo significa essere riformisti e non rivoluzionari, ma lo Stato deve sapere ufficialmente che con noi qualsiasi accordo è sempre e solo una tappa di un percorso”. Mi fermo qui perché sarebbe inutile andare avanti. Credo che in queste parole, in queste 5 o 6 righe – grazie ovviamente all’abilità di un docente universitario, di una persona che molto lavora con la testa – se lette con attenzione, si individui un’apertura in uno scenario che altrimenti ci potrebbe vedere fortemente divisi. Non vado oltre su questo argomento, credo di essere stato sufficientemente chiaro.

C’è un momento nel quale dobbiamo stare attenti. Leggevo ieri notte un passaggio riferito a Plutarco, il quale diceva, a proposito della politica: “Che cos’è la politica? E’ l’arte di far apparire vero il falso”. Noi dobbiamo dimenticarci di questa cosa, perché per troppo tempo e per troppi secoli la politica è stata questo. Noi non possiamo vendere ciò che non abbiamo, non possiamo raccontare frottole; noi dobbiamo andare al sodo, dobbiamo cercare di immaginare uno Statuto, una legge costituzionale, che appartenga ai sardi, che non sia un punto fermo.

Per ritornare all’inizio del ragionamento, non vorrei che fra sessant’anni i nostri eredi, i colleghi consiglieri che si succederanno nelle future legislature, possano ancora una volta ricordare l’esperienza che noi stiamo vivendo oggi e accorgersi di non aver fatto niente in questi ulteriori sessant’anni. Non possiamo permetterci di avere uno Statuto statico, deve essere una materia in continua evoluzione e quindi, anche nella trattativa con lo Stato e col Governo, credo sia necessario e indispensabile mettere in piedi tutta una serie di atti per arrivare poi alla stesura definitiva di uno Statuto che non sia un punto fermo: l’Europa cambia, il mondo cambia, l’Italia cambia, cambia anche la Sardegna – ed è cambiata tanto in questi sessant’anni – però, se andiamo a vedere cosa esattamente è cambiato, è cambiata la Sardegna ma non sono cambiati i rapporti tra noi e lo Stato italiano.

Questa è la realtà delle cose; allora, questa non è una colpa dello Stato, non è una colpa del Governo: è forse una responsabilità nostra, direi per certi versi molto nostra; perché, quando si è scritto lo Statuto sardo, negli stessi anni si scriveva anche lo Statuto siciliano e noi, per la nostra testardaggine di allora, non ci siamo voluti equiparare alle rivendicazioni della Regione Sicilia, e abbiamo avuto quindi i 3 decimi e non i 9 decimi, e non abbiamo avuto tutta una serie di riconoscimenti che loro hanno avuto già da allora e che peraltro non hanno adeguato neanche loro poi successivamente.

Ma io vorrei dire che la Sardegna è assolutamente diversa dalla Sicilia: noi abbiamo una distanza con il resto del territorio nazionale che è un elemento oserei dire traumatico, ma che allo stesso tempo ci agevola nel salvaguardare le nostre tradizioni, la nostra cultura, il nostro modo di intendere le cose. Questo è quello che dobbiamo caratterizzare con il nuovo Statuto, dobbiamo essere in grado non dico di imporre allo Stato, perché non possiamo imporre niente allo Stato, ma di veicolare lo Stato verso una forma di devoluzione, di riconoscimento di Statuti speciali che aiutino lo Stato, non che gli creino dei problemi.

Se fossi nei panni di chi sta al Governo, se fossi nei panni dei parlamentari – ciascuno di noi lo farebbe – agevolerei questo percorso, dicendo allo Stato: “Stai attento ché così non vai da nessuna parte, cerca di capire quali sono le necessità dei territori, soprattutto di quei territori che hanno delle caratteristiche particolari”. Dovremmo aiutare lo Stato a devolvere, a partecipare con una ridefinizione anche dello Stato italiano. Lo Stato, può tenere quattro, cinque punti che non possono essere devoluti; parlo della giustizia, della sicurezza, anche dell’insieme delle risorse finanziarie che devono essere ripartite nel territorio: ci sono alcuni argomenti che non possono essere patrimonio delle Regioni, men che meno della Sardegna, perché altrimenti andremmo incontro a una stesura che solo dal punto di vista dei termini verrebbe impugnata immediatamente e bocciata sia in prima che in seconda lettura.

Dobbiamo scrivere delle regole, dobbiamo scrivere una legge che ci metta al riparo da questo, non possiamo permetterci di sbagliare! Ecco perché dobbiamo stare molto attenti, perché è necessario un grande coinvolgimento del Consiglio, perché è necessario cercare il coinvolgimento di tutti, se fosse indispensabile, anche con un referendum: non possiamo presentarci con una norma che nasce qui dentro e viene presentata da qui dentro; non è possibile, potremmo anche trovare l’accordo, così come dice il Regolamento, per l’approvazione dello Statuto e poi inviarlo alle Camere e al Governo, ma credo che non possiamo rischiare di sbagliare in questa fase. E’ indispensabile che il popolo sardo si renda conto di cosa stiamo facendo.

E stiamo attenti a un’altra cosa: non diamo la possibilità di cavalcare una strada che in qualche maniera crea disagio sociale, crea dei problemi all’interno del popolo sardo. E’ troppo facile, quando le cose vanno male, pensare come prima cosa: mandiamo a quel paese la nazione Italia, mandiamo quel paese il Governo italiano, mandiamo a quel paese Parlamento, Senato, Camera e quant’altro; diventa troppo facile, diventa come la battaglia dei pastori ed è facile oggi scendere in piazza e fare i capipopolo. Guai a chi prendesse questa decisione, perché siamo in un momento veramente difficile per la Regione Sardegna ma che può diventare un momento estremamente importante se riusciamo a lavorare nella giusta direzione.

Noi non chiudiamo la porta a nessun tipo di proposta che arriva: siamo disponibilissimi; è chiaro che cerchiamo un consenso molto diffuso, non all’interno delle forze di maggioranza all'interno dell’intero Consiglio regionale, perché credo che questa sia la strada maestra. E’ una strada che deve tracciarci un orizzonte futuro che non riguarda il centrodestra o il centrosinistra, che non riguarda neanche le nuove esperienze politiche che si vedranno fra venti, trent’anni, quando magari ci saranno solo due partiti, quando magari ce ne sarà uno solo e le minoranze saranno minoranze che vengono emarginate. Non possiamo permettere questo! E non possiamo neanche permettere che una battaglia non condivisa possa diventare una fiammella continua che alimentiamo per il futuro e che però poco produce. I sardi hanno bisogno di qualcos’altro. Dobbiamo essere tutti convinti, molto convinti delle cose che facciamo.

L’invito che mi pare di aver rivolto, ma che ribadisco, è: stiamo tutti quanti attenti a ciò che scriviamo. Le modalità le studiamo, le possiamo ricercare. In Conferenza dei Capigruppo si è detto: “Non entriamo troppo nel merito, cerchiamo di individuare la strada più semplice, più facile, quella che ci accomuna di più”. Un passo indietro siamo disponibili a farlo tutti quanti, perché credo che con le fughe in avanti nulla si possa ottenere; io sono convinto che noi abbiamo la forza, la capacità e la giusta attenzione per i problemi.

E’ un momento difficile, non solo per la Sardegna. E’ un momento difficile per lo Stato italiano, è un momento difficile per l’Europa; non c'è nessuna possibilità che in Europa nascano nuovi Stati – leviamocelo dalla testa perché andremmo fuori dall’Europa, non è possibile – quindi dobbiamo fare i conti con lo scenario politico e istituzionale che ci ritroviamo in Europa e in Italia. Le fughe in avanti, anche di forze politiche nazionali che oggi governano, le leggiamo e, spesso e volentieri, non le condividiamo: noi vorremmo essere partecipi di un’Italia che non ha Nord e Sud, vorremmo essere partecipi di un’Italia in cui si vive bene ovunque.

Sul federalismo fiscale certamente torneremo tante volte, perché possiamo inventare il federalismo asimmetrico, possiamo inventare il federalismo solidale, possiamo dire che i costi standard non ci vanno bene. Certo, non ci vanno bene i costi standard, qualcuno lo ha già detto: ci sono dei costi che al Centro-Nord Italia sono facili da rispettare come costi standard e poi c’è una parte del Meridione e della Sardegna dove è difficilissimo che i costi standard possano tenere il passo delle altre Regioni d’Italia.

La discussione ci sarà e spero non sia una discussione breve; spero che tutti i colleghi abbiano la voglia e la volontà di dire come la pensano, anche di interpretare quello che sentiamo fuori – le molte cose che sentiamo fuori – e credo sia opportuno che noi ci facciamo sentire di più. Non sarebbe stato male forse avere la diretta televisiva, credo che probabilmente i mass media dovrebbero dedicare più tempo a questo dibattito e seguirlo meglio, credo che una pagina al giorno sui quotidiani più rappresentativi della Sardegna dovrebbe essere dedicata a questo momento: si può pensare di dedicare la terza o la seconda pagina ad argomenti che oggi sono trattati in modo assolutamente insufficiente rispetto a quanto stiamo facendo, con un trafiletto o con due, tre colonne al massimo.

Qui si sta scrivendo la nuova storia della Sardegna; o se ne prende coscienza – e ne prendono conoscenza anche quelle persone che come noi possono rappresentare ciò che sta accadendo, – o altrimenti lo dobbiamo fare noi e per farlo credo che ci dobbiamo attrezzare tutti all’interno dei nostri gruppi politici, dei nostri partiti, delle nostre organizzazioni: partecipare, discutere, fare sentire il polso della situazione. Se siamo capaci di fare questo credo che la strada non sarà in salita; sarà una strada difficile, avrà anche dei pericoli ma credo che tutto sommato avremo la capacità di andare avanti.

Se seguiamo questi e altri consigli e suggerimenti che sono nati e stanno nascendo all’interno di questa Assemblea nel corso del dibattito, credo che il percorso sarà certamente molto più agevole e forse un domani qualcuno potrà dire: il collega Maninchedda o il professor Maninchedda in quegli anni disse anche questo.

venerdì, settembre 17, 2010

Crisi Epolis ed Unità, classe politica si unisca per difendere voci critiche

“Destano non poca preoccupazione le notizie che provengono dal mondo dell’editoria, in particolare per quanto riguarda la crisi aziendale in cui versa il gruppo Epolis ed il ventilato ridimensionamento dell’Unità”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Un centrodestra che voglia definirsi realmente liberale deve sentire l’obbligo di intervenire in difesa della libertà di informazione, anche a tutela delle testate giornalistiche di riferimento dell’opposto schieramento politico, come è il caso dell’Unità”, argomenta Diana. “Agli aspetti strettamente occupazionali, infatti, che pure rivestono grande importanza (ed è questo il caso di Epolis, vertenza che rischia di abbattersi come un uragano su un panorama editoriale sardo già in condizioni drammatiche), si aggiungono quelli legati al ruolo di vigilanza e di stimolo che i media schierati con l’opposizione hanno nei confronti di chi sta al governo, ruolo riconosciuto come fondamentale in ogni democrazia moderna. Un centrodestra liberale non può prescindere, nella sua attività di governo, da un’opposizione di centrosinistra forte e ben rappresentata presso l’opinione pubblica; per questo, il centrosinistra non può permettersi di fare a meno del suo storico quotidiano di riferimento”.

“Ritengo pertanto necessario lanciare un appello all’intera classe politica sarda, di tutti gli schieramenti, affinché metta in campo ogni possibile soluzione per evitare che due importanti voci critiche del panorama editoriale locale e nazionale scompaiano o vedano ridimensionata la loro presenza”, conclude il capogruppo. “La Giunta regionale è già fattivamente impegnata nell’affrontare la vertenza Epolis; auspichiamo che tale impegno venga mantenuto e porti a risultati concreti, in particolare per quanto riguarda la redazione cagliaritana del gruppo, e che il centrosinistra voglia adoperarsi, anche al proprio interno, affinché il quotidiano fondato da Antonio Gramsci non chiuda le edizioni di Toscana ed Emilia Romagna”.

venerdì, settembre 10, 2010

Verifica, il Pd invidia il centrodestra che si confronta sulle decisioni

“I comunicati stampa diffusi oggi da alcuni esponenti della segreteria regionale del Partito Democratico”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, “mostrano che la fase di verifica in cui è impegnata la maggioranza di centrodestra che governa la Regione ha acuito l’esuberanza verbale di personaggi di primo e secondo piano della minoranza, con la quale forse si vorrebbe sopperire alla mancanza di unità che il centrosinistra ha mostrato nella passata legislatura, conclusasi anticipatamente nella maniera che tutti i sardi ricordano, e che ha ereditato in quella presente, come si è visto anche di recente in Consiglio regionale”.

“Sembra quasi di notare un moto di invidia in questo Pd che si affanna per cercare di tratteggiare negativamente il fatto che, all’interno della maggioranza, si discuta tra i partiti su come rafforzare l’attività dell’esecutivo, su quali debbano essere le priorità programmatiche della coalizione e su come e da chi debba essere composta la Giunta regionale”, sottolinea Diana. “Certo, nella scorsa legislatura una fase del genere sarebbe stata molto più breve: l’allora governatore Renato Soru avrebbe comunicato al centrosinistra i suoi obiettivi, le sue priorità, i collaboratori a lui più graditi e poi avrebbe chiesto il consenso incondizionato della coalizione, magari accompagnando la richiesta con l’immancabile minaccia di dimissioni. Per fortuna, lo scenario da allora è cambiato: oggi i partiti, cui spetta la responsabilità di rappresentare gli elettori all’interno delle istituzioni, discutono e partecipano attivamente alle decisioni. Ieri, nelle decisioni della Regione era rappresentata una sola persona: Renato Soru”.

“Quanto ai problemi che, a detta degli esponenti della segreteria democratica, la Regione non starebbe affrontando, resta un enorme interrogativo: quali soluzioni è riuscito a produrre il centrosinistra nella passata legislatura per i problemi del comparto agropastorale sardo?”, conclude Diana. “La risposta è semplice: nessuna, altrimenti non ci troveremmo nella situazione attuale, con una crisi che si trascina da anni senza che nessuno sia riuscito a porvi rimedio. Anzi, appare evidente come, dopo cinque anni di governo dell’attuale minoranza, la situazione delle campagne sarde sia nettamente peggiorata. Se poi il Pd ritiene di essere in possesso oggi delle soluzioni che gli sono mancate quando ne ha avuto più bisogno, siamo disponibili ad ascoltare le sue proposte e a confrontarci nel merito anziché perdere tempo con polemiche strumentali che non spostano di una virgola i problemi”.

venerdì, settembre 03, 2010

Crisi agropastorale, oggi in Commissione si è visto il vero volto del Mps

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, si è detto “molto soddisfatto” dopo l’audizione in Commissione Agricoltura del rappresentante del Movimento Pastori Sardi, Felice Floris, per discutere della crisi del comparto agropastorale isolano. “Come prevedevo, il confronto con il Mps si è rivelato molto utile”, commenta Diana. “Oggi in Commissione si è visto il vero volto del Movimento: non il promotore di una protesta strumentale e fine a se stessa, ma un’organizzazione che rappresenta le istanze di un grande numero di allevatori, che ha delle proposte concrete da portare avanti e che è disposta a dialogare costruttivamente con le istituzioni nell’interesse del comparto”.

“Compatibilmente con l’ordine dei lavori già fissato per le prossime sedute dell’Assemblea”, conclude il capogruppo, “mi impegnerò affinché possa essere convocata quanto prima una sessione consiliare straordinaria per discutere dei problemi del mondo delle campagne, in modo tale da poter tradurre in azioni concrete, da attuare con la massima rapidità, le istanze emerse dal confronto che la Commissione Agricoltura ha avuto con tutte le associazioni del comparto agropastorale. La strada della concertazione, unita a un impegno straordinario da parte di chi ha la responsabilità di governare la Regione, è la sola che consenta di affrontare seriamente i problemi delle campagne sarde”.

giovedì, settembre 02, 2010

La Regione faccia chiarezza sui maiali spagnoli giunti morti al mattatoio di Settimo S. Pietro

Fare chiarezza sul caso dei novanta maiali importati dalla Spagna giunti morti al mattatoio di Settimo San Pietro e, più in generale, sul fenomeno dell’importazione di bestiame da paesi stranieri, che viene poi macellato nei mattatoi sardi e venduto come prodotto isolano: lo chiede il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in un’interrogazione rivolta agli Assessori regionali alla Sanità, Antonello Liori, all’Agricoltura, Andrea Prato, e agli Enti Locali, Gabriele Asunis.

L’interrogazione fa riferimento all’episodio avvenuto il 24 agosto quando, su segnalazione del Servizio Veterinario della Asl di Cagliari, la Polizia Stradale ha scoperto, nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro, le carcasse di novanta suini destinati alla macellazione, facenti parte di un carico di bestiame appena arrivato dalla Spagna. “La morte dei suini”, fa notare Diana, “è stata causata dal mancato rispetto delle norme sul benessere animale nel corso del trasporto, come attestano la contravvenzione e la denuncia penale comminate al trasportatore”. “Il mattatoio comunale di Settimo San Pietro”, ricorda il capogruppo, “è stato più volte, negli ultimi anni, al centro di inchieste giudiziarie e giornalistiche e di interrogazioni ed interpellanze consiliari in quanto centro di macellazione di bestiame importato illegalmente dall’estero, in condizioni di trasporto tali da non rispettare le norme nazionali e comunitarie sul benessere animale e sul contrasto alla diffusione delle malattie infettive, per essere poi immesso sul mercato come prodotto locale, con grave danno per i consumatori e per gli allevatori sardi”.

Diana chiede perciò ai tre assessori se i maiali arrivati vivi al mattatoio, facenti parte del carico in cui sono stati scoperti i novanta capi morti, sono stati macellati e immessi sul mercato; se tali animali, alla luce delle condizioni in cui sono stati trasportati, potevano essere considerati idonei alla macellazione e alla commercializzazione e se, qualora fossero stati effettivamente macellati, gli animali sono stati immessi sul mercato come prodotto locale. Il capogruppo chiede poi che la Giunta regionale adotti misure adeguate per individuare i carichi di bestiame provenienti dall’estero e sottoporli ai controlli di legge prima del loro arrivo nei centri di macellazione, evitando così che possano essere macellati e immessi nel mercato dopo essere stati trasportati irregolarmente, e per evitare che capi di bestiame allevati in paesi stranieri possano essere commercializzati come prodotti locali sardi per il solo fatto di essere stati macellati nell’Isola. Infine, nell’interrogazione si chiede se è vero che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro sarebbe stato ceduto dall’Amministrazione comunale a un imprenditore privato, se la cessione risulta regolarmente portata a termine e se, con l’attuale gestione, nel mattatoio è garantita l’effettuazione dei controlli di legge sui capi macellati e sulle carni immesse nel mercato.



INTERROGAZIONE DIANA Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla morte di 90 suini destinati alla macellazione nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro


Il sottoscritto,

PREMESSO che, lo scorso 24 agosto, la Polizia Stradale, su segnalazione del Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale n. 8 di Cagliari, ha rinvenuto, nel mattatoio comunale di Settimo San Pietro, le carcasse di 90 suini cosiddetti ‘magroni’ facenti parte di un carico appena giunto nel medesimo mattatoio proveniente della Spagna;

CONSIDERATO che la morte dei suini di cui sopra è stata causata dal mancato rispetto delle norme sul benessere animale nel corso del trasporto, come attestano la contravvenzione e la denuncia penale comminate al trasportatore;

RAMMENTATO che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro è stato più volte, negli ultimi anni, al centro di inchieste giudiziarie e giornalistiche e di interrogazioni ed interpellanze consiliari in quanto centro di macellazione di bestiame importato illegalmente dall’estero, in condizioni di trasporto tali da non rispettare le norme nazionali e comunitarie sul benessere animale e sul contrasto alla diffusione delle malattie infettive, per essere poi immesso sul mercato come prodotto locale, con grave danno per i consumatori e per gli allevatori sardi;


CHIEDE DI INTERROGARE

gli Assessori regionali alla Sanità, all’Agricoltura e agli Enti locali

affinché riferiscano

  • Se i rimanenti suini facenti parte del carico di cui sopra, giunti vivi al mattatoio di Settimo San Pietro, sono stati macellati e immessi nel mercato;

  • Se, valutate le condizioni in cui è avvenuto il loro trasporto, i capi di bestiame potevano essere considerati idonei alla macellazione e alla commercializzazione;

  • Se i capi, qualora fossero stati effettivamente macellati, sono stati immessi nel mercato come prodotto locale;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di individuare i carichi di bestiame provenienti dall’estero e sottoporli ai controlli di legge prima del loro arrivo nei centri di macellazione, evitando così che capi sottoposti a modalità di trasporto irregolari possano essere macellati e immessi nel mercato;

  • Quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di evitare che capi di bestiame allevati in paesi stranieri possano essere commercializzati come prodotti locali sardi per il solo fatto di essere stati macellati nell’Isola;

  • Se risponde al vero che il mattatoio comunale di Settimo San Pietro sarebbe stato ceduto dall’Amministrazione comunale a un imprenditore privato e se tale cessione risulta regolarmente portata a termine;

  • Se nel mattatoio di Settimo San Pietro, con l’attuale gestione, è garantita l’effettuazione dei controlli di legge sui capi macellati e sulle carni immesse nel mercato.

martedì, agosto 31, 2010

Crisi agropastorale, Commissione convochi in audizione Movimento Pastori Sardi

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, ha inviato al Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio, Mariano Contu, una lettera in cui richiede di convocare in audizione, alla pari di quanto sta avvenendo con i responsabili delle principali organizzazioni dei produttori agricoli, il rappresentante del Movimento Pastori Sardi, Felice Floris, per discutere della crisi del comparto agropastorale e concertare le soluzioni da mettere in campo.

“Ritengo che, sebbene il Movimento Pastori Sardi non figuri tra le organizzazioni dei produttori istituzionalmente riconosciute”, ha spiegato Diana nella missiva, “esso rappresenti un numero significativo di operatori del comparto agropastorale sardo e che pertanto la sua audizione possa risultare oltremodo utile ai fini di analizzare approfonditamente le problematiche del comparto e concertare con tutti gli attori economici del settore le misure da mettere in campo per affrontare l'attuale situazione di crisi”.

mercoledì, agosto 25, 2010

Crisi agropastorale, De Castro conferma che Regione sta agendo nel modo giusto

“Le parole del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, dimostrano come la Regione si stia muovendo nella direzione corretta nell’affrontare la grave crisi del comparto agropastorale sardo”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando le dichiarazioni rilasciate dall’ex Ministro dell’Agricoltura alla ‘Nuova Sardegna’.

“Le misure indicate dall’on. De Castro sono proprio quelle su cui si sta concentrando l’azione della Giunta regionale, in particolare per quanto riguarda la ricostituzione del tavolo nazionale per il comparto ovicaprino e per la creazione della cosiddetta ‘camera di compensazione’ per governare il prezzo del latte e dei prodotti lavorati”, sottolinea Diana. “L’interessamento del presidente della commissione competente nel Parlamento Europeo fa ben sperare, visto che il problema ha una dimensione ben più ampia di quella regionale e che le soluzioni andranno concertate in ambito nazionale e comunitario”.

“Certo è difficile non notare quanto le dichiarazioni dell’on. De Castro, autorevole esponente del centrosinistra nazionale, si discostano dalle posizioni del centrosinistra sardo”, conclude il capogruppo. “Mentre l’ex Ministro elogia l’operato dell’Assessore all’Agricoltura di centrodestra, Andrea Prato, i suoi compagni di partito e di schieramento di qua del Tirreno sembrano più impegnati a strumentalizzare le battaglie solitarie e autodistruttive del movimento di Felice Floris che a ricercare soluzioni concrete per i problemi del comparto”.

sabato, agosto 21, 2010

Opposizione, dichiarazioni Lai e Sanna riportano indietro all’era Soru

“Le dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario regionale del Partito Democratico, Silvio Lai, e dal suo presidente regionale, Valentina Sanna, sembrano voler riportare indietro di qualche anno le lancette dell’orologio della politica sarda”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’asservimento del governo regionale alle centrali di potere romane, l’incapacità di mettere in campo misure adeguate per fronteggiare la crisi economica e rilanciare lo sviluppo della Sardegna, il non essere riusciti a portare a termine la vertenza sulle entrate fiscali, l’aborto delle riforme istituzionali che non sono andate oltre l’approvazione di una legge statutaria rigettata dagli elettori con una maggioranza plebiscitaria, l’aver affossato il comparto turistico”, sottolinea Diana, “sono infatti alcune tra le principali ragioni per cui i sardi, lo scorso anno, hanno deciso di non rinnovare la fiducia al governatore dimissionario, Renato Soru, e di affidare al centrodestra la responsabilità di affrontare i problemi dell’Isola”.

“Lai e Sanna, forse, sperano che i sardi abbiano già dimenticato, ma per fortuna non è così”, conclude il capogruppo. “In realtà, i vertici del Pd farebbero meglio a concentrarsi sulle sfide che li attendono alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva, quando prenderà il via il dibattito sulle riforme istituzionali e quando, con il rilancio dell’attività di governo, si accelererà la messa in campo degli strumenti con cui il centrodestra intende affrontare la crisi contingente e programmare la Sardegna di domani. La minoranza sarà chiamata a confrontarsi sui contenuti e non potrà continuare a nascondersi dietro il dito delle polemiche strumentali e delle frasi di circostanza, come ha fatto finora e come sta continuando a fare”.

venerdì, agosto 20, 2010

Crisi agropastorale, da on. Bruno strumentalizzazioni ma nessuna proposta concreta

“In questi ultimi tempi si fa un po’ fatica a tenere conto degli argomenti che il capogruppo del Partito Democratico, Mario Bruno, promette di portare come priorità assolute alla conferenza dei capigruppo che si terrà il 26 agosto per programmare la ripresa dei lavori consiliari dopo la pausa estiva”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa dell’omologo del Pd sulle manifestazioni organizzate oggi da Coldiretti e dal Movimento Pastori Sardi. “L’on. Bruno passa con grande disinvoltura dalla riforma statutaria alla crisi economica globale, dalla vertenza sulle entrate fiscali alla crisi del comparto agropastorale. Ora attendiamo con ansia l’arrivo del 26 agosto per scoprire quali saranno, a quella data, le priorità del capogruppo del Pd, nel caso in cui il verificarsi di nuovi eventi di cronaca politica o manifestazioni di protesta offra nuovi argomenti da strumentalizzare”.

“In realtà, la risposta migliore a iniziative come quelle promosse oggi da Coldiretti e Movimento Pastori Sardi è nei fatti, non nelle parole”, sottolinea Diana, “e la Giunta regionale sta rispondendo con i fatti, inquadrando la crisi del comparto ovicaprino sardo nel contesto più generale della lotta per il rilancio del comparto a livello nazionale e ricercando il dialogo a tutti i livelli, dagli allevatori agli industriali caseari fino allo stesso Ministro dell’Agricoltura. L’approccio costruttivo scelto da Coldiretti sta fornendo all’azione dell’esecutivo ulteriori contenuti e proposte operative che, grazie anche al grande impegno dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, non mancheranno di produrre risultati positivi”.

“Mentre la Giunta regionale agisce, da parte dell’opposizione arrivano attacchi a getto continuo ma nessuna proposta concreta”, conclude il capogruppo. “Anzi, non si è ancora sentito nessun esponente della minoranza consiliare provare a dimostrare come e perché, a suo avviso, le strategie messe in campo dall’esecutivo non dovrebbero funzionare e cosa invece si dovrebbe fare per rilanciare il comparto agropastorale sardo. Delle due, l’una: o il centrosinistra non ha la più pallida idea di come affrontare la crisi, oppure sa perfettamente che la direzione indicata dall’assessore Prato è quella giusta”.

giovedì, agosto 05, 2010

Incontro Cappellacci-La Spisa-Vegas, risultato storico che spazza via polemiche strumentali

“L’esito dell’incontro odierno tra il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, l’Assessore regionale alla Programmazione, Giorgio La Spisa, e il Viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, non è soltanto straordinariamente positivo per quanto riguarda gli interessi della Sardegna, ma ha l’effetto di sgombrare il campo dalle polemiche politiche nate in seguito ad un utilizzo strumentale e fuorviante della norma statutaria sulla compartecipazione fiscale da parte dell’opposizione di centrosinistra”, dichiara, a nome del gruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, il capogruppo Mario Diana, commentando la conferenza stampa che il presidente Cappellacci e l’assessore La Spisa hanno tenuto oggi pomeriggio per illustrare l’esito dell’incontro di questa mattina con il viceministro Vegas in merito all’attuazione dell’articolo 8 dello Statuto Speciale della Sardegna.

“Il viceministro Vegas ha pronunciato, a nome del Governo, una parola chiara e definitiva su come deve essere inteso l’articolo 8 dello Statuto: l’articolo è in vigore dal 1 gennaio di quest’anno e verrà applicato, con o senza la norma di attuazione”, sottolinea Diana. “Il fatto che la Giunta regionale abbia deciso di percorrere la strada di concertare la norma di attuazione in sede di commissione paritetica Stato-Regione dimostra la volontà politica di mettere un punto fermo a sigillo della vertenza sulle entrate fiscali, affinché negli anni a venire non si debba scoprire nuovamente, come è accaduto in passato, che lo Stato non versa alla Sardegna quanto pattuito”.

“Ora auspichiamo che si sia fatta sufficiente chiarezza e che l’esito dell’incontro odierno non lasci spazio a nuovi attacchi strumentali da parte della minoranza”, conclude il capogruppo. “Quello ottenuto oggi è un risultato storico in chiave futura e va ben al di là della polemica politica contingente: si è stabilito un principio e si è incominciato a definire delle norme che regoleranno i rapporti finanziari tra Stato e Regione negli anni a venire, basandoli sulla lealtà e sulla trasparenza”.

martedì, agosto 03, 2010

Soddisfazione e apprezzamento per emendamento Delogu su trasferimenti fiscali

Il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, esprime “soddisfazione e apprezzamento” per l’emendamento alla manovra finanziaria nazionale presentato oggi dal coordinatore regionale del partito, sen. Mariano Delogu.

“L’emendamento del sen. Delogu, che propone di incrementare di 800 milioni gli stanziamenti destinati a dare copertura ai trasferimenti fiscali previsti dall’articolo 8 dello Statuto Speciale di Autonomia, è un atto concreto che si contrappone all’utilizzo strumentale della cosiddetta ‘vertenza entrate’ che troppo spesso si vede fare in questi giorni”, sottolinea Diana. “Se l’emendamento dovesse essere approvato, si stabilirebbe un precedente di fondamentale importanza: l’articolo 8 non necessita di norme di attuazione – che sono comunque uno strumento utile per rendere di univoca interpretazione la procedura per il calcolo e l’effettuazione dei trasferimenti – affinché alla Sardegna siano riconosciute le quote di compartecipazione fiscale pattuite tra Stato e Regione. Del resto, sembra essere già questo l’orientamento del Governo nazionale, che non ha impugnato la finanziaria regionale per il 2010, nella quale le entrate di natura fiscale sono determinate sulla base del dettato dell’articolo 8”.

“Sono certo”, conclude il capogruppo, “che ancora una volta la via della leale collaborazione istituzionale porterà all’Isola quei risultati che la sterile contrapposizione politica non ha mai consentito di raggiungere, perché per risolvere i problemi della Sardegna c’è bisogno di azioni politiche concertate e non di inutili polemiche fatte solo per ottenere visibilità presso l’opinione pubblica”.

sabato, luglio 31, 2010

Sanità non è l’unico comparto regionale in crisi, alleati contribuiscano all’attività di governo

“Sono ormai frequenti i consigli estivi dei Riformatori sulla sanità, suggerimenti che però appaiono fortemente demagogici e risultano addirittura obsoleti”, dichiara il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “In merito alla conferenza stampa di stamani sulla situazione della sanità in Sardegna ritengo pertanto necessario fornire alcune precisazioni relativamente a come la Giunta regionale e la maggioranza di centrodestra stanno operando per risolvere i problemi del comparto”.

“I Riformatori, da sempre attenti a ciò che accade nella sanità sarda, conoscono bene la situazione che il centrodestra ha ereditato all’inizio della legislatura”, ricorda Diana. “La Sardegna è stata l’unica Regione italiana che, nel periodo di vigenza del Piano di Rientro 2007-2009, imposto dal Governo nazionale per risanare il deficit del comparto, è riuscita addirittura a raddoppiare le perdite. E’ evidente come, a fronte di un sistema sanitario regionale sufficientemente finanziato (in proporzione, la Sardegna riceve finanziamenti maggiori di quelli di svariate altre Regioni) che non riesce a fornire prestazioni di livello qualitativo sufficiente e che presenta una preoccupante tendenza ad accumulare debiti, l’attivazione di un percorso di risanamento e razionalizzazione è improcrastinabile ed è questo che sta facendo la Giunta regionale”.

“Da parte degli alleati che fanno parte della coalizione di governo”, prosegue il capogruppo, “è lecito aspettarsi non attacchi a mezzo stampa ma proposte concrete ed innovative, in particolare nei lavori della Commissione Sanità del Consiglio regionale, impegnata ad esaminare il disegno di legge di riforma del settore. Proposte come quelle dell’Agenzia regionale della Sanità e della Asl unica regionale appaiono come dei passi indietro e sembrano improntate più alla volontà di replicare su più livelli la struttura dell’Assessorato regionale alla Sanità, sottraendo poteri e funzioni a quest’ultimo, che a un incremento dell’efficienza del sistema. Le Regioni che negli anni passati hanno istituito l’Agenzia regionale della Sanità sono rapidamente tornate sui propri passi dopo aver constatato l’inefficacia del modello. Vale un discorso analogo per la Asl unica regionale, organismo ipertrofico e antieconomico impossibile da attuare nella realtà territoriale isolana”.

“Va detto, d’altro canto, che la sanità non è l’unico comparto, tra quelli che rivestono la maggiore importanza per l’economia regionale, a presentare forti carenze”, conclude l’esponente del Pdl. “Il turismo, ad esempio, dal quale è lecito aspettarsi un forte contributo al rilancio dello sviluppo economico della Sardegna, appare pressoché abbandonato a se stesso, tanto che le stesse enunciazioni contenute nel Piano Regionale di Sviluppo rimangono inattuate. L’attività amministrativa si limita alla gestione burocratica dei bandi avviati nella passata legislatura, l’unico atto che va in direzione dello sviluppo turistico è la legge per il rilancio del settore edilizio, che pure riguarda un altro comparto ed interessa solo indirettamente il turismo. Così, viene meno quell’effetto volano che il turismo dovrebbe avere innescando lo sviluppo degli altri comparti economici della Sardegna ed è l’intero sistema economico isolano a risentirne”.

venerdì, luglio 23, 2010

Procede la verifica in maggioranza, Delogu-Lombardo: “Incontro molto positivo”

“E’ stato un incontro molto positivo, in cui abbiamo contribuito a gettare le basi per i prossimi quattro anni di legislatura”, hanno dichiarato il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, ed il vice-coordinatore, Claudia Lombardo, al termine dell’incontro di oggi pomeriggio con il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci. All’incontro, inserito nel percorso di verifica politica della coalizione di centrodestra che governa la Regione, ha partecipato anche il capogruppo del partito in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Abbiamo riscontrato, da parte del presidente Cappellacci, una ferma volontà a proseguire il percorso politico-programmatico avviato dal centrodestra con la vittoria alle elezioni regionali dello scorso anno”, hanno riferito Delogu, Lombardo e Diana, “e a rilanciare l’azione di governo per affrontare con il massimo impegno e la massima decisione le emergenze della Sardegna e programmare lo sviluppo socio-economico dell’Isola in una prospettiva di medio-lungo termine”.

“L’incontro”, aggiungono il coordinatore e il vice-coordinatore, “si è concluso con l’impegno ad elaborare, in sede di partito e di gruppo consiliare, una nota da consegnare in tempi rapidi al presidente Cappellacci, nella quale il Pdl individuerà le principali priorità programmatiche da inserire nell’agenda della Giunta e del Consiglio per rilanciare concretamente l’azione di governo della Regione”.

mercoledì, luglio 21, 2010

Mozione di sfiducia, dibattito non sarà monologo del centrosinistra all’attacco di Cappellacci

“Prendiamo atto che la minoranza ha deciso di sottrarre per una giornata il Consiglio regionale ai problemi della Sardegna, occupandolo nella speranza di una passerella mediatica che si risolverà in un clamoroso boomerang”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando la mozione di sfiducia al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, presentata oggi dai consiglieri regionali del centrosinistra. “E’ meglio, infatti, che l’opposizione non pensi di trasformare il dibattito consiliare sulla mozione di sfiducia in un monologo all’attacco del governo regionale in carica: la discussione sarà ampia e approfondita, e fornirà l’occasione per analizzare molti episodi controversi avvenuti quando era il centrosinistra a governare la Sardegna, per poter fare un serio confronto tra il passato e il presente dell’Amministrazione regionale”.

“Lo stesso testo della mozione presentata oggi è un coacervo di falsità e strumentalizzazioni di cui i presentatori saranno chiamati a rispondere in Aula”, sottolinea Diana. “In particolare per quanto riguarda la partita delle energie rinnovabili, i sardi sanno bene cosa è accaduto nella passata legislatura, quando l’allora governatore Renato Soru ha creato ad arte una legislazione che dava alla Giunta regionale il potere assoluto di autorizzare o respingere, in modo del tutto arbitrario, le proposte presentate dagli imprenditori, a tutto vantaggio degli affaristi di riferimento della sua parte politica, che nell’Isola hanno avuto campo libero non soltanto per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili ma anche per le speculazioni urbanistiche, in barba ai proclami sulla tutela integrale del paesaggio. Quanto alla presunta inconsistenza della Giunta regionale nell’affrontare lo stato di emergenza sociale ed economica in cui versa l’Isola, l’unica cosa che i sardi sono riusciti a notare è proprio lo stato di emergenza sociale ed economica che ci è stato lasciato in eredità da quattro anni e mezzo di disastri causati dal governo di centrosinistra”.

“Di questi argomenti e di tanti altri, come i risultati ottenuti nella scorsa legislatura grazie al Governo nazionale ‘amico’ del centrosinistra sardo, la perdita di centinaia di milioni di euro di fondi comunitari, la sottovalutazione delle vertenze industriali e occupazionali dell’Isola, si parlerà nel dibattito consiliare sulla mozione di sfiducia”, conclude il capogruppo. “Sarà l’occasione per ricordare all’attuale minoranza per quali ragioni i sardi hanno deciso, dopo averla avuta al governo per quattro anni e mezzo, di mandarla all’opposizione, affidando al centrodestra il compito di affrontare e risolvere i loro problemi”.

sabato, luglio 17, 2010

Richiesta dimissioni Cappellacci, on. Barracciu vuole chiudere la sua carriera politica

“Prendiamo atto che l’on. Barracciu ha deciso di porre fine anzitempo alla sua non indimenticabile carriera politica”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa diramato oggi pomeriggio, nel quale la consigliera regionale del Partito Democratico, Francesca Barracciu, ha chiesto le dimissioni del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sull’energia eolica in Sardegna.

“L’on. Barracciu, infatti”, sottolinea Diana, “sa perfettamente che, qualora il presidente Cappellacci dovesse decidere di accogliere la sua richiesta e rassegnare le dimissioni dalla carica, il Consiglio regionale verrebbe sciolto ed ella stessa tornerebbe a vita privata”.

“L’esito non certo esaltante delle ultime esperienze elettorali in cui l’esponente del Pd si è cimentata”, conclude il capogruppo, “lascia supporre che una rielezione in Consiglio regionale dell’on. Barracciu, la quale peraltro si troverebbe ad avere già svolto due mandati consecutivi da consigliere e pertanto difficilmente verrebbe ricandidata dal suo partito, sarebbe a dir poco improbabile”.

giovedì, luglio 01, 2010

Bocciatura modifiche ‘piano casa’, necessaria riunione di maggioranza

“Alla luce di quanto accaduto ieri in Aula con la bocciatura, con voto segreto, del disegno di legge contenente modifiche al cosiddetto ‘piano casa’ e valutata la situazione politica della maggioranza in prospettiva futura”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana, “riteniamo che sia assolutamente opportuno e anzi indispensabile riunire le rappresentanze di tutti i partiti che compongono la coalizione di centrodestra che governa la Regione per valutare la situazione che si è determinata e per avviare un confronto che valga ad evitare il ripetersi di situazioni analoghe che potrebbero condizionare in maniera del tutto negativa l’azione della Giunta e del Consiglio della Regione”.

“Gli elettori che poco più di un anno fa ci hanno accordato la loro fiducia”, sottolineano Delogu e Diana, “si attendono, infatti, l’assunzione di provvedimenti concreti che valgano ad avviare a soluzione i gravi problemi della Sardegna e non vane e sgradevoli diatribe”.

“Quanto accaduto ieri”, concludono i due, “dimostra la necessità di un rilancio dell’azione politica dell’esecutivo e della maggioranza consiliare, che deve necessariamente passare attraverso una chiara definizione dei rapporti interni alla coalizione e un’univoca assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro i quali fanno parte della coalizione di maggioranza”.

Piano industriale Keller è dimostrazione che le aziende possono investire in Sardegna

“La decisione della Keller Elettromeccanica di concentrare i propri investimenti sullo stabilimento di Villacidro è una notizia molto positiva, che premia una realtà produttiva che ha dimostrato di saper bene operare e stare sul mercato”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, commentando il piano industriale presentato ieri dall’azienda che opera nel settore delle manutenzioni ferroviarie.

“A differenza di altre aziende”, sottolinea Diana, “che abbandonano la Sardegna per investire altrove, lasciando nella nostra terra solo povertà, disoccupazione e spesso anche gravi danni ambientali, la Keller si sta rivelando un partner leale per lo sviluppo di un territorio tra i più colpiti dalla crisi economica, quale è quello del Medio Campidano”.

“Il piano industriale della Keller dimostra che in Sardegna esistono le condizioni affinché le aziende possano investire con buone prospettive di remunerazione”, conclude il capogruppo. “L’impegno della Regione per ripristinare il servizio di trasporto merci su rotaia tra l’Isola e il continente potrà creare un’ulteriore condizione di favore per le realtà imprenditoriali che vorranno investire in Sardegna”.

mercoledì, giugno 30, 2010

Trivellazioni off-shore, stop deciso dal Governo risponde alle preoccupazioni della Sardegna

La decisione di bloccare le trivellazioni off-shore per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi entro cinque miglia dalla costa, annunciata oggi dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, viene giudicata “molto positiva” dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“La norma prevista dal Governo”, sottolinea Diana, “è una risposta alle preoccupazioni che si sono avute in Sardegna ed in particolare nel territorio del Golfo di Oristano nelle scorse settimane quando, complice il drammatico incidente accaduto ad una piattaforma di estrazione della British Petroleum nel Golfo del Messico, ha destato sconcerto la possibilità che si eseguissero trivellazioni per la ricerca di idrocarburi in aree prospicienti tratti di costa di straordinario valore paesaggistico e con una forte vocazione turistica”.

“La decisione del Governo rientra nel solco tracciato dalla Regione con le norme che impediscono l’installazione di impianti eolici off-shore”, conclude il capogruppo, “e contribuisce ad imporre vincoli di tutela integrale sul paesaggio costiero dell’Isola, un bene inestimabile il cui depauperamento avrebbe conseguenze disastrose non soltanto sull’equilibrio ambientale ma anche sulle possibilità di sviluppo economico della Sardegna”.

lunedì, giugno 28, 2010

Tirrenia, dopo odissea traghetto Toscana accelerare processo di privatizzazione

“L’odissea capitata ai passeggeri del traghetto Toscana sulla tratta Palermo-Cagliari riporta d’attualità il problema della privatizzazione della Tirrenia”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “Affinché non capiti mai più che dei cittadini debbano impiegare quasi due giorni per arrivare in Sardegna, è indispensabile che il processo di privatizzazione della compagnia di navigazione, nonostante le oggettive difficoltà che sta incontrando, non subisca battute di arresto e anzi sia, se possibile, accelerato”.

“Solo la privatizzazione, infatti, consentirà di incrementare il livello qualitativo del servizio offerto ai passeggeri”, spiega Diana, “da un lato grazie alle regole della libera concorrenza e dall’altro imponendo un rigido sistema di controlli sul rispetto dei tempi programmati per le traversate e sulla qualità dei servizi di bordo”.

“L’auspicio”, conclude il capogruppo, “è che, in un sistema del genere, la Regione Sardegna possa avere un ruolo importante sia nella definizione degli standard da rispettare che nello svolgimento dei controlli. Il versamento del contributo pubblico di cui la compagnia continuerà a godere anche dopo la privatizzazione dovrà essere subordinato all’accettazione dei controlli e al rispetto, da parte dei privati, degli standard definiti da Governo e Regione”.

venerdì, giugno 25, 2010

Manovra di assestamento, nessun rinvio della discussione

“Non risponde affatto al vero quanto affermano in una nota alcuni esponenti della minoranza, secondo cui la Conferenza dei Capigruppo avrebbe deciso, su impulso della maggioranza, di rinviare a data da destinarsi la discussione della manovra finanziaria di assestamento”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato stampa dei consiglieri di centrosinistra, Giampaolo Diana (Pd), Luciano Uras (Sel) e Adriano Salis (Idv).

“La discussione della manovra non poteva essere rimandata dal momento che ancora non c’è alcun provvedimento del genere da discutere”, spiega Diana. “Il disegno di legge sarà esitato a breve dalla Giunta regionale e andrà subito all’esame della Commissione Bilancio. Nel frattempo, non c’è alcuna ragione per interrompere la normale attività del Consiglio, al cui ordine del giorno è stato inserito un provvedimento importante come le norme di adeguamento del cosiddetto ‘piano casa’, su cui si concentrano le attese di Comuni e cittadini affinché si possano sbloccare le numerose richieste di ampliamento che giacciono inevase negli uffici tecnici degli enti locali e perché si cominci a porre rimedio ai disastri causati dal Piano Paesaggistico Regionale voluto dal centrosinistra nella passata legislatura”.

“L’inserimento della manovra all’ordine del giorno dell’Assemblea sarà discusso non appena ci sarà un testo pronto per essere portato in Aula”, conclude il capogruppo. “L’opposizione non si preoccupi: abbiamo ben presenti quali sono i problemi della Sardegna ed in particolare le gravi difficoltà che saranno create all’Isola dalla manovra nazionale predisposta dal ministro Tremonti, su cui ho già espresso e ribadisco la mia più totale contrarietà”.

giovedì, giugno 17, 2010

Tasse sul lusso, centrodestra aveva ragione

“La sentenza depositata oggi, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato definitivamente illegittima l’imposta sugli aerei privati e sulle imbarcazioni di lusso introdotta dalla giunta Soru, mette la parola fine su una brutta pagina della storia dell’Autonomia”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il centrodestra non può che essere soddisfatto nel vedere riconosciuta una battaglia politica condotta senza soste fin dal 2006”, sottolinea Diana. “La Consulta ha dimostrato che la nostra opposizione alle tasse volute da Renato Soru non era né strumentale, né finalizzata a tutelare le tasche dei ricchi dal prelievo fiscale, ma ispirata dal senso del diritto e dalla lungimiranza di chi ha intuito da subito quali erano i rischi di un’operazione così spericolata”.

“Resta l’amarezza per il danno arrecato all’immagine turistica della Sardegna e alle casse della Regione”, conclude il capogruppo. “Dovrebbe essere chi ha voluto introdurre a tutti i costi le imposte regionali, sebbene consapevole della loro illegittimità, a rifondere di tasca propria i 4 milioni di euro che si dovranno sborsare per risarcire i contribuenti. Purtroppo, però, il peso delle disastrose scelte politiche del centrosinistra finirà per ricadere sulle tasche dei sardi e questo non è affatto giusto”.

venerdì, giugno 11, 2010

Eolico, Cappellacci sta governando con la schiena dritta dei sardi

“Non c’era certo bisogno che l’on. Bersani si scomodasse a venire fino in Sardegna per farci sapere che i sardi hanno la schiena dritta: noi sardi lo abbiamo sempre saputo e non perdiamo occasione per dimostrarlo con i fatti, come stiamo facendo, ad esempio, nel gestire la partita delle autorizzazioni agli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica alle dichiarazioni rilasciate dal segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, durante la sua visita elettorale a Porto Torres.

“La schiena dritta è una particolarità di cui noi sardi andiamo orgogliosi, per questo appoggiamo senza remore le decisioni del presidente Cappellacci in materia di energie rinnovabili”, sottolinea Diana. “D’altronde, è molto meglio avere la schiena dritta che la testa dura, come chi si ostina a puntare il dito nel vuoto, additando alla pubblica opinione atti che non esistono e pretendendo di far credere che dietro possano celarsi chissà quali nefandezze. L’on. Bersani dimostra, per l’ennesima volta, che la sinistra, quando attacca le politiche energetiche della giunta Cappellacci, non sa di cosa parla. Vuole dirci una buona volta, l’on. Bersani, quali sarebbero le tanto esecrabili azioni in materia di energie rinnovabili messe in atto dall’esecutivo regionale sardo?”

“Se poi”, conclude il capogruppo, “quando parla di ‘procedure’ e ‘legislazioni speciali’, il segretario del Pd si riferisce alla decisione di non concedere alcuna autorizzazione per l’installazione di nuovi impianti e di mettere la produzione energetica da fonti rinnovabili sotto il controllo pubblico, perché questi sono gli unici atti in materia riconducibili alla giunta Cappellacci, allora sappia che non solo l’esecutivo gode di tutto il nostro appoggio ma che di simili decisioni siamo orgogliosi, perché è così che i sardi stanno mostrando di avere la schiena dritta, diversamente da come si è fatto nel recente passato quando in Regione i grandi gruppi affaristici interessati al business delle rinnovabili erano di casa”.

lunedì, maggio 31, 2010

Forestazione, Assessorato proroghi bando Misura 122 in scadenza oggi

“E’ assolutamente necessario ed urgente che l’Assessorato regionale all’Agricoltura conceda una proroga per la presentazione delle domande di finanziamento per la valorizzazione economica delle foreste a valere sull’Asse 1, Misura 122, del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, in scadenza oggi”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il bando”, spiega Diana, “prevede che le domande di finanziamento possano essere presentate solo ed esclusivamente online attraverso il sistema informatico regionale per l’agricoltura Siar, integrato nell’omologo nazionale Sian. I malfunzionamenti che si stanno verificando in questi due sistemi informatici rischiano di impedire a numerose aziende forestali sarde di partecipare al bando, ritrovandosi così escluse dall’accesso ai contributi”.

“E’ pertanto indispensabile”, conclude il capogruppo, “che l’Assessorato provveda con la massima urgenza, entro la giornata di oggi, a posticipare di almeno quindici giorni la scadenza per la presentazione delle domande, affinché possano essere risolti i problemi tecnici nei due sistemi informatici”.

giovedì, maggio 27, 2010

Vertenza Alcoa, intervista Berlusconi conferma ruolo fondamentale Cappellacci

“L’intervista rilasciata oggi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ad un’emittente televisiva sarda in merito alla risoluzione della vertenza Alcoa ha sottolineato ancora una volta quali importanti risultati si possono ottenere nell’affrontare le emergenze della Sardegna attraverso il coinvolgimento e l’azione sinergica dei diversi livelli istituzionali interessati”, dichiarano il coordinatore regionale del Popolo Della Libertà, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’annosa vertenza occupazionale che interessava lo stabilimento di Portovesme è stata risolta attraverso l’impegno congiunto di Regione, Governo ed Unione Europea”, proseguono Delogu e Diana, “grazie all’impulso fondamentale dato dal presidente Ugo Cappellacci. Il fatto che lo stesso presidente Berlusconi abbia riconosciuto il ruolo avuto dal Presidente della Regione è fonte di grande soddisfazione, perché dimostra l’efficacia della linea politica che il centrodestra ha scelto di darsi nella sua azione di governo, improntata al dialogo e alla leale collaborazione tra le Istituzioni”.

“Per questo, riteniamo quanto mai utile nell’interesse dell’Isola che al centrodestra sia data l’opportunità di portare il suo metodo di governo anche nelle Province e nei Comuni sardi per i quali si voterà domenica e lunedì”, concludono il coordinatore e il capogruppo. “Si potranno così coinvolgere tutti i territori della Sardegna nel programmare e realizzare le azioni di contrasto alla crisi e di rilancio dello sviluppo economico che la Regione sta portando avanti”.

Cappellacci coordinatore Regioni autonome è ennesimo grande risultato per la Sardegna

“Vive congratulazioni” sono state espresse dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per la nomina a coordinatore delle Regioni a Statuto speciale in seno all’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni.

“La nomina del presidente Cappellacci a coordinatore delle Regioni autonome rappresenta un risultato prestigioso per l’Amministrazione regionale di centrodestra”, sottolinea Diana, “perché si tratta di un ruolo di primo piano all’interno della Conferenza, organo istituzionale che ha acquisito una grande importanza negli ultimi anni, che ci dà l’opportunità di promuovere iniziative comuni con le altre Regioni a Statuto speciale per tutelare le prerogative dell’Autonomia regionale e perseguire il suo ulteriore sviluppo, anche alla luce delle modifiche all’ordinamento statale che saranno introdotte nei prossimi anni con la riforma federalista iniziata con il federalismo fiscale”.

“La nomina odierna”, conclude il capogruppo, “insieme a quella nell’ufficio di presidenza del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea e alla presidenza della Commissione Enve, che ricoprirà nel triennio 2012-2015, dimostra come la Sardegna, grazie al presidente Cappellacci, stia riuscendo a ritagliarsi spazi di grande rilievo nelle istituzioni nazionali e comunitarie, dove gli interessi dell’Isola potranno finalmente essere rappresentati e difesi a pieno titolo”.

mercoledì, maggio 26, 2010

Vertenza Alcoa, soluzione è merito della mobilitazione unitaria e dell’impegno del Governo

“Il pronunciamento favorevole dell’Unione Europea sul decreto legge sull’energia interrompibile, che consente allo stabilimento Alcoa di Portovesme di acquistare forniture elettriche a prezzi competitivi, mette finalmente un punto fermo su una vertenza industriale che si è protratta per lungo tempo, mettendo a rischio il posto di migliaia di lavoratori, diretti e dell’indotto, ed il tessuto produttivo di una delle aree della Sardegna maggiormente colpite dalla crisi economica”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“Il merito di aver risolto una vertenza che, fino a non molti mesi fa, sembrava senza via d’uscita va in prima battuta alla mobilitazione unitaria che i sardi sono riusciti a mettere in campo al fianco dei lavoratori”, sottolinea Diana. “Il merito va anche alle forze politiche, a cominciare da quelle che hanno preso parte alla mobilitazione fino al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che ha rappresentato le istanze dei lavoratori e del territorio nei numerosi tavoli istituzionali in cui la vertenza è stata affrontata, al Governo nazionale, che ha studiato e portato all’approvazione del Parlamento il decreto sull’interrompibilità, e al vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che ha seguito passo dopo passo l’iter del decreto fino al via libera definitivo”.

“Il clima di unità e di impegno comune che si è riusciti a raggiungere sulla vertenza Alcoa è un esempio da seguire per affrontare i grandi problemi della Sardegna”, conclude il capogruppo, “lontano dalle solite polemiche e dalle contrapposizioni strumentali che di norma caratterizzano il confronto tra gli schieramenti. Attraverso il confronto costruttivo si possono raggiungere risultati molto più significativi di quelli cui le singole parti politiche possono aspirare quando si limitano a cercare di ritagliarsi spazi di visibilità a discapito dell’interesse generale”.

martedì, maggio 25, 2010

Anas, positivo programma investimenti da 2 miliardi di euro ma necessario inserire SS 292

“Sincero apprezzamento” è stato espresso dal capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, per il programma di investimenti da 2 miliardi di euro sulle strade statali sarde annunciato stamani dal presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, in occasione dell’inaugurazione del primo lotto del tratto Terra Mala-Capo Boi della nuova SS 125 ‘Orientale Sarda’.

“I massicci investimenti nella rete viaria isolana annunciati dall’Anas sono l’ennesimo risultato positivo conseguito grazie alla politica del dialogo e del confronto costruttivo tra le istituzioni promossa dalla Giunta regionale guidata dal presidente Ugo Cappellacci”, sottolinea Diana, “e sono anche una chiara risposta alle polemiche strumentali del centrosinistra sulla viabilità, materia nella quale, peraltro, non si ricorda alcun risultato conseguito dalla Regione nella scorsa legislatura, quando a governare era l’attuale minoranza. Grazie a questi interventi si potrà cominciare ad affrontare il nodo delle carenze infrastrutturali che hanno sempre rappresentato un freno allo sviluppo economico della Sardegna”.

“E’ però necessario”, conclude il capogruppo, “che la Regione trovi il modo, di concerto con l’Anas e il Governo nazionale, di inserire nel programma anche la SS 292 Oristano-Alghero, arteria di fondamentale importanza per la Sardegna occidentale, che versa in pessime condizioni e che al momento sembrerebbe non rientrare negli interventi programmati dall’Anas”.

mercoledì, maggio 19, 2010

Inchiesta eolico, necessario sottrarre il dibattito consiliare al clima da campagna elettorale

“E’ inconcepibile che l’opposizione cerchi di tentare disperatamente di ribaltare il risultato delle elezioni provinciali e amministrative del 30 e 31 maggio pretendendo di utilizzare il dibattito consiliare su un argomento di estrema delicatezza come l’inchiesta sull’eolico in Sardegna trasformandolo in un’occasione per polemiche strumentali e comizi elettorali più o meno mascherati”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica a quanto affermato dai capigruppo della minoranza relativamente alla convocazione per il 1 giugno della seduta consiliare in cui il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, riferirà in merito al suo coinvolgimento nell’indagine della Procura di Roma.

“Il dibattito è stato convocato per il 1 giugno perché l’argomento richiede, da parte di tutti, un livello di serietà e responsabilità che, in piena campagna elettorale, non è garantito”, prosegue Diana. “Inoltre l’azione di certa stampa, che in questi giorni sforna a cadenza quotidiana notizie del tutto destituite di qualsiasi fondamento, sta contribuendo a creare un clima non compatibile con la necessità di un confronto politico sereno e costruttivo. Per questi motivi, oltre che per non intralciare il lavoro della magistratura, la maggioranza ha ritenuto opportuno fissare il dibattito consiliare subito dopo le elezioni”.

“Comunque, i colleghi della minoranza non devono disperare”, conclude il capogruppo. “Presto, molto presto, arriverà il momento in cui il presidente Cappellacci dimostrerà, sia in sede politica che in sede giudiziaria, ciò che è sotto gli occhi di tutti, vale a dire che il suo agire è sempre stato improntato alla massima trasparenza e all’assoluto rispetto della legalità”.

martedì, maggio 18, 2010

Alcoa, grande soddisfazione ma non abbassare la guardia

“Con l’accordo sul piano industriale di Alcoa per gli stabilimenti di Portovesme e Fusina si è chiusa una delle più importanti vertenze occupazionali sarde e nazionali. Dopo essersi trascinata a lungo senza trovare una soluzione, la crisi dello stabilimento del Sulcis, grazie all’impegno profuso dal Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dalla Giunta regionale e dal Governo nazionale, può dirsi risolta in una prospettiva di medio termine”.

“La soddisfazione per questo risultato, riconosciuto anche da autorevoli esponenti dell’opposizione, è grande”, prosegue Diana, “ma non deve portare ad abbassare la guardia sulle altre crisi che interessano le realtà produttive della Sardegna, Vinyls ed Eurallumina su tutte. Sebbene non sempre, come è nel caso della Vinyls, la Regione abbia gli strumenti per intervenire in via diretta, dobbiamo impegnarci per non lasciare soli i lavoratori che subiscono queste situazioni di crisi”.

“Il salvataggio delle industrie esistenti dovrà essere la base su cui costruire un nuovo modello di sviluppo”, conclude il capogruppo, “affinché, in futuro, gli effetti delle crisi di portata internazionale, uniti alle debolezze strutturali del sistema produttivo sardo (insularità, costi energetici elevati, ecc.), non debbano nuovamente mettere a repentaglio l’economia di interi territori”.

lunedì, maggio 17, 2010

Dibattito consiliare su inchiesta eolico, rammarico on. Bruno per aver perso primogenitura

“E’ incredibile come persino la decisione del presidente Cappellacci di presentarsi spontaneamente a riferire in Aula circa gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Roma sui parchi eolici in Sardegna riesca a dare all’opposizione motivo per lanciarsi in polemiche strumentali”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al comunicato del capogruppo del Partito Democratico, Mario Bruno, sulla decisione del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, di richiedere un dibattito consiliare sull’inchiesta che lo vedrebbe coinvolto.

“Dal tono delle parole dell’on. Bruno”, spiega Diana, “sembra quasi di notare un certo rammarico per essersi visto togliere dallo stesso Presidente la primogenitura del dibattito consiliare sull’inchiesta: è tale il senso di trasparenza che Cappellacci sta dimostrando, che ha scelto egli stesso di discutere in Consiglio la sua posizione, anziché farlo in un dibattito richiesto dall’opposizione come di norma accade in questi casi. E’ questa l’unica ‘colpa’ che si riesce a ravvisare nelle dichiarazioni dell’on. Bruno”.

“La decisione del Presidente è l’ulteriore dimostrazione di come si voglia affrontare questa vicenda in piena trasparenza”, conclude il capogruppo, “perché evidentemente non c’è nulla da tenere nascosto. Serviranno a poco, pertanto, anche certi atteggiamenti inquisitori che sembrano trasparire dalle parole del capogruppo del Pd: le decisioni della Giunta regionale in materia di autorizzazioni ai parchi eolici sono state assunte alla luce del sole e questo è ciò che emergerà, ancora una volta, durante la discussione in Consiglio”.

sabato, maggio 15, 2010

Gruppo Pdl, totale solidarietà a Cappellacci

Il gruppo consiliare del Popolo della Libertà, per il tramite del suo capogruppo Mario Diana, esprime la più totale solidarietà al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che, secondo le indiscrezioni apparse oggi sulla stampa, risulterebbe indagato nell’inchiesta sulle richieste per l’autorizzazione alla realizzazione di alcuni parchi eolici in Sardegna.

“Non nutriamo alcun dubbio riguardo l’estraneità del presidente Cappellacci ai fatti oggetto dell’inchiesta”, sottolinea Diana. “Oltretutto, da quanto si legge sugli organi di informazione, appare assai difficile capire a quale titolo egli dovrebbe essere coinvolto, visto che si parla di autorizzazioni richieste alla Regione e mai concesse. Ciò che invece è sotto gli occhi di tutti è proprio l’impostazione di massimo rigore che il Presidente ha scelto nel gestire la partita delle energie rinnovabili”.

“Dal momento che nessuna autorizzazione è stata concessa, siamo certi che il presidente Cappellacci uscirà da questa vicenda in tempi brevi e a testa alta”, conclude il capogruppo, “e che nessuna macchia resterà sul suo operato e su quello della Giunta regionale e della maggioranza di centrodestra che la sostiene, la quale ha messo il rispetto dell’ambiente, la tutela del paesaggio e la promozione dello sviluppo sostenibile in cima alle priorità della sua azione di governo”.

venerdì, maggio 14, 2010

Eolico, opposizione ridicola e in malafede

“E’ incredibile il grado di improntitudine cui è riuscita ad arrivare oggi l’opposizione, quando ha deciso di abbandonare l’audizione congiunta convocata dalle Commissioni Quinta e Sesta per discutere di autorizzazioni ai parchi eolici, parlando di assenza ‘ingiustificata, irresponsabile, dannosa e offensiva’ del Presidente della Regione”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“La presenza del presidente Cappellacci, infatti”, sottolinea Diana, “non è mai stata prevista. La convocazione delle due Commissioni reca testualmente, al primo punto: ‘Audizione direttore generale della Presidenza della Regione su autorizzazioni energie rinnovabili’. Quindi, i casi sono due: o la minoranza non riesce ancora a distinguere il Presidente della Regione dal direttore generale della Presidenza, oppure le dichiarazioni rese da alcuni consiglieri del centrosinistra subito dopo aver abbandonato l’audizione sono, oltre che ridicole, in gravissima malafede. Dire che era prevista l’audizione del presidente Cappellacci, infatti, non è altro che una bugia”.

“Viene allora da chiedersi il perché di un simile atteggiamento. Perché il centrosinistra rifiuta di discutere di autorizzazioni ai parchi eolici? Cos’ha da nascondere? Ha il timore che si faccia luce su come è stata gestita la materia nella scorsa legislatura oppure sta cercando di coprire gli interessi privati di qualcuno?”, conclude il capogruppo. “Di certo c’è un comportamento incomprensibile, un tentativo di fare ostruzionismo davanti alla necessità di approfondire una vicenda sulla quale deve essere fatta piena luce”.

mercoledì, maggio 12, 2010

Eolico, Soru politico-affarista predica bene e razzola male

“Come al solito si scoprono gli altarini e viene fuori il vero volto del Renato Soru politico-affarista”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà, Mario Diana, commentando la notizia del progetto per la realizzazione di un parco eolico presentato da Tiscali al consorzio industriale provinciale di Cagliari. “Smessi i panni del governatore e indossati nuovamente quelli dell’imprenditore, Soru ha pensato bene di lanciarsi in un business che, almeno a parole, aveva sempre avversato”.

“Ancora in questi giorni, Soru continua a sostenere la tesi secondo cui sarebbe stato lui a bloccare la realizzazione di nuovi parchi eolici in Sardegna”, prosegue Diana, “in barba all’impostazione che la sua Giunta ha sempre avuto in materia di tutela del paesaggio: nessuna regola certa e massima discrezionalità per l’esecutivo. Ora si scopre che proprio la sua azienda ha richiesto la concessione di un terreno per la realizzazione di un parco eolico. Oltretutto non si parla di un impianto limitato alla sola autoproduzione, visto che l’azienda informatica dell’ex governatore ha richiesto ben 15 ettari di terreno nonostante il suo fabbisogno energetico, che non è certo quello di una grande industria energivora, possa essere soddisfatto con appena quattro turbine. E viene quasi da sorridere nel vedere l’azienda di Soru chiedere una deroga rispetto alle pur blande norme imposte dalla sua stessa Giunta e recepite dal Cacip, ritenendo insufficienti i 10 ettari previsti”.

“Forse Soru non pensava di limitarsi a risparmiare sulla bolletta della corrente, ma mirava a fare cassa vendendo energia e ‘certificati verdi’?”, si domanda il capogruppo. “Di certo c’è un comportamento che stride, per usare un eufemismo, con i proclami politici dell’ex governatore. Ancora una volta, il Soru politico predica bene mentre il Soru imprenditore razzola molto male”.

sabato, maggio 08, 2010

Eolico, stop a speculazioni fa saltare i nervi a Soru

“Non stupiscono più di tanto le dichiarazioni dell’ex governatore Renato Soru apparse oggi sui quotidiani relativamente all’inchiesta giudiziaria sui parchi eolici”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “Quando il centrodestra ha deciso di invertire la tendenza in materia di energia eolica e di bloccare gli speculatori, abbiamo immaginato fin dall’inizio che all’ex governatore sarebbero saltati i nervi”.

“Non ci spaventa l’idea di ledere gli interessi di chi vuole fare affari devastando l’ambiente della Sardegna”, puntualizza Diana, “né ci spaventano le polemiche politiche sollevate da chi, per quasi cinque anni, si è erto a paladino dell’ambiente per poi dare via libera, nel silenzio più assoluto, ad autentiche colate di cemento. E’ finita l’era delle intese, quando la Giunta regionale poteva, senza procedure pubbliche e senza trasparenza, decidere discrezionalmente quali progetti approvare e quali bocciare, privilegiando gli imprenditori ‘amici’ e tagliando le gambe alla concorrenza. Dall’era Soru siamo passati all’era delle regole uguali per tutti, della trasparenza e della certezza del diritto”.

“D’altronde va dato atto all’ex governatore, quando dice che lui non avrebbe mai ricevuto in Regione i personaggi coinvolti nell’inchiesta della Procura di Roma, di affermare il vero”, conclude il capogruppo. “Lui, gli speculatori, preferiva portarli a spasso per la Sardegna a spese dei contribuenti sugli elicotteri dei Carabinieri”.

venerdì, maggio 07, 2010

Fiume Santo, imminente l’avvio dei lavori per il nuovo gruppo a carbone

“Arriverà a giorni il via libera definitivo per la realizzazione del nuovo gruppo a carbone della centrale E.On. di Fiume Santo: il Ministero per lo Sviluppo Economico ha infatti convocato per il 14 maggio la conferenza di servizi finale, ultimo passaggio dell’iter autorizzativo. Superato tale passaggio, i lavori di ammodernamento della centrale potranno iniziare immediatamente”. A dare l’annuncio è il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana.

“L’intervento comporterà investimenti per 600 milioni di euro e darà lavoro a un migliaio di lavoratori, coinvolgendo negli appalti fino a 60-80 piccole e medie imprese sarde”, sottolinea Diana. “Si tratta di un’importante boccata di ossigeno per una delle aree della Sardegna in cui la crisi industriale si sta facendo sentire più duramente. Con l’accordo per la cessione della Vinyls prossimo alla conclusione, si conferma l’impegno della giunta Cappellacci nell’affrontare le grandi vertenze occupazionali della Sardegna. Il contemporaneo via libera ai lavori per la Sassari-Olbia dimostra inoltre la grande attenzione che l’esecutivo regionale sta mostrando per la parte settentrionale dell’Isola, che mai, nel recente passato, ha visto un simile impegno da parte della Regione”.

“L’imminente avvio dei lavori a Fiume Santo è l’ennesima risposta a chi, nell’opposizione, si ostina a sostenere strumentalmente che la Giunta regionale non starebbe facendo nulla per risolvere i problemi della Sardegna”, conclude il capogruppo. “Al coro stonato si è aggiunto ieri anche il segretario nazionale del Partito Democratico, in visita nell’Isola per la campagna elettorale. L’on. Bersani è in grado di ricordarci cosa ha fatto, nella scorsa legislatura, la Giunta regionale di centrosinistra per risolvere le grandi vertenze della Sardegna?”

giovedì, maggio 06, 2010

Eolico, Bersani e il centrosinistra facciano autocritica

“Oggi Bersani è venuto in Sardegna e, riferendosi all’inchiesta della Procura di Roma su alcuni parchi eolici nell’Isola, ha posto al Governo la domanda sul perché ‘esistano queste autostrade di corruzione’. Bersani, e con lui gli esponenti locali del centrosinistra che sono intervenuti sull’argomento, dovrebbe pensare a fare una seria autocritica anziché rivolgersi al Governo nazionale e all’Amministrazione regionale attualmente in carica, perché da parte del suo schieramento politico ci sono fortissime responsabilità sull’assalto dei ‘signori del vento’ all’ambiente della Sardegna”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, in replica al segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, intervenuto sull’inchiesta giudiziaria durante la sua visita a Cagliari.

“Nel merito della vicenda, che lo stesso Bersani ammette di non conoscere bene, in questa legislatura non è stata rilasciata nessuna autorizzazione per la realizzazione di impianti eolici”, sottolinea Diana. “Ciò grazie a recenti delibere che vietano ai privati la realizzazione degli impianti ad eccezione di quelli per l’autoproduzione e l’autoconsumo e che prevedono la costituzione di una società denominata ‘Sardegna Energia’, la cui quota azionaria di maggioranza sarà detenuta dalla Regione, che gestirà i parchi eolici. Inoltre, la Giunta ha introdotto il divieto assoluto di realizzare parchi off-shore nei pressi delle coste della Sardegna, orientamento che peraltro risultava chiaro già nel 2009, quando con il Piano Casa regionale è stata vietata la realizzazione di linee elettriche nella fascia dei 300 metri dal mare”.

“Forse il ‘ministro ombra’ dell’epoca”, conclude il capogruppo, “dimentica che in Sardegna i problemi c’erano quando a governare era il suo compagno Soru, che mortificava il turismo e autorizzava l’eolico a suon di megawatt. Ora, grazie al centrodestra, questa Sardegna non c’è più”.

venerdì, aprile 30, 2010

Realizzazione Sassari-Olbia è un grande successo della giunta Cappellacci

“La realizzazione della quattro corsie Sassari-Olbia, che sarà possibile grazie alla nomina del presidente Cappellacci a commissario straordinario per l’opera, è uno dei più grandi successi della Giunta regionale di centrodestra”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, a nome dell’intero gruppo consiliare.

“Grazie all’impegno personale del presidente Cappellacci e dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Carta, e all’interessamento del Governo nazionale ed in particolare del presidente Berlusconi”, sottolinea Diana, “sarà possibile mettere in sicurezza in tempi rapidi la ‘strada della morte’, obiettivo che nessuno finora è mai riuscito a raggiungere. Ancora una volta, la strategia del dialogo e del corretto confronto istituzionale si dimostra vincente, consentendo oltretutto di mantenere in Sardegna la cabina di regia dell’opera, a garanzia non soltanto dei tempi celeri di realizzazione ma anche del coinvolgimento delle imprese sarde”.

“Con questo ultimo atto ci auguriamo si ponga la parola fine sulle infinite e strumentali polemiche che hanno accompagnato l’iter per la partenza dei lavori in ciascuno dei suoi passaggi”, conclude il capogruppo. “Come ha chiarito oggi il presidente Cappellacci, le risorse per l’avvio dei cantieri ci sono e quelle per il completamento dei lavori stanno per essere stanziate: ormai non esiste più alcun ostacolo per la realizzazione dell’opera”.

giovedì, aprile 22, 2010

Commissione Bilancio, via libera a fondo di controgaranzia da 238 milioni per Pmi

“Viva soddisfazione” è stata espressa dal capogruppo del Popolo Della Libertà, Mario Diana, per il parere favorevole espresso dalla Terza Commissione consiliare sulle direttive di attuazione del fondo regionale di cogaranzia e controgaranzia per le piccole e medie imprese operanti in Sardegna.

“Le direttive di attuazione, che ora possono essere approvate in via definitiva dalla Giunta, daranno operatività al fondo, istituito con la finanziaria regionale dello scorso anno”, spiega Diana. “I 238 milioni di euro stanziati, che saranno gestiti dalla Sfirs, potranno così servire per favorire l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese sarde o comunque operanti in Sardegna. Grazie all’‘effetto moltiplicatore’ che caratterizza questo genere di strumento, nel sistema economico sardo entreranno in circolo risorse per circa 2.380 milioni di euro, che serviranno per far crescere le imprese e creare occupazione”.

“Il fondo di controgaranzia è una delle principali misure che il centrodestra sta mettendo in campo per affrontare la crisi economica in Sardegna”, conclude il capogruppo. “In una Regione povera di grandi aziende, sostenere le piccole e medie imprese vuol dire rivitalizzare l’intero tessuto produttivo. Sono certo che entro la fine dell’anno si potranno cominciare a toccare con mano gli effetti di questo e degli altri interventi anti-crisi voluti da Giunta e Consiglio, e che l’economia isolana potrà invertire la rotta e ricominciare a crescere”.

martedì, aprile 20, 2010

Demanio, applicazione accordi Soru-Parisi prosciugherebbe le casse regionali

“A voler essere cinici, si sarebbe tentati di trarre una certa soddisfazione dall’iniziativa dell’on. Bruno, che ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale di dare attuazione agli accordi per la dismissione delle servitù militari stipulati nella scorsa legislatura dall’allora governatore Renato Soru con l’ex Ministro della Difesa, Arturo Parisi”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana. “In fondo, non capita tutti i giorni di vedere il capogruppo del più grande partito di opposizione ammettere che, quando la sua parte politica si è trovata a governare, non è riuscita a portare a casa alcun risultato concreto”.

“La mozione presentata oggi, però, dimostra più che altro che i consiglieri dell’attuale minoranza non conoscono i contenuti degli accordi cui fanno riferimento”, sottolinea Diana. “Tali accordi, infatti, prevedono il passaggio automatico al patrimonio regionale dei beni non più in uso da parte delle Forze Armate, la stipula di intese paritetiche per quanto concerne la destinazione d’uso dei beni di natura monumentale e, per quanto riguarda gli immobili tuttora utilizzati dal Ministero della Difesa, l’intervento diretto della Regione – con risorse proprie – per ricollocare altrove le attività ministeriali (siano esse di natura amministrativa o militare). Sul primo punto non c’è alcun bisogno di sollecitare: i beni che dovevano essere trasferiti al patrimonio regionale sono stati trasferiti. Il secondo punto richiede tempi più lunghi e la Regione ci sta lavorando”.

“Ma è sul terzo punto”, conclude il capogruppo, “che l’opposizione si supera, arrivando a sollecitare l’attuazione di un’idea, partorita dall’allora governatore Soru, totalmente campata in aria: se la Regione dovesse ricollocare a sue spese le attività del Ministero della Difesa per liberare aree di pregio come, per fare un esempio, quella di Calamosca, le casse regionali si ritroverebbero prosciugate in un batter di ciglia. Sarà forse per questo motivo che, dopo aver firmato gli accordi, lo stesso Soru si è ben guardato dal sollecitarne l’applicazione, o meglio ancora dall’applicarli in prima persona, dal momento che tale applicazione ricade interamente in capo alla Regione?”

venerdì, aprile 09, 2010

Archeologia subacquea, no ad apertura di nuovo corso universitario a Olbia

“In un quadro di generale difficoltà dell’università italiana, che si appresta a sperimentare la riforma proposta dal governo Berlusconi, attualmente in fase di approvazione, stupiscono certe fughe in avanti di stampo localistico che tendono a riproporre la frammentazione dei corsi universitari, avversata in modo stringente dal progetto di riforma”, dichiara il capogruppo del Popolo Della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, insieme ai consiglieri Oscar Cherchi e Domenico Gallus. “I rumors politici, infatti, riportano che sarebbero in corso contatti con il Governo nazionale tesi a creare in Sardegna un nuovo corso di Archeologia subacquea oltre a quello attivato sin dall’anno accademico 2004-2005 ad Oristano dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, unico in Italia”.

“I lusinghieri risultati ottenuti, sia nell’ambito didattico che in quello della ricerca scientifica, oltre all’impiego di tre ricercatori, hanno accreditato il corso oristanese in ambito nazionale e internazionale”, proseguono Diana, Cherchi e Gallus. “L’Università di Sassari ha già in programma, sulla base dei parametri che saranno introdotti dalla riforma, di trasformare il percorso di studi in un corso di laurea magistrale in Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri del Mediterraneo, di carattere interuniversitario ed internazionale, mantenendo la sede ad Oristano. Il corso potrà collegarsi con l’istituendo Centro di eccellenza e di alta formazione per l’Archeologia subacquea, già finanziato dalla Giunta regionale con 4.750.000 euro di provenienza comunitaria. Appare pertanto inconcepibile che si proponga di attivare un nuovo corso universitario di Archeologia subacquea con sede ad Olbia, dopo che l’Università di Sassari, in accordo con gli enti pubblici territoriali di Oristano e il Consorzio Uno, ha portato avanti una coerente politica di alta formazione con il corso già esistente”.

“E’ auspicabile che i rumors rimangano tali e non approdino a nulla di concreto”, concludono i tre consiglieri, “poiché, se è vero che Olbia possiede straordinarie risorse archeologiche e competenze professionali di altissimo livello nel campo specifico dell’Archeologia subacquea, nell’ambito della Soprintendenza per i Beni archeologici (lo scavo delle navi del Tunnel di Olbia e la loro sapiente musealizzazione ne sono la perfetta riprova), è vero anche che tali risorse umane e scientifiche hanno sempre trovato una sponda in ambito accademico nell’Università di Sassari ed in particolare nella sua sede oristanese, luogo eletto di ricerche e convegni internazionali. La sinergia fra le varie componenti territoriali dell’Isola è la chiave di volta per lo sviluppo, non la guerra antica per la ‘secchia rapita’”.